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 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)

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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 22 Gen - 17:37

Carissima Emanuela,
grazie per questa tua domanda, perchè riporta l'attenzione sui due tipi di contemplazione di cui parla Jean: quella che avviene nell'anima (nell'intelletto) tipica della Lectio e quella che aviene nello spirito, tipica della Preghiera del cuore.
Non c'è abbastanza chiarezza sulla differenza tra questi due tipi di contemplazione e quindi penso che sia molto utile parlarne.
A tal proposito vorrei riportare un brano tratto da un testo del Cardinal Martini (Perchè Gesù parlava in parabole, EDB-EMI, 1985, pp. 110-111):

"La preghiera che parte dal testo tende a diventare contemplatio, contemplazione. Dimenticando i particolari si contempla il mistero di Dio che è il cuore di ogni pagina della Bibbia, il mistero della Trinità, il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Si contempla in un colloquio semplice che è adorazione, lode, offerta, ringraziamento, richiesta di grazie oppure anche umile sguardo. Non lo sguardo povero di chi guarda e non sa più cosa fare bensì sguardo arricchito da tutta la Parola che si è meditata, sguardo che è la risposta alla Parola.
Se la lectio è un ascolto attivo, la contemplatio è il momento passivo dell'intimità. Ed è importante perchè, di fatto, soltanto a livello di questa intimità noi cominciamo a conoscere Dio nell'esperienza, nel cuore, e non soltanto con l'intelletto. Il Signore può certamente chiamare alla contemplazione senza passare per la parola della Scrittura, però ordinariamente è la Scrittura che suscita in noi la fede nella Parola e, dalla fede, la contemplazione.
"

Mi sembra che anche qui non si mettano bene in evidenza i due tipi di contemplazione e non emerga chiaramente quale sia quella caratteristica della Lectio: una luce chiara per l'intelligenza, che ha un gusto nuovo, perchè viene dall'alto, è concreta e ha in se la forza per compiere un piccolo passo, ma un passo vero, in Gesù. Questo apre la porta alla Preghiera del cuore che è un'immersione dello spirito in Dio ed è il secondo tipo di contemplazione.
Ciò che rende nuovo il metodo di Jean, a mio parere, è proprio questa chiarezza sulla contemplazione, che non ho trovato nel metodo proposto dal Cardinal Martini, pur apprezzando molto la sua precisione nella spiegazione di come fare la lectio-meditatio (lettura, rilettura, macinazione e ruminazione del testo).
E ora aspettiamo la risposta di Jean...
A presto!
Anna
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 22 Gen - 21:47

emanuela ha scritto:
Caro Jean, la Lectio Divina ha davvero contenuti inesauribili, non ci basterà tutta la vita per scoprirli e contemplarli!
E' corretto affermare che la Lectio, in quanto incarnazione quotidiana della Parola che una volta ricevuta "scende in noi", (si incarna in noi) contiene anche la seconda parte della Messa: l'Eucarestia? Anche se è ormai chiaro che è la Preghiera del Cuore a corripsondere alla seconda parte della Messa! E' corretta una Lectio che si fonde con la Preghiera del Cuore? Grazie Emanuela
Grazie Emanuela per la domanda. Grazie Anna anche per il tuo intervento. Comincio col rispondere a Emanuela, poi, rispondero' a te Anna.

Diciamo prima di tutto rapidamente: ci sono unità: L'unità del giorno, l'unità dell'essere umano, l'unità del cibo che si riceve!
Ma abbiamo come due stomachi (anima (conscio), spirito (sopraconscio))! La parte visibile dell'albero, e la parte invisibile dell'albero!
I cibi sono diversi (anche de tutti e due vengono da Dio). La parte visibile ha bisogno di aria e di sole, la parte invisibile ha bisogno di acqua e minerali.
Ma dire che sono totalmente separati no!

Ricordiamoci che ogni grazia passa sempre prima dallo spirito (quindi non ne abbiamo coscienza prima)! Poi va verso l'anima (il caso della lectio). Ma rimane nello spirito nel caso della Preghiera del cuore.

Nella lectio (e la sua contemplazione specifica) si nutre principalmente la parte cosciente (intelligenza volontà). Ma siccome ogni grazie passa prima dallo spirito, allora lo spirito mangia anche lui! Ma la finalità è di nutrire l'anima, non lo spirito, la finalità è di far capire alla parte cosciente cosa Gesù vuole! È la parte conscia in noi che guida l'agire, le scelte e questa parte ha bisogno di saper dirigersi, discernere, agire, costruire la propria vita, la città, ecc. Ma siccome comunque la grazia passa per lo spirito prima (e poi verso l'anima) questo mostra che la lectio produrrà (soprattutto verso la sua fine) un raccoglimento, un avvicinamento forte a Gesù, nel silenzio. Ma a quel livello, entriamo nella seconda parte della Messa, cioè, nella Preghiera del cuore.
Per favore, rileggete bene il mio libro perché affronto questi problemi in al meno due posti.
Quindi di per se, il "passaggio", la transizione sia nella Messa tra prima Mensa e seconda Mensa, sia tra Lectio e Preghiera del cuore, mostra l'esistenza di un legame! È lo stesso Signore che mi dà le Sue Parole, che dopo si dà totalmente a me!! È lo stesso Signore, io sono lo stesso, e oggi è oggi! Quindi l'unità di questi aspetti appare!

Poi, notiamo una cosa molto interessante e luminosa: in certi Riti (come il Rito Copto, e un po' il Rito Maronita… ecc…) fin dall'inizio della Messa si fa l'Offertorio del Pane e del Vino! Sono presenti fin dall'inizio della Messa! Mentre nel rito Romano sono portati dal Popolo solo all'inizio della seconda parte della Messa! Questa indicazione, questa apparente differenza ci dice qualche cose di molto interessante che illumina la tua domanda! Ci dice: in un certo senso, tutta la Messa è Eucaristia, tutta è compresa nell'offrire la nostra vita a Lui e il offrirSi a noi, tutto punta verso la pienezza della Comunione (che è lo Scopo della seconda parte). La Comunione essendo ripresa e prolungata dalla Preghiera del Cuore!
Questi riti ci mostrano al meno due cose:

1- La dinamica del dono di Lui a noi e di noi stessi a Lui è il modo con il quale l'Azione soprannaturale di Dio (la Sinassi) ha luogo! Dio si comunica a noi se diamo noi stessi a Lui totalmente. E' legge sia della lectio sia della Preghiera del Cuore! È la Legge della Manducazione (il fatto di mangiare) di Dio, sia in forma di Parole che sono Spirito Santo e Vita Eterna, sia in forma più totale di Corpo-Sangue(anima-spirito-DIVNITA').

2- L'Eucaristia, in quanto la Preghiera stessa che Gesù fa per noi sulla Croce (la seconda parte della Messa), comprende tutto ovviamente, come la Morte e Risurrezione di Cristo comprende tutto in se e quindi permette che le Parole che sono Spirito e Vita ci siano dati e siano efficaci per noi! La seconda parte della Messa, in questo senso, è allo stesso tempo quindi sia 1- Mensa del Corpo, sia 2- Sopporto-globale (hypostatis) anche della prima parte della Messa, la Mensa delle Parole. Spesso la Messa viene detta: Eucaristia, anche se è piuttosto la seconda parte che è Eucaristia (Eucaristia in greco significa: "azione di grazia")! E' tutta la Messa che è "Azione di grazia": cioè un dinamismo soprannaturale, uno scambio divino, dove Dio si dà a noi, nella Sua Economia quotidiana, e noi ci diamo a Lui.

Quindi in riassunto: mantengo la distinzione tra le due Mense, pur, come vedete, sottolineando i legami profondi, e l'unità profonda! Si distingue bene una parte conscia e una parte sopraconscia! Una parte visibile dell'albero e una parte invisibile (le radici), eppure è un solo albero! Si distingue il Sole e l'aria, da una parte e dall'altra acqua e minerali, eppure, è un solo albero, una sola complessa operazione chimico-biologica!

Leggete per favore nel mio libro le pagine 63-64 e 194 a 204. Li affronto i legami tra lectio e preghiera del cuore!

In quanto incarnazione della Parola-Gesù in noi, dobbiamo dire che l'unico Gesù, si dà a noi sotto due forme: Parole e Parola. Tutto Gesù è il Verbo Incarnato, quindi Parola del Padre fatta carne! E lo stesso Gesù si dà prima in quanto Parole, che sono Spirito e Vita. Quindi in un certo senso il processo di incarnazione-in-noi (ho ben paragonato la Lectio a una mini Annuciazione p. 90 a 94 (ma tutta la parte su Maria è da rileggere) che è un processo fatto "nel tempo" coinvolgendo ogni giorno la nostra libertà si fa in due tappe: le Parole si incarnino in noi, e poi tutta la Parola si incarna! Ma notate che l'una condiziona l'altra! "Se uno mi ama, allora metterà in pratica le mie Parole (Lectio), poi, poi, e solo poi: il Padre lo amerà (desidera allora darsi a lui in modo plenario), e verremo (il Padre e Io) in lui per fare di lui la nostra Dimora (La preghiera del cuore, o la seconda Mensa)". Ecco quindi le due tappe, l'una legata all'altra dell'incarnazione-in-noi di Dio!
In un certo senso Dio ha bisogno di vedere coinvolgersi la nostra libertà, la nostra mente, la nostra intelligenza, la nostra voglia, per vedere allora la Porta aprirsi, e solo dopo, si decide di darsi con una maggiore pienezza: la lectio è la porta della preghiera del cuore! Anche se tutto sembra una sola linea di incarnazione, ma sono due tappe e la prima apre l'altra! Se uno inverte l'interesse, minaccia la qualità della preghiera del cuore! (la praticherà certo, ma sarà poco efficace). "Sono alla porta (del tuo cuore) dice Gesù nell'Apocalisse, e busso, se mi apri (con la lectio, che coinvolge la tua volontà vera di aprire, di darti a Me) allora, entro e ceno con te e tu con me (Comunione, preghiera del cuore)".

Per concludere, credo che è meglio dire che è la Preghiera del cuore, in quanto prolungamento della Mensa Eucaristica che prende in se la prima parte, come fanno l'offertorio per esempio nella Messa Copta: il Sacerdote va sull'Altare fin dall'inizio della Messa, offre il Pane e il Vino (e ancora non ci sono le letture!!). Dopo cominciano le letture, e poi, la seconda parte della Messa!
Quindi questa prima parte della Messa sembra dire che tutto è portato da questo movimento di offerta di noi stessi e di Lui a noi, simboleggiati dall'Offertorio!

Allora riprendo la tua domanda: "E' corretto affermare che la Lectio, in quanto incarnazione quotidiana della Parola che una volta ricevuta "scende in noi", (si incarna in noi) contiene anche la seconda parte della Messa: l'Eucarestia?"

E' Gesù che vuole incarnarsi in noi, darsi a noi come cibo, per poter vivere ed agire in noi. Ma si dà sotto forma di due tipi di cibi! È un unico desiderio di incarnarsi, certo, ma noi so si conviene dire che la lectio è più grande cosi da contenere l'Eucaristia! E' piuttosto l'opposto! Ma ma, senza la lectio, la porta dell'Eucaristia rimane chiusa in un certo senso in noi! Ricordiamoci che dopo la liturgia della Parola (quindi dopo la lectio), mandavano via tutti i catecumeni (non battezzati che si preparavano al Battesimo), perché la seconda parte della Messa è il Grande Segreto di Dio, è l'intimità di Dio, quindi è solo per chi è entrato per la Porta del Battesimo (che è dono mutuo anche, e definitivo). Quindi si celebravano i Misteri di Dio, e si canta fino ad oggi un canto durante la Comunione nel Rito Bizantino dicendo: "non ti daro' con un bacio come fecce Giuda e non tradiro' (la tua intimità, l'intimità d)el tuo Mistero"! Quanta vulnerabilità c'è, da parte di Dio, di aprirsi cosi! In Occidente abbiamo quasi totalmente perso questo aspetto (come è arredata la chiesa)! Mentre in Oriente, con il dinamismo dell'Iconostasi (e in certi riti credo il Siriaco ci sono dei veli grandi immensi che coprono totalmente la Sinassi (l'Altare e le venuta di Dio nella forma esterna di Pane e di Vino)) è messo in evidenza la Grandezza dell'Avvenimento, della Venuta di Dio Stesso sull'Altare. Questa Iconostasi o questi Veli (che sono per noi la zona dell'altare, protetta solo da alcuni gradini), mostrano l'importanza di cio' che avviene: il Mistero, l'Intimità, il Segreto, la Vulnerabilità Divini si danno a noi, si danno alla nostra "vista", alla vista dell'occhio interiore, che intravvede la Bontà Divina, la Sua Economia, il Dono di Se a noi!
(In certi paesi occidentali (Germania e Regno unito) ci si mette non per devozione (come a volte in Francia o in Italia), ma tutti, in ginocchia dalla fine del Sanctus fino al Padre Nostro! È un modo di far present se volte questo "Velo", questo Grande Mistero che sta accadendo! Perché una volta che il pane è Corpo di Cristo e il vino Sangue di Cristo, allora Cristo è presente, si rimane quindi in ginocchia, perché si è aperta la Preghiera di Cristo, e quindi Egli sta pregando! Quindi è un momento molto sacro!! Prega per tutti gli essere umani (vivi, morti santi, morti purgatorio), vicini, lontani. Prende tutti in LUI. E il nostro modo di fare presente "il Velo", la Sacralità del Momento! (Non voglio neanche cadere nelle questioni di mettersi o no in ginocchia; è per me solo un modo di raccogliersi per chi riesce a farlo, secondo le forza e la salute. Non è un atto di penitenza ma un modo di raccogliersi umilmente. Non insisto più di questo.).

In questo senso, vedendo bene quanto la seconda parte della Messa ha qualche cosa in un certo senso molto molto più grande (e non dovrebbe purtroppo togliere niente dall'importanza della Prima Mensa, per favore, e per carità) della prima parte, diventa difficile di dire che la lectio comprende la seconda parte! Ma senza la Porta di entrata della Lectio, non si potrà fare "in Spirito e in Verità" questa operazione misteriosa alla quale il Sacerdote ci invita alla Soglia della seconda parte della Messa: eleviamo "in alto i nostri cuori". Questa è in un certo senso una operazione straordinaria e soprannaturale, alla quale non si dà più attenzione! Mentre qui, è la linea di demarcazione tra la prima e la seconda parte! Ho spiegato questo nel testo del Fascicolo sulla "Preghiera del cuore e comunione" dato nel mese di novembre due anni fa (centenario di Elisabetta della Trinità)!
Notiamo che questa elevazione e entrata in Dio, ci permetterà di entrare nell'attitudine di gratuità, di azione di grazia di Gioia (unica attitudine che ci permette di avvicinarci da Dio), che ci unirà ai Santi e agli Angeli per cantare insieme a Loro il Sanctus!
E poi questi canti di Sanctus alla "Rock and roll" a volte sono di una stupidità cosi bassa, che tolgono il significato: non possiamo cantare il Sanctus! È impossibile farlo. Dire "Santo Santo Santo è il Signore" è impossibile alle forze umane! È importante capire che qua, entrando nella seconda parte della Messa, siamo entrati sia dalla porta soprannaturale dell'operazione della Maducatio delle Parole, sia anche da questo: "in alto in nostri cuori"; e questo ha luogo come una grazia dataci da Dio! Diamo noi stessi (come nella preghiera del cuore) al Fuoco dello Spirito, allora, ci eleva in Dio, per Maria! Solo, e solo allora possiamo dire: "Santo Santo, Santo"! E' lo Spirito in noi che dice: "Santo, Santo Santo"! è solo entrando nella "circumencessio" di Dio (la circolazione di Vita trinitaria) che si puo' dire: "Santo, Santo, Santo"..

Quindi la lectio si "fonda" nella preghiera del cuore? Diciamo che è lo Stesso Signore che mi parla prima, e che dopo si da a me! Ma sono due operazioni distinte! Unico Signore, due operazioni! Due tipi di contemplazione! Ci ritornero' ancora, riprendendo la risposta di Anna.

Bene, mi fermo qua, sperando che questi punti, aiutano a capire meglio il Dono di Dio, le sue articolazioni in Parole e Parola (Eucaristia).
Rimango disponibile certo, ma notate quanto è denso tutto questo!
Scusate per la lunghezza.
Jean

PS Rispondero' adesso ad Anna.
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emanuela

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mer 23 Gen - 1:36

Grazie Jean,
per la densità, per la profondità e anche per la lunghezza !
Grazie di tutto cuore
Emanuela
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mer 23 Gen - 3:27

Anna Maria ha scritto:
Carissima Emanuela, grazie per questa tua domanda, perchè riporta l'attenzione sui due tipi di contemplazione di cui parla Jean: quella che avviene nell'anima (nell'intelletto) tipica della Lectio e quella che aviene nello spirito, tipica della Preghiera del cuore. Non c'è abbastanza chiarezza sulla differenza tra questi due tipi di contemplazione e quindi penso che sia molto utile parlarne. A tal proposito vorrei riportare un brano tratto da un testo del Cardinal Martini (Perchè Gesù parlava in parabole, EDB-EMI, 1985, pp. 110-111):
"La preghiera che parte dal testo tende a diventare contemplatio, contemplazione. Dimenticando i particolari si contempla il mistero di Dio che è il cuore di ogni pagina della Bibbia, il mistero della Trinità, il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Si contempla in un colloquio semplice che è adorazione, lode, offerta, ringraziamento, richiesta di grazie oppure anche umile sguardo. Non lo sguardo povero di chi guarda e non sa più cosa fare bensì sguardo arricchito da tutta la Parola che si è meditata, sguardo che è la risposta alla Parola. Se la lectio è un ascolto attivo, la contemplatio è il momento passivo dell'intimità. Ed è importante perchè, di fatto, soltanto a livello di questa intimità noi cominciamo a conoscere Dio nell'esperienza, nel cuore, e non soltanto con l'intelletto. Il Signore può certamente chiamare alla contemplazione senza passare per la parola della Scrittura, però ordinariamente è la Scrittura che suscita in noi la fede nella Parola e, dalla fede, la contemplazione."
Mi sembra che anche qui non si mettano bene in evidenza i due tipi di contemplazione e non emerga chiaramente quale sia quella caratteristica della Lectio: una luce chiara per l'intelligenza, che ha un gusto nuovo, perchè viene dall'alto, è concreta e ha in se la forza per compiere un piccolo passo, ma un passo vero, in Gesù. Questo apre la porta alla Preghiera del cuore che è un'immersione dello spirito in Dio ed è il secondo tipo di contemplazione.
Ciò che rende nuovo il metodo di Jean, a mio parere, è proprio questa chiarezza sulla contemplazione, che non ho trovato nel metodo proposto dal Cardinal Martini, pur apprezzando molto la sua precisione nella spiegazione di come fare la lectio-meditatio (lettura, rilettura, macinazione e ruminazione del testo). E ora aspettiamo la risposta di Jean... A presto! Anna
Anna,
Grazie per le tue parole, e per il testo che ci hai citato, che descrive un momento di preghiera con la Bibbia che puo' essere compreso sia come lectio sia come preghiera del cuore! E quindi questo sottolinea l'ambiguità possibile, comunque la mancanza di chiarezza.
E fai bene di sottolineare a tua volta l'interesse nel notare l'esistenza di due tipi di contemplazione!
- Quella percepita, è quella della lectio! Quella non percepita è quella della preghiera del cuore!
- Quella che ha come scopo di dirci cosa fare, ma anche che ci rivela Dio per primo, è ancora la lectio.
- Quella che cade nelle nostre profondità (anche se a volte puo' sembrare avere un eco nella nostra percezione, nella nostra mente, nei nostri sentimenti: ma sono la loro essenza, e non siamo chiamati a cercarli) è la preghiera del cuore!
- Una è una luceamorosa creata in noi, tramite le Parole. L'altra è una Luceamorosa increata, Dio stesso, in noi, nelle profondità del nostro spirito! Contatto diretto di Dio in noi!
Tutte e due son contemplazione, e tutte e due necessarie per la nostra crescita! Pensiamo alle due Mense!
Mescolare le cose è stato la nostra sorte durante secoli! Fino ad adesso! C'è gente che ti dice: - si va a fare preghiera del cuore con la bibbia in mano! Va bene, ma per quale uso? Per raccogliersi, allora: si, sono d'accordissimo! Ma per leggere, leggere, o meditare? Non si fa allora ne lectio ne PC. Se si fa per cercare la volontà di Dio allora è lectio! Ma la lectio è un "leggere pregando"! quindi, prendere la Bibbia con se per fare la preghiera del cuore, non basta! Bisogna sapere quale uso ne faccio!
Anche chi studia, fa esegesi, prende la Bibbia con se, e nessuno li vieta di pregare! Allora cosa faceva? Studiava! Ma con Dio!
Quindi è importante di bene chiarire la cosa!
C'è invece gente che fa lectio, riceve l'incrocio anche delle due letture, ma la luceamorosa non la fa scendere! Quindi rimane una belle contemplazione, ma che non scende!!! Dov'è il discernimento allora? Cosa abbiamo fatto? Abbiamo cercato noi stessi o Dio? Invece, la Parola ricevuta (il boccone) dovrebbe scendere in noi, fino a toccare la terra nostra, quotidiana, la nostra volontà, la nostra vita!
Quindi sono d'accordissimo nel dire: si, ci sono due contemplazioni, e più si mette chiarezza e distinzione, (senza rigidità (è importante)), più si ricevono i frutti. Ogni attività è distinta, una apre la porta per l'altra, e ognuna è un cibo diverso! Allora avere una attività "nuvolosa", vaga, imprecisa, senza scopo, non fa andare avanti! Come uno che si siede ad una mensa piena di beni, ma non estende la mano per mangiare, non sa tenere la forchetta! Non per niente che la sacra Scrittura dice che la Parola di Dio è come una spada che penetra nella nostra anima, fino al legame con lo spirito! Perché? Appunto per cambiarci! Se contempliamo, ma la Parola non entra come una sapada, allora non è ne lectio ne preghiera del cuore, comunque certamente non lectio! Forse un po di preghiera del cuore! Ma sapete che la Preghiera del cuore ha un movimento specifico suo, per avere l'Immersione!quindi vedete che anche qui, il concetto di "contemplazione" non è un semplice vedere, contemplare, è un immergersi, un essere toccato un essere trasformato!! Vedi per questo nella pagina 195 le 6 possibilità di preghiera, e vedi che solo 2 sono "soprannaturali". (Vedi anche 204-205.)

Ripeto: l'uso della bibbia durante la Preghiera del cuore (contemplazione profonda) è possibile, e ha come scopo il raccogliersi. La Bibbia ci mette in presenza di Gesù, e quindi le sue parole ci aiutano a vederlo, a metterci nella sua presenza, a vedere il suo amore per noi ecc… tutto questo ci fa entrare nella Preghiera del cuore (non è lectio, per carità).
Io per esempio vado sempre alla preghiera del cuore con la Bibbia accanto a me, caso mai sono preso dalla distrazioni! Ma è vero anche che raramente la apro! Non che non ho distrazioni, per carità, ma che a volte anche la Sua Presenza accanto a me è come il Nome di Cristo, che raccoglie, protegge, ecc…

Grazie di aver ripreso questo punto. Dobbiamo averne sempre coscienza!
E notate che ogni volta insisto sul fatto che è "soprannaturale" e che funziona ogni volta! Quindi anche qua, contemplazione si, ma quale tipo, quali condizioni!
A presto
Jean
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Gio 24 Gen - 14:47

Jean,
grazie per la tua risposta!
Ora vedo con maggior chiarezza non solo le differenze tra i due tipi di contemplazione, ma anche ciò che hanno in comune: la trasformazione di ciascuno di noi, un po' alla volta, in Dio. Non c'è vera contemplazione, quindi, se non c'è trasformazione!

Mi piacerebbe adesso ritornare sulla domanda di Marco a proposito delle anologie e differenze tra il tuo modo di presentare la Lectio Divina e quello indicato dal Cardinal Martini.
Io ho avuto la fortuna di partecipare alle prime Scuole della Parola, quelle tenute direttamente dal Cardinale, via radio, per i giovani della diocesi radunati nelle chiese dei vari decanati. Gli incontri erano mensili e gli insegnamenti sulla Lectio erano proposti all'interno di una celebrazione comunitaria della Parola, come avviene ancora oggi, se non sbaglio.
Quelle serate sono state per me fondamentali e hanno fatto nascere in me l'amore per la Parola. Devo però ammettere che in quegli anni, nonostante la mia buona volontà, la Lectio Divina non era diventata parte integrante della mia vita, come lo è ora, dopo aver frequentato i tuoi corsi.
Come mai? In fondo, ripensandoci, gli "ingredienti" erano gli stessi: da una parte la lectio-meditatio e dall'altra l'oratio-contemplatio-actio che corrispondono ai due movimenti principali che tu proponi.
Io penso che ciò rende il tuo metodo applicabile, sia il fatto di isolare ogni singolo movimento e di presentarlo con precisione e chiarezza, usando anche degli schemi e un linguaggio moderno, senza però diluirne i contenuti. Più una "ricetta" è chiara e dettagliata, più è facile da mettere in pratica e invita a provarci!
Ritengo quindi che non ci sia contrasto tra il tuo metodo e quello presentato dal Cardinal Martini, ma semplicemente un'evoluzione.
I primi computer, come tu ben sai, erano strumenti molto utili, ma difficili da usare: erano solo per esperti! Le continue ricerche li hanno migliorati e ora abbiamo dei computer che tutti, volendo, possono imparare a usare e per questo si sono diffusi in tutte le case.
Sarebbe quindi bello che le Scuole della Parola, una preziosa eredità lasciataci dal nostro Cardinale, venissero arricchite da questa nuova linfa, in modo che tutti, a partire dai giovani, imparino a utilizzare il potente sacramento della Parola e a vivere della Parola, come il nostro Cardinale ha sempre voluto.
Grazie, Marco, per la tua domanda!
Anna
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Gio 24 Gen - 23:09

Ciao a tutti,
alla luce di cio che si dice in questo soggetto (la lectio divina), vi propongo il testo di oggi (nel rito Romano) e vi chiedo di leggerlo e di meditarlo in quanto ha la capacità di farci capire bene alcuni aspetti della lectio, e poi dopo di condividere qui il risultato della vostra meditazione/riflessione (ma si fà sempre con lo Spirito):

"7 Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea. 8 Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. 9 Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. 10 Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. 11 Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12 Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero." (Marco 3,7-11)

Per entrare nel testo sotto questa perspettiva della lectio, vi indico una cosa: le disposizioni di Gesù che si trovano nel versetto 9 sono dati perchè si prepara a parlare alla folla.
Secondo ognuno di voi, quale lezioni sulla lectio possiamo trarre da questo passo. Prendete il tempo di pensarci, di meditare, di pregare.
Aspettando le vostre riflessioni sulla lectio a partire delle indicazioni che si trovano in questo testo.
A presto
Jean


Ultima modifica di il Mer 30 Gen - 18:31, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 25 Gen - 1:19

Ciao Anna,
Anna Maria ha scritto:
Ora vedo con maggior chiarezza non solo le differenze tra i due tipi di contemplazione, ma anche ciò che hanno in comune: la trasformazione di ciascuno di noi, un po' alla volta, in Dio. Non c'è vera contemplazione, quindi, se non c'è trasformazione!
Si, certo! Ecco il punto! La Raggio divino della Contemplazione (sia quella della lectio sia quella delle Preghiera del cuore) ci trasforma in Dio (una più nell'anima, e l'altra più nel cuore/spirito). Questo quindi è un punto importante per il discernimento della contemplazione. E in quel senso, bisogna ricordarsi che la contemplazione è "LuceAmorosa" non solo "Luce", se no, sarebbe solo conoscenza (nel senso di luce solo), e questo diventa Gnosi eterodossa!
Anna Maria ha scritto:
Come mai? In fondo, ripensandoci, gli "ingredienti" erano gli stessi: da una parte la lectio-meditatio e dall'altra l'oratio-contemplatio-actio che corrispondono ai due movimenti principali che tu proponi.
Preferisco dire: lectio-meditatio-oratio da una parte e poi dell'altra contemplatio-actio.
Anna Maria ha scritto:
Io penso che ciò rende il tuo metodo applicabile, sia il fatto di isolare ogni singolo movimento e di presentarlo con precisione e chiarezza, usando anche degli schemi e un linguaggio moderno, senza però diluirne i contenuti. Più una "ricetta" è chiara e dettagliata, più è facile da mettere in pratica e invita a provarci!
È una donna che parla! (smile) Le donne si occupano dell'umanità (GP II), dell'incarnazione, del "diventare umano"! Quindi bisogna ascoltare! [In genere:] La donna per certe cose è molto più pratica che l'uomo, e porta una maggiore attenzione ai dettagli che per l'uomo sono cose che contano poco o che sono troppo piccole! Vedete come fa santa Teresa di Avila, con la sua attenzione al dettaglio, col suo modo vivo e pratico di descrivere le cose della vita spirituale (che sono di per se molto difficili da spiegare)! Quindi bisogna qui aprire le orecchie perché è questione dell'applicabilità di un metodo! Un metodo è valido se la gente lo capisce, e se la gente riesce ad applicarlo! Se no, è meglio per noi andare a vendere patate! Cioè, se il nostro metodo non funziona (anche se è bello e convincente) il metodo è semplicemente: squalificato!
La preghiera, in un certo senso, è un arte! Come ballare, come guidare, come suonare! C'è la teoria, ci sono le ore di apprendimento, poi, c'è il momento di "volare" tranquillamente, solo, sicuro, e di "fare la cosa"!
Apprezzo quindi molto questa analogia con la "ricetta" anche se puo' infastidire alcuni, che penserebbero: "ma io voglio sentirmi libero quando prego"! Eppure il Vangelo ci mostra gli Apostoli che provano il bisogno di imparare a Pregare (cioè entrare in contatto con Dio, ed andare avanti con Lui), e Gesù ha preso il tempo di insegnare a pregare! Questo Seme iniziale (insegnare a pregare, insegnare la vita spirituale) è diventato una Corrente immensa di Vita, la Tradizione Mistica della Chiesa!
Quindi non si nasce sapendo la "ricetta", ma la si riceve da altri che ci precedono (e che hanno come vocazione di trasmetterci questa Tradizione Viva), la si impara! All'inizio si', puo' sembrare una ricetta, ma poi dopo, diventa una cosa alla quale non si pensa più! Come il guidare una bicicletta o come guidare una macchina.
Anna Maria ha scritto:
Ritengo quindi che non ci sia contrasto tra il tuo metodo e quello presentato dal Cardinal Martini, ma semplicemente un'evoluzione.
Si, uno "sviluppo" (preferibile a "evoluzione") nel senso teologico del termine, cioè: il dispiegarsi di una cosa, come il seme diventa una pianticella, poi, una pianta, poi un piccolo, poi un grande albero! Si, sono d'accordissimo. È un passare dall'implicito ovvio, presente, ma non abbastanza notato, individuato, capito, ad un esplicito, chiaro, spiegato, presentato ecc… E' l'azione della Grazia di Dio, data a noi!
Anna Maria ha scritto:
I primi computer, come tu ben sai, erano strumenti molto utili, ma difficili da usare: erano solo per esperti! Le continue ricerche li hanno migliorati e ora abbiamo dei computer che tutti, volendo, possono imparare a usare e per questo si sono diffusi in tutte le case.
Bellissimo paragone.
Anna Maria ha scritto:
Sarebbe quindi bello che le Scuole della Parola, una preziosa eredità lasciataci dal nostro Cardinale, venissero arricchite da questa nuova linfa, in modo che tutti, a partire dai giovani, imparino a utilizzare il potente sacramento della Parola e a vivere della Parola, come il nostro Cardinale ha sempre voluto.
(Questa è la mia preghiera e il mio augurio! E questo poggia su di voi! Avete tutti i mezzi nelle vostre mani, e soprattutto la vostra esperienza (corroborata dal libro e dall'insegnamento) è la vostra forza! È per quella ragione che ho aperto in questo Forum un luogo dedicato allo sforzo per spargere la Lectio divina! E' ormai la vostra responsabilità, non la mia!
Anna Maria ha scritto:
Grazie, Marco, per la tua domanda!
Si, tante Grazie, Marco, per questa tua domanda!
A presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 25 Gen - 21:45

Vorrei riprendere la domanda di Emanuela, che mi sembra possa forse riferirsi ad una esperienza comune a diverse persone, per le quali succede che la Lectio quasi "di necessità" sfocia in Orazione. Emanuela dice:"E' corretta una Lectio che si fonde con la Preghiera del Cuore? Grazie Emanuela"

La Lectio ha come fine di modificare noi stessi attraverso la nostra volontà. Ma le radici dell'albero non si modificano con la sola volontà, ci sono "modi di essere" che hanno bisogno di una grazia particolare come forse mi sembra che dica santa Teresa in Vita 31( "questi sono puri doni di Dio; questi sono beni soprannaturali").
Allora: se la Lectio si indirizza ad un cambiamento in modo preponderante "materiale" (es: il tovagliolo del marito, anche se in realtà ogni azione coinvolge tutta l'umanità corpo anima cuore di una persona, ) può non essere indispensabile che alla Lectio segua immediatamente la "collaborazione" dell'Orazione. Ma se la Lectio mira ad un cambio di mentalità, ad esempio, allora la luce può far nascere nella persona la volontà di "sforzarsi" in questo senso, ma il vero cambio di "modo di essere" a livello psichico, a livello di radici, inconscio, è dato dall'Orazione. Una consapevolezza, una esperienza del cambiamento interiore a volte può arrivare dopo l'orazione. Dopo l'Orazione può capitare a volte con estrema timore che si scopra se stesso "diverso" in un punto, che la Lectio ha evidenziato, che si è contemplato, e che poi è "sceso concretamente" in noi al di là della nostra capacità di azione. Si è incarnato "compiutamente" in noi iniziando dalla Lectio, ma si è potuto "ancorare" stabilmente in noi solo con l'Orazione.
E' possibile che ci sia una cosa del genere, tenendo conto del fatto che la azione di Dio passa prima nello spirito e poi nell'anima ?
Si può in qualche modo collegare questa esperienza con quanto dice Jean rispondendo a Emanuela? Jean infatti dice:
"Diciamo prima di tutto rapidamente: ci sono unità: ... l'unità dell'essere umano, l'unità del cibo che si riceve!
Ma abbiamo come due stomachi (anima (conscio), spirito (sopraconscio))! La parte visibile dell'albero, e la parte invisibile dell'albero!
I cibi sono diversi (anche de tutti e due vengono da Dio). ...Ma dire che sono totalmente separati no!
...
Ricordiamoci che ogni grazia passa sempre prima dallo spirito (quindi non ne abbiamo coscienza prima)! Poi va verso l'anima (il caso della lectio). Ma rimane nello spirito nel caso della Preghiera del cuore.
...
Nella lectio (e la sua contemplazione specifica) si nutre principalmente la parte cosciente (intelligenza volontà).... Ma la finalità è di nutrire l'anima, non lo spirito, la finalità è di far capire alla parte cosciente cosa Gesù vuole! È la parte conscia in noi che guida l'agire, le scelte e questa parte ha bisogno di saper dirigersi, discernere, agire, costruire la propria vita, la città, ecc. Ma siccome comunque la grazia passa per lo spirito prima (e poi verso l'anima) questo mostra che la lectio produrrà (soprattutto verso la sua fine) un raccoglimento, un avvicinamento forte a Gesù, nel silenzio. ....Quindi di per se, il "passaggio", la transizione sia nella Messa tra prima Mensa e seconda Mensa, sia tra Lectio e Preghiera del cuore, mostra l'esistenza di un legame! È lo stesso Signore che mi dà le Sue Parole, che dopo si dà totalmente a me!! È lo stesso Signore, io sono lo stesso, e oggi è oggi! Quindi l'unità di questi aspetti appare!"
.....
2- L'Eucaristia, in quanto la Preghiera stessa che Gesù fa per noi sulla Croce (la seconda parte della Messa), comprende tutto ovviamente, come la Morte e Risurrezione di Cristo comprende tutto in se e quindi permette che le Parole che sono Spirito e Vita ci siano dati e siano efficaci per noi! La seconda parte della Messa, in questo senso, è allo stesso tempo quindi sia 1- Mensa del Corpo, sia 2- Sopporto-globale (hypostatis) anche della prima parte della Messa, la Mensa delle Parole. Spesso la Messa viene detta: Eucaristia, anche se è piuttosto la seconda parte che è Eucaristia (Eucaristia in greco significa: "azione di grazia")! E' tutta la Messa che è "Azione di grazia": cioè un dinamismo soprannaturale, uno scambio divino, dove Dio si dà a noi, nella Sua Economia quotidiana, e noi ci diamo a Lui."

Non so se sono riuscita a spiegare la mia domanda in modo chiaro, perchè non trovo facilmente le espressioni da usare. Quindi se mai chiedo scusa per l'imperizia.... Grazie, anna rita
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 25 Gen - 23:25

Anna Rita,
Anna rita ha scritto:
La Lectio ha come fine di modificare noi stessi attraverso la nostra volontà. Ma le radici dell'albero non si modificano con la sola volontà, ci sono "modi di essere" che hanno bisogno di una grazia particolare come forse mi sembra che dica santa Teresa in Vita 31( "questi sono puri doni di Dio; questi sono beni soprannaturali").
Allora: se la Lectio si indirizza ad un cambiamento in modo preponderante "materiale" (es: il tovagliolo del marito, anche se in realtà ogni azione coinvolge tutta l'umanità corpo anima cuore di una persona, ) può non essere indispensabile che alla Lectio segua immediatamente la "collaborazione" dell'Orazione. Ma se la Lectio mira ad un cambio di mentalità, ad esempio, allora la luce può far nascere nella persona la volontà di "sforzarsi" in questo senso, ma il vero cambio di "modo di essere" a livello psichico, a livello di radici, inconscio, è dato dall'Orazione. Una consapevolezza, una esperienza del cambiamento interiore a volte può arrivare dopo l'orazione. Dopo l'Orazione può capitare a volte con estrema timore che si scopra se stesso "diverso" in un punto, che la Lectio ha evidenziato, che si è contemplato, e che poi è "sceso concretamente" in noi al di là della nostra capacità di azione. Si è incarnato "compiutamente" in noi iniziando dalla Lectio, ma si è potuto "ancorare" stabilmente in noi solo con l'Orazione.
E' possibile che ci sia una cosa del genere, tenendo conto del fatto che la azione di Dio passa prima nello spirito e poi nell'anima ?
Si può in qualche modo collegare questa esperienza con quanto dice Jean rispondendo a Emanuela?
[...]
Non so se sono riuscita a spiegare la mia domanda in modo chiaro, perchè non trovo facilmente le espressioni da usare. Quindi se mai chiedo scusa per l'imperizia.... Grazie, anna rita
Dico semplicemente: hai detto in modo perfetto una cosa molto importante che non ho detto qua in questo soggetto dedicato alla lectio. L'ho segnalata qua e là nei corsi, ma qui, tu lo dice con perfezione. Grazie di mostrare cio' che l'orazione opera! Tutto non dipende della Lectio per cambiare, altrochè!
Nel mio libro ho accennato a questo: pp 197-205 sopratutto 201-204 "Fecondazione reciproca tra lectio e orazione."
Se non c'era l'orazione, le radici profonde del nostro essere rimarrebbero indurite, non purificate! Santa Teresa di Avila dice bene nel capitolo 8 della Vita che aiuta l'orazione a uscire di certi peccati ecc...
Questu punto che affronti, servirebbe molto per far l'apologia della Preghiera del cuore, per persone che fanno solo Lectio, e solo attività, senza prendere il tempo del Silenzio, pieno della Presenza amorosa di Dio. Se non c'è la Preghiera del cuore, la purificazione profonda secondo me viene frenata (per menzionare solo questo). Vedo difficilmente la santità senza preghiera del Cuore!!! E' per questa ragione che la Chiesa ha scelto di far fare al meno ai Sacerdoti e ai Religiosi mezzora la mattina e mezzora la sera!
Grazie Anna Rita per questo intervento.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: messaggio senza parole   Sab 26 Gen - 0:25

Noi dobbiamo solo incessantemnte adorare in Maria, e in Maria invocare "Vieni Signore", con la forza e la fede di Maria.
Vieni, Signore. Pietà di noi Signore, per la tua misericordia.
anna rita
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Lun 28 Gen - 22:22

"7 Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea. 8 Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. 9 Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. 10 Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. 11 Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12 Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero." (Marco 3,7-11)

Accenno a qualche spunto che mi viene in mente.
Gesù si RITIRA : si prepara a un momento di intimità, di colloquio "riservato".
PRESSO IL MARE: il mare quando c'è Gesù è calma, luce, infinito: assoluto. Gesù si mette in luogo che permette un contatto più stretto con il Padre.
Gesù chiede una BARCA: la barca per fare il viaggio...fino alla barchetta di Teresina sul mare...
Gesù poteva togliersi dalla folla con la sua potenza divina, invece chiede ai discepoli "che gli sia MESSA A DISPOSIZIONE" la barca: chiede la volontà disponibilità agli altri.
PREGA di avere una barca, chiede agli altri UNA BARCA, mezzo semplice da trovare, noto da usare, quotidiano, della vita concretissima di ogni giorno, per dei pescatori: Gesù si avvicina a noi, ci parla a partire da punti a noi noti, adeguati a noi, a nostra misura. Si adatta a noi per venirci a guarire, non impone autoritariamente a noi la sua capacità infinita di guaritore. SOLO se noi vogliamo. Con umiltà mansuetudine sempre con benevolenza. Non ordina non pretende di essere ossequiato ubbidito per la sua superiorità.
Gesù non vuole essere sommerso dalla calca, dal rumore: parla nel silenzio, nell'intimità "cuore a cuore".
La gente lo vuole TOCCARE: hanno capito tutti che si guarisce solo con il contatto diretto "fisico" con Lui. Hanno anche capito che per guarire si deve solo ANDARE DA LUI, chiedere SOLO A LUI, nessun altro può guarire salvare.
Intima di non MANIFESTARE ciò che da Lui è rivelato comunicato : non solo perchè non è giunta la sua ora ancora. NON SVELARE il segreto del Re.
Allora: per essere guariti occorre fare la Lectiuo= ascoltare con un contatto intimo nel silenzio col Signore. In luogo appartato, dove è più facile sentire il Signore. Allontanati gli elementi di disturbo (le patate). Chiedere con umiltà dolcezza l'aiuto. Salire sulla barca: che poi può essere anche Maria???? Da questo contatto può iniziare il viaggio di guarigione. La guarigione parte da fatti precisi puntuali concreti quotidiani. Lui conosce noi molto più a fondo e con chiarezza di quanto noi potremmo mai conoscerci, e sa dove toccare, se noi lo lasciamo fare. Ci svuotiamo di noi. Lasciamo che Lui ci plasmi con infinita tenerezza cura delicatezza capacità di penetrazione=capacità di spiazzarci. Così, la guarigione può avvenire solo a tu per tu con Lui, senza intermediarii, e senza altri che partecipino. Non si deve manifestare quanto ricevuto da Lui, ma si deve custodire nel silenzio, per lasciare che il seme maturi si apra poco per volta. E poi, quello che il Signore dice è talmente infinitamente "oltre" noi che ne recepiamo solo una briciola, che sarebbe "indelicato", segno di non aver colto la sproporzione tra lui e la nostra finitezza, "dire" parole che ci oltrepassano in misura che neppure possiamo immaginare. Lectio individuale non condivisione con altri, per cogliere il più possibile, e per rispetto del Sacro della Lectio. La condivisione sul testo si può fare come metodo per aiutarsi a penetrare la Parola, ma non come Lectio indirizzata unicamente alla persona, per non disperdere energie e confondere l'obiettivo.
Non mi è chiaro ancora perchè proprio gli spiriti immondi (gli indemoniati)sono citati, forse solo perchè sono i più malati,alla fine inguaribili? Ma chi sono esattamente gli spiriti immondi? Ho l'impressione che qui il divieto di parlare non si possa riferire solo al fatto che non è ancora giunta l'ora della Gloria del Signore. Il divieto di dire non c'entra in qualche misura con il divieto di Gesù a Maddalena di toccarlo perchè lei non ha ancora ricevuto lo Spirito ???

PERO': ditemi anche voi qualcosa e non tenetevi TUTTO SOLO PER VOI!!!!!!!!! per favore! questa NON E' una Lectio...
GRAZIEEE...
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emanuela

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 29 Gen - 2:26

Ciao Jean, mando quanto ho compreso.
7 Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli (ci predisponiamo alla Lectio in un luogo tranquillo e silenzioso)
e lo seguì molta folla dalla Galilea. (ma portiamo con noi tutti i nostri “pesi”)
8 Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. (ci rivolgiamo a Lui ma i pensieri e distrazioni arrivano numerose e da tutte le parti)
9 Allora egli pregò i suoi discepoli (preghiamo lo Spirito Santo che venga in nostro aiuto durante la Lectio, è con lo Spirito Santo che facciamo la Lectio)
che gli mettessero a disposizione una barca, [(la barca è il Signore stesso: saliamo sulla Sua barca) ci mettiamo alla Sua presenza, ci facciamo portare da Lui], a causa della folla, perché non lo schiacciassero. (perché pensieri e distrazioni non ci impediscano l’ascolto della Sua Parola) 10 Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. [la modalità umana ha “sentito dire…” (pensieri ecc.) qui sentiamo, riceviamo “in noi stessi” ]
11 Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12 Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero." (Marco 3,7-11)
(il boccone è ricevuto interiormente, è quello giusto per noi, è il Signore stesso che si incarna in noi, la “cura” del giorno ricevuta attraverso la Lectio vale solo per noi, non è collettiva, non si manifesta in altri allo stesso modo)
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 29 Gen - 10:38

Grazie! Emanuela dell'aiuto che ci hai dato. Tu dici:
"che gli mettessero a disposizione una barca, [(la barca è il Signore stesso: saliamo sulla Sua barca) ci mettiamo alla Sua presenza, ci facciamo portare da Lui], "
Questo fa vedere che abbiamo bisogno in modo indispensabile di Gesù e di Maria insieme. Gesù è la barca che ci fa galleggiare nell'assoluto: noi non potremmo starci, toccare l'assoluto, abbiamo bisogno di un Mediatore per non fallire, morire affogati. Ma noi non siamo capaci neanche di ascolto, da soli. Maria è intimamente unita a Gesù come capacità perfetta di accoglienza-ascolto, nella capacità assoluta di silenzio interiore ed esteriore. Maria ci è data come "Collo" , luogo di passaggio indispensabile tra il Capo, Gesù, tra quanto in Lui vuole essere input per noi, e il Corpo che siamo noi. Maria era a Cana, era sotto la Croce a ricevere dal costato di Gesù, era lei a ricevere lo Spirito a Pentecoste con gli altri, Maria è PIENA di Spirito. Se Teresina dice che i doni della madre passano nei figli... andiamo tranquilli, non ci illudiamo. Quando chiediamo lo Spirito, e lo riceviamo, anche senza chiedere a Maria, non è perchè lei non sia intervenuta, non abbia fatto da corridoio tra Lui e noi. E' perchè lo scopo di lei è quello che noi riceviamo, non le serve che noi sappiamo il suo intervento. A noi serve diventare coscienti che l'efficacia e la velocità del nostro cammino sono maggiori se preghiamo per uniformare la nostra volontà alla sua, dato che lei sa che cosa è buono chiedere, e non ci fa perdere tempo chiedendo cose inutili. Lei anche nella beatitudine eterna ha lo stesso costantemente le doglie del parto per ognuno di noi, e noi non ce lo sogniamo neanche. Anche per salire sulla barca abbiamo bisogno della assicella di imbarco (come si chiama?) che è Maria. E la barca Maria-Gesù, poi, ci fa staccare dalla riva della folla della modalità umana e ci mantiene in navigazione: dobbiamo da parte nostra chiedere la grazia di essere mantenuti nella barca. Per "portare" nella barca, attraverso e in Maria e Gesù, anche i fratelli che stanno fuori e chiedono aiuto. (anche questo dobbiamo chiedere, da soli non abbiamo gli strumenti per farlo).

Grazie Emanuela, ci hai illuminato su questo punto facendoci vedere la sua importanza assoluta.

Poi chiederei a Jean il favore di dire qualcosa se possibile su Maria e lo Spirito. Grazie.
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Marco



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 29 Gen - 12:58

Citazione :
7 Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea. 8 Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. 9 Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. 10 Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. 11 Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12 Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero." [/i](Marco 3,7-11)

Non mi è chiaro ancora perchè proprio gli spiriti immondi (gli indemoniati)sono citati, forse solo perchè sono i più malati,alla fine inguaribili? Ma chi sono esattamente gli spiriti immondi? Ho l'impressione che qui il divieto di parlare non si possa riferire solo al fatto che non è ancora giunta l'ora della Gloria del Signore. Il divieto di dire non c'entra in qualche misura con il divieto di Gesù a Maddalena di toccarlo perchè lei non ha ancora ricevuto lo Spirito ???

Jean. mi sembra sia possibile trovare qualche risposta nei vangeli letti nei giorni successivi, in particolare in Mc3,20-30. Colpisce anche il fatto che si parli proprio di cibo:

"20 Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo. 21 Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: "E` fuori di sé". 22 Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: "Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni". 23 Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: "Come può satana scacciare satana? 24 Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; 25 se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. 26 Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. 27 Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato quell`uomo forte; allora ne saccheggerà la casa. 28 In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; 29 ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna". 30 Poiché dicevano: "E` posseduto da uno spirito immondo".

Mi chiedo:
-Come mai se dici che Gesù si ritira per far si che la gente lo cerchi nel silenzio, qui, poco dopo, si "dona" a tutti nello stesso luogo, in mezzo alla folla, nonostante non possano prendere cibo?
-E come mai i discepoli dicono: è fuori di sè?
Per quanto riguarda gli spiriti immondi faccio alcune considerazioni:
*se un regno è diviso in se stesso, non può reggersi
*se satana si ribella contro se stesso non può sopravvivere. Come può satana scacciare satana?
*colpisce che gli spiriti immondi dicano: "Tu sei il Figlio di Dio", mentre gli scribi:"Costui è posseduto da Beelzebùl"
*Gesù si rivolge agli scribi quando dice:"tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; 29 ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno"
*tutto questo mi confonde, perchè sembra che il peccato degli scribi, ritenere Gesù al pari di Satana, sia peggiore di quello degli indemoniati, che invece riconoscono Gesù come il Figlio di Dio, e lo manifestano. A loro il Signore chiede solo di tacere, mentre non fa un rimprovero sulla loro condizione impura. Mi chiedo se questa assenza di rimprovero sia per l'inguaribilità del loro male, o se forse l'indemoniato non abbia reali colpe, in quanto posseduto da uno spirito maligno. Mi viene in mente l'episodio degli indemoniati di Gadara(Mc 5,1-20): l'uomo posseduto, o meglio, gli spiriti che erano in lui, riconoscono subito Dio e ne hanno paura; quando Gesù caccia la legione di demoni, l'uomo recupera la sua volontà e torna a lodare Dio. E' come se gli indemoniati perdano la propria volontà, sostituita da quella degli spiriti immondi presenti in loro.
*Alla luce di queste considerazioni, potrebbe essere che il peccato degli scribi sia più pesante perchè hanno ancora capacità volitiva, mentre i posseduti ne sono stati privati?
*E può essere che se un uomo è diviso in se stesso, apre le porte a satana e corre il serio rischio di essere "posseduto del tutto", perdendo quasi totalmente la sua capacità volitiva?("Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato quell`uomo forte; allora ne saccheggerà la casa") Se Satana comincia a legarci, potrebbe entrare del tutto e prendere possesso della nostra casa. Quindi il peccato degli scribi potrebbe essere l'ultimo passo prima dell'ingresso in casa di Satana, riconoscendo Gesù come colui in cui non va assolutamente cercata nè la propria salvezza nè la gioia.(Qui mi sembra possa esserci il massimo della divisione di sè, perchè Dio parla ancora in coscienza e l'uomo è libero di scegliere, ma sceglie satana, giudicando Gesù come uno spirito immondo; invece il posseduto sembra essere più unificato in se stesso, nel senso che appartiene tutto a satana, anche la sua volontà)
*uno spirito immondo chiama Cristo con il suo nome(Figlio di Dio), ma lo identifica con il massimo male per la sua vita, lo scriba è a pochi passi da quel punto, non chiama ancora Gesù "Figlio di Dio".
*il v. 11 forse prende in considerazione gli spiriti maligni proprio per quanto detto fin qui: la rivelazione di Dio non può che essere intima e personale, dal momento che il v. 11 ci mostra come la testimonianza che Gesù è il Figlio di Dio può benissimo essere fatta da tutti senza che questa sia necessariamente intesa come un bene per l'uomo, anzi. E non solo la testimonianza, ma anche l'ascolto di questa testimonianza, il sentirmi dire che Gesù è il Figlio di Dio, non necessariamente sarà inteso da me come un bene. Insomma, se mi lascio abitare da Cristo, sono davvero in grado di trasmettere Cristo come un bene, se invece parlo davanti a tutti di Cristo come Figlio di Dio, ma sono abitato da satana, trasmetterò Cristo come un male per la mia vita, una sterile rinuncia. Ecco perchè gli indemoniati devono tacere.

Chiedo scusa per la confusione e la lunghezza...sono solo considerazioni personali ancora dubbie di cui mi piacerebbe sentire il vostro parere e ricevere le dovute correzioni.
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 29 Gen - 18:22

Ecco anche la mia piccola riflessione...
Il punto di partenza della Lectio è un'iniziativa di Gesù (si ritirò con i suoi discepoli presso il lago). Egli ci prende con sé e ci porta in un luogo appartato, alla presenza del Padre.
Gesù non vuole essere cercato per curiosità o per interesse come fa la folla ( gli si gettavano addosso per toccarlo) e nemmeno con paura come fanno gli spiriti immondi (gli si gettavano ai piedi gridando: "Tu sei il Figlio di Dio!"), ma desidera un "tu" che lo cerchi con cuore puro, per se stesso.
Questo desiderio crea in noi uno spazio, una capacità (all'inizio molto piccola, nel testo greco si parla di "barchetta") che deve essere messa a disposizione di Gesù, per poterLo accogliere (E disse ai discepoli di lui che una barchetta sia pronta per lui).
Grazie mille per i vostri interventi!
Anna
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 29 Gen - 23:19

Riprendo il discorso di Marco. Anch'io sono stata colpita dal brano che hai citato tu, con tutti i giochi del "dentro" e "fuori", della "casa" che in qualche modo può richiamare la barca, della folla irruente fino ad essere invadente, delle varie figure negative, del gioco del "cibo" concreto e di quello spirituale, dei discepoli che non capiscono, "escono" a chiamare Gesù, (mentre Gesù è in casa!), ed invece la dichiarazione di Gesù su chi sono i suoi veri fratelli sorelle e Madre. E' vero: anche a me è nata la domanda di quale sia una collegamento col brano iniziale della barca.
Infatti ci stavo pensando in questi giorni.
Per ora comunque mi sembra chiaro che Marco presenta un Gesù concretissimo, guaritore, che traduce in scene di vita concretissima la frase di Gv "il Verbo si è fatto CARNE ed è venuto AD ABITARE IN MEZZO A NOI" Mi ha sempre colpito moltissimo il brano sull'emorroissa, dove Gesù sente "uscire una forza da sè"(cito a memoria). Tra l'altro, ci servirebbe una teologia del corpo, per approfondire un po' vari aspetti.
Mi scuso: ho buttato giù le parole alla rinfusa, non in ordine, ma in realtà non le ho in ordine in testa, per ora
Ma insomma: grazie di avere tirato fuori questi temi, possimo pensarci tutti, nel frattempo. .
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mer 30 Gen - 17:38

Marco scrive:
"Mi chiedo:
-Come mai se dici che Gesù si ritira per far si che la gente lo cerchi nel silenzio, qui, poco dopo, si "dona" a tutti nello stesso luogo, in mezzo alla folla, nonostante non possano prendere cibo?
-E come mai i discepoli dicono: è fuori di sè?"

Un flash (da prendere solo come tale, dato che non ho nessuna preparazione esegetica o teologica): le due letture, citatate da Jean e da Marco, possono riferirsi alle due mense, della Parola, e dell'Eucarestia.
Gesù Parola fatta Carne che guarisce insegnando, "toccando" con la Parola nella mente-anima( nella prima lettura) si sottrae alla stretta della folla che gli si getta addosso,che lo aggredisce, e che è rumore. Infatti lo scopo è di essere ascoltato nel Silenzio. Parla per tutte le creature di ogni epoca e regione, individualmente. Fa tacere gli spiriti immondi, che possono con l'intelligenza intuire che Gesù è Dio, ma non lo possono conoscere nella sua identità vera perchè non amano. Quindi Gesù VUOLE MANIFESTARSI intimamente.
Segue poi nel Vangelo la scelta e l'invio missionario dei 12 apostoli. Dopo che si è manifestato, VUOLE manifestarsi a tutti ATTRAVERSO I DISCEPOLI che dovranno testimoniare la sua Parola .
Poi arriva la lettura Mc 3,20-35. Questa lettura può anche essere preannuncio della Parola fatta Carne che VUOLE DARSI IN CIBO per gli altri, per guarirli, e poi nutrirli, diventando carne della loro carne ed ossa delle loro ossa, perchè siano in grado di stare alla sua sequela, che è la testimonianza col martirio. Qui la folla sembra meno aggressiva che in Mc 3,7-11 , però impedisce a Gesù ed ai suoi di mangiare: ma in questo modo anche la folla non mangia cibo concreto. Ma chi si lamenta sono solo i discepoli, che vogliono cibo concreto: alla folla invece basta cibarsi della Persona di Gesù. E Gesù, di fatti, si lascia stringere dalla folla, si lascia mangiare, inglobare da loro, non li evita, come farà nella salita al Calvario, come sulla Croce, dove era in mezzo alla folla vociante che si accalcava intorno a Lui. Gesù deve incominciare a nutrire gli altri per il cammino. La persona che sta alla sequela di Gesù deve essere nell'armonia, liberarsi dai demoni che dividono,e non lasciano spazio allo Spirito, e per fare questo la persona ha bisogno di forza divina.
Gli apostoli non capiscono, "escono" a chiamare Gesù, (ma Gesù non era entrato in casa?) e dicono che Gesù é "fuori" dalla loro mentalità di uomini.
Di fatti subito dopo Gesù conferma la loro impressione, quando precisa che i veri legami tra Lui e le persone sono quelli che derivano dalla sua sequela. Chi sono le persone che davvero gli assomigliano, non per i soli motivi biologici o di vicinanza fisica, che di per sè fanno solo stare "fuori".

Allora, a questo punto, il messaggio è lanciato: Gesù insegna la Via, subito chiama a diffondere il Suo insegnamento, ma non si ferma lì: nutre con sè stesso chi ha chiamato ad identificarsi con Lui.

Il tutto può essere solo mia illazione infondata tirata per i capelli, in realtà.
Ditemi se esagero, infatti c'è il disagio di mancare di rispetto alla Parola, parlandone così da parte mia. Vi ringrazio molto se mi dite qualcosa.

Per fortuna che il Signore è molto oltre di noi!
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mer 30 Gen - 18:33

Ciao a tutti,..... ma tutti.... anche i silenziosi.... sono invitati a intervenire, dopo lettura e preghiera...

alla luce di cio che si dice in questo soggetto (la lectio divina), vi propongo il testo di oggi (nel rito Romano) e vi chiedo di leggerlo e di meditarlo in quanto ha la capacità di farci capire bene alcuni aspetti della lectio, e poi dopo di condividere qui il risultato della vostra meditazione/riflessione (ma si fà sempre con lo Spirito):

"7 Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea. 8 Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. 9 Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. 10 Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. 11 Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12 Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero." (Marco 3,7-11)

Per entrare nel testo sotto questa perspettiva della lectio, vi indico una cosa: le disposizioni di Gesù che si trovano nel versetto 9 sono dati perchè si prepara a parlare alla folla.
Secondo ognuno di voi, quale lezioni sulla lectio possiamo trarre da questo passo. Prendete il tempo di pensarci, di meditare, di pregare.
Aspettando le vostre riflessioni sulla lectio a partire delle indicazioni che si trovano in questo testo.
A presto
Jean
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Sab 2 Feb - 2:26

Ciao Jean,
meditando ancora su questo testo, mi sembra di intravedervi un altro aspetto della Lectio.
Gesù, che si prepara a parlare, prega i suoi discepoli di mettergli a disposizione una barca, per prendere le distanze dalla folla e non esserne schiacciato. Le persone che accorrevano a Lui, infatti, gli si gettavano addosso per toccarlo.
Per ascoltare Gesù che ci vuole parlare ogni giorno, nel momento sacro della Lectio, non dobbiamo quindi "buttarci" sul testo e rimanere attaccati alla lettera. Questa è solo la scorza esterna, umana, che protegge la linfa divina. Gesù invece vuole che noi prendiamo una leggera distanza dal testo, per potervi guardare attraverso, come in una vetrata, e ricevere la sua Luce Amorosa.
A presto
Anna
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Sab 2 Feb - 10:45

Da Anna: "Gesù, ....., prega i suoi discepoli di mettergli a disposizione una barca, ..." "come una vetrata".

La barca dove ci sono Maria e Gesù,dove li si incontra, è luogo che accoglie e cura e aiuta accompagnando il malato che cerca la guarigione. Il malato deve VOLERE la sua guarigione, Gesù vuole la sua VOLONTA' per dare la grazia della guarigione. La barca è come l'albergo dove Gesù-Samaritano porta il ferito e lo affida all'albergatore perchè prosegua e collabori alla cura che Gesù inizia. Il ferito abbandonato incosciente, derubato della sua forza, annientato, è lì come provocazione, richiesta, attesa ultima e muta di aiuto. Il Salvatore ridotto all'impotenza sulla Croce è il solo che può salvare proprio perchè ha voluto sperimentare e superare l'impotenza compiuta della morte.
Gesù chiede la VOLONTA' dei discepoli perchè mettano A DISPOSIZIONE la barca, come prega l'albergatore.
La barca DOVREBBE essere la CHIESA, fatta da tutti noi, il suo patrimonio di insegnamento e di tradizione spirituale, cui poter attingere e ricorrere per accogliere la guarigione, scoprendo sempre più in profondità gli aspetti della sua pienezza di grazia. La VOLONTA'di DOMANDA INESAUSTA di tutti è richiesta da Gesù, nella fede e nella carità. E nella speranza che sia fondata realmente per ognuno la FIDUCIA che proprio anche lui potrà sperimentere la guarigione. Questa guarigione completa in realtà è GIA'STATA DATA SULLA CROCE ad ognuno, fin dall'inizio. Solo occorre la nostra volontà, di domanda e di dono, perchè si possa attuare.
MA CHE FATICA!!! Smile Smile Smile
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Ancora sulla barca.   Dom 3 Feb - 13:36

Mi viene in mente l'immagine della barca con il demone che traghetta i morti all'ade-agli inferi, nelle mitologie e nella poesia.
- Sempre il Signore parte da "luoghi" della nostra umanità di sempre, per valorizzarli come originarii, costitutivi del nostro essere, (sono poi suoi, perchè ci ha fatti Lui, noi li abbiamo solo storpiati col peccato d'orgoglio) Lui non li abolisce, ma li sposa per "raddrizzarli", farceli vedere "come sono in realtà", perchè finalmente noi nella verità "vera" possiamo trovare la nostra felicità, perchè in noi possa essere generato Lui stesso.
- In questo passo ci viene finalmente svelato il vero traghettatore, che è Lui, che sulla sua barca ci porta alla vita eterna. -- Nella Lectio possediamo già nell'oggi della fede la vita eterna, perchè credendo a Lui aderiamo a Lui, e gli permettiamo di entrare a redimere costituire plasmare il nostro nuovo io.
- Gesù sulla barca è come il centro di un cerchio, è il faro al centro del cerchio, i cui raggi toccano ognuno della folla infinita che accorre da Lui. Lui sale sulla barca per non essere schiacciato dalla nostra proiezione umana, dalla nostra volontà di possedere anche Lui diventandone i padroni. Si sottrae a chi vuole impossessarsi di Lui con la prepotenza, l'avidità. Il padrone è Lui, ma non "annichilisce" chi sbaglia, non lo riduce al silenzio con arroganza, in modo autoritario. Gli spiega invece, e lo accompagna, per fargli conoscereil modo in cui far crescere e concretizzare il suo desiderio.
- Gesù sale sulla barca per permettere a tutti di vederlo ed essere toccati dal suo raggio, non solo ai più "forti" che si accalcano intorno a Lui. Lui non si impone mai, però: ci offre di guardarlo, ascoltarlo, masticando digerendo facendo nostre le sue Parole, perchè conoscendo come è Lui, come Lui vede il mondo e noi stessi, noi possiamo convertirci= far convergere il nostro modo di vedere con il suo.
- Così conoscendo Lui conosciamo poco per volta noi. Riconosciamo finalmente chi siamo all'origine, nel radicalmente profondo e ineludibile di ognuno, cosa vogliamo cosa ci serve per la vita piena0 regno di Dio, che nella fede possiamo già possedere qui e ora.
- Poi è Lui che ci fa uscire fuori verso il mondo, "muniti" della visione che ne ha Lui, visione che redime il mondo, e noi nel mondo. Se noi restando sulla sua barca sperimentiamo che è da Lui solo che possiamo ricevere la nostra "verità, giustizia, santità e redenzione", allora noi possiamo sulla barca di Cristo trovare "pascolo e riposo ", che è proprio quanto Gesù desidera per noi. La nostra affannosa ricerca può riposare in Lui. Ci basta pregare di poter restare sulla sua barca. Non dobbiamo più affannarci a pensare quale bisaccia ecc portare, nè preoccuparci di quanto dovremo dire. Avendo radicato in noi la pienezza di Lui come nostra essenza fondante (cioè: avendo fatto esperienza radicale di essere amati dalla Parola- Amore in modo totale ed assolutamente incondizionato, in ogni momento, con fedeltà eterna), niente di umano potrà ferirci. (dalle letture di oggi)
- Questo "conoscimento di noi" poi, come dice S Teresa, è compiuto alla fine nell'Orazione.
- Lectio ed orazione non possono sussistere separatamente, Parola ed Eucarestia non sono disgiunte, perchè sono una unica Persona.

- Le cose che stiamo notando in questi interventi riguardano la pedagogia che il Signore usa con noi, come Lui ci chiede di accostarci a Lui per ascoltarlo nella Lectio, come affidarci a Lui come "nulla", "resto di Israele" (dalle Letture di oggi).
- La vita che ferisce, il nostro peccato, ci rendono nulla, ma è proprio lì che il Signore vuole agire, nella nostra nudità. Per essere glorificati in Lui, per permetterci che la sua grazia ci faccia passare "di gloria in gloria" già qui sulla terra.

Davvero a noi non resta altro che dire continuamente: "Lode e gloria e rendimento di grazie all'Amore, in ogni momento, per sempre."
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paul



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Dom 23 Mar - 21:10

Jean ha scritto:
"San Girolamo dice: «Ignorare le Scritture è ignorare Cristo».

Perciò è importante che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura.

Questo nostro dialogo con essa deve sempre avere due dimensioni:

1- da una parte, dev'essere un dialogo realmente personale, perché Dio parla con ognuno di noi tramite la Sacra Scrittura e ha un messaggio a ciascuno. Dobbiamo leggere la Sacra Scrittura non come parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi e cercare di capire che cosa il Signore ci voglia dire.

2- Per non cadere nell'individualismo, pero', dobbiamo tener presente che la Parola di Dio ci è data proprio per costruire comunione, per unirci nella verità nel nostro cammino verso Dio. Quindi essa, pur essendo sempre una Parola personale, è anche una Parola che costruisce comunità, che costruisce la Chiesa."

Benedetto XVI (7 nov 2007).


Jean
mi permetto di inserirmi nel vostro dialogo anche se non sono del vostro gruppo ( bel gruppetto mi pare cheers ).

Volevo agganciarmi a quella famosa citazione di San Girolamo riportata anche da BXVI : "Ignorare le Scritture è ignorare Cristo".
Quante volte nei gruppi del Vangelo e in altre riunioni ho citato e scritto questo espressivo aforisma.
Però, anche se ne condivido l'importanza e la validità, vedo che sovente ( dico: sovente) in tanti gruppi in cui si legge il Vangelo o si fa catechesi ( degli adulti, che è quella che io seguo) ci sono persone, giovani ma anche non più giovani) che non solo non sanno neanche cercare un passo del Vangelo, ma confessano candidamente di non averlo mai letto personalmente ( non parliamo poi delle lettere e o del I testamento!!).
Già hai detto qualcosa su questo tema.
Però a me fa sempre impressione trovare questi cristiani che non leggono personalmente la Bibbia ( purtroppo non sempre la nostra pastorale favorisce questa lettura ).
Tenendo presente la tua esperienza, volevo chiederti due cose.
La prima: fino a che punto si deve 'temere' per la vita cristiana, per la spiritualità di queste persone? che poi sono persone di buona volontà, che frequentano i sacramenti ecc
Forse è una domanda ingenua, ma credo che ogni giorno è 'inverata' da tanti buoni parrocchiani. Mi riferisco ai parrocchiani che almeno frequentano e sentono qualche lettura comunitaria della Scrittura.
E qui c'è la seconda domanda: e gli altri che neanche sentono quel poco di comunitario?
Ciao
paul
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Dom 23 Mar - 23:02

Caro Paul,
Ti ringrazio di aver avuto il coraggio di "inserirti" in questi dialoghi che abbiamo.
La mi risposta è semplice:
La Riforma con i suoi eccessi, poi la contro-riforma con i suoi altrettanti eccessi, non ci hanno aiutati a noi come Cattolici per avere buone abitudini verso la Parola di Dio. Questo ha creato una certa pigrizia riguardo alla Parola come Primo Sacramento! Non ci rendiamo più conto della capacità Sacramentale delle Parole di Gesù, che hanno forma umana, ma sostanza Divina: sono Spirito Santo e Vita Divina. E' quella la definizione del Sacramento: "segno visibile di una grazia invisibile". Origene dice: come mai diamo cosi tanta importanza a evitare che le briciole dell'Eucarestia cadono per terra, e non diamo cosi tanta importanza alle Parole di Dio (la Bibbia)!
Qui si tratta quindi di nutrimento, il Vaticano II ha fatto molto per farci ritrovare il Posto giusto della Parola, al punto che ha detto che ci sono due Mense, non una! Quella del Corpo di Cristo e quella, prima, delle sue Parole. Questo è stato ripreso dai documenti della Chiesa, fino al Catechismo.
Il Cardinale Martini ha fatto molto nella sua Diocesi per far ritrovare il Gusto per la Parola di Dio. Sono nate anche le "Scuole della Parola"… ecc.
Quindi uno sforzo enorme è stato fatto, ma c'è sempre ancora molto da fare perché sono secoli di allontanamento! Tu sottolinei ancora le mancanze e poi fai la domanda: fino a che punto si deve "temere" per la vita spiritualità di queste persone!
Ti rispondo: per uno che mangia poco, medicalmente, quale è la tua diagnosi? È debole, fiacco, vulnerabile ai microbi. E' uguale per la Parola! E poi aggiungo: quante volte ho visto non solo dai laici, ma anche dai consacrati, poca attenzione data alla Parola, al punto che la persona si indebolisce spiritualmente e lo spirito del mondo (i microbi) lo invade e la fede si indebolisce! La Fede è una pianta, se non la nutri, si indebolisce e può morire! E' questo che santa Teresina scopre un giorno: che la fede puo' perdersi (Non ci sono promesse di eternità per le Chiese particolari; alcune sono oggi musulmane): "Nei giorni tanto gioiosi della Pasqua, Gesù mi ha fatto sentire che esistono davvero anime senza fede, le quali per l'abuso delle grazie hanno perduto questo tesoro immenso, sorgente delle sole gioie pure e vere." (Manoscritto C 5)
Noi pensiamo che la fede è un dato statico, mentre lei è una pianta, un albero, e l'albero ha bisogno di sole e di acqua.
Prima, quando non c'era la Bibbia (riforma contro-riforma) non si aveva colpa e quindi Dio compensava. Ma adesso che la Bibbia c'è (possiamo comprarla in lingua italiana in qualsiasi libreria), e che molti sforzi sono stati fatti per la lectio, credo che l'indebolimento è più costoso (perché non abbiamo più scuse)! Pero' abbiamo bisogno di conoscere i Padri della Chiesa perché l'esegesi storico critica ha soffocato la Parola!
Da mia parte direi: fare la diagnosi (come lo fai) è buono, ma al tuo posto agirei molto, facendo tutto il mio possibile per spargere la lectio divina. Ma prima di tutto, il miglior modo è di farla personalmente, quotidianamente. Il Signore ti guiderà se vuoi veramente aiutarLo.
Leggere la Parola, studiarla, conoscerla con la mente non basta mai! La conoscenza della quale parla san Girolamo è una "conoscenza sperimentale", di Incarnazione della Parola in noi, mettendola in pratica! E questa, solo una lectio ben fatta la dà.
I corsi della "Scuola di Maria" hanno come due Colonne che sgorgano dalle due Mense della Messa: "La lectio divina" e "la Preghiera del Cuore"! E si impara praticamente (nel corso di primo livello) a farli per ottenerne l'efficacia! Quindi vedi che i sacramenti non danno sempre i loro frutti per ignoranza e negligenza nostra!
Quindi vedi che ho fatto anch'io una diagnosi, ma mi sono rimboccato le maniche e mi sono messo a lavorare. Sei invitato quindi a fare lo stesso! La Chiesa incoraggia molto i laici a prendere la loro parte nella missione.
Hai letto per caso il mio libro che insegna in modo pratico a fare la lectio divina: "Respirare la Parola, lectio divina e vita quotidiana" (Ancora)?
Le tue domande aprono discorsi immensi… ma tornerà sempre la mia risposta cosi: impariamo la Teologia Spirituale, e trasmettiamola a tutti! Invece di temere per i nostri fratelli, cerchiamo di metterci la mano, per aiutarli. Formiamoci alla Lectio Divina per essere apostoli della Lectio Divina.
Grazie di nuovo e a presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Resurrezione   Lun 24 Mar - 17:27

Grazie di questi vostri scritti che si legano ad esperienze che faccio da qualche tempo.
Proprio la consapevolezza dolorosa della situazione di carenza e di bisogno -la criticità, per usare termini più usati ormai- nei fedeli ha spinto allo sforzo immenso di creare le condizioni perchè si tenesse il primo corso di Vita Spirituale in parrocchia a Legnano nel 2004, e che si potesse replicare ancora dopo. E' sempre rimasto vivo poi il "fuoco bruciante" del desiderio che questo insegnamento continui nelle parrocchie, proprio per poter raggiungere il maggior numero di fedeli possibile. La preghiera per questo è costante. Che questo insegnamento trovi spazi propri nel cuore della chiesa, per poter spargersi capillarmente a tutti.
All'inizio per alcuni di noi (me compresa) era stato difficile situare lectio-orazione accanto alla prassi liturgica solita, ci domandavamo "come" andassero poste, come "combinarte" i tempi per tutto, ecc. Poi si è fatta l'esperienza fondante di come lectio-orazione ci facessero vivere in modo più profondo la liturgia della messa,la vita dei sacramenti, dello studio delle scritture e dei testi spirituali, il tempo della nostra vita familiare professionale e personale. Così lectio-orazione sono diventate punti cardini della vita, inscindibili dalla messa e dalla vita sacramentale. I sacramenti e la liturgia fondano e nutrono incessantemente lectio ed orazione, che a loro volta sono i canali per ricevere la grazia di vivere esperienzalmente quanto i segni significano, quell'oltre cui gesti e parole rimandano e che prima normalmente si poteva al massimo solo intuire e se mai anche, ma dolorosamente, vivere come non raggiunto. Si è fatta l'esperienza di cosa fosse quello per cui la vita appariva dolorosamente "divisa su due livelli": uno quotidiano, l'altro ignoto ma percepito come tensione ineludibile.
Essere scuola di Maria quindi è diventato un habitus, un atteggiamento interiore che si esprime e traduce nel nostro vivere ogni momento, per cui dove uno si trova, lì è scuola di Maria. Un modo di essere per cui ogni attimo è vissuto naturalmente come occasione in cui poter trasmettere all'altro un minimo indizio che esiste una possibilità concreta di vivere in pienezza la propria vita spirituale. E proprio il vedere in noi la "presenza" di questa esperienza realizzata, appassiona e dà soeranza fiducia alla sete dell'altro.
Così si creano continue occasioni di "microinterventi" quasi impercettibili, ma che sono semi grandissimi da porre per percorsi da aprire.
Non è possibile fare corsi strutturati in ogni angolo, ovviamente, ma anche questi "microgesti", questo ATTEGGIAMENTO interiore nostro apre la strada, fa nascere la speranza nell'altro, e crea le premesse per imnterventi più consistenti. Quando? ..."non spetta voi conoscere"... ma sappiamo anche che "sarete sostenuti dallo Spirito", e quindi non importa il come, il dove, il quanto si fa momento per momento. Non importa la risposta che si riceve immediatamente. Importa poter esprimere questa scoperta interiore, sempre nuova e sempre più ricca. E il dolore di non poterlo fare risulta intollerabile.
Il discorso è sempre quello: "venite a vedere cosa ho trovato". Ti racconto cosa ho sperimentato, la gioia che ho trovato, la pienezza, la fatica, ma sempre nella certezza che QUESTA è la strada giusta da percorrere: aiutare gli altri a incontrare personalmente il Signore, dare loro la fede certa che è possibile anche ad ognuno di loro.
Lavoro immenso. Sarebbe sconfortante e non ci si metterebbe mano se fosse solo una spinta umana.
Ma la spinta non è della persona, è spinta interiore fortissima bruciante che non si può sopprimere, che esige che sia dato gratuitamente ciò che gratuitamente si è ricevuto: il Signore.
E' una tale grazia quella ricevuta, che ho timore reverenziale a scrivere queste parole che ho detto.
Per questo non so neanche dire la gratitudine che provo per voi che mi avete dato l'occasione di esprimere questi doni di grazia ricevuti.
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paul



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Dom 20 Apr - 0:16

Jean ha scritto:
Caro Paul,
..............................................
Quindi vedi che ho fatto anch'io una diagnosi, ma mi sono rimboccato le maniche e mi sono messo a lavorare. Sei invitato quindi a fare lo stesso! La Chiesa incoraggia molto i laici a prendere la loro parte nella missione.
Hai letto per caso il mio libro che insegna in modo pratico a fare la lectio divina: "Respirare la Parola, lectio divina e vita quotidiana" (Ancora)?
Le tue domande aprono discorsi immensi… ma tornerà sempre la mia risposta cosi: impariamo la Teologia Spirituale, e trasmettiamola a tutti! Invece di temere per i nostri fratelli, cerchiamo di metterci la mano, per aiutarli. Formiamoci alla Lectio Divina per essere apostoli della Lectio Divina.
Grazie di nuovo e a presto
Jean

caro Jean
credo che la cosa migliore è come sempre quella che tu indichi: rimboccarsi le maniche
giusto, e non è mai abbastanza

in questo momento mi viene in mente la meraviglia ( spero positiva) che si vede stampata in faccia quando fai certe citazioni e poi spieghi, non solo del solito 'complicato' san Paolo, ma anche dei vangeli
per esempio tutto il discorso sulla cristificazione o divinizzazione, o sulla resurrectio inchoata o "chi crede ha (al presente!!)la vita eterna" di Giovanni, o "partecipi della natura divina" di Pietro ecc ecc ( si potrebbe anche aggiungere il discorso del sacerdozio dei fedeli ad esempio).
tutte cose abbastanza ovvie, ma ancora troppo lontane mi pare

comunque spero di poter sempre più ascoltare il tuo consiglio sia a livello personale ( io sono sempre per ora sul IV Vangelo ) e parrocchiale, ove cercherò nei prossimi incontri sia collettivi ma anche personali con i parroci, di far entrare qualcosa di queste idee
tra l'altro fra un po' si apre l'anno paolono indetto da B XVI

rispetto poi alle domande che ti facevo nell'altro mio intervento e in particolare alla seconda

Citazione :
E qui c'è la seconda domanda: e gli altri che neanche sentono quel poco di comunitario?

credo si debba ancora riflettere ( e poi fare di più)
in una parrocchia in cui faccio attività, si è cercato di sopperire a questa carenza, organizzando incontri per quattro settimane quaresimali, nei centri sociali, nei bar, pasticcerie, ambulatori medici e altri luoghi fuori parrocchia, per poter ' catturare' persone fuori dal solito giro
ma quanto resta da fare
io cerco anche attravero internet di fare qualcosa
speriamo in bene
ciao
paul
Ciao
paul
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   

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