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 Ruolo dei fedeli Card Tettamanzi

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Jean
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MessaggioTitolo: Ruolo dei fedeli Card Tettamanzi   Mer 12 Ago - 16:58

Giancarlo mi ha mandato questo testo che trovo bello e in perfetta sintonia con gli orientamenti sia del Magistero della Chiesa sia della Scuola di Maria e credo che ci incoraggia a lavorare con un fervore e una dedizione rinnovati. E' tratto dall'Intervento conclusivo del Cardinale Tettamanzi all'Assemblea Sinodale del Clero, il 20 Maggio 2009:

"2) Il secondo messaggio riguarda il ruolo dei fedeli laici nella Chiesa. La Chiesa di Antiochia ha la sua origine dall’annuncio e dalla testimonianza di semplici cristiani, di quelli che oggi chiameremmo fedeli laici: non sarà né la prima né l’ultima volta nella storia della Chiesa (pensiamo al caso dell’evangelizzazione della Corea).
Riprendendo i temi dell’omelia della Messa crismale 2008 sul sacerdozio comune, insisto nuovamente nel ribadire che i fedeli laici trovano nel Battesimo la grazia e la responsabilità (donum et mandatum) di essere testimoni di Gesù risorto e annunciatori del suo Vangelo nel “mondo” – di cui devono essere “anima” - e nella Chiesa, dove devono sentirsi coinvolti nell’opera evangelizzatrice e nell’edificazione della comunione attraverso i diversi ministeri, in un’ottica di convinta e reale comunione-collaborazione-corresponsabilità.
E di fatto è già così nelle nostre comunità pastorali e nelle nostre parrocchie: come potrebbe esistere la nostra Chiesa senza, ad esempio, l’impegno di migliaia di catechisti, di educatori, di operatori della carità, di lettori e ministri della Comunione eucaristica, ecc.?
Una novità tipica delle comunità pastorali - rispetto anche alle unità pastorali - che domanda di essere maggiormente sottolineata è la possibilità (raccomandata) per alcuni fedeli laici di essere presenti nel suo direttivo, con un ruolo di partecipazione alla responsabilità pastorale complessiva. E’ una novità – meglio dire un rilancio rinnovato di un aspetto essenziale della vita della Chiesa – che ci sollecita però a studiare ancora meglio le modalità di questo coinvolgimento. Esso, più che un impegno “a tempo pieno” in senso quantitativo, richiede una presenza qualitativamente rilevante: servono persone preparate e disponibili a condividere con presbiteri, diaconi e consacrati la responsabilità globale e complessiva della comunità pastorale, assumendo così un ruolo originale rispetto ai molti laici già incaricati dei vari ministeri.
Certo, il ministero sacro è specifico e insostituibile nella Chiesa, ma il sacerdote non ha l’esclusiva dell’annuncio del Vangelo e neppure della conduzione di una comunità.
Raccolgo volentieri dalle Assemblee l’indicazione che è necessaria una più intensa formazione dei fedeli laici in vista dei nuovi compiti che li attendono. Dovremo mettere a frutto i recenti suggerimenti del Consiglio pastorale diocesano e l’impegno dell’Azione Cattolica, delle associazioni e dei movimenti ecclesiali, chiamati tutti a formare i fedeli laici anzitutto per la Chiesa, prima ancora che per le proprie esigenze interne. Anzi, voglio aggiungere che mi attendo da tutti questi soggetti operanti in Diocesi uno slancio missionario ancora più intenso, caratterizzato sì dalle legittime sottolineature di ciascuna aggregazione, ma in uno spirito di maggiore comunione e con più cordiale e operoso coinvolgimento nel cammino spirituale e pastorale della Chiesa ambrosiana."


Ultima modifica di Jean il Gio 13 Ago - 19:28, modificato 2 volte
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Ruolo dei fedeli Card Tettamanzi   Mer 12 Ago - 17:18

E' ovvio che il Cardinale non fà altro di esprimere I sentimenti della Chiesa bimillenaria. Sentimenti che sono stati espressi nel Conclio Vaticano Secondo in vari documenti, specialmente quello sull'apostolato dei Laici: DECRETO SULL’APOSTOLATO DEI LAICI APOSTOLICAM ACTUOSITATEM http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decree_19651118_apostolicam-actuositatem_it.html. E poi, sintetizzato nell'insegnamento ordinario della Chiesa, cioè nel Catechismo: ecco alcuni passi persi dal Catechismo :

II. I fedeli laici:

897 "Col nome di laici si intendono qui tutti i fedeli a esclusione dei membri dell'ordine sacro e dello stato religioso riconosciuto dalla Chiesa, i fedeli cioè, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e costituiti Popolo di Dio, e nella loro misura resi partecipi della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 31].

La vocazione dei laici

898 "Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. . . A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le realtà temporali, alle quali essi sono strettamente legati, in modo che sempre siano fatte secondo Cristo, e crescano e siano di lode al Creatore e al Redentore" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 31].

899 L'iniziativa dei cristiani laici è particolarmente necessaria quando si tratta di scoprire, di ideare mezzi per permeare delle esigenze della dottrina e della vita cristiana le realtà sociali, politiche ed economiche. Questa iniziativa è un elemento normale della vita della Chiesa:

I fedeli laici si trovano sulla linea più avanzata della vita della Chiesa; grazie a loro, la Chiesa è il principio vitale della società. Per questo essi soprattutto devono avere una coscienza sempre più chiara non soltanto di appartenere alla Chiesa, ma di essere la Chiesa, cioè la comunità dei fedeli sulla terra sotto la guida dell'unico capo, il Papa, e dei vescovi in comunione con lui. Essi sono la Chiesa [Pio XII, discorso del 20 febbraio 1946: citato da Giovanni Paolo II, Esort. ap. Christifideles laici, 9].

900 I laici, come tutti i fedeli, in virtù del Battesimo e della Confermazione, ricevono da Dio l'incarico dell'apostolato; pertanto hanno l'obbligo e godono del diritto, individualmente o riuniti in associazioni, di impegnarsi affinché il messaggio divino della salvezza sia conosciuto e accolto da tutti gli uomini e su tutta la terra; tale obbligo è ancora più pressante nei casi in cui solo per mezzo loro gli uomini possono ascoltare il Vangelo e conoscere Cristo. Nelle comunità ecclesiali, la loro azione è cosi necessaria che, senza di essa, l'apostolato dei pastori, la maggior parte delle volte, non può raggiungere il suo pieno effetto [Cf Conc. Ecum. Vat. II, LG 33].

La partecipazione dei laici all'ufficio sacerdotale di Cristo

901 "I laici, essendo dedicati a Cristo e consacrati dallo Spirito Santo, sono in modo mirabile chiamati e istruiti perché lo Spirito produca in essi frutti sempre più copiosi. Tutte infatti le opere, le preghiere e le iniziative apostoliche, la vita coniugale e familiare, il lavoro giornaliero, il sollievo spirituale e corporale, se sono compiute nello Spirito, e persino le molestie della vita se sono sopportate con pazienza, diventano "sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo" (1P 2,5); e queste cose nella celebrazione dell'Eucaristia sono piissimamente offerte al Padre insieme all'oblazione del Corpo del Signore. Cosi anche i laici, operando santamente dappertutto come adoratori, consacrano a Dio il mondo stesso" [Cf Conc. Ecum. Vat. II, LG 33].

902 In modo particolare i genitori partecipano all'ufficio di santificazione "conducendo la vita coniugale secondo lo spirito cristiano e attendendo all'educazione cristiana dei figli" [Codice di Diritto Canonico, 835, 4].

903 I laici, se hanno le doti richieste, possono essere assunti stabilmente ai ministeri di lettori e di accoliti [Cf ibid., 230, 1]. "Ove le necessità della Chiesa lo suggeriscano, in mancanza di ministri, anche i laici, pur senza essere lettori o accoliti, possono supplire alcuni dei loro uffici, cioè esercitare il ministero della Parola, presiedere alle preghiere liturgiche, amministrare il Battesimo e distribuire la sacra Comunione, secondo le disposizioni del diritto" [Cf ibid., 230, 1]. (Catechismo Chiesa Catt. 897)

La loro partecipazione all'ufficio profetico di Cristo

904 "Cristo. . . adempie la sua funzione profetica. . . non solo per mezzo della gerarchia. . . ma anche per mezzo dei laici, che percio costituisce suoi testimoni" dotandoli "del senso della fede e della grazia della parola": [Conc. Ecum. Vat. II, LG 35] Istruire qualcuno per condurlo alla fede è il compito di ogni predicatore e anche di ogni credente [ San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 71, 4, ad 3].

905 I laici compiono la loro missione profetica anche mediante l'evangelizzazione, cioè con l'annunzio di Cristo "fatto con la testimonianza della vita e con la parola". Questa azione evangelizzatrice ad opera dei laici "acquista una certa nota specifica e una particolare efficacia, dal fatto che viene compiuta nelle comuni condizioni del secolo": [Conc. Ecum. Vat. II, LG 35]

Tale apostolato non consiste nella sola testimonianza della vita: il vero apostolo cerca le occasioni per annunziare Cristo con la parola, sia ai credenti... sia agli infedeli [Conc. Ecum. Vat. II, Apostolicam actuositatem, 6; cf Id., Ad gentes, 15].

906 Tra i fedeli laici coloro che ne sono capaci e che vi si preparano possono anche prestare la loro collaborazione alla formazione catechistica, [Cf Codice di Diritto Canonico, 774; 776; 780] all'insegna gnamento delle scienze sacre, [Cf ibid. , 229] ai mezzi di comunicazione sociale [Cf ibid., 823, 1].

907 "In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri pastori il loro pensiero su cio che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità della persona" [Cf ibid., 823, 1].

La loro partecipazione all'ufficio regale di Cristo

908 Mediante la sua obbedienza fino alla morte, [Cf Ph 2,8-9 ] Cristo ha comunicato ai suoi discepoli il dono della libertà regale, "perché con l'abnegazione di sé e la vita santa vincano in se stessi il regno del peccato" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 36].

Colui che sottomette il proprio corpo e governa la sua anima senza lasciarsi sommergere dalle passioni è padrone di sé: può essere chiamato re perché è capace di governare la propria persona; è libero e indipendente e non si lascia imprigionare da una colpevole schiavitù [Sant'Ambrogio, Expositio Psalmi CXVIII, 14, 30: PL 15, 1403A].

909 "Inoltre i laici, anche mettendo in comune la loro forza, risanino le istituzioni e le condizioni di vita del mondo, se ve ne sono che spingano i costumi al peccato, cosi che tutte siano rese conformi alle norme della giustizia e, anziché ostacolare, favoriscano l'esercizio delle virtù. Cosi agendo impregneranno di valore morale la cultura e i lavori dell'uomo" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 36].

910 "I laici possono anche sentirsi chiamati o essere chiamati a collaborare con i loro pastori nel servizio della comunità ecclesiale, per la crescita e la vitalità della medesima, esercitando ministeri diversissimi, secondo la grazia e i carismi che il Signore vorrà loro dispensare" [Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 73].

911 Nella Chiesa, "i fedeli possono cooperare a norma del diritto all'esercizio della potestà di governo" [Codice di Diritto Canonico, 129, 2] e questo mediante la loro presenza nei Concili particolari, [Cf ibid., 443, 4] nei Sinodi diocesani, [Cf ibid. , 463, 1. 2] nei Consigli pastorali; [Cf ibid., 511; 536] nell'esercizio della cura pastorale di una parrocchia; [Cf ibid., 517, 2] nella collaborazione ai Consigli degli affari economici; [Cf ibid., 492, 1; 536] nella partecipazione ai tribunali ecclesiastici [Cf ibid., 1421, 2]. (Catechismo Chiesa Catt. 903)

912 I fedeli devono "distinguere accuratamente tra i diritti e i doveri, che loro incombono in quanto sono aggregati alla Chiesa, e quelli che loro competono in quanto membri della società umana. Cerchino di metterli in armonia, ricordandosi che in ogni cosa temporale devono essere guidati dalla coscienza cristiana, poiché nessuna attività umana, neanche in materia temporale, può essere sottratta al dominio di Dio" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 36].

913 "Cosi ogni laico, in ragione degli stessi doni ricevuti, è un testimone e insieme uno strumento vivo della missione della Chiesa stessa "secondo la misura del dono di Cristo" (Ep 4,7)" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 36]. (Catechismo Chiesa Catt. 911)


Più chiaro di questo, come incoraggiamento e come libertà nella Chiesa non c'è!!
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Manfri49

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MessaggioTitolo: Re: Ruolo dei fedeli Card Tettamanzi   Gio 13 Ago - 17:51

............sembra fatto proprio per la Scuola di Maria!
Manfredi cheers
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Ruolo dei fedeli Card Tettamanzi   Gio 13 Ago - 20:44

Manfri49 ha scritto:
............sembra fatto proprio per la Scuola di Maria!
Manfredi cheers
Si, certo.... spero che questi testi saranno meditati, per capire bene le intenzioni della Chiesa, e l'arco di manovra dentro la Chiesa, quanto è immenso per i Laici....
abbraccio
Jean
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emanuela

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Data d'iscrizione : 04.04.06

MessaggioTitolo: Re: Ruolo dei fedeli Card Tettamanzi   Ven 14 Ago - 0:33

Caro Jean, cari amici,
non avevo letto il testo del cardinale Tettamanzi (grazie mille Giancarlo), ma sto leggendo, qua e la, il Catechismo e i richiami verso i laici ad assumere un ruolo all'interno della Chiesa è spesso riportato, molto più di quanto avessi mai immaginato.
La Chiesa ha bisogno di noi!!!
Dobbiamo assumerci la responsabilità di trasmettere all'interno della Chiesa, rispondere alla chiamata!
E in pace con la giusta preparazione, ma in tutta serenità: è il nostro compito di laici al servizio.
Anche perchè sarebbe davvero terribile se un giorno incontrando un nostro fratello, dovesse dirci: perchè non mi avete detto niente?
Siamo alla vigilia dell'Assunta, bene chiediamo alla nostra Vera Madre di illuminare e riscaldare i nostri cuori perchè ciascuno possa comprendere qual'è la sua chiamata e quindi svolgere fino in fondo la sua parte.
Buona Festa dell'Assunta!
emanuela
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