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 giovane ricco e vita spirituale

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AutoreMessaggio
Marco



Numero di messaggi : 5
Data d'iscrizione : 21.01.08

MessaggioTitolo: giovane ricco e vita spirituale   Mer 28 Mag - 17:24

Caro Jean,

per te e per chi volesse rispondere ho una domanda sul brano del giovane ricco a partire dai volti di cristianesimo che descrivi nel libro sulla scuola di Maria:
secondo voi, qual era la condizione del giovane ricco? quella di una fede morale (basata sulla fede in alcuni valori, cose da fare...) o di una fede già soprannaturale, nel senso della percezione di una Presenza?

Me lo chiedevo perchè nel primo caso la richiesta di Gesù di dar tutto ai poveri mirerebbe forse ad abbandonare tutti quegli idoli che si sostituiscono al Signore impedendone di percepire la presenza; quindi con questa richiesta Gesù spingerebbe il giovane verso l'ingresso nel "soprannaturale". Nel secondo caso la richiesta sarebbe più nell'ottica della purificazone dei sensi, verso l'unione delle volontà: pur percependo la Presenza di Dio, il giovane si sarebbe infatti arrestato nella sua crescita spirituale.

Ringrazio già per le risposte,

Marco
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Anna Maria

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Numero di messaggi : 93
Data d'iscrizione : 29.10.06

MessaggioTitolo: Re: giovane ricco e vita spirituale   Mer 28 Mag - 19:21

Caro Marco,
ti ringrazio per la tua domanda e vorrei provare a risponderti.
S. Teresa d'Avila nel suo libro "Il Castello interiore" (chiamato anche libro delle mansioni) descrive il ritorno verso Dio in sette passi. I primi tre passi (le prime tre mansioni o dimore) rientrano ancora in una vita ragionevole e la Santa parla del giovane ricco proprio nelle terze mansioni. Ecco le sue parole:
"Tornando a quello che avevo cominciato a dirvi delle anime che sono entrate nelle terze dimore, il Signore non ha fatto loro una piccola grazia nell'aiutarle a vincere le prime difficoltà; al contrario, gliel'ha fatta assai grande. Credo che, per la sua bontà, di queste anime ce ne sono molte nel mondo: vivamente desiderose di non offendere sua Maestà, si guardano anche dai peccati veniali e amano far penitenza; hanno le loro ore di raccoglimento, impiegano bene il tempo, attendono a opere di carità verso il prossimo; sono molto regolate nel modo di parlare, di vestire e nel governo della casa, se ne hanno una a cui badare. Certamente, è uno stato degno d'invidia e non c'è motivo, a quel che sembra, che possa esser loro vietato l'ingresso fino all'ultima dimora, né il Signore glielo negherà, se esse lo vogliono, perché la loro disposizione è perfetta e adatta a meritare ogni grazia.
Oh, Gesù! E chi fra noi dirà che non vuole un così gran bene, specialmente dopo aver già superato ciò che vi è di più penoso? Nessuna, certo. Tutte diciamo di volerlo, ma, occorrendo qualcosa di più perché il Signore possegga del tutto un'anima, non basta dirlo, come non bastò a quel giovane cui il Signore insegnò che cosa doveva fare se voleva essere perfetto. Da quando ho cominciato a parlare di queste dimore, l'ho dinanzi agli occhi, perché siamo ne più ne meno come lui.
" (3M 1,5)
Quel "qualcosa di più" è la "santa e celestiale follia" di cui parla S. Teresa d'Avila nel capitolo sedicesimo della sua "Vita".
Per entrare nel soprannaturale occorre infatti fare un salto di qualità: bisogna fare la follia di decidersi per Cristo, perchè Gesù ci ama alla follia!
Una vita "ragionevole" invece pone dei limiti alla nostra risposta d'amore a Gesù.
Spero di esserti stata un po' d'aiuto...
A presto!
Anna
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Jean
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Numero di messaggi : 550
Localisation : Londra
Data d'iscrizione : 19.03.06

MessaggioTitolo: Re: giovane ricco e vita spirituale   Sab 31 Mag - 4:34

Grazie Marco per la tua domanda sul Giovane ricco.
Bella Anna la tua risposta e perspicace. Non mi ricordavo del passo di Sta Teresa sul Giovane ricco. Prima di vedere la tua risposta avevo preparato una risposta; vedrai, dice (a mio modo) cio' che dici tu. Eccola:

Se ti interessa, puoi leggere il primo capitolo dell'Enciclica di GP II: "Veritatis splendor" li hai un'analisi. Anche se l'impostazione è la questione della morale, è bella.


Adesso, cerco di dire come vedo le cose e perché.

Quando il Giovane chiede a Gesù: "cosa devo fare per avere la vita eterna", il Signore non dice subito: "vieni e seguiMi"! Eppure, avrebbe potuto farlo. La stessa cosa quando Dio ha cercato di rimediare alla caduta di Adamo, non ha mandato subito il Messia, ha operato in modo pedagogico. Ha mandato Mosè prima, poi i Profeti, e cosi ha preparato il popolo, ha preparato il terreno, per il Grande Seme.

Il Signore comincia col indirizzare l'attenzione a Dio (alla Trascendenza, al Dio creatore… al Dio come si presenta nell'Antico Testamento).

E cosa verifica? Verifica il funzionamento del soccorso generale della Grazia. (le prime tre mansioni di santa Teresa).

Questa grazia è grazia certo, ma è data a tutti, per fare un minimo se vuoi, per portarci alla frontiera dell'Incontro Personale con Cristo, Dio-Persona, Dio-Umanizzato.

Quindi secondo me, siamo ancora nell'Antico Testamento! E vedi bene qui come Gesù non cancella l'Antico Testamento, ma fa passare per questa economia, per questa preparazione prima! Pur essendo Lui Gesù il Salvatore, non cancella o cortocircuita questa tappa importante e preparatrice della Terra. (tra parentesi: quindi il Cristianesimo porta in se l'Antico Testamento in quanto preparazione per Cristo. E lo propone! Non dà il prosciutto nudo, dà il panino prima, poi il panino col prosciutto)

Il soccorso generale della Grazia ci fa arrivare alla superficie dell'acqua (se ti ricordi l'esempio fondamentale del Mare). Ci fa arrivare alla frontiera del Dono si noi stessi, dell'Incontro con Cristo.

La Potenza della Grazia specifica al Cristianesimo, della Risurrezione viene dopo. Richiede un Dono totale, che allora apre la Porta divina, e fa si che Gesù-Persona si dà a noi. E li che comincia l'abbondanza della Grazia, senza misura, grazia su grazia!

Il tipo di grazia qua è diverso: è una Venuta Personale di Cristo, un'entrata in contatto con Lui. Vedi che nella seconda tappa del racconto del Giovane ricco, Gesù non rimanda più a Dio, al Dio che è solo buono, ma rimanda a se Stesso come essendo questo Dio buono, ma non solo buono, ma Amante. "Lo guardò e Lo' amò" dice la versione di Marco.

Poi arriva un punto "strano" ma capitale e decisivo per capire il tipo di relazione, e il tipo di grazia specifica di Cristo (e del Cristianesimo): Gesù pone le Sue condizioni per seguirlo. E in modo molto chiaro, il testo del Giovane ricco, ma anche il testo molto importante che segue (che secondo me fa ancora parte del racconto), proporrà delle condizioni molto drastiche per seguire Gesù! Il punto di Luce qua che bisogna capire bene, è che non è che Gesù rende difficile ed "elitismo" il fatto di seguirLo! No! Semplicemente dice: "non si puo' seguirMi! Con i vostri modi, con le vostre logiche, con i vostri mezzi, con i vostri muscoli, con la vostra morale, con il vostro culto, col i vostri dogmi, con tutto ciò che volete, non potete seguirmi! Cioè, non potete muovervi/volare nell'aria e nello spazio (esempio del mare), per poter dopo entrare nel Sole della Trinità; non è possibile all'essere umano! Perché Dio è cosi Santo, Io sono cosi Dio e lontano da voi, che non potete! Pur essendo cosi vicino da voi, voi non potete venire! Non potete chiamarmi, sono Io che vi chiamo."

La Potenza dello Spirito, del Dono dello Spirito è una cosa cosi diversa, cosi forte, ma cosi gratuita, che Solo Dio la dà, quando vuole e come vuole.

Jean
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Anna rita



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Data d'iscrizione : 20.03.06

MessaggioTitolo: 30 e 315:Sacratissimo Cuore di Gesù e Visitazione di Maria   Sab 31 Mag - 9:19

Sono d'accordo su quanto dite su S Teresa, modalità umana e divina, dono dello Spirito. Il giovane ha incontrato Gesù, certo, ma lo vede ancora umanamente, come maestro; lo vede buono, ma ancora uomo, buono, certo più di tutti gli altri, ma ancora solo uomo. Ma arriverà anche lui a vedere Dio , totalmente Altro e Oltre, e allora scoprirà con indicibile sorpresa, folle scoperta, che è solo quell'Oltre che è la realtà cui il suo cuore tende senza saperlo, e che finalmente, con pienezza davvero folle tanto lui non la poteva immaginare o sperare o sognare, lì c'è la sua identità: di uomo unito alla sua fonte, alla sua radice, al suo compimento, alla sua pace. Alla sua gloria. Alla sua felicità.
A me questo brano dice anche che, come S Teresa ricorda continuamente, il rischio di tornare indietro c'è sempre, la conversione è una decisione "per Lui" di ogni momento. E se il dono dello Spirito ci è dato come e quando Lui vuole, a noi però è data la possibilità di chiederlo continuamente. Perchè la "follia" di seguire Gesù si dimostra "svelamento della realtà VERA" quando come S Teresa si arriva a vivere nell'unione con Lui. Lì allora si vede come sia "folle" la felicità che Lui ci vuole dare. Allora ci si accorge che questa è la "vera realtà", cioè la vera vita è in Lui, e che è l'unione con Lui la realtà autentica, e che è follia, inganno, menzogna, il resto che non è pienamente Lui. La realtà vera nostra è il nostro cuore di carne finalmente unito a Dio, che noi non possiamo da soli nemmeno immaginare cosa e dove sia. E' follia non tendere all'unione con Lui, che sembra costi tanto a noi accecati ; ed è vero non possiamo da soli, ma crediamoci a questo infinito e infinito e infinito indicibile, perchè Lui ce lo vuole dare. Tutto quel che Lui ha fatto è per darci questa unione! Il giovane ricco: Gesù lo guarda, e gli rinnova il suo Amore, nel momento in cui il giovane gli ha solo chiesto "cosa devo fare?". E poi l'Amore Gesù non glielo toglie più, resta in eterno, è la Promessa. E' la Grazia che è data a chi chiede. E poi nessuno ce la fa, da solo, come il giovane che siamo tutti noi, ma Gesù viene, MANDA DA' SUA MADRE: Gesù dà lo Spirito, in Sua Madre. Sua Madre è l'immagine visibile dello Spirito, come dice con molta verità Edith Stein. Dobbiamo solo crederci, e sperarci, e allora ci è offerta la via: dare il cuore a Maria, che instancabilmente ce lo chiede, ma solo per potere avere la possibilità di soccorrerci: allora SUBITO, come sempre ricorda Jean nell'insegnamento, lei ci porta a Suo Figlio! E lo fa ricominciando di nuovo ogni attimo, senza sosta e senza fine, di grazia in grazia, in modo sproporzionato, non paragonabile al merito di ognuno. Vieni, cioè chiedi, e seguimi, cioè vedi come il mio giogo è soave, è lieve, con il tuo cuore di carne unito a Gesù, in Maria, a Gesù Eucarestia in Maria. Il tuo cuore di carne unito al Cuore di carne di Gesù, al Corpo di Gesù, all'Anima di Gesù, nel Cuore di carne di Maria.
E a questo punto possiamo solo adorare, lodare, chiedere che Maria renda grazie per noi. Alleluia.
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