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 Quietismo, vera passività, fasla passività

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Jean
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MessaggioTitolo: Quietismo, vera passività, fasla passività   Sab 12 Lug - 21:07

Anna rita ha scritto:
Punto 2 e 3) Sì sono d'accordo che occorre grande prudenza, ed affidarsi, affidarsi, affidarsi, questo non basta mai. (Tutto sommato, meglio rischiare se mai il quietismo: tanto ci pensa il Signore a svegliarti, se serve... sa parlare molto deciso, se vuole...).
Non credo che sia mai una soluzione quella di rischiare il quietismo. La ragione per la quale dico questo è storica, mi spiego:
Nella Chiesa, dopo aver avuto una nascita, un fiorire straordinario della vera mistica, nel 500 (Spagna) e nel 600 (Francia), si sono purtroppo sviluppate correnti di quietismo, e la mistica, appena nata, è morta nel 700, fino ad adesso! Tutto questo, è dovuto alle deviazioni del quietismo! C'è stato tutto un processo nella Chiesa, e poi una condanna dal Papa, e quindi alla fine abbiamo – per paura – buttato il bimbo (la mistica) con l'acqua sporca (il quietismo). Quindi "grazie", ma non mi piace affogare la Grazia della Mistica di nuovo sotto la sabbia.
La "Mistica per tutti" è un equilibrio molto difficile da raggiungere, e se lo dimentichiamo, riseppelliamo tutto di nuovo! Quindi, pietà, non fare ricadere tutto nel nulla di nuovo, quando ancora non è neanche veramente nato!
Quando si contemplano le meraviglie del 500 Spagnolo, e quando dopo si contemplano le catastrofi dell'uccisione della Mistica (e anche dell'odio per la mistica), si rimane perplesso!! Fino a poco fa', in Francia (parlo di cio' che so, solo per dare un esempio palpabile), tra il clero secolare, non si usava mai la parola "mistica", perché era sospettosa! E fino ad adesso, in varie aree della Chiesa, la cosa continua… Quindi, per favore, pietààààààà, non dire una cosa del genere perché risveglia la storia e drammi storici! La Chiesa è molto frettolosa quando si tratta di deviazioni! Non le vogliamo, e non vogliamo neanche rischiare di caderci! Anzi, cerchiamo le vie per rendere possibile una mistica alta, profonda, ma sana, durevole, e convincente che dà dei frutti!
Dopo quella catastrofe della condanna del quietismo (e della mistica indirettamente), c'è stato un risveglio nella prima metà del secolo scorso (studiate quell'epoca) e poi, purtroppo, siccome le questioni rimanevano staccate dalla realtà pratica, rimanevano accademiche, e nessuno è riuscito ad avere una posizione giusta, praticabile, e utile per le questioni fondamentali che si discutevano, siamo caduti di nuovo nel vuoto!! Il respiro non era ampio! Poca audacia, pochi passi concreti, vie concrete da percorrere.
Quindi ogni volta che un feto si mette in marcia, c'è un "aborto"! e tutta la Chiesa perde, tutti noi, e i nostri figli. Meno frutti, meno fecondità ecc.
Quindi se parliamo di mistica facciamo bene, perché onoriamo la Forza vivificante del Risorto, ma la mistica và portata con chiarezza, precisione, equilibrio e prudenza/discerniemento soprannaturali! Il resto, va escluso, per non deviare e cadere nel nulla! Quindi pietààààààààà
Jean

Per il Quiestismo: http://www.clerus.org/clerus/dati/2000-10/28-999999/mqr.html#a


Ultima modifica di Jean il Dom 13 Lug - 21:17, modificato 2 volte
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Grazie   Dom 13 Lug - 10:49

Grazie di tutte le tue risposte, Jean.
(Ho usato la parola "quietismo" nel senso che c'è in uso nel linguaggio corrente, che significa "non prendere troppe iniziative, stare sotto tono" , ma è stato occasione per te di chiarire cosa è "quietismo" nella chiesa, il che è utile.)

Imparo di nuovo, anche da una tua risposta, che parlando di vita spirituale è meglio affidarsi alla Parola, senza imbarcarsi in troppe spiegazioni, perchè si rischia di generare malcomprensione. Vedi Is 55 di oggi che lo ripete esplicitamente. Non siamo noi i padroni miopi (e persino sacrileghi!) della Parola, che parla ad ognuno come è nel Suo disegno.
Grazie di questi insegnamenti.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Dom 13 Lug - 21:17

Grazie Anna Rita,
avevo menzionato il "quietismo" nel n°6 dicendo:

"6- A volte anche il contenuto della lectio sembra cosi "debole", impercettibile che si ha l'impressione che il Signore chiede "poco"! In certi periodi è il caso (Gv della Croce ne parla al livello dell'azione della Grazia, in un periodo particolare (certi momento della notte, e poi, fidanzamento spirituale)), nel senso che ci insegna ad affidarci di più a Lui (Teresina parlerà dell'Abbandono e della fiducia). Ma è altrettanto vero che bisogna assicurarsi di questo per non cadere in un certo quietismo velato."

Ho reagito fortemente alla tua frase (cfr. sopra) perché il "quietismo" al quale facevo allusione era semplicemente una cosa ormai categorizzata come un "eresia". Ed è ovvio che, usato allora in quel senso, non passava la cosa.

Ma, è altrettanto vero che la tua frase è molto interessante ed è, in un certo senso, giusta se la parola "quietismo" viene presa nel senso moderno, o meglio se mettiamo un'altra parola, per esempio "passività". Ecco la tua frase:

(Tutto sommato, meglio rischiare se mai il quietismo: tanto ci pensa il Signore a svegliarti, se serve... sa parlare molto deciso, se vuole...)

Se la facciamo cosi:

(Tutto sommato, meglio rischiare se mai un po' di passività: tanto ci pensa il Signore a svegliarti, se serve... sa parlare molto deciso, se vuole...)

Con queste parole: "Passività", o anche "abbandono spensierato", o "quiete"... la frase ha certo un interesse e un senso da approfondire (tu comunque ripeti spesso, questi tempi, cose intorno all'affidarsi, ecc).

Come dicevo, la vita spirituale è una cosa molto delicata, e se ti ricordi, l'esempio della danza, nel quale riassumo in modo semplice i vari modi di "corrispondere" alla grazia, il primo modo assomiglia molto al terzo (anche se la differenza tra loro è enorme):
1- Sedersi, non facendo niente, dicendo che siccome è Onnipotente, farà tutto Lui
3- Alzarsi, e ballare, ma con una docilità somma, per la quale non si ha l'impressione quasi di fare niente, di essere come una piuma nelle mani di Gesù.

E' altrettanto vero, come dici tu, che chi fà la lectio puo' difficilmente cadere nel rischio di un quietismo (eresia) prolungato, perché il Signore ha la possibilità di svegliarlo, tramite la lectio. Su questo punto sono d'accordissimo. La quiete sarà piuttosto nella zona della preghiera del cuore.

Aggiungerei qualche cosa di importante, ed è la ragione per la quale ho voluto creare questo nuovo soggetto:
San Giovanni della Croce dice che c'è una fase della vita spirituale dove si ha l'impressione di fare poco per il Signore. E' una fase dove si impara appunto a lasciare il Signore lavorare (prendere lui in mano noi, e il modo di fare nostro), si impara ad abbandonarsi, ad affidarsi sempre di più.

Parlando di questo, mi viene in mente una ragazza che conosco: questa ragazza non poteva imparare a nuotare (in una piscina) perché non poteva lasciare il bordo della piscina! Mi meravigliavo molto di questo! Per poter imparare a galleggiare o a nuotare, bisogna allontanarsi un po' dal bordo della piscina! Ma lei non ne voleva sapere niente!! non ne poteva niente neanche!! Eppure era una persona intelligentissima, molto brava a scuola! La vita spirituale impone all'essere umano ad un certo momento il dover lasciare la riva della spiaggia, per poter andare in mare profondo, lasciare i nostri propri modi, per imparare a lasciare il Signore agire in noi. Questo momento nella vita spirituale (e nella vita tout-court) di un essere umano è fondamentale e "critico".
Può per alcuni sembrare quietismo! E sarebbe un grande peccato e una ignoranza crassa pensarlo! (Eppure). E' per questo che san Giovanni della Croce scrive, per sottolineare questo passaggio. Lo considera assolutamente vitale, al punto che ha una collera di 10 pagine (in Fiamma Viva str. III verso 3) mai viste nella storia della santità. Pesta contro i direttori spirituali, durante 10 pagine, con una violenza incredibile (pero' il zelo per le anime lo merita, perché sono sacre!)! Non si è mai visto questo! Perché lo fa? appunto, davanti a questa svolta nella vita spirituale, lui nota che tante persone fanno marcia indietro, perché non hanno chi le guida per passare la svolta!! Anzi, hanno gente che li danno da fare, fare, fare, turbando cosi l'Azione divina in loro, e facendoli fare marcia indietro!

E' in onore a questa dottrina e a queste pagine scritte da san Giovanni della Croce che apro questo soggetto qua, perché c'è chi pensa che è quietismo (eresia), eppure si sbaglia.
Quando san Giovanni della Croce spiega questo punto di passaggio dalla modalità umana di funzionare con la grazia (noi che guidiamo grosso modo la nostra vita spirituale anche se pensiamo il contrario) alla modalità divina (è il Signore che guida) sembrano le sue pagine anche loro un quietismo "avant la lettre". Al suo tempo, il "quietismo" come espressione non era ancora forgiata, si usava l'espressione "alumbrado" o altre espressioni. "los alumbrados" era anche questa un eresia che cadeva sotto la condanna dell'Inquisizione Spagnola. Verso la fine della sua vita, san Giovanni della Croce (che non era tanto stimato da alcuni dei suoi confratelli) aveva una procedura di inquisizione lanciata contro di lui da parte di uno di loro!! Mori' prima! Sarà un discepolo suo, Quiroga, che lo difenderà post mortem da questa accusa di "alumbrado" scrivendo libri.

Quindi anche nell'ortodossia, ci sono dei momenti dove bisogna imparare ad agire in modo più adatto all'Iniziativa divina, e quindi questo sembra "quietismo" perché bisogna imparare a lasciare il volante della macchina nostra a Dio, seguire lui, invece del nostro parere! Ma siccome c'è molta ignoranza delle cose spirituali, nella vicenda del quietismo (XVII) non si è riuscito a distinguere bene tutti gli aspetti. Quindi la condanna è stata emessa, e purtroppo, tutta la "mistica" è passata anche lei nel cestino!! Quindi il danno è stato tremendo, tremendo!! Ignoranza! O ignoranza, nel tuo nome quante cose possono essere fatte!

La cosa la più buffa è che san Giovanni della Croce è stato dichiarato santo, e peggio ancora: "dottore della Chiesa"!
Sempre, in questo tipo di problematica di discernimento, possiamo dire che alcuni passi di santa Teresina, se sono estratti dal loro contesto, sembrano quietismo, o anche altri sembrano scritti dalla mano di Lutero (dove non appare la dottrina della trasformazione/divinizazione dell'essere umano e siamo coperti dal Sangue di Cristo, rimanendo peccatori fino alla fine)! Ecco quindi che dobbiamo essere saggi, prudenti, profondi e lenti a condannare.

Bene mi fermo qua.
Ricordo solo che questo passaggio dalla modalità umana alla modalità divina è stato studiato durante il Corso di secondo livello che abbiamo fatto e che è dedicato in gran parte alla purificazione profonda, alla trasformazione profonda che il Signore vuole realizzare nel nostro agire.

Grazie ancora: felix culpa.
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: DIFFICILE!!!   Lun 14 Lug - 9:35

In ogni modo, NELLA VITA PRATICA, discernere ogni momento la FALSA passività è spesso difficile, specialmente con l'educazione ricevuta volontaristica, è motivo di dubbio...Non resta che affidarsi, anche lì: Lui vede la buona volontà\ buona fede... e poi dà un colpetto in avanti... o aspetta... MA LASCIA LIBERA la nostra volontà, e alla fine resta alla nostra COSCIENZA... molto difficile!
Quando l'intelletto NON SA, la grande forza trinfa: l'eucarestia! e la vita sacramentale! Oggi Is 1,10: "udite la parola...ascoltate la dottrina" ma poi il salmo 50: "Chi offre sacrificio di lode...a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza". Come diceva S Teresina: nell'aridità faccio opere di carita". Di fatti Mt 10: prima avvisa della spada che ha portato, la cui misura non è semplice da discernere, ma poi dice "chi avrà dato anche un solo bicchiere di acqua"... Dobbiamo CREDERE che non ci lascia soli. La CHIESA e la VITA SACRAMENTALE!
Grazie.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Lun 14 Lug - 15:07

E' vero e ovvio che quando non si sa (cioè quando si è "novizio"), non si sa! Non si può indovinare una cosa che non si è mai vista (cultura volontaristica o no, è il caso di tutti, ma certamente accentuato per il volontaristico! Ma la cultura "fannullona" avrà anche lei le sue difficoltà.). E' per quella ragione che si fa un po' fatica a "riconoscere" l'azione di Dio, cercando le descrizioni che se ne fanno nei libri ecc. Si cammina a tentoni.
E' per quella ragione che l'accompagnamento è importante. Ma non solo.
Come dici tu, "la buona volontà", "la buona fede", sono importanti. Esplicito un po': la buona volontà, non qualsiasi, ma quella che ha l'umiltà come attitudine di fondo, cioè come scelta conscia. Perché l'umiltà è fondamentale, è la base della vita spirituale, e lei (l'umiltà) genera flessibilità, docilità...: essere pronto – per il Signore – a cambiare una cosa in noi, un'attitudine, ecc.
Un'attitudine di fondo di docilità (che è segno di una vera umiltà), è importante, cioè: "sono pronto Signore a scegliere Te sopra ogni cosa nella mia vita spirituale, e nelle mie scelte quotidiane". Perché a volte può capitare (parlo in genere, cioè per tutti) che ci teniamo a una cosa (ci siamo attaccati), o a una zona del nostro essere, ma anche della nostra vita spirituale, cioè la teniamo per noi stessi, e non lasciamo il Signore entrarci. Rinnovare questo dono senza condizioni. E vedere ogni tanto, nel concreto (con l'esame di coscienza) se ci siamo. Ma con calma, e nella pace della Verità.
Poi c'è anche l'affidamento vero interiore alla Madonna, anche affidare i risultati (l'esito) della vita spirituale, a Maria.
Ed è ovvio che l'accompagnamento spirituale aiuta a rimanere sui binari.

Tu parli "nella vita pratica" e ti poni la domanda: come dosare il rapporto con Dio durante la giornata. Credo che il movimento della preghiera del cuore (dare/offrire noi stessi a Gesù, nelle Mani di Maria) può e dovrebbe essere usato ad ogni istante durante la giornata. È questo il criterio per discernere se si fa poco (o troppo), se siamo in sinergia con Dio o no. È cosi che si usa la libertà, cercando, con il cuore, (mentre stiamo facendo altre cose) di rinnovare ad ogni istante questo dono di noi stessi, facendo il movimento della Preghiera del Cuore. Cioè fare ogni cosa – durante la giornata – con questa attitudine di "immersione" in Dio. È questa la chiave!


Il quietismo è un errore nel capire il rapporto tra l'azione di Dio e la nostra. E il movimento della preghiera del cuore (hai presente il disegno del Mare) spiega con una certa semplicità i rapporti. È in questo senso una risposta chiara per chi cerca, nel quotidiano, come dosare la sua attitudine con Dio.

A presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: mistica del quotidiano   Lun 21 Lug - 17:25

Fare il movimento di immersione-offerta (preghiera-affidamento) nella giornata è la radice della mistica del quotidiano, che più o meno tutti praticano senza forse saperlo a fondo. Porta così a riconoscere la dimensione-movimento trinitario in ogni realtà. E' iniziare a leggere la realtà alla luce della Trasfigurazione. Mi pare che sia un dono che viene offerto sempre, e poi ricevuto (cioè accolto) nella misura in cui si purifica la carità.
E' in sostanza predisporsi a ricevere la visione del Volto di Cristo nella trasparenza di ogni momento della vita concreta. Il disegno della Misericordia: e dove non lo percepiamo immediatamente, SAPPIAMO ugualmente che lo vedremo poi , ma che ora è lì! (Le letture di oggi: "ora qui "...in Mt 12, c'è il Volto di Cristo UomoDio. Cristo tutto in tutti, l'unità di tutto. La Trinità. Dono dato dal Padre, attraverso il Figlio incarnato, per opera dello Spirito!!

Ho rivisto per caso oggi un'immagine della Sindone. Ho pensato che considerare (nell'accezione di S Teresa) il Volto di Cristo, nella Sindone, è l'esempio più "a portata di mano" della mistica della realtà quotidiana. Non per niente nei secoli è stato ispiratore e guida, non per niente Teresina si chiama "del Volto Santo"

In ogni modo, chiedere di ricevere lo Spirito è il modo per aprirci occhi ed orecchie e cuore. Da parte nostra l'ascesi (che non finisce mai) è il verificare quanto siamo noi, o quanto è Lui, l'origine e lo scopo di ogni nostra azione \ pensiero ecc. e cercare di chiedere...di migliorare...
Vorrei sapere se vi sembrano cose troppo stravaganti, o se vi sembrano plusibili.
Grazie
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Lun 21 Lug - 21:58

Anna rita ha scritto:
Fare il movimento di immersione-offerta (preghiera-affidamento) nella giornata è la radice della mistica del quotidiano, che più o meno tutti praticano senza forse saperlo a fondo. Porta così a riconoscere la dimensione-movimento trinitario in ogni realtà. E' iniziare a leggere la realtà alla luce della Trasfigurazione. Mi pare che sia un dono che viene offerto sempre, e poi ricevuto (cioè accolto) nella misura in cui si purifica la carità.
E' in sostanza predisporsi a ricevere la visione del Volto di Cristo nella trasparenza di ogni momento della vita concreta. Il disegno della Misericordia: e dove non lo percepiamo immediatamente, SAPPIAMO ugualmente che lo vedremo poi , ma che ora è lì! (Le letture di oggi: "ora qui "...in Mt 12, c'è il Volto di Cristo UomoDio. Cristo tutto in tutti, l'unità di tutto. La Trinità. Dono dato dal Padre, attraverso il Figlio incarnato, per opera dello Spirito!!

Ho rivisto per caso oggi un'immagine della Sindone. Ho pensato che considerare (nell'accezione di S Teresa) il Volto di Cristo, nella Sindone, è l'esempio più "a portata di mano" della mistica della realtà quotidiana. Non per niente nei secoli è stato ispiratore e guida, non per niente Teresina si chiama "del Volto Santo"

In ogni modo, chiedere di ricevere lo Spirito è il modo per aprirci occhi ed orecchie e cuore. Da parte nostra l'ascesi (che non finisce mai) è il verificare quanto siamo noi, o quanto è Lui, l'origine e lo scopo di ogni nostra azione \ pensiero ecc. e cercare di chiedere...di migliorare...
Vorrei sapere se vi sembrano cose troppo stravaganti, o se vi sembrano plusibili.
Grazie
Per me non sono stravaganti o solo plusibili! Anzi, sono la quotidianità. Queste sono parole da dire e ridire dappertutto! cheers Ma non sono cosi sicuro che molti sanno come fare il Movimento interiore. Spetta a voi di trasmetterlo... dai, ragazzi... insegnate agli altri... avete il mio libro che vi aiuta e ho anche una Power Point Presentazion sul movimento della Preghiera del cuore!!
Ho saputo oggi, che una persona che ha seguito i Corsi, ha oggi fatto una Lectio guidata ad altre persone! Quanto è grande la mia gioia! Cosa vi manca per fare la stessa cosa e anche di più??? cheers
E' ovvio che parlo per tutti qui.
Grazie per queste parole cheers
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: la mistrica è il NATURALE   Mer 23 Lug - 16:58

La mistica del quotidiano è NATURALE. Perchè la mistica abbiamo sperimentato bene che NON è solo le grandi visioni ecc date ad alcuni.
La mistica non è neanche ciò che fa di ogni giorno un giorno di "straordinarietà" particolare. La mistica è vivere la realtà vera, che è fatta di concretezza mondana e soprannaturale inscindibili. In questo è l'armonia, e alla fine, unione, comunione. TRASFIGURAZIONE. Si tratta di pregare per ricevere questa "completezza" di esperienza esistenziale. Con la preghiera, che è il riconoscere la nostra viscerale unione esistenziale con Dio, la sua impronta in noi come unica realtà ontologica (si può dire così, Jean?), e quindi chiedergli di farci riconoscere in Lui. E con l'affidamento: a Dio Madre che ci accoglie nel suo grembo in penombra calda avvolgente, e ci fa poco per volta dono della sua memoria, che è la sua carità. Così possiamo andare alla realtà che ci circonda con l' unico orientamento realistico possibile, l'unico creativo. Si tratta di chiedere la grazia di poter fare nostri i sentimenti di Cristo, e di poter riconoscere ed accettare su di noi con benevolenza la nostra croce (cioè noi) e seguirLo= prendere su di noi il Suo giogo= la Sua misura del reale. E avremo così la gioia.
E' l'unico modo per vivere il male radicale che c'è nella realtà, scommettendo sul bene radicale di Dio.

Questo argomento della mistica del quotidiano andrebbe approfondito da Jean, se avesse tempo. Cosa ne pensi, Jean, e gli altri?
Grazie


Ultima modifica di Anna rita il Dom 27 Lug - 14:37, modificato 1 volta
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Santa Teresa mistica del quotidiano   Dom 27 Lug - 13:37

Mi ha sempre fatto pensare la frase di STeresa alle sue monache in cui dice di non preoccuparsi, perchè, abituandosi a stare con Cristo continuamente, lo incontreranno anche in mezzo alle pentole, e mi ha grandemente commosso la risposta che il Signore dà a Teresa, quando lei gli chiede "Signore, datemi qualche rimedio perchè io possa sopportare questa vita. " Il Signore le risponde:" Pensa, figlia mia, che dopo morta non potrai più fare, per servirmi, quello che fai ora. Mangia per me, dormi per me, e tutto quello che fai, fallo per me, come se non lo vivessi più tu, ma io " (Rel 56, anno 1575)
Credo che contemplare queste due frasi ci riempia di gioia. Anche per noi è possibile avere come "stato abituale (quello di) non smettere mai di camminare con nostro Signore, in modo ammirabile, avendo sempre la compagnia dell'umano e del divino, uniti assieme"(6M 7,9). E' la contemplazione costante dell'Umanità di Gesù che può permettere anche a noi, come a ST, di arrivare alle fasi più alte della vita mistica.
Il punto di realismo più pieno è per ST, come può essere per noi, il Sacramento Eucaristico: la comunione col Figlio Incarnato quando è totale, significa comunione con l'intera Trinità e quindi con tutta la realtà, anche la materia, che serve a rendere Cristo Incarnato presente personalmente qui ed ora.E' esercitandosi in un atteggiamento interiore di contemplazione della costante Presenza di Dio in noi e nel reale, che ci porta in modo spontaneo, naturale, a vivere la compagnia del Signore.
Le grazie mistiche "straordinarie" sono come l'involucro luminoso concesso ad alcuni, che rimanda però tutti al loro contenuto di grazia "ordinaria" data ad ognuno, se egli gli apre il cuore. Così, ciò che apre gli occhi ed il cuore a vedere concretizzate nella vita di ogni giorno le realtà della fede, è la frequentazione costante del Mistero della Parola, il suo studio, la sua contemplazione e meditazione. "Custodire nel cuore" ogni momento la Parola.
Nelle letture di questi giorni si parla spesso di "tesoro nascosto", "grande tesoro in vasi di creta": il campo, il vaso di creta, possono essere le nostre noiose incombenze quotidiane, che ci infastidiscono magari proprio perchè anche ci pare che ci impediscano di dedicare più tempo ai momenti "forti"di orazione . Ma il Signore ha detto a Salomone "Chiedimi ciò che io devo concederti", ed a Giacomo e Giovanni "Ditemi cosa volete che faccia per voi" (cito a memoria): Dio-Madre ha una sollecitudine attenta e totalmente disponibile che è struggente, verso di noi. Sta a noi chiedergli il discernimento come ha chiesto Salomone."Che volete, Signore, che io faccia?" (7M 3,9).
Allora potremo diventare, da vasi di coccio, calici che attendono di essere incessantemente colmati per lasciarsi incessantemente svuotare, per dare la vita ai fratelli. Il grande tesoro nascosto in noi, il nostro essere figli, si completa se capiamo col cuore che siamo fratelli. E allora la Sua gioia può essere piena in noi.
Mi stupisce sempre vedere come diventa leggiero, e facile, e fonte di gioia, fare per Lui e con Lui, vedendo il Suo Santo Volto anche nei nostri piccoli doveri di ogni giorno, anche tutto ciò di cui non avremmo nessuna voglia. "Fissate il vostro sguardo sul Crocifisso e tutto vi sarà facile" (7M 4,Cool "Questo è il fine dell'orazione, figlie mie, a questo serve il matrimonio spirituale, a far nascere sempre opere e opere" (7M 4,6): e le prime opere, credo, si incontrano nel quotidiano.
Sia lode e gloria la Nostro Signore, all'infinito.


Ultima modifica di Anna rita il Dom 27 Lug - 18:47, modificato 3 volte
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Il trampolino per l'estasi e aiutare Dio.   Dom 27 Lug - 13:55

Vi mando questi testi perchè a me servono ad "aprirmi" insegnamenti ricevuti, e che non avevo saputo coglire a fondo. Ma se vi annoio non leggete più!

In "L'estasi delle tue volontà" Madeleine Delbrél (poeta, assistente sociale, mistica; 1904-1964) dice ..."...se comprendessimo quanto imperscrutabile sia il Tuo Mistero, noi rimarremmo stupefatti di poter captare queste scintille del Tuo Volere che sono in nostri microscopici doveri. Noi saremmo abbagliati nel conoscere, in questa tenebra immensa che ci avvolge, le innumerevoli precise personali luci della Tua Volontà.....Noi tutti siamo dei predestinati all'estasi, tutti chiamati a uscire dai nostri poveri programmi per approdare, di ora in ora, ai tuoi piani. ....Noi siamo...persone che Ti sono un poco necessarie, persone che i cui gesti Ti mancherebbero, se rifiutassero di farli. Il gomitolo di cotone per rammendare, la lettera da scrivere, il bambino da alzare, il marito da rasserenare, la porta da prire, il microfono da staccare, l'emicrania da sopportare: altrettanti trampolini per l'estasi, altrettanti ponti per passare dalla nostra povera, dalla nostra cattiva volontà alla riva serena del tuo beneplacito."

Etty Hillesum, in "Diario", in una pagina del luglio 1942, scrive la "Preghiera della domenica mattina" (che non posso trascrivere tutta, ma è luminosissima e di esempio confortante). (l'autrice, ebrea, muore ad Auschwitz nel novembre 1943)
"Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l'oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani... Cercherò di aiutarti affinchè Tu non venga distrutto entro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che Tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare Te, e in questo modo aiutiamo noi stessi... E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini... E quasi ad ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: Tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare Te, difendere fino all'ultimo la Tua casa in noi... Con me vivrai anche tempi magri, mio Dio, tempi scarsamente alimentati dalla mia povera fiducia; ma credimi, io continuerò a lavorare per Te e ad esserti fedele e non Ti caccerò via dal mio territorio"

E quanto alla possibilità data a noi uomini di fare per il Padre qualcosa che altrimenti a Lui sarebbe impossibile ricevere, rimando alla Rel 57 di ST, sempre del 1575: dove dice di avere capito "chiaramente" dopo una Comunione, che noi, quando riceviamo l'Eucarestia nel nostro cuore, possiamo offrire al Padre, che nella Trinità vive nel nostro cuore, il "Corpo Sacratissimo di Suo Figlio", ed il Padre "gradisce molto l'offerta che Gli facciamo di Suo Figlio, perchè gli offre la possibilità di trovare in Lui tutte le Sue delizie e le Sue compiacenze anche qui sulla terra. Nell'anima abbiamo soltanto la divinità, ma non l'umanità, perciò l'offerta gli è così cara e preziosa che ci ricompensa con immensi favori.....Sono cose che importa molto conoscere. Grandi misteri accadono nel nostro interno al momento della comunione" "
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Sab 2 Ago - 19:05

Nessuno reagisce...
sono tutti partiti in Vacanze...
o diventati statue.... (di sale)...
o semplicemente consumismo berlusconiano (leggere leggere, ma mai produrre, scrivere...) ...
o sono presi da altre cose... "poderi", "buoi", "mogli".. (Lc 14,15-24)
o non lo so...
Meglio allora che me ne stia zitto
grazie
a presto
Jean
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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Dom 3 Ago - 0:57

Smile scratch study Sleep
No no Jean... ci siamo... stiamo solo riflettendo!
A presto allora e grazie mille per ciò che avete scritto...
Anna
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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Dom 3 Ago - 17:10

Ecco una mia piccola riflessione...

Jean ha scritto:
San Giovanni della Croce dice che c'è una fase della vita spirituale dove si ha l'impressione di fare poco per il Signore. E' una fase dove si impara appunto a lasciare il Signore lavorare (prendere lui in mano noi, e il modo di fare nostro), si impara ad abbandonarsi, ad affidarsi sempre di più.
A questo proposito, mi è venuta in mente una bella immagine, che si trova nel testo di Geremia che ci è stato proposto giovedì scorso nelle letture del giorno (Ger 18, 1-6). Qui il Signore viene paragonato a un vasaio che lavora al tornio, nella sua bottega al piano inferiore, per modellare e rimodellare un vaso con la creta che ha tra le mani, fino a quando non raggiunge la forma che ai suoi occhi pare giusta.
Mi sembra che questo paragone esprima bene la fase della vita spirituale descritta da San Giovanni della Croce, in cui Dio comincia a lavorare nelle profondià del nostro essere, per ridargli la forma originaria, la somiglianza con Lui.
Il nostro sforzo in questa fase allora è quello di mettersi tra le sue mani e lasciarlo lavorare. Invece di usare la nostra energia, dobbiamo affidarci a Lui, come la creta o come bambini, attraverso Maria che è lo stampo in cui veniamo plasmati. Questo movimento interiore è una scelta libera da rinnovare a ogni istante ed è la vera passività.
Grazie di cuore per questo soggetto e a presto!
Anna
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emanuela

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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Lun 4 Ago - 1:05

Caro Jean, cara Anna e cari amici,
grazie per le riflessioni. Anche per me la Lettura del "vasaio" è stata di grande aiuto.
Anna dice "Il nostro sforzo in questa fase allora è quello di mettersi tra le sue mani e lasciarlo lavorare. Invece di usare la nostra energia, dobbiamo affidarci a Lui, come la creta o come bambini, attraverso Maria che è lo stampo in cui veniamo plasmati. Questo movimento interiore è una scelta libera da rinnovare a ogni istante ed è la vera passività."
Per quanto mi riguarda posso aggiungere: non è per niente facile affidarsi "veramente"!
Da qualche tempo a questa parte ho osservato come ho giocato a "tira e molla" con il Signore!
Di fronte ad un problema che sto affrontando in questi giorni, liberamente ho scelto di affidarlo, ma quante volte poi me lo sono ripreso per poi affidarlo di nuovo e così via !!! Tutto questo mentre, sinceramente, ero convinta di affidare tutto al Signore!
Confido nella Magnanimità del Signore che guarda all'intenzione con la quale volontariamente ci affidiamo a Lui! Perchè umanamente è facile raccontare e raccontarsi delle storie!
Grazie, a presto
Emanuela
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mariateresa

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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Lun 4 Ago - 2:11

Riporto alcune delle citazioni che avete fatto:
''Nell'anima abbiamo soltanto la divinità, ma non l'umanità, perciò l'offerta gli è così cara e preziosa che ci ricompensa con immensi favori...''
''Io continuerò a lavorare per Te e ad esserti fedele e non ti caccerò dal mio territorio''
'' Noi siamo persone..che Ti sono [b]un poco necessarie''

e poi l'accenno di Anna al lavoro del vasaio. Tutto questo mi ricorda una sintesi folgorante da un seminario di Jean: Dio lavora in noi, per noi, come socio di maggioranza. E' suo il progetto e l'Opera (99%), a noi chiede di partecipare per l'1%. Mi viene da dire che gli diamo la ''sede'' per lavorare, con i servizi (i nostri atti quotidiani), ma noi godiamo del Suo lavoro. Contratto vantaggiosissimo, una vera passività-attività redditizia al 100%, è matematica.
Però come dice Emanuela per non ''raccontare e raccontarsi delle storie'', fare presenza a Lui, ogni giorno, sembra niente visto che è solo l'1%, ma quante volte ho chiesto le ferie, o ho pensato di dare le dimissioni, anche se non mi chiedeva niente...o forse proprio per questo. La presenza e dare frutti. Fatica.

Due righe di J.H.Newman di una sua meditazione sulla Croce (il lavoro):
...fa che la tua Croce sia sufficiente per tutta l'umanità. Fa che sia efficace. Fa che sia efficace sopratutto per me, per evitare che io abbia tutto in abbondanza senza portar nessun frutto a perfetta maturazione...
...fa che realmente, praticamente, lnei particolari della vita,io anteponga te a qualsiasi cosa sulla terra..concedimi l'umiltà in tutte le cose e fammi provare per te un amore tenero e affettuoso''

Insieme a tutti voi, con affetto
Mariateresa
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: Quietismo, vera passività, fasla passività   Mar 5 Ago - 14:54

emanuela ha scritto:
Per quanto mi riguarda posso aggiungere: non è per niente facile affidarsi "veramente"!
Sì, Emanuela, hai ragione... anch'io sperimento le tue stesse difficoltà.
In noi c' è un piccolo "uomo nuovo" che sta imparando ad affidarsi, mentre il nostro "uomo vecchio" continua ad andare nella direzione opposta e a rimanere attaccato alle sue sicurezze.
San Giovanni della Croce, nel Prologo della Salita del Monte Carmelo, scrive che: "Alcune anime, invece di abbandonarsi al Signore e di cooperare alla sua grazia, ne ostacolano l'azione con la loro attività inopportuna o con le loro ripugnanze, simili in ciò ai bambini che, quando la madre vorrebbe prenderli in braccio, pestano i piedi e piangono ostinandosi a camminare da sé, impedendole così di muoversi o, se camminano, la costringono a procedere al loro passo." (Salita del Monte Carmelo, Prologo, 3)
Mi piace questo paragone e mi sembra che descriva bene le nostre difficoltà. Non bisogna però scoraggiarsi! Se siamo perseveranti, il nostro "uomo nuovo" continuerà a crescere e con lui la nostra capacità di affidarci e di sperimentare che l'Insegnamento che ci è stato trasmesso "è vero, profondo, efficace e dà la vera Felicità" (sono parole di Jean).
S. Teresina ce lo dimostra e vorrei concludere con la strofa di una sua poesia molto bella, scritta verso la fine della sua vita:
"Vivere d'amore, quaggiù, è un darsi smisurato, senza chieder salario; senza far conti io mi dò, sicura come sono che quando s'ama non si fanno calcoli. Io ho dato tutto al Cuore divino che trabocca di tenerezza! e corro leggermente... Non ho più nulla, e la mia sola ricchezza è vivere d'amore!" (Poesie, Vivere d'amore, srofa 5)
Anche noi possiamo "correre leggermente" se ci abbandoniamo completamente nelle mani di Dio.
Un abbraccio e a presto!
Anna
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