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 COMBATTIMENTO SPIRITUALE

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Jean
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MessaggioTitolo: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   Dom 18 Mag - 19:53

COMBATTIMENTO SPIRITUALE. (dal Dizionario di Mistica dir. L Borriello ocd)

I. C. nell'ambito educativo. Il c. si può inserire nel capitolo più vasto dell'educazione, la quale si preoccupa di fare prorompere in atto (=educere) le doti temperamentali o, per dirla con Dante « il fondamento che natura pose »,1 di svilupparle, ordinarle, gerarchizzarle: duplice lavoro dunque: di gerarchizzazione e di attualizzazione.

Ora, è proprio nello sforzo di gerarchizzazione che deve entrare in atto il c., nel senso che il riordino delle doti temperamentali implica un lavoro arduo, lungo, assiduo, perché il peccato originale ha messo a soqquadro la gerarchia dei valori: è entrato in azione un fatto nuovo: il cosiddetto desiderio disordinato o concupiscenza degli occhi (=avere), concupiscenza della carne (=godere), superbia della vita (=potere) (cf Mt 4,1; Lc 8,11‑15, 14,18‑21). Memoria, intelletto, volontà, dice efficacemente Tommaso, « ...depressae sunt ad inferiora... usano delle cose visibili, ma, come trascinate verso di esse quasi con impeto e con desiderio disordinato ».2 All'uomo, spiega, Pio XII, « ...non è interdetto il dominio sulla terra, ma egli non ha più la sicurezza nell'esercitarlo... Il suo cammino si trascina con penoso avanzamento tra una mescolanza di fiducia e di angustia, di ricchezza e di miseria, di ascesa e di declino, di vita e di morte, di sicurezza e di insicurezza, fino all'ultima decisione alle porte dell'eternità ».3

Tutto ciò si può anche chiamare: « ipnosi del sensibile »: quella creatura che, secondo i disegni del Creatore, doveva avere sentimenti di lode‑adorazione‑ringraziamento (cf Sir 17,1‑11), subisce un fascino così violento dalle cose create da sentirsi ipnotizzare‑schiavizzare (=captivitas rerum).

« Tanto son belle le creature! » esclamerebbe la Sapienza, che ci affascinano facendoci dimenticare il dovere della lode‑ringraziamento‑adorazione, « ...perché il corpo corruttibile appesantisce l'anima e la tenda d'argilla, s'abbatte sulla mente preoccupata da molti pensieri... » (cf Sap 9,13‑18; 13,7).

Si va ripetendo che Platone è pessimista, quando con il suo mistico genere letterario, esclama, « che la pestilenza del corpo si avventa sull'anima impedendole di raccogliersi e di pensare ».4

Essendo questa storicamente e obiettivamente la condizione dell'uomo, quando egli si sente annunciare un messaggio trascendente e spirituale, trova le sue facoltà « preoccupate » (=occupate prima) da altri beni‑messaggi che lo impressionano più efficacemente, più immediatamente, più facilmente, più continuamente: perciò le sue facoltà risulteranno logicamente e fatalmente « distratte », cioè tirate in due direzioni opposte: il matrimonio secondo la carne lo tira da una parte e quello secondo lo spirito, dall'altra: e questa tremenda lotta avviene nel suo intimo. Viene da pensare al mito della biga alata di Platone tirata da due corsieri: quello bianco della trascendenza e quello nero dell'incarnazione in lotta tra loro: o, meglio ancora, a Paolo: « La carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste » (cf Gal 5,17). Per questo motivo, le facoltà dell'uomo si trovano « disturbate », ora dal caldo ora dal freddo, ora dal mal di testa ora dal mal di stomaco, ora non s'è potuto dormire ora si è stanchi, ora si è ammalati ora si ha paura di ammalarsi.

Essendo questa la condizione dell'uomo, è normale che egli avverta un fenomeno di fatale « spiazzamento » e cioè: il pane che perisce « spiazza » il pane che non perisce: le chiamate dell'avere‑godere‑potere « spiazzano » la chiamata di Cristo: in una parola: i regni di questo mondo « spiazzano » il regno di Dio e la sua giustizia (cf Mt 6,33).

II. Nell'esperienza ascetico‑mistica. Santificarsi implica lavorare, continuamente e costantemente, per gerarchizzare, ordinare, controllare i beni visibili in modo che quelli invisibili e assoluti vengano sempre messi al primo posto, perché, come ricorderebbe Paolo, quelli visibili nascono, durano appena un po' e finiscono, mentre quelli invisibili « restano » (cf 2 Cor 4,18 ). Per questo motivo, gli autori spirituali di tutte le scuole di spiritualità hanno molto insistito sulla necessità e la funzione determinante del c.. suggerendo delle « armi » idonee a far riportare la vittoria sull'uomo vecchio. Alcuni hanno insistito maggiormente sulla preghiera, sul lavoro, sul digiuno; altri sulla prudenza, sull'umiltà, sul rinnegamento di sé, sull'abbandono in Dio, sulla mortificazione in genere.

S. Giovanni della Croce propone, ad esempio, una dottrina che risulta essere la sintesi tra dottrina tradizionale, esperienza interiore ed elementi psicologici. Egli suggerisce la famosa purificazione del senso e dello spirito con l'esercizio delle virtù teologali per riportare la vittoria sul mondo, sulla carne e sul demonio.5 Solo dopo aver attraversato il deserto purificatore della notte, l'uomo rinnovato, o per meglio dire, rinato a vita nuova, può entrare in quella zona diafana in cui contemplare, godendo già, anche se solo in parte, la mistica comunione con Dio.

Note: 1 Cf Paradiso 8, 142‑148; 2 Cf De Malo, 4, 2; 3 Radiomessaggio di Natale, 1956; 4 Cf Fedone 11; 5 Cf Notte oscura II, 21,3.

Bibl. P. Barbagli, Lotta, in DCT, 936‑944; Id., s.v., in Aa.Vv., Il messaggio spirituale di Pietro e di Paolo, Roma 1967, 229‑264; P. Bourguignon - F. Werner, s.v., in DSAM II, 1136‑1142; L. Bouyer, Introduzione alla vita spirituale, Torino 1965; A. Dagnino, La vita cristiana, Cinisello Balsamo (MI) 19887, 585‑690; B. Ducruet, Il combattimento spirituale, Città del Vaticano 1995; B. Marchetti‑Salvatori, s.v., in DES I, 565‑569.
A. Dagnino


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Jean
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MessaggioTitolo: Re: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   Dom 18 Mag - 20:19

Cammino di Perfezione C 23

Chi ha cominciato a praticare l'orazione deve guardarsi dal tornare indietro - Insiste ancora sull’importanza di procedere con coraggio


1 - Quello che importa, ripeto, è d'imprendere la via con la ferma risoluzione di proseguire. Potrei allegarvi in proposito tantissime ragioni, ma per non essere troppo lunga, ne voglio accennare due o tre soltanto.
Eccovi la prima. Quando ci determiniamo a dare un po' del nostro tempo a Colui che tanto ci ha dato e continua a darci, non è forse ragionevole consacrarglielo con generosità, tanto più che questo è di nostro sommo interesse, potendone noi avere grandissimi vantaggi? In caso diverso, invece di donare, si dà solo ad imprestito, con intenzione di riprendersi poi tutto. Ora, colui a cui si è imprestato un oggetto rimane sempre un po' male quando lo si reclama di ritorno, specialmente se ne abbia ancora di bisogno o lo ritenga già come suo. Che dire poi se si tratta di un amico, dal quale chi ha imprestato l'oggetto abbia ricevuto molti altri favori, datigli senza alcun interesse? Egli allora, vedendo che non vuol lasciargli quella piccolezza, neppure come segno di amicizia, lo ritiene, e a ragione, per un uomo avaro e senza cuore.

2 - Qual è la sposa che avendo ricevuto dal suo sposo molte gioie di gran prezzo, non lo ricambi almeno di un anello, non tanto per il suo intrinseco valore, giacché nulla possiede che non sia di lui, ma almeno come pegno che ella sarà sua fino alla morte? E merita forse di meno nostro Signore per doverlo prendere in giro, reclamando subito il piccolo nulla che gli diamo? Quante ore sciupiamo per noi stesse o per intrattenerci con persone che poi non ci sono riconoscenti Orbene, se del nostro tempo ci determiniamo a consacrargliene un poco nell'orazione, diamoci a Lui completamente, libere da ogni pensiero terreno. Consacriamoglielo generosamente, decise di non più riprenderglielo, malgrado i travagli, le contraddizioni e le aridità che ne avessimo. Riteniamolo, insomma, come non cosa nostra, persuase di doverne rendere conto se a Lui non lo consacriamo tutto.

3 - Dico tutto, ma non voglio dire che sia un riprenderlo quando tralasciamo l'orazione per uno o più giorni perché assediate da giuste occupazioni, oppure perché' indisposte. Basta che la nostra risoluzione sia costante. Il mio Dio non è meticoloso, né si ferma tanto in piccolezze. Anzi vi sarà grato anche per il poco che gli date.
L'altro modo di agire è buono per le anime che non sono generose. Non essendo così liberali da donare, è già molto se imprestano. Comunque, purché facciano qualche cosa, il Signore prende tutto in acconto e si accomoda alle loro possibilità. Non solo Egli non è esigente, ma è anzi molto generoso, e condona facilmente ogni debito per rilevante che possa essere. Per ciò che riguarda la ricompensa, è tanto scrupoloso che non lascia senza premio neppure un semplice levar d'occhi, fatto col pensiero a Lui.

4 - Il secondo motivo per cui dobbiamo darci all'orazione con generosità è per impedire al demonio di tentarci troppo facilmente. il perfido ha paura della anime coraggiose, conoscendo ormai per esperienza che egli ne ha sempre svantaggio, perché quanto ordisce a loro danno si converte in loro e in altrui profitto, ed egli ne ha perdita.
Tuttavia non dobbiamo mai trascurarci, né troppo fidarci di noi, perché siamo in lotta con dei traditori. Codardi come sono, se ci vedono all'erta, non osano assalirci; ma se ci scorgono distratti, ci arrecano gran danno. Guai poi se dovessero accorgersi che qualcuno è incostante nel bene e non fermamente risoluto a perseverare! Non lo lascerebbero in pace né giorno né notte, gli ispirerebbero mille paure e gli porrebbero innanzi un'infinita di ostacoli. In ciò sono molto sperimentata, e ve lo posso assicurare. Aggiungo, per di più, che l'importanza di questo avviso è troppo poco conosciuta.

5 - La terza ragione, molto importante per l'argomento che trattiamo, è la seguente. Quando si è certi che, qualunque cosa avvenga, non si deve retrocedere, si combatte con maggior coraggio. Infatti, quando uno è in battaglia e sa che, dandosi per vinto, non gli risparmieranno la vita, si batte con maggior energia; e siccome ha da morire ugualmente anche se non muore sul campo, vuol vendere la vita a caro prezzo, come suol dirsi, e non teme alcun colpo, avendo sempre innanzi l'importanza che ha per lui la vittoria, perché vincere è vivere.
Se non si comincia con sicurezza e piena convinzione di riuscire, si finisce col lasciarsi vincere. È intanto fuor di dubbio che ne usciremo molto ricchi, anche se con il più piccolo vantaggio che ne possiamo ricavare. Non temete! Se il Signore ci chiama a bere a questa fonte, vuol dire che non ci lascerà morire di sete. Ve l'ho già detto e vorrei ripetervelo mille volte, perché so che quando non si conosce per esperienza quanto sia grande la bontà di Dio, è molto facile scoraggiarci. È vero che la si conosce per fede, ma non è a dire il vantaggio che se ne ha quando si è provato, anche per esperienza, con quanta dolcezza e amicizia Egli tratti le anime che seguono questa via, di cui sembra che paghi tutte le spese.

6 - Non mi meraviglierei se chi non ne ha esperienza volesse essere sicuro di averne poi qualche premio. Ma voi già sapete che vi attende il cento per uno fin da questa vita e che il Signore vi dice: Chiedete e vi sarà dato.
Se non credete a ciò che Egli vi dice nel Vangelo, indarno, sorelle, mi rompo io la testa per persuadervene. Affermo tuttavia, per chi ne dubita, che a farne la prova non si perde nulla perché un tal viaggio ha questo di buono: che procura assai di più che non si sappia chiedere o desiderare. Questo è fuori di dubbio. Io lo so, e posso allegarvi in prova la testimonianza di quelle fra voi che per bontà di Dio ne hanno fatta l'esperienza.


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Jean
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MessaggioTitolo: Re: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   Dom 18 Mag - 20:36

Sempre di santa Teresa di Avila:

"Risentono troppo di donna, e io vorrei, figlie mie, che non foste né vi mostraste donne in nessuna cosa, ma uomini forti. Se sarete fedeli ai vostri obblighi, il Signore vi darà animo così virile da far meraviglia agli stessi uomini, giacché tutto è possibile a Chi ci ha tratto dal nulla." (Cam 7,8 )

"Perciò, sorelle, non dovete temere di morir di sete. Su questo cammino l'acqua delle consolazioni non manca mai, né sarà mai che arriviate al punto da non poterne più. E perché è così, seguite il mio consiglio: andate sempre avanti, combattete da forti, morite pure nella lotta, non essendo qui che per questo. Procedendo con la ferma risoluzione di morire piuttosto di non giungere alla meta, anche se qui il Signore vi lascia soffrire un po' di sete, vi disseterà sovrabbondantemente nella vita che non ha fine, dove non si avrà più a temere che quell'acqua ci manchi. - Piaccia a Dio che non manchiamo noi a Lui! Amen." (Cam 20,2)


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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   Dom 18 Mag - 21:49

Grazie Jean.
Citi molte cose molto vere:

"duplice lavoro dunque: di gerarchizzazione e di attualizzazione.

un lavoro arduo, lungo, assiduo,

il cammino si trascina con penoso avanzamento tra una mescolanza di fiducia e di angustia, di ricchezza e di miseria, di ascesa e di declino, di vita e di morte, di sicurezza e di insicurezza, fino all'ultima decisione alle porte dell'eternità ».3

quella creatura che, secondo i disegni del Creatore, doveva avere sentimenti di lode‑adorazione‑ringraziamento (cf Sir 17,1‑11),

Essendo questa la condizione dell'uomo, è normale che egli avverta un fenomeno di fatale « spiazzamento »

gli autori spirituali di tutte le scuole di spiritualità hanno molto insistito sulla necessità e la funzione determinante del c.. suggerendo delle « armi » idonee a far riportare la vittoria sull'uomo vecchio.

Alcuni hanno insistito maggiormente sulla preghiera, sul lavoro, sul digiuno; altri sulla prudenza, sull'umiltà, sul rinnegamento di sé, sull'abbandono in Dio, sulla mortificazione in genere
S. Giovanni della Croce propone, ad esempio, ... l'esercizio delle virtù teologali "

Mi domando sempre e di nuovo se sia possibile compiere questo cammino con la propria volontà: per me infatti è stato sempre impossibile.
E' vero, noi siamo chiamati ad adorare lodare ringraziare in eterno. Questa è la natura con cui siamo stati creati.

Mi pare così che si possa solo chiedere la misericordia dal Signore, che lavori in noi e per noi. E così mi appare impossibile camminare se non restando immersi nella potenza della carità di Maria, l'unica che ha saputo rispondere sì a fondo. Solo da lei, solo dallo Spirito attraverso di lei, solo così si può ricevere momento per momento la forza di morire pure nella lotta, senza perdersi d'animo. Conversione da rinnovare sempre da capo, attimo per attimo.

Mi ricordo la frase del Monfort che dice press'a poco che lo Spirito Santo si precipita nel cuore che trova pieno di Maria. Mi pare che a noi non resti altra possibilità che chiedere a Maria di ottenerci lo Spirito. Spirito consolatore, Spirito di forza, di purificazione. I doni dello Spirito, la Sapienza dello Spirito

Mi pare che la nostra fede debba essere di credere che possiamo ricevere lo Spirito, che la nostra speranza sia quella di poterlo ricevere, che la nostra carità sia quella di supplicare di ricevere il dono di amare nello Spirito.

Mi consola solo la certezza che Dio dà gratuitamente, infinitamente oltre i meriti di ognuno...

Insomma la nostra unica via è la perseveranza nella preghiera. L'orazione, certo. Ma anche arma fondante è la grazia sacramentale: Confessione! oltre che Eucarestia.

Mi interesserebbe sapere più approfonditamente da te sulle diverse forme di preghiera della Chiesa, se è un argomento che rigurda questo forum.

Grazie.


Ultima modifica di Anna rita il Lun 19 Mag - 13:24, modificato 1 volta
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   Dom 18 Mag - 23:22

Grazie Anna Rita,
Anna rita ha scritto:
Mi interesserebbe sapere più approfonditamente da te sulle diverse forme di preghiera della Chiesa
Ho risposto aprendo un nuovo argomento: Le forme di preghiera.
Grazie
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: una annotazione   Lun 19 Mag - 0:04

In questi giorni sto ripensando di nuovo molto agli argomenti che hai citato sopra.
Incontro adesso una annotazione di suor Emmanuel, che mi illuminato in modo particolarmente vivo, come se fosse detta per la prima volta. Riguarda la sfiducia in Dio(in ultima analisi è avere sfiducia in Dio, ogni volta che ci scoraggiamo di fronte alla nostra miseria e abbiamo paura di non poter rispondere al Signore). La sfiducia in Dio è una tentazione tremendamente subdola.
Allora a maggior ragione aggrappiamoci costantemente alla mano di Maria, che è stata la più tentata di tutti, e ha saputo resistere. E scacciamo la paura, con l'Ave Maria. Con l'invocazione allo Spirito Santo: Spirito Santo scendi su di noi...
E' sempre la stessa chiamata: "pregate, pregate, pregate" (i tre livelli della preghiera...)

Lode al Signore perchè Egli è.
Noi non ringraziamo per quanto riceviamo, ma perchè quanto ci viene dato da Dio indica proprio che EGLI E'.
Grazie Jean anche della risposta sulla preghiera nel nuovo argomento che hai aperto... aggrappiamoci e immergiamoci nella Messa...
Grazie.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   Lun 19 Mag - 20:05

Quando santa Teresa di Avila parla di determinazione, quando scrive alle sue figlie insistendo sul fatto che c'è bisogno di avere una determinata determinazione è perché considera questa attitudine in noi molto decisiva per il progresso della vita spirituale. Lei stessa è rimasta circa 20 anni come religiosa senza fare progressi particolari (paragonabili con quelli realizzati dopo). L'analisi che lei fa, la spiegazione che lei porta è chiara: non mi davo totalmente al Signore, il mio cuore era diviso! Di fatti, incontrava tanta gente in parlatorio e questo lei lo viveva come una divisione del suo cuore! Cercava affetto dagli uomini che lei incontrava, dalle persona che lei cercava di aiutare. E' lei che racconta bene la sua propria storia e ce la offre come esempio, da non seguire direi.

Quindi quando lei parla di determinata determinazione, bisogna al meno chiarire due punti per evitare i possibili malintesi:

1- è una determinata determinazione nel darsi totalmente, senza condizioni! Darsi non significa realizzare, ma significa cercare puramente il Signore, e affidarsi totalmente a Lui. Il nostro cuore umano puo' cercare Dio, ma allo stesso tempo puo' cercare mille altre cose, anzi, puo' sotto la bandiera del "cercare Dio" cercare se stesso, i suoi vantaggi, compensi, guadagni affettivi, materiali, o che ne so! E' quindi qui una determinazione a mettere in pratica il primo comandamento: amerai con tutto il tuo cuore, tutta la tua energia ecc… Questo, per santa Teresa aveva come implicazione il fatto di non disperdersi ore e ore con le persone che lei cercava di incontrare. Gesù è un vero Sposo geloso! Vuole o tutto o niente! Se no, non si cammina.

2- la seconda considerazione è la questione del rapporto tra Grazia (Spirito Santo) e volontà umana. Santa Teresa l'ha varie volte affrontato, e l'ha sempre fatto direi in modo cattolico, cioè in consonanza con la Teologia della Grazia. Non si è mai sentito parlare di vita cristiana e di progresso cristiano fatto solo con la forza della volontà! La Grazia è come il suo nome lo indica: Dono soprannatural grauito. Ci precede sempre, ci accompagna, e compie e perfeziona il lavoro comune.
Ma la grazie non cancella la natura, non cancella l'intelligenza ne la volontà. Se la precede, questo implica che la sollecita, sollecita una risposta.
Santa Teresa ci ricorda (anche secondo la sua esperienza) che il lavoro della Grazia si presenta in due forme:
a) una forma che ci è sempre data, e questa ci porta a realizzare il dono di noi stessi! (il soccorso generale della Grazia) qui, il lavoro dipende da noi, perché la Grazia per farlo ci è sempre data.
b) una forma che ci è data come risultato del dono di noi stessi! Qui, il progresso dipende da Dio, ma a condizione di darci a Lui. (è il soccorso particolare di Dio, il Dono Personale che Egli fa di Se Stesso a noi).
Ecco il disegno (scusate se è in francese, ma ho poco tempo) del Mare che illustra il dinamismo della Grazia:

Quando santa Teresa insiste nei capitoli 26, 28 e 29 (tra decine di altri capitoli) nel fare cio' che dipende da noi, non intende mai negare la Grazia di Dio: non si puo' fare niente senza la grazia di Dio! Ma siccome questa grazia ci è data sempre, per fare cio' che dipende da noi, nel scegliere liberamente ogni giorni di darci di nuovo, con purezza di cuore, questo implica di dover FARE cio' che dipende da noi! Questo lei l'ha chiamato quasi separandolo dal resto: orazione di raccoglimento! Ma lo sforzo di determinazione di darsi quotidianamente cade nell'ambito del soccorso generale, del muoversi nel mare, perché semplicemente dipende da noi! Sempre con la Grazia agendo, che è data.
Ma cio' che non dipende da noi, è l'Azione personale di Dio, nel prenderci "in Lui" (movimento nell'aria e nello spazio).
Quindi le parole di santa Teresa sulla determinazione sono assolutamente necessarie da praticare, per mostrare questo minimo di purezza (enterezza) di cuore. E' un lavoro quotidiano per esempio quando facciamo la lectio o la Preghiera del Cuore, cerchiamo di metterci totalemente nelle Mani di Dio (o di Maria). Questo atto, è la Determinazione della quale parla santa Teresa! Il mettere in Pratica la Parola ricevuta, è anche una parte di questa Determinazione… anche se richiede una seconda Grazia…
Non possiamo cadere nel quietismo, del fare niente (lasciando il cuore in fondo al mare credendo che arriverà da solo)… ma neanche nell'attivismo, nel credere di poter fare tutto (poter mandare il nostro cuore dentro il Sole: cosa semplicemente impossibile)! La via giusta è quella di capire bene il meccanismo del movimento del nostro cuore nel mare (o qualche cosa di equivalente).

E' perché non si capisce bene cio' che dipende da noi e cio' che dipende da Dio, che pochi vanno veramente avanti! La storia della vita spirituale di 20 secoli è purtroppo qua per confermare questo danno enorme dovuto in gran parte all'ignoranza! Il secolo scorso ha visto una lotta tremende di cattedre tra due posizioni, che spezzavano il disegno del mare e lo frazionavano. La mia speranza è che questo secolo, se riesce a riscoprire la mistica, non cada di nuovo in 50 anni di discussione su uno schema cosi semplice come quello del mare, avendo due squadre: una che guarda solo il mare (contemplazione acquisita) considerando il Sole come una cosa per pochi eletti e l'altra che guarda solo l'aria… (contemplazione infusa) che non dice molto su cio' che dipende dell'essere umano! O anche: ascetica da una parte (sforzo dell'essere umano) e mistica (vita soprannaturale) dell'altra parte! Per evitare questo dilemma assurdo e letteralmente micidiale, abbiamo bisogno di Distinguere e poi di Unire i due tipi di azioni di Dio e i due tipi di risposta nostra che li corrispondano.
E alla fine è un discorso molto pratico, perché ricevendo la Grazia del Dono personale di Dio, è li che si cresce veramente e si fanno kilometri in pochi giorni! Il Grembo di Maria, pur essendo "oscuro" ci fa camminare molto rapidamente.


Il combattimento spirituale è quindi da capire nel quadro della giusta Teologia della Grazia!

Ma ricordiamoci che nei momenti di purificazione profonda, cio' che si prova non è una cosa piacevole, e la fedeltà a questi momenti "costa", nel senso che assomiglia a chi deve mettere la mano nel Fuoco: brucia! Da una parte brucia ma dall'altra sa che se non lo fa, la Mano non si purifica! Quindi anche qui c'è bisogno di una determinazione! Vissuta in una sempre più grande debolezza, sempre rimessa di noi stessi nelle Mani di Maria, ma non meno dolorosa! Anche qui sono utili le parole di incoraggiamento di santa Teresa!

Grazie per l'attenzione.
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Fiducia in Dio-Abbandono totale in Lui   Mar 20 Mag - 9:24

Grazie Jean di queste parole sulla teologia della grazia, che a me risulta sempre difficile da comprendere . Per non parlare del disorientamento che alla fine di ogni lettura provo: mi domando sempre: "ma allora, NELLA PRATICA, COME SI FA?"

Del card. Martini esce in Germania "Colloqui notturni di Gerusalemme", editi da Herder. In un passo il cardinale dice che ha avuto diverse difficoltà con Dio, ad es. a proposito della Croce. Non riusciva ad accettare la morte di Gesù in Croce, e neanche la morte degli uomini, dopo quella di Gesù. Poi ha capito che " senza la morte non potremmo darci totalmente a Dio. Ci terremmo aperte delle uscite di sicurezza" E aggiunge anche:"Io spero di poter pronunciare nella morte questo SI' a Dio"
Non resta che affidarsi a Dio, credere alla sua Misericordia, sperare in Lui. Per poter arrivare ad accettare la croce man mano più autentica.
Nell'ultimo secolo le testimonianze di santi e veggenti parlano tutte di Misericordia di Dio. Solo credendo a fondo nella Misericordia ci si può dare totalmente a Lui, e si arriva ad accettare la Croce. Croce di dolore condiviso, di amore, di espiazione, di accoglienza: di gioia infinita nella pace infinita. Solo accettando la Croce si comincia a sperimentare la resurrezione. Non dobbiamo avere paura.
Maria in diverse apparizioni, al momento di lasciare il veggente, appare con la Croce di luce ineffabile, di gloria!
Preghiamo chiedendo la grazia di non avere paura, di ricevere la grazia di saperci affidare totalmente.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Combattimento spirituale ed inconscio   Mer 4 Giu - 20:47

Caro Jean, vorresti dire qualcosa sul rapporto tra combattimento, come lo descrivi sopra, e inconscio? E' possibile che ci siano discrepanze tra il combattimento ed il contenuto dei sogni? Cioè: da sempre si dice che i sogni possono essere strumento di autoconoscenza. Nella purificazione si inizia a ricevere una conoscenzaq di sè, sostanzialmente del proprio dipendere totalmente, per l'esistenza stessa.
Prima Domanda:Ma la conoscenza di sè data dalla purificazione può riguardare anche altri aspetti?
E Poi: Può accadere che la conoscenza di sè data dall'interpretazione dei sogni, e dalla purificazione in corso, in uno stesso individuo, non parlino dello stesso contenuto, ma di contenuti diversi, o anche in certi casi contrastanti?
Sembra quasi che la conoscenza data dalla purificazione in certi casi faccia vedere una situazione più "purificata" di quanto dimostra poi la manifestazione inconscia del sogno. E' vero? Mi è sembrato più di una volta di notare questo in alcune persone, e mi ha lasciato sempre nel dubbio.
Gazie
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   Gio 5 Giu - 0:39

Anna rita ha scritto:
Caro Jean, vorresti dire qualcosa sul rapporto tra combattimento, come lo descrivi sopra, e inconscio? E' possibile che ci siano discrepanze tra il combattimento ed il contenuto dei sogni? Cioè: da sempre si dice che i sogni possono essere strumento di autoconoscenza. Nella purificazione si inizia a ricevere una conoscenza di sè, sostanzialmente del proprio dipendere totalmente, per l'esistenza stessa.
Prima Domanda: Ma la conoscenza di sè data dalla purificazione può riguardare anche altri aspetti?
E Poi: Può accadere che la conoscenza di sè data dall'interpretazione dei sogni, e dalla purificazione in corso, in uno stesso individuo, non parlino dello stesso contenuto, ma di contenuti diversi, o anche in certi casi contrastanti?
Sembra quasi che la conoscenza data dalla purificazione in certi casi faccia vedere una situazione più "purificata" di quanto dimostra poi la manifestazione inconscia del sogno. E' vero? Mi è sembrato più di una volta di notare questo in alcune persone, e mi ha lasciato sempre nel dubbio.
Gazie

Cara Anna Rita,
Bella domanda, e utile, perché sogniamo tutti. Grazie di farla.
Cercherò di essere saggio e prudente nella risposta! (non sarà completa, ma già diro due o tre cose importanti)
E vero che, psicologicamente parlando, una grande tensione nelle vita conscia (il combattimento) genera cose opposte durante il sogno! Perché il sogno, come un messaggero (ma per chi sa interpretare), re-equilibra, "complementa" cio che manca al conscio. Ma è ovvio che questa non è ancora la mia risposta. Saper leggere queste cose richiede molta esperienza, e nel caso nostro esperienza combinata con la vita spirituale. (cose delicate)

1- Avevo letto molti anni fa un consiglio che avevo trovato nei padri del deserto che credo è molto utile ed efficace, e secondo me "da seguire" con fermezza. Lo daro' e ridaro' dopo una forma più "moderna", più spiegata del consiglio.
Il consiglio dice grosso modo (cito di memoria): qualsiasi cosa che ti accade durante il sogno, non guardarla (cioè continui a vivere la tua giornata come se fosse passato NIENTE). (soprattutto le cose che turbano). L'uomo sapeva di che cosa parlava!!
I Sogni Spirituali che sono grazie evidenti per noi, già comunicano la loro grazia e basta!! Non hanno bisogno di collaborazione da parte nostra (come per l'orazione). Qui anche si applica il consiglio di Gv della Croce che dà per chi fa orazione: Dio lavora nello spirito, quindi nel sopraconscio, e quindi, cio' che cade nell'anima sono briciole, non cercare di abbracciare la grazia, con l'anima perché è già stata abbracciata dallo lo spirito.
Anche quando una persona vive una vita spirituale seria, impegnata, e fervente, puo' avere dei sogni che non hanno niente da fare con i comandamenti di Dio.
Ma confermo che non solo questo accade durante il sogno, ma anche durante la preghiera del cuore! Leggete l'ultimo capitolo della notte del senso (1NO 14)! Si parla di spirito di blasfema, di spiriti impuri, ecc…
Si applica qui la stessa cosa: non lasciarsi turbare. Qualunque sia l'orrore della cosa che si vive, o la sua cattiveria! Quindi le mie parole sono chiare. Ve l'ho detto! Ricordatevelo il giorno che accadrà.
E questo non significa che c'è contraddizione con la vita fervente della vita cosciente! No! La nostra reazione (di rimanere tranquilli, saldi in una fede rinnovata) conta molto per la nostra crescita. Non cerchiamo (avete notato che sia il monaco del deserto, sia san Gv + hanno detto: non cercate di capire da dove viene la cosa! No! Sarebbe una tortura inutile! E neanche l'accompagnatore andrà a fare questa ricerca! Perché può essere veramente perdita di tempo.)

Obiezione: perché "perdita di tempo"? Il discernimento va applicato sia ai fenomeni della vita spirituale (durante l'orazione) sia ai fenomeni dell'inconscio (durante il sonno). Di più abbiamo l'analisi dei sogni, che rivelano l'inconscio.
Risposta: la nostra saggezza, il nostro discernimento, sono cosi deboli e fragili, troppo profondi, troppo bassi, che non possiamo offrire un'analisi non solo azzeccata (perché non basta capire), ma soprattutto utile per il progresso spirituale. Trarre una informazione di questo genere a partire del mare del sopraconscio o del mare dell'inconscio, è una "entreprise hasardeuse" (impresa rischiosa, rischia di non arrivare)!

Ma allora, cosa si fa con l'analisi dei sogni?
Direi cosi: se il messaggio del sogno è chiaro e applicabile, non abbiamo bisogno di fare tutte queste domande! Se posso fare l'analisi su me stesso, allora la faccio sia spirituale, sia psicologica, e poi dopo combinandola col il spirituale. Ma spesso l'analisi è difficile, e rischiosa, e ripeto non abbiamo la sapienza di Dio per farle! Vale la pena perdere più del ragionevole tempo e tormento (energia)? Non lo credo affatto.
Ripeto: se il messaggio (l'analisi) è chiara, e si coglie oggi, con un po' di analisi combinata col desiderio di progredire, allora si prende il messaggio e lo si mette in pratica.
Ma cadere nel tormento di certi sogni, senza neanche avere la scienza psicologica dell'interpretazione dei sogni (scienza difficile e lunga), credo non utile, e non richiesto da Dio.

Quindi riassumo con due punti:

1- se il sogno è totalmente opposto alla luce divina, tormenta, è grosso, pesantissimo, assurdo, troppo negativo senza poter dare una spiegazione Luminosa, allora si DEVE lasciare, e cercare di mantenere la PACE e di DIMENTICARE… (quindi il consiglio del monaco e di s Gv della Croce) Non sentirsi neanche obbligati di prima cercare una spiegazione: si rimane nell'Oblio e nella Pace… consiglio da mantenere ferramente! La nostra vita ha luogo nell'ambito cosciente che deve avere tutta la sua libertà (e non i tormenti dei sogni che penetrano dentro la vita conscia)!

2- Se il sogno è analizzabile, senza perdita di ore e ore, se il suo significato appare, come tramite una esegesi spirituale di un testo, a noi, allora, si prende, come si prende la LuceAmorosa della Lectio, o come si prende il consiglio di una persona.

Per il momento rimarrei cosi.
Spero di non essere stato fuori domanda.
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: mah!   Gio 5 Giu - 6:46

Grazie.
L'impressione che ne ho, dato, come dici bene, che non possiedo una "scienza" idonea, è che i sogni sono motivo di confusione, spesso.
Se è un sogno positivo: resta il dubbio che non sia "veritiero", salvo riceva conferme dalla lectio o dalla preghiera. Questo accade a volte, ma è accompagnato da pace particolare. Altre volte, senza riscontri "concreti", anche il sogno "positivo" genera dubbio.
Se è un sogno negativo: turba. Ma anche lì risposta unica è la preghiera: mattere "il cuore" in Maria è mettere "tutto": conscio inconscio e quant'altro si possa inventare faccia parte della nostra antropologia, che magari neanche conosciamo. E poi aspettare che passi.
Mi pare necessario ripetere che non ci deve lasciare spaventare da nessun sogno, positivo o negativo. E' importante però che ci sia anche, a volte, un sostegno esterno di conferma. Le persone ricevono una impressione forte dai sogni, ne tengono conto, o sentono di doversi mettere per lo meno a confronto con i propri sogni, farne un discernimento.
QUINDI: grazie delle spiegazioni


Ultima modifica di Anna rita il Gio 5 Giu - 13:57, modificato 1 volta
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   Gio 5 Giu - 7:01

Anna rita ha scritto:
L'impressione che ne ho, dato, come dici bene, che non possiedo una "scienza" idonea,
Questo "non possedere la saggezza divina" (non la scienza solo) e il discernimento, è una cosa non propria a te o ad alcuni! E' per tutti - nessuno ha questo (incluso il sottoscritto).
Per questo il miglior modo è di non aprire la porta del sogno e farsi mille domande, quindi astenersi al consiglio del Monaco che ho citato.
Sembra arida e radicale la risposta del Monaco (non cercare di capire niente), ma, al meno da mia parte, l'ho praticata molti anni... e devo dire che era una ottima cosa. Praticarla bene vuol dire tagliare bene sia il discorso sia l'attenzione data al sogno. La Pace che ne risulta, e la libertà durante la giornata per la mente e per la volontà sono dei frutti ottimi per poter dedicare la giornata al Signore.
Se il Signore ha indicazioni a darci, lo fà durante la lectio. Per il resto, una sobrietà è necessaria.
Jean
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MessaggioTitolo: Re: COMBATTIMENTO SPIRITUALE   

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COMBATTIMENTO SPIRITUALE
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