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 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)

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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 13 Giu - 9:40

Forse questo documento contiene alcuni spunti utili anche per noi:

12/06/2008
Permalink: http://zenit.org/article-14672?l=italian

Instrumentum Laboris per il Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio

Il documento è troppo lungo per essere trascritto qui, dato che forse non tutto interessa a tutti. Ma vale la pena di tenerlo presente, mi pare.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 13 Giu - 14:10

Grazie Anna Rita,
si questo documento è importantissimo. E' di Gennaio 2008. E' il Documento che prepara il Sinodo dei Vescovi di tutto il mondo di Ottobre 2008 sulla Parola di Dio. Il Sinodo essendo universale è convocato dal Santo Padre. (Spesso, dopo qualsiasi Sinodo il Papa scrive un Documento che ne presenta i frutti.) Il tema è scelto dal Papa, in consultazione con i Vescovi del mondo.
Ecco alcuni estratti del documento che toccano la questione della Lectio (il documento essendo preparativo, il tono va nel senso di dare indicazioni per le discussioni, e pone domande per orientare le discussioni e i lavori.):


"Lo scopo di questo Sinodo è eminentemente pastorale: approfondendo le ragioni dottrinali e lasciandosi illuminare da esse, si intende estendere e rafforzare la pratica di incontro con la Parola come fonte di vita nei diversi ambiti dell’esperienza, proponendo per questo ai cristiani e ad ogni persona di buona volontà, vie giuste e agevoli per poter ascoltare Dio e parlare con Lui.
Concretamente, il Sinodo si propone, tra i suoi obiettivi, di contribuire a […] accendere la stima e l’amore profondo per la Sacra Scrittura, facendo sì che “i fedeli abbiano largo accesso” ad essa; di rinnovare l’ascolto della Parola di Dio, nel momento liturgico e catechistico, segnatamente con l’esercizio della Lectio Divina, debitamente adattata alle varie circostanze; di offrire al mondo dei poveri una Parola di consolazione e di speranza. Questo Sinodo, quindi, vuole dare al popolo di Dio una Parola che sia pane; […]."
(Lineamenta, 5)

"Un ruolo importante nell’evangelizzazione riveste l’incontro diretto con la Sacra Scrittura. Esso è un obiettivo primario: “La catechesi, in concreto, deve essere un’autentica introduzione alla ‘lectio divina’, cioè alla lettura della Sacra Scrittura fatta ‘secondo lo Spirito’ che abita nella Chiesa”" (Lineamenta, 23)

"“L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Gesù Cristo”. “È necessario che tutti conservino un contatto continuo con le Scritture, mediante la sacra lettura e lo studio accurato”.
Con il progresso catechistico, quello spirituale costituisce uno degli aspetti più belli e promettenti della corsa della Parola di Dio nel suo popolo. Incontrare, pregare e vivere la Parola è la suprema vocazione del cristiano. “Ad essa i singoli e le comunità ricorrono ormai in larga misura”, attesta Giovanni Paolo II. Ma il numero deve poter crescere e la qualità dell’approccio corrispondere alle finalità della Parola secondo il servizio della Chiesa. Per una genuina spiritualità della Parola, va ricordato che “la lettura della Sacra Scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera, affinché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo; poiché, quando preghiamo, parliamo con Lui; Lui ascoltiamo quando leggiamo gli oracoli divini”. Conferma Sant’Agostino: “La tua preghiera è la tua parola rivolta a Dio. Quando leggi la Bibbia è Dio che ti parla; quando preghi sei tu che parli a Dio”. Ciò porta alla considerazione di alcuni aspetti da stimare prioritari e preferenziali.
Anzitutto la Parola di Dio va incontrata con l’animo del povero, interiormente ed anche esteriormente, corrispondendo ciò pienamente al Verbo di Dio, il Signore nostro Gesù Cristo, che “da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2Cor 8, 9), un modo di essere, dunque, basato sullo stesso modo di Gesù di ascoltare la Parola del Padre e di annunciarla a noi, con totale distacco dalle cose e sempre pronto ad evangelizzare i poveri (cf. Lc 4,18 ). “È motivo di gioia vedere la Bibbia presa in mano da gente umile e povera, che può fornire alla sua interpretazione e alla sua attualizzazione una luce più penetrante, dal punto di vista spirituale ed esistenziale, di quella che viene da una scienza sicura di se stessa”.
È da incoraggiare vivamente anzitutto quella pratica della Bibbia che risale alle origini cristiane e che ha accompagnato la Chiesa nella sua storia. Viene tradizionalmente chiamata Lectio Divina con i suoi vari momenti (lectio, meditatio, oratio, contemplatio). Ha la sua casa nell’esperienza monastica, ma oggi lo Spirito, tramite il Magistero, la propone al clero, alle comunità parrocchiali, nei movimenti ecclesiali, in famiglia e ai giovani. Scrive Giovanni Paolo II: “È necessario che l’ascolto della Parola diventi un incontro vitale, nell’antica e sempre valida tradizione della lectio divina, che fa cogliere nel testo biblico la parola viva che interpella, orienta e plasma l’esistenza”; “mediante l’utilizzo anche dei nuovi metodi, attentamente ponderati, al passo dei tempi”. In particolare, il Santo Padre Benedetto XVI invita i giovani “ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia come una bussola che indica la strada da seguire”. E a tutti ricorda: “L’assidua lettura della sacra Scrittura accompagnata dalla preghiera realizza quell’intimo colloquio in cui, leggendo, si ascolta Dio che parla e, pregando, gli si risponde con fiduciosa apertura del cuore”.
La novità della Lectio nel popolo di Dio richiede una formazione illuminata, paziente e continua, tra i presbiteri, le persone di vita consacrata e i laici, in modo da giungere ad una condivisione delle esperienze di Dio motivate dalla Parola ascoltata (collatio). La Parola di Dio deve essere la prima fonte che ispira la vita spirituale della comunità nelle varie pratiche, come esercizi spirituali, ritiri, devozioni ed esperienze religiose. Importante obiettivo (e criterio di autenticità) è maturare ciascuno ad una lettura personale della Parola in ottica sapienziale e in vista del discernimento cristiano della realtà, della capacità di rendere conto della speranza propria (cf. 1Pt 3,15) e della testimonianza della santità. Ricorda San Cipriano raccogliendo un pensiero condiviso dai Padri: “Attendi con assiduità alla preghiera e alla lectio divina. Quando preghi parli con Dio, quando leggi è Dio che parla con te”.
“Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 119,105). Il Signore, che ama la vita, con la sua Parola intende illuminare, guidare e confortare tutta la vita dei credenti in ogni circostanza, nel lavoro, nel tempo libero, nella sofferenza, negli impegni familiari e sociali ed in ogni vicenda lieta o triste, in modo che ognuno possa discernere ogni cosa e tenere ciò che è buono (cf. 1Tess 5,21), riconoscendo così la volontà di Dio e mettendola in pratica ( cf. Mt 7,21)."
(Lineamenta, 25)

"Parola di Dio e vita del credente
Quale è l’impatto della Sacra Scrittura sulla vita spirituale del popolo di Dio? Sul clero? Sulle persone consacrate? Sui fedeli laici? Si riscontra l’atteggiamento di povertà e fiducia di Maria nel Magnificat? Perché la ricerca dei beni materiali inceppa l’ascolto della Parola di Dio? La Parola di Dio dell’Eucaristia e delle altre celebrazioni liturgiche appaiono momenti forti o deboli della comunicazione di fede? Perché diversi cristiani si sentono indifferenti e freddi a riguardo della Bibbia? La Lectio Divina è praticata? Sotto quali forme? Quali fattori la favoriscono e quali la ostacolano?"
(Lineamenta 25,6)

Il documento intero si trova anche qui:
http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20070427_lineamenta-xii-assembly_it.html
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Manfri49

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MessaggioTitolo: lectio e pedagogia divina   Mar 1 Lug - 18:44

caro Jean, vorrei porti un quesito che da un pò di tempo mi pongo e che vorrei confrontarlo con la tua risposta: "....facendo giornalmente la Lectio ricevo (sempre) un "bocone" che regolarmente annoto su un quadernetto. Tale boccone mi é utile per il mio cammino spirituale e puntualmente scopro, quasi con delizioso stupore, la forza pedagogica degli insegnamenti di Gesù che in modo unico e personale mi riserva. Ora mi sono accorto (in realtà é tempo che me ne sono reso conto) che andando a rileggere le "luci" quotidiane ricevute, trovo un nesso estremamente logico che le unisce tra loro e mi porta a seguire la "rotta" che il Signore sta tracciando per me....".
Ora mi chiedo se interpretare anche in chiave conseguenziale le indicazioni divine ricevute sia corretto, o se sono io ad immagginare tale nesso anche dove potrebbe non esserci. Penso però che la crescita spirituale avvenga, passo dopo passo, alla velocità che Dio impone e che crescita vuol dire salire gradino su gradino - di quella scala che porta a Dio - e che il (gradino) superiore non può esistere se non esiste il sottostante che lo sostiene. Grazie. Manfredi
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 1 Lug - 19:14

E' ovvio amici che chi vuole rispondere, testimoniare della sua esperienza puo' farlo! Per carità...
Grazie
Jean

Carissimo Manfred,

Facendo la domanda, senti in modo implicito che la risposta andrà nella direzione di un opinione positiva. Ma, paradossalmente direi che fai bene di fare la domanda. È ovvio che ho già parlato del soggetto sia nel mio libro (pp. 74 e 108) e anche nel Forum: nel soggetto: Come finire un anno e cominciare un altro. http://forumamorvincit.cultureforum.net/forum-amor-vincit-omnia-f1/come-finire-un-anno-e-cominciarne-un-altro-t84.htm?sid=19956e6127d567eb9aeb9291e4f54702
Ma fare questa domanda è un atto più puro che quello di dare per scontato che subito si pretende di capire o peggio di entrare nella Mente del Maestro (Gesù) per capire ciò che Egli pianifica. L’interpretazione ha al meno due dimensioni. Una immediata, e una più remota, dopo un anno, dopo due o tre anni, o anche dopo vari anni, quando sentiamo che un “ciclo” di anni (vacche magre o vacche grasse, o semplicemente rileggendo per rendere grazie, per apprezzare le grazie, la fedeltà di Dio). Il Signore quando lavora in noi (la lectio li dà la possibilità di farlo, di prendere il Mano la nostra crescita spirituale, e Lui ci fa veramente da Maestro spirituale, ci conosce come nessuno ci conosce, ed è capace di guarirci, di nutrirci e di istruirci (illuminandoci) come nessuno puo’ farlo. Si nota che Egli lavora “per zone” in noi, quindi per temi!! Prende un tema, e ci lavora, scava, insegna, lo spiega e illumina da vari lati. E per farlo prende a volte una settimana, o anche eccezionalmente 4 settimane! Quindi si vede immediatamente che lui ci sta lavorando! Una volta è l’umiltà, un’altra è il perdono, un’altra sono gli angeli, un’altra Maria ecc… è vero anche che i temi spesso sono legati ai giorni che preparano le Feste. Una grande Solennità avrà un grosso tema per tutti, ma Lui sceglierà l’adattamento di questo tema al nostro bisogno immediato di crescita, di purificazione, di guarigione. Quindi non solo in questo caso si può notare una certa logica, un filo di oro che Egli segue, ma è importante di corrispondere, e di imparare, ricevere la Sua Grazia (che quei giorni prende tale forma).
Quindi non solo “notare”, ma capire e corrispondere! Prendere la nostra parte di responsabilità nell’apprendere. Se la Grazia proviene gratuitamente da Dio, la Grazia presuppone il soggetto, la natura, la terra nostra, e quindi è importante essere presente per riceverla, corrispondere intelligentemente alle Sue Istruzioni.
Pero’ era buono di non dare tale cosa per scontata e fare la domanda, questo mi pare più veramente umile e puro, per non giocare al ruolo di Dio. Certo il Maestro vuole dire tutto al Discepolo, ma la formazione del Discepolo si fa passo a passo, nella verità di chi è Dio e chi siamo noi.
Dall’altro lato, dopo mesi o anni, si può anche dare un’occhiata e vedere con occhio nuovo (non più ormai immersi dentro, ma visto con una certa distanza) questo stesso filo. Si vedono allora varie cose, e questa “visione” è anche a suo modo un insegnamento: si impara ad avere pazienza con gli altri come Dio (Gesù, il Maestro) ha avuto pazienza con noi. Si vede anche dove eravamo e dove siamo ormai, si relativizzino delle cose! Si ride de noi stessi, di quanto davamo importanza a delle cose che non lo meritavano ecc ecc ecc. anche qui, si vede un filo, una linea, una coerenza, una Provvidenza che veglia suoi nostri capelli.
Per finire ricordiamoci un principio fondamentale di vita Cristiana enunciato dal Maestro stesso: Dio ci spiega cosa vuole fare, in noi, con noi, e tramite noi. “non vi tratto più da schiavi, ma da amici! All’amico dico tutto, spiego tutto, al punto dove si arriva a non fare più domande” (sono combinazioni di vari versetti da Giovanni). Allo schiavo, il Maestro non spiega i suoi ordini!! Quando nell’esercito il Comandante dà un ordine, non passa due ore a spiegarne il perché e il come! Chiederebbe allora al soldato di essere al suo posto! Pur avendo Gesù che si meraviglia davanti al funzionamento sia dell’esercito sia del rapporto maestro schiavo, non sceglie questo tipo di rapporto. Anzi, rompe totalmente il rapporto! Il rapporto col Dio dell’Antico Testamento poteva a volte non essere capito! Ma nel Nuovo Testamento, Dio si è fatto non solo “vicino”, e “Parole umane”, “Maestro”, “Amico”, ma si è fatto “Pedagogo” (tu, dicendo: “forza pedagogica” alludi anche a “pedagogia”). Il ruolo del Pedagogo è di “spiegare”… di rendere la materia da digerire facile, accessibile, a portata di mano, o di elevarci ad essa, di farci entrare nell’intelligenza della cosa! Mi piace molto questa esperienza: apri loro la loro intelligenza perché capissero le Scritture! Dando lo Spirito di Intelligenza alla mente umana, viene sorretta, illuminata, elevata, rischiarita… allora si capisce! Solo cosi si puo’ paralre di: Amicizia con Dio! All’amico spiego cio’ che sto facendo! È vero che a volte non capiamo e ci dice: cio’ che faccio adesso non lo capite, ma lo capirete dopo (e lo farete ai vostri fratelli).

Aggiungo come precisazione: si fa la lectio non per seguire la traccia pedagogica! Quindi seguirla non è l’attività principale della lectio, è solo un frutto indiretto dell’Azione divina! Se si fa la lectio per un'altra ragione che quella di “cercare, con purezza di cuore, la volontà di Dio”, si rischia di non farla (non funzionerà)! Il Signore è molto attento alla purezza del cuore!

Avrete notato anche nella prima lettura di oggi questa bellissima espressione: « In verità, il Signore non fa cosa alcuna senza aver rivelato il suo consiglio ai suoi servitori, i profeti. » (Amos 3,1-8 ) “Rivelare il suo consiglio”, il Francese dice: “révéler le secret”, cioè “rivelare il suo segreto”, cioè, “le sue intenzioni segrete”. Nel Nuovo Testamento Dio ci tratta da “amici”, da “profeti”, cioè rivela a noi la Sua intimità, il Suo “segreto personale”, il “segreto delle Sue intenzioni”. Quindi cio’ che Dio faceva con ogni Profeta dell’Antico Testamento, ormai, con la venuta dello Spirito Santo, lo estende a tutti i Cristiani: ”Dopo questo, io effonderò il mio Spirito sopra ogni uomo e diverranno Profeti i vostri figli e le vostre figlie” (Gioele 3,1, ripreso in Atti 2,17 per la Pentecoste). Vedendo come questo passo di Gioele è citato per spiegare un aspetto della Pentecoste (cfr Atti 2), si capisce come il Cristianesimo nascente capiva la Pentecoste: estendere la grazia Profetica a tutti (non solo ad alcuni eletti come nell’Antico Testamento), al punto di essere una cosa “comune” a tutti i Seguaci di Cristo. Ognuno di noi ha ricevuto lo Spirito Santo nella Cresima, è stato unto da questo Spirito che fa di noi dei veri e autentici Profeti, cioè delle persone capace – grazie alla Potenza penetrante in noi dello Spirito (che apre l’udito interiore e lo sviluppa (Ephphata)) – di ascoltare Dio, ma anche, di capire i Suoi Disegni, di entrare nei Suoi disegni, come degli amici intimi ai quali l’Amico apre il Suo Cuore e rivela il Suo Segreto più intimo esponendosi cosi alla Vulnerabilità.
L’Amore di Dio si rivela ad ognuno di noi con una Forza e una chiarezza inauditi. Non ci rendiamo mai abbastanza conto della Rivoluzione portata da Gesù nel darci il Suo Spirito, facendo di ognuno di noi un Unto, un Profeta, una persona capace di entrare in contatto diretto col suo Padre, di ascoltare la Sua Voce (sono cose inaudite e ancora impossibile nel Giudaismo attuale o nel Maomettanismo (siamo dei privilegiati in assoluto)). Questo presuppone “dialogo”, “ascolto mutuo”, “apertura totale” da parte di Dio! Ricordiamoci sempre che se noi, cristiani, non abbiamo questa esperienza di intimità con Dio (quindi se Dio ci sembra tenere discorsi generici, se ci sembra rimanere lontano), non è che perché Dio non vuole aprirsi e parlare con noi, ma è perché siamo noi a essere incapaci ad ascoltarLo, di ricevere l’Attivazione interiore (Ephphata realizzato dallo Spirito in noi) dello Spirito Santo, che ci permette di ASCOLTARE! L’udito interiore, che ci permette di ascoltare Dio e di entrare nella Sua intimità, nei suoi Segreti, è ATTIVATO dallo Spirito Santo. Quindi invochiamoLo sempre, per poter ascoltare Gesù, Dio Padre, parlarci, e trattarci come Amici, come Amici intimi, come Profeti in questo mondo (mondo cosi pieno di parole vuote).
La lectio divina è questo “momento sacro che diamo a Dio, che diamo a noi stessi, che ci permette di AscoltarLo, che Li permette di Aprirsi a noi rivelandoci la Sua intimità”!
Abbiamo bisogno di Dio per poter entrare nell’intimità sua, abbiamo bisogno dello Spirito Santo per poter “gestire” bene questo incontro con la Vulnerabilità di un Dio che espone ai nostri sguardi i suoi segreti. Abbiamo bisogno di Maria, del Suo Cuore per poter custodire il sale del Segreto di Dio e non diluirlo.

Bene, mi fermo qua. Spero di aver risposto un po alla tua domanda
Jean
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mar 1 Lug - 22:58

Carissimo Manfredi,
Jean mi ha aperto la porta e allora provo anch'io a risponderti...
Prima di tutto grazie per la tua testimonianza: è molto bello ciò che dici!
Leggendo le tue parole mi è venuto in mente quello che Jean aveva detto durante il ritiro dello scorso gennaio a Cardano: le Grazie che il Signore ci dà quotidianamente sono legate tra di loro come le perle di una collana, sono concatenate da una logica. E' importante quindi avere una traccia scritta delle Grazie ricevute, per poterci ritornare e attingervi e seguire il filo dell'Azione di Dio in noi.
Questo lavoro però deve essere fatto con lo Spirito santo e poi occorre la conferma da parte di un accompagnatore spirituale. Egli infatti dà una corteccia esterna che protegge la linfa, la Grazia ricevuta. Quella che tu descrivi è un'attività mariana e quindi ciascuno di noi non dovrebbe trascurarla. Anche noi abbiamo la possibilità di fare come Maria: serbare tutte le cose nel nostro cuore meditandole. Grazie per averci ricordato questo!
Grazie anche a te Jean per la tua bellissima risposta!
A presto
Anna
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Manfri49

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mer 2 Lug - 16:25

Carissimi Jean e Anna, vi ringrazio per le vostre puntuali e belle risposte. Manfredi
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Lectio e discernimento   Mer 9 Lug - 21:48

Le letture di questo periodo mi richiamano frequentemete gli ultimi vostri interventi: infatti la lectio mi pare possa essere strumento di conoscenza di Dio e di noi stessi in Lui, esperienza del perdono e della redenzione, come dato personale ma anche come fatto che dà la coscienza di essere popolo di Dio. (Tutto questo mi pare non sia opera solo dell'intelletto umano, ma dell'intervento dello Spirito, naturalmente.)
Quindi tenere memoria della lectio fatta nel tempo è fondamentale, anche per "fare periodicamente il punto".

Si può articolare il rapporto tra lectio e discernimento, in modo più approfondito?
Chiedo questo tenendo conto anche di quanto detto già nelle voci "Discernimento" e "Come finire un anno e cominciare un nuovo anno ". Mi pare che "fare il punto" periodicamente sulla lectio fatta sia molto utile per capire la nostra risposta passata alla chiamata quotidiana, e, forti dell'esperienza di misericordia che ci previene costantemente, ricavare dei punti di lavoro per l'oggi e il più o meno immediato futuro.

Jean vorresti dire qualcosa su come giudichi si possa periodicamente aprire ancora di più la grazia della lectio di ogni giorno?
grazie
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mer 9 Lug - 22:46

Anna rita ha scritto:
Mi pare che "fare il punto" periodicamente sulla lectio fatta sia molto utile per capire la nostra risposta passata alla chiamata quotidiana, e, forti dell'esperienza di misericordia che ci previene costantemente, ricavare dei punti di lavoro per l'oggi e il più o meno immediato futuro.

Ciao Anna Rita,
grazie per le tue parole e per la via che apri.
Se puoi meglio spiegare: "capire la nostra risposta passata alla chiamata quotidiana" ti sarei grato, non riesco a cogliere esattamente cio' che intendi per questa frase.
Cosa intendi per "la chiamata quotidiana"? intendi il lavoro quotidiano che ogni giorno il Signore ci chiede di fare? L'atto che ricaviamo dalla Lectio quotidiana?
Grazie
Jean
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Mer 9 Lug - 23:28

Grazie Anna Rita per le tue parole,
sinceramente non ho mai approfondito molto la cosa! Forse perché la faccio d'istinto, cioè ponendomi delle domande, in modo periodico! E quando uno fa la cosa spontaneamente, a volte non si rende conto che c'è o che va detta!

1- Mi soffermerei prima di tutto sul "periodicamente". Al meno una volta all'anno, fermarsi, porsi delle domande, vedere un po' il filo dell'anno passato si, credo è doveroso! Il Ritiro di 6 giorni annuale. Al punto che il Diritto canonico ne parla come di una cosa acquisita nella Chiesa (lo propone ai sacerdoti e ai religiosi, quindi non vedo perché escludere i fedeli più ferventi).
Altra periodicità? Credo che la Quaresima, tecnicamente parlando, è un momento importante nell'anno per fermarsi, porsi delle domande, specialmente porsi la domanda: quale punto il Signore mi chiama a lavorarci durante questo tempo. Ricordandoci che durante la Quaresima la Grazia di aiuto per la conversione si raddoppia.
Altra periodicità? Nulla vieta di fare un check up ancora più frequente.

2- Per il fatto di "aprire ancora di più la grazia della lectio":
Rimango un po' fermo su un primo punto di discernimento che tocca specificamente la lectio in se: La lectio di per se, o funziona o non funziona! O la grazia del giorno legata alla Parola è passata o non è passata, o la lectio è stata il momento di cogliere una Parola oggi e metterla in pratica o no!
In questo senso, la sera, prima di dormire, rivedendo la nostra giornata, si fa come un piccolo esame di coscienza, un piccolo discernimento: ho messo, con la Grazia del Signore, in pratica la Parola o no!
Di più aggiungerei che è buono mantenere la fiducia che è il Signore che ci guida, e quindi sa meglio di noi cio' che è buono per noi! Essendo, tramite la lectio, nelle Sue Mani, non c'è da preoccupare eccessivamente.

3- Pero, la tua domanda rimane valida se si lega con cio' che dicevo a Manfredi a proposito del fatto di diventare amici e non schiavi, quindi è possibile, seguendo il filo, dopo settimane o mesi, capire meglio cosa Lui intende fare in noi.
Ho scritto tutto un capitolo nella quinta parte del libro sulla "lectio e i due comandamenti dell'amore" (pp. 143-156 (più specialmente da 151 a 156))! In questa parte parlo della crescita nella lectio, e descrivo cosa diventa la lectio, e il discernimento, per un età spiritualmente adulta.
Queste pagine danno elementi di discernimento per chi progredisce nella lectio e vuole "fare il punto". Metto in evidenza in queste pagine che la lectio fa crescere in noi la responsabilità e la libertà di scegliere, di fare.

4- Fare il punto, si fa mediante il Discernimento! Il Discernimento è il confronto periodico che bisogna fare con "l'itinerario spirituale" come ci viene presentato dalla Tradizione spirituale, per vedere se, più o meno, c'è crescita, se si cresce con buona velocità, cosa manca, ecc… questa verifica è importante, per, in un certo senso "misurarsi" con i criteri di crescita. Questo è per il Discernimento in genere!

5- Ma per cio' che riguarda la lectio rimango un po' sull'idea di dire: "la lectio o si fa bene o non si è fatta bene"! E se si è fatta bene, siamo nelle Mani del Pedagogo per eccellenza (Gesù), e quindi non c'è da preoccuparsi, perché Lui sa cosa è buono per noi, e ci guida meglio che nessun altro! In questo senso, non c'è un "aprire di più" o un aprire di meno! O si è aperti e le Grazia è passata, o no! Forse ho un'opinione un po' monolitica per cio' che riguarda la lectio, nel senso che non "accetto" mezze misure! Forse è questo un punto di discernimento iniziale, che dopo procura pace!!
Cio' che dicevamo con Manfredi era una verifica fatta dopo, per capire il Signore! È vero che la presa di coscienza, vedendo il filo della grazia del lavoro del Signore, rende il Discernimento quotidiano della Grazia quotidiana della lectio più affilato, forse si! Forse si capisce meglio il modo con il quale il Signore lavora o il punto sul quale Egli vuole lavorare. Quindi ci sarebbe una interazione benefica tra "la percezione del filo di oro" che collega le grazie ricevute durante vari mesi e "la grazia quotidiana della lectio" fatta a partire di questa verifica. Si, perché no! In questo senso, il fatto di rivedere un po' le lectio passate, le grazie ricevute, in quale direzione ha lavorato in noi il Signore ci porta a capirLo meglio, e quindi ci fa meglio prendere coscienza del suo tipo di lavoro durante la lectio e in quel senso potrebbe aprire meglio il nostro modo di ascoltare il Signore. Si, perché no!

6- A volte anche il contenuto della lectio sembra cosi "debole", impercettibile che si ha l'impressione che il Signore chiede "poco"! In certi periodi è il caso (Gv della Croce ne parla al livello dell'azione della Grazia, in un periodo particolare (certi momento della notte, e poi, fidanzamento spirituale)), nel senso che ci insegna ad affidarci di più a Lui (Teresina parlerà dell'Abbandono e della fiducia). Ma è altrettanto vero che bisogna assicurarsi di questo per non cadere in un certo quietismo velato.

No so se comincio a rispondere alla tua domanda o mi sono un po' allontanato. Dimmi tu.
A presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: prima risposta   Gio 10 Lug - 8:18

caro jean, rispondo alla prima domanda di chiarimento che mi fai.
Sì, con chiamata quotidiana intendo ciò che il Signore ci chiede ogni giorno. E' un frammento della sua chiamata iniziale che si attua giorno per giorno. Ma noi dobbiamo rispondere, con la nostra libertà.
E "COME RISPONDO?" è la domanda che mi sembra ci si debba fare periodicamente. Infatti noi rispondiamo molto poco, lo sappiamo. Ma rivedere la lectio fatta periodicamente può servire anche a questo: vedere le nostre tentazioni e cadute, nonostante le luci quotidiane che Lui ci ha dato, e noi abbiamo colto nei limiti della nostra imperfezione-egoismo-presunzione ecc-, e come la misericordia ci abbia assistito preventivamente e ininterrottamente è il primo punto fondamentale da acquisire.
Inoltre, analizzare i nostri limiti nel rispondere, ci fa mettere in luce a noi stessi "DOVE" è il nostro limite su cui lavorare (come dicevi in altre parti del forum). Poi non possiamo lavorare noi, con la sola volontà, ma solo chiedere di ricevere aiuto su questi punti, è fondamentale. Fare una richiesta "mirata" di aiuto alla misericordia è di utilità radicale per il cammino.
Così constatiamo regolarmente il soccorso che ci è dato, e questo ci conferma nell'Amore ricevuto e che attende corrispondenza, e che ci vuole soccorrere nel nostro limite a corrispondere. il Signore ci è presente sempre in modo "positivo", di incoraggiamento, non umiliante o colpevolizzante; da constatare questo nasce la nostra contrizione, e il superamento del nostro complesso di colpa.
Vedere come abbiamo risposto ci chiarisce meglio "COSA" il Signore ci aveva chiesto, ad un livello più profondo di quello che il nostro limite ci aveva fatto percepire, o la nostra volontaria miopia ci aveva indotto a credere. in questo modo anche possiamo così capire "Lui me lo aveva detto, io non ho risposto per QUESTO e QUESTO motivo"
Oltre a inviduare un pò il limite che opponiamo alla risposta, e quindi dove chiedere aiuto mirato, poi, fare memoria delle grazie ricevute ogni giorno con la lectio, serve a riconoscere meglio la pedagogia unica che il Signore usa con ciascuno, che è diversa, "mirata" anche questa alla misura di ognuno. Capire un po' meglio "come"il Signore ci parla nella lectio, e nelle cose- persone che ci fa incontrare, ci dispone ad essere più aperti al suo intervento di soccorso. Impariamo a riconoscre con più acutezza il lavoro del Signore, ce ne dà maggiore certezza, ci conferma. Anche nell'accogliere con sicurezza e gioia il Soffio più sottile, senza voler imporre il nostro limite di volontarismo, se mai, o lavorare sull'eventuale quietismo avuto. La memoria della lectio aiuta a inquadrare un po'anche le grazie mistiche che riceviamo: non parlo necessariamente e solo di "grazie mistiche maggiori": visioni ecc, ma certamente riceviamo tutti le grazie mistiche di ogni giorno. La mistica del quotidiano è da sapere che esiste, va evidenziata, riconosciuta, svelata, perchè ci è data, nel momento in cui con il Battesimo entriamo nella comunione dei santi.La mistica è una dimensione NATURALE del quotidiano. Quindi, la lectio insegna a scoprire il significato delle grazie mistiche che il Signore ci manda, che sono comprese ed in linea con l'economia del suo cammino con noi. La grazia mistica è l'involucro di un significato, una indicazione per il nostro cammino con il Signore, ci fa conoscere anch'essa chi è Lui, come si muove, come pensa: e la lectio ci apre a questo significato. Infatti spesso le grazie mistiche precedono, o sono concomitanti, a ciascuna fase del cammino individuale, e rivedere periodicamente la lectio, confrontandola con gli avvenimenti, gli incontri, del tempo contemporaneo o successivo, o anche precedente, è illuminante. Per il Signore tutto è CONTEMPORANEITA', di tempo e di spazio. Rivedere la lectio è FARE MEMORIA DI TUTTA UNA ESPERIENZA, e dare alla nostra conoscenza intellettuale un elemento esperenziale fondamentale.
In questo modo iniziamo a venire liberati con maggiore efficacia da dubbi o mistificazioni nella nostra risposta.
Anche oggi le letture ci dicono come è la misericordia... e come ogni nostro atto debba essere una preghiera di lode e di ringraziamento: anche i nostri interventi sul forum sono lode e rendimento di grazie, nella supplica al nostro dio che ci è Padre Madre Sposo Fratello amico, nel Soffio sottile del suo Amore.

Ci sono molte cose da aggiungere, se possono interessare ad altri.
Grazie per il tuo ascolto e per la tua risposta, intanto.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 11 Lug - 18:46

Caro Jean riprendo il discorso a proposito di quanto dici sopra: "Rimango un po' fermo su un primo punto di discernimento che tocca specificamente la lectio in se: La lectio di per se, o funziona o non funziona! O la grazia del giorno legata alla Parola è passata o non è passata, o la lectio è stata il momento di cogliere una Parola oggi e metterla in pratica o no!
In questo senso, la sera, prima di dormire, rivedendo la nostra giornata, si fa come un piccolo esame di coscienza, un piccolo discernimento: ho messo, con la Grazia del Signore, in pratica la Parola o no!"


Sono d'accordo su questo punto, non mi riferivo ad un "rifare la lectio già fatta". Adesso dirò cose che tu hai già detto sul libro, quindi scusa se le riprendo con altre parole, ma il fatto è che i punti sono tantissimi, e li digerisco poco per volta.
Nelle letture di oggi, in Pr 2,1, si dice "accoglierai le mie parole e "custodirai"; in Gv 15 c'è tutto il "rimanete in me", fino al "le mie parole rimangono in voi": allora mi sembra che fare la lectio sia "accogliere le mie parole" e fare memoria della lectio sia "custodire i suoi insegnamenti", cioè "incarnarli in noi"; fare memoria è "rimanere in Lui" che è anche permettergli di farci liquidi per Lui, perchè Lui ci trasformi in Sè. E in tal modo si arriva poco per volta al timore di Dio, al "troverai la scienza di Dio", al "trovare grande gioia " in Lui. Fare memoria della Lectio è anche riconoscere le "grandi cose che ha fatto per me", in positivo, e non solo nel senso del "dove ho mancato". Si inizia ad assimilare la nostra memoria umana, che è di possesso, alla memoria di Dio, che è Carità, Agape. E con la conoscenza di esperienza l'intelligenza si apre, si arricchisce di Sapienza, che è la Carità. Si è avvinti dalla delizia (non saprei che parola usare, qui) che può essere il lasciarsi trasformare in lui. Nella Paqua!
Tutte queste cose tu le hai già dette, scusa se le richiamo. Volevo solo chiarire il fatto che "la Lectio o funziona, o non funziona". MI sono spiegata?
grazie


Ultima modifica di Anna rita il Sab 12 Lug - 15:17, modificato 1 volta
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 11 Lug - 18:49

Grazie Anna Rita per la prima risposta alla quale rispondo adesso:

È una risposta alla mia domanda, ma prima di tutto, cio' che hai fatto è una risposta alla tua propria domanda. E dici: "ci sono molte cose da aggiungere". Credo importante di dire il tuo pensiero, di condividerlo con gli altri qui. Quindi ti incoraggio a farlo. Vorrei adesso dire alcune cose in risposta a cio che dici:

1- Tutto cio' che dici è limpido ed è da fare: fare memoria delle Grazie quotidiane ricevute è un attività Mariana, quindi non posso che approvare cio' che dici. Ma "come farlo" è la domanda! Quindi:

2- E' da fare, ma con equilibrio: cioè farlo in modo che ci serve, che serve alla nostra crescita e a una migliore corrispondenza alla Grazia della nostra chiamata. L'eccesso sarà un'analisi esagerata delle Grazie ricevute (e non abbiamo tutta la capacità di farlo, perché il cammino non è finito, e si capiscono le cose a volte, molto dopo). Ma non solo questo: mantengo l'importanza di un attitudine di docilità, anche e soprattutto in questo "fare memoria". Questo "fare memoria delle Grazie" è un attività Mariana ed è importante di farlo "con Maria" (che conserva in noi le grazie, e non li lascia perdere), e "come Maria".

3- E' importante mantenere l'equilibrio soprannaturale di sinergia tra l'azione e l'iniziativa dello Spirito e la nostra risposta-corrispondenza, in Maria, quando facciamo questa Memoria delle Grazie, se no, usciamo ad un certo momento dall'impresa dello Spirito, e Gesù torna a non essere Gesù più il Pedagogo, cioè diventiamo noi coloro che guidano la macchina, non Gesù. (cio' non toglie la nostra libertà, ma è solo un punto di discernimento che sottolineo.)

4- Riceviamo grazie non solo nella lectio, ma nella Preghiera del Cuore e anche in altre attività: lettura spirituale, incontro con gli altri, e altri tipi di preghiera! La Messa rimane la Fonte Fondamentale. E quindi, riceviamo grazie "fuori" del campo specifico della lectio, e il lavoro del "fare memoria" delle Grazie direi è più globale, quindi non lo metterei solo sotto la voce "lectio" solo, ma sotto la voce della vita spirituale in genere, come una sorta di attività ciclica, Mariana.

5- Aggiungo un punto importante: chi "rende grazia", prende per forza prima coscienza delle grazie ricevute, e questa è una seconda grazia. Direi cosi: una prima grazia fondamentale è il fatto di "ricevere una grazia", una seconda grazia è attivare quest'altra attività della grazia di "prendere coscienza" della grazia ricevuta! E questo rafforza la grazia ricevuta. Aggiungo: una terza grazia: esprimere questa grazia ricevuta è il "compimento" direi della grazia. E questa triplice attività attira su di noi nuove grazie. Chi rende grazie, attira nuove grazie, perché chi "riconosce" e "rende grazia al Signore" attira la Grazia, nuove grazie, perché fa un atto di umiltà. Alcuni leggendo queste cose potranno pensare che sono troppe elucubrazione, me non lo credo! È un attività Mariana di dire: il Signore ha fatto in me grandi cose! E santa Teresa di Avila parla di queste tre grazie sopramenzionate: "Quando il Signore gliele concederà, se già non gliele ha concesse, godrà molto nel trovarle qui scritte e comprenderà in che consistano, perché 1- una cosa è ricevere da Dio la grazia, 2- un'altra conoscere che tipo di grazia sia e 3- un'altra ancora saperla presentare e far capire come sia." (Vita 17,5 e anche: 12,6; 30,4; 16,2; 23,9.11) Vedere anche "Somma Teologica II-II Q 45 a. 5 Rispondo" dove san Tommaso affronta una cosa assai vicina:
"Altri invece ricevono il dono della sapienza in un grado superiore,
I- sia rispetto alla contemplazione delle cose divine, perché conoscono alcuni misteri più alti
II- e li possono comunicare ad altri;
III- sia rispetto alla guida degli atti umani secondo i criteri divini, perché possono guidare così non solo se stessi, ma ordinare anche gli altri."
Aggiungo dicendo che oggi, non vanno considerate queste grazie di "grado superiore" come un privilegio dato a pochi! I giorni che viviamo, dove la cultura media puo' essere molto alta, ha bisogno di questi gradi corrispondenti di grazia! Credo che sono dati a molti. Quindi, citare qui santa Teresa e san Tommaso non ci fa uscire del nostro soggetto.
Questo ci mostra che cio' che riceviamo non è sempre solo per noi stessi! Il Cristiano è chiamato a dare gratuitamente cio' che ha ricevuto gratuitamente! Non puo' ricevere cosi tante grazie e rimanere chiuso in se stesso! Il Signore forma in noi anche l'apostolo! Comme l'abbiamo visto con san Giovanni, soprattutto nell'ultima giornata, l'apostolato, la Testimonianza, non sono cose riservate ad alcuni! Ma tutti gli amici di Dio che siamo noi, siamo chiamati a dare, siamo degli inviati! Ma bisogna essere formati a immagine del Maestro!

6- Mi piace cio' che dici della mistica nel quotidiano, che dovrebbe essere la normalità della quotidianità del Cristiano (preferisco "normale" a "naturale"). Mi piace molto questo, ed è da sviluppare e da spargere! La Mistica, in quanto comunicazione della grazia santificante, con tutto il cammino di crescita che questo coinvolgerà, è la normalità del Regno che Gesù è venuto a darci.

Mi fermo qua per il momento.
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: attività mariana   Ven 11 Lug - 19:13

Grazie Jean. Mi spiace che la mia risposta di ieri sia sembrata ... risposta alla mia domanda, perchè invece voleva solo essere un chiarimento della mia domanda stessa, cercavo un giudizio altrui più "mirato"...

Rispondo adesso all'ultimo tuo intervento di oggi, solo in qualche punto per il momento.

Punto 2 e 3) Sì sono d'accordo che occorre grande prudenza, ed affidarsi, affidarsi, affidarsi, questo non basta mai. (Tutto sommato, meglio rischiare se mai il quietismo: tanto ci pensa il Signore a svegliarti, se serve... sa parlare molto deciso, se vuole...). C'è la verifica con altri, anche, che conferma il risultato o lo corregge.
Ma l'aiuto di fondo, a questo proposito, viene in modo insostituibile, quanto indispensabile, da Maria, questo in modo assoluto è sperimentalmente vero. E sarebbe insipienza, e pure autolesionismo, voler essere pedagoghi di noi stessi: occorre pregare molto per ricevere la grazia di sfuggire a questa tentazione\caduta, ma ci aiuta anche la coscienza dell'abisso tra Lui e noi.
A questo proposito, dell'evitare quietismo e autopedagogia, mi pare che ci aiuti a fondo un messaggio di Maria di Medj.: quello dove lei ci dice di affidare a lei il nostro cuore perchè lei possa farci conoscere la "semplicità della vita". La SEMPLICITA' mi sembra la grazia più grande da chiedere e da ricevere... E non va mai dimenticato che Maria instancabilmente ci invita a "darle il cuore". E dobbiamo pregare moltissimo per ottenere anche questa grazia di potere dare a lei il nostro cuore in verità. Davvero Dio è semplice!!! Very Happy Very Happy Very Happy , e lo si sperimenta con delizia e pace infinite, gioia pacificante, proprio affidandosi completamente alla potenza e carità di Maria, alla sua umiltà sapientissima, restando in Maria NELLA COMUNIONE DI PREGHIERA ININTERROTTA. (E conferma di questo l'ho ricavata dal fatto che questa semplicità nella gioia pacifica sia il vissuto più immediatamente percepibile entrando in contatto con le diverse comunità che si sono formate a Medj., da quelle contemplative, a quelle di cura ed assistenza, fino alle semplici famiglie).

Punto 4) Sì sono certamente d'accordo che il "fare memoria della lectio" avviene con il confrontare le luci ricevute con tutta la restante vita spirituale, mi spiace se non l'ho detto con chiarezza. Altrimenti si perdono i dati ricevuti da tutte le grazie che il Signore ci manda negli altri modi. E' un fare mistica del quotidiano, che comprende il soprannaturale, ovviamente, non lo si può tagliare fuori relegandolo ad altri spazi!!! Allora forse non dovrei dire"fare memoria della lectio" ma "fare memoria del nostro percorso spirituale, alla luce della lectio e della mistica"... Very Happy Very Happy Very Happy Ma viene noioso e lungo... Laughing Ho evidenziato la mistica come punto di partenza del riesame, in quanto la lectio è dato "intellettuale, verificabile con gli strumenti razionali", almeno in parte, così mi pare. E poi, io parto dalla lectio, nel riesame, per andare al resto, e non viceversa. Cioè leggo tutto alla luce della Lectio.E con la parola Lectio comprendo anche spunti che mi derivano da letture spirituali o altri insegnamenti spirituali, che si collegano ad insegnamenti ricevuti nella Lectio..., e che molte volte me la aprono maggiormente, me la fanno scavare (vedi Pr 2 di oggi...)ottenendo luci molto più limpide... Capire meglio il testo fa anche capire meglio la luce per me oggi, almeno mi sembra che funzioni così per me. (anche se poi mi sono posta il problema di vedere se parli di questo punto nel testo..., o potresti giudicare questa "aggiunta" da altre fonti "non fare Lectio" ?) Cosa ne dici?
C'è poi da dire che il risultato del "riesame" non è assoluto: sia perchè è ovvio che noi siamoinseriti nel tempo, e più avanti potremo giudicare le stesse situazioni spirituali con occhi man mano diversi, e quindi... è sempre un "riesame in corso" mai concluso. Ma per fortuna! La Misericordia ci assiste continuamente, non smette mai di soccorrerci!

AGGIUNTA: Credo che i messaggi di Medj siano un'ottima via per comprendere e praticare un po' tutto l'insegnamento della chiesa, anche la parte che tu ne dai nei testi e nei corsi. Infatti a me serve molto riferirmi ai messaggi di Medj., perchè esprimono in modo semplice, quotidiano, e con la premura affettuosa della Madre (cioè: ripete, ripete, ripete, non si stanca mai, dolcissima, luminosissima) cose teologiche sentite da te o da altri. Credo che dovremmo approfondire molto, scavare scavare scavare (anche questo richiama di nuovo le letture di oggi!... Smile ) questi messaggi, il perchè di Medj. Mi sembra molto urgente per tutti... E Lei chiede il nostro aiuto... (e Maria è quella che vive la mistica del quotidiano nel modo più esemplare, trasparente e luminosissimo...)
Grazie e mi scuso se ho forse divagato con Medj.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: In sintesi   Sab 12 Lug - 15:34

Per togliere la confusione che deriva dall'aver detto prima troppe parole: io mi sono accorta dell'utilità per me del fare memoria della lectio, e volevo comunicarla ad altri, chiedendo chiarimenti e suggerimenti e giudizi a Jean ed agli altri, anche perchè quello che mi capita di fare mi pare che potrebbe essere "standardizzato" meglio, almeno per me.
Quando faccio la lectio quotidiana, la cosa finisce lì, senza allargamenti a letture in più; in seguito capita a volte che io incontri letture o altro che mi richiamano e chiariscono punti della luce ricevuta da un versetto di una lectio, attraverso spiegazioni esegetiche o spirituali che mi accorgo mi fanno capire meglio quanto ricevuto attraverso un certo versetto\parola ecc, me la fanno scavare e me la fanno ricevere nel suo significato più in profondità. Che questo "funzioni", me ne è la prova il fatto che a quel punto avverto la luce con più pace e "soddisfazione "spirituale, come accade nel caso di lectio "ben riuscite", e come magari non era accaduto nel corso di quella specifica lectio iniziale. E questo mi fa camminare con maggiore sicurezza.
Ogni tanto mi capita di vedere che, riconsiderando la lectio di un certo periodo, e gli avvenimenti di quel periodo, o di precedenti, o successivi, emergano collegamenti e spiegazioni, alla luce di un allargamento ricevuto nel frattempo della mia attitudine all'ascolto, in seguito a fattori varii non da me preordinati. I collegamenti non li cerco nè li sollecito, mi sono dati. Così vedo meglio tentazioni\ cadute e grazie di crescita ricevuti. Verifico il tutto con altri, in confessione, spesso. Verifico anche soprattutto i frutti, che sono interiori, in genere, e questo è quello che soprattutto mi convalida il lavoro che mi pare il Signore abbia fatto in me.Lo verifico naturalmente sempre, anche perchè sono sempre sorpresa di tanta magnanimità del Signore, che mi fa dire"ma come può essere proprio per me?"
Mi sembra che sia importante prendere coscienza, per me almeno, di quanto accaduto nella mia vita spirituale durante un certo periodo, perchè questo mi fornisce mi pare elementi di maggiore attenzione ed avvedutezza nel tentare di rispondere in seguito al Signore. Tutto qui. Questo non vuole dire che sto proponendo una mia esperienza come metodo da applicare da altri, però. Sto solo dando una "dritta" su una esperienza che mi ha sorpreso positivamente, e che magari ad altri può non interessare nè essere di aiuto minimamente.
Scusate la troppe parole precedenti.
grazie
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Sab 12 Lug - 17:44

Anna rita ha scritto:
Grazie Jean. Mi spiace che la mia risposta di ieri sia sembrata ... risposta alla mia domanda, perchè invece voleva solo essere un chiarimento della mia domanda stessa, cercavo un giudizio altrui più "mirato"...
Parlavo di quella di prima di ieri, parlavo della domanda stessa. Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Sab 12 Lug - 20:32

Anna rita ha scritto:
Nelle letture di oggi, in Pr 2,1, si dice "accoglierai le mie parole e "custodirai"; in Gv 15 c'è tutto il "rimanete in me", fino al "le mie parole rimangono in voi": allora mi sembra che fare la lectio sia "accogliere le mie parole" e fare memoria della lectio sia "custodire i suoi insegnamenti", cioè "incarnarli in noi"; fare memoria è "rimanere in Lui" che è anche permettergli di farci liquidi per Lui, perchè Lui ci trasformi in Sè. E in tal modo si arriva poco per volta al timore di Dio, al "troverai la scienza di Dio", al "trovare grande gioia " in Lui. Fare memoria della Lectio è anche riconoscere le "grandi cose che ha fatto per me", in positivo, e non solo nel senso del "dove ho mancato". Si inizia ad assimilare la nostra memoria umana, che è di possesso, alla memoria di Dio, che è Carità, Agape. E con la conoscenza di esperienza l'intelligenza si apre, si arricchisce di Sapienza, che è la Carità. Si è avvinti dalla delizia (non saprei che parola usare, qui) che può essere il lasciarsi trasformare in lui. Nella Pasqua!
Perfetto.... mi piace quel modo con il quali dici queste cose, citando la Bibbia... è bello. Grazie
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Sab 12 Lug - 20:36

Anna rita ha scritto:
Sono d'accordo su questo punto, non mi riferivo ad un "rifare la lectio già fatta".
Io invece temevo che non si tenga in conto il fatto che averla fatta è già una grazia. E quindi temevo che si cavalca il fatto di farla, saltandolo, e andando alla ricerca di una analisi, non fondata necessariamente sulle Grazie ricevute. Ma vedo che questo non è il caso, e quindi va benissimo.
Adesso vado a leggere cio' che hai scritto. (Pian piano.)
Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Sab 12 Lug - 21:19

Anna rita ha scritto:
Punto 4) Sì sono certamente d'accordo che il "fare memoria della lectio" avviene con il confrontare le luci ricevute con tutta la restante vita spirituale, mi spiace se non l'ho detto con chiarezza. Altrimenti si perdono i dati ricevuti da tutte le grazie che il Signore ci manda negli altri modi. E' un fare mistica del quotidiano, che comprende il soprannaturale, ovviamente, non lo si può tagliare fuori relegandolo ad altri spazi!!! Allora forse non dovrei dire"fare memoria della lectio" ma "fare memoria del nostro percorso spirituale, alla luce della lectio e della mistica"... Very Happy Very Happy Very Happy Ma viene noioso e lungo... Laughing Ho evidenziato la mistica come punto di partenza del riesame, in quanto la lectio è dato "intellettuale, verificabile con gli strumenti razionali", almeno in parte, così mi pare. E poi, io parto dalla lectio, nel riesame, per andare al resto, e non viceversa. Cioè leggo tutto alla luce della Lectio.E con la parola Lectio comprendo anche spunti che mi derivano da letture spirituali o altri insegnamenti spirituali, che si collegano ad insegnamenti ricevuti nella Lectio..., e che molte volte me la aprono maggiormente, me la fanno scavare (vedi Pr 2 di oggi...)ottenendo luci molto più limpide... Capire meglio il testo fa anche capire meglio la luce per me oggi, almeno mi sembra che funzioni così per me. (anche se poi mi sono posta il problema di vedere se parli di questo punto nel testo..., o potresti giudicare questa "aggiunta" da altre fonti "non fare Lectio" ?) Cosa ne dici?
C'è poi da dire che il risultato del "riesame" non è assoluto: sia perchè è ovvio che noi siamoinseriti nel tempo, e più avanti potremo giudicare le stesse situazioni spirituali con occhi man mano diversi, e quindi... è sempre un "riesame in corso" mai concluso. Ma per fortuna! La Misericordia ci assiste continuamente, non smette mai di soccorrerci!
Una piccola risposta:
La lectio in senso abituale e tradizionale è la lectio fatta a partire della Parola di Dio. Io propongo una lectio fatta a partire delle letture della Messa, quindi è una lectio liturgica, o sinassica, o ancora: è il programma della lectio offerto dalla Chiesa. Questo è la lectio.
Che dopo, la lectio fatta bene, generi attitudine di apertura e di ascolto a tutto, nulla vieta. Vi ho sempre detto che anche quando si legge un testo spirituale, anche quando si studia, non lo si fà mai "da soli", ma sempre con lo Spirito Santo Maestro interiore, che spiega, ricorda, a fà capire. Se vuoi chiamare questo lectio è scelta tua, ma non lo è, è semplicemente ascolto e docilità allo Spirito Maestro.
Jean

PS Per "la semplicità" e per "dare il cuore a Maria", senza menzionare Medj, ma menzionando i santi e i mistici e l'insegnamento ordinario della Chiesa, ho detto queste cose, e ho menzionato libri da leggere, dove facilmente si trovano queste cose! Il movimento stesso della Preghiera del Cuore, come lo insegno è un affidare, un dare il nostro cuore nelle Mani di Maria! Più chiaro di questo! Quindi non c'è niente da ridire su questi "insegnamenti". Anzi, vanno messi in pratica!
Ma per cio' che riguarda Medj, personalmente, in quanto responsabile, mi affido al giudizio della Chiesa Cattolica Romana. Siccome non ha detto niente, allora non dico niente. (Tutto rispetto e onore dovuti alla Madonna e alla pietà di ogni fedele e al lavoro che la Grazia fà comunque nei cuori.)
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Dom 13 Lug - 21:21

Per la questione importante della "passività" vera o falsa (quietismo ecc), nella vita spirituale, ho aperto un nuovo soggetto dove ho trasferito le parti che la riguardano.
Grazie
Jean
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paul



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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 8 Ago - 13:07

Jean
avrei voluto nel mese di agosto dedicarmi all'approfondimento della Lectio divina con il tuo libro
sta di fatto che alla libreria paoline l'ho prenotato poco dopo la metà di luglio: la suora mi disse gentilmente che dopo pochi giorni sarebbe arrivato e mi avrebbe avvisato con un sms
il messaggio non è arrivato e le suore sono in ferie
pazienza
ciao
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marisa

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 8 Ago - 14:56

no no che pazienza! caro Paul contatta Manfredi o Emanuela oppure me io ne ho una copia in più e te la passo volentieri.
A presto Marisa
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Ven 8 Ago - 15:01

Per Paul scusa non ti ho dato l'indirizzo se mi vuoi contattare
mar.memeo@gmail.com
ciao ciao
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Lun 20 Ott - 1:24

PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE AMBROSIANO

http://www.unipiams.org/stampa/120


Ordinamento delle letture della Messa (Romano)

http://www.celebrare.it/documenti/olm/olm.htm

Altri testi del Magistero sulla liturgia:

http://www.celebrare.it/documenti/documenti.htm
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Lun 20 Ott - 21:03

Grazie Jean!

In aggiunta vorrei segnalare la lettera del Card. Tettamanzi a tutti i fedeli ambrosiani sul nuovo Lezionario, distribuita ieri nelle parrocchie e intitolata: Beati coloro che ascoltano la parola di Dio.

Per chi non l'avesse ancora letta, ecco il link:

http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/apps/docvescovo/files/1309/lezionario.doc
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: 1) Vita fondata sulla Parola di Dio (Lectio Divina)   Lun 27 Ott - 5:29

La parola che si mangia e si beve
____

Martedì 21 ottobre 2008, di Inos Biffi

Tutti i padri hanno commentato la Scrittura, fonte immediata della loro predicazione e catechesi e della loro teologia. Come del resto sarà per larga parte nel medioevo, dove la sacra pagina rappresentava il principio e il testo base della lectio scolastica, dal quale si verranno sviluppando le diverse glosse, e quindi le quaestiones e le disputationes. Ma un tratto particolare contraddistingue la teologia e la spiritualità biblica di sant'Ambrogio, che largamente attinse al metodo di Origene, con la sua distinzione tra la "lettera" e lo "spirito" della Bibbia, tra l'apparenza esteriore e il midollo interiore, ed è la lettura cristologica del libro sacro.
Accostarsi alla Scrittura per il vescovo di Milano non è un puro esercizio di informazione o di cultura, ma una profonda esperienza spirituale, una reale comunione con Gesù Cristo; e, infatti, essa non è tanto una fonte di informazioni sul passato, un repertorio di concetti e di dottrine, ma il luogo di esperienza del Verbo, d'altra parte secondo la persuasione che la Bibbia è tutta attraversata dall'attuale presenza di Gesù, quasi un suo sacramento.
Secondo Ambrogio ("De paradiso") il passeggiare di Dio nel paradiso terrestre (Genesi, 3, Cool significa la sua presenza e il suo aleggiare "nel corso degli avvenimenti narrati dalle divine scritture"; ma, ugualmente, nelle medesime Scritture, è presente e aleggia Gesù Cristo. Ambrogio, infatti, commentando il salmo 39, esclama: "Io ti attendevo, Signore Gesù, e tu finalmente sei giunto; nel vangelo hai indirizzato i miei passi, hai infuso nella mia bocca un canto nuovo: il Nuovo Testamento".
Veramente, già prima di giungere nel Nuovo Testamento, Gesù era presente nell'Antico: la Scrittura egli la percorre tutta, non solo perché vi si trova raffigurato, ma perché vi è già realmente anticipato. Egli già agisce e parla nei grandi eventi e nei protagonisti dell'attesa.
Nell'Antico Testamento - secondo la lettura che è comune ai padri ma con un tono e un sentimento tutto sant'ambrosiano - è soprattutto Gesù che si riscontra, che viene preveduto ed è motivo della speranza del perdono: Davide "aveva sete del sangue di Cristo (...), aveva sete del sacrificio di Cristo (...), in cui sarebbe avvenuta la remissione dei peccati"; i suoi occhi in pianto prevedevano lui; se i suoi occhi erano sempre volti al Signore, vuol dire che "era sempre sotto lo sguardo di Cristo"; se pianse a lungo è perché rimase a lungo "sotto lo sguardo del Signore", "arbitro del perdono". C'è, tra le opere di sant'Ambrogio, una pagina, che specialmente illustra questa presenza di Gesù Cristo e quindi la possibilità di un vivo contatto con lui nella Scrittura, espresso con l'efficace e concreta immagine del "bere": "Bevi per prima cosa l'Antico Testamento - egli esorta nel commento al 1 salmo - per bere poi anche il Nuovo Testamento (...). Bevi tutt'e due i calici, dell'Antico e del Nuovo Testamento, perché in entrambi bevi Cristo. Bevi Cristo, che è la vite; bevi Cristo, che è la pietra che ha sprizzato l'acqua. Bevi Cristo, che è la fontana di vita; bevi Cristo, che è il fiume la cui corrente feconda la città di Dio; bevi Cristo, che è la pace; bevi Cristo, che è "il ventre da cui sgorgano vene d'acqua viva": bevi Cristo, per bere il suo discorso. Il suo discorso è l'Antico Testamento, il suo discorso è il Nuovo Testamento. La Scrittura divina si beve, la Scrittura divina si divora, quando il succo della parola eterna discende nelle vene della mente e nelle energie dell'anima".
[...]
Un cristiano, inoltre, è consapevole che essa non è un testo "privato", offerto all'autonoma esegesi del singolo credente, ma un dono affidato da Cristo alla sua Chiesa, dove la Bibbia vive ed è commentata sotto la luce dello Spirito e con la guida di quanti hanno ricevuto il carisma e la missione del magistero. Senza dubbio, è il singolo fedele che la deve assimilare e lasciarla crescere dentro di sé, quasi conferendole una molteplicità e un incremento di significati, disvelandone, secondo la propria intelligenza e le proprie necessità, gli infiniti e stupendi segreti in essa contenuti, ossia scoprendo tutte le risorse che, di là dalla "lettera", sono nascoste nello "spirito" della Scrittura.

(©L'Osservatore Romano - 20-21 ottobre 2008)
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