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 La Magnanimità

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Jean
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MessaggioTitolo: La Magnanimità   Gio 7 Dic - 1:39

Ecco la domanda fatta nel filo della Preghiera del cuore:

"Credo di essere tra la gente "ape", ma quando leggendo Santa Teresa d'Avila ho detto: anche io lo voglio, voglio quanto Lei ha raggiunto e quando San Paolo dice "non sono io che vivo, ma Dio che vive in me" anche qui ho detto: "lo voglio, voglio tutto questo", per me sono iniziati i guai, perchè non mi sono sentita ne "magnanima" ne tanto meno "umile", ma al contrario, ho fatto come le suore con Santa Teresina, mi sono giudicata orgogliosa e con un "io" più che gonfio!
Sembra strano che noi poveri uomini e donne siamo umili nel ricevere i Doni di Dio! Potresti per piacere chiarire la "magnanimità"?"


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Jean
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MessaggioTitolo: Re: La Magnanimità   Gio 7 Dic - 6:04

Risposta:

Grande domanda, grandissima domanda. Dio, da sua parte vuole dare, e noi, da nostra parte, ci sentiamo piccoli, e non crediamo che questo sia per noi. Peggio, ci giudichiamo orgogliosi se accettiamo tante grande cose! Mamma mia!
Parliamo dei tre Dottori: tutti e tre conoscono questa tentazione, tutti e tre – ognuno a suo modo – ne parlano e rispondono a questo atteggiamento.
Santa Teresa di Avila ne parla, e abbiamo letto questo passo insieme nel Corso di primo livello. Ecco un passo famoso a questo riguardo:

"Lungi da voi quella timidezza eccessiva in cui cadono certe persone che giungono perfino a ritenerla umiltà. Se il re vi elargisce una grazia, l'umiltà non consiste certo nel rifiutarla, ma nell’accettarla e mostrarvene contente pur riconoscendovene indegne. Se il Re del cielo e della terra venisse nella mia casa per inondarmi dei suoi favori e compiacersi con me, sarebbe una bella umiltà quella di non volergli rispondere, rifiutare i suoi doni, fuggire da Lui, lasciandolo solo? E che dire poi se Egli insistesse, mi pregasse di chiedergli favori, e io per umiltà volessi rimanere povera, obbligandolo quindi ad andarsene, per non saper io rispondere alle sue profferte? Lungi, sorelle, da queste strane umiltà! Trattate con Lui come con un padre, con un fratello, con un maestro, con uno sposo: ora sotto un aspetto ed ora sotto un altro, ed Egli v'insegnerà come contentarlo. Non siate così semplici da non domandargli nulla! Giacché Egli è vostro sposo e come tale vi tratta, prendetelo in parola!" (Cammino di Perfezione 28,3)

Prendiamo la parola che usa santa Teresa: "timidezza eccessiva". Nell'originale è una sola parola: "encogimientos" che significa: "pochezza di ànimo", "pusillanimità". È più giusto quindi usare: pusillanimità.
"Pusillanimità" è l'opposto di "magnanimità". Pusillanime: dal latino: "pusillus", meschino, e "animus", animo. Mentre magnanimità: da "magno" grande e "animus" animo.
Il senso antico e anche teologico è leggermente diverso dal senso attuale. Direi che anche il senso spirituale, e la sua applicazione è diversa dagli usi fatti altrove.

In Teologia, san Tommaso d'Aquino studia nella Somma Teologica la Magnanimità II-II q 129. Egli la considera come una virtu', quindi una buona abitudine da acquistare, con la grazia. Egli la mette - nell'ordine delle virtu' cardinali - sotto la virtù della Forza. Spiegando il suo significato dice: "magnanimitas ex suo nomine importat quandam extensionem animi ad magna" cioè: "la magnanimità, come il suo nome lo indica, tocca il fatto del desiderio dell'anima per le cose grande". Possiamo dire che la Magnanimità: è il tendere verso o il desiderare le cose grande.

Dio ha voluto per noi cose grande. E' l'umile, il vero umile che puo' sopportare il "peso" delle cose grandi. Si tratta per noi di adeguare il nostro volere al volere di Dio e quindi la nostra speranza alla Promessa sua (o alla speranza/desiderio suo per noi). Esempio: sulla Croce Egli si da totalmente, si unisce a ognuno di noi totalmente. Allora, fare il contrario - nel nome di una falsa umiltà - sarebbe andare contro la volontà di Dio, contro il suo progetto per ognuno di noi. Ricordiamoci che il valore di ogni essere umano è il Sangue di un Dio.

Ci sono, direi, due modi di voler le grande cose. Uno conforme all'uomo vecchio ("secondo la carne") e uno all'uomo nuovo ("secondo lo Spirito"). E ovvio che la Magnanimità è volere le cose grandi che Dio vuole per noi, e volerle secondo lo Spirito Santo, non secondo "la carne", cioè, i nostri desideri vani. (Pensiamo alla modalità umana nella vita spirituale, cf. "Notte Oscura" libro I che mostra quanto possiamo essere ancora molto umani nelle cose spirituali)
Più si cresce nella vita spirituale, più si cresce nell'umiltà, e quindi si puo' stare più al sicuro con l'umiltà, ma anche la "capacità" dell'essere umano cresce con l'umiltà. Maria riceve e contiene Dio stesso, intero, eppure, dopo Cristo (in quanto uomo) è la Creatura la più umile. Vanno insieme: vera umiltà e vera magnanimità.
Quindi, vediamo la relazione diretta tra umiltà e magnanimità, orgoglio e pusillanimità.

Chi è magnanime come santa Teresina, che camminando la notte, vede nel Cielo non solo le stelle, ma il T di Thérèse. Pensa che è fatta per grande cose! Il magnanime è aperto alle cose grandi, e non ha paura di esse. Più è veramente piccolo e umile, più si sente fatto per grande cose (ma non "secondo la carne"!!). Il magnanime capisce che Dio è ricco, non povero. Capice con Giovanni che Dio vuole darci: "grazia su grazia" (Gv 1,16)… abbondanza. Il Magnanime prende come motore interiore questo detto di Giovanni della Croce: "Più si spera, più si riceve". E' cio' che ha fatto santa Teresina.

Praticamente: Se la Magnanimità è una virtù, cio significa che sono atti da fare, con la Grazia. Vuol dire che la Grazia ci invita ad andare in questa direzione, vuol lavorare in noi, in questa direzione: aprire le nostre speranze in modo grande come Dio è Grande. Siamo quindi chiamati a corrispondere alla Grazia. Quando Dio da, Egli da, solo come un Dio puo' dare, cioè in modo regale.
Quindi, è importante direi "allenarsi" alla Magnanimità. La cultura, l'educazione, la famiglia, anche a volte un tipo falso di spiritualità, possono portarci alla pochezza, a volere solo poche cose! Povero cristianesimo che misura i Doni di Dio con la sua "testa" (e non con la Speranza soprannaturale a modo divino)!! Questo è contrario alla volontà di Dio, e al Suo Essere e al Suo orizzonte.

Allenarsi alla Magnanimità, è un punto fondamentale delle vita spirituale, fondamentale, vitale, nel senso che: se non funziona bene, la persona minaccia la sua crescita spirituale di una riduzione dannosa! Una persona che non fa lo sforzo di adeguare la sua speranza alla Promessa di Dio, minaccia la sua vita spirituale di decrepitezza. Per certe persone questo sforzo puo' essere eroico. Lo sforzo di uscire dal fango di sofferenze, di una vita ridotta, di schiavitù, di sottomissioni indegne di figli di Dio ecc… Si puo' costare la vita a volte un atto di vera magnanimità secondo Dio. Richiede forza si, la magnanimità.

Chi non è magnanime puo' prendere come oggetto della sua preghiera, per un certo tempo: un mese per esempio, di allenamento personale, cercando di vedere sotto la Luce Amorosa di Dio, dove sono i punti o le zone di "piccolezza" riduttrice, e chiedere l'aiuto dello Spirito Santo per aprire con coraggio e valore virile, il cuore, per ricevere i Doni di Dio, l'orizzonte che Dio vuole per noi, non l'orizzonte che la nostra piccola mente o le nostre abitudini hanno prodotto!
Ecco quindi la preghiera! E lo Spirito viene sempre al nostro aiuto per darci la sua Mano, e aprire la nostra mente, la nostra speranza, accrescere la nostra fiducia in Dio, e nelle Sue Promesse.

_______

Dici: "mi sono giudicata orgogliosa e con un "io" più che gonfio! Sembra strano che noi poveri uomini e donne siamo umili nel ricevere i Doni di Dio!"

Eppure, come vedi: il vero umile è magnanime, e vice versa: chi è orgoglioso è piuttosto pusillanime, e critica la magnanimità considerandola come orgoglio, e non si rende conto che di fatti sta lui proiettando se stesso nel suo giudizio.
Ecco un bel passo di san Giovanni della Croce (qualsiasi osservatore attento e profondo puo' dire lo stesso):

"È tale la miseria della nostra condizione umana, che pensiamo che gli altri siano come siamo noi e li giudichiamo alla nostra stregua: in breve, il nostro giudizio si forma su ciò che siamo noi, non su ciò che sono gli altri. Così il ladro pensa che anche gli altri rubino; il lussurioso pensa che gli altri siano come lui; il malizioso pensa che gli altri siano maliziosi, venendo questo giudizio dalla sua malizia; l'uomo buono, invece, pensa bene degli altri, perché il suo giudizio parte dalla bontà che egli nutre in se. Colui che è negligente e trascurato, pensa che anche gli altri siano così." (Fiamma Viva B IV,8)

Siccome qui è un giudizio che porti su te stessa, è buono adoperare il giudizio che Dio ha su di te. Se Lui vuole per te grandi beni, è buono adeguare il tuo sguardo e il tuo giudizio sul suo. Chiediamo l'umiltà, che è la sede della magnanimità, e chiediamo a Dio gli occhi suoi per vedere noi stessi come Lui ci guarda.

E' umiltà ricevere l'abbondanza straordinaria del Dono di Dio. Dio dà come solo un Dio puo' dare, Egli da se stesso, e niente di meno. E' umiltà permettere a Lui di essere se stesso con noi no? "L'umiltà è la Verità" (ci ricorda santa Teresa di Avila). L'umiltà è la Valle nella quale si accumula tutta l'Acqua che è Dio. L'orgoglio, come la punta della Montagna, non puo' raccogliere l'abbondante Acqua divina che cade tutto il tempo. Dio vuole fare di noi un'immensa Valle. Ecco il primo dono suo. Quindi vuole fare un immensa umiltà per accogliere LUI. A Vino nuovo Otre nuove.
E' magnanimità di credere che Dio ci vuole far arrivare all'Unione con lui e alla pienezza della carità. E questo è il cuore della nostra formazione nella scuola di Maria. Andiamo quindi alla sua scuola, Lei la vera umile, e impariamo da Lei come fare.

Va bene cosi?
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: magnanimità   Gio 7 Dic - 9:47

Quello che dici è il famoso"Fammi desiderare ciò che Tu vuoi, e dammi ciò che desidero"!!!
C'è un punto che si collega un pò a questo. Amare Dio non perchè ci dà qualcosa, ma perchè LUI E'. Amare Dio in sè è essere innamorati di Lui, e basta, ma come si fa a non vedere la Sua bellezzae, la Sua santità? Allora si ama in modo interessato, perchè la Sua santità è ciò a cui noi radicalmente tendiamo, è il nostro compimento, senza della Sua santità addirittura noi noi siamo!!

Cosa ne dici?

Ancora una volta"Fammi desiderare ciò che Tu vuoi"...
grazie
anna rita
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: La Magnanimità   Sab 9 Dic - 6:18

Anna rita ha scritto:
Quello che dici è il famoso "Fammi desiderare ciò che Tu vuoi, e dammi ciò che desidero"!!!
Si...


Ultima modifica di il Sab 9 Dic - 6:33, modificato 1 volta
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: La Magnanimità   Sab 9 Dic - 6:28

Anna rita ha scritto:
C'è un punto che si collega un pò a questo. Amare Dio non perchè ci dà qualcosa, ma perchè LUI E'. Amare Dio in sè è essere innamorati di Lui, e basta, [...]
Ecco un bellissimo passo di san Giovanni della Croce che evoca questo (sono cose molto alte):

"81. Quanto alla rara perfezione con cui l'anima fa questo dono, voglio dire brevemente qualcosa. A tale proposito, occorre osservare che, se l'anima possiede qualche ricordo del godimento causatole dall’unione del suo intelletto e della sua volontà con Dio - ragion per cui si sente colma di delizie e riconoscente per un favore così sublime -, essa fa a Dio la donazione di Dio e di se stessa in modo meraviglioso. Infatti l'amore che essa porta a Dio si manifesta con rara perfezione. Con altrettanta rara perfezione si manifestano il segno di godimento, la lode e il ringraziamento che essa rivolge a Dio.

[l'amore]

82. Quanto al primo elemento, cioè al suo amore, si manifesta attraverso tre perfezioni principali.
La prima è che l'anima ama Dio non per se, ma per lui stesso. Questa è una perfezione meravigliosa, perché ama per mezzo dello Spirito Santo, ossia come il Padre e il Figlio si amano, e come lo stesso Figlio dichiara per bocca di san Giovanni: L'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro (Gv 17,26).
La seconda perfezione consiste nell’amare Dio in Dio, perché, in quest'unione così forte, l'anima si immerge nell’amore di Dio e Dio si dona all’anima con forza sovrana.
La terza perfezione dell’amore, quella principale, consiste nell’amare Dio per quello che è: l'ama non solo perché le si mostra generoso, buono, glorioso, ecc., ma molto più intensamente perché egli è in sé essenzialmente tutte queste qualità.

[Il godimento]

83. Anche il riflesso di godimento possiede tre meravigliose perfezioni principali.
La prima è che qui l'anima gode di Dio mediante Dio stesso: unendo l'intelletto all’onnipotenza, alla sapienza, alla bontà, ecc., sebbene non chiaramente come accadrà nell’altra vita, l'anima gode gioie ineffabili in tutte queste virtù conosciute distintamente, come dicevo sopra.
La seconda perfezione principale di questo godimento consiste nel dilettarsi accuratamente solo in Dio, senza mescolanza alcuna di creature.
La terza perfezione consiste nel godere di Dio solo unicamente per quello che è, senza mescolanza di soddisfazioni personali.

[la lode]

84. Quanto alla lode che l'anima rende a Dio nell’unione, anche questa racchiude tre perfezioni.
La prima è lodare Dio per dovere, perché l’anima riconosce che Dio l'ha creata per lodarlo, [come dice] per bocca di Isaia: Il popolo che io ho plasmato per me, celebrerà le mie lodi (Is 43,21).
La seconda perfezione della lode consiste per l’anima nel lodare per i beni da lui ricevuti e per la gioia che prova nel lodarlo.
La terza consiste nel lodare Dio per quello che egli è in se, ragion per cui, anche se l'anima non ne ottenesse alcun diletto, lo loderebbe per ciò che egli è in se.

[il ringraziamento]

85. Anche il ringraziamento che l'anima rivolge a Dio ha tre perfezioni.
La prima consiste nel rendergli grazie per i beni naturali e spirituali da lui ricevuti e per i benefici di cui è stata colmata.
La seconda consiste nell’ineffabile gioia che l'anima prova nel lodare Dio, perché s'immerge con ardore in questa lode.
La terza consiste nel ringraziare il Signore unicamente perché è Dio, cosa che procura all’anima immensa gioia."

(Fiamma Viva B III,81-85)

No comment ...... silenzio
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