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 2) Preghiera del Cuore

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emanuela

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MessaggioTitolo: 2) Preghiera del Cuore   Ven 12 Mag - 15:16

Caro Jean,

si potrebbe parlare della Preghiera del Cuore?

Grazie Very Happy
Emmanuela
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2- Preghiera del Cuore   Gio 18 Mag - 13:31

emanuela ha scritto:
Caro Jean,
si potrebbe parlare della Preghiera del Cuore?
Grazie Very Happy
Emmanuela

Cara Emmanuela,

certo che si puo' parlare della preghiera del cuore. Anzi, sono due i punti più importanti (le pratiche più importante) nella nostra vita spirituale: 1- La lectio divina e 2- La preghiera del cuore, come abbiamo visto nel Corso d'Iniziazione ("Scuola di Maria").

Quindi, come vedi nell'ordine delle cose, sono messe come i soggetti principali. Sono molto larghi e profondi, e sono principalmente due pratiche che riassumono il cibo ricevuto nella Messa:

1- La Tavola della Parola quotidiana di Gesù per ognuno di noi.

2- La Tavola del Corpo e del Sangue di Gesù (di tutto il suo essere).

La Preghiera del cuore, è quindi il prolungamento fecondissimo della nostra ultima Comunione.

Quindi è il posto qui per parlarne.

Parliamone e sopratutto, cercando di viverla (la PC (preghiera del cuore)), nascono delle domande pratiche! E' quello sopratutto che importa.

Cominci tu, se vuoi... o qualcun'altro... forza amici...

A presto
Jean
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emanuela

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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Gio 18 Mag - 15:06

Ciao caro Jean,
se sei daccordo parliamo del movimento del cuore verso Maria.
Dall'inizio e sini a 2 giorni fa, il movimento, per me, consisteva nell'uscire dalla profondità del mare e salire verso Maria.
Da due giorni scendo... in modo naturale, senza cercare (e non so bene dove!)
grazie a presto Emanuela
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emanuela

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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Ven 19 Mag - 10:20

Ciao caro Jean,
Monfort dice: "Maria è l'eccelso capolavoro dell'Altissimo....... in lei, senza un grande privilegio, non è permesso entrare a nessuna creatura, benché purissima".
Dunque per noi non c'è speranza?
Grazie, a presto Emanuela
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Ven 19 Mag - 16:35

emanuela ha scritto:
Ciao caro Jean,
se sei daccordo parliamo del movimento del cuore verso Maria.
Dall'inizio e sino a 2 giorni fa, il movimento, per me, consisteva nell'uscire dalla profondità del mare e salire verso Maria.
Da due giorni scendo... in modo naturale, senza cercare (e non so bene dove!)
grazie a presto Emanuela

Ciao cara Emmanuela,
grazie per le tue parole sul movimento del cuore. Rispondo con 3 punti:

I- “uscire”, salire, “scendere” possono essere assolutamente “equivalenti”. Come dico, alcune persone (spesso le donne) il loro modo di “andare verso” Dio è il “scendere”. Ma non è del tutto la regola. L’importante è di “andare verso” Dio. Cio’ dipende da dove lo “vediamo”, dove pensiamo che Egli sia: il centro del nostro essere, l’alto, il basso… tutto è valido. Tra noi, Dio è dappertutto. L’importante è di “uscire di se stesso” “andando verso di Lui”. Ricordiamoci qui di due punti:

1- La direzione (orientamento del nostro cuore) verso la quale andare è Dio! Pero’ questo è “relativo” alla “percezione” di ogni essere umano, percezione di “dov’è che si trova Dio”! E la percezione puo’ cambiare lungo la strada, diventare sempre più semplice, più facile, più diretta, con meno “percezione” esterna.

2- la necessità del movimento: il fatto di uscire da se stesso (dal possedere se stesso, dando se stesso a Dio, perché di fatti siamo “proprietari” di noi stessi (il famoso Albero della nostra liberta che Egli ha scelto di mai toccare).) per andare (entrare) in Dio. “Amare” è “dare se stesso”, “dare la sua propria vita” all’Amato. Il Vangelo di oggi ce lo ricorda (Gv 15,11-12).


II- Un’altra parte della tua domanda: scendo “senza cercare”. Qui c’è un punto importante che non ho messo abbastanza in rilievo durante il Corso, perché non c’è tempo per dire tutto, e questo richiede pratica da vostra parte. Più si pratica la PC, più questo “movimento” diventa più facile da “eseguire”, e quindi più si va avanti, più questa facilità appare. Santa Teresa di Avila lo sottolinea ovviamente dicendo che appena ci si mette per fare orazione, immediatamente, l’Azione del Signore ci introduce in Lui. Di fatti, l’abitudine di fare la PC crea una certa facilità, agevolezza, flessibilità causati dalla trasformazione del nostro essere (pian piano); perché ogni pc fatta, ci introduce in Lui, e si esce sempre migliori, nutriti, trasformati, ecc… (passo a passo). Quindi per parlare “umanamente”: questa “ossessione” che Egli ha all’inizio di voler vedere se veramente lo vogliamo (facendo il movimento di darci a Lui), si addolcisce.


III- Un’ultimo punto che tu segnali, dici tra parentesi: “e non so bene dove”. Beh, meno male che non lo sai. La tua intenzione è di andare verso Dio. Ma Dio è increato, non si vede. La mente (l’intelligenza con cosciente) non puo’ vedere Dio-Increato, se no, sarebbe allora Creato, perché tutto cio’ che cade nella mente è creato.
Quindi, di conseguenza tu non puoi vedere. Pero’ “senti” (e qui dico senti tra virgolette, perché è un eco nell’anima di cio che accade (contatto diretto) nello spirito nostro) che sei in un quieto (calmo) contatto, che ti porta Pace. Pero’, siccome non si vede, è buono ripetere ogni tanto questo “andare verso di Lui”, al quanto si puo’ (perché a volte l’assorbimento puo’ essere più o meno forte).
Manteniamo sempre la lectio divina, abbinata alla pc. È una garanzia di crescita determinante per la pc.

Nota: il tuo “in modo naturale” va precisato: senza la grazia di Dio, cioè, senza il soccorso particolare (il “soprannaturale”) non si puo’ “entrare in Dio”. Non è possibile. So che tu non intendevi questo, ma lo preciso. Cio’ che intendi in fatti è la facilità, l’agevolezza dei quali parlo nel III. Immagino che siamo d’accordo su questo.

E’ ovvio che tutto quello che dico è valido per tutti, non è un caso particolare.
A presto
Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Ven 19 Mag - 17:21

emanuela ha scritto:
Ciao caro Jean,
Monfort dice: "Maria è l'eccelso capolavoro dell'Altissimo....... in lei, senza un grande privilegio, non è permesso entrare a nessuna creatura, benché purissima".
Dunque per noi non c'è speranza?
Grazie, a presto Emanuela

Ciao cara Emmanuela,
Mamma mia! È la grande domanda della vita, della predestinazione ecc. un po come cio’ che Gesù diceva pochi giorni fa: “non siete voi che mi avete chiamato ma io” o ancora “nessuno viene al Figlio se non gli è dato dal Padre” (Gv 6), e la conseguenza di questo: “Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui”. Questione che ha tormentato diverse persone nella storia.

L’esempio della danza precisa un po già la risposta no? Cerco di seguire Colui che mi chiama! E lo seguo alla sua velocità, con sinergia (è il terzo modo)! Ma se cerco di fare o il primo modo o il secondo modo di “ballare”, non sono più “in sinergia”.

Ma la base di tutto il discorso è l’istinto contemplativo: ascoltare nel nostro cuore la voce del Padre che chiama tutti. Contemplare la Croce, con san Paolo, e notando con il nostro cuore con gratitudine e meraviglia il Suo Amore per noi, e trovando, con san Paolo che: “Egli mi ha amato ed è morto per me”. Questo è il punto di partenza! È un punto di partenza contemplativo, cioè, dando sempre l’iniziativa a Dio e ascoltandoLo nel nostro cuore.

Scendi nel più profondo del tuo cuore, e poi vai oltre il tuo cuore (più profondo ancora), incontrando Colui che abita nel tuo cuore: vedrai che ti chiama! E’ morto per te, ti ha dato tutto, incluso la Sua Madre (“ecco tua Madre” Gv 19,27)! Cambierebbe idea? Ti chiede di fare come Giovanni, prenderLa nella casa del tuo cuore.

Abbiamo detto che sulla Croce Egli ci dà tutto. Nel Battesimo ci dà l’Oggetto e il Soggetto! Quindi Maria ti appartiene, il Suo “Si” porta in se il tuo “si”.

Allora nasce la domanda: allora perché il Montfort parla di “un grande privilegio”? Perché la Salvezza in se è un immenso privilegio! Ma è data, di buon cuore da parte di Dio! Ma un Dono è un dono: cioè dato gratis!

E’ vero che c’è un privilegio per cio’ che riguarda Maria (anzi il Montfort dice che è: “un segreto”), ma ascolti il tuo cuore e fai come santa Teresina quando le suo sorelle le hanno offerto un cestino pieno di cose per scegliere, lei ha detto: “scelgo tutto”. Questo si chiama la “magnanimità”. C’è gente che nella vita preferisce di fare come gli scarafaggi, cioè camminare nel buio, nella polvere ecc… e c’è gente che preferisce fare come le ape. Tu come la senti? Santa Teresina, guardando il cielo fisico, vede il suo nome (una T) scritto con le stelle! Si sente fatta per la gloria (lo dice)! Alcune monache contemporanee sue hanno preso questo per orgoglio e “io” gonfio! Ma dove si trova la Verità?
E’ orgoglio di ricevere i Doni che Dio ci offre? No! È umiltà. E chi accusava santa Teresina di essere orgogliosa e piena di se, aveva capito qualche cosa della sua vocazione? Era nella vera umiltà?

Quindi, se leggendo: “un grande privilegio” ti senti chiamata a riceverlo, allora, sei Magnanime! È una virtù! Ma ascolti prima la Voce di Dio nel tuo cuore.

Quindi, ti direi: “fai come l’ape”.
Ma spetta a te di ascoltare nel tuo cuore la Voce dell’Amato che ti chiama! Non posso farlo per te! L’ape vola ed è attirata dalle cose buone.
Puoi leggere Cantico dei Cantici 2,10.

Per concludere, rifletti due secondi: quando alla Messa ricevi il Corpo e il Sangue di Cristo, poniti questa domanda: “ma chi è più grande: Maria o il Corpo di Cristo?” La Risposta tua è la risposta alla tua domanda. E capirai che sei una privilegiata.

A presto
Jean
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Sab 20 Mag - 13:18

Ancora un chiarimento sulla questione dell'entrata in Maria come "privilegio" o no:

"Maria è l'eccelso capolavoro dell'Altissimo....... in lei, senza un grande privilegio, non è permesso entrare a nessuna creatura, benché purissima".

Entrare in Maria, è un privilegio?

Bisogna fare la differenza tra queste cose:
1- L'aiuto che riceviamo da Maria per entrare nella preghiera del cuore
2- L'entrare quindi progressivo in Lei
3- L'entrata in pienezza in Lei, come passo definitivo dell'Unione con Dio.

Ogni passo che si fa nella vita spirituale è una unione! Ma c'è una differenza tra questi passi/unioni e l'Unione piena con Dio (il Matrimonio spirituale). Non è che Dio non lavora in noi prima, non è che Maria non lavora in noi prima!

Il Montfort fa allusione qui all'entrata piena in Maria. È ovvio che non si arriva a questo cosi, en passant! Ma cio' non significa che il contatto con Maria e il suo aiuto per noi si riduce solo all'entrata piena in Lei! Ci sono migliaia di passi prima, migliaia di interventi suoi prima! Come lo dico sempre: Maria non ci dice mai "no". Quando si chiede l'aiuto di Maria, lei viene sempre! Sempre! Ma l'aiuto è una cosa, e l'entrata piena è un'altra cosa!

Cio' che ci interessa nella preghiera del cuore è il suo aiuto! Lei quindi viene sempre, e ci tuffa in Cristo! Ma anche questo tuffarsi, si fa sempre secondo il nostro grado di trasformazione. Da un lato è un vero tuffarsi, e dall'altro, è relativo al nostro progresso e alla nostra trasformazione! A Vino nuovo otri nuovi, a Spirito di Dio, cuore nuovo! Quindi tutto il lavoro di Maria, di Gesù, dello Spirito, per strada, è di trasformare l'otre vecchio in otre nuovo. Lo Spirito Santo, ad ogni volta che Maria ci tuffa in Cristo-Cammino, trasforma un po il nostro cuore, da cuore di pietra, vecchio, in cuore di carne, nuovo! Questa trasformazione è la dimostrazione che Maria opera veramente nelle nostra vita!

Pero, l'Unione piena con Dio è un'altra cosa! Tutto questo lavoro di trasformazione punta verso l'Unione piena! Tutte queste piccole unioni puntano verso la Grande Unione.

Adesso, se guardiamo il Castello del nostro essere, e se guardiamo il Centro di questo Castello, la Stanza nuziale, cosa troviamo? Nella Stanza la vera Sposa (Maria) è già unita allo Sposo (Maria). (è il Seme del Battesimo, nella sua forza: il seme di senapa). C'è dentro di noi una pienezza, che ci è offerta, ma bisogna arrivarci! Noi siamo nelle Dimore più esterne del Castello, in cammino verso il Centro: la Stanza nuziale, la Cella de Vino. Non si entra in questa Stanza senza una purificazione e una trasformazione totale! Siamo chiamati ad essere trasformati nella Sposa perfetta, Maria, archetipo di ogni Discepolo di Cristo, archetipo di ogni vera sposa! Il nostro tessuto interiore si trasforma, passo a passo, nel Suo.

E' un privilegio? Si e no! È una grazia, come tutte le grazie, ma una delle più grande! E' un privilegio in quel senso! Bisogna passare per la Porta stretta della trasformazione, a somiglianza di Maria, perfetto Tipo del Discepolato. È un privilegio? È il risultato della nostra trasformazione.
Entrare nella Stanza nuziale, è entrare nel Mondo di Maria!
Gesù è morto sulla Croce per darci questo Mondo!

Quindi ogni passo che facciamo, ogni immersione della Preghiera del cuore è una vera immersione in Gesù, ma tutti questi passi trasformano il nostro essere, passo a passo, allargandolo, rendendolo più "sottile", cosi potrà arrivare ad una Unione Piena!

Spero che è più chiara la questione del "privilegio".
A presto
Jean
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emanuela

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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Lun 22 Mag - 0:29

Carissimo Jean,
grazie per le tue risposte, comincio dalla prima su due cose.
Credo di essere tra la gente "ape", ma quando leggendo Santa Teresa d'Avila ho detto: anche io lo voglio, voglio quanto Lei ha raggiunto e quando San Paolo dice " non sono io che vivo, ma Dio che vive in me" anche qui ho detto: lo voglio, voglio tutto questo, per me sono iniziati i guai, perchè non mi sono sentita ne "magnanima" ne tanto meno "umile", ma al contrario, ho fatto come le suore con Santa Teresina, mi sono giudicata orgogliosa e con un "io" più che gonfio!
Sembra strano che noi poveri uomini e donne siamo umili nel ricevere i Doni di Dio! Potresti per piacere chiarire la "magnanimità"?
... in due secondi Maria e il Corpo di Cristo sono la stessa Cosa perchè Maria è stata trasformata in Lui e sono lo stesso Corpo, lo stesso Spirito Divino.
Grazie a presto
Emanuela
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Gio 7 Dic - 1:40

emanuela ha scritto:
Potresti per piacere chiarire la "magnanimità"?
Rispondo a questa domanda in un altro filo (o "soggetto") col titolo "La Magnanimità", perchè è un punto importante delle vita spirituale.
A presto
Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Gio 7 Dic - 1:47

emanuela ha scritto:
... in due secondi Maria e il Corpo di Cristo sono la stessa Cosa perchè Maria è stata trasformata in Lui e sono lo stesso Corpo, lo stesso Spirito Divino.

Stai dicendo cose profondissime. Se sono prese alla lettera portano all'eresia, eppure sono vere come quando san Paolo dice: "non sono io che vivo ma è Cristo che vive in me". E' la stessa cosa, se leggiamo questo in modo assoluto, "per natura", o "per essenza" è ovvio che questo crea problema, ma se accettiamo il concetto di "partecipazione" alla vita divina, è ovvio che tutto è possibile, anzi doveroso! Riceviamo bene il Corpo di Cristo, e niente di meno. E san Pietro nella sua Seconda lettera dice bene: "Con queste ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina" (2 P 1,5) (ecco la parola grande è pronunciata: "partecipi della Natura Divina")
Chi, ma chi puo' capire il grado di unione di Maria con Gesù???
E' la stessa cosa anche quando leggiamo Giovanni della Croce quando dice che noi diventiamo Dio per partecipazione.
Se ci fermiamo dopo "diventiamo Dio" è ovvio che c'è un rischio di eresia, ma se continuiamo: "diventiamo Dio per partecipazione" tutto questo diventa allora molto ortodosso.
Quindi quando dici Maria e il Corpo di Cristo sono una sola cosa, dico: si, per partecipazione, si. Certo. Ma chi puo' capire il grado di unione e di trasformazione di Maria in Gesù????
Se siamo chiamati all'Unione con Dio, possiamo avere l'umiltà di dire che Maria avrà avuto qualche cosa di molto molto pieno, no? E' detto che lei è la "piena di grazia"... e chi puo' capirlo?
Quindi sono d'accordo con le tue parole, nel quadro che appena ho spiegato.
Grazie, sono cose molto molto profonde...
A presto
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Ven 8 Dic - 3:37

Domanda:

Mi aiuti a capire: sento che la mia vita non mi appartiene più. Da una settimana ogni mia azione, pur efficace nei risultati concreti, è agita con distacco. Tutto tranne i gesti di affetto (di amore?): […] l'attenzione verso le persone più o meno care ecc. Quando mi raccolgo in preghiera mi succede di entrare in presenza del Signore immediatamente, e di restarci molto a lungo con estrema pace, ascoltando nel profondo l'azione del Suo fuoco divorante. Accade anche senza un mio preciso atto di volontà, spesso sento la Sua presenza senza averlo chiesto.
Mi sta chiedendo di abbandonarmi sempre più nelle Sue mani ma la mia parte razionale oppone resistenza.


Risposta:

E' bellissimo cio' che mi dice, ed è segno di crescita certa. E' normale, più ci diamo a Lui, e più ci prende a Lui, e meno ci apparteniamo. Ma è sua la decisione di andare avanti o no. E' vero che quando lo Spirito entra in noi in modo più forte/abbondante, il palato interiore cambia, e i gusti di prima per le cose cambiano, e tutto diventa vanità, senza gusto, e le cose di Gesù diventano più attraenti, pieni di gusto, e anche facili come lei le descrive! Tutto cio' che lei mi dice si trova in santa Teresa e Giovanni della Croce. E' normale.
Se lei l'ha preso come Sposo, puo' aspettarsi a tutto questo e anche di più. Pian piano, anche la parte razionale si arrenderà davanti alla Bellezza dello Sposo! Confermo tutto cio' che mi descrive: è vero, è sulla via giusta. Puo' continuare ad andare avanti, e ad abbandonarsi a Lui.
Prego per lei, la affido a Maria.
Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Ven 8 Dic - 3:50

Domande:

1- La lettura di s Teresa è davvero utile nella pratica. Davvero leggendo si riceve l'amore di Dio che ci vuole insegnare attraverso di lei! E si è attirati nell'orazione!
Ma restano dubbi.
Non è semplicissimo vedere la differenza tra il "sonno delle potenze" e l'assopirsi, per esempio. Mi pare che la qualità del primo sia la differenza, sottile molto, alle volte. E' come un assopirsi più limpido, più leggero, anche se non "senti"altro: è così?
Ma anche al di fuori di questo "assopirsi", succede di non avere la percezione dell'essere assorbiti nel Signore, di non essere "sotto la sua caligine": allora: è indispensabile sentire la nube, la caligine, l'essere aspirati, l'essere invasi, o altro, per sapere che si fa orazione?
Io a volte mi dico che voler essere certa di fare orazione è un gusto, e mi dico "importa la mia volontà di essere in Lui, poi Lui fa come vuole", ma certo il mio problema è saper fare bene la mia parte. Quindi capire se faccio orazione serve a farmi capire se ho un atteggiamento giusto o no.

Non sempre mi sento di avere tutto il "trasporto" con cui dire "Signore mi dò a Te" e Lui immediatamente mi "aspira", certe volte la partecipazione emotiva mi stanca, e non sono capace che di un atteggiamento più tranquillo. Ma il mio desiderio resta. Vuole dire che il mio desiderio non è sufficiente, se non mi sento allora "aspirata" in Lui? Cioè, io vorrei non avere sempre il trasporto emotivo, che è "confondente" e mi stanca, e poter stare col Signore "lucidamente". Ma non sono riuscita, credo, in questo. Ci vuole "affettività"?? in ogni modo?

Mi diresti qualcosa?

La domanda messa anche in altro modo è: si deve sempre "sentire" che si è in Lui, per essere certi di fare orazione? cioè: io prima sento che sono in Lui, e dopo entro di più, e poi se mai sento qualcosa d'altro.
Ma la "orazione di unione", non l'ho più avuta, e mi manca terribilmente. Ma questo tipo di "orazione di unione", mi è sempre accaduta mentre io NON STAVO FACENDO ORAZIONE: stavo camminando!!! e sì pensavo al Signore, ma non cercavo di fare orazione. cioè ero un pò nella nube, come altre volte, però, non più del solito..
Ma che senso c'è nel cercare di fare distinzioni in quello che succede ?
da una parte c'è sempre paura che sia gusto..
dall'altra, penso: devo capire per aiutare gli altri...
mah...
grazie.
che bello parlare con S Teresa!!!


2- Io dico pochissime preghiere vocali, molto raramente, adesso.
Dico qualche volta lodi, o vespri, o compieta, qualche decina del Rosario, poi però c'è "troppa roba" e mi sento troppo assillata, troppo "affollata" da tutte queste luci che ci sono nelle preghiere, e allora, per non dirle senza pensare a fondo, non le dico del tutto.
Faccio Lectio, e non posso saltarla mai, perchè sto male senza.
Ma anche a Messa, per es, ultimamente vado quasi solo la domenica, perchè la gente mi dà fastidio e non riesco a pregare con sufficiente raccoglimento.

Un confessore mi ha detto che sbaglio a privarmi dell'Eucaristia, mi ha detto che è meglio fare la Comunione che fare orazione, perchè io ho detto che preferisco stare a casa a fare orazione, piuttosto che andare a Messa in modo "freddo". Tu cosa ne pensi?

E poi il Rosario: è vero che mi dà pace stare con Maria, ma non riesco a contemplare tutti i misteri, e poi dire il Padre Nostro bene, continuamente... E' presunzione??? Per favore dimmi se sbaglio, è una cosa che mi preoccupa, questa.
Grazie

3- come vuoi, ma dimmi solo se devo pregare di più vocalmente, se fare orazione soprattutto è gola?ma in realtà sono io che devo capire se è gola. Certo mi dà di più fare orazione, come "soddisfazione!, ma quello che a me interessa è lavorare per allargare il cuore perchè il Signore ci stia bene,imparare ad amare come Lui vuole. Quindi la domanda è:cosa allarga di più il cuore, l'orazione mediocre o la preghiera vocale non tutta ben sentita? o la Comunione ricevuta senza tutto il raccoglimento necessario?
Mi devo esercitare per abituarmi a non farmi disturbare dalla gente a Messa. Ma la Messa è atto comunitario, e la gente quindi non posso ignorarla.
Io voglio che il Signore stia bene dentro di me sempre di più:perchè io non avrei creduto che Lui stesse bene con me, ma se Lui me l'ha fatto sentire, vuole dire che Lui vuole che io lavori a questo, non ti pare?
grazie
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Dom 10 Dic - 4:59

Jean ha scritto:
Domande:

1- La lettura di s Teresa è davvero utile nella pratica. Davvero leggendo si riceve l'amore di Dio che ci vuole insegnare attraverso di lei! E si è attirati nell'orazione!
Ma restano dubbi.
Non è semplicissimo vedere la differenza tra il "sonno delle potenze" e l'assopirsi, per esempio. Mi pare che la qualità del primo sia la differenza, sottile molto, alle volte. E' come un assopirsi più limpido, più leggero, anche se non "senti"altro: è così?
Ma anche al di fuori di questo "assopirsi", succede di non avere la percezione dell'essere assorbiti nel Signore, di non essere "sotto la sua caligine": allora: è indispensabile sentire la nube, la caligine, l'essere aspirati, l'essere invasi, o altro, per sapere che si fa orazione?
Io a volte mi dico che voler essere certa di fare orazione è un gusto, e mi dico "importa la mia volontà di essere in Lui, poi Lui fa come vuole", ma certo il mio problema è saper fare bene la mia parte. Quindi capire se faccio orazione serve a farmi capire se ho un atteggiamento giusto o no.

Non sempre mi sento di avere tutto il "trasporto" con cui dire "Signore mi dò a Te" e Lui immediatamente mi "aspira", certe volte la partecipazione emotiva mi stanca, e non sono capace che di un atteggiamento più tranquillo. Ma il mio desiderio resta. Vuole dire che il mio desiderio non è sufficiente, se non mi sento allora "aspirata" in Lui? Cioè, io vorrei non avere sempre il trasporto emotivo, che è "confondente" e mi stanca, e poter stare col Signore "lucidamente". Ma non sono riuscita, credo, in questo. Ci vuole "affettività"?? in ogni modo?

Mi diresti qualcosa?

La domanda messa anche in altro modo è: si deve sempre "sentire" che si è in Lui, per essere certi di fare orazione? cioè: io prima sento che sono in Lui, e dopo entro di più, e poi se mai sento qualcosa d'altro.
Ma la "orazione di unione", non l'ho più avuta, e mi manca terribilmente. Ma questo tipo di "orazione di unione", mi è sempre accaduta mentre io NON STAVO FACENDO ORAZIONE: stavo camminando!!! e sì pensavo al Signore, ma non cercavo di fare orazione. cioè ero un pò nella nube, come altre volte, però, non più del solito..
Ma che senso c'è nel cercare di fare distinzioni in quello che succede ?
da una parte c'è sempre paura che sia gusto..
dall'altra, penso: devo capire per aiutare gli altri...
mah...
grazie.
che bello parlare con S Teresa!!!
1- Si la lettura di santa Teresa è molto utile. Come lo dico sempre: chi segue santa Teresa (di Avila) non puo' errare.
Quando si leggono questi libri (santa Teresa, san Giovanni della Croce, santa Teresina…) si, si riceve l'amore di Dio. San Giovanni della Croce lo dice chiaramente. Egli afferma che questi scritti (e soprattutto le poesie mistiche) contengono in loro un'abbondanza di Amore divino che, anche senza capirli, fanno passare questo Amore. Hanno come una virtù, sono come lo strumento di Dio, tramite il quale Egli fa passare una grazia speciale per chi prende il libro e lo apre!! Bisogna leggere tutto il Prologo al Cantico Spirituale. Ma ecco un passo: "Anche se verrà offerta qualche spiegazione, non è il caso di sentirsi legati ad essa, perché la sapienza mistica che si manifesta attraverso l'amore, e di cui parlano le seguenti strofe, non occorre che sia intesa distintamente perché susciti nell’anima amore e affetto. In realtà essa agisce come la fede, mediante la quale amiamo Dio senza comprenderlo." (Cantico Spirituale B Prologo,2)

Si, i loro scritti attirano all'Orazione, raccolgono il lettore in Dio. Sono scritti speciali. Hanno una grazia speciale. E questi Maestri, sono Maestri di Orazione (Preghiera del Cuore).

Allora vediamo la domanda:
La differenza tra il "sonno delle potenze" e "l'assopirsi". Hummmmmm la differenza!! La Pace, l'umiltà, e a lungo andare (settimane) si nota la differenza, che lentamente il baricentro diventa dentro di noi (e non fuori), e diventa più consistente (e più in pace). E' come un mondo interiore che si allarga e si "costruisce". Ma nell'immediato, vedere la differenza, o voler analizzare, hai ragione questo è un "uscire della volontà di Dio" ("è gusto" come dici tu).
Ripeto: voler sapere la differenza non puo' essere dato per certezza, [salvo il caso eccezionale dove un maestro è presente e si prega con lui/lei]. Ma in linea abituale, non credo che sia importante "voler sapere" se si fa orazione, se si è dentro ecc. E' quasi direi un peccato occuparsi di questo. Perché?
Mi spiego:Come l'ho detto spesso, il contatto diretto con Dio (Dio è increato ragazzi) ha luogo nello spirito, o detto in altro modo, ha luogo tra lo spirito e Dio! Allora, mi chiedo: ma come mai si puo' sapere questo??? E' di per se impossibile. Cio' che si percepisce è sempre un eco creato (ho detto bene: creato) nell'anima e/o nel corpo (metti tutto: immaginazione, emozioni, sensi interni, sensi esterni, pensieri ecc…). Questo eco è Dio che lo dà, come vuole e quando vuole, e non è necessario per lo svolgimento dell'orazione di averlo. Quindi, in linea di massima, una persona puo' benissimo fare perfettamente orazione e non saperlo affatto. Si! E anche vice versa: una persona puo' essere ingannata da questo angelo che si traveste in angelo di luce, perché? Perché si appoggia su percezioni (create quindi) che cadono nell'anima o/e nel corpo ecc…
Vorrei che questo punto sia chiaro, ma chiaro chiaro e totalmente chiaro. Chi vi dice altro è ignorante. Il Dio increato no si sente, non si vede con l'anima o con il corpo, ne in questa vita ne nell'altra. Questo non è il mio insegnamento ma quello di Giovanni della Croce. Cio' che viene percepito nell'anima e/o nel corpo puo' essere sia 1- un eco/effetto dato da Dio sia 2- un inganno. Certo sono diversi, ma alla fine, tutti e due sono creati! Quindi a che cosa servono tutte queste ricerche e acrobazie?
E' per quella ragione che insisto moltissimo nell'assicurarmi che la lectio (che è la porta per la preghiera del cuore) è fatta bene. Perché cio' che conta è di veramente amare Dio (mettendo in pratica la sua Parola). E' per quella ragione che santa Teresa, che prometteva di parlare di Preghiera del cuore (orazione), mette la metà del libro (del Cammino di perfezione) prima a parlare del lavoro delle tre virtù evangeliche: umiltà, carità a modo divino, e distacco. Perché? Perché è la Porta per l'orazione (che funziona).
"Chi mi ama, mette la Parola in pratica", allora la sua orazione funzionerà da sola!
I grandi maestri dell'orazione non cercano molto dentro l'orazione. Verificano prima la vita della persona per vedere se la persona veramente durante la giornata si dà veramente a Dio (lectio e effetto della lectio nella vita). "Non sono coloro che dicono Signore Signore che entrano" nell'orazione. "Ma coloro che fanno la volontà di Dio"! Quanti maestri sentendo belli commenti fatti da persone (che sembrano pie) sulla loro orazione, e sono in estasi e in stima verso queste persone! E neanche prendono la pena di verificare se queste persone progrediscono veramente nella loro vita quotidiana! Allora si ingannano anche loro.
I grandi maestri, dicevo, sanno benissimo che non si mette troppo il naso per analizzare l'orazione. Sanno che si deve cominciarla bene e finirla bene, e che solo Dio sa cosa succede durante l'orazione.
La vera orazione consiste prima nella fedeltà durante la giornata (la lectio: mettere in pratica la volontà di Dio), la vera orazione consiste anche nella fedeltà ad essere regolare a questo appuntamento quotidiano dell'orazione. E' l'orologio che decide quando l'orazione comincia e quando finisce. Tra i due momenti, Dio solo sa. (salvo ripetizione ogni tanto dell'offerta di noi stessi durante l'ora di orazione)
Solo se tutto questo è verificato bene e solo nei rari casi dove bisogna verificare qualche cosa di preciso che si mette il naso dentro!
L'orazione è l'affare dello spirito e di Dio. E li, l'anima non entra. Dopo aver dato il cuore, offerto se stesso, ripetendo questa offerta di tanto in tanto durante il tempo dell'orazione, l'anima non puo' fare gran che. E' vero che cerca di raccogliersi ecc… ma verificare se funziona o no l'orazione, questo è l'affare del Maestro.

Questo modo mio di operare puo' allora generare domande: ma allora perché santa Teresa ha scritto, e ha descritto questi fenomeni, se, di per se, è meglio non troppo preoccuparsi di questi?
Nel preoccuparsi, a volte (se non spesso) puo' intromettersi una ricerca di se! Ma è vero che persone con intenzione retta vogliono sapere come fare e vogliono essere sicuri che fanno bene.
Se il movimento (che ho spiegato bene) della preghiera del cuore è fatto bene, allora, il resto è difficile saperlo. Chi non ha esperienza, come puo' saperlo? E' vero che leggendo, a volte, chi non ha esperienza puo' dire: "anch'io ho sperimentato questo", e quindi essere in pace ! bah! "In pace"? Cosa significa questa "pace"? Chi li garantisce questo? Garantisce che la sua lettura è giusta? È necessario? Anche qui, inganni capitano.
Serve leggere santa Teresa, ma se si usa questa lettura per voler capire, sapere ecc… è una spada a doppio taglio! Perché puo' diventare una ricerca di se. E Teresa lo dice spesso: non cerchiamo di sentire! Stimiamo un grazia già essere nella presenza del Signore.

Invece, cio' che è buono fare è di verificare sempre: ho fatto bene la lectio si o no! Questa è la domanda-porta. Perché una volta che la lectio è ben fatta, l'orazione, anche se non si è troppo sicuri di essa, funziona bene, perché è Dio che agirà. Il versetto di san Giovanni lo dice chiaro: "chi mi ama, metterà in pratica le mie Parole, e" di conseguenza, provocherà l'amore di Dio, il "darsi a lui" da parte di Dio: "il Padre lo amerà e ci manifesteremo a lui" ecc…. quindi è la fedeltà onesta nel quotidiano, fuori dell'orazione, che fa si che anche fuori dell'orazione Dio si darà (come lo dici nelle tue domande)! Dio non puo' essere ingannato! Se una persona fa orazione ma non fa la lectio o non la fa bene, di conseguenza non c'è crescita e la persona si inganna se stessa e rimane un nano (parole di santa Teresa).

Quindi direi questo: chi si interessa a sapere dove si trova, come fa orazione, è chiamato a farlo in modo puro e distaccato, pronto - pur facendolo - a rinunciarsi. O allora, è meglio non farlo adesso.

Quindi si: "voler essere certa di fare orazione è un "gusto"" (cioè una ricerca di se stesso)

Hai ragione di dire: "importa la mia volontà di essere in Lui, poi lui fa come vuole". Si. Ma con le condizioni che ho segnalato sopra.

Sentire il "trasporto" o voler sentire il "trasporto" è erroneo. Già nel dire: "sentire" è sbagliato! L'orazione detta "di unione" non è lo scopo dell'orazione! Quindi sentire trasporto, essere assorto in Dio, non è lo scopo. Possono esserci, ma possono benissimo non esserci. Sono cose che cadono nell’anima queste!! Quindi "CREATE"…!

La "partecipazione emotiva" è un inganno. Non è necessaria! Perché non è l'anima che incontra Dio ma lo spirito. Il fatto di avere dato te stessa, (con la volontà, non col sentimento) è il punto che Dio aspetta da te, non altro.
Teresina dice: Dio guarda al nostro desiderio, un sospiro li basta.
Se tu trasformi il "fare orazione" in "orazione di unione", allora questo è un sbaglio e un grave sbaglio. L'essere umano non puo' provocare (realizzare) "l'orazione di unione", e neanche è necessario desiderarla. E più si va avanti, non significa che tutto sarà di tipo dell' "orazione di unione" in là, cioè sempre più preso da Dio (assorto). E, se non siamo presi non vuol dire che non c'è orazione! Nessuno ha mai detto questo!
Pace. Fare le cose in ordine, e in pace. Tutto questo movimento e ansia dell'emotività non è necessario e introduce turbamento e uscita verso l'esterno invece di entrare con pace in Dio.

Nessuno chiede il trasporto emotivo!! Il trasporto emotivo è l'anima! Non è l'orazione.

Se Dio lo provoca è affare suo. Ma non spetta mai a noi di farlo (e neanche si puo').

Quindi non ci vuole affettività. Solo un desiderio sincero, determinato e un atto della volontà di darsi. Neanche sentito. Pace. L'orazione non è questo muoversi.

Domanda: "si deve sempre "sentire" che si è in Lui, per essere certi di fare orazione? cioè: io prima sento che sono in Lui, e dopo entro di più, e poi se mai sento qualcosa d'altro."
Risposta quindi: NO.

Domanda: "Ma la "orazione di unione", non l'ho più avuta, e mi manca terribilmente."
Risposta: E' grave dire questo! È ricerca di te stessa, sotto copertura dello "spirituale". NON si puo' vivere la cosa in questo modo. E' importante distaccarti di questo completamente.

Domanda: Ma che senso c'è nel cercare di fare distinzioni in quello che succede ? da una parte c'è sempre paura che sia gusto.. dall'altra, penso: devo capire per aiutare gli altri..."
Risposta: Si, è "gusto" come dici. E questo è grave. Bisogna fermare questo atteggiamento.
Per rispondere al: "devo capire per aiutare gli altri"… dico: la prima cosa che un possibile futuro maestro deve fare è di andare avanti, di fare la cosa (non di analizzarla prima anche di averla fatta). Credo che mettere il carro prima dei buoi è un po strano. Il discernimento non è una cosa che viene data quando siamo nel fango. Usciamo prima dal fango, impariamo ad apprezzare il puro spirito, allora, e solo allora, potremo capire il fango, e la differenza con la purezza, e quindi distinguere. Ma volere già nel fango indovinare lo spirito puro non è possibile. (la valle si situa meglio dall'alto della Montagna)
E chi è destinato ad aiutare li altri, Dio li dà, ai momenti che Egli trova essere giusti, l'aiuto necessario. Ma il suo lavoro è di vivere la cosa prima, e in prima persona.
E tutte queste risposte che ho dato, sono il capire necessario.
A presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: preghiera del cuore   Mer 13 Dic - 13:27

Dalle tue risposte alla prima domanda mi è finalmente chiaro quanto detto da te già molte volte, che S Teresa spiega bene.Per fede sappiamo che Dio vuole e può comunicarsi a noi in questa vita. Noi dobbiamo rispondere a questa Sua volontà. Il mezzo è mettersi nella disposizione per riceverlo. Gli strumenti sono la Lectio, che ci insegna a mettere in pratica la Sua Parola, e l'Orazione, con la quale entriamo nel centro della nostra nima che è il luogo dove nel segreto avviene il nostro incontro con Lui.
Tutto il resto non ha molta rilevanza. E' valore aggiunto, al massimo, lasciando sempre aperto il dubbio sulla autenticità di ciò che si sperimenta. L'orazione poi è il mezzo principale con cui Dio ci purifica ulteriormente, nel modo che a noi è impossibile fare, solo con la nostra volontà di mettere in pratica la Sua Parola.E' così??
Finalmente mi è chiaro in modo semplice il tutto!!!!!
Che doni riceviamo !!!!!!!!!!!!grazie......... ,anna rita
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Ven 5 Gen - 3:17

Anna Rita,
le due domande che mancano, alle quali non ho risposto ancora, le dispongo cosi, in varie domande, per poter rispondere:

2- Io dico pochissime preghiere vocali, molto raramente, adesso. Dico qualche volta lodi, o vespri, o compieta, qualche decina del Rosario, poi però c'è "troppa roba" e mi sento troppo assillata, troppo "affollata" da tutte queste luci che ci sono nelle preghiere, e allora, per non dirle senza pensare a fondo, non le dico del tutto.
Dimmi solo se devo pregare di più vocalmente,

3- Faccio Lectio, e non posso saltarla mai, perchè sto male senza.

4- Ma anche a Messa, per es, ultimamente vado quasi solo la domenica, perchè la gente mi dà fastidio e non riesco a pregare con sufficiente raccoglimento. Mi devo esercitare per abituarmi a non farmi disturbare dalla gente a Messa. Ma la Messa è atto comunitario, e la gente quindi non posso ignorarla.

5- Un confessore mi ha detto che sbaglio a privarmi dell'Eucaristia, mi ha detto che è meglio fare la Comunione che fare orazione, perchè io ho detto che preferisco stare a casa a fare orazione, piuttosto che andare a Messa in modo "freddo". Tu cosa ne pensi?

6- E poi il Rosario: è vero che mi dà pace stare con Maria, ma non riesco a contemplare tutti i misteri, e poi dire il Padre Nostro bene, continuamente... E' presunzione??? Per favore dimmi se sbaglio, è una cosa che mi preoccupa, questa.

7- dimmi se fare orazione soprattutto è gola? ma in realtà sono io che devo capire se è gola. Certo mi dà di più fare orazione, come "soddisfazione!, ma quello che a me interessa è lavorare per allargare il cuore perchè il Signore ci stia bene, imparare ad amare come Lui vuole. Quindi la domanda è: cosa allarga di più il cuore, l'orazione mediocre o la preghiera vocale non tutta ben sentita? o la Comunione ricevuta senza tutto il raccoglimento necessario?

8- Io voglio che il Signore stia bene dentro di me sempre di più: perchè io non avrei creduto che Lui stesse bene con me, ma se Lui me l'ha fatto sentire, vuole dire che Lui vuole che io lavori a questo, non ti pare?
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Dom 7 Gen - 2:25

2- Io dico pochissime preghiere vocali, molto raramente, adesso. Dico qualche volta lodi, o vespri, o compieta, qualche decina del Rosario, poi però c'è "troppa roba" e mi sento troppo assillata, troppo "affollata" da tutte queste luci che ci sono nelle preghiere, e allora, per non dirle senza pensare a fondo, non le dico del tutto.
Dimmi solo se devo pregare di più vocalmente,


Per non imporsi una quantità enorme di preghiere, per non creare scrupoli, per capire meglio Dio e il suo progetto e cio che Egli aspetta da parte nostra è importante sviluppare il suo proprio discernimento. Non è buono caricarsi di tanti obblighi senza discernimento. Hai menzionato nelle tue domande varie cose:
La Messa
La lectio
La preghiera del cuore
L'ufficio divino (lodi, vespri, compieta ecc…)
Il Rosario
Ecc…

A differenza di un religioso, di un sacerdote, una persona laica non ha questi obblighi. L'unico obbligo è la Messa la domenica e l'invito serio ad una preghiera quotidiana. Dopo di che, ognuno fa il suo "menu" "à la carte" secondo le sue capacità (tempo, livello di vita spirituale ecc…). Ma per fare questo "menu" personale, abbiamo bisogno di discernimento. Come primo passo, il discernimento ci ricorda la gerarchia dei valori. Per esempio, la Messa passa prima di qualsiasi altra attività. Pero', paradossalmente tanta gente prega a casa durante la settimana, e lo fa quotidianamente, ma non va a Messa, per varie ragioni (essenzialmente di tempo e di praticità).
Ho cercato sempre di mostrare quanto la lectio e la preghiera del cuore (l'orazione) scaturiscono dalla Messa, e non possono esserne separati. Opporre lectio e pc da una parte e Messa dall'atra è assurdo – neanche paragonarli. Pero' l'obbligo è la Messa domenicale.
La Messa puo' essere vissuta in modo superficiale. È per quella seria, molto seria ragione che vi insegno sia la lectio (che è come una estensione della Messa che permette di mangiare bene, digerire bene le letture della Messa) e la PC (che è come una estensione della Comunione e che permette di "digerirla" bene). E' perché trovo che la Messa è cosi sacra, cosi elevata, cosi sublime, e nello stesso tempo trasformata spesso in una routine spesso tiepida e dannosa, soprattutto a causa del ritmo frenetico della nostra vita. Prendere il tempo di fare la lectio e di fare la PC è veramente un modo straordinariamente efficace di vivere la Messa. Trovo assurdo opporre o anteporre Lectio/PC a Messa. L'ideale è di fare tutti e tre. Ma l'obbligo ripeto è la Messa domenicale. E non faro' un passo di più in una discussione del genere. Siamo adulti per saper scegliere cosa vogliamo dare a Dio e come farlo.
E anche ho cercato di mostrare quanto la lectio e la preghiera del cuore sono legati tra di loro (come le due parti della Messa) e come la Lectio è la porta che si apre per la preghiera del cuore! Se non, se la PC si fa senza lectio, si finisce per cercare se stesso invece di Dio. La Lectio implica "conversione" quotidiana! Scappare dalla conversione quotidiana è considerare se stesso come sano, non avendo bisogno del Medico! Cio' che è considerato un errore da parte dei Maestri di vita spirituale.

3- Faccio Lectio, e non posso saltarla mai, perchè sto male senza.

La lectio è il nutrimento della parte cosciente del nostro essere, l'anima: l'intelligenza, la volontà, la libertà. Abbiamo bisogno di incontrare Gesù, di sentire veramente le sue parole, indicazioni, e cio' dalla parte cosciente. la lectio introduce "disciplina" nella parte cosciente del nostro essere. Lo nutre, lo riordina. La Preghiera del cuore ha luogo nella parte sopra-cosciente, e quindi, è difficile quantificarla, e lei (la PC) ha bisogno della sua Porta (la lectio) per essere guidata, messa al sicuro.

4- Ma anche a Messa, per es, ultimamente vado quasi solo la domenica, perchè la gente mi dà fastidio e non riesco a pregare con sufficiente raccoglimento. Mi devo esercitare per abituarmi a non farmi disturbare dalla gente a Messa. Ma la Messa è atto comunitario, e la gente quindi non posso ignorarla.

L'ideal è una Messa raccolta. E si sceglie la chiesa dove ci si trova più raccolto. Ma, in linea di massima se la ragione per la quale non vado a Messa è per la mancanza di raccoglimento causato dalla gente, questa ragione non è sufficiente. Si va Messa per Dio, e chi va per trovare Dio trova Dio, chi va per trovare l'umano, lo troverà.
Si la Messa è l'atto di tutta la chiesa, visibile e invisibile. La visibile è solo una parte. Se mi da fastidio, mi ricorda anche che faccio parte di una Grande Corpo, e che ricevendo la Comunione, essa mi ricollega a questo stesso Corpo che mi dà fastidio. Non si puo' sfuggire dall'altro. Si trova anche al centro della mia preghiera.
Questo Corpo di Gesù che ricevo, è lo stesso che il mio vicino riceve! Quanta unione c'è allora col vicino!! La Comunione contiene tutto.
Pero' ripeto, è sempre auspicabile di avere il massimo di raccoglimento. Ma è sempre buono di ricordarsi che durante la Passione di Cristo (che è il momento più sacro per noi) non c'era raccoglimento! C'era tanto rumore, la folla, scatenata, l'odio, la pazzia umana… e questo puo' dare al nostro gusto tanto sollievo. E chissà forse chi fa rumore piace a Dio di più di noi! E forse i nostri difetti e i nostri peccati fanno più rumore in noi che questo rumore fisico che ci dà fastidio.
Sono modi per "aggiustare" questi "sentimenti" di fastidio.

5- Un confessore mi ha detto che sbaglio a privarmi dell'Eucaristia, mi ha detto che è meglio fare la Comunione che fare orazione, perchè io ho detto che preferisco stare a casa a fare orazione, piuttosto che andare a Messa in modo "freddo". Tu cosa ne pensi?

Ho risposto a questa domanda. Se posso andare a Messa, se la ragione per la quale non vado è il rumore, allora è meglio andare a Messa vincendo questa repulsione. (Non è male trovarsi una chiesa raccolta, silenziosa. E' questione di "educazione"/formazione del popolo e dei sacerdoti anche. Certe comunità sono molto brave a quel livello, certi popoli anche più "bravi" che altri.)
La Messa è importante, e l'orazione è importante anche. Ma la Messa è la cosa più sacra ("sorgente e culmine"). Ma l'orazione scaturisce della Comunione (l'ho spiegato)! La Messa della Domenica è di obbligo. Certamente una Messa raccolta è più fruttuosa. L'interiorità non è una cosa lasciata al caso, bisogna educare la gente all'interiorità per vivere la "partecipazione [spirituale] alla Messa". La formazione dei Sacerdoti puo' includere la dimensione profonda della Messa (la partecipazione spirituale). Il resto è affare di discernimento.

6- E poi il Rosario: è vero che mi dà pace stare con Maria, ma non riesco a contemplare tutti i misteri, e poi dire il Padre Nostro bene, continuamente... E' presunzione??? Per favore dimmi se sbaglio, è una cosa che mi preoccupa, questa.

Ti dico una cosa molto profonda e importante da imparare: Ci sono due modi al meno di recitare il Rosario. 1- Si puo' farlo di tipo lectio (contemplare i misteri) e 2- si più farlo di tipo preghiera del cuore (immergerti nel Mistero stesso, in Dio stesso). Quindi c'è un modo più contemplativo di dire il Rosario e quindi si puo' senza scrupoli adoperare questo modo più unificato, semplice e contemplativo. Non è necessario di "contemplare tutti i misteri" quindi, pur dicendo tutto il Rosario. Non è importante volere concentrarsi sulle parole dette, ma sul fatto di elevare il cuore e di darlo a Dio. Non si puo' cercare la perfezione della recitazione, siamo nella mente, e l'incontro con Dio ha luogo nel cuore. C'è un detto che dice che "non si puo' dire un "Padre Nostro" intero senza nessuna distrazione". Perché? Perché non c'è bisogno della perfezione al livello della mente, ma al livello del cuore! Il cuore riceve Dio, Dio Increato. La testa, la mente, non puo' ricevere Dio direttamente e pienamente.


Ultima modifica di Jean il Sab 26 Lug - 18:51, modificato 1 volta
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emanuela

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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Sab 1 Dic - 2:11

Ciao Jean,
ho sentito dire dire che può capitare durante la Preghiera di sentire di essere "in molti".
Se è vero qual'è il significato?
Grazie Emanuela
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Sab 1 Dic - 3:10

Ciao Emanuela,
grazie per la tua domanda. È un aspetto in fatti del quale ho parlato poco eppure avrei dovuto accennarlo nei corsi, soprattutto nel corso di secondo livello. L’ho accennato in una delle mie risposte credo sul Forum, ma dovrei approfondire l’argomento. Approfitto quindi di questa tua domanda per spiegare un aspetto importante anche se “misterioso” (nascosto) della nostra vita spirituale.
Prima di tutto diciamo che più Dio cresce in noi, più l’amore del prossimo cresce. È lo stesso Amore che ci lega a Dio che ci lega al prossimo, quindi se cresce l’Amore verso Dio cresce anche l’Amore al Prossimo. La “Comunione dei santi”, cioè la comunione misteriosa che esiste tra noi, fa si che il Sangue (l’Amore divino) che passa in noi è lo stesso che passa negli altri (siamo tutti un solo Corpo). Quindi, più si cresce in Gesù più si arriva ad una migliore comunione interiore e misteriosa con gli altri. Nello stesso tempo il nostro sacerdozio (il “sacerdozio dei fedeli”) cresce e quindi portiamo in noi, con la grazia di Dio, altre persone. Assomigliamo quindi ad una donna incinta, non solo di uno o di due bimbi, ma di migliaia di bimbi, migliaia di persone. E’ per quella ragione che santa Teresa di Avila dice ad un certo momento che la persona che passa certe tappe, “porta con se altre persone”, di fatti non si va mai soli verso Dio (abbiamo un “corpo”). Quando facciamo un passo di crescita spirituale, siamo solidari di migliaia di altre persone che Dio ha attaccato alla nostra persona, che noi quindi rappresentiamo (quindi non solo intercediamo per loro ma meglio, pregando, agendo, li rappresentiamo davanti a Dio). Le nostre “spalle” quindi si allargano man mano che andiamo avanti.
È tra (altre ragioni) per questo che diciamo quando preghiamo: “Padre nostro” e non “Padre mio”. Appunto perché non si va mai soli a pregare e non si cammina mai soli.
Quindi come vedi l’approfondimento della vita spirituale, ci fa intravedere una dimensione sempre più profonda del nostro sacerdozio dei fedeli. Il Concilio Vaticano II e il Catechismo ci ricordano questa dimensione straordinaria della nostra vita cristiana, quella di essere in Cristo dei sacerdoti, perché siamo battezzati in Lui, Lui che è Sacerdote. E’ ovvio che non si tratta qui del sacerdozio Ministeriale (o Presbiterale: cioè dei Preti) ma di una dimensione che tutti i battezzati hanno in comune. Questa dimensione puo’ benissimo crescere molto fino a farci sperimentare un aspetto della Comunione dei santi, cioè della comunione allo stesso Corpo di Cristo. In quel senso, la Carità divina che cresce in noi, ci fa “portare” delle persone. E quindi ogni atto che facciamo nella vita quotidiana coinvolge misteriosamente molte altre persone e si ripercuote su di loro. Ogni atto fatto in sinergia con lo Spirito Santo ha delle ripercussioni che si spargono come onde invisibili su varie persone, specialmente coloro che il Signore ha voluto attaccare in modo più particolare a noi. La maggioranza di queste persone li conosceremo solo in Cielo, pero’ lo stesso, ogni atto che facciamo che è mosso dalla Carità divina, ha un influsso nascosto ma straordinario sugli altri. È per quella ragione anche che il Concilio ha messo in evidenza anche l’altra faccia di questa dottrina dicendo che ogni atto di peccato nostro non ferisce solo Dio, ma ferisce anche la Chiesa, cioè gli esseri umani.
Il nostro “corpo” (non il corpo fisico solo, è un modo misterico di parlare) diventa in un certo senso un ricettacolo misterioso che porta in se (come una donna incinta) delle persone. Tutto cio’ che facciamo con il nostro corpo (cioè nella nostra esistenza terrena) - e per primo la preghiera - coinvolgerà dunque altre persone, sarà benefico per loro.
Quindi come ho parlato della crescita della Passione di Amore per Cristo durante il Corso di Secondo livello, avrei dovuto parlare di questa dimensione misteriosa ma molto reale in noi di questa crescita: la dimensione sacerdotale.
Aggiungo un altro aspetto: a volte, durante questo cammino di crescita dell’Amore divino in noi, sentiamo in cuor nostro che (per un periodo di tempo) il Signore ci affida in modo specifico tale o tale persona, per portarla, pregare per lei ecc. prenderla un po’ in carica, pregare per lei, magari anche sopportarla ecc. Questo anche è un lavoro sacerdotale (sacerdozio dei fedeli).
Ecco quindi in poche parole una dimensione che crescerà sempre di più. Si vede quindi cosi la dimensione apostolica della preghiera anche. Molte persone credono che la preghiera è un atto privato, un atto solo personale! Che sbaglio! A volte anche si sparla contro le persone spirituali, o contro i contemplativi (le monache di clausura) ecc… accusando queste persone di essere egoisti, che pensano solo alla loro vita spirituale (come se fosse che è possibile pensare solo a se stesso quando si incontra Cristo! Roba impossibile, o è allora spiritualità falsa.) se vede quanto a volte “buoni cristiani” sono ignoranti della vita spirituale, e della vera Carità divina.

Per concludere: In questo senso si, come dicevi, si, possiamo ricevere a volte la grazia di sentirci “a molti” nella preghiera, come un po’ il generale di un esercito o il capo di una squadra, che guida in avanti, mostra la strada, va avanti, precede, e a partire della cui sorte si decide la sorte degli altri. Affoga lui, perde lui, si affoga tutto il suo battaglione, perde tutta la sua squadra! È per quella ragione che santa Teresa di Avila chiedeva alle sue monache (che ovviamente sono donne) di comportarsi con coraggio virile nella crescita della vita spirituale, come un Capitano.
Quindi si: “Padre Nostro” (mio e di coloro che il Signore ha attaccato al mio essere e che ai quali do io cibo spirituale). Che responsabilità. Le spalle diventano sempre più larghe e forte, a causa della carità divina che ci trasforma in Gesù e ci fa crescere in lui, e quindi diventiamo sempre più capaci di portare sempre più persone. Ma non è un lavoro che noi facciamo di propria volontà, ma è come dici tu: si riceve questa grazia, questa consapevolezza che accompagna questa grazia.
Grazie per la tua domanda che mi ha dato l’opportunità di chiarire un punto cosi essenziale pur essendo un po’ nascosto.
Questa risposta è da rileggere, meditare e soprattutto approfondire.
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Essere i molti nell'orazione   Sab 1 Dic - 10:54

S Teresa parlando dell'orazione dice che "dove c'è il re, lì c'è la sua corte".
Gv della Croce dice "mi troverai nell'orazione"
Paolo dice"ricapitolare tutte le cose in Cristo, quelle del cielo e QUELLE DELLA TERRA"

Dove c'è il Signore c'è certamente la sua corte, il corpo mistico, e Maria è la prima, e poi tutti gli altri, l'angelo custode, e i santi, tra i primi. Questo tra l'altro significa naturalmente che nessuno, neanche chi nella corte è più vicino al Signore, "spia" con curiosità gelosa umana nessuna comunicazione tra il Re e la persona.
L'Apocalisse dice "il trono di Dio e dell'agnello sarà in mezzo a lei, e i suoi servi lo adoreranno"
Il primato esclusivo del Re è certo; tutti i suoi servi sono con la persona in orazione uniti ad adorare il Signore.

Anzi, nell'Unione, e nell'orazione "non vi sarà più notte", e si arriva finalmente a non avere "più bisogno di luce di" nessuna "lampada, nè di luce di" nessun "sole", perchè solo "Dio li illuminerà".
E questa luce è data a ciascuno gratuitamente, nella Misericordia, in modo infinito, senza che nessuno si debba affannare umanamente per poterla godere in misura maggiore e più esclusiva di nessun altro!

Ma per godere di questo "fiume di acqua viva" dobbiamo "stare bene attenti che i" nostri "cuori non si appesantiscano", come è nelle letture di Luca del giorno di oggi. Si deve essere "limpida come cristallo", della trasparenza alla Divinità che era la trasparenza che Cristo aveva agli occhi della sua Madre Immacolata, e l'orazione ci porta a questa limpidità, se lo chiediamo con umiltà tenace e sempre rinnovata, e sempre più scavata nel profondo. Con la fede inesausta di Maria nel chiedere la venuta del Salvatore, con il suo dire "sì" senza limiti ad accoglierlo.

"Non ci sarà più maledizione", l'Apocalisse ce lo garantisce.

Ieri il Papa ha reso pubblica la sua enciclica sulla speranza!

Siamo in Avvento, il tempo in cui più siamo chiamati, con Elisabetta della Trinità, ad "essere nascosti con Cristo in Dio". Davvero potremo anche noi dire "miei sono i cieli", ecc, e diremo "mia è Maria, e gli altri tutti; e io sono di tutti" senza tempo nè spazio, e tutto e tutti ci riporteranno e ci radicheranno sempre più in Lui. E il Signore che scenderà in noi, con Lui ci farà ancora ridiscendere uniti all'altro da noi, per poi riportarci in Lui, in una circolazione eterna di Luce e di Amore. E finalmente noi giungeremo ad essere Amore, senza spazio nè tempo.

Jean vorrebbe spiegare qualcosa di alcune di queste cose tanto ineffabili e meravigliose quanto certe? In fondo noi siamo stati chiamati solo a fidarci, essere umili, ed a credere, accogliere, per goderle.

"Ecco, io verrò presto".
Lode nell'alto dei cieli. Magnificat. Alleluia.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Lun 27 Apr - 2:07

Carissimi,
L'aspetto centrale dei Messaggi di Maria Medjugorje è la Preghiera. Ma Maria vuole una preghiera fatta "col cuore". A volte la chiama anche "preghiera del cuore" (Messaggi del 30/5/85, 23/01/86, 25/12/87, 05/09/88, 25/02/89; 25/10/89, 25/05/91, 25/07/97, 25/01/07). Qui sotto ho messo il link verso una pagina che contiene la maggioranza dei Messaggi della Madonna che toccano l'argomento della Preghiera del cuore e aiutano a spiegarla secondo i messaggi.
E' ovvio che conoscendone già gli elementi a partire della Teologia Spirituale, si ricava molto più facilmente dai messaggi una teologia della Preghiera del cuore, semplice ma profondissima.
Buona lettura, e sopratutto, buona messa in pratica:
http://www.scuoladimaria.info/lapcemedj.htm
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Lun 27 Apr - 9:53

Gazie Jean ...

... "pregate pregate pregate"...non resta altro, e l'invito di Maria è vero è sempre questo, pregare, col cuore.

Trascrivo il messaggio ultimo di Maria a Med, quello del 25 aprile 2009:
"Cari figli, oggi vi invito tutti a pregare per la pace e a testimoniarla nelle vostre famiglie affinché la pace diventi il più grande tesoro su questa terra senza pace. Io sono la vostra Regina della Pace e la vostra madre. Desidero guidarvi sulla via della pace che viene solo da Dio. Per questo pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


Grazie Signore per aver dato così a lungo Maria ai nostri cuori duri.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: pregare col cuore a Med.   Mar 28 Apr - 10:05

Le cose che sto per dire, di comune esperienza in pressochè tutti i pellegrini in luoghi Mariani, non sono suggestione, o retorica sentimentale.

Oggi ne parlo, in coincidenza con la memoria di San Luigi Maria Grignion de Montfort, in continuazione dell'intervento di Jean su Med. e pdc, e grazie ai diversi insegnamenti da più parti ricevuti sulla pdc .

Mi accorgo infatti di quanto poco mi rendo conto del peso della GRAZIA che ci viene donata in MARIA (non solo in Maria di Med., ovviamente), e del PERCHE' ci viene donata questa Grazia, e dell'urgenza che ci decidiamo a RISPONDERE.

A Med. (e non solo lì, ma anche in altri luoghi di apparizioni Mariane, molti pellegrini fanno la stessa esperienza) la preghiera del cuore è pressochè "spontanea" ed anche inconsapevole, addirittura: uno non pensa "faccio pdc" ma semplicemente ci è dentro. Oserei dire che a Med. ( e in altri luoghi "Mariani") si è costantemente immersi nella pdc. SI VIVE, in prima persona, e non "per procura" di altri. Lì, per strada, tutti pregano in continuazone, non si fa altro, in genere; il recitare continui Rosarii fa dimorare automaticamente nel Cuore di Maria, di giorno e di notte, incessantemente: e la Via è aperta, spalancata, la Via scorre da sola: basta salirci e ti porta... Si VIVE NELLA REALTA'.

La grazia "si taglia col coltello" a Med., come ha detto qualcuno: la grazia è talmente "spessa", densa e percepibile e la si respira, che SI VIVE di grazia, SI VIVE di Shalom, di fraternità, di gioia. Si fa l'esperienza di come si è amati, e questo è tanto autentico e radicale che non può non circolare: Dio è Circolazione di Amore di Shalom, Maria ne è la Testimone.

Med. è circondata dalle colline, e dalla cima del Podboro appare come una "culla", di Luce Amorosa, che ci "resetta" quandi stanchi ritorniamo ad essa: ci accoglie per farci riposare, ci purifica, ci consola, sempre ci sorprende con qualche altro nuovo dono inaspettato, ci dà forza non umana. Maria fisicamente avvolge nel suo abbraccio l'intero Popolo di Dio con tenerezza e potenza infinite. Si fa esperienza davvero di una briciola di Paradiso.

E al centro della piana, Cristo risorge continuamente. La statua del Gesù, che dietro alla chiesa parrocchiale continua ad alzarsi dal Sepolcro, fino alla fine del tempo, finchè resta un solo uomo da Salvare, la Sua Fatica, la Sua Gloria, non è dicibile.
E Maria dice "ADORATE Mio Figlio"

E così la gente ai piedi di questo Cristo non ha parole, stanno tutti lì in silenzio, e basta.

Ad un certo punto, la gente avverte solo la spinta, certa e inesorabile, ad affrettarsi a tornare "in Galilea", quella di ognuno, dove Lui ci precede, per una Vita nuova, in Maria.
Questa non è retorica, ma QUESTO ESISTE SULLA TERRA

Rendiamo grazie al Nostro Dio, in Maria e per Maria.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Ven 17 Giu - 15:50

Fino ad oggi ancora nella Chiesa non si riesce a capire, a vedere la differenza tra da una parte l' "orazione mentale", cioè "preghiera del cuore", l'orazione come viene insegnata dai maestri della vita spirituale come santa Teresa di Avila, e dall'altra parte la "Lectio divina".
Fino ad oggi c'è gente capace di dire: "La Bibbia, me la prendo nelle mani, durante l'Ora di Orazione." Di per se non è sbagliato avere la Bibbia vicino, quando le distrazioni sono forti, per aiutarci a raccogliersi. Ma la differenza tra le due Tavole della Messa, e i loro prolungamenti nella Lectio e nella Preghiera del cuore non appare!
Come se fosse il discorso fatto cosi:
Ascoltare la letture è pregare! Ricevere il Corpo di Cristo è pregare! Allora, perchè essere pignolo? Tutto è pregare!
Eppure c'è una distinzione tra l'operazione dell'ascolto e quella dell'Immersione nutritiva in Cristo! Nella composizione del nostro essere abbiamo una parte consciente (anima, intelligenza, volontà, libertà ecc) e una parte sopraconsciente (il cuore o la "mens" (di là l'espressione "orazione mentale")), e ambedue hanno bisogno di essere nutriti!

Questa confusione esiste. Veniamo da una pratica intensa di una oratio mentalis (XVI) orfana (senza Parola di Dio, contro riforma oblige) che pian piano è diventata meditatio su un testo (XVII-XX)! E poi, col Concilio e l'invito a nutrire la nostra preghiera con la Parola di Dio, tale faro, col ritorno dall'esilio (Enzo Bianchi) della Parola di Dio, siamo caduti in una perplessità e confusione da morire!

Allora si prende la Parola di Dio e la si medita, e la si prega! e non è male! Ma la distinzione tra Lectio divina e Preghiera del cuore (o oraztio mentalis) non c'è! Sono pure due attività diverse, due cibi diversi (anche se un Solo Signore) come lo è il Vangelo:
1- Predicazione di Cristo (ci dà le Sue Parole che sono Spirito e Vita, durante 3 anni)
2- Passione-Morte-Risurrezione-Salita-Pentecoste (in Poche ore ci dà il Suo Essere, e col Suo Sangue sigilla le Sue Parole date durante 3 anni).

Quindi la confusione regna! E la conseguenza di questa confusione (chi capisce questo????) è che la questione "medicale" "nutritiva" elementare della Crescita spirituale è lesa! C'è un rallentamento un rascitismo terribile! Le cose si fanno "alla buona", ma Dio non è morto "alla buona" ragazzi! non ha parlato "alla buona" durante 3 anni! eravamo e siamo ammalati e abbiamo bisogno di questi due cibi! Chi capisce queste cose "medicali"?!! è amatorismo strabigliante!

Illustrazione di questa confusione queste parole:

"Ma ora vorrei proporre qualcosa di più specifico, ovvero, di più attinente al mio particolare lavoro nella Curia Romana e in servizio del Papa. Come Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e quindi responsabile che la legislazione della Chiesa sia sempre aggiornata, mi chiedo se da una Assise così importante e su un tema così determinante per la vita della Santa Chiesa non possa e non debba venire anche un apporto significativo alla Legge della Chiesa stessa, in modo del tutto particolare nel Codice di diritto canonico.
Per chiarire il pensiero porto un esempio assolutamente elementare. Il can. 276 sulla vita spirituale dei chierici così si esprime: "[I Chierici] alimentino la propria vita spirituale alla duplice mensa della Sacra Scrittura e dell'Eucaristia ... " (§ 2, n. 2). Il testo è pregevole, ma si riferisce solo alla celebrazione dell'Eucaristia. Quando poi si viene a parlare di preghiera personale si afferma solo: "sono sollecitati ad attendere regolarmente all'orazione mentale" (§ 2, n. 5). L'espressione "orazione mentale" è assolutamente chiara, però è datata.
Potrebbe, invece, essere questo il luogo in cui "esortare i chierici a praticare quotidianamente la lectio divina".
In definitiva la mia proposta è che le conclusioni del Sinodo, con il consenso del Santo Padre, diventi anche compito di riflessione affidato ai Dicasteri della Curia, con il servizio speciale di stimolo e di coordinamento del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, perché propongano al Legislatore supremo i necessari adattamenti alle norme della Chiesa per quanto riguarda il particolare ambito della Parola di Dio."
(S.E.R. Mons. Francesco COCCOPALMERIO, Arcivescovo titolare di Celiana, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (CITTÀ DEL VATICANO), intervento durante il Sinodo sulla Parola di Dio 9 ottobre 2008)

Mi chiedo: cosa significa "datata". è l'espressione che è datata o il contenuto dell'espressione? o la nostra intelligenza di cio' che contiene? Se è solo l'espressione che è datata, allora dove parte il contenuto? Chi ci dà il potere di mettere una cosa al posto dell'altra? Pazienza! A un eccesso (oratio mentalis solo, nel tempo della Contro Riforma), passiamo, o stiamo per passare ad un altro ecesso: solo la Parola! Pero' va bene, è un errore da sua parte! La preghiera del cuore è molto in voga, l'adorazione anche (basta vedere cosa dice il Papa)... quindi c'è solo bisogno di studiare un po la "Teologia Spirituale"! Povera Signora!
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Ven 17 Giu - 16:13

Anna rita ha scritto:
E così la gente ai piedi di questo Cristo non ha parole, stanno tutti lì in silenzio, e basta.
Ad un certo punto, la gente avverte solo la spinta, certa e inesorabile, ad affrettarsi a tornare "in Galilea", quella di ognuno, dove Lui ci precede, per una Vita nuova, in Maria.
Questa non è retorica, ma QUESTO ESISTE SULLA TERRA.
Sappiamo bene che non è retorica. Ma la vera domanda secondo me è questa:
1- Come continuare ad avere questa "grazia che si taglia col coltello" come dici nella vita quotidiana (in "Galilea")? (alludo al fatto che bisogna una Formazione per saper fare! non si nasce sapendo fare! e la grazia data in un luogo di pellegrinaggio è una grazia straordinaria, supplementare, per mostrare una cosa! ma il genio è di tradurla in una pratica quotidiana, un esperienza quotidiana, dove anche li si "taglierebbe col coltello" la grazia.)
2- Maria essendo molto consapevole di questo problema del n°1-, ha chiesto nei suoi messaggi di formare alla vita spirituale, alla preghiera! Non si nasce sapendo fare!!! Nel lontano 2002 non ho visto gran chè di fatto a questo proposito, dopo 20 anni di apparizioni. Forse adesso qualcosa c'è.

Personalmente ho notato lungo gli anni lo sviluppo dell'Azione dello Spirito a Medj, e ho notato (già nel ormai lontano 2007) che alcune grazie della qualità e della forza di quelle delle quinte mansioni di santa Teresa ("orazione di unione") sono date.. e la gente non capisce, ma sopratutto mi chiedo: si rende conto davvero non solo di cio' che Maria sta dando (coccolando direi) ma delle conseguenze che si dovrebbero esserci, tornati a casa (al livello della nostra risposta alla chiamata di Maria, al livello della Formazione che bisogna iniziare? alla pratica che bisognerà avere)?

Ma chi insegna le quinte mansioni?

Pazienza.

PS Parlando di Volantini, Anna Rita, ci sono altri volantini (dépliant): "Lectio Divina e Medj", "Preghiera del Cuore e Medj", "Scuola di Maria e Medj" ecc.
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MessaggioTitolo: Re: 2) Preghiera del Cuore   Dom 26 Giu - 17:47

Ieri sera stavo leggendo sul n. 25 della rivista "Famiglia cristiana" un articolo intitolato: "Medjugorje. Trent'anni di conversioni". La mia attenzione è stata subito catturata dall'intervento di Gianni Colzani (pag. 45), a proposito delle ragioni che generano perplessità sulle apparizioni a Medjugorje. Ecco una parte di ciò che dice il teologo:

"Vi è poi la questione dei messaggi, anche se va detto che la perplessità non riguarda la loro ortodossia. I messaggi di Medjugorje esprimono la sollecitudine materna di Maria e vanno visti nel quadro del compito educativo della Chiesa. Qui sta il punto. L'insieme dei messaggi è di stampo morale, poco in linea con le scelte liturgiche e bibliche della Chiesa d'oggi; appaiono poi distanti dalla missione evangelizzatrice della Chiesa in questa società. Non si tratta di una religiosità e di una spiritualità più individuale che ecclesiale? La "Regina della pace" non chiede qualcosa in più? Infine i frutti. E' indubbio che Medjugorje abbia visto conversioni, rinnovamento di vita. Il pellegrinaggio e i gruppi di preghiera appaiono l'ossatura di questo movimento. Il pellegrinaggio come simbolo di un cammino di ricerca di identità cristiana attorno a Cristo nell'ascolto di Maria e la preghiera come sostanza di questa ricerca. Questi frutti non si possono negare. Mi chiedo però se essi non mostrino fin dall'inizio una fragilità di struttura spirituale. Non poche volte questi gruppi vivono una vita al margine dei cammini parrocchiali: la loro preghiera resta un'esperienza individuale che non incide sull'attivismo di cui peccano presbiteri e comunità, mentre il loro pellegrinaggio si ferma a Medjugorje senza confronti con quel plurarismo spirituale presente nelle comunità cristiane o con quei bisogni di interiorità e rinnovamento all'opera nella società. Ritroviamo qui l'importanza di un cammino ecclesiale: la preghiera è fondamentale, ma l'evangelizzazione può essere affidata solo alla preghiera?"

Mi sembra che la parte in grassetto sia un po' in sintesi quello che dici nel tuo intervento, Jean, e che condivido. Non mi sembra però corretto dire che l'insieme dei messaggi di Maria a Medjugorje sia di stampo morale. A mio parere appartengono piuttosto al campo della Teologia Spirituale, che non riguarda solo una sfera privata, ma tutta la Chiesa!

Resta sempre la tua domanda: ma chi insegna questa cose?

Buona domenica e a presto...
Anna
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