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 Avvento: Preparazione per ricevere la Grazia

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Jean
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MessaggioTitolo: Avvento: Preparazione per ricevere la Grazia   Mer 29 Nov - 0:01

Carissimi,
Siamo già nel tempo dell'Avvento.
Il Natale è per ognuno di noi una grande grazia spirituale da ricevere. Puo' essere una liberazione, una vita spirituale vissuta con una maggiore profondità, un maggior impegno.
Come prepararci per ricevere questa grazia?
Ricordiamoci che il miglior modo di preparare la venuta di Gesù è di farlo con Maria.
E' centrale il fatto di contemplare Maria nella sua attesa di Gesù. Lei adesso è nel ottavo mese di gravidanza. Che mistero…!
Ma in un altro senso, possiamo contemplare Maria durante gli anni che precedono l'Incarnazione, e contemplare il suo "aspirare" il Salvatore, il Messia… come l'ha desirato, l'ha chiamato, l'ha attirato, l'ha fatto scendere.
Possiamo chiedere a Maria di venire in noi fare lo stesso adesso, scavare uno spazio nel nostro cuore, alla dimensione della Grazia da ricevere…
Preghiamola molto durante questo tempo.
La presenza il 8 di Dicembre della solennità dell'Immacolata è un momento molto forte nella nostra preparazione per ricevere la Grazia di Gesù nel nostro cuore.
A presto
Jean


Ultima modifica di Jean il Ven 22 Dic - 1:41, modificato 2 volte
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Avvento: Preparazione per ricevere la Grazia   Mer 29 Nov - 0:12

Per aiutarci a prepararci per ricever la Grazia del Natale, grande grazia della Misericordia di Dio per ognuno di noi, ecco un racconto fatto da santa Teresina:

"[…] ero ancora nelle fasce dell’infanzia!... Bisognò che il Buon Dio facesse un piccolo miracolo per farmi crescere in un momento e questo miracolo lo fece nel giorno indimenticabile di Natale, in quella notte luminosa che rischiara le delizie della Santissima Trinità, Gesù il dolce piccolo Bambino di un’ora, cambiò la notte della mia anima in torrenti di luce... in quella notte nella quale Egli si fa debole e sofferente per mio amore, Egli mi rese forte e coraggiosa, mi rivestì delle sue armi e da quella notte benedetta, non fui vinta in nessun combattimento, anzi camminai di vittoria in vittoria e cominciai per così dire, «una corsa da gigante!...». [45r°] La sorgente delle mie lacrime fu prosciugata e da allora si aprì solo raramente e difficilmente, cosa che giustificò quella parola che mi era stata detta: «Piangi tanto nella tua infanzia che più avanti non avrai più lacrime da versare!»...
Fu il 25 dicembre 1886 che ricevetti la grazia di uscire dall’infanzia, in una parola la grazia della mia completa conversione. Tornavamo dalla messa di mezzanotte nella quale avevo avuto la felicità di ricevere il Dio forte e potente. Arrivando ai Buissonnets ero contentissima di andare a prendere le mie scarpe nel camino, quest’antica usanza ci aveva dato tanta gioia durante la nostra infanzia che Celina voleva continuare a trattarmi come una bambina visto che ero la più piccola della famiglia... Al Papà piaceva vedere la mia felicità, udire i miei gridi di gioia mentre tiravo fuori ogni sorpresa dalle scarpe incantate, e la gaiezza del mio diletto Re aumentava molto la mia felicità, ma Gesù volendo mostrarmi che dovevo liberarmi dai difetti dell’infanzia me ne tolse anche le gioie innocenti, permise che il Papà stanco della messa di mezzanotte provasse noia nel vedere le mie scarpe nel camino e dicesse queste parole che mi trafissero il cuore: «Bene, meno male che è l’ultimo anno!...». In quel momento salivo la scala per andare a togliermi il cappello, Celina conoscendo la mia sensibilità e vedendo le lacrime brillarmi negli occhi ebbe anche lei tanta voglia di versarne, perché mi amava molto e capiva il mio dispiacere: «O Teresa! mi disse, non andar giù, ti darebbe troppo dolore guardare subito nelle tue scarpe». Ma Teresa non era più la stessa, Gesù aveva cambiato il suo cuore! Reprimendo le lacrime, scesi rapidamente la scala e comprimendo i battiti del cuore, presi le mie scarpe e mettendole davanti al Papà, tirai fuori gioiosamente tutti gli oggetti, con l’aria felice di una regina. Il Papà rideva, anche lui era ridiventato gioioso e Celina credeva di sognare!... Fortunatamente era una dolce realtà: Teresina aveva ritrovato la forza d’animo che aveva perduto a 4 anni e mezzo e l’avrebbe conservata per sempre!

[45v°] In quella notte di luce cominciò il terzo periodo della mia vita, il più bello di tutti, il più colmo di grazie del Cielo... In un istante l’opera che non ero riuscita a fare in 10 anni, Gesù la fece accontentandosi della mia buona volontà che mai mi mancò. Come i suoi apostoli potevo dirgli: «Signore, ho pescato tutta la notte senza prendere nulla». Ancora più misericordioso verso di me di quanto lo fu verso i suoi discepoli, Gesù prese Egli stesso la rete, la gettò e la tirò su piena di pesci... Fece di me un pescatore d’anime, sentii un grande desiderio di lavorare alla conversione dei peccatori, desiderio che non avevo mai sentito così vivamente... In una parola sentii la carità entrarmi nel cuore, il bisogno di dimenticarmi per far piacere e da allora io fui felice!... Una Domenica187 guardando una immagine di Nostro Signore in Croce, fui colpita dal sangue che cadeva da una delle sue mani Divine, provai un grande dolore pensando che quel sangue cadeva a terra senza che nessuno si desse premura di raccoglierlo, e decisi di tenermi in spirito ai piedi della Croce per ricevere la rugiada Divina188 che ne sgorgava, comprendendo che avrei dovuto in seguito spargerla sulle anime... Anche il grido di Gesù sulla Croce mi riecheggiava continuamente nel cuore: «Ho sete!».189 Queste parole accendevano in me un ardore sconosciuto e vivissimo... Volevo dar da bere al mio Amato e io stessa mi sentivo divorata dalla sete delle anime... Non erano ancora le anime di sacerdoti190 che mi attiravano, ma quelle dei grandi peccatori, bruciavo dal desiderio di strapparli alle fiamme eterne." (Ms A 44-45)
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