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 Liturgia E Mistica

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Anna rita



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MessaggioTitolo: Liturgia E Mistica   Mer 25 Mar - 9:00

Questo (Liturgia e Mistica, o Mistica della Liturgia?) sarebbe l'argomento principale, sul quale sentire cose da Jean...

Gesù dice a Teresa d'Avila "ti darò un libro vivo" parlando di sè stesso, quando a Teresa è tolta la Bibbia.
La Liturgia non può essere proprio "un libro vivo"?
Forse Mistica e Liturgia sono sovrapponibili, alla fine, cioè arrivano allo stesso punto. Liturgia diventa Mistica "inconsapevole"? ( a parte il fatto che ho l'impressione che non sia richiesta la "consapevolezza", per la Mistica, ma anche questo argomento, per esempio, meriterebbe di essere sviluppato)
Sarebbe veramente importante affrontare questo tema, alla luce della centralità della Liturgia.

Se rientra nel tempo di Jean...grazie in anticipo...


Ultima modifica di Anna rita il Ven 3 Apr - 11:25, modificato 1 volta
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Ven 3 Apr - 3:00

Anna rita ha scritto:
Gesù dice a Teresa d'Avila "ti darò un libro vivo" parlando di sè stesso, quando a Teresa è tolta la Bibbia.
Solo per cio' che riguarda queste parole del Signore... Egli parlava di se stesso, e di se stesso come si offirà a Santa Teresa durante il suo cammino spirituale..
Certo, spesso le grazie di santa Teresa capitano durante la Comunione (cioè il tempo durante o consecutivo alla Comunione Eucaristica).
Il nostro tempo vive al livello liturgico varie Grazie di spicco:
1- abbiamo tra le mani la Bibbia
2- la liturgia ha luogo in Italiano,
3- i lezionari sono stati arrichiti
4- siamo tornati a usare l'Antico Testamento (di per se questa lettura dovrebbe generare una esperienza spirituale, quelle di "vedere" Cristo nell'AT. La chiamano esegesi tipologica, ma è importante capire che questa "esegesi", prima di essere "esegesi" è esperienza contemplativa: è un vedere Cristo nel testo dell'AT, basta leggere i Padri per entrare in questa strada contemplativa! Cristo stesso in Luca 24 offre questa esperienza.)
ecc...
Quindi il Signore non ha più bisogno di dire: ti hanno tolto la Bibbia, allora ti trovo un'altra soluzione...
L'Autostrada della Grazia è aperta.
Il Sinodo di Ottobre scorso sulla Parola ha ribadito una cosa molto importante per la dimensione contemplativa della prima parte della Messa, quella di sperimentare il passaggio dalla Scrittura alla Parola.
La Scrittura (o le Scritture) è un testo su carta. Pur essendo Ispirato e tutto cio' che vuoi, alla fine è un testo, statico. Mentre, l'Azione dello Spirito Santo durante la Proclamazione della Parola fà si, che Gesù è presente ed è Lui che si indirizza a ognuno di noi e ci parla diretamente tramite la Proclamazione comune. Quindi quest'ultima giocca un ruolo sacramentale.
Il Sacramento è Segno palpabile di una Grazia invisibile. La Scrittura proclamata è il Segno palabile e la Parola è la Grazia invisible, cioè il fatto che Cristo è presente tra noi e parla a ognuno di noi in modo unico e irrepebilie.
Cosi, si passa dalla Scrittura alla Parola Viva ed efficace.
Come il Pane e il Vino diventano Corpo e Sangue di Cristo, cosi anche assistiamo ad un miracolo autentico: la Scrittura diventa Parola, Cristo ci dà, tramite il testo (come la Luce che passata tramite la vetrata prendendo i suoi colori e contorni), la Sua Parola di oggi.
In questo Senso, il libro aperto l'abbiamo anche durante la Prima parte della Messa: Egli si manifesta a noi, è Presente, e agisce in noi.
L'autostrada della Parola, cioè la Proclamazione durante la Messa, è il libro aperto.
Torno anche alla prima parte della Trasfigurazione, dove le vesti e il volto di Cristo cambino aspetto, e ridico con Origene: le vesti del Verbo sono le Scritture, e cambino aspetto, cioè diventano una Parola data ad ognuno di noi! Quindi una vera esperienza di Trasfigurazione ci è offerta anche durante la Prima Parte della Messa, e vediamo l'AT (Mosè ed Elia) comunicare con Cristo, mostrarlo.
Ecco la nostra esperienza ebdomadaria:
"Ora, la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove erano radunati i discepoli erano serrate [...], Gesú venne e si presentò là in mezzo, e disse loro: "Pace a voi"." (Gv 20,19)
Mi colpisce molto questo passo, perchè è l'esperienza del Risorto che facciamo ogni Domenica. Le porte Chiuse, si fà presente... Ecco il Tesoro!
Abbiamo una vera e autentica Trasfigurazione, alla quale assistere, e tramite la quale essere trasformato, ogni Domenica.
Prepariamoci per la Domenica... Viviamo la settimana, ogni settimana, con questo desiderio di Incontrarlo, le porte chiuse!
Le porte chiuse, si apre il Cielo: il Cielo e la Terra si uniscono...
Non è "liturgia", è VENUTA di Cristo tra noi... le porte chiuse...
a presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Ven 3 Apr - 11:45

Grazie Jean. Tu dici: "Non è "liturgia", è VENUTA di Cristo tra noi... le porte chiuse..."
Nella tua risposta ci sono molti punti fondamentali, che meritano analisi e confronto uno per uno e in modo approfondito.
Solo una cosa, al momento: Tu fai differenza tra "liturgia" (solo celebrazione?) e "venuta"? Ma la Liturgia E' "venuta concreta", mi pare. Si fa memoriale di Uno che è presente.
E lo si fa a porte chiuse, sì, ma non ognuno come monade, ma come individuo membro del Corpo Mistico, almeno questo mi pare.
Allora: nell'orazione Dio si unisce a me come Corpo Mistico (Capo! e Corpo) , e nella Liturgia anche. Orazione di comunione... in entrambi i casi...
Resta il fatto che Gesù per pregare saliva da solo sulla montagna... ma i suoi erano in Lui... Non sono gli altri il Centro, ma gli altri (che sono individuo per individuo, ma non separati) sono il Corpo... al quale il Centro è unito...
C'è molto da studiare e meditare, almeno da parte mia, a proposito dei vari punti che hai indicato nella tua risposta.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Ven 3 Apr - 23:00

Anna rita ha scritto:
Grazie Jean. Tu dici: "Non è "liturgia", è VENUTA di Cristo tra noi... le porte chiuse..."
Nella tua risposta ci sono molti punti fondamentali, che meritano analisi e confronto uno per uno e in modo approfondito.
Solo una cosa, al momento: Tu fai differenza tra "liturgia" (solo celebrazione?) e "venuta"? Ma la Liturgia E' "venuta concreta", mi pare. Si fa memoriale di Uno che è presente.

Si la risposta contiene molto, lo so... e va studiata, dici bene.

Non intendevo fare una distinzione tra litugria in se e Venuta, perchè come dici, la liturgia è Venuta. E' ovvio!
Pero', come è vissuta la liturgia da parte nostra? E' qui che mi situo. La percepiamo come venuta?
Era questo cio' che intendevo.
a presto
Jean
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Dom 19 Apr - 14:38

"Anche al più sprovveduto dei lettori non sfugge l’unanime convergenza narrativa dei quattro Vangeli sull’identificazione del giorno della Risurrezione del Signore e delle prime apparizioni del Risorto come “primo giorno dopo il sabato” o – secondo il computo ebraico – “primo giorno della settimana”. (...)
Giovanni riconduce a quel giorno la visita al sepolcro di Maria di Magdala con la scoperta della pietra ribaltata, la corsa di Pietro e dell’altro discepolo al sepolcro con la visione della tomba vuota, delle bende a terra e del sudario piegato a parte, l’apparizione mattutina a Maria di Magdala e quella serale ai discepoli, assente Tommaso. Ma, e qui sta la novità che ci interessa, egli non si ferma a quel “primo giorno dopo il sabato”, ma aggiunge che «otto giorni dopo», quando i discepoli erano di nuovo in casa e Tommaso era con loro, «Gesù venne, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro» e li salutò con l’augurio di pace (Giovanni 20,26).

Un dato cronologico apparentemente insignificante, eppure straordinariamente ricco di conseguenze per la liturgia e la vita cristiana fino a oggi: la Pasqua del Signore, che deve essere celebrata annualmente nel ricordo del giorno in cui Cristo risuscitò dalla morte, chiede di essere celebrata anche “otto giorni dopo” e quindi “ogni otto giorni”. Prende rilievo, accanto alla Domenica di Pasqua, la II Domenica di Pasqua e, ulteriormente, la “domenica” tout court come memoria qualificata della Pasqua in ciascuna delle cinquantadue settimane dell’anno. Concentrando la nostra attenzione sulla II Domenica di Pasqua, dobbiamo anzitutto rilevare il fatto che nella tradizione ambrosiana essa era anche chiamata Dominica in Albis depositis, ossia domenica nella quale i neobattezzati deponevano le loro bianche vesti battesimali per continuare a vivere da risorti. Nonostante la deposizione delle vesti non abbia più alcuna esplicitazione rituale, resta importante che chi ha ricevuto il Battesimo nella Veglia pasquale, insieme a tutti i fedeli che hanno rinnovato le promesse battesimali, continui ad accogliere nella propria esistenza – come dice l’orazione dopo la comunione – «la ricchezza della vita risorta», custodendo e rinnovando incessantemente la grazia delle origini." (Mons. Claudio Magnoli)

http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=1040310
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Dom 19 Apr - 15:20

Tantissime grazie per queste citazioni di Mons Magnoli che raggiungono altre intuizioni sulle quali lavoriamo...
E aggiungerei: "le porte Chiuse" che è molto di più che una semplice discrizione o una "paura", è diventata un'abitudine strutturale per vari secoli dopo e ha un signficato spirituale e teologico molto profondo...
Grazie ancora
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: La Pace dell'ottavo giorno, Festa della Divina Misericordia   Lun 20 Apr - 11:56

Jean dice: "Tantissime grazie per queste citazioni di Mons Magnoli che raggiungono altre intuizioni sulle quali lavoriamo..."
Anch'io vorrei ringraziare Anna e Jean per avere citato la Pace dell'ottavo giorno, nel giorno della Festa della Divina Misericordia, che è venuta al seguito della Celebrazione dell'Apocalisse da parte dei Copti...
Mi sembra che sia stata proprio una ispirazione della Misericordia...

La pienezza dei Vita , la Pace dell'ottavo giorno: che è la Pace della Visione dell'Apocalisse. "Fratelli, se siete risorti in Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù" (Col 1,1-2)
E questo cercare non è naturalmente stare fuori dal mondo a porte chiuse... perchè questa Pace Cristo la dona, in quanto Risorto, al Suo popolo riunito nel Suo Nome, e che si trova NEL mondo ("voi siete nel mondo, ma non siete del mondo"). Cristo "sta" in mezzo al Suo Popolo nel mondo. La Pace data da Cristo è indissolubilmente fondata, e sussistente, solo nella Croce e per la Croce, (vedi icona che Jean ha abbinato qui: Cristo Glorioso sulla Croce, Croce di Gloria, ormai visibilmente trasfigurata, sola Luce, con il Suo Popolo ai Suoi Piedi, circondato dalle Sue braccia allargate e distese a tutti attirare a Sè: due lati orizzontali, con il Suo Popolo, i piedi di tutti sulla terra, e la figura di Cristo si innalza in verticale, Lui solo supera gli altri in altezza, è la Scala che tutto e tutti collega all'Alto. La Croce è anche in questa Icona la unica Porta - la porta nel muro non c'è- da cui Cristo può entrare per "stare VIVO in mezzo ai suoi", unica Porta da cui che anche noi possiamo entrare per stare VIVI con LUI).
Quindi è la Pace che deriva dall'essere nel mondo con lo sguardo all'OLTRE (l'Oltre è la Visione certa della Visione dell'Apocalisse) senza sosta, con costanza inesausta, per cui i parametri ed i giudizi e i comportamenti non sono più quelli del corto mondo.

Ma questo "stare" sarebbe opera impossibile all'uomo! Ma Dio è Misericordia, prima che Giustizia!!! e giuda dà Lui, passo passo, l'esodo di ognuno verso la modalità divina. Dio chiede solo di FIDARSI DI LUI

Ci sono delle frasi dette da Gesù a suor Faustina che sono sconvolgenti: cito solo alcune, e con grande timore: " Desidero concedere grazie inimmaginabili alle anime che hanno fiducia nella mia Misericordia" (D687) "Le grazie della mia Misericordia si attingono con un solo recipiente ( e questo è la fiducia" (D1578) ( vengono in mente le giare, e piccoli vasi per l'olio)..." Esigo da te atti di misericodia, che devono derivare dall'amore verso di Me. Devi mostrare sempre e ovunque misericordia nei confronti del prossimo: non puoi esimerti da questo, nè rifiutarti nè giustificarti. Ti sottopongo tre modi per dimostrare misericordia verso il prossimo: il primo è l'azione, il secondo la parola, il terzo la preghiera... In questo modo l'anima esalta e rende culto alla Mia Misericordia" (D 742)" "Se un'anima non pratica la misericordia in qualunque modo, non otterrà la mia Misericordia nel giorno del giudizio" (D1317) " Prima che io venga come Giudice Giusto, spalanco la porta della Mia Misericordia. Chi non vuole passare attraverso la porta della Misericordia, deve passare attraverso la porta della Mia Giustizia" (D1146). (La PORTA: é la Misericordia! E' stretta la Porta, ma c'è la Misericordia! Chiniamo la testa ...)

Allora: Signore abbi Misericordia anche di me, ogni momento, fammi passare dall'esperienza dell'irreale della mia corta vista, della mia miseria, del mio essere costantemente peccato, all'esperienza del REALE della Tua Visione. La Tua Resurrezione ha cancellato l'irreale, per chi Te lo chiede... ci ha aperto la porta al REALE.
Solo: Mio Signore e mio Dio... (Mio = Tu sei me, io sono Te ...come dice Gesù a ST: " Io per te, tu per Me, VITA"...)...

Ancora Jean dice:"E aggiungerei: "le porte Chiuse" che è molto di più che una semplice discrizione o una "paura", è diventata un'abitudine strutturale per vari secoli dopo e ha un signficato spirituale e teologico molto profondo...
Grazie ancora
Jean"

Se vuoi, Jean, se non ti "spremo" troppo, vorresti dire delle "porte Chiuse" ? Grazie...


Ultima modifica di Anna rita il Lun 20 Apr - 17:40, modificato 1 volta
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Misericordia E Maria   Lun 20 Apr - 13:59

Maria è la "regista" della Misericordia, Gesù le ha affidato questa "Regia" sotto la Croce. A volte Maria sembra più" a portata di mano" di Suo Figlio: Lui è troppo "Alto, Altro" e Lei fa da Scala...

Parlando di Misericordia, non posso non dire della realtà di Medugorje, dove (da decenni!) Maria lavora come GUIDA SPIRITUALE per la Parrocchia, che si estende anche a tutti i pellegrini sparsi nel mondo. E questa è pura e semplice esperienza comune a migliaia e migliaia di persone.

Ma affidarsi non esime dalla necessità di continuare a vigilare!!!Anzi!!! E Maria è la Sentinella Insonne... Maria vigila, sollecita, consola, ridà forza... Non è possibile non amare perdutamente la Sua Bellezza dolcissima... Solo: "SI VIS"!!
E allora: affiniamo la nostra capacità di ascolto, e di discernimento, delle Parole della Misericordia... nella Luce della Visione dell'Apocalisse ogni momento...
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Mer 22 Apr - 3:51

Anna rita ha scritto:
Ancora Jean dice:"E aggiungerei: "le porte Chiuse" che è molto di più che una semplice discrizione o una "paura", è diventata un'abitudine strutturale per vari secoli dopo e ha un signficato spirituale e teologico molto profondo...
Grazie ancora
Jean"

Se vuoi, Jean, se non ti "spremo" troppo, vorresti dire delle "porte Chiuse" ? Grazie...

Carissima Anna Rita,
hai ragione... è interessante la questione delle porte chiuse e vorrei provare a dirti qualcosa (anche se non sono di certo Jean!).
Di recente ho saputo che nei primi secoli era vietato, per chi non era ancora battezzato, assistere alla seconda parte della Messa. Nelle celebrazioni esisteva addirittura un Portinaio (un Ministro ordinato), che aveva il compito di fare uscire tutti i catecumeni e chiudere le porte prima dell'inizio della liturgia eucaristica.
Questo può sembrare strano ai nostri giorni, ma penso che abbia un significato molto profondo, come dice Jean.
La seconda parte della Messa infatti è la più sacra, perchè è quella in cui Gesù ci introduce nella sua intimità, donandoci il suo Corpo e il suo Sangue. In essa veniamo avvolti dalla Nube, come accade agli apostoli durante la Trasfigurazione e contempliamo la "Luce Vera", come cantano i bizantini dopo la Comunione.
Quello del Portinaio allora era un ruolo fondamentale, perchè chiudendo le porte proteggeva il segreto di Cristo, il segreto dell'amicizia, della contemplazione, permettendo di vivere questo Mistero con intensità.
Chiudere le porte, quindi, non voleva dire escludere gli altri, ma invitarli a prepararsi a entrare in questa straordinaria grandezza per la Porta, che è l'intimità con Gesù.
Ti ringrazio molto per aver ripreso questo argomento.
A presto...
Anna


Ultima modifica di Anna Maria il Mer 22 Apr - 16:20, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Mer 22 Apr - 14:22

Grazie AR e grazie Anna,
Si, giusto tutto questo. Aggiungo: I portinai erano aiutati dai diaconi che si assicuravano che era tutto in ordine e mantenevano il silenzio. Quindi di per se, paradossalmente, il portinaio non è portinaio per avere le chiavi e chiudere la chiesa da fuori e partire, ma per chiuderla, essendo tutti dentro! E' per questo che è uno degli ordini minori: partecipare a mantenere il Segreto! C'è una porta!!

(Anche in Giovanni 10 c'è una Porta! Anche la parabola delle vergini ha una porta che si chiude! È un dato della Rivelazione.)

Cosi come la Bibbia dice: "il mio segreto è mio"!! "non tradisco il segreto del Re"!
Si impara anche ad una certa fase della vita spirituale a stare in silenzio e a non spargere fuori tutte le grazie che riceviamo (essendo cosi come un recipiente con buchi). E' una fase di crescita nella vita spirituale dove si discerne che "testimoniare" non significa caos e disordine, parlare in qualsiasi modo e dire cio' che succede dentro di se!
Maria teneva nel suo cuore e ripassava, non è uscita a raccontare ai vicini! poteva farlo!
Si racconta solo cio' che il Signore richiede, e per il bene del prossimo solo!
Per questo anche il Signore vietava a vari ammalati di palare!
ecc ecc

Torniamo: "porte chiuse": Questo fà si che l'allusione nei Vangeli a queste apparizioni del Risorto, a porte chiuse, sembrino come una cosa molto chiara per le prime comunità, vivevano questo... (ed è rimasto per vari secoli).

Si canta fino a oggi lo stesso inno durante la Comunione nei riti orientali (Bizantino al meno) :
"ne diro il tuo segreto/mistero ai tuoi nemici, ne ti daro' un baccio come fecce Giuda, ma come il ladro confesserò: ricordati di me O Signore quando verrai nel tuo Regno... ecc." (la Comunione è un "bacio" ovviamente, ed è una cosa molto intima!)

Vediamo qui, per la nostra discussione, il punto focale: "non diro il tuo mistero ai tuoi nemici". Per questo si chiude la porta a chi non è battezzato! Neanche il catecumeno! Il "segreto" è la Comunione! Gesù si dà totalmente! Quanta bellezza, quanto segreto, quanta vulnerabilità! quanta pazzia!

(è come la vita intima degli sposati, non si mostra in piazza pubblica.)

Quindi le porte chiuse, il "segreto" dell'Amico, l'apertura del Cielo durante la Messa (: "con gli angeli e i santi cantiamo: Santo, Santo, Santo..") sono tutti elementi che ci aiutano capire la grandezza di una, una sola Messa e a "entrare" meglio nel mistero di una sola Messa!

Noi diciamo a volte: "ah, mi piacerebbe aver visto la Trasfigurazione di Cristo! Beati quei tre che l'hanno visto!" Ma credo che il Signore ci ha dato la Trasfigurazione, ci invita ad esserci, molto spesso: al meno l'ottavo giorno (la Domenica)!
Nel dirci che appariva all'ottavo giorno, e all'inizio della Trasfigurazione comincia il racconto: sei giorno dopo, o otto giorni dopo, l'indicazione è chiara! Vivevano la Domenica, come quel stesso giorno della apparizione di Cristo a loro! E non è per niente che il primo racconto di "messa" è quello dei discepoli di Emmaus!
Ma ogni apparizione riporta alla Messa!

Quindi, ogni otto giorni, una cosa strabiliante era offerta ai Cristiani: assistere alla Trasfigurazione.

Il Signore ha detto ai tre della Tf: non raccontate prima della mia Risurrezione!

E la Tf ha la struttura stessa della Messa, o vice versa! Salita (introito), Prima parte della Messa (apparizione con Mosè ed Elia, ecc), Seconda parte della Messa (la Nube che avvolge), poi, la discesa (ite missa est: andate in Missione, Cristo è in voi, incarnatelo durante la Settimana, cresce e fate crescere).

La salita isola in un certo senso: "li prese in disparte" dice il testo della Tf. E' uguale a "le porte chiuse".

E' interessante quindi vedere il legame tra Messa e Trasfigurazione! E li, parla ai tre (Pietro, Giacomo, Giovanni) (aggiungerei, dopo, Paolo con le sue esperienze mistiche)! Chi sono questi tre? E perché questi qua e non gli altri? "Per perché: parlate di cio' che avete visto dopo la mia Risurrezione"? Secondo me (è opinione mia): sono i grossi fondatori di Liturgie e quindi di Vangeli!
Pietro = Marco
Giacomo = Matteo
Paolo = Luca
Giovanni = Giovanni

Se guardiamo più da vicino, capiremo che prima della Catechesi, c'è la liturgia! E quindi la fonte dei Vangeli, non è come si dice oggi: la tradizione orale della catechesi! No, secondo me, la prima fonte dei Vangeli non è questa catechesi, la prima fonte dei Vangeli è semplicemente questa meravigliosa esperienza settimanale che i Cristiani hanno (e che potrebbero riappropriarsi di nuovo): la Messa! Prima anche della Catechesi, c'era l'incontro col Risorto! Questo fa si, che possiamo considerare con molta serietà l'ipotesi (è più che ipotesi solo) che il primo messale (libro della Messa) sono i Vangeli! Pensiamo a vedere la struttura dei Vangeli sinottici, troveremo somiglianza totale con la struttura stessa della Messa!
1- Introito, (G Battista) "convertitevi", "confesso a Dio onnipotente, kyrie eleison.
2- Prima parte della Messa (e della vita di Gesù): il reso conto della predicazione di Gesù durante 3 anni
3- Seconda parte della Messa: La Passione di Cristo (dà il suo Corpo e il suo Sangue)
4- apparizione (comunione) e missione (li manda in missione).
Quindi il primo testimone della Messa, della liturgia è semplicemente il Vangelo Stesso!

Bene (ho parlato forse troppo), a presto
Jean
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Mer 22 Apr - 14:55

Grazie mille Jean!
Molto bella e interessante la tua ipotesi...
Renato de Zan, nel suo articolo Leggere la Bibbia nella liturgia, tratto dalla Rivista Liturgica, mi sembra avvicinarsi un po' a quanto dici. Ecco le sue parole:

"Sappiamo anche che il vangelo di Giovanni potrebbe essere oppure nascondere un Lezionario della Chiesa primitiva, mentre i Vangeli, a livello del loro stadio orale, potrebbero celare delle vere e proprie sequenze di testi orali. Parlare di Lezionari orali non sembra proprio il caso, ma tener presente che ci potessero essere delle unità letterarie orali abbastanza ben identificate che venivano riprese nelle celebrazioni, è un’ipotesi non lontano dal vero."

(http://www.rivistaliturgica.it/upload/2001/articolo6_869.asp)

Grazie ancora e a presto...
Anna
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Mer 22 Apr - 15:36

Grazie, e questo autore che citi rinvia in nota 6 a:
"Cf. A. Guilding, The Fourth Gospel and Jewish Worship, Oxford 1960"
Vediamo dove si trova questo libro.

Lui parla del quarto Vangelo! Io parlavo dei sinottici. Ma non è assolutamente sbagliato farlo.
Anzi ho avuto accesso a una Tesi di dottorato che in riassunto diveva ce il famoso discorso di Gv dell'ultima Cena (13-17) è costruito in forma parallela con la Tora (che sono 5 libri), e l'autore mostrava 5 divisioni in questi capitoli 13 a 17.

Di più, la liturgia Copta del Giovedi santo legge "il Paraclito" che sono gli stessi capitoli (eccetto la prima parte) divisi in 4 parti. Le divisioni sono quasi uguali a quelle della tesi di dottorato!

Si continuava (lo sappiamo) a leggere la Tora, nelle Messe, fino al settimo secolo, integrando la liturgia Ebrea, come abbiamo detto prima. E quindi l'ipotesi (molto plausibile) di avere un divisione di lezionari uguale, e quindi di avere un pendente del Nuovo Testamento alla divisione Ebrea è del tutto ragionevole e armoniosa con i dati che abbiamo.

Grazie
Jean
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   Mer 22 Apr - 16:05

Grazie Anna e Jean: infatti l'espressione "porte chiuse" è densissima, e varrebbe la pena di studiarla nei suoi molti aspetti, per le ricadute pratiche che questi aspetti possono avere per noi. Si potrebbe proseguire?

Jean dice: "Torniamo: "porte chiuse": Questo fà si che l'allusione nei Vangeli a queste apparizioni del Risorto, a porte chiuse, sembrino come una cosa molto chiara per le prime comunità, vivevano questo... (ed è rimasto per vari secoli)."
Anna prima aveva citato una forma antica di Liturgia.

Mi sposto un momento dai punti di Anna e di Jean, che però sarebbe necessario continuare a studiare, anche nei loro sviluppi successivi.

Una piccola annotazione: Gesù entra a "porte chiuse" e fa vedere un corpo "concreto", con le ferite della Passione, e questo è un Segno per far credere che Gesù è Dio, (= Tommaso alla fine riconosce Gesù nella Sua concretezza di Ucciso ora non più Morto, cosa possibile solo a Dio).
Questo è proprio il Gesù Dio che è Risorto: infatti il Suo (= proprio il Suo: ha le piaghe ben documentabili) Corpo non è più quello di prima che i discepoli ben conoscevano, perchè non ha avuto bisogno di passare dalla porta per entrare, ma è entrato PER la Croce.. E' il Gesù Dio "Nuovo" (si può dire?).

Questo aiuta anche a capire un po' la frase che Gesù ha detto prima a Maria "non toccarmi" ecc: forse vuole dire: "Non puoi entrare in contatto, raggiungere la Mia Persona, con una modalità umana, perchè Io sono totalmente Altro ormai, e lo capirai pienamente solo quando riceverai lo Spirito in pienezza"

Altra piccola annotazione: qui Gesù entra spontaneamente (non cercato) dai suoi, che sono chiusi nella paura (= il loro sepolcro, il loro cuore di pietra) e qualsiasi paura, fa isolare e chiudere in sè stessi, col rischio di lasciar cadere chiamate irripetibili. Ma la Misericordia della Trasfigurazione della Croce, qui, va a cercare gli uomini chiusi nella paura, per liberarli dalle loro prigioni interiori umane e dare loro il Suo Spirito (il loro cuore di carne)... e poi a quel punto li può inviare in missione... Li va a cercare non perchè loro lo meritino, ma per Amore (ha promesso loro che non li avrebbe lasciati orfani, e non li lascia a mezza strada), e mentre loro, solo in nome del loro per amore per Gesù, continuano a restare uniti nella preghiera assidua , con Maria...

A Maddalena Gesù si era mostrato all'aperto, nell'orto, "di buon mattino, mentre era ancora buio" senza necessità di superare nessuna porta, perchè lei non aveva tenuto in nessun conto la paura ed era uscita allo scoperto, per andare a cercare il suo Amore...
Le Donne del Vangelo sono bellissime. Non mi sembra un caso che il termine "Chiesa" sia di genere femminile...

Sembra che questo "porte chiuse" sia un pozzo molto profondo...
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Sapere (nella mente) e Capire (col cuore)   Gio 23 Apr - 9:23

Jean dice:
"(Anche in Giovanni 10 c'è una Porta! Anche la parabola delle vergini ha una porta che si chiude! È un dato della Rivelazione.)"

Sì, infatti potremmo continuare all'infinito, se cominciamo a scavare un po', in questa espressione "porte chiuse", e forse ne varrebbe la pena, senza rischiare di esserne travolti...

Una nota: la Parola (e Gv in modo più perfetto) è tutta un continuo anticipo-rimando-ripresa di una sola Unica Realtà. La vetrata, per usare l'immagine di Jean, riporta in eterno immutata una Unica Rappresentazione, sempre la stessa, ed è solo per "abbassarsi" misericordiosamente alla nostra misura umana che la luce illumina la vetrata in un particolare o nell'altro a seconda dei momenti e delle persone. Ma in quel particolare sono sempre costantemente presenti, più o meno implicite, anche tutte le altre sfaccettature. Dio è Semplice ed Uno anche in questo... Gesù non ha bisogno di una porta aperta, per entrare, come non ha avuto bisogno, per uscire dal sepolcro, che se fosse rimossa la pietra di ingresso. Lui aspetta solo che gli rispondiamo amandolo. E se per ora per amarlo meglio abbiamo bisogno di stare aporte chiuse, in qualche caso... Noi per ora viviamo "mezzi morti", siamo nell'esilio, dove serve che esista tutto un gioco di porte, a misura del nostro limite umano, per entrare, per poi uscire e trovare l'Unico Pascolo Vero = Cristo Tutto in Tutti. E' il Castello di St, con la Unica Luce al centro, che fa esistere e sostiene e fa muovere tutti e tutto, e illumina tutti e tutto in una infinità di stanze e corridoi e sepolcri e anfratti, a "scalare" all'infinito. Nella pienezza della Realtà non c'è bisogno di porte, lì è la sola unitaria contemplazione della Unità, la Gloria piena dell'Apocalisse. Lì non ci sono più porte, che sono fatte per graduare per ciascuno la entrata nella gloria, perchè uno non si "bruci" ad un fuoco troppo tremendo per le sue forze. Lì non c'è più bisogno di scrutare il particolare e arrabattarsi a fare o non fare qualsiasi cosa umana, a dire o non dire per cercare di approssimarsi: lì saremo finalmente in silenzio (= lì finalmente non si è più esposti al rischio tremendo, sacrilego, di sprecare attenzione con il coccio, la crosta di argilla delle parole nostre umane, distraendoci così dalla Unica Realtà del Nucleo divino) . Nel Regno si è compiutamente tutti UNITA': Uno solo dentro nell' Uno, e si adora soltanto: vedi Apocalisse, finalmente!!

La Chiesa le proclama nei secoli tutte le cose che ho detto sopra : quindi le " si sanno", nella mente, ma quanto a "capirle"(= farne esperienza nel cuore)... occorrerà salire una scala infinita. La contemplazione infusa...

Grazie Jean e Anna dei rimandi e degli insegnamenti.
Se Jean o qualcun altro vorrà aggiungere altro per aiutare a "capire"...
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Anna rita



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Data d'iscrizione : 20.03.06

MessaggioTitolo: Apocalisse   Ven 24 Apr - 14:27

Nell'intervento qui sopra non ho specificato che la frase cui mi riferivo, nell'Apocalisse, è: Ap 3,8: ..."Ecco ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere"... e Ap 3,12: "inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, dal mio Dio, insieme al mio nome nuovo"

Anche Ap 21,25 dice: " le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, perchè non vi sarà più notte"

Mi scuso della svista.

Mi sembrerebbe interessante vedere i vari contesti e significati di "porta aperta\ chiusa" almeno in Gv...
("Porta aperta\chiusa": Gv 20,19; Gv 20,26; Ap 3,8; Ap 4,1; ecc... )
("Porte": Ap 21, Ap 21, 12; Ap 21,13; Ap 21,15; Ap 21,21; Ap 21,25; Ap 22,14)
("Porta": Gv 10,1-2,7,9; Gv 15,5; Gv 18,16)
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MessaggioTitolo: Re: Liturgia E Mistica   

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Liturgia E Mistica
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