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 Parabola delle dieci vergini

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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Parabola delle dieci vergini   Lun 13 Apr - 1:02

Jean,
un'altra cosa...
Tu dici, riferendoti a Maria, nel tuo scritto:
"Avevi Olio, mentre noi, scopriamo adesso, dopo il nostro fiasco, che dobbiamo ricevere l'Olio che tu hai acquistato per noi, la nostra parte nel tuo "Sì".
Nella parabola delle dieci vergini, però, si legge:
"E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perchè le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene." (Mt 25, 8-9)
Noi siamo come le vergini stolte: non abbiamo olio e dobbiamo riceverlo dall'unica vergine saggia che è Maria. Quelle del Vangelo di Matteo, però, non vogliono condividere il loro olio con le vergini stolte, ma le invitano ad andare a comperarlo dai venditori. Questo loro comportamento mi sembra in contrasto con quello di Maria, che ci offre l'Olio che lei stessa ha acquistato anche per noi.
Ti sarei grata se mi aiutassi a capire...
Grazie mille!
Anna
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Mar 14 Apr - 3:05

Anna,
grazie per la tua domanda.

Premesse fondamentali:
- La mia è una lettura solo di un aspetto della parabola delle vergini: si ispira di una dimensione della Parabola (e non di tutta): quello dell'attesa (siate vigilanti dice il Signore alla fine della parabola e altrove anche), dell'olio, della lampada, dello Sposo, del suo ritorno la notte...

- La mia lettura non pretende di essere neanche una interpretazione di questa parabola, perché le differenze sono molteplici:
sono 5 vergini sagge
alla fine finiscono per dormire (mentre Maria non dorme)
e poi non danno l'olio
ecc
ecc

Quindi bisogna molto relativizzare non la mia lettura, ma il fatto di voler adeguare la parabola e la mia lettura! Ripeto: non ho avuto la pretesa di interpretare questa parabola.
Ho solo sentito ad un certo momento della mi lettura del Vangelo, approfondendo sempre il Mistero del ruolo di Maria, scavato dalla Scrittura, una risonanza con questa parabola! Ma è vero che ho preso una direzione diversa.
D'altronde, come l'ho sempre detto: ogni passo della Scrittura è come un Diamante, e dà una luce diversa ad ognuno di noi, e non c'è luce più giusta, o migliore, l'importante è che la luce sia rispettosa della lettera e dello spirito del testo. Quindi lo stesso testo, come l'abbiamo sempre visto insieme, dà una luce per me oggi, camminerà con me, e crescerà con me, dandomi il Cibo del quale ho bisogno.
Il mio modo di fare qui, ispirandomi solo di alcuni aspetti della Parabola, è legittimo, finché non pretendo di dire che "questo è IL significato di questo testo".

Risposta:
Nulla toglie adesso di cercare di rispondere alla tua domanda.
Il testo della Parabola (Mt 25,8-9) è dato per illustrare questa raccomandazione: "Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né l'ora in cui il Figlio dell'uomo verrà" (Mt 25,13). Quindi la finalità stessa della parabola ci è data dal testo stesso. Si ispira da una cosa conosciuta dai lettori di san Matteo che sono ebrei, e che hanno queste abitudini nei matrimoni. Si trovano anche in altre tradizioni della zona. Il testo certo sottolinea il fatto che ognuno si prende le sue responsabilità, individuali! In questo senso, non si prende l'olio dagli altri! Alla fine, pur poggiando sulla preghiera e l'aiuto degli altri, la responsabilità è nostra. Questo aspetto del testo è chiaro, ed è da mantenere. Ognuno di noi conta sulla Grazia (l'Olio) che riceviamo da Cristo sulla Croce, che non è da comperare, ma da "chiedere".

Mentre, nella lettura più larga che do, leggo la parabola in modo diverso, quasi cambiandola. Mi spiego:

- Prima di tutto sulla questione del ritorno dello Sposo, io leggo in modo diverso: non è la fine della nostra vita, ma è il fatto che ognuno di noi si relaziona alla Risurrezione e deve aspettarla! Dal fatto che ogni settimana puo' essere vissuta come una settimana santa, allora aspettiamo ogni settimana la Domenica! Ma anche, la Risurrezione è un avvenimento certo passato, ma che è dato a ognuno di noi, e da integrare, digerire personalmente. Quindi passiamo dalla vigilanza normale della vita spirituale, il fatto di aspettare la nostra morte, al fatto di ricevere (far suo) la Risurrezione. Come san Paolo dice: "è morto per me", leggo la parabola in un altro modo: "è Risorto per me", "mi ha fatto risorgere con Lui" nel battesimo! Allora cosa ho fatto? Sono entrato nel dinamismo della Morte e Risurrezione?

- Secondo: per ricevere la Grazia della Risurrezione, la radicalità dell'intervento di Maria nel credere nella Risurrezione mette in rilievo che nessuno degli apostoli o dei discepoli di Cristo è riuscito con le sue proprie forze a credere nella Risurrezione. Quindi applicando una parte sola della parabola alla questione della Risurrezione sono confrontato al fatto che aspettare la Risurrezione (che è una cosa fondamentale, che si apparenta alla vigilanza, ma è più radicale per esse, perché si situa a monte, dove dobbiamo ricevere la Grazia del Credere nella Risurrezione di qualsiasi altra cosa, prima anche di aspettare) non è stata una cosa ovvia! Scopro che Una sola persona ci è riuscita: Maria! Il fallimento degli altri, mi mostra che se applico la parabola al fatto di aspettare la Risurrezione (ritorno di Nozze), non ci sono 5 vergini, ma semplicemente, come dice il Cantico dei Cantici: Una persona! L'Immacolata.
Non sono più nella logica della parabola, quindi non sto facendo esegesi del testo, ma esegesi generale della fede. Non pretendo assolutamente di dire: il testo della Parabola delle Vergini va letto cosi, no! Sarebbe errore tecnico!
Ma, è ugualmente legittimo di fare cio' che faccio, perché colgo elementi generali del Vangelo, dati di fede: Gesù ha promesso di Risorgere
Credere nella Risurrezione è fondamentale per ogni cristiano, se no, la sua fede è vana, vuota
Come integrare e vivere questa fede?
Scoprire che, secondo le Scritture, una sola persona ha creduto! Abbastanza chiaro nei Vangeli! Celebrano in un rumoroso silenzio l'Azione di Maria.
La fede mi dice che lei ha creduto "per noi" (cfr parallelo con l'Annunciazione).
Quindi, ho bisogno di ricorrere a lei, sono costretto a ricorrere a Lei, Giovanni lo mostra nel suo Vangelo (Cana, ecc) per poter credere nella Risurrezione.
Nasce cosi una semi lettura del brano! Ma non la pretesa di una lettura del brano no!

Concludo:
Il brano della parabola delle Vergini e altri brani dello stesso tenore, dove si tratta di aspettare lo Sposo, ecc mi hanno ispirato. Ma dopo, ho fatto io la cucina, una vera e legittima cucina, che illumina un po il testo, ma è vero che puo' prestare a confusione.
Si mantiene la responsabilità personale del dovere essere vigilante (questa è la lettura della Parabola), ma aggiungo la dimensione mariana che radicalmente rivoluziona una prima attesa, quella personale per ognuno di noi della Risurrezione, appropriandoci, tramite Maria, della Risurrezione.
Mantengo la mia lettura, la trovo illuminante, in coerenza di Spirito con la Scrittura (ma non pretendo volere essere fedele alla lettera del testo di questa parabola specifica).
Devo riconoscere che sono felice che i vari testi, colpendosi a vicenda hanno fatto uscire questa scintilla!
Ma attenti, la mia lettura è quella di un'altra parabola: la Vergine saggia che aspetta la Risurrezione! E noi tutti vergini stolte, che abbiamo bisogno di essere intorno a Lei nella preghiera per trarre dal Suo Grembo la nostra fede battesimale nella Risurrezione.
Spero che la confusione sia sparita.
A presto
Jean
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Mar 14 Apr - 21:30

Grazie Jean,
sì, la tua risposta è stata molto esauriente e la confusione è sparita...
Mi rimane però una piccola questione ancora poco chiara, legata a quei due versetti della parabola che ho citato.
Tu dici: "Il testo certo sottolinea il fatto che ognuno si prende le sue responsabilità, individuali! In questo senso, non si prende l'olio dagli altri! Alla fine, pur poggiando sulla preghiera e l'aiuto degli altri, la responsabilità è nostra. Questo aspetto del testo è chiaro, ed è da mantenere."
Ora capisco, quindi, perchè le vergini sagge non vogliono dare il loro olio alle altre.
Poi tu aggiungi: "Ognuno di noi conta sulla Grazia (l'Olio) che riceviamo da Cristo sulla Croce, che non è da comperare, ma da "chiedere"."
Faccio allora fatica a comprendere perchè le sagge dicono alle vergini stolte di andare a comperare l'olio dai venditori, per di più nel cuore della notte.
Magari tu hai qualche luce a riguardo... scratch
A presto
Anna
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Mer 15 Apr - 2:05

Anna,
grazie per la tua risposta.

Premessa metodologica:

Meno male che "fai fatica"! Origene e altri Padri della Chiesa ti avrebbero detto: "meno male"! Non si ottiene la Grazia della Parola solo col capire! È un testo Sacro alla fine! Certo c'è da capire il significato direi orizzontale, ma dopo questo, rimangono ancora buchi enormi, dappertutto! È fatto apposta, perché è un Puzzle divino e non bidimensionale! Se bastasse capire, sarebbe la fine della Parola di Dio! La Parola di Dio, per primo crea sete in noi! "È la Gloria di Dio celare (nascondere) una cosa, ed è la gloria dei re scrutarla" dice la Parola (Pr 25,2). Dio non dà solo cibo, dà anche sete e fame del Cibo divino! Come ho detto una volta: Dio dà nella Parola oggi, in un testo che leggiamo, tre cose:
1- una cosa chiara che si capisce;
2- una "piccola" cosa nascosta, ma che oggi con la nostra ricerca di oggi diventerà chiara;
3- una gran parte che rimane nascosta, per un altro giorno, o per l'Eternità.
Così, chi legge non si rattrista di non capire tutto (il 3), ma si rallegra di aver capito qualche cosa oggi (2) e si rallegra, che ancora c'è da scavare per un altro giorno!

Il testo della Bibbia è rugoso, non liscio! Non orizzontale! Le dimensioni sarebbero x, y, z, t (dove "t" è il grado di trasformazione in Dio, di divinizzazione e non il "tempo"). È pieno di asprezze che richiedono di mettere in gioco altre dimensioni per capirle (quella della divinizzazione)! Se si cerca di capirle solo con 2 o 3 o 4 dimensioni (considerando "t" il tempo), allora non si capisce! Il testo ti pare tutto liscio, e all'ultimo momento trovi un’asprezza che ti rende la tua piccola "interpretazione" non totalmente valida! Allora invece di rattristarci o peggio di "forzare" il testo con una interpretazione tirata per i capelli, come spesso si fa, bisogna avere l'umiltà di capire che Dio-Parola mi invita tramite il testo a Crescere!! La Bibbia cammina con noi, e il "n°3" è fatto apposto per impedire alla nostra Speranza di chiudersi su "oggetti" finiti, e per mostrarci un orizzonte di Crescita, un orizzonte infinito.
Siamo pronti a crescere e ad accettare di trattare la Bibbia come un libro sacro o continuiamo con le nostre pretese di voler capire tutto (cancellare il "3")? Questo non toglie lo sforzo esegetico, per carità, sarebbe insultare l'intelligenza umana che Dio ci ha dato, ma è situarla al suo vero livello, finito, limitato, non sacramentale-contemplativo ancora! (Occorre passare dalla Scrittura-lettera alla Parola viva)

A volte, ho voglia di dare la seguente risposta a chi mi fa una domanda: neanch'io capisco! E, come dice santa Teresa di Avila, a quel momento sento che la mia contemplazione è ancora più alta, perché ciò che non capisco è ancora più alto, sento che in questo non capire si cela l'Essere stesso di Dio, e allora mi butto nell'infinito Dio, contemplo in modo più alto allora! Perché tra il "capire oggettivo", e il "contemplare", cioè tra "l'affermazione teologica" e "la negazione teologica" di quest'affermazione dicendo: Dio è infinitamente più alto di ciò che è stato capito positivamente, infinitamente oltre a questo, la differenza è immensa!
Teologia affermativa: Dio è questo.
Teologia negativa, apofatica: Dio è neanche questo che penso che Egli sia! Cioè, lo definisco meglio con ciò che non so che con ciò che so! Non si dovrebbe neanche nel nome della Teologia apofatica cadere nell'agnosticismo (che è negazione della possibilità di conoscere Dio, cioè negazione dell'esistenza dell'affermazione affermativa, di poter dire qualcosa su Dio).

Dopo questa premessa metodologica che spero non sia noiosa, passo alla tua domanda.

Un bell’esempio di quell'asprezza è la contraddizione chiara che tu hai notato: da un lato dice: andate a comprare olio, e dall'altro lato, siamo in piena notte! Humm! Allora cosa faresti qua? Il testo stesso, con questa asprezza ti spinge a cambiare profondità, e cercare un piano dove invece di vedere in questo una contraddizione cominci a vedere un’armonia!
Ecco uno dei metodi di lettura nello Spirito che facevano i Padri! Quando ci si sbatte contro il muro di una contraddizione, bisogna trovare un altro piano, un piano più profondo, più alto, per leggere, capire! La Bibbia è piena piena di queste apparenti contraddizioni.

Preferisco non dare risposte, ma metodo, affrontare le problematiche metodologiche! Perché? Perché una volta che sai usare il metodo, sei libera, non hai più bisogno di me, lavori tranquilla con lo Spirito. Ma se ti do delle risposte ben fatte, soddisfacenti, allora ti abituo alla pigrizia e alla schiavitù! Ti faccio vivere nell'illusione che io so e tu non sai e non potrai mai sapere quanto so! Fesseria certo! Ti do l'impressione che è una questione di conoscenza orizzontale! Non diventi mai adulta in Cristo! Non diventi mai figlia di Cristo, che ha bisogno di parlarti liberamente, con il Suo Spirito. Questo non è "pericoloso", perché una volta che la metodologia è "maîtrisée", allora puoi camminare tranquillamente! È ovvio che questo messo nelle mani di una persona non a posto, non aiuta!!
Ho peccato allora quando ho voluto trasmettere la metodologia? Ho voluto trattarvi come adulti! Se fossi al vostro posto, sarebbe quello che avrei voluto ricevere!

Allora, andare a comprare olio, in mezzo alla notte è assurdo, no? Quindi bisogna cercare una soluzione! E ognuno di noi avrà delle idee! Ma bisogna, nel trovarle, rimanere in coerenza con la lettera (sia il resto del passo, sia il resto di tutta la lettera della Bibbia) e con lo Spirito (il contenuto della nostra fede viva, lo Spirito Santo, questa nuvola che galleggia sopra la nostra testa).

E le sagge, pur dicendo una cosa assurda: andate a comprare, durante la notte, le stolte partono! Ma lo Sposo è già arrivato, quindi comunque sia il caso, non sono qua! E la porta si chiude! Quindi, le stolte sono stolte su tutta la linea, neanche capiscono che partire adesso fa si che la cosa sia finita (non avranno lo Sposo). Le prendono in giro! E si lasciano prendere in giro! È come la mamma che dice al suo figlio: non toccare il ferro da stiro, perché brucia! Ma il figlio dice: "lo tocco lo stesso"! Allora la mamma arrabbiata o scherzosa dice: "sì sì, prendilo, anzi abbraccialo, vedrai, tranquillo"! Pazzesco no?! È l'ubriachezza finale dello stolto che non capisce più la sua destra della sua sinistra, la notte dal giorno, la presenza dello Sposo dalla Sua assenza! Ma il buon ladrone, sarebbe rimasto, e avrebbe detto: Sposo, perdonami, accettami! E lo Sposo l'avrebbe fatto entrare! Loro invece, sono partite!
Ma tutto questo non è la mia risposta, sono le mie elucubrazioni!! Tu, devi trovarti la risposta di oggi, se la trovi! Se no! Umiltà e pazienza! Alcuni testi parlano dopo anni!

Rimaniamo così per il momento, vediamo cosa dici, o cosa dicono gli altri.
A presto
Jean
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mariateresa

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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Mer 15 Apr - 13:07

Rimaniamo così per il momento, vediamo cosa dici, o cosa dicono gli altri.

Dico qualcosa, neanche in ordine, ma mi lascio portare dalla corrente che avete acceso.

Allora, andare a comprare olio, in mezzo alla notte è assurdo, no? Quindi bisogna cercare una soluzione! E ognuno di noi avrà delle idee! Ma bisogna, nel trovarle, rimanere in coerenza con la lettera (sia il resto del passo, sia il resto di tutta la lettera della Bibbia) e con lo Spirito (il contenuto della nostra fede viva, lo Spirito Santo, questa nuvola che galleggia sopra la nostra testa)…. D'altronde, come l'ho sempre detto: ogni passo della Scrittura è come un Diamante, e dà una luce diversa ad ognuno di noi, e non c'è luce più giusta, o migliore, l'importante è che la luce sia rispettosa della lettera e dello spirito del testo. Il diamante ha tante facce, e mi capita che la luce del diamante non resti fissa sul testo, comincia a farlo ruotare, lo allarga, genera dinamismo, e toglie la staticità di considerarlo “piatto”, in un unico aspetto di “parola scritta”, portando una tridimensionalità più dinamica, attraendo altri testi per analogia e aggiungendo comprensione. Allora capisco quello che hai sentito tu Jean su questa parabola e credo che sia proprio il “lavoro” della nuvola sulla nostra testa che ci scoperchia dal limite intellettuale. Che bellezza!
Quando ci si sbatte contro il muro di una contraddizione, bisogna trovare un altro piano, un piano più profondo, più alto, per leggere, capire! La Bibbia è piena piena di queste apparenti contraddizioni. Con l’insegnamento che ci hai dato sulla persona di Maria, sulla sua presenza anche nella sua assenza (il suo rumoroso silenzio) ho compreso quella che per anni mi è sembrata una contraddizione : del non essersi recata al sepolcro insieme alle altre donne, dopo essere stata presente alla morte del Figlio, ai piedi della Croce. Ora è “visibile” in un altro livello, è palpabile la sua permanente e permeante presenza che “apre “ la porta stretta, apre i cancelli del Cielo.
Scoprire che, secondo le Scritture, una sola persona ha creduto! Abbastanza chiaro nei Vangeli! Celebrano in un rumoroso silenzio l'Azione di Maria. Chi ci toglierà ormai dall’immagine dello Stampo?

Allora cosa ho fatto? Sono entrato nel dinamismo della Morte e Risurrezione?
Si mantiene la responsabilità personale del dovere essere vigilante (questa è la lettura della Parabola), ma aggiungo la dimensione mariana che radicalmente rivoluziona una prima attesa, quella personale per ognuno di noi della Risurrezione, appropriandoci, tramite Maria, della Risurrezione.
Mi piace quando dici “appropriandoci” perché dichiara l’azione di-con-per Maria, il movimento attivo, che sottende la vita spirituale.
Quindi, le stolte sono stolte su tutta la linea, neanche capiscono che partire adesso fa si che la cosa sia finita (non avranno lo Sposo): le stolte sono a strascico delle sagge, sono lì formalmente, perché si usa così, ma hanno la testa altrove, non sono “presenti”, con il giusto habitus, solo la scorza ma la linfa (l’olio della fede) non l’hanno preso con sé. Come nel banchetto del re, l’ospite che non ha l’abito giusto e che viene legato mani e piedi e sbattuto fuori dal banchetto. Il testo certo sottolinea il fatto che ognuno si prende le sue responsabilità, individuali! In questo senso, non si prende l'olio dagli altri! Alla fine, pur poggiando sulla preghiera e l'aiuto degli altri, la responsabilità è nostra. Questo aspetto del testo è chiaro, ed è da mantenere. Senza la considerazione della responsabilità, la possibilità di una forte contraddizione dell’attitudine delle vergini sagge rispetto alle stolte: che qui manchi la misericordia. Mi viene da dire come questa considerazione possa mettere in ombra l’osservazione sulla mancanza della “giustezza” dell’attitudine, che fa scaturire la “giustizia” del re, le porte chiuse dello sposo. Questo è il giudizio di giustizia sull’individuo, sulla sua risposta alla chiamata. Sopra questo giudizio individuale, c’è la mano di Maria, il grembo che apre alla misericordia, che allarga i cancelli, che universalizza la nostra individualità, che ci fa entrare nel Corpo mistico: piccole parti di un unico Tutto. In questo Corpo, c’è il barbone che forse soffre per te, ci sei tu che ci dai insegnamento, Anna che ha originato questi scambi, ci sono io che scrivo in questo momento, e quant’altro affluisce alla circolazione divina, che nel mistero del Suo Sangue ci permette di vivere e godere l’alleanza.

La speranza della misericordia per me non esclude la giustizia di collaborare alla vitalità del Corpo, come dici tu delle arterie e delle vene, che può funzionare solo nella collaborazione, nella fedeltà efficacemente attiva e non formale. Per questo l’olio è talmente sacro da non poter essere sprecato, non avere l’abito per il banchetto è peggio di rifiutare l’invito. Quindi, le stolte sono stolte su tutta la linea, neanche capiscono che partire adesso fa si che la cosa sia finita (non avranno lo Sposo).

Termino con una piccola storiella, che parla di giustizia e misericordia, non ricordo chi me l’abbia raccontata.
Gesù è molto pensieroso, e il Padre gli chiede che cosa lo preoccupa. “ Ma lo sai anche tu, no? Che senso ha che Pietro stia alle porte del Paradiso e faccia entrare i meritevoli se poi la Mamma, dalla finestra, fa entrare anche gli altri!!!”

('cheers')

Vi abbraccio.

MT
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Mer 15 Apr - 20:13

Grazie Maria Teresa per le tue considerazioni,
grazie di riprendere questo aspetto della Misericordia e di Maria, che certamente sedurrà AR e altri anche, noi tutti, perché è semplicemente: essenziale. Ho riletto varie volte ciò che dici! E siccome hai ripreso il punto sulla misericordia che avevo segnalato, mi è sembrato ancora di più allargarsi. Quindi, ho quasi voglia di dire:

In un certo senso, non ci sono "vergini sagge"! O meglio, non ci sono vergini che hanno più olio che altre. Ci sono vergini che sanno come prenderlo e dove prenderlo quest'olio.
Mi spiego: prendiamo per esempio i due ladri crocifissi con Gesù: sono tutti e due ladri! Tutti e due sono dei criminali, tutti e due meritano che la porta dello Sposo si chiuda su di loro (essendo loro fuori)! Quindi non hanno l'olio che li farà meritare di entrare, che li farà avere la loro lampada accesa! Ma ciò che fa che uno sia migliore dell'altro è che sa ottenerlo – anche all'ultimo momento – e sa come e dove ottenerlo!

La cosa che dovrebbe stupirci non è che ci siano "vergini stolte"! L'errore fondamentale della parabola, il suo buco, la sua rugosità, è il fatto che ci siano "vergini sagge"! È questa la cosa impossibile! Di fatti, tutte hanno dormito, le sagge incluse! "Tutti hanno peccato", "siamo tutti privi della Grazia" ribadisce san Paolo ai Romani (anno di san Paolo). Tutti sono (siamo) chiusi nella stessa scatola! E tutti hanno bisogno della Grazia di Dio, continua san Paolo.
Che diremo dunque? C'è ingiustizia presso Dio? Così non sia. Egli dice infatti a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione». Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia." (Rm 9,14-16)
In assoluto, sì, non dipende da chi corre, da chi ha olio! Allora la vigilanza alla quale richiama questa parabola a che cosa allude? Ci ricorda che dobbiamo ricorrere sempre alla Misericordia di Dio, o meglio, di capire che la Grazia, come il suo nome lo indica: è gratuita, è un Dono, dato, gratuitamente, senza il nostro merito, ma con il SOLO merito di Cristo sulla Croce!
Quindi è il richiamo alla radicalità della nostra dipendenza della Misericordia di Dio! Questo, in Teologia, si chiama il merito "de condigno": cioè, è Gesù che ci ha tutto ottenuto sulla Croce.
("de condigno" diverso dal "de congruo", successivo, nostro)
Quindi, quando arriva lo Sposo, tutte le vergini non hanno olio (tutte anche hanno dormito, quindi che cos'è "vigilare"?)! Come Maria dice a Cana: "non hanno vino"! Il "miracolo", davvero, è il fatto che pur non avendo olio, cinque tra loro, hanno saputo ottenerne all'ultimo momento. Questo è il miracolo! Se voi 5 vergini sagge avete dormito, come mai avete olio? Rispondono con il buon ladrone: "è la Misericordia di Dio che ce lo dà", "è la potente intercessione di Maria che ce lo ottiene!" Ecco il miracolo!
Mi piace questo…! Suona meglio! Però, ci sono ancora dei buchi! E, "meno male" che ci sono! È un testo sacro, non solo per noi, e non solo per oggi! Continuerà a nutrirci!! Anche dopo 50 anni!

Concludo così: la questione del rapporto tra misericordia e giustizia è una questione che ci prende fin dall'inizio della nostra vita spirituale e continua con noi fino alla fine! È normale! Ma più andiamo avanti, più Dio ci purifica, più scopriamo il nostro nulla, e assieme, scopriamo la misericordia di Dio, una scoperta che si fa sempre più intensa, larga, ecc e invade tutto… al punto che l'essere umano ha l'impressione di capire il significato della sua propria vita: "cantare le misericordie del Signore".
Quindi vedete che all'inizio ogni essere umano affronta questa parabola con un senso umano acuto della giustizia (e la misericordia può non apparire affatto). Poi, man mano che andiamo avanti, man mano che Dio scava in noi il Suo Posto, man mano che scopriamo quanto valiamo (non gran che, un nulla, ecc), più anche i testi che leggiamo cambiano fisionomia! E la scoperta, sempre più sconvolgente dell'amore di Dio, amore radicale, senza condizione, riempie l'intelligenza che abbiamo dei testi… da sola, istintivamente… esattamente come ne stiamo facendo l'esperienza con questa parabola! Ma quante parabole ci sembrano cosi "ingiuste"! "Ingiuste" per questa ragione che inizialmente misuriamo tutto con la giustizia umana! E tutto il lavoro del Vangelo è di sfidarci su questo terreno, di smuoverci da questa zona falsa di conforto, per uscire verso i concetti di Dio, verso la sua Luce, verso il: tutti hanno peccato, tutti sono dei mentitori, tutti dei ladri! Quindi Dio si incarna, e cerca di fare di noi delle persone a sua Somiglianza, aprendo il nostro cuore duro, di pietra, e facendo di lui un cuore di carne, un cuore di Misericordia! Dio è più umano di noi! Più materno di noi! Quindi la nostra durezza, la nostra mente ristretta, tutto questo ci lavora!
Eppure continuiamo a voler considerare varie parabole come ingiuste! No?
Anche questa è una premessa metodologica, di esegesi.

Quindi vedete che cercando insieme, riusciamo a trovare più coerenza e armonia sia nel testo con se stesso, sia con il resto della Bibbia, sia con la Nuvola. Grazie a voi…! Ma il testo rimane più grande di noi!

Chi facilmente accetta o chiude gli occhi sulle incongruenze, sulle asprezze, perde molto! Ma chi "fa fatica", chi non accetta di chiudere gli occhi, impara molto! Il testo davvero racchiude Tesori, come vedete.
Una certa perseveranza, insistenza, nel bussare alla porta della Scrittura, alla Porta della Parola, sono importanti… Si nasconde all'inizio, in un testo che mescola dimensioni, che sembra imbrogliarci con stranezze! Poi, pian piano si apre!! Davvero Dio si nasconde! È la Sua Grandezza! Chi è grande, grande nel voler cercarLo, lo trova, e quando trova, cerca di più, per trovare di più! Non è la nostra vocazione in Eterno? Quella di meravigliarci a ogni battito di cuore di una aspetto nuovo e più sconvolgente ancora dell'Essere di Dio?!
Rendiamo grazie! Davvero…
Vediamo cosa dite…
A presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Vigilanza e Misericordia, e "il cuore che arde nel petto"   Mer 15 Apr - 23:16

A proposito della parabola, in risposta alla richiesta di Jean, cerco di mettere ordine in qualche spunto che ricevo.

Anche a me balza all'occhio prima di tutto che non esistono vergini sagge, e vergini stolte, tutte dormono; ognuno di noi è l'insieme delle 10 vergini, stoltezza e saggezza sono in noi in parti uguali, sta a noi fare crescere una o l'altra. Le vergini sono 5+5: cioè sono i 5 sensi(S. Agostino) che noi abbiamo, e che possiamo usare bene o male. I 5 sensi ci servono per la relazione di amore: col Signore, e con i fratelli, nel Signore. Non si può prescindere dal fratello\Fratello mai.

E poi anche a me è balzato subito davanti alla mente il Buon Ladrone. [u]

Sembra che un tema di fondo sia la nostra VITA SPIRITUALE = la VITA tout court, che E' l'USCIRE PER ENTRARE passo passo, il RESTARE DENTRO PER ESSERE RICONOSCIUTI, per poi alla fine essere fatti in grado di NON USCIRE MAI PIU'= (ACCOGLIERE E) RISPONDERE AL DONO DELLO SPIRITO.

Le vergini escono tutte, all'inizio, incontro allo Sposo: escono da dove? iniziano ad uscire da sè stesse, iniziano il loro esodo...(abbiamo ricevuto gratis il Dono del Battesimo, da adulti poi usciamo), escono con la loro lampada, la loro vita, il loro cuore... si incamminano spinte dalla sete di Colui che è il loro compimento...
Ma il nucleo, per me anche ora, è questo: anche in questa parabola nuziale, è sempre in primo piano, per me, il fatto che la sposa in qualsiasi tempo e luogo esce nella notte, (notte= assenza dello Sposo), esce per cercare lo Sposo, a qualunque prezzo... e non ha proprio paura di correre pericoli\affrontare incognite\infastidire \essere non gradita\ apparire "fuori dal coro" (i negozi sono chiusi...) là dove va a cercare lo Sposo... Lo Sposo giunge nell'ora in cui la notte è più fonda, è al culmine... è la tenebra luminosa...

Cercare l'olio è cercare l' amore, l'amore che a poco a poco si immedesima e si trasforma nell'Amore, quello dello Sposo, e lo Sposo trasforma la sposa, in modo che renderla da Lui riconoscibile... cercare l'olio è cercare lo Sposo che è Lui stesso l'Olio, e che ne dà continuamente di nuovo ....
E poi, altre immagini:" a chi ha sarà dato..." e "a chi molto è dato ancor più sarà richiesto" " ma "a chi chiede sarà dato" e "chi cerca trova" (NB:cito a memoria).
E anche alla Cananea, Gesù non dà ascolto, ma vuole che lei insista...

Le 5 che non cedono l'olio non mancano di compassione, ma semplicemente l'olio non è cedibile, è personale, è l'amore, è la grazia, è lo Spirito: è, quindi forse anche, il talento dato ad ognuno: è donato, non è richiesto, e va custodito, coltivato (la parabola dei talenti segue subito questa, in Matteo), non va dilapidato ("nolite mittere"...), sarebbe sacrilegio!; ognuno sarà giudicato poi per come lo farà fruttificare, con la sua responsabilità personale, anche quella non condivisibile, e neppure demandabile ad altri, ma non ha lui l'inizativa, non lo può scegliere lui, nè procurarselo da sè, nè cederlo, nè farselo dare da altri... Lui deve solo vegliare...

L'imprudenza, delle 5 che si allontanano per cercare l'olio, è proprio forse solo quella di allontanarsi (e così rischiano di perdere la capacità di vedere \riconoscere\essere aperte a ricevere lo Sposo), mentre forse dovrebbero continuare a cercare dentro... (allontanarsi da che cosa? restare dentro che cosa? dentro la coerenza dell' attesa\ricerca dello Sposo? o dentro lo Sposo medesimo?!)
Occorre tenere fisso lo sguardo sul volto dello Sposo, che pure sembra lontano, ma che intanto continuamente dà l'Olio( "grazia su grazia"!!!) che fa ardere la nostra lampada, per poter assomigliare a Lui ed essere da Lui riconosciute... prima che Lui venga l'ultima volta e prima che si chiuda la porta definitiva, quella tra la vita e la morte...

In realtà la loro lampada (il loro cuore) non è ancora spenta, solo potrebbe correre il pericolo di spegnersi...,(come per le tentazioni, per es) ma intanto: "come arde il cuore nel petto"!!; la miopia è di voler risolvere da sè stesse il problema, e voler così forse anche ben apparire di fronte allo Sposo, l'errore è voler decidere il tempo ed il modo per ricevere l'olio, secondo la corta vista umana, invece di vigilare , che è aspettare unicamente che lo Sposo giunga (quando? "vengo presto"= Lui già adesso viene ogni momento, e sta a noi disporci a riconoscerlo), e che Lui, vedendo la loro sete di Lui, dia loro nuovo olio Lui stesso ("grazia su grazia") ... a causa della Sua Misericordia, per la loro sola sete di Lui... perchè tutto è dato, nulla si acquista...

Lui chiede solo di aprirgli la porta!!!!!!!! e di continuare caparbiamente a tenerla aperta, contro ogni logica e possibilità umana...
La risposta al Suo Dono, quella che Lui ci chiede, è solo quella di decidersi (uscire) e mantenersi disposti a ricevere (non allontanarsi da Lui)... Lui non giudica dai risultati (quelli sono affare Suo), ma dalle intenzioni... dal grado del dono di sè.

La Misericordia!!!
Teresina!!!
Determinata determinazione della Santa Madre Teresa...

Sì: Miserere, sempre, Signore! Gesù, mi affido a Te...
Ricordiamoci con quale Amore il Signore va in cerca della sua pecora perduta... come cammina lentamente accanto alle pecore madri... "cosa volete che io faccia per voi?"... struggenti questi aspetti del Signore...

Mille considerazioni ancora vengono a galla, ma che vogliono un tempo infinito... non esauribile in questi momenti.
Resta sempre, alla fine, solo spazio al silenzio.

E allora:
1) prima di tutto grazie a Jean per le "note di metodo" che in questo periodo mette a disposizione di tutti sul Forum, sono parole fondamentali di cui c'è attesa da anni, così come grazie ad Anna e Maria Teresa.
2) una mia considerazione personale: è sempre più chiara, almeno per me, la necessità ineludibile di STUDIARE la Bibbia. Perchè: come ricevere la Parola, cercando di non fraintenderla, se manco delle nozioni minime per verificare la coerenza interna tra la mia "luce" presunta, ed il resto della Parola? Per orientarmi e sapere DOVE trovare quella citazione che mi ha colpito in un dato momento, ma che ora chissà cosa di diverso mi vorrebbe dire?
E così via.

Sempre più abissale ed insondabile la distanza tra la miseria e la Misericordia...

Lode indicibile al Nostro Signore, sempre, per l'Olio del Suo Spirito, "che è Signore e dà la vita..."...............................................
..........................................................................................................
.........e che ci è dato più e più ogni momento: "grazia su grazia"!!!!! per fare ardere il nostro cuore, fino a farci diventare una Fiamma sola nella Trinità.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: E Maria?   Gio 16 Apr - 9:42

Dove è Maria????
Maria è l'unica Vergine Saggia. La Parabola descrive la vita della Vergine Saggia.
Maria è l'ampolla dell'olio: l'Ampolla dello Spirito. Diamante purissimo, sfolgorante nella notte, rotonda cavità che accoglie nella penombra e ristora, Ampolla trasparentissima che nulla trattiene, umile, potente:LEI STA, LEI E' PROTESA VERSO...
LEI E' LA SERVA DEL SIGNORE.
Lei ha accolto, ha fatto e sempre continuamente fa crescere, custodisce, conserva l'Olio, per chi la cerca ...
Le vergini saggie hanno preso con sè l'ampolla dell'olio.
Giovanni sotto la Croce ha preso con sè
Maria nella sua casa.
Come sempre anche in questa parabola Maria appare di sfuggita, sempre apparentemente sottotono... ma sempre fa una sola cosa: FA ARDERE in noi insieme con Lei l'amore per il Figlio\Sposo.

Prendiamo con noi, contempliamo Maria.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Gio 16 Apr - 19:49

"1 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo Sposo.

2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé Olio; 4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'Olio in [piccoli] vasi.

5 Poiché lo Sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.

6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo Sposo, andategli incontro!

7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.

8 E le stolte dissero alle sagge: "Dateci del vostro Olio, perché le nostre lampade si spengono". 9 Ma le sagge risposero: "No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".

10 Ora, mentre quelle andavano per comprare l'Olio, arrivò lo Sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle Nozze, e la porta fu chiusa.

11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, Signore, aprici!" 12 Ma egli rispose: "In verità vi dico: non vi conosco".

13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora."

(Mt 25,1-13)


Ultima modifica di Jean il Gio 16 Apr - 19:59, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Gio 16 Apr - 19:57

Grazie AR per i tuoi belli interventi,
- come puoi immaginare, mi piace molto cio' che dici su Maria…
- certo la Bibbia ha sempre bisogno di "introduzione", di "approfondimento", e non è per niente che i Padri della Chiesa, i nostri Padri, hanno concentrato la grande maggioranza dei loro sforzi, sulla Bibbia, commentandola. La Scrittura è l'anima della Teologia.

Rileggendo il testo…
C'è un punto fisso, letterale: l'autore umano (s Matteo), raccontando la Parabola di Gesù, cerca di mettere insieme due cose, mettendo una equivalenza tra loro:
"le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in vasi" = "vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora".

Il fatto di questa equivalenza deve essere chiaro e basilare, perché è la lettera del testo. Lo dico prima di tutto per me stesso!
Mi interessano questi "vasi" che hanno preparato, mettendosi l'olio. Cosa vuol dire: "prendere con se olio in vasi"? Quindi credo che probabilmente questa potrebbe essere la porta di entrata nello Spirito della Parabola (rispettando la lettera, e senza tradirla).

"Vigilare" rimane la Parola chiave, da approfondire.
Direi allora che: la nozione di questo atto o sforzo (vigilare) segue la crescita spirituale, come è il caso per qualsiasi "virtù" o atto.
Mi spiego:
1- Una persona che si trova nelle prime 3 mansioni di santa Teresa, conta solo sul Soccorso generale della Grazia, e quindi qui, l'aspetto umano, personale deve essere attivo: la parte umana deve essere fatta e se non è fatta, c'è pericolo per la persona!
2- Una volta che la persona entra nelle 4 mansioni, si gusta la Grazia particolare, la sua potenza, la facilità che provoca in noi. Quindi la pratica della "vigilanza" si sviluppa! Si comincia a viaggiare con una nave, invece di camminare a piedi o con il mulo (come dice santa Teresa).
3- Pero, la persona deve perseverare, nella vigilanza, fino ad arrivare all'unione di volontà. Come abbiamo visto all'inizio del Corso di Secondo livello.
4- E' ovvio che la realtà acquisita con la Grazia del soccorso particolare a modo umano, qui, sarà messa alla prova in modo tremendo, dove la persona comincerà a prenderà coscienza che non puo' essere "vigilante"! Depressione spirituale, tremende, ma è risultato della sua fedeltà e dell'Azione dello Spirito Santo, che la innalza da un soccorso particolare a modo umano, a un soccorso a modo divino.
5- ecc
6- ecc
7- ecc
8- ecc.

Vedete come la stessa nozione, va vissuta in modo diverso, a seconda della trasformazione. E' li, soprattutto a partire della fase 4, che il nostro discorso della Scoperta della Misericordia interviene, della scoperta della nostra radicale indigenza, del nostro ricorso a Maria ecc.
Vedete come il discorso non è lo stesso a seconda di dove siamo!
La Bibbia cammina con noi… e la lettura che ne facciamo, il Cibo che ne riceviamo è diverso, a seconda del nostro bisogno.

Volevo solo dire questo, come un punto metodologico di più.
A presto
E grazie
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: La Parola   Ven 17 Apr - 17:57

Vedo, Jean, che nel mio intervento in realtà ho ripetuto più o meno cose che tu avevi giàdetto... Ma e' pazzesco come la Parola, se solo le apri uno spiraglio, ti inonda ininterrottamente...
Se adesso abuso del Forum, chiedo scusa, ma mi faccio coraggio sapendo che si può sempre cancellare o non leggere.
In ogni modo anch'io riflettevo sui due termini:1) VASO e 2)VIGILANZA
1) Dalla Parabola è evidente che ognuno ha il suo piccolo vaso da portare con sè e riempire di Spirito. (Anche se non credo molto azzardato pensare Maria come "Ampolla" dello Spirito per tutti, perchè questo mi sembra almeno sperimentalmente vero: e se credi, se mai tu dì teologicamente i punti pro e contro).
Allora le due domande che io mi facevo erano: A) come fare a riconoscere quale e dove è il "mio "vaso? B)da parte mia, c'è qualcosa che posso fare per riempirlo di Spirito, se possibile, e che non mi devo fare sfuggire??

Alla domanda A) risponderei: il mio vaso ovviamente è il cuore.(Al momento non mi viene in mente un riferimento biblico specifico, perchè è tutta una mentalità, che porta a dire qesto: però vedi tu Jean se hai da dire qualcosa, grazie) Uno il proprio cuore "fisico" non sceglie di prenderlo o lasciarlo a casa, naturalmente. Ma il cuore "biblico", il nostro "nucleo" in genere è assolutamente ignoto ai suoi stessi abitanti, e anche chi in teoria "sa" che esiste, fa una gran fatica a raggiungerlo... Anzi, all'opposto, il cuore "autentico, VIRILE " è assolutamente cancellato da una certa cultura contemporanea, al massimo rischia di restare confuso con l'autoripiegamento narcisita ed intimista. Non so se fosse così ai tempi di Gesù, ma certo adesso lo è.
Quindi primo problema\avvertimento universale: imparare a scoprire \scrutare il proprio cuore, abitarlo, nutrirlo..... non lasciarlo a casa quando si esce la mattina... E qui...problema cosmico...

Alla domada B) mi verrebbe da rispondere: Atti 5,32: "...lo Spirito, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono", e poi "non chi dice Signore Signore, ma chi fa le opere del Padre mio"(questo lo cito a memoria) ecc. Dio ti dà il Suo Spirito gratis ecc, ma tu devi rispondere con la tua volontà di seguire la Sua legge. "Lampada per i miei passi la Tua Parola"...ma la Parola è una Persona\Amore, che compie fatti, eventi, opere!!!! Si arriva sempre al fatto che amare Dio corrisponde a FARE qualcosa in coerenza con la Sua Legge. Opere! direbbe ST. Piccoli passi, direbbe Teresina! Ma in sostanza: non parole, non quietismo! e quindi grazie Jean che hai fatto bene a riprendere e sottolineare questo punto fondamentale del vaso.
Ma bisogna "fare" qualcosa non a caso, ma che sia ispirata dalle virtù teologali! E qui sta l'impossibile umanamente... appunto...

2) La vigilanza mi appare sempre più difficile, man mano che mi accorgo di come pecco ad ogni momento della giornata. E si fanno peccati "subliminali" cioè sono "costituzionali, abituali", appunto: uno non pensa neanche che siano peccati, non pensa neanche di doverli confessare:"io sono fatto così...questo è il mio carattere, la mia storia", ecc ecc... E invece, il Signore è venuto esattamente a salvare la MIA piccolissima misera storia... e lo sa e vuole fare, solo che io glielo chieda... Ma io mi dimentico di fidarmi di Lui! In che imbroglio cadiamo! Perchè perdiamo l'unica solida possibilità di uscirne, con il soccorso della Grazia Sacramentale della Confessione!!! E non riflettiamo sulla Grazia che abbiamo a disposizione nei Sacramenti... non ci ricordiamo neanche di averli... Dove trovare il "rifornimento" di Spirito Santo, se non restando e tornando e ritornando continuamente a buttarsi tra le braccia di Gesù, sulle ginocchia del Padre??? che altro possiamo fare??? Ma questo ci è dato!!! Allora non stanchiamoci mai di farlo.
La Misericordia, che costantemente ci soccorre, con la preghiera, con liturgia, con l'incontro con i santi, con le persone, simpatiche o insopportabili, con la natura, con l'arte, con i testi...... E Maria, apparentemente dalle retrovie...ci dà continuamente colpetti per non farci fermare...Maria sì che E' la vigilanza!!!

E poi c'è un piccolo punto che credo che per ora mi resterà ignoto: perchè a Cana ci sono le giare così enormi, ed il nostro vasetto è così piccolo? C'entra qualcosa col fatto che ai piccoli è dato il Regno?

chiedo scusa per lo spazio in più occupato.


Ultima modifica di Anna rita il Ven 17 Apr - 18:48, modificato 1 volta
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Ven 17 Apr - 18:47

Grazie AR per il tuo intervento.
Se non ti dispiace, mi piacerebbe sottolineare il fatto che le risposte alle domande importanti e pratiche che fai si trovano in questo paragrafo metodologico di somma importanza.
Jean ha scritto:
Direi allora che: la nozione di questo atto o sforzo (vigilare) segue la crescita spirituale, come è il caso per qualsiasi "virtù" o atto.
Mi spiego:
1- Una persona che si trova nelle prime 3 mansioni di santa Teresa, conta solo sul Soccorso generale della Grazia, e quindi qui, l'aspetto umano, personale deve essere attivo: la parte umana deve essere fatta e se non è fatta, c'è pericolo per la persona!
2- Una volta che la persona entra nelle 4 mansioni, si gusta la Grazia particolare, la sua potenza, la facilità che provoca in noi. Quindi la pratica della "vigilanza" si sviluppa! Si comincia a viaggiare con una nave, invece di camminare a piedi o con il mulo (come dice santa Teresa).
3- Pero, la persona deve perseverare, nella vigilanza, fino ad arrivare all'unione di volontà. Come abbiamo visto all'inizio del Corso di Secondo livello.
4- E' ovvio che la realtà acquisita con la Grazia del soccorso particolare a modo umano, qui, sarà messa alla prova in modo tremendo, dove la persona comincerà a prenderà coscienza che non puo' essere "vigilante"! Depressione spirituale, tremende, ma è risultato della sua fedeltà e dell'Azione dello Spirito Santo, che la innalza da un soccorso particolare a modo umano, a un soccorso a modo divino.
5- ecc
6- ecc
7- ecc
8- ecc.
Vedete come la stessa nozione, va vissuta in modo diverso, a seconda della trasformazione. E' li, soprattutto a partire della fase 4, che il nostro discorso della Scoperta della Misericordia interviene, della scoperta della nostra radicale indigenza, del nostro ricorso a Maria ecc.
Vedete come il discorso non è lo stesso a seconda di dove siamo!
La Bibbia cammina con noi… e la lettura che ne facciamo, il Cibo che ne riceviamo è diverso, a seconda del nostro bisogno.
Qui sottolineo il carattere "diacronico" (secondo il tempo, secondo la trasformazione, dia-theosis) della risposta, cioè, parlando semplicemente: la risposta alle domande tipiche "cosa devo fare, cosa succede in me, cosa Dio vuole fare in me" ecc dipende del mio grado di trasformazione.
Al punto che se all'inizio c'è un vaso, al livello "4", col passaggio dal modo umano al modo divino, Dio ci toglie tutti i vasi, ci riduce alla nostra incapacità radicale... certo non vuole dire che non facciamo più niente, ma vuole dire che la trasformazione è cosi profonda (il verme diventa una farfalla, ma ancora si pensa/sente/vede peggio che un verme) che l'appoggio "per arrivare a Dio" (per entrare con lo Sposo) è anche lui Divino:
non è più con le mie forze di seguo, ma nella Tua Luce vediamo la Luce.
Quindi vedi qui, al livello metodologico, si passa da una lettura del testo ancora a modo umano, a una lettura radicalmente diversa, a modo divino, nella quale sperimentando il nostro nulla, ci si poggia su Maria. E quindi, in un certo senso il vaso qui diventa pienamente Maria.
E allora cosa fare? ci si affida (c'è da fare) a Maria, ci si mette e rimettono le cose nelle Sue Mani, Lei perfetto soggetto che conosce e ama per noi (e noi in Lei) Gesù.

Quindi se vuoi, cerchiamo di soffermarci con maggiore concentrazione su questa sosta metodologica. Credo che tenerne conto illuminerebbe le risposte alle tue domande perspicaci.
No?
a presto
(a sta sera spero)
Jean
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Ven 17 Apr - 18:56

Jean scrive:"Quindi se vuoi, cerchiamo di soffermarci con maggiore concentrazione su questa sosta metodologica. Credo che tenerne conto illuminerebbe le risposte alle tue domande perspicaci."


Sì, certo, sarebbe molto importante fare questo... potrebbe accorciare molta strada... e aiutare discernimenti!! Ma è un MONDO da esplorare! ... io non saprei da dove cominciare! Per ora, mi arrabatto per cercare di adeguarmi a quanto mi pare mi faccia incontrare il Signore.. e poi il supporto di fondo mi pare che arrivi da Maria: per lo meno, se anche non è vero questo che appare a me, ogni giorno...è un nuovo giorno!
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Ven 17 Apr - 19:05

Anna rita ha scritto:
... potrebbe accorciare molta strada... e aiutare discernimenti!!
Mi piaciono queste parole... accorciare molta strada...
Procediamo allora...
Il fatto di vedere che la parabola è diversamente capita a seconda di dove siamo è legato al fatto che avvicinarci alla Scrittura è una operazione di manducazione, mangiare!
Quindi Dio ci dà il cibo del quale abbiamo bisogno oggi.
Giustamente anche hai bisogno di saperlo di prenderlo. E in questo senso la spiegazione che dai, ma quella di ognuno di noi, sono tutte valide (ovviamente quando rispettano le condizioni: rispetto sia della lettera sia dello Spirito)...
Siamo d'accordo su questo?
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Ven 17 Apr - 20:26

Jean scrive: "Siamo d'accordo su questo?"

Beh, certo, è ovvio!

Aggiungo : per me risulta sempre molto utile sentire l'esperienza o il parere di altre persone, perchè ognuno ha sempre qualcosa da dire ad un altro, non importa di sapere "chi" dice qualcosa "a chi", nè "quando", e non importa "il livello" cronologico in cui uno si trova o meno. Almeno: questa è una esperienza che condivido con diversi altri. Ci si aiuta moltissimo, è sostanziale questo aiuto. E capita che tu dica ad un altro: "tu mi hai aiutato in quel caso" e l'altro risponda:"ma io non so neanche che cosa posso aver detto\fatto di speciale, non mi sono proprio accorto di niente" Eppure ti ha cambiato una giornata, è stato per te il tramite di un particolare nel crso di un discorso che il Signore ti stava facendo in quei giorni... Anche perchè come dice St (sempre lei la Madre!) a volte una persona non sta sempre in una mansione, ma sale e scende, magari, ecc ecc, e ogni mansione ha infinite stanze...
Questo come osservazione di vita corrente.

Altra cosa è cercare di inquadrare in modo "teorico" il "come rispondere alla chiamata" a secondo del cammino che si sta percorrendo. Questo è ben descritto nei santi dottori e serve di giuda certamente; l'esperienza di ognuno può dare suggerimenti per la "messa in pratica attualizzata" di tali insegnamenti, e così si danno testimonianze che possono aiutare in modo sostanziale un cammino e far risparmiare tempo( testimonianze che se mai a posteriori altri possono ascrivere ad un determinato livello di cammino, per scopi "nosografici", per quanto valgano).
Ad esempio: vedi come serve leggere note presentate ad esempio nel corso dei processi di beatificazione dei santi dottori mistici, da parte di vari testimonii che hanno convissuto con i santi stessi, e che ricordano consigli ecc ricevuti dai santi, o che riferiscono episodi di vita pratica dei santi, comunitaria e personale. E come serve scambiarsi queste informazioni tra "compagni di cammino"... perchè si fa tutti una gran fatica, e se ci si può sollevare e indirizzare a vicenda un po'...

Ma, tornando all'inizio: qui si era partiti dall'analisi di una parabola, e io sono troppo uscita dall'argomento... forse varrebbe la pena di radunare le note di metodo in un topic a parte... li commenti alla Parola in un altro, e così via... perchè nel forum si accumulano contenuti preaziosissimi, che rischiano di andare dispersi, perchè in seguito non ci si ricorda dove andarli a ritrovare, o perchè chi legge non è al corrente di qunato scritto in precedenza. Inoltre se si potesse avere riuniti scritti di uno stesso argomento, potrebbe forse servire a qualcuno vedere l'evoluzione "cronologica" del cammino della grazia. Non sono doni dati per caso, e quanto dato ad uno è dato perchè venga distribuito a tutti (vedi cosa dice sempre ST aquesto proposito ...:e non è sporcare i doni del Re...)
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MessaggioTitolo: Note di Metodo   Lun 20 Apr - 12:47

Aggiungo alla risposta subito sopra:
Al mio cammino è sempre stato ed è tuttora molto utile ascoltare l'esperienza o il parere di altre persone che con me si sforzano lungo questa salita. Ognuno ha sempre qualcosa da dire ad un altro, non importa di individuare "chi" dice "che cosa" "a chi]", nè "quando", e non importa "il livello" cronologico in cui si trova chi parla o chi agisce, e chi riceve la testimonianza. Almeno: questa è una esperienza che condivido con diversi altri. Ci si aiuta moltissimo, è sostanziale questo aiuto. E capita di dire ad un altro: "tu mi hai aiutato in quel caso" e l'altro risponda:"ma io non so neanche che cosa posso aver detto\fatto di speciale, non mi sono proprio accorto di niente" Eppure ti ha cambiato una giornata, è stato per te il tramite di un particolare che ti mancava e che aspettavi nel corso di un discorso che il Signore ti stava facendo in quei giorni... Anche perchè come dice ST (sempre lei la Madre!) a volte una persona non sta fissa in una sola mansione, ma sale e scende, ecc ecc, e ogni mansione ha infinite stanze...
Questo come osservazione di vita corrente.

Altra cosa è cercare di inquadrare in modo "teorico" il "come rispondere alla chiamata" a secondo del cammino che si sta percorrendo. Questo è ben descritto nei santi dottori mistici e serve di giuda certamente; l'esperienza di ognuno può dare suggerimenti per la "messa in pratica attualizzata" di tali insegnamenti, e così si danno testimonianze che possono aiutare in modo sostanziale un cammino e far risparmiare tempo (sono testimonianze che se mai a posteriori altri "esperti" possono ascrivere ad un determinato livello di cammino, per scopi "nosografici", per quanto questi possano valere).
Ad esempio: vediamo ad esempio come serve leggere le testimonianze presentate nel corso dei processi di beatificazione dei santi dottori mistici, da parte di vari testimonii che hanno convissuto con i santi stessi, e che ricordano consigli ecc ricevuti dai santi, o che riferiscono episodi di vita pratica dei santi, comunitaria e personale. E come serve scambiarsi queste informazioni tra "compagni di cammino"... perchè si fa tutti una gran fatica, e se ci si può sollevare e indirizzare a vicenda un po'...

Ma, tornando all'inizio: qui si era partiti dall'analisi di una parabola, e io sono troppo uscita dall'argomento... forse varrebbe la pena di radunare le note di metodo in un topic a parte... li commenti alla Parola in un altro, e così via...

Nel forum si accumulano contenuti preaziosissimi, che rischiano di andare dispersi, perchè una volta scritti, sfuggono all'attenzione, o in seguito non ci si ricorda dove andarli a ritrovare, o chi legge per la prima volta non è al corrente di quanto scritto in precedenza. Inoltre, se si potesse riunire gli scritti che riguardano uno stesso argomento, questo potrebbe anche servire a mostrare l'evoluzione "cronologica" del cammino della grazia. Non sono doni dati per caso, e quanto dato ad uno è dato perchè venga distribuito a tutti (vedi cosa dice sempre ST a questo proposito ...: e questo non è sporcare i doni del Re...) E un "passaggio" che la Grazia fa in una persona, vuole magari compiersi in un'altra persona proprio attraverso l'esempio testimoniato dal primo fratello.
Se può esserci qualcuno che sia interessato ad uno o l'altro di questi punti faticosi... In ogni modo: grazie a chi scrive sul Forum.
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MessaggioTitolo: Re: Parabola delle dieci vergini   Lun 18 Mag - 1:38

Grazie a te Anna Rita!
Come tu dici, il discorso sul metodo è molto importante e così mi piacerebbe proseguire in questa direzione...

Jean ha scritto:
Il fatto di vedere che la parabola è diversamente capita a seconda di dove siamo è legato al fatto che avvicinarci alla Scrittura è una operazione di manducazione, mangiare!
Quindi Dio ci dà il cibo del quale abbiamo bisogno oggi.

Queste frasi mi hanno richiamato alla mente un discorso un po' oscuro, fatto da Jean durante la lezione di giugno del Corso sul Vangelo di S. Giovanni dello scorso anno. In quell'occasione Jean diceva che la Bibbia è come Gesù: ha un corpo, un'anima e una divinità (o "cima", come la chiama Dionigi l'Areopagita). C'è una parte che parla ai principianti, una ai progredienti e una ai perfetti.
Quando ci si accosta a un testo della Bibbia, può capitare però che ci sia un versetto che non si riesca a comprendere, ma che lavori ugualmente in noi. Occorre allora allontanare il testo e stare davanti a lui come davanti al tabernacolo o al sole. Bisogna fare uno sforzo di docilità e lasciarlo lavorare, quasi come nella Preghiera del Cuore. La "cima" infatti sta parlando al nostro spirito.
Mi pare di capire quindi che non solo un testo è compreso sempre più profondamente a seconda del nostro grado di trasformazione, ma agisce anche ai diversi livelli del nostro essere. La sua parte più profonda, quella che non comprendiamo, lavora ugualmente in noi. E' così?
Ti sarei grata Jean se tu potessi chiarirmi un po' le idee... scratch
Grazie mille!
Anna
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