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 Metodologia del lavoro nella Mistica

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Jean
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MessaggioTitolo: Metodologia del lavoro nella Mistica   Gio 9 Nov - 19:19

Dicevo in un altro soggetto (quello di santa Teresina):

"Potete quindi cominciare a mettere insieme i diversi principi di interpretazione e di lettura nell'ambito della Mistica.
Puo' servire come strumento di "metodologia".
Perchè cio' che manca di più sono le questioni di metodologia.
Per chi lavora nella mistica, (e ognuno di noi ne è uno, perchè questa scienza, la scienza dell'Amore, è indispensabile come ce lo ricorda santa Teresina), è importante, si, avere alcune nozioni di metodologia del lavoro nella Mistica.

Creo quindi qui un nuovo soggetto allora, con questo nuovo titolo.
Jean"


Si, confermo, sono questioni importanti. Ecco alcune tappe di questo lavoro (da tradurre):

Processo interiore di nascita delle Parole del Corpo Dottrinale dell'Amore, la Mistica:

Le Parole del "Corpo Dottrinale" nascono, appaiono, prendono corpo in noi, per mezzo di una operazione misteriosa presieduta dallo Spirito Santo e da Maria. Il processo di questa nascita delle Parole e della costituzione del Corpo comprende diverse tappe.

1- Ascolto della Parola di Dio
2- Messa in pratica della Parola di Dio.
3- Esperienza di Dio (nella parte sopracosciente, lo spirito)
4- Percezione di questa esperienza (nella parte cosciente, l'anima: l'intelligenza) e presa di coscienza di essa.
5- Comprensione, appropriazione, confronto con la Tradizione Mistica vivente. Verifica, riconoscimento, integrazione, "reperimento", integrare in una Tradizione. Discernimento. Intervento di un Maestro umano. Questa è l'operazione più delicata.
6- Arrivare al punto centrale della comprensione del lume ricevuto, in modo quasi scarno (comprensione delle verità nude) al di là ed al di dentro della corteccia delle parole. Imparando a distinguere bene il contenuto dalla forma che lo riveste nell'ambito di un determinato periodo storico.
7- Formulazione in un linguaggio in uso attualmente, senza sminuire il messaggio essenziale, rispettando i due estremi: Dio che ispira e l'uomo che aspetta il nutrimento. Formazione: nascita delle Parole.
8- Costituire il Corpo.
a) Determinare le parti della materia, passando dalle grandi parti alle semplici unità.
b) Articolare la materia in modo organico e proporzionato, rispettando la gradualità dell'esposizione.
c) Presentare la materia, spiegando e esponendo le nozioni in modo che esse possano essere non solo comprese ma anche messe in pratica in modo efficace.


Seguono alcuni requisiti che è indispensabile che siano soddisfatti da tutti gli operatori durante il loro lavoro nel realizzare questo Corpo e che devono essere le stelle che li guidano in ogni momento:

1) Tutte queste tappe sono abitate da uno spirito soprannaturale di preghiera costante, da una fedeltà rinnovata quotidianamente da parte di tutto il nostro essere nei confronti dello Spirito Santo che è il Maestro di tutti questi processi e nei confronti di Maria loro Madre. Tutto ciò presuppone grandi qualità di ascolto, di attenzione a Dio in ogni cosa e di capacità di intuire lo svolgersi della sua azione dappertutto ed in noi.

2) Pazienza in questo lavoro. Evitare di camminare troppo in fretta e di bruciare le tappe. La tappa del riconoscimento è probabilmente la tappa più difficile e delicata da gestire. E' indispensabile in questa fase l'intervento di un Maestro umano che guidi questa pazienza, l'orienti, la faccia perseverare, la conduca a buon fine.

3) Sapersi appoggiare costantemente sulla Parola di Dio meditata personalmente ogni giorno, digerita e fatta diventare nostra propria sostanza come fu il caso dei Padri della Chiesa e dei Mistici come Giovanni della Croce.

4) Imparare ad avere familiarità e studiare a fondo i tre grandi dottori mistici: Giovanni della Croce, Teresa d'Avila, e Teresa di Gesù Bambino. Questo senza escludere tutti gli altri autori mistici e spirituali.

5) Chiarezza di esposizione (evitando l'astrazione e le fumosità, evitare le oscurità e non pronunciarsi quando non si sa abbastanza). Impiegare tutti i metodi disponibili oggigiorno. Pensare anche a disegni grafici che facilitino la comprensione. Si deve aspettare ad esporre un concetto fino a che non è chiaro per se stessi.

6) Facilità di applicazione pratica. Viene proposta una cosa da mettere in pratica, e in colui che la attua nasce una Vita divina. Mantenere il senso dell'umano, e della messa in pratica. Finché una cosa non è abbastanza facile da eseguire, è importante di evitare di fare portare agli altri un peso che noi stessi non siamo capaci di reggere. Il giogo di Cristo, cioè lo Spirito Santo, è leggero, visibile e facile da mettere in pratica. Non complichiamo la vita agli altri.

7) Efficacia pratica. E' inutile presentare cose che non hanno nessuna efficacia (per crescere). Ci sono pratiche che sono più importanti di altre. Occorre sapere fare delle scelte di priorità, sfrondare senza edulcorare. Non perdere mai di vista la praticità di questo Corpo che è chiamato ad essere messo in pratica e deve trasformarsi in Vita nelle persone che se ne nutrono.

A presto
Jean
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Metodologia del lavoro nella Mistica   Gio 16 Nov - 19:59

La spiritualità carmelitana è universale,
cioè : appartiene a tutti i membri della chiesa
_______


Parlavo con una persona che seguo, che è oblata benedettina. Da qualche tempo segue la formazione alla vita spirituale che do. Ne è molto contenta, perché li fa scoprire delle dimensioni insospettate per la vita spirituale, un orizzonte più largo ecc.. Ha prossimamente un incontro nel Monastero benedettino e mi diceva che voleva, prima di avere di nuovo attività li, radicarsi prima nella spiritualità come la presento. L'ho incoraggiata a radicarsi, ma ho dovuto chiarire un punto che mi pare molto importante.

Ho detto questo:

Qualsiasi ordine, scuola o movimento nella chiesa, quando cerca di approfondire la vita spirituale, quando cerca di andare oltre i primi passi nella vita spirituale, arriva sempre alla fine alla spiritualità cosiddetta "carmelitana". E' l'acqua sotterranea comune a tutti.
I santi dottori mistici: Giovanni della Croce, Teresa di Avila e santa Teresina, non sono dottori particolari, di una scuola particolare, di un ordine particolare, di una spiritualità particolare! No! Sono dottori universali! Sono dichiarati "dottori della Chiesa universale", non di una chiesa particolare, o di un ordine particolare. Perché? Perché hanno in loro una ricchezza che non appartiene solo a loro, solo ad una famiglia particolare, ma a tutti i fedeli del mondo. Non appartengono al loro Ordine - il Carmelo - ma ormai appartengono alla Chiesa universale!!
Sono come una acqua sotterranea che, quando qualsiasi "scuola" of "famiglia spirituale" nella chiesa scava profondo trova. E' comune a tutti, non è di una scuola particolare! Sono Maestri universali.

Vorrei prendere due esempi per far capire questo punto importante.
Quando si leggono alcune sintesi o grandi studi sulla vita spirituale (non ci sono molti), appena gli autori cominciano ad affrontare le "vette" (come si dice) della vita spirituale (cioè l'unione con Dio e cio che viene dopo), cosa fanno? Chi citano? Da chi attingono? Giovanni della Croce e santa Teresa di Avila! Perché? Perché Dio ha messo in loro dei beni immensi, non per il loro ordine solo, ma per tutta la chiesa! Perché non ci sono altri che sanno descrivere queste cose meglio di loro! Certo che ci sono altre scuole, altre spiritualità, altri movimenti, ma quando si vuol studiare (non fare spiritualità superficiale, alla buona), non si puo' fare a meno di andare da loro!

Non appartengono a loro stessi, non appartengono al loro ordine, sono UNIVERSALI. Noi non dobbiamo andare dal Carmelo per trovarli, sono loro che vengono a trovarci dove siamo! I Doni Divini messi in loro sono messi dalla Mano di Dio, e hanno come destinatari: il mondo intero, tutta la Chiesa, tutti gli ordini, e tutte le scuole, tutti gli esseri umani.
Con loro non siamo di fronte ad un pozzo particolare, in un terreno particolare! Siamo arrivati all'acqua sotterranea che corre sotto tutto il paese (tutta la terra)! Presto o tardi ci si arriva! C'è gente che ha tendenza a distinguere le diverse spiritualità, le scuole ecc… ma questa gente non vede più lontano dal suo naso! Chi ti spiega le cose? Chi ti spiega in dettaglio come fare, chi ti aiuta a discernere ecc..? loro lo fanno loro (Gv + e T Avila) in pienezza!
Dobbiamo uscire da queste mentalità di "partiti", di "sette" ecclesiali, per capire cio' che è comune a tutte le vie della santità. Bisogna avere l'umiltà di dire: "i specialisti di questa materia sono loro, allora andiamo da loro". Se no, non si sta scavando profondo nel suo proprio terreno (la sua propria famiglia spirituale)!

Non è affare di gusto qui, o di famiglia personale, si tratta della grande domanda del Concilio: "cos'è la santità?" c'è voglia di gridare a tutti oggi: Spiegateci cos'è la santità e come arrivarci! Vogliamo una strada chiara, applicabile, pratica, efficace, e per favore: vogliamo un cammino completo, che ha una "Omega" alla fine, una "z" alla fine, perché spesso si comincia, con tanta bella volontà (anche la vita religiosa), ma alla fine, non si sa dove si va! Non si fanno le verifiche proprie del camminare (le cose si fanno "alla buona")!

Se il Concilio Vaticano secondo ci ha ricordato l'essenza del Vangelo: "la chiamata a tutti alla santità", allora il dovere di ogni cristiano, prima anche di appartenere ad un movimento, o ad un ordine, o anche a diventare sacerdote, è chiamato a porsi le vere domande, la vera e unica domanda vitale: "cos'è la santità?" E "ci arriverò cosi, o no?", "Come arrivarci?"

Si vive spesso nella chiesa come se fosse che questa domanda è secondaria! O alle volte (ed è tremendo anche) da gente che pretende sapere cos'è la santità, imponendo gioghi tremendi, che non hanno niente da fare con la santità (ed è ugualmente criminale di pretendere guidare quando non si ha neanche preso la pena di imparare "il mestiere" in modo adeguato).

I grandi sapienti benedettini quando scrivono di spiritualità, appena si addentrano nella vita spirituale, a quali autori vanno? Vanno a santa Teresa e a san Giovanni della Croce! Non hanno scrupoli di farlo, perché sanno benissimo che da loro, non ci sono autori, santi, dottori che hanno dato a loro una cosa uguale! Teresa e Giovanni sono carichi di Tesori immensi. Hanno aperto vie per noi di una straordinaria ricchezza.

Il grande teologo Domenicano del secolo scorso, il Garrigou-Lagrange, quando scriveva le sue grande sintesi di vita spirituale, di teologia spirituale, quando appena cominciava ad addentrarsi nella descrizione, cosa faceva? Andava da Giovanni della Croce e da santa Teresa! Ed è un Domenicano, cioè: la gente nella chiesa responsabile - di tradizione - per darci la Teologia! Quindi non va dal grandissimo Tommaso d'Aquino (dottore della Chiesa anche lui), ma va, da Domenicano, verso Giovanni della Croce e da Santa Teresa, e non ha scrupoli per farlo, perché vede l'immensa differenza tra l'insegnamento di base (dei principianti) dato da San Tommaso d'Aquino, e l'insegnamento infinitamente più alto di Giovanni della Croce e di Teresa di Avila. Lo fa da Domenicano e non ha scrupoli di farlo! Non ha considerato che la sua scuola di spiritualità (Domenicana) è offesa nel fare questo! Riconosce che c'è un Acqua sotterranea comune a tutti: quella di Giovanni della Croce e di santa Teresa!

Quindi qui, il concetto di "scuole di spiritualità" va rivisto profondamente! È vergognoso in quel caso mantenerlo nel senso attuale (piuttosto restrittivo), perché sarebbe un segno di mancanza di discernimento e di attitudine amatoriale nel lavoro in Mistica (tecnicamente parlando).

"Tutti i membri di tutte le famiglie spirituali sono chiamati alla santità", di questo non c'è dubbio. Ma "non tutte le famiglie spirituali sanno descriverti il cammino" che porta alla santità! Questo è chiarissimo, i benedettini e i domenicani saggi l'hanno dimostrato con i loro scritti e con la loro umiltà sapiente! Descrivere, discernere e guidare sono una cosa molto diversa!

Tutto questo è già stato detto l'hanno scorso durante il Corso di primo livello 2005-2006, ma credo opportuno ridirlo, perché c'è a volte una brutta tendenza, soprattutto nei principianti, di crearsi spiriti di "partiti" (faccio allusione alle diverse famiglie spirituali nella chiesa). Chi fa questo, nega i Doni di Dio dati nel passato, nega l'orizzonte cosi largo e immenso che Dio ci ha aperto tramite Giovanni della Croce e santa Teresa.

Imparare la Teologia Spirituale o la Mistica, è infinitamente molto più impegnativo di "fare la storia delle scuole di spiritualità". Imparare la Teologia Spirituale, è di fatti imparare il mestiere di guida, quindi di saper capire e discernere cosa succede dentro di me, le cause, gli effetti, dove si va, come si fa per andar avanti ecc… è entrare nel profondo del lavoro della guida, del diventare Maestro di vita spirituale. Questo richiede esperienza, scienza e discernimento. Una corda fatta da tre fili.

Quindi nessuno puo avere scrupoli se, imparando cos'è la santità, va dai Maestri e Dottori della Chiesa universale: Giovanni della Croce e Santa Teresa.
Certo non escludono gli altri autori/santi, ma l'abbondanza che si trova da loro non va sostituita da altri autori, ma solo completata.

C'è una differenza tra da una parte un libro di consigli di vita spirituale, un libro di una vita di un santo, e dall'altra parte un libro come quelli di Giovanni della Croce o di santa Teresa! La differenza non è di "genere" ma di "ordine"! uno ti da due o tre consigli! L'altro di traccia la via, ti dice come camminarci, come evitare gli ostacoli, come discernere, come arrivare alla meta in modo sicuro e come aiutare dopo gli altri in modo efficace e sapiente. Ti insegna il "mestiere", o l'Arte. E' importante vedere la differenza tra i due tipi di libri. Se no, non si studia Teologia spirituale.

E' un po come la differenza che esiste tra il piccolo libro di bordo di una macchina che ti spiega come risolvere cosi un problema minore che ti puo' capitare per strada, e il grosso librone che l'ingegnere ha dovuto studiare per costruire questa macchina, libro che il meccanico deve anche conoscere!

A presto
Jean
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