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 I gioielli del Gioielliere

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Jean
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MessaggioTitolo: I gioielli del Gioielliere   Gio 28 Set - 17:14

I gioielli del Gioielliere
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A causa di circostanze inaspettate, ieri mi trovavo in mezzo ad una vendita di gioielli, in un posto pubblico, dove tanta gente passa! Per una persona come me, è una cosa assai buffa, inconsueta, che non accettavo facilmente! Dovendomi essere li per ragioni di beneficenza, ho cercato di usare questo momento, cosi apparentemente ozioso, per meditare, pensare, pregare.

Devo dire che questi gioielli sono allo stesso tempo di una qualità ottima, e di un gusto inconsueto, creativo, ma molto molto bello. Di conseguenza la gente era molto attratta, e siccome i prezzi erano molto buoni, la gente comprava.

Cio' che ho notato e che mi ha molto colpito è l'attrazione che la gente provava per questi gioielli! E, dentro di me, mi dicevo: "i gioielli di Dio (le grazie che ci dà e che vuol darci) sono ancora più belli di questi! Come mai, noi esseri umani, non siamone cosi interessati come queste persone lo sono da questi gioielli?"

Diversi pensieri allora mi sono venuti:

- Il Padre di santa Teresina era gioielliere. E ne ha fatto particolarmente 5 (le sue figlie), e specialmente santa Teresina.

- Ma anche, nelle visioni di santa Teresa di Avila, quando riceve certe grazie, lei si vede vestita di vestiti di grande qualità e prezzo, e soprattutto adorna di gioielli di grande bellezza (e prende il tempo di descriverli)!

- San Giovanni della Croce, descrive tutta la parte del Fidanzamento spirituale (che vedremo nel Terzo livello) come delle visite dello Spirito Santo, che adorna la futura Sposa, preparandola per il Matrimonio Spirituale. E questi "gioielli" sono di fatti delle grazie che lo Spirito ci comunica per prepararci, dopo la purificazione, per sopportare l'Unione con il Dio-Increato.

Ieri, guardando questi gioielli, come erano belli, mi dicevo: "quante le grazie di Dio saranno ancora un milione di volte più belle!"

- Giovanni della Croce dice che il Credo, è come un gioiello di oro, coperto di argento. L'argento essendo le parole che usiamo, ma interiormente, queste parole ci danno l'Oro che è Dio, rinchiuso in queste Parole Divine.

Si capisce la mia pena: "perché Signore non siamo cosi attratti da te, come queste persone lo erano da questi belli gioielli? E tu sei un bene eterno, il Bene Eterno." Mi bastava di vedere lo sguardo di queste persone ieri come si illuminava davanti a questi gioielli di un giorno, come si esclamavano meravigliandosi affraid davanti alla Bellezza! E avevano ragione perché erano davvero belli, e mi dicevo: "Perché Signore non vediamo e non gustiamo la Bellezza delle Grazie che vuoi darci, perché non pensiamo a "comprare" questi gioielli?"

Ecco che il Maestro ci parla di gioielli: "c'era una persona che cercava una Perla rara… e quando l'ha trovata, ha venduto tutto per acquistarla"!

Perché, e come mai, siamo cosi attratti da gioielli terrestri, e la Bellezza divina non ci attrae cosi fortemente? Come mai abbiamo perso la capacità di meravigliarsi affraid davanti alla Bellezza divina sunny ? Perché tutt'un mondo vero e reale, è cosi assente della nostra vita?! È come aver sbagliato stanza! Viviamo nella stanza sbagliata dove sono esposti oggetti attraenti, ma oggetti sbagliati! Santa Teresina, prima di morire lo diceva bene: noi, esseri umani, non sappiamo bene combinare le cose, le cose nostre sono sfasciate.

I nostri occhi non sanno più vedere le cose invisibili (della stanza interiore), le cose interiori, le cose spirituali. Si nota qui come il nostro sguardo contemplativo, come la nostra capacità contemplativa è rivolta verso l'esterno, non verso il mondo interiore. E questo dramma non tocca solo i laici! Il grande genio di santa Teresa di Avila, è di avere ridotto lo spazio contemplativo esteriore per le sue suore (quando si pensa che le ha rinchiuse in un monastero piccolo, con un piccolo giardino, e dal quale si esce solo morto), e ha aperto a loro con i suoi libri, con il suo insegnamento, un mondo immenso, di beni veri, autentici, da sperimentare, un Giardino divino, interiore, dove, liberamente le sue suore potevano muoversi quando, quanto e come lo volevano. Il libro delle Mansioni è un capo lavoro, perché ci proposto un luogo "fisico" (la fisica della Mistica) nel quale veramente ci si puo' muovere. Questa è una rivoluzione geniale, perché ha orientato lo sguardo delle sue sorelle verso questo mondo interiore.

"Ti cercavo fuori dice sant'Agostino, e tu eri dentro". E "entrando dentro, salgo verso di Te"! Non basta entrare, sarebbe intimismo. E' importante andare verso di lui, se no, sarebbe essere dentro, ma con se stesso, non con Lui. Non è intimismo, ma è entrare nella stanza interiore dove Gesù abita! Non è un incontrare se stesso, perdendo tempo e immaginandosi delle cose, ma è entrare dentro, chiudere gli occhi esterni, per aprire gli occhi interiori, gli occhi dell'anima, e Vedere Lo Sposo che chiama, e seguirlo fino alla Stanza nuziale.
E' veramente sperimentare una moltitudine di gioielli, contemplarli, goderne e ringraziare Dio per essi. Ma lo scopo è di raggiungere lo Sposo nella sua stanza! Ecco la liberazione vera.

Quindi il genio di santa Teresa è di averci presentato la "Geografia interiore" di un mondo a noi sconosciuto! E poi, lei lo dice sempre: è una questione di esperienza! E chi non ha l'esperienza tutto li sembrerà arabo (diceva lei).

Chi segue santa Teresa di Avila non puo' errare mai. Se lei intensifica la nostra capacità contemplativa, svegliando il nostro sguardo interiore verso i veri beni che rimangono, se lei ci offre una esperienza vera e colmante, perché non seguirla?

I gioielli che lei ci descrive, tutte le grazie che lo Sposo è pronto da dare, perché non esserne meravigliati, perché non desiderarli, perché non cercare il denaro vero per comprarli: il dono di se?
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: I gioielli del Gioielliere   Gio 28 Set - 17:24

Per aiutare la capacità visiva/contemplativa


L'arte delle Icone, che è Teologia, che è contemplazione, è uno dei Gioielli offerti da parte di Cristo alla sua Chiesa, un arte totalmente contemplativo, che apre gli occhi al mondo interiore, allena gli occhi contemplativi, ravviva i muscoli contemplativi! E' urgente approfondire questa Teologia (teoria: contemplazione)… L'oriente Cristiano qui ha un messaggio di grande urgenza contemplativa per noi: le Icone.

La vista consuma molto dall'energia del cervello, e dell'attenzione dell'anima (intelligenza). Le Icone sono la Medicina per i nostri occhi ormai rivolti quasi sempre verso l'esterno. L'Icona, è una Grazia, un Gioiello dato da Cristo, prolungamento dell'Incarnazione tra di noi, una Medicina che guarisce i nostri occhi e le orienta rivolgendoli verso gli "oggetti" veri da contemplare. Contemplazione che nutre, apre, da pace, e chiarezza visiva.

Una Chiesa vuota di oggetti e mezzi contemplativi (le Icone sono un mezzo regale) è una Chiesa minacciata di sparizione (spiritualmente parlando).

1162 “La bellezza e il colore delle immagini sono uno stimolo per la mia preghiera. È una festa per i miei occhi, così come lo spettacolo della campagna sprona il mio cuore a rendere gloria a Dio” [San Giovanni Damasceno, De sacris imaginibus orationes, 1, 27: PG 94, 1268B]. La contemplazione delle sante icone, unita alla meditazione della Parola di Dio e al canto degli inni liturgici, entra nell'armonia dei segni della celebrazione in modo che il mistero celebrato si imprima nella memoria del cuore e si esprima poi nella novità di vita dei fedeli. (CCC 1162)
L'Icona esprime il mondo nuovo del fedele, il mondo interiore.

Ecco questa parola profonda: "Incarnandosi, il Figlio di Dio ha inaugurato una nuova “economia” delle immagini." (CCC 2131) Quindi ha pietà della nostra capacità visiva ammalata (e uscita fuori), e ci offre, come Buon Medico, oggetti da guardare! Non si puo' disdegnare una medicina che l'Incarnazione ci ha portato senza rischiare di perdere molto spiritualmente.

La capacità visiva dell'essere umano è ammalata, sviata dal momento della caduta: Eva è attratta dai frutti dell'Albero. I suoi occhi sono sedotti. Adamo anche ovviamente. I loro occhi si aprirono verso la stanza sbagliata, il mondo di fuori. Agostino dirà: le tenebre di fuori.

Ecco che la Chiesa ricorda anche il ruolo delle Icone nella casa, come strumento di preghiera e di interiorizzazione dello sguardo interiore che permette di entrare e di trovare Dio nel nostro cuore:
"- per la preghiera personale, questo luogo può essere un “angolo di preghiera”, con la Sacra Scrittura e delle icone, per essere là, “nel segreto” davanti al nostro Padre [Cf Mt 6,6 ]. In una famiglia cristiana, questa specie di piccolo oratorio favorisce la preghiera in comune;" (CCC 2691)

Ma è vero anche che se lo sguardo contemplativo è sano, i due grandi libri si aprono più facilmente: la Sacra Scrittura e la Natura.

Ecco gli altri passi sulle Immagini nel Catechismo:

Le sacre immagini

1159 La sacra immagine, l'Icona liturgica, rappresenta soprattutto Cristo. Essa non può rappresentare il Dio invisibile e incomprensibile; è stata l'Incarnazione del Figlio di Dio ad inaugurare una nuova “economia” delle immagini:

Un tempo Dio, non avendo né corpo, né figura, non poteva in alcun modo essere rappresentato da una immagine. Ma ora che si è fatto vedere nella carne e che ha vissuto con gli uomini, posso fare una immagine di ciò che ho visto di Dio. . . A viso scoperto, noi contempliamo la gloria del Signore [San Giovanni Damasceno, De sacris imaginibus orationes, 1, 16: PG 96, 1245A].

1160 L'iconografia cristiana trascrive attraverso l'immagine il messaggio evangelico che la Sacra Scrittura trasmette attraverso la Parola. Immagine e Parola si illuminano a vicenda:

In poche parole, noi intendiamo custodire gelosamente intatte tutte le tradizioni della Chiesa, sia scritte che orali. Una di queste riguarda la raffigurazione del modello mediante una immagine, in quanto si accordi con la lettera del messaggio evangelico, in quanto serva a confermare la vera e non fantomatica Incarnazione del Verbo di Dio e procuri a noi analogo vantaggio, perché le cose rinviano l'una all'altra in ciò che raffigurano come in ciò che senza ambiguità esse significano [Concilio di Nicea II: Conciliorum oecumenicorum decreta, 111].

1161 Tutti i segni della celebrazione liturgica sono riferiti a Cristo: lo sono anche le sacre immagini della Santa Madre di Dio e dei Santi, poiché significano Cristo che in loro è glorificato. Esse manifestano “il nugolo di testimoni” ( Eb 12,1 ) che continuano a partecipare alla salvezza del mondo e ai quali noi siamo uniti, soprattutto nella celebrazione sacramentale. Attraverso le loro icone, si rivela alla nostra fede l'uomo creato “a immagine di Dio”, e trasfigurato “a sua somiglianza”, [Cf Rm 8,29; 1161 1Gv 3,2 ] come pure gli angeli, anch'essi ricapitolati in Cristo:

Procedendo sulla via regia, seguendo la dottrina divinamente ispirata dei nostri santi padri e la tradizione della Chiesa cattolica - riconosciamo, infatti, che lo Spirito Santo abita in essa - noi definiamo con ogni rigore e cura che, a somiglianza della raffigurazione della croce preziosa e vivificante, così le venerande e sante immagini, sia dipinte che in mosaico o in quasiasi altro materiale adatto, debbono essere esposte nelle sante chiese di Dio, sulle sacre suppellettili, sui sacri paramenti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle vie; siano esse l'immagine del signore Dio e salvatore nostro Gesù Cristo, o quella dell'immacolata signora nostra, la santa Madre di Dio, dei santi angeli, di tutti i santi e giusti [Concilio di Nicea II: Denz. -Schönm., 600].
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