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 Legge dell'Incarnazione e Responsabilità

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Mariangela

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MessaggioTitolo: Legge dell'Incarnazione e Responsabilità   Mar 8 Ago - 19:21

Caro Jean
mi spiegheresti il significato e la correlazione della legge dell'INCARNAZIONE e la responsabilita' dell'uomo?
Grazie per l'attenzione.
mariangela
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Legge dell'Incarnazione e Responsabilità   Mer 9 Ago - 17:28

Mariangela,
Mi fai qui una domanda importantissima. Nel soggetto: "gruppi di preghiera e formazione" avevo, "tra le righe", menzionato questo punto importantissimo, e vedo che l'hai notato. Quindi non stai dormendo.

C'è molto da dire sulla legge dell'Incarnazione, ma cercherò di sintetizzare la cosa e renderla accessibile, appunto per poter viverla.
Mi piace l'impostazione di san Giovanni nel suo Vangelo. Egli la mette in rilievo in un modo chiarissimo e ben "strutturato".

Quando lo si legge, (il Vangelo di Giovanni) si trova dentro affermato in vari modi una verità che a noi sembra molto evidente, mentre in fatti non lo è. Non lo è per i giudei del tempo di Gesù (neanche per i Giudei di oggi, o per i musulmani di oggi). Questa verità è che la seconda persona della Trinità si è incarnata, cioè si è unita ad una natura umana, ha preso: spirito, anima e corpo, è nata da donna, ha cresciuto ecc… questa Incarnazione ha delle conseguenze straordinarie sulla vita umana, sulle relazioni col divino!

Prendiamo un esempio molto semplice: alcuni atti che Gesù fa sono propri della divinità: perdonare i peccati.

Ecco il racconto:
"1Salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. 2Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». 3Allora alcuni scribi cominciarono a pensare: «Costui bestemmia». 4Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? 5Che cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina? 6Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora il paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». 7Ed egli si alzò e andò a casa sua. 8A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini." (Mt 9,1-8 )

Vedi qui la folla che si meraviglia: qualche cosa di divino, qualche cosa che appartiene solo alla sfera del divino è scesa qui con noi, ma meglio ancora: è data agli uomini. Perché vedendo Gesù, vedono in lui un uomo, e hanno ragione. Quindi vedere che questo potere che appartiene solo a Dio (perché è Dio che è maggiormente offeso nel peccato) ormai è esercitato da un uomo è una cosa mai udita.

Quindi è questa la legge dell'Incarnazione: Dio ha mandato il suo Figlio, e costui ha preso carne, ha preso anche (si è unito a) una natura umana! Gesù viene chiamato spesso "il Figlio dell'Uomo", e questa espressione sottolinea la sua natura umana.

In virtù dell'unione delle due nature nell'unica persona di Gesù, le qualità o facoltà di una natura passano all'altra. Solo il divino puo' perdonare, perché è la Natura divina che è offesa. E se la natura umana di Gesù lo fa, è una comunicazione delle facoltà della Natura divina nella natura umana, a causa dell'unità della Persona divina.

Giovanni nel suo vangelo riassume questo dicendo: il Padre ha mandato il Figlio. Ma il Figlio qui, è il Figlio del uomo, Gesù nella sua natura umana (senza separarla dalla natura divina sua).

Questa affermazione che Giovanni cerca di mostrare nel suo vangelo prende tutto l'arco del suo vangelo. Quindi la lettura del suo Vangelo in fatti ci porta a capire bene, a vivere bene il movimento dell'Incarnazione: il Divino è entrato nella sfera dell'Umano e agisce in essa con efficacia, li dà la Vita Eterna. Giovanni lo dice a suo modo nella sua prima conclusione: "30Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. 31Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la Vita nel suo Nome." (Gv 20,30-31)

Cosa significa questa "legge dell'Incarnazione"? Significa molto. Non ho più bisogno di cercare la Divinità nel Cielo, perché la Terra è ormai abitata e piena dal cielo: tutta la pienezza della divinità abita in Gesù. Dio ha messo tutto nel Figlio incarnato. San Paolo lo dice con parole fortissime nella sua lettera ai Colossesi: "È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità" (Col 2,9). Quindi qui, tutta l'Economia del rapporto dell'essere umano con Dio cambia totalmente. Per cercare Dio non posso cortocircuitare Gesù, perché in Gesù c'è la pienezza della divinità in Gesù uomo.

Si possono leggere questi passi da santa Teresa e da san Giovanni della Croce dove spiegono bene il nostro rapporto spirituale, nella preghiera con Dio a chi va indirizzato e se, dopo una certa tappa si tralascia Gesù per il Padre o per la Natura divina o no (ovviamente: no):

Salita del Monte Carmelo: libro secondo, capitoli 19 a 22. Soprattutto il 22. Torneremo a parlare di quel famoso 22.
Santa Teresa di Avila: Vita capitolo 22 e Mansioni 6M7 seste Mansioni Capitolo 7)


Torniamo al nostro discorso.

Quindi il Padre manda il suo Figlio per fare la sua opera. Quindi tutta l'opera della Redenzione, cio' di riportare tutti gli esseri umani a Dio, è il Figlio dell'Uomo che lo fa.

Vediamo Giovanni per esempio nel capitolo 5 dove egli esprime i rapporti tra il Padre e il Figlio dell'uomo (cioè il Figlio, la seconda Persona della Trinità, nella sua natura umana): quindi capitolo 5 a partire del versetto 19, seguiamo le affermazioni di questa missione che il Padre ha dato al Figlio:

Ci manifesta prima l'unita tra il Padre e la Natura umana del Figlio (o se preferiamo, in termini teologici, la relazione dentro il Figlio tra la sua natura divina e la sua natura umana): "19Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla [parla qui della sua natura umana, perché la natura divina del Figlio è totalmente uguale a quella del Padre] se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. [vediamo qui lo sguardo contemplativo di Gesù in quanto uomo] 20Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati. 21Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la Vita a chi vuole; [straordinaria affermazione: è data agli uomini (per usare l'espressione che abbiamo trovato sopra in Matteo sulle labbra della gente) la capacità di dare la Vita Divina! Ma è incredibile questa affermazione!!! Questa è la legge dell'Incarnazione]

22il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, [ancora un'altra affermazione: Dio solo giudica gli esseri umani! Ma qui, Gesù dice che il Padre ha lasciato a lui, in quanto uomo il Giudizio, questo è inaudito in Israële, perché la trascendenza di Dio è cosi grande che è lontanissimo dalla sfera umana] 23perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre [ecco il disegno del Padre, mettendo tutto sottosopra: vuole che il Figlio si onorato ugualmente al Padre. Vuole che la natura umana di Gesù sia ugualmente onorata che la sua natura divina! E tutto a causa del suo progetto di amore di avvicinarsi, di unirsi alla natura umana]. […] 24In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia Parola e crede a colui che mi ha mandato [vedi qui l'affermazione della missione che il Padre da al Figlio], ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita [affermazione straordinaria: qui vive dalla Parola del Figlio, dalle sue Parole che sono Spirito Santo e Vita eterna, non passa più dal giudizio, perché sono le Parole che compiono la trasformazione/divinizzazione]. 25In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. 26Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso [il Figlio dell'Uomo da la vita a chi vuole!! Ecco la legge dell'Incarnazione, e senza il lavoro del Figlio, la vita non ci arriva. Certo il Padre puo' dare, da se stesso, direttamente a chi vuole: pero' ha scelto di darsi a noi, tramite la natura umana del Figlio]; 27e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. 28Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno […] 30Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato." (Gv 5,19…30)

Cristo nell'unità della sua Persona divina, avendo due nature, ha due volontà: una divina, e una umana. Quindi vediamo qui come la missione di Dio per salvare è tutta trasmetta al Figlio. Tutto è concentrato sul Figlio e sulla sua volontà umana. Come cide san Massimo il Confessore, la nostra salvezza è dovuta alla volontà umana di Gesù. Ci ha salvati grazie al lavoro della sua volontà. Si dice questo, perchè si da per scontato che la sua volontà divina voleva salvarci. Pero', Dio aveva scelto di funzionare secondo la Legge dell'Incarnazione, cioè di far dipendere la nostra salvezza dalla volontà della natura umana di Gesù, la volontà del Figlio del uomo! Questo punto è nuovo nella storia, da 2000 anni è nuovo e inaudito! Prima, o altrove, Dio salva direttamente, riporta a se gli uomini senza servirsi di questo mezzo: la volontà umana del Figlio del Uomo.

Ma questa logica dell'Incarnazione, non finisce con la morte, risurrezione et ascensione di Cristo in cielo. Egli ha voluto avere un Corpo, una sposa: Maria. E questo l'abbiamo visto quando abbiamo studiato la parola "Donna" e come Maria è la prima presa dal Costato aperto di Cristo, e da Lei e Lui nascono gli uomini dopo. Quindi il fatto che tutto sia depositato nelle mani di Cristo non significa che lui ne tiene il privileggio e non lo condivide con nessuno! Anzi, è un modo superiore di amare Maria di dare a Lei di partecipare con Lui alla salvezza altrui.

La missione affidatali dal Padre non è riservata solo al Figlio, quindi tutto si ferma con la sua ascenzione al Cielo! Egli ci indica qui cosa diventa la Legge dell'Incarnazione nella sua "assenza" (tra virgolette perchè egli è con noi fino alla fine dei tempi). Egli quando appare agli apostoli, dopo la risurrezione dice una parola importantissima per capire il Vangelo/Messagio di Giovanni: "come il Padre mi ha mandato, anch'io vi mando". Sono parole fortissime! Quindi questo potere di trasmettere la Vita divina, di giudicare, di salvare, di parlare, di trasmettere le sue parole, vi è dato è dato a tutti. "Ogni discepolo ben formato sara' come il suo Maestro". Quindi qui, abbiamo una seconda rivoluzione!

Quindi come la salvezza degli uomini dipende in modo "assoluto" da Cristo, la salvezza dei nostri fratelli dipende in modo "relativo" da noi. Mi spiego: "assoluto" è applicato a Cristo perché egli è Dio e sulla Croce ha compiuto tutto e nella sua vita ha parlato dicendo tutto cio' che era allora necessario da dire. "relativo" qui è da prendere in modo giusto: "relativo" è detto perché tutto è stato compiuto sulla Croce da lui, e nessun essere umano puo' prevalersi di questo. Pero', la salvezza dei nostri fratelli oggi dipende da noi, nel senso dell'applicarla, del farla passare. Ma non lo si fa come strumento morto, come un canale artificiale, si fa essendo vivo in Cristo, lasciando Cristo crescere in noi. Più siamo trasformati in Cristo, più Egli vive e agisce in noi in modo più trasparente e quindi più si salva.

Quindi le due affermazioni di san Paolo sono profondamente legate:
1- "Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me" (arrivare alla maturità, all'età adulta di Cristo)
2- "Completo nella mia carne (nelle mia natura umana) cio' che manca alla passione di Cristo per il suo corpo (gli uomini) (non che manca niente, ma l'applicazione al corpo dei beni della Passione manca e dipende da noi: ecco la nostra responsabilità).

Siamo quindi anche noi strumenti di salvezza per gli altri. La nostra volontà giocca un ruolo capitale nella trasmissione della Salvezza agli altri. Vedi Ivan l'ha detto in un modo bellissimo nella sua intervista: "Per questa ragione la prioritá dei gruppi di preghiera deve essere quella di TENDERE ALLA SANTITA' di modo che la loro preghiera diventi canale aperto per far scorrere liberamente lo Spirito Santo e lasciarLo riversare sulla terra."

Quindi, lo spargersi dello Spirito Santo nel mondo dipende da noi! E la nostra capacità (trasparenza) in questo "movimento" (fatto di spargere) dipende dalla qualità della nostra trasformazione/divinizzazione: cioè della nostra santità. Vediamo qui l'urgenza di questa trasformazione per il bene anche altrui.

Santa Teresina lo esprime a suo modo:
"Cos'è dunque chiedere di essere Attirata, se non unirsi in modo intimo all'oggetto che avvince il cuore? Se il fuoco e il ferro avessero intelligenza e quest'ultimo dicesse all'altro: Attirami, dimostrerebbe che desidera identificarsi al fuoco in modo che questo lo penetri [36r°] e lo impregni con la sua sostanza bruciante e sembri formare una cosa sola con lui. Madre amata, ecco la mia preghiera, chiedo a Gesù di attirarmi nelle fiamme del suo amore, di unirmi così strettamente a Lui, in modo che Egli viva ed agisca in me. Sento che quanto più il fuoco dell'amore infiammerà il mio cuore, quanto più dirò: Attirami, tanto più le anime che si avvicineranno a me (povero piccolo rottame di ferro inutile, se mi allontanassi dal braciere divino), correranno rapidamente all'effluvio dei profumi del loro Amato, perché un'anima infiammata di amore non può restare inattiva, certo come Santa Maddalena resta ai piedi di Gesù, ascolta la sua parola dolce ed infuocata. Sembrandole di non dare niente, dà molto di più di Marta che si agita per molte cose e vorrebbe che la sorella l'imitasse." (fine Manoscritto C)

Tutto questo per riprendere in modo profondo le parole di Gesù: "Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo" (Gv 20,21-22) Siamo chiamati ad approfondire la responsabilità che Gesù in quanto uomo ha avuto per la Salvezza, e siccome Egli è il nostro modello, cerchiamo di fare come lui, per non solo prolungare la sua opera sulla Terra, ma applicarla agli altri, cioè trasmetterla agli altri. Più siamo trasformati in Lui, più il modo di trasmettere diventa divino. Perché c'è molto dell'umano nell'apostolato che è chiamato ad essere trasformato.

_________________ (vedi sotto la continuazione)________________


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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Legge dell'Incarnazione e Responsabilità   Mer 9 Ago - 17:30

________________(continuazione di sopra)________________

Quindi la legge dell'incarnazione è questa, la salvezza nostra è stata affidata alla volontà umana di Cristo, e dopo Egli ce l'ha affidata! Quindi la salvezza del tuo fratello dipende da te, nel senso di trasmetterla. Spetta a lui riceverla certo, e la sua libertà è salva, ma chi la presenta a lui, chi bussa alla porta del suo cuore? Ecc. E' un più grande segno dell'Amore di Cristo per te non solo di amarti come una Fidanzata, ma di fare di te una Sposa, cioè persona capace di generare per Lui dei Figli.

Quindi amare è dare tutto e poi darsi, ma è anche dare l'Amore agli altri, trasmettere lo Spirito Santo, come un Sole invisibile, chi irradia il mondo intero. E' questa la responsabilità della Sposa di Cristo.

Tutto questo è l'essenza del Concilio Vaticano II. Appunto i documenti del Concilio lo riassumono in questa espressione enigmatica: "la Chiesa è sacramento di Salvezza". Tu sei Chiesa, perché tu sei corpo di Cristo. Quindi, come membro del Corpo di Cristo, tu sei chiamata ad essere "sacramento di salvezza" del tuo prossimo. Ecco la legge dell'Incarnazione, ed ecco la responsabilità che ne scaturisce.

C'è molto da dire. Leggi con grandissima attenzione il capitolo 22 del libro 2 della Salita del Monte Carmelo. E' da studiare.

_______

Torno al discorso di origine della tua domanda di questa menzione della legge e della nostra responsabilità: Dio aspetta il muoversi della nostra volontà e nostra risposta alla sua chiamata per dare le grazie agli altri! E' forte e grave questa affermazione! Dio non dà se non mi muovo! Quindi la Chiesa si impoverisce se non mi muovo! Dico la chiesa, posso dire il mondo intero, perché Gesù è morto per tutti, non è morto per chi va a chiesa! Sarebbe un peccato grave di crederlo, chiudendo cosi la salvezza in un cerchio di eletti!

E' per questa ragione che ho detto: ragazzi, c'è molto da fare al livello dell'insegnamento della vita spirituale! Abbiamo tesori infiniti sepolti sotto la sabbia di 2000 anni di Doni da parte di Dio, e se non ci moviamo, il mondo si impoverisce in un modo gravissimo perché la povertà spirituale provoca tutti i tipi di malattie dell'anima e dello spirito. Dicevo e gridavo la verità seguente: se tu hai un insegnamento preziosissimo sulla vita spirituale e non fai lo sforzo di viverlo, ma non solo, di capirlo, di digerirlo anche nella mente, nella tua cultura di oggi, se non fai lo sforzo di spargerlo, DIO NON DARA' LE SUE GRAZIE. Stai privando Dio di comunicarsi e gli altri di ricevere! Questo è il legame tra legge dell'Incarnazione e Responsabilità nostra! C'è tanta pigrizia e pigrizia a questo livello. Si dice sempre e l'ho sentito mille volte: "il Signore provvederà", "lo Spirito Santo provvederà", "Dio non ci lascerà" "non lascia mai la sua chiesa"! Ma questa è somma pigrizia! E tu cosa hai fatto? Hai fatto la tua parte nella salvezza del tuo prossimo? L'hai fatto in modo integrativo trasformante, o artificiale strumentale? Perché lo Strumento deve essere santo, cosi Cristo vive e agisce in lui! Santa Tersina dice: è questa la mia preghiera, che Cristo viene e viva e agisca in me!

Se la chiesa, se noi che siamo chiesa non diventiamo santi, se noi non diventiamo esperti nelle vie che portano alla santità, non siamo più sacramenti vivi di salvezza per gli altri, ma statue! Dire Dio farà, è tentare Dio ed è un peccato grave!

E' per questa ragione che Maria non dà di più nelle sue apparizioni a Medj. Per un conoscitore della Mistica cristiana e lettore dei messaggi di Maria sulla preghiera si stupisce grandemente del poco che lei da! Quando abbiamo libri pieni pieni di cose straordinarie sulla preghiera!

Maria non dà, appunto perché Dio è il primo a rispettare la legge dell'Incarnazione e le sue conseguenze. Spetta a noi di dare, di prendere questo insegnamento già depositato nella chiesa, di capirlo, di viverlo e di integrarlo culturalmente con il linguaggio di oggi e di trasmetterlo con tutti i mezzi! Perché non ci sono corsi di vita spirituale, di mistica sulla TV? Non ho risposta! Gli iraniani lo fanno, perché noi pigri cristiani non lo facciamo? Forse non viviamo queste cose e allora non crediamo più nella potenza di queste cose, o non crediamo più che sono cose che possono essere vissute oggi.

La Grazia di Dio aspetta l'insegnamento per darsi! Vedi l'umiltà di Dio. Dio da in modo sincronizzato le sue grazie ordinarie con l'insegnamento. Il Papa Giovanni Paolo secondo l'ha capito e ha costantemente insegnato. Ma non ha insegnato la vita spirituale, l'ha fatto "en passant"! Mentre qui, in questo Forum non ci interessiamo dall'insegnamento della vita spirituale, della mistica, che è dono per tutti. Ci interessiamo della Tradizione Mistica Viva Cristiana.

Dio, è cosi umile e rispetta cosi fortemente la legge dell'Incarnazione che non da le sue grazie di unione se nessuno ne parla! E' questa la Logica dell'Incarnazione.

Quindi il cammino lo ripeto è: se tu hai un Insegnamento preziosissimo sulla vita spirituale, fai lo sforzo di viverlo con tutto il tuo essere, ma non solo (si non solo), di capirlo anche (è carità per il prossimo), di digerirlo anche nella mente (è carità per il prossimo), nella tua cultura di oggi (è carità per il prossimo chè è povero e aspetta il cibo da te), fai lo sforzo di spargerlo.

La povertà, l'ho già detto nell'ultimo ritiro di Caravate, non è solo povertà materiale alla quale si applicano le opere di misericordia: "Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi." (Mt 25,35-36) ma la povertà terribile di oggi è una povertà di vita spirituale, di insegnamento di vita spirituale. Si parla di tutto, di dogma, di liturgia, di morale, dei poveri, di tutti i problemi ma non si parla abbastanza di vera Vita Spirituale! La si tratta in modo molto debole e amatoriale! È vergogna! E' vuoto. Le opere di misericordia lo ripeto sono di due tipi: materiale e spirituale. Quindi lo stesso tremendo Vangelo che ho appena citato va applicato anche al cibo spirituale, al vestito spirituale, alle prigioni spirituali.

Il Santo Padre Benedetto, nella sua Prima Enciclica ci ha mostrato la strada richiamando alla nostra attenzione la Tradizione Mistica Cristiana. E ha detto bene che prima della morale, del dogma e della liturgia (senza negarli) c'è la vita Mistica!

Quindi è nostro dovere di sapere che il cibo spirituale non va dato ai nostri fratelli se non ci muoviamo! E la Madonna continuerà a dare delle "bricciole", perché Dio non permette in visioni o rivelazione o apparizioni di dare insegnamenti che esistono già, ma che i pigri non vogliono aprire e vivere! Queste parole risuonano oggi in un modo fortissimo: "ho avuto fame [di cibo spirituale] e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete [di bevanda spirituale] e non mi avete dato da bere; 43ero forestiero [spiritualmente] e non mi avete ospitato, nudo [spiritualmente] e non mi avete vestito, malato [spiritualmente] e in carcere [spirituale] e non mi avete visitato"

La scienza che porta con se queste grazie che Dio vuol dare è la Mistica! Va studiata, va integrata e va insegnata, va sparsa in tutto il mondo, con tutte le nostre forze.

Spero di essere stato chiaro. Ma c'è molto da dire a proposito di questo legame tra legge dell'Incarnazione e la nostra responsabilità.
Chi vuol capire capirà.
A presto
Jean


Ultima modifica di il Mer 9 Ago - 17:58, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: Legge dell'Incarnazione e Responsabilità   Mer 9 Ago - 17:33

Ecco qui un passo di un libro di P Marie Eugène del Bambino Gesù ocd sulla legge dell'Incarnazione:

La Legge dell’Incarnazione


Per costruire la Chiesa, Dio Padre ha inviato suo Figlio che si è incarnato. Il Verbo è venuto tra noi, si è fatto come uno di noi, ha preso un corpo. Si è annientato, ci ha detto l’apostolo Paolo; senza rinunciare alla Divinità, ne ha nascosto tutti i privilegi esteriori ed è venuto tra noi. Ha condiviso la nostra debolezza, si è sviluppato come un bambino, come un adolescente, come un uomo; ha conosciuto le nostre sofferenze e la morte.

L’epistola agli Ebrei insiste su questa rassomiglianza perfetta che Cristo ha voluto assumere. L’epistola dice che noi non abbiamo un pontefice, un sacerdote che non è in grado di compatire le nostre sofferenze; Egli ha conosciuto le nostre debolezze e la nostra sofferenza, ha conosciuto tutto della natura umana tranne il peccato. Ha imparato dolorosamente anche l’obbedienza, questa obbedienza che gli ha permesso di essere il nostro Salvatore.

Il Verbo incarnato, a Nazareth, è stato bambino prima e poi operaio, quindi, come predicatore, si è mescolato alla folla, è stato come uno di noi. Anche se i suoi concittadini di Nazareth, quando l’hanno visto in cattedra nella sinagoga e l’hanno sentito proclamarsi Messia, non hanno voluto prestargli fede, a tal punto erano abituati a vedere Gesù di Nazareth come uno di loro, figlio di Maria e di Giuseppe.

Questa legge dell’Incarnazione, che ha presieduto alla fondazione della Chiesa, sarà anche una legge dell’edificazione del Corpo Mistico di Cristo. Lo Spirito Santo agirà a volte in modo straordinario. Agirà nelle anime con la sua luce, le sue mozioni; farà anche accadere degli avvenimenti straordinari, dei miracoli. Ma abitualmente, tuttavia, Egli agirà sempre attraverso degli strumenti, attraverso degli uomini che si incarneranno nell’ambiente sul quale devono agire.

Gesù stesso, prima di salire al Cielo, invia i suoi Apostoli. Egli li ha scelti e li ha formati, promette loro lo Spirito Santo e dice loro: "Come il Padre ha inviato me, così io invio voi". La parola di Gesù è una parola in senso pieno: "Voi avete visto come io stesso mi sono incarnato, mescolato agli uomini, come io sono vissuto in mezzo a loro, condividendo la loro sofferenza, il loro lavoro, il loro pane quotidiano e le loro gioie; fate la stessa cos. Io vi invio come il Padre mio ha inviato me. Andate e predicate in tutte le nazioni".

Infatti gli apostoli stessi si sono incarnati, per così dire, nel luogo in cui sono penetrati. Noi seguiamo abbastanza da vicino la vita dell'apostolo Paolo, attarverso i suoi viaggi apostolici. Noi lo vediamo incarnarsi nei luoghi in cui passa, a Corinto, ad Antiochia, in Asia Minore, infine a Roma. Si tratta di una presenza reale, che non è solo una presenza lontana ma, per usare l'espressione impiegata attualmente, una vera incarnazione.

Eppure, attraverso i secoli, la Chiesa, che conosce bene la propria potenza, che sa che porta in sè lo spirito Santo con tutta la sua potenza, invierà ugualmente i suoi apostoli ed i suoi missionari attraverso il mondo. Non appena si scopre una parte di mondo, subito la Chiesa vi manda i suoi missionari.Ella vuole essere là, e non solo attraverso un missionario che annuncia la verità ed amministra i sacramenti; ella vuole essere presente completamente come Cristo totale, come Cristo mistico. Ella vuole essere là con tutti i suoi stati di di vita, anche con i suoi monasteri contemplativi, che mostrano la loro ricchezza interiore e la sua potenza spirituale.

In ogni istante, quindi, la Chiesa si incarna, ella vuole essere effettivamente presente ed ella lo è attualmente in tutte le parti del mondo. Ella soffre molto, e considera come una persecuzione il fatto di venire cacciata da un paese dove non può essere presente come Chiesa.

Noi vediamo in questa nostra epoca questa preoccupazione della Chiesa di incarnarsi. Lo stesso Pontefice, per "incarnare" ancor di più la Chiesa, per così dire, non esita a creare nuove forme di istituti religiosi, che permetteranno all'elite dei suoi membri di vivere la vita di tutti i cristiani ed anche di tutti gli uomini.

(Padre Maria Eugenio del bambino Gesù, "Al soffio dello Spirito")


Ultima modifica di il Mer 22 Nov - 3:26, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Jean   Ven 25 Ago - 18:00

Caro Jean,
la tua risposta e' come sempre profonda, chiara e stimolante.
Mi sembra di capire che la legge dell'Incarnazione sia un GRANDE DONO D'AMORE.
Hai detto: - " E' Dio che ha scelto di funzionare in questo modo e ha affidato la nostra Salvezza alla volonta' umana di Gesu'. - La Missione che il Padre ha affidato al Figlio la da ad ogni discepolo ben formato e disposto a lasciarsi "usare" come canale vivo in Cristo, lasciando Cristo crescere in lui, come Strumento di Salvezza. "
Mi chiedo:
- Nella relazione con Dio cosa succede all'uomo che comprende la legge dell'Inc. ma si ferma solo alla pura conoscenza?
- E l'uomo che crede, ma non risponde alla Sua Chiamata di Salvezza?
- Dio continuera' a rispettare la liberta' dell'uomo?
- L'uomo convinto di tale legge, quanta volonta' deve applicare per trasformare la sua modalita' umana?
- Aderire al Suo Progetto d'Amore, vuol dire entrare nel dinamismo interiore, nella stessa sinergia?

Ti ringrazio anticipatamente.
mariangela
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MessaggioTitolo: Re: Legge dell'Incarnazione e Responsabilità   Mer 6 Set - 15:30

Cara Mariangela,
con un po di ritardo (vacanze/riposo) rispondo alle tue domande:

- Nella relazione con Dio cosa succede all'uomo che comprende la legge dell'Inc. ma si ferma solo alla pura conoscenza?

Come sempre, la pura conoscenza, senza la pratica non serve, nel senso che se mi decido di andare a Roma e mi trovo a Milano, non mi serva di fermarmi per strada a Bologna o a Firenze. Firenze è una bella città, la conoscenza è una bellissima città, ma non si puo' fermare nel contemplare la cosa da lontano, di parlare di Dio, di essere in estasi estetica davanti alla cosa! Quindi la persona che non cresce spiritualmente non puo' arrivare a maturità come l'albero e quindi non puo' dare dei frutti. E' la stessa domanda: cosa succede all'uomo che comprende che Gesù sulla Croce gli offre l'Unione con Dio ma si ferma alla sola conoscenza? Niente accade per lui, e niente per gli altri che poteva salvare.

Non si va mai in cielo (all'unione con Dio) da solo. Ecco cosa dice santa Teresa:

"Sono infatti persuasa che, se con la grazia di Dio il principiante si sforza di arrivare alla vetta della perfezione, entrerà in cielo non già da solo, ma portandosi dietro molta gente, come buon capitano a cui Dio abbia affidato un forte esercito. Perciò il demonio gli pone innanzi tante difficoltà e pericoli che per non tornare indietro ha bisogno di non poco coraggio e di uno specialissimo aiuto di Dio." (Vita 11,4)

- E l'uomo che crede, ma non risponde alla Sua Chiamata di Salvezza?

Come l'ho accennato sopra, le due domande sono una sola domanda: chiedere all'albero di arrivare a maturità (unione con Dio) o a partecipare alla salvezza altrui (dare dei frutti) è una sola cosa! L'energia va indirizzata verso la Crescita.

Se non risponde assomiglia a tanti esseri umani che nascono e muoiono, che a volte anche neanche nascono! Mi meraviglio sempre che certa gente diventa molto fanatica del proteggere l'essere umano prima della nascita (controabortisti), ma non si chiedono mai una volta nella loro vita sull'unione con Dio! Ma l'essere abortito per esempio è un essere che non arriva a compimento fisicamente, psichicamente e culturalmente, non arriva all'età adulta per prendersi in mando. Siamo ovviamento più che d'accordo che questo è gravissimo di fermare la crescita dell'esere umano, perché nessuno ha potere sulla vita! Ma è ovvio questo! Ma poniamoci – come tu lo stai facendo – l'altra domanda: l'essere umano che non arriva alla piena statura di Cristo, cosa li succede? E tutta la fecondità che poteva avere, cosa ne accade? La stessa cosa: niente! Se Dio ti affida il Dono della Vita o dell'Unione con Dio, è un Dono fragile perché è messo in mani fragili: le nostre.

Allora, come c'è gente che manifesta "contro l'aborto", mi piacerebbe avere anche dei "fanatici" dell'altro crimine: non arrivar a compimento spirituale, non avere i mezzi sufficienti per arrivarci!

E per cominciare, bisogna cominciare con la Scienza che ci porta li! E' al servizio della crescita, come il Medico è al servizio della crescita del Feto, del Bimbo. Abbiamo passato secoli basandoci sulle 3 prime parte del Catechismo, ma siamo molto deboli nella quarta! E purtroppo – come lo sottolinea con un'audacia inconsueta il santo Padre nella sua prima Enciclica – è la quarta parte (la Scienza dell'Amore, la Teologia spirituale, la Scienza dell'esperienza di Dio, la Mistica) è la Fonte dalla quale zampilla la vita e irriga le altre 3 parti del Catechismo!

Allora, facciamo una manifestazione per le strade delle città, per dire: basta aborti spirituali! Ma il problema è che non c'è abbastanza coscienza tra di noi sul significato (drammatico) dei contenuti di una tale manifestazione.

- Dio continuera' a rispettare la liberta' dell'uomo?

cheers Mais oui, mais bien sûr! Sempre! Fino alla fine! Dio è Dio, non è un uomo! Ma, ma: creiamo dei disordini tremendi e un indebolimento tremendo e il flagello dell'Islam crescerà, perché al meno egli ferma questa "discesa agli inferi" che noi cristiani negligenti stiamo creando. Ferma, ma non da' rimedio!

Ogni volta nella storia che il Cristianesimo si è indebolito, abbiamo avuto l'Islam. Appunto perché, creando un vuoto, l'Islam viene a riempirlo.
Ma queste sono posizioni miei, non della Chiesa! C'è bisogno di molta umiltà per dire questo.

Ma siamo noi ad aver creato il vuoto e il disordine che attira l'Islam e lo chiama. L'Islam è un po come la legge dell'Antico Testamento. (ma tutto questo sono mie riflessioni, risultato di anni di preghiera, riflessioni e gridi verso Dio).

- L'uomo convinto di tale legge, quanta volonta' deve applicare per trasformare la sua modalita' umana?

Basta a l'uomo di realizzare la sua crescita spirituale come viene descritta dai 3 Dottori mistici. Ad un certo punto (lo vedremo nel Corso di ottobre) Dio prende in mano la questione della Crescita. L'ho spiegato anche in "Quale Cristianesimo?" che deve essere meditato ogni giorno!
E' un rapporto 1 a 100 come dice nostro Signore, 1 è il nostro sforzo, pieno, tutto il nostro cuore, tutta la nostra energia, e 100 l'intervento di Dio. Quindi 1 è poco ma senza questo 1 non vengono i 100 di Dio! E la modalità divina è 101 (1+100).

Se uno fa bene la sua lectio (ascolta Gesù ogni giorno) e fa bene la sua preghiera del cuore, ma il passar di alcuni mesi lo trava già molto trasformato. Senza queste due gambe, non posso garantire una crescita seria e regolare, e non posso garantire la venuta di questo momento dove Iddio prende in Mano la crescita e fa passare alla modalità Divina!
Va meditata bene questa risposta!!!!!

- Aderire al Suo Progetto d'Amore, vuol dire entrare nel dinamismo interiore, nella stessa sinergia?

cheers Mais oui, certo. Il Suo progetto è un dinamismo dello Spirito che comincia a lavorare per purificare, trasformare l'essere umano in Dio, divinizzarlo. Abbiamo bisogno di mettere la mano in quella di Dio e corrispondere alla Sua Azione: Lectio e PC sono le gambe per corrispondere, ascoltare, seguire Gesù.

Non mi stancherò mai, fino alla mia morte di ripetere l'importanza della Lectio vera e praticata ogni Giorno, come vero cibo quotidiano, e la Preghiera del Cuore, praticata come cibo profondo e diretto di Dio in noi. Sono semplicemente la Messa resa commestibile, mangiabile.

A presto Mariangela
Jean
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MessaggioTitolo: Re: Legge dell'Incarnazione e Responsabilità   

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