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 Spazio dedicato a MARIA

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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Spazio dedicato a MARIA   Lun 27 Ott - 13:13

Articolo/Studio di Stefano de Diores: "L'identità del Rosario" (bisogna copiare tutta la riga):


http://www.unitalsi.it/Corso_Form_Resp_Loreto_07/L'Identit%C3%A0_del_Rosario.pdf
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Spazio dedicato a MARIA   Mer 18 Feb - 20:02

Dal Montfort: a suo modo, egli ci insegna il movimento della Preghiera del cuore... che porta all'Unione con Cristo:

152. Quinto motivo. Questa devozione è una via facile, breve, perfetta e sicura per arrivare all'unione con Nostro Signore, nella quale consiste la perfezione del cristiano.

1) È una via facile; è una via che Gesù Cristo ha aperto venendo a noi, e sulla quale non c'è nessun ostacolo per giungere a lui. Si può, in verità, giungere all'unione divina per altre vie; ma ciò avverrà con molte più croci, strane morti e con molte più difficoltà, che vinceremo difficilmente. Bisognerà passare per notti oscure, per combattimenti e strane agonie, su montagne ripide, su spine pungentissime e per deserti spaventosi. Mentre per la via di Maria si cammina più dolcemente e più tranquillamente.

Vi si trovano, in verità, grandi combattimenti da sostenere e grandi difficoltà da vincere; ma questa buona Madre e Padrona si rende così vicina e così presente ai suoi servi fedeli, per illuminarli nelle loro tenebre, rischiararli nei loro dubbi, rinfrancarli nei loro timori, sostenerli nei loro combattimenti e nelle loro difficoltà, che in verità questa via verginale per trovare Gesù Cristo è una via di rose e miele rispetto alle altre vie. Vi sono stati alcuni santi, ma in piccolo numero, come sant'Efrem, san Giovanni Damasceno, san Bernardo, san Bernardino, san Bonaventura, san Francesco di Sales, ecc., che sono passati per questa via dolce per andare a Gesù Cristo, perché lo Spirito Santo, Sposo fedele di Maria, l'ha mostrata loro per una grazia singolare; ma gli altri santi, che sono il maggior numero, sebbene tutti abbiano avuto devozione per la santissima Vergine, non sono tuttavia entrati, o pochissimo, in questa via. Per questo sono passati attraverso prove più dure e più pericolose.

153. Come mai dunque, mi dirà qualche fedele servo di Maria, i servi fedeli di questa buona Madre hanno tante occasioni di soffrire, e più degli altri che non le sono così devoti? Li si contraddice, li si perseguita, li si calunnia, non li si può soffrire; oppure camminano nelle tenebre interiori e per deserti dove non c'è la minima goccia di rugiada del cielo. Se questa devozione alla santa Vergine rende la via per trovare Gesù Cristo più facile, come mai sono i più crocifissi?

154. Rispondo che è vero che i più fedeli servi della santa Vergine, essendo i suoi più grandi favoriti, ricevono da lei le più grandi grazie e favori del cielo, che sono le croci; ma sostengo anche che sono questi servi di Maria che portano queste croci con più facilità, merito e gloria; e che ciò che arresterebbe mille volte un altro o lo farebbe cadere, non li arresta una volta e li fa avanzare, perché questa buona Madre, tutta piena di grazia e dell'unzione dello Spirito Santo, candisce tutte queste croci che prepara loro nello zucchero della sua dolcezza materna e nell'unzione del puro amore: di modo che le inghiottono gioiosamente come noci candite, sebbene siano di per sé amarissime. E credo che una persona che vuole essere devota e vivere devotamente in Gesù Cristo, e di conseguenza soffrire persecuzioni e portare ogni giorno la sua croce, non porterà mai grandi croci, o non le porterà gioiosamente né fino alla fine senza una tenera devozione alla santa Vergine, che è la confettura delle croci: allo stesso modo che una persona non può mangiare senza una grande violenza, che non sarà duratura, noci acerbe non candite nello zucchero.

155. 2) Questa devozione alla santissima Vergine è una via breve per trovare Gesù Cristo, sia perché non ci si smarrisce, sia perché, come ho appena detto, vi si cammina con più gioia e facilità e, di conseguenza, con più speditezza. Si progredisce di più in poco tempo di sottomissione e di dipendenza da Maria, che in anni interi di volontà propria e di appoggio su se stessi; perché un uomo obbediente e sottomesso alla divina Maria riporterà grandi vittorie su tutti i suoi nemici. Vorranno impedirgli di camminare, o farlo indietreggiare, o farlo cadere, è vero; ma con l'appoggio, l'aiuto e la guida di Maria, senza cadere, senza indietreggiare e anche senza rallentare, avanzerà a passi da gigante verso Gesù Cristo, per la stessa via per la quale è scritto che Gesù è venuto verso di noi a passi da gigante e in poco tempo.

156. Perché pensate che Gesù Cristo sia vissuto così poco sulla terra e che nei pochi anni vissuti abbia passato quasi tutta la sua vita nella sottomissione e nell'obbedienza a sua Madre? Ah! è che «divenuto in breve perfetto è vissuto a lungo» (Sap 4,13) e più a lungo di Adamo, di cui era venuto a riparare i danni, sebbene sia vissuto più di novecento anni; e Gesù Cristo è vissuto a lungo, perché è vissuto molto sottomesso e molto unito alla sua santa Madre per obbedire a Dio suo Padre; perché: 1) «Chi onora la madre è come chi accumula tesori» (Sir 3,4), dice lo Spirito Santo, cioè chi onora Maria sua Madre fino a sottomettersi a lei e obbedirle in tutto, diventerà presto molto ricco, perché accumula ogni giorno tesori mediante il segreto di questa pietra filosofale; 2) perché, secondo una interpretazione spirituale di queste parole dello Spirito Santo: «La mia vecchiaia si trova nella misericordia del seno» (Sal 92,11), è nel seno di Maria, che ha circondato e generato un uomo perfetto e che ha potuto contenere Colui che l'universo non può contenere, è nel seno di Maria, dico, che i giovani diventano vecchi in luce, in santità, in esperienza e in saggezza, e che si giunge in pochi anni fino alla pienezza dell'età di Gesù Cristo.

157. 3) Questa pratica di devozione alla santissima Vergine è una via perfetta per andare e per unirsi a Gesù Cristo, perché la divina Maria è la più perfetta e la più santa delle creature, e perché Gesù Cristo, che è venuto a noi perfettamente, non ha preso altra strada per il suo grande e mirabile viaggio. L'Altissimo, l'Incomprensibile, l'Inaccessibile, Colui che è, ha voluto venire a noi, piccoli lombrichi, che non siamo nulla. Come è avvenuto?

L'Altissimo è disceso perfettamente e divinamente per mezzo dell'umile Maria fino a noi, senza perdere nulla della sua divinità e santità; ed è per mezzo di Maria che i piccolissimi devono salire perfettamente e divinamente all'Altissimo senza temere nulla.

L'Incomprensibile si è lasciato comprendere e contenere perfettamente dalla piccola Maria, senza perdere nulla della sua immensità; ugualmente noi dobbiamo lasciarci contenere e guidare perfettamente dalla piccola Maria senza alcuna riserva.

L'Inaccessibile si è avvicinato, si è unito strettamente, perfettamente e anche personalmente alla nostra umanità per mezzo di Maria, senza nulla perdere della sua Maestà; ugualmente noi dobbiamo avvicinarci a Dio e unirci perfettamente e strettamente alla sua Maestà per mezzo di Maria, senza temere di essere respinti.

Infine, Colui che è ha voluto venire a ciò che non è, e fare che ciò che non è divenisse Dio o Colui che è; l'ha fatto perfettamente donandosi e sottomettendosi interamente alla giovane Vergine Maria, senza cessare di essere nel tempo Colui che è da tutta l'eternità: allo stesso modo è per mezzo di Maria che, sebbene non siamo nulla, noi possiamo divenire simili a Dio mediante la grazia e la gloria, donandoci a lei così perfettamente e interamente da non essere nulla in noi stessi e tutto in lei, senza temere di ingannarci.

158. Mi si tracciasse una via nuova per andare a Gesù Cristo, e questa via fosse lastricata di tutti i meriti dei beati, ornata di tutte le loro virtù eroiche, illuminata e abbellita di tutte le luci e le bellezze degli angeli, e vi fossero tutti gli angeli e i santi per guidare, difendere e sostenere quelli che vi vogliono camminare; in verità, in verità, io dico audacemente, e dico la verità, che prenderei preferendola a questa via, pur così perfetta, la via immacolata di Maria, via senza alcuna macchia né sporcizia, senza peccato originale né attuale, senza ombre né tenebre; e se il mio amabile Gesù, nella sua gloria, verrà una seconda volta sulla terra (come è certo) per regnarvi, non sceglierà altra via per venire che la divina Maria, per mezzo della quale è venuto così sicuramente e perfettamente la prima volta. La differenza che ci sarà tra la prima e l'ultima venuta è che la prima è stata segreta e nascosta, la seconda sarà gloriosa e sfolgorante; ma tutte e due perfette, perché tutte e due saranno per mezzo di Maria. Ahimè! ecco un mistero che non si comprende: «Hic taceat omnis lingua».

159. 4) Questa devozione alla santissima Vergine è una via sicura per andare a Gesù Cristo e raggiungere la perfezione unendoci a lui:

1) Perché questa pratica che insegno non è nuova; è così antica che, come dice il Boudon, morto da poco in odore di santità, in un libro scritto su questa devozione, non se ne possono fissare con precisione gli inizi; è certo tuttavia che da più di settecento anni se ne trovano tracce nella Chiesa.

Sant'Odilone, abate di Cluny, che visse intorno all'anno 1040, fu uno dei primi a praticarla pubblicamente in Francia, come è indicato nella sua vita.


Ultima modifica di Jean il Mer 18 Feb - 20:03, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Spazio dedicato a MARIA   Mer 18 Feb - 20:02

San Pier Damiani riporta che, l'anno 1076, il beato Marino, suo fratello, si fece schiavo della santissima Vergine, in presenza del suo direttore, in modo molto edificante: si mise la corda al collo, si diede la disciplina e mise sull'altare una somma di denaro come segno della sua consacrazione alla santa Vergine, cosa che continuò così fedelmente per tutta la sua vita che meritò alla sua morte di essere visitato e consolato dalla sua buona Padrona, e di ricevere dalla sua bocca la promessa del paradiso come ricompensa dei suoi servizi.

Cesare Bollando fa menzione di un illustre cavaliere, Vautier de Birbak, parente stretto dei duchi di Lovanio, che, intorno all'anno 1300, fece questa consacrazione di se stesso alla santa Vergine.

Questa devozione è stata praticata da parecchi in privato fino al XVII secolo, quando diventò pubblica.

160. San Simón de Rojas, dell'Ordine della Trinità, detto della redenzione degli schiavi, predicatore del re Filippo III, divulgò questa devozione in tutta la Spagna e la Germania; e ottenne, su istanza di Filippo III, da Gregorio XV, grandi indulgenze per quelli che l'avrebbero praticata.

Il padre de los Rios, dell'Ordine di sant'Agostino, si adoperò con il suo intimo amico san Simón de Rojas a diffondere questa devozione con la predicazione e con gli scritti in Spagna e in Germania; compose un grosso volume intitolato: Hierarchia Mariana, nel quale tratta con grande pietà e altrettanta erudizione dell'antichità, dell'eccellenza e della solidità di questa devozione.

I Padri Teatini, nel secolo scorso, stabilirono questa devozione in Italia.

161. Il padre Stanislao Falacio, della Compagnia di Gesù, promosse meravigliosamente questa devozione in Polonia.

Il padre de los Rios, nel libro citato, riporta i nomi dei principi, principesse, vescovi e cardinali di differenti regni che hanno abbracciato questa devozione.

Il padre Cornelio a Lapide, così raccomandabile per la sua pietà quanto per la sua profonda scienza, avendo ricevuto l'incarico da diversi vescovi e teologi di esaminare questa devozione, dopo averla esaminata ponderatamente, ne fece elogi degni della sua pietà, e parecchi altri grandi personaggi seguirono il suo esempio.

I Padri Gesuiti, sempre zelanti nel servizio della santissima Vergine, presentarono a nome dei congregazionisti di Colonia un piccolo trattato su questa devozione al duca Ferdinando di Baviera, allora arcivescovo di Colonia, il quale lo approvò e diede il permesso di stamparlo, esortando tutti i parroci e i religiosi della sua diocesi a promuovere il più possibile questa solida devozione.

162. Il cardinale de Bérulle, la cui memoria è in benedizione in tutta la Francia, fu uno dei più zelanti nel diffondere in Francia questa devozione, nonostante tutte le calunnie e le persecuzioni che gli mossero i critici e i libertini. Lo accusarono di novità e di superstizione; scrissero e pubblicarono contro di lui un libello diffamatorio e si servirono, o meglio il demonio per mezzo loro, di mille astuzie per impedirgli di diffondere questa devozione in Francia. Ma questo grande e santo uomo rispose alle loro calunnie con la pazienza, e alle loro obiezioni contenute nel libello con un piccolo scritto in cui le confuta con forza, dimostrando che questa devozione si fonda sull'esempio di Gesù Cristo, sugli obblighi che abbiamo verso di lui, e sui voti che abbiamo fatto nel santo battesimo; ed è particolarmente con quest'ultima ragione che chiude la bocca ai suoi avversari, facendo loro vedere che questa consacrazione alla santissima Vergine, e a Gesù Cristo per le mani di lei, non è altro che una perfetta rinnovazione dei voti o promesse del battesimo. Disse molte belle cose su questa pratica, che si possono leggere nelle sue opere.

163. Si possono leggere nel libro del Boudon i diversi papi che hanno approvato questa devozione, i teologi che l'hanno esaminata, e le persecuzioni che ha avuto e vinto, e le migliaia di persone che l'hanno abbracciata, senza che mai nessun papa l'abbia condannata; e non lo si potrebbe fare senza rovesciare i fondamenti del cristianesimo.

È dunque certo che questa devozione non è nuova, e che se non è comune, è perché è troppo preziosa per essere gustata e praticata da tutti.

164. 2) Questa devozione è un mezzo sicuro per andare a Gesù Cristo, perché è proprio della santa Vergine condurci sicuramente a Gesù Cristo, come è proprio di Gesù Cristo condurci sicuramente all'eterno Padre. E gli spirituali non credano falsamente che Maria sia loro di impedimento per giungere all'unione divina. Perché, è mai possibile che colei che ha trovato grazia davanti a Dio per tutti in generale e per ciascuno in particolare, sia di impedimento a un'anima per trovare la grande grazia dell'unione con lui? È mai possibile che colei che è stata tutta piena e sovrabbondante di grazie, così unita e trasformata in Dio da divenirne la madre, impedisca a un'anima di unirsi perfettamente a Dio.

È vero che la vista delle altre creature, anche sante, può forse, in certi momenti, ritardare l'unione divina; ma non Maria, come ho detto e dirò sempre senza stancarmi. Una ragione per cui così poche anime giungono alla pienezza dell'età di Gesù Cristo, è che Maria, che è più che mai la Madre di Gesù Cristo e la Sposa feconda dello Spirito Santo, non è abbastanza formata nei loro cuori. Chi vuole avere il frutto ben maturo e ben formato deve avere l'albero che lo produce; chi vuole avere il frutto di vita, Gesù Cristo, deve avere l'albero della vita, che è Maria. Chi vuole avere in sé l'operazione dello Spirito Santo, deve avere la sua Sposa fedele e indissolubile, la divina Maria, che lo rende fertile e fecondo, come abbiamo detto altrove.

165. Convinciti dunque che più guarderai a Maria nelle tue preghiere, contemplazioni, azioni e sofferenze, se non con uno sguardo distinto e chiaro, almeno con uno sguardo generale e impercettibile, e più perfettamente troverai Gesù Cristo che è sempre con Maria, grande, potente, operante e incomprensibile, e più che in cielo e in qualsiasi altra creatura dell'universo. Così, la divina Maria, tutta perduta in Dio, è ben lontana dal divenire un ostacolo ai perfetti per giungere all'unione con Dio; non c'è mai stata e non ci sarà mai creatura che ci aiuti più efficacemente in questa grande opera, sia per le grazie che ci comunica a questo scopo, nessuno è ricolmo del pensiero di Dio se non per mezzo di lei, dice un santo, sia per le illusioni e gli inganni dello spirito maligno da cui ci difende.

166. Dove c'è Maria, non c'è lo spirito maligno; e uno dei segni più infallibili che si è guidati dallo spirito buono, è essere molto devoti a Maria, pensare spesso a lei e parlarne spesso. È il pensiero di un santo che aggiunge che, come la respirazione è un segno certo che il corpo non è morto, il pensiero frequente e l'invocazione amorosa di Maria è un segno certo che l'anima non è morta per il peccato.

167. Siccome è solo Maria, dice la Chiesa e lo Spirito Santo che la guida, che ha distrutto tutte le eresie: «Tu sola cunctas haereses interemisti in universo mundo»; benché i critici borbottino, mai un fedele devoto di Maria cadrà nell'eresia o nell'illusione almeno formale; potrà errare materialmente, prendere la menzogna per la verità, e lo spirito maligno per il buono, sebbene più difficilmente di un altro; ma conoscerà presto o tardi il suo sbaglio e il suo errore materiale; e quando lo conoscerà, non si ostinerà in alcun modo a credere e a sostenere ciò che aveva creduto vero.

168. Chiunque dunque, senza timore d'illusione, che è comune nelle persone di orazione, vuole avanzare nella via della perfezione e trovare sicuramente e perfettamente Gesù Cristo, abbracci di gran cuore, «corde magno et animo volenti», questa devozione alla santissima Vergine, che forse non aveva ancora conosciuto. Entri nella via eccellente che gli era sconosciuta e che io gli mostro: «Vi mostrerò una via migliore di tutte» (1 Cor 12,31).

È una via tracciata da Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, nostro unico capo, il membro che passa per essa non può ingannarsi. È una via facile, per la pienezza della grazia e dell'unzione dello Spirito Santo che la pervade; non ci si stanca né si indietreggia camminando in essa. È una via breve, che in poco tempo ci conduce a Gesù Cristo. È una via perfetta, dove non c'è fango, non c'è polvere, né la minima sozzura di peccato. Infine è una via sicura, che ci conduce a Gesù Cristo e alla vita eterna in modo diritto e sicuro, senza deviare né a destra né a sinistra.

Entriamo dunque in questa via e camminiamo in essa giorno e notte, fino alla pienezza dell'età di Gesù Cristo.
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