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 Gruppo di studio su S.Teresa

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Anna rita



Numero di messaggi : 220
Data d'iscrizione : 20.03.06

MessaggioTitolo: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 8 Dic - 6:16


GRUPPO DI STUDIO SU S. TERESA D'AVILA

Siamo sei-sette persone di età varia, che hanno seguito in anni diversi il corso di Iniziazione alla Vita Spirituale di primo livello, ed ora stiamo frequentando il corso di secondo livello.
Da qualche tempo ci incontriamo a pregare insieme una volta la settimana, facendo ognuno per proprio conto Lectio ed Orazione, o altro a scelta di ciascuno. Tali incontri sono anche occasione di scambio di pareri sul nostro cammino spirituale.
Dopo l'inizio del corso di secondo livello, è nata tra di noi anche l'esigenza di studiare insieme, per aiutarci reciprocamente, sia a proposito della revisione degli appunti presi durante le lezioni, sia iniziando uno studio sistematico ed analitico degli scritti dei Dottori mistici citati durante le lezioni stesse.

Abbiamo consultato Jean Khoury ed abbiamo iniziato dalle opere di S. Teresa, con lo studio del "Castello Interiore". Abbiamo visto che per comprendere in modo per noi utile il Corso di secondo livello (le V Mansioni ecc…) è necessario che studiamo a fondo il libro interamente partendo dall'inizio.

Lo studio di gruppo è intellettuale, ma ognuno poi da solo a casa riflette e riferisce a se stesso i contenuti emersi, per uno studio personale mirato alla propria crescita spirituale. Seguiamo il metodo consigliato dal Prof. Khoury di analizzare un capitolo alla volta, paragrafo per paragrafo, enucleando durante la settimana individualmente ognuno a casa propria i concetti fondamentali, e confrontandoci poi durante i nostri incontri, per discutere i dubbi emersi e le certezze che ci pare di avere raggiunto. Sottoponiamo poi le domande non chiarite al professore, per posta, e lui risponde attraverso il Forum in modo che le risposte siano utili a tutti. Alla fine viene stesa una breve sintesi dei risultati raggiunti.
Pensiamo di procedere in questo modo per lo studio sistematico dei tre Dottori Mistici, e anche dei Vangeli.

Abbiamo deciso che il nostro ritrovarci una volta la settimana avvenga nello sforzo di mantenerci costantemente rivolti al Signore, per ricevere da Lui le luci che ci vuole trasmettere attraverso le parole della Santa, per fare la Sua volontà per noi stessi e per gli altri. Per questo motivo, preghiamo all'inizio ed alla fine del lavoro.

Cerchiamo di avere tra noi rapporti fraterni e di aiuto reciproco, andando tutti allo stesso passo, e cercando di aspettarci a vicenda. Ci sforziamo di tenere in considerazione e di accogliere i pareri e le esigenze di tutti; abbiamo già raccolto frutti di ciò nell'arricchimento che ognuno riceve dagli altri attraverso il loro contributo. Non abbiamo alcuna istanza di apparire gli uni più avanzati degli altri. Il gruppo è anche aperto per chi condivide la stessa ricerca. Abbiamo detto che anche noi dobbiamo essere "una piccola Casa di Betania". Abbiamo scelto tra noi un moderatore ed un segretario per dare ordine al lavoro.


___________________


Domande da parte del gruppo di studio:

1) Fin dalle prime mansioni, mi pare, S.Teresa parla del demonio che si trasforma in angelo di luce. Cosa si intende con questa espressione?
2) Il demonio si traveste da angelo di luce solo nell'orazione o anche in altri momenti?
3) Il demonio sfrutta solo l'immaginazione o anche le altre potenze?
4) Il demonio non entra nell'orazione solo quando si è nel Signore completamente: quindi non entra più solo dall'orazione di unione in su?
5) Una persona di noi riferisce che, quando nel corso dell'orazione ha dei "sospetti" di trovarsi di fronte ad una qualche "percezione" falsa, recita una Ave Maria, o invoca "Gesù mi dò a te", e così le capita invariabilmente che l'immagine scompaia e a volte succede anche che la persona "esca" dall'orazione, per "rientrarvi" poi, magari subito dopo in maniera più intensa. Il dubbio nato è questo: ma l'immagine scompare perchè falsa,o perchè la persona ha cercato di ragionare intellettualmente per discernere ed ha deciso di pregare?
6) S Teresa ripete spesso alle sue sorelle delle istruzioni per non lasciarsi trarre in inganno da quanto può manifestarsi nell'orazione, ciò vuole dire che questa era una istanza molto sentita da loro. Ma noi, come possiamo sfuggire a queste cose? L'unica chance è di non dare peso, a queste cose? Ma a volte nell'orazione sono piuttosto invadenti e generano confusione, appesantiscono (questo ultimo sarebbe in effetti un motivo per sospettare di tali percezioni, se solo lo sapessimo rilevare sempre).

grazie, anna rita
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 9 Dic - 6:04

Il Gruppo di studio ha scritto:
1) Fin dalle prime mansioni, mi pare, S.Teresa parla del demonio che si trasforma in angelo di luce. Cosa si intende con questa espressione?
1) l'espressione di san Paolo si trova nella seconda lettera ai Corinzi dove dice: "anche satana si maschera da angelo di luce" (2 Co 11,14). Troviamo l'espressione in Santa Teresa nei libri seguenti:
Vita 14,8, Cammino Val. 38,2; Cammino Esc. 66,2, Castello 1M 2,12; 5M 1,1 e 1,5.
Con questa espressione, nella vita spirituale, si intende la possibilità di essere ingannati dal Demonio, che non apparirà in quel caso come Demonio (forza cattiva, oscura, del male), ma che imiterà Dio, Gesù, o altre cose (visioni, sentimenti, gusti, voci, e cosi via), gli angeli.
"L'angelo di luce" è l'angelo buono, qualsiasi. Ma che il Demonio, per ingannare cerchi di prendere vesti, apparenze positive, ecco l'inganno suo. Geloso, omicida, e padre della menzogna, ingannatore.
È troppo chiaro per noi se appare come angelo cattivo, tale quale la sua vera natura. Allora, per sedurci si traveste sotto le vesti della Luce. Imita. Inganna. Vuole sedurre, e attirare. Perché si nutre di noi! chi lo segue, in un certo senso li dà da mangiare, fa di lui un ospite, e li dà energia. Quindi lui è contento. Poi, a lui non piace che una persona faccia dei progressi.
Pero, come dico sempre, tutto questo accade sotto il Governo sapientissimo di Dio, per il nostro bene.
Ecco le parole di Giovanni della Croce che, anche se parla a dei religiosi, le sue parole sono molto utile:

"devi ricordarti che, tra le molte astuzie a cui il demonio ricorre per ingannare gli spirituali, la più comune è quella di ingannarli con l' apparenza del bene e non con quella del male.
Sa, infatti, che difficilmente accetterebbero il male evidente. Devi quindi diffidare sempre di ciò che sembra buono, soprattutto quando non c'è l'obbedienza di mezzo. La certezza in questo caso viene dal consiglio di colui che ti guida.

Prima cautela
11. La prima di tutte le cautele sia questa: non ti decidere mai a fare una cosa, al di fuori di ciò che prescrive la religione [per i laici: il dovere di stato e i doveri cristiani], per quanto buona e piena di carità ti possa sembrare, sia per te che per qualsiasi altra persona dentro e fuori convento, senza il comando dell'obbedienza. Così facendo acquisterai merito e sicurezza. Ti libererai dallo spirito di proprietà ed eviterai il danno o i danni che non conosci, dei quali Dio ti chiederà conto a suo tempo. Se, invece, non seguirai nel poco o nel molto questa norma, sebbene ti sembri di agire correttamente, non potrai evitare di essere ingannato dal demonio, nel poco o nel molto.
Anche se non si trattasse di agire in tutto per obbedienza, già in questo sei colpevole; Dio infatti gradisce più l'obbedienza che i sacrifici. (1Sam 15,22). Il religioso non è padrone delle sue azioni, ma ne è padrona l' obbedienza, e quelle sottratte ad essa saranno imputate come perdute."
(Cautele 10 e 11)


Ultima modifica di il Sab 9 Dic - 6:16, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 9 Dic - 6:06

Il Gruppo di studio ha scritto:
2) Il demonio si traveste da angelo di luce solo nell'orazione o anche in altri momenti?
2) Il demonio si traveste a qualsiasi momento. È la nostra propensione a cercare Dio fuori, nel palpabile, nel visibile, ecc… che da occasione facile al demonio di agire e di ingannare. Siamo noi a farci bella preda nelle sue mani, perché cerchiamo in modo sbagliato Dio, fuori, nei sensi, nell'immaginazione, nell'intelligenza (i pensieri ecc…)


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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 9 Dic - 6:08

Il Gruppo di studio ha scritto:
3) Il demonio sfrutta solo l'immaginazione o anche le altre potenze?
3) Il demonio sfrutta l'uomo vecchio, quindi tutto cio' che cerca Dio a modo umano, col uomo vecchio e i suoi modi. L'intelligenza se è fuori della caligine della Fede, è ovvio, che soffre molto, con i pensieri, il signor demonio puo' seriamente torturarla. È per quella ragione che san Pietro dice: "Resistetegli, stando fermi [saldi] nella fede" (1P 5,9) è per la fede (attitudine dell'intelligenza che si mette nella caligine di Dio, o che usa gli occhi di Maria per vedere, e non i suoi propri) che si puo' resistere. Di fatti, solo la Fede ci aiuta a bucare le nuvole. Non c'è altra forza per vincere. E' per quella ragione che Giovanni canta cosi la vittoria: "questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede" (1 Gv 5,4). Qui possiamo dire: la fede ha vinto non soltanto il mondo, ma satana e la carne. Sono i tre nemici. "Il mondo è il nemico meno pericoloso; il demonio è più difficile da scoprire; mentre la carne è la più dura di tutti e i suoi assalti accompagnano l'uomo fino alla vecchiaia." (Gv della Croce, Cautele, 2)


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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 9 Dic - 6:10

Il Gruppo di studio ha scritto:
4) Il demonio non entra nell'orazione solo quando si è nel Signore completamente: quindi non entra più solo dall'orazione di unione in su?
4) Il demonio entra finche non si è arrivato alla fine della purificazione della notte oscura dello spirito. Quindi è ancora presente molto dopo la cosiddetta "orazione di unione". Questo è confermato e spiegato da san Giovanni della Croce. Il punto importante qui è di capire il perché di tutto cio' e il come.
Vediamo prima il passo dove Giovanni della Croce parla di questo punto preciso:

"nemmeno Aminadab più compariva.
3. Aminadab nella sacra Scrittura (Ct 6,12), in senso spirituale, rappresenta il demonio, cioè l'avversario dell’anima. Egli la combatteva e la turbava sempre con innumerevoli colpi della sua artiglieria, per impedirle di entrare nella fortezza nascosta del raccoglimento interiore con lo Sposo.
Dopo che vi ha trovato rifugio, l'anima è così forte e vittoriosa per tutte le virtù ivi possedute ed è così sostenuta dal braccio di Dio, che il demonio non solo non osa avvicinarsi, ma fugge lontano spaventatissimo. Anzi non osa mostrarsi perché l’anima, attraverso l’esercizio delle virtù e grazie allo stato di perfezione di cui ormai gode, l'ha talmente messo in fuga e vinto che non le compare più davanti.
Ecco perché, a buon diritto, la sposa dice che neppure Aminadab più compariva per impedirle quel bene che chiede.
L’assedio s'allentava.
4. Per assedio qui l'anima intende le sue passioni e gli appetiti, che, fin quando non sono vinti e mortificati, la circondano da ogni parte, attaccandola su tutti i fronti. Ecco perché dice che il loro assedio, come lo definisce, s'allenta, quando le passioni sono ridotte alla ragione e gli appetiti mortificati.
Allora, se è così, non tralasci lo Sposo di accordarle i beni che gli ha chiesto, perché l'assedio non è più un ostacolo. La sposa si esprime così, perché, fin quando l'anima non ha rivolto a Dio le sue quattro passioni e non ha mortificato e purificato i suoi appetiti, non è in grado di vedere Dio."
(Cantico Spirituale B 40,3-4)

In un certo senso la "funzione" del demonio è, paradossalmente di spingerci (senza volerlo lui) ad andare sempre più dentro, puntando verso la Mansione del Re stesso. Finché non arriviamo alla zona della Mansione (il Fidanzamento), il demonio puo' sempre interferire.
Quindi, in ordine, come spesso, ci si è purificato dal di fuori verso dentro: i sensi esterni, i sensi interni, l'immaginazione, le emozioni, l'affettività, l'intelligenza. E quindi il demonio cambia armi a seconda del nostro livello, o vengono altri demoni più sottili, più intelligenti e più sofisticati. Più si va avanti più la battaglia diventa feroce. Ma sempre lo scopo non è di lottare con lui, ma di far funzionare la Fede (l'atto). E Maria giocherà sempre un ruolo più fondamentale, fino alla battaglia finale.


Ultima modifica di il Dom 10 Dic - 3:06, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 9 Dic - 6:11

Il Gruppo di studio ha scritto:
5) Una persona di noi riferisce che, quando nel corso dell'orazione ha dei "sospetti" di trovarsi di fronte ad una qualche "percezione" falsa, recita una Ave Maria, o invoca "Gesù mi dò a te", e così le capita invariabilmente che l'immagine scompaia e a volte succede anche che la persona "esca" dall'orazione, per "rientrarvi" poi, magari subito dopo in maniera più intensa. Il dubbio nato è questo: ma l'immagine scompare perchè falsa,o perchè la persona ha cercato di ragionare intellettualmente per discernere ed ha deciso di pregare?
5) Il frutto della percezione falsa è stato di reagire bene, facendo funzionare (senza saperlo) la Fede (facendo un atto qualsiasi di Fede: pregare, dire un Ave Maria ecc..). Ed è questo direi il frutto da trarre da qualsiasi inganno: sempre entrare dentro, sempre più dentro la Caligine divina della Fede. Più si rimane "fuori", o all'esterno, più si presta al demonio opportunità di agire. Dio non è palpabile, Dio non è visibile! Quindi ogni inganno proviene dal fatto che l'uomo vecchio in noi, o la modalità umana in noi sta cercando Dio, e ovviamente ne l'uno, ne l'altra possono trovarlo, è impossibile. Quindi, pian piano, e con pedagogia, Dio permette questi "fastidi" per, paradossalmente ricordarci che siamo troppo fuori, (abbiamo il naso troppo fuori) e cosi, invitarci a cambiare ruota a 180°, per guardare verso Dio, non verso fuori.
Più si cerca Dio fuori (nel vedere, nel sentire, nel provare, nel pensare, ecc…) più se lo cerca fuori, e li Egli non si trova. Non apriamo ne finestre ne porte ne guardiamo fuori verso il giardino esterno fuori del Castello! Egli è nella Camera interiore, nella Caligine.
Chi si dimentica di questo e lo cerca con l'uomo vecchio o con la modalità umana, è come mettere la mano fuori della finestra, il Leone viene e te la morda! Allora non piangere dopo! Se te la morda, vuol dire che sei ancora accessibile a lui. Quindi ritiri la mano, e girati 180° e guardi verso Gesù come dice santa Teresina (anzi lei dice: mi butto nelle sue braccia).
Quindi ogni passo che facciamo addentrandoci, cambiano le finestre, le porte, e i tipi di demoni, diventa tutto, molto più sottile, ma lo stesso, siamo ancora fuori. E cosi, di grado in grado, si entra dentro, finché, si arriva ad un punto dove il signor demonio non puo' più entrare, perché ormai la Luce lo brucia.
Va bene? Ho detto troppo.

Quindi, l'immagine scompare perché la persona ha reagito bene, facendo un passo in avanti, dentro, verso Dio. L'immagine ha una funzione, quella di proporre al meno due alternative: o l'immagine o Dio. E il fatto di scegliere la Caligine divina, è un passo buono, quindi l'esame è passato, con successo. (l'immagine ha fatto il suo lavoro) Si passa all'esame seguente. È tutta ingegneria del Governo divino per ognuno di noi.

Ricordiamoci bene che noi crediamo in un solo Dio, non in due: un Dio del bene e un dio del male! No carissimi. Solo un Dio! Quindi tutto cio' che mi accade o è voluto da Dio, o è permesso da Dio! Non c'è niente che sfugge dal controllo divino, niente che perde significato! ("tutto [cio' che accade] concorre al Bene di chi ha deciso di amare Dio") Quindi non stiamo lottando soli contro potenze del male! Nooooooooooooooooooo ! stiamo cercando di capire il significato di cio' che ci accade per imparare a reagire bene e a corrispondere all'azione della Grazia e cosi crescere! E più si entra bene nel significato delle cose, più si risparmia tempo, energia ecc…
E, sempre, quando viene la tentazione, è come per tirarci fuori da un luogo sbagliato, quindi quando viene la tentazione, viene dall'atro lato la GRAZIA per farci uscire dal luogo troppo umano nel quale ci troviamo! È come un avvertimento che siamo troppo fuori, e che dobiamo entrare dentro, dove Dio, il Dio invisibile, si trova. Allora facciamo un atto di girarci verso di Lui e di andare a buttarci nelle sue Braccia.
Più chiara la cosa?
Leggete bene, e rileggete bene.


Ultima modifica di il Dom 10 Dic - 3:14, modificato 4 volte
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 9 Dic - 6:13

Il Gruppo di studio ha scritto:
6) S Teresa ripete spesso alle sue sorelle delle istruzioni per non lasciarsi trarre in inganno da quanto può manifestarsi nell'orazione, ciò vuole dire che questa era una istanza molto sentita da loro. Ma noi, come possiamo sfuggire a queste cose? L'unica chance è di non dare peso, a queste cose? Ma a volte nell'orazione sono piuttosto invadenti e generano confusione, appesantiscono (questo ultimo sarebbe in effetti un motivo per sospettare di tali percezioni, se solo lo sapessimo rilevare sempre).
grazie
6) come l'abbiamo visto nelle ultime lezioni del Corso di secondo livello, tutta la prima esperienza di Gesù, tutto il latte, tutto il "conoscere Gesù" che è spirituale ma "a modalità umana" deve scomparire, perché è solo cosi che la purificazione ha luogo, è solo cosi che si potrà salire, bucare le nuvole. Quindi questi passi capitano a tutti coloro che si sono incamminati. C'è sempre il rischio per qualsiasi persona di cadere nelle illusioni spirituali ! Certo ! "Monache" o "laici spirituali", è la stessa cosa. Siamo tutti fatti lo stesso.
Dio comincia sempre a comunicarSi a noi col latte, quindi con i gusti, con i sentimenti, le emozioni ecc… se no, nessuno verrebbe! Quindi si accomoda al nostro modo di fare, finchè, con la nostra perseveranza, ci radichiamo abbastanza per poter dopo permettersi di cambiare comportamento con noi!
Quindi, per le persone spirituali (voi tutti), presto o tardi, il Signore cambierà comportamento! Comincerà con piccole dosi, per vedere la reazione, se è coraggiosa o paurosa! Ma una volta che vede il coraggio e la generosità nel camminare, e la Fede che cresce, allora si permetterà di aumentare la dosi con la quale si comunica! Si comunicherà tale quale è, senza allora adattarsi! Quindi toglierà tutte queste cose di bambini.

Nell'orazione non è mai buono desiderare queste cose, ne trattenersi in queste cose! (Giovanni della Croce dice che chi desidera queste cose commette peccato: vedete qui come la nozione di peccato in questo caso appartiene già ad un'altra categoria di mondo) Si impara a fare un atto di fede, ad abbandonarsi nelle mani di Dio, a lasciare Dio agire ecc… ci si mette meglio nelle Mani di Maria (che ha un ruolo fondamentale nella formazione interiore nostra a quel livello, perché Lei è lo stampo, nel quale siamo rifatti alla Somiglianza divina)…

Bene? Immagino che le mie risposte fanno, da una parte riflettere, e dall'atra generano altre domande. Ricordiamoci di rimanere sempre nella prospettiva pratica, di ricerca di beni utili da praticare per andare avanti. (ecco la domanda essenziale che ci guida nella Scuola di Maria: "cosa devo fare per arrivare?")

"Sapere rilevare sempre" queste "percezioni", non è una cosa che si ha! È una cosa che si acquista (è il discernimento, frutto di questa lotta), tramite queste tentazioni, letture, consigli ecc…
Poi, il demonio è molto furbo e sottile. Ma chi cammina nell'umiltà e nella verità, eviterà molti guai. L'umiltà è l'atto che brucia il demonio e lo fa fuggire. Ricordatevelo sempre. Egli cerca sempre a spaventare, far paura, ma alla fine tutto è vuoto e falso. Menzogna. (è come un bimbo che fà chiasso, ma quel bimbo non ha più di 7 anni) Ma ricordatevi di tenere bene bene l'umiltà! Chi la perde è fritto! Santa Teresa lo dice: l'umiltà è le fondamenta dell'edificio spirituale. Facciamo come santa Teresina, chiedendo a Dio di togliere dai nostri occhi ogni inganno, ogni falsa illusione! Chiediamo sempre la verità, sempre!! E' con questo sforzo di uscita di noi stessi verso la verità (la verità di noi stessi, sotto la luce di Dio) che cammineremo con meno rischi. Chi ha l'umiltà di chiedere consiglio ad un altro essere umano, nel nome di Dio, è infinitamente più al sicuro ("Da questo potete conoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesú Cristo è venuto nella carne, è da Dio. E ogni spirito che non riconosce che Gesú Cristo è venuto nella carne, non è da Dio; e questo è lo spirito dell'Anticristo che, come avete udito, deve venire; e ora è già nel mondo." (1 Gv 4,2-3)). Perché l'umiltà è un fuoco che il demonio non sopporta! E l'Umile e lui non dimorano nello stesso posto. E chi è l'Umile? E' Maria.

A presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: domande dal gruppo di studio   Ven 12 Gen - 19:31

1) S. Teresa parla a lungo del fatto che non sono importanti i "godimenti" dell'orazione o le grazie mistiche per raggiungere la santità. Questo lo spiega molto chiaramente e a fondo.

Quindi il valore dell'orazione rispetto alla sola preghiera vocale, anche fatta "pensando a Chi si parla", "chi noi siamo" e così via, consiste nel fatto che l'orazione "apre" il cuore all'azione purificante di Dio in modo diverso che non la preghiera vocale?
A questo punto nasce l'esigenza di un approfondimento sui diversi tipi di preghiera.

2) S. Teresa dice che chi non riceve "grazie mistiche" durante l'orazione, credo intenda "grazie percepite", ugualmente deve lodare e ringraziare Dio perchè Egli dà tali grazie ad altri, deve essere stimolato all'umiltà, e deve sentirsi motivato a credere fermamente che in ogni modo Dio darà a lui ciò di cui ha necessità. Ma se una persona non ha mai "sentito" nulla nell'orazione, come può sentirsi spinto a tanta fede ed amore? Come si può aiutare tali persone, per confermarle nell'esercizio dell'orazione?

3) In 1M,1,5, Teresa dice che "Sembra che dica uno sproposito, perchè se il castello è la stessa anima, non si ha certo bisogno di entrarvi, perchè si è già dentro". Come si risponde teologicamente a questa osservazione?

4) In 1M,2,1, Teresa dice che l'anima (in peccato mortale) non partecipa più del Sole che pure rimane ancora nel suo centro. Dice poi che però l'anima conserva ancora la capacità di "goderne": cosa si intende teologicamente con queste espressioni e in particolare con la parola "goderne"?
Sempre nello stesso paragrafo, dice che le opere buone di quest'anima non possono esserle di giovamento perchè "non procedono... da Dio" e "non gli possono essere accette". Qual'è la spiegazione teologica di questo?

5) In 1M,2,8, S. Teresa dice che "un'anima di orazione, a qualunque gradi sia giunta," deve "essere lasciata libera di circolare come vuole,.... senza incantucciarla e restringerla in una sola stanza "Cosa intende in particolare con la parola "stanza"?

6) In 2M,11, S. Teresa dice che la nostra fede non avrà valore senza le "opere di suo servizio". Cosa sono queste opere, potresti dare qualche esempio?
In 3M,1,7, Teresa parla della "prova di fede", mi pare, che Dio ci dà nelle aridità.
Ma cosa intende con "proviamoci da noi stesse, sorelle!"?

7) In 3M,2,7, e altrove, S. Teresa parla delle "penitenze". Cosa dobbiamo ritenere giusto, necessario a proposito delle "penitenze" per persone nel nostro stato di laici, oggi?

8 ) In 4M,1,10, S. Teresa parla della "sommità della testa" come sede della parte superiore dell'anima (intende dello spirito, quindi). Quindi cuore = sommità della testa, qui, per S. Teresa? Quindi non sempre si ritiene da tutti gli autori sacri che sia il "cuore" la sede dello spirito?
Ci sono antropologie diverse, in qualche punto, anche se non sostanziale?

9) In 4M,1,11, cosa si intende per "sospensione"?

10) In 4M,3,1, S.T. dice che l'orazione di raccoglimento E' soprannaturale. Invece in Cammino 29,4 dice che la stessa orazione NON è soprannaturale. Ho capito male ?
grazie, Anna Rita
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 12 Gen - 19:53

Jean, dici in una risposta che "Immagino che le mie risposte fanno, da una parte riflettere, e dall'atra generano altre domande. Ricordiamoci di rimanere sempre nella prospettiva pratica, di ricerca di beni utili da praticare per andare avanti. (ecco la domanda essenziale che ci guida nella Scuola di Maria: "cosa devo fare per arrivare?")"

Alcune domande, se sembrano "intellettuali", in realtà derivano dalla esperienza certa che "si può amare veramente solo ciò che si conosce"... e lo sforzo del gruppo di studio è di accogliere il più a fondo possibile, al nostro basso livello, quanto incontriamo nel testo, e quanto ci suscita il testo in confronto con le nostre esperienze passate o presenti, personali e" di chiesa"
...Quindi, ... grazie delle risposte che ci dai
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 12 Gen - 22:58

Anna rita ha scritto:
1) S. Teresa parla a lungo del fatto che non sono importanti i "godimenti" dell'orazione o le grazie mistiche per raggiungera la santità. Questo lo spiega molto chiaramente e a fondo.
Quindi il valore dell'orazione rispetto alla sola preghiera vocale , anche fatta"pensando a Chi si parla", "chi noi siamo" e così via, consiste nel fatto che l'orazione "apre" il cuore all'azione purificante di Dio in modo diverso che non la preghiera vocale?
A questo punto nasce l'esigenza di un approfondimento sui diversi tipi di preghiera.
Grazie per le vostre domande. ST non oppone mai "orazione vocale" e "orazione mentale" ("preghiera del cuore"). Anzi dice che "la preghiera vocale" deve essere fatta in modo contemplativo, in modo tale che l'azione soprannaturale di Dio sia fatta ("raccoglimento soprannaturale", "orazione di quiete" e cosi via). Questo fatto sottolineato da lei è molto importante perché ci aiuta a capire quanto tutte le preghiere vocali e pubbliche della Chiesa vanno vissute in un modo più contemplativo, in un modo soprannaturale (il soccorso particolare). E' geniale questo! Non si tratta di "separare" "orazione vocale" dalla "preghiera del cuore", ma si tratta di ritrovare l'interiorità di qualsiasi preghiera.
Riprendiamo la Messa che è "l'orazione vocale" per eccellenza (vocale e pubblica) dove il Sacerdote mette in rilievo in modo fortissimo l'aspetto soprannaturale del soccorso particolare quando dice: "in Alto in nostri cuori", o anche: prima del Sanctus quando dice tra le righe che il Cielo si apre e che le nostre voci si uniscono alla voce dei Santi e degli Angeli per lodare il Signore. Quindi la Messa stessa, che è l'orazione per eccellenza, puo' essere vissuta al meno in due modi diversi: sia soprannaturale sia no! (questione di formazione del popolo) Quindi aggiungere/unire orazione mentale (preghiera del cuore) con la Messa è un "dovere". Di fatti non sono separabili, è come la corteccia e il frutto. E' importante quindi educare il popolo di Dio a questo. Quante cose cambierebbero. E' una questione di formazione per palliare all'ignoranza.
Invece di scegliere certi tipi di preghiere a scapito di altre, è meglio parlare della frontiera del "soccorso particolare" che tutto il nostro essere attraversa o no, e che fa si che tale o tale altra preghiera (non importa il tipo) sia fatta in "modo soprannaturale" o no ("Messa", "ufficio divino", "rosario" ecc…)! Quindi tutte le preghiere, ma anche tutti i nostri atti ecc… possono essere fatti in modo soprannaturale (o contemplativo, o secondo il "soccorso particolare") o no. Siamo chiamati tutti al Regno dei Cieli, e quando si legge bene santa Teresa ("Cammino" per es.) si nota che l'entrata nel Regno per lei è semplicemente l'entrata nel soprannaturale, nell'azione diretta e personale della Grazia in noi ("soccorso particolare"). (vedi commento al: "Venga il tuo Regno" del "Cammino di perfezione" cc. 30-31)
Quindi è doveroso per tutte le comunità di approfondire queste cose, e non sono per un Ordine particolare, o per una famiglia particolare della Chiesa!

(avere o no coscienza del soprannaturale è un'altra domanda, perché essa ha luogo nello spirito, quindi nel "sopracosciente" ed è "passiva". Per questo che dice: non si puo' appoggiare sul "sentito" o "provato")

Aggiungo il fatto che è necessario dare un tempo all'orazione mentale (preghiera del cuore), cosi l'Azione dello Spirito puo' aver luogo. E' come il fatto di far cuocere la pasta nel forno per fare il Pane. Se non si mette la pasta nel Forno (esponendola al Fuoco Divino), non diventa pane. Esporsi ai Raggi Divini dello Spirito - prendendo tempo e spazio - è una cosa importantissima, vitale. Quindi sono d'accordo con quel che dici: "l'orazione "apre" il cuore all'azione purificante di Dio".

Come conclusione, è importante quindi di ricordarsi di due punti:
1- Far si che ogni preghiera vocale sia fatta con spirito soprannaturale (è questione di formazione spirituale del popolo di Dio) (di per se, cristianamente parlando, evangelicamente parlando, non sono separabili, la preghiera del cuore è come il frutto di qualsiasi tipo di preghiera che è la corteccia)
2- Aggiungere sempre un tempo di orazione mentale per tutti. Non è per niente che il Diritto canonico mette a tutti i religiosi (i carmelitani ne hanno di più) un obbligo di fare al meno una mezz’oretta la mattina e una mezz’oretta la sera. (Non è detto che sono formati per saper viverli, ma le loro regole di vita c'e l'hanno come minimo.) Le suore di Madre Teresa di Calcutta, hanno invece due ore al giorno!! Come le monache carmelitane!
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 13 Gen - 17:46

Molte grazie per queste risposte. E' consolante sentire che in fondo l'unica vera preghiera è contemplativa. E da ciò poi derivano mille considerazioni e conseguenze, su cui fare discernimento a lungo.

Un dubbio ulteriore deriva da quanto tu dici nella frase citata:
"ST non oppone mai "orazione vocale" e "orazione mentale" ("preghiera del cuore"). Anzi dice che "la preghiera vocale" deve essere fatta in modo contemplativo, in modo tale che l'azione soprannaturale di Dio sia fatta ("raccoglimento soprannaturale", "orazione di quiete" e cosi via). Questo fatto sottolineato da lei è molto importante perché ci aiuta a capire quanto tutte le preghiere vocali e pubbliche della Chiesa vanno vissute in un modo più contemplativo, in un modo soprannaturale (il soccorso particolare)"
La domanda è: D'accordo sul fatto che anche ST dice che anche la preghiera vocale va fatta in modo contemplativo. Ma per avere una preghiera contemplativa deve intervenire sempre il soccorso particolare?Ma questo può essere dato a tutti? Allora vanno "addestrate" le persone in modo che imparino a "disporsi" per ricevere il soccorso particolare!?
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 13 Gen - 18:51

Anna rita ha scritto:
E' consolante sentire che in fondo l'unica vera preghiera è contemplativa. E da ciò poi derivano mille considerazioni e conseguenze, su cui fare discernimento a lungo.
Mi soffermo qui sull'espressione tua: "l'unica". Diciamo che dire "l'unica vera preghiera è contemplativa" è allo stesso tempo vero, pero' è da capire bene per non uscire dall'equilibrio giusto. Gesù è venuto per offrirci il Regno. Il Regno è questa entrata nella vita interiore di Dio, entrare nella Trinità, essere abitato dalla Trinità. Questo è lo specifico del cristianesimo. Prima del Cristianesimo e fuori del Cristianesimo attuale si prega anche. Ma noi, non siamo Dio per sapere se Dio ha fatto entrare in Lui questa persona o no (l'entrata essendo il Soccorso Particolare, essendo lo specifico del Cristianesimo). E' affare di Dio, non nostro. Ma cio' che ci riguarda al livello dell'Evangelizzazione è di offrire il Dono immenso di Dio a tutti, e di farlo in modo umile, senza negare la preghiera attuale delle persone, ma proponendo un passo immenso in avanti, come Gesù ha fatto per i giudei del suo tempo: non sono venuto per cancellare, ma per completare. Certo cio' che Egli propone è immensamente diverso dall'Antico Testamento, come le 4 Mansioni lo sono riguardo alle 3 Mansioni, ma è sempre la stessa strada che sale (o scende nel profondo).
Quindi Davide prega (la preghiera nell'Antico Testamento, vedere anche cio che il Catechismo dice della preghiera dell'Antico Testamento), altri (altrove) pregano, ma è Dio che vede il nostro cuore non noi, è Dio che dà la Grazia non noi, e ricordiamoci che Dio è libero. E tutto cio' che Egli da altrove, è Lui che lo dà, sono i Semi del Verbo come dice la Tradizione e quindi appartengono comunque a Cristo, e a noi.
Ma in senso stretto è capitale di ricordarsi della novità specifica portata da Dio stesso (Gesù è Dio): farci tornare "in Dio", perché eravamo usciti (Adamo). Quindi Gesù dice: Ecco il Regno, è arrivato, potete di nuovo entrarci, vi faccio entrare. Questo è lo specifico assoluto portato da Gesù a tutti senza eccezione. La mistica non è la corrente principale nelle altre religioni! Mentre per noi, la mistica è semplicemente il fatto di entrare nel Regno, cioè di essere Cristiano… La mistica per noi è la via normale per tutti, basta leggere bene il Vangelo. Il Battesimo è il Seme di questo Regno in noi, un Seme sacro che contiene tutto, ma in forma di seme, e che è chiamato a diventare un Immenso Albero, il più grande…
Quindi dire che non ci sono altre preghiere (lo so non è la tua intenzione di dirlo, e neanche lo dici) non è giusto. Ma dire che la preghiera specifica al Cristianesimo coinvolge ovviamente la Grazia di Cristo (il Soccorso particolare) è una verità fondamentale, si. Questa verità non puo' essere negata.

Anna rita ha scritto:
La domanda è: D'accordo sul fatto che anche ST dice che anche la preghiera vocale va fatta in modo contemplativo. Ma per avere una preghiera contemplativa deve intervenire sempre il soccorso particolare? Ma questo può essere dato a tutti? Allora vanno "addestrate" le persone in modo che imparino a "disporsi" per ricevere il soccorso particolare!?
Certo, è ovvio, no? Ma l'intervento del "soccorso particolare" (cioè dello Spirito Santo che mi mette in relazione diretta con Gesù, e che mi permette di ascoltarLo e di immergermi in Lui) ha luogo nello spirito nostro, quindi è sopracosciente. Quindi "sapere se ci sono o no", è un altro discorso!
"puo' essere dato a tuti"? ma deve essere dato a tutti! Come ho appena detto: "cosciente o no", è un'altra domanda, ma "dato a tutti", si. Ricordiamoci del caso che ST menziona nel "Cammino di perfezione" dove lei parla di una persona che diceva solo il Rosario ed era fedelissima a Dio, e non si rendeva conto del suo stato spirituale; ma ST dice e ci assicura che questa persona era già elevata (entrata e addentrata nel "Soccorso particolare" della Grazia). Ripeto: Cristo è morto (= ha dato tutto Se stesso) per tutti. Non è morto a meta. Quindi queste cose "sono per tutti". Tutti siamo chiamati. Chi ci arriva, chi non ci arriva, ma non è colpa di Dio. E' per quella ragione che vi insegno queste cose, perché sono "per tutti", e vanno sparse e conosciute per aumentare l'azione di Dio nel suo popolo, per creare abbondanza e fecondità! Il passare dal implicito (averlo senza saperlo) all'esplicito (essere cosciente di cio' che Dio vuole darci), attraverso l'insegnamento/evangelizzazione è fondamentale: la vita spirituale (la fede) viene tramite l'udito, tramite le cose dette chiaramente. San Paolo lo dice (ai Romani) e Gesù insegnava il Regno "a lungo". La Grazia ha bisogno di "una bocca che si apre" per agire. Quindi se "una bocca si apre" con le parole del Regno (del Soccorso particolare della Grazia) allora la Grazia puo' lavorare. E' un obbligo: "maledetto sarei se non evangelizzo" dice san Paolo. E' privare Dio di azione (perché è l'ordine che Egli ha messo nelle cose), ed è privare il mondo della Potenza della Grazia di Cristo, grazia unica, specifica, irrepetibile, fecondissima.
Ecco anche una vostra responsabilità: spargere con tutti i mezzi questo insegnamento, ma farlo "guidati dallo Spirito". E questo suppone crescita interiore, ma anche crescita intellettuale integrata.

Mi dici: "Allora vanno "addestrate" le persone in modo che imparino a "disporsi" per ricevere il soccorso particolare!?"
Ma "è ovvio", no? Certo! Il lavoro qui è immenso: lo ripeto il nostro problema fondamentale oggi è un problema di formazione (e del contenuto di questa formazione).
Il "Cristianesimo rinnovato" attuale (essenzialmente frutto del post-Concilio) non puo' continuare cosi, non ha abbastanza "dottrina spirituale completa" per andare avanti, arriva ad un limite e non riesce ad andare oltre per mancanza di dottrina spirituale chiara, esplicita e esposta in modo comprensibile e sicuro per la gente di oggi. Basta leggere il messaggio di sua santità il Papa nella sua prima Enciclica.
Il problema non è di creare dei Movimenti o di rinnovare gli Ordini religiosi o la Chiesa! Il problema oggi è di porsi la domanda: "ma su quali basi?" In fatti, "l'insegnamento completo" del "cammino completo" che "porta alla pienezza della ricezione del Dono di Dio in Gesù" manca!!!! Il problema sono le fondamenta.
Chi vuol costruire una casa, normalmente, comincia per primo di occuparsi di scendere per dopo salire! Le fondamenta sono la prima cosa alla quale si da tutta l'attenzione. Le fondamenta oggi non sono abbastanza profonde; arriviamo ad un punto dove si gira in circoli viziosi (ma anche devianti), si arriva ad un primo soffitto, un primo limite, una prima soglie, e non si sa andare avanti (cfr. "la Terza svolta" esposta in "Quale Cristianesimo?")! Se le fondamenta sono povere, limitate, non si sale più di tanto! Allora invece di investire le energie in mille cose, sarebbe buono di prendere l'esempio che Gesù ci da nel Vangelo:
"Chi di voi infatti, volendo edificare una torre, non si siede prima a calcolarne il costo, per vedere se ha abbastanza per portarla a termine? 29 Che talora, avendo posto il fondamento e non potendola finire, tutti coloro che la vedono non comincino a beffarsi di lui, 30 dicendo: "Quest'uomo ha cominciato a costruire e non è stato capace di terminare"." (Luc 14,28-30)
Se gli insegnanti/docenti stessi non sanno di queste cose, è grave no? Se lasciano queste cose per una "elite di elite", mentre queste cose sono il cuore stesso del Vangelo, ma siamo fritti. A che altezza si sale allora?
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Anna rita



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MessaggioTitolo: gruppo di studio su s teresa   Sab 13 Gen - 20:06

grazie, la mia domanda mirava ad ottenere che tu rispondessi per esteso dicendoci quanto poi è contenuto nella tua risposta. a te sembrerà tutto ormai molto ovvio, ma per noi non lo è altrettanto, e si tratta di punti di discernimento fondamentali , credo, per noi.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Mer 17 Gen - 15:52

Anna rita ha scritto:
2) s. Tersa dice che chi non riceve "grazie mistiche" durante l'orazione, credo intenda "grazie percepite", ugualmente deve lodare e ringraziare Dio perchè Egli dà tali grazie ad altri, deve essere stimolato all'umiltà, e deve sentirsi motivato a credere fermamente che in ogni modo Dio darà a lui ciò di cui ha necessità. Ma se una persona non ha mai "sentito" nulla nell'orazione, come può sentirsi spinto a tanta fede ed amore? Come si può aiutare tali persone, per confermarle nell'esercizio dell'orazione?
Grazie per questa domanda. Solleva un domanda/discussione enorme sottointesa tra le righe: "ma tutti sono chiamati a "sentire" più o meno le grazie?" Perché è vero che non è necessario sentire Dio che si da a noi nell'orazione, perché di fatti Egli si dà nello spirito nostro e questo è "sopra-cosciente" quindi, di per se, non possono essere sentite le grazie.

Quindi tutta la prima frase di questa domanda è assolutamente giusta [vi prego di dare il riferimento in santa Teresa, grazie]. Ma credo che non va presa in senso assoluto. Mi spiego:

San Paolo ci ricorda (e lo fa anche Giovanni della Croce in modo più esteso e pedagogico) che Dio comincia a trattarci come bambini, cioè si adatta alle nostre capacità e ci da il latte del gusto, perché sta purificando i sensi per primo (ci fa uscire dall'Egitto dei sensi). Per purificare i sensi, per farci trasportare dagli attaccamenti alla terra verso il mondo spirituale Egli ha bisogno di trattarci a "modo umano", perché si adatta alle nostre capacità: ci seduce ormai con "gusti spirituali" (il latte) per attrarci (noi che eravamo attratti da cose terrestre). Ogni essere umano è unico è vero, ma dire che Dio non da nessuna grazie "sentita", "provata" vorrebbe dire che Dio tratta l'essere umano fin dall'inizio come "adulto spirituale" e questo (in genere) non è possibile, non è normale, perché non corrisponde alla realtà (la debolezza umana). (e sappiamo che questo "latte spirituale" dovrà sparire perché non è Dio-Dio)

Quindi santa Teresa, pur sapendo la distinzione tra cio' che accade nello spirito e cio che accade nell'anima-corpo, non vuol dire che Dio non da niente! Lei parla ai principiante spirituali, che comunque ricevono un qualche cosa da Dio durante la PC (preghiera del cuore o orazione). Lei dà questo consiglio per farci capire che cio' che capita nello spirito non puo' di per se essere sentito! Quindi parla di "umiltà", ma si puo' dire anche che parla di necessità di "distacco" da un attaccamento umano (a modalità umana) alla percezione (i sentimenti provati) delle grazie che cade nell'anima e/o nel corpo (e non sono essenziali alla Grazia (data comunque allo spirito)).

Quindi bisogna introdurre sia delle distinzioni (spirito/ anima-corpo; bimbi / adulti; modalità umana e modalità divina nostra) ma anche di mantenere l'equilibrio: non dire che Dio non agisce in modo percepito affatto! Ma fare la distinzione tra il gusto percepito dal bimbo e poi la gioia profonda provata dall'adulto (sono dei livelli completamenti diversi: la "carne" e lo "Spirito" dice san Giovanni Evangelista).

Allora vediamo adesso il caso di persone che, come dite, "non hanno mai provato niente nell'orazione". Qui bisogna fare prima di tutto una verifica se "l'effata" dell'entrata nel soprannaturale ha avuto luogo o no! Non andrei prima a cercare nell'orazione (PC), ma piuttosto prima di tutto nel faticoso lavoro di confronto con la Parola di Dio (portare/patire la Parola con l'intensità redentrice della sua Luce).

Santa Teresa non parla mai della Lectio divina (è un anacronismo porre anche questa domanda), ma ci dà l'essenza del Vangelo nel lavoro faticoso delle tre virtù: distacco, carità, umiltà (cfr. "Cammino di perfezione" prima metà). Questi sono il nucleo imprescindibile del Vangelo per lei, e non lavorarci in modo soprannaturale come lei lo suggerisce nel "Cammino", e con determinazione totale, con purezza, ha una conseguenza drammatica per la vita spirituale: è molto possibile che la Fonte che zampilla (della Grazia, del "soprannaturale", del "Soccorso particolare") non si apre! Lei dice: sarete dei nani (non si cresce)!!! (quindi la PC non basta, ma viene dopo la Lectio, la Lectio apre la porta alla PC). A chi non fa lo sforzo di conversione e di cambiamento soprannaturale indicato da lei è normale di non "ricevere niente" nella PC. Questo sforzo corrisponde per noi alla Lectio divina (perché abbiamo accesso alla Bibbia e alle letture del giorno della Messa). Il confronto con la Parola di Dio è una operazione che richiede uno sforzo totale della persona! E questo, presto o tardi, aprirà la fonte della PC. Non si puo' invertire il ragionamento dicendo: "perché non c'è niente nella PC?" mentre non c'è la qualità del lavoro con la Lectio!! "Non sono coloro che dicono: Signore Signore (PC) che entrano nel Regno di Dio (il soprannaturale) ma chi fa la volontà di Dio (lectio)".

E comunque, chi entra nel soprannaturale è sempre trattato da bimbo fin dall'inizio, chi di più chi di meno.

C'è anche un aspetto pedagogico per il quale Dio non fa sempre sentire quel latte ("l'acqua" in santa Teresa cfr. Vita). Se dà tutto il tempo il sentimento della grazia ricevuta, questo puo' indurci a confondere il latte e Dio stesso. Quindi già fin dall'inizio, il latte ha in se un insegnamento, un avvertimento, un sale che dice: "non attaccatevi a me, non sono Dio anche se provengo da Dio! Dio non puo' essere sentito dall'anima-corpo, quindi puntate più in là, verso la sua azione nel vostro spirito".
Quindi già con il privare le persone dal latte, insegna e prepara per la tappa seguente quando passerà dal latte al nutrimento solido di una Contemplazione più sostanziale!

È importante di tenere insieme tutte le sfumature/distinzioni della mia risposta.
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 19 Gen - 4:28

Anna rita ha scritto:
3) In 1M,1,5, Teresa dice che "Sembra che dica uno sproposito, perchè se il castello è la stessa anima, non si ha certo bisogno di entrarvi, perchè si è già dentro". Come si risponde teologicamente a questa osservazione?
Non sono sicuro di aver capito la domanda con la sfumatura di chi la fa. Tento quindi una prima risposta, ma forse risponderò fuori soggetto – mi direte:

Santa Teresa stessa risponde a questa domanda nello stesso paragrafo, no? Dice:
"Però dovete sapere che vi è una grande differenza tra un modo di essere e un altro, perché molte anime stanno soltanto nei dintorni, là dove sostano le guardie, senza curarsi di andare più innanzi, né sapere cosa si racchiuda in quella splendida dimora, né chi l'abiti, né quali appartamenti contenga. Se avete letto in qualche libro di orazione consigliare l'anima ad entrare in se stessa, è proprio quello che intendo io."

L'essere umano (corpo-anima-spirito) è un mondo immenso. E "trovarsi in" "qualche parte" di questo mondo è legato al grado di trasformazione dell'anima. Questo "mondo" puo' essere quindi legato al grado di trasformazione dell'essere umano in Dio. Più l'essere umano è trasformato in Dio, più è capace di avvicinarsi di Dio che è il centro del suo essere.

Non siamo sempre dentro di noi stessi. Spesso siamo presi dal mondo esteriore e viviamo quindi nel mondo esteriore, dimenticando noi stessi, e Chi abita in noi! quindi si puo' benissimo vivere questa vita essendo lontani da noi stessi. Quindi "energeticamente" (l'energia psicologica) siamo spessissimo piuttosto fuori di noi stessi. Al punto che – come dice santa Teresa – c'è tanta gente che ignora l'esistenza di un mondo interiore. Essendo portati dai sensi (la vista prende molto) verso fuori di noi stessi, diamo quasi tutta l'attenzione a questo mondo! E ignoriamo l'interiorità.

Si risponde (o corrisponde) alle parole di santa Teresa in due modi connessi tra di loro: psicologicamente e teologicamente.

1- Già nella psicologia una persona puo' essere interiorizzata o no. E che cos'è il fatto di riflettere se non soffermarsi su una cosa? E se questa cosa sulla quale riflettiamo è noi stessi, è un passo di più verso l'entrata in noi stessi (invece di essere sempre portati ad oggetti fuori di noi). Se penso ad una persona che vive in Australia, allora, in un certo senso sono li, in Australia. Sono "fuori di me stesso". Quindi il fatto di "soffermarsi e di considerare una cosa" pone il mio spirito (il mio punto di concentrazione) su questa cosa! Non siamo ancora in Teologia. Quindi l'attenzione portata da parte della nostra intelligenza verso qualche cosa, ci porta in un certo senso a questa cosa! Si dice anche che l'amore porta l'amante dentro l'amato, quindi lo fa uscire di se stesso.

2- La Teologia aggiunge al dato psicologico di base il dato che Dio è al centro del nostro essere e che il nostro essere ha sempre un grado di vicinanza (trasformazione) in Dio (che puo' crescere o diminuire a seconda della nostra vita spirituale). (Non c'è opposizione tra Psicologia e Teologia.)

C'è quindi come una riga lunghissima che si estende da Dio (al centro di noi), passando in noi (passando per lo spirito nostro, poi la parte superiore dell'anima, poi la parte inferiore), il corpo, e poi uscendo verso fuori all'infinito creato. E noi, ci muoviamo su questa riga (è un modo di parlare).

"Con l'attenzione", ma anche "con la grazia", e anche "corrispondendo alla grazia" (mettendo in pratica la Parola di Dio) si puo' entrare (o, in caso di infedeltà, uscire dall'anima), e se siamo dentro, si puo' avvicinarsi di Dio.
Quindi il paragone con il Castello rende assai, in modo palpabile, la realtà nostra. Solo che noi, non abbiamo l'abitudine del processo d'interiorizzazione, di contemplazione ecc…
Cio che santa Teresa dice, è cio' che la Teologia dice. Ma lei, essendo Dottore della Chiesa, esplicita questo insegnamento, c'è lo fa capire.
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 19 Gen - 5:07

Anna rita ha scritto:
4) In 1M,2,1, Teresa dice che l'anima(in peccato mortale )non partecipa più del Sole che pure rimane ancora nel suo centro.Dice poi che però l'anima conserva ancora la capacità di "goderne":cosa si intende teologicamente con queste espressioni e in particolare con la parola "goderne"?
Sempre nello stesso paragrafo, dice che le opere buone di quest'anima non possono esserle di giovamento perchè "non procedono...da Dio"e "non gli possono essere accette".Qual è la spiegazione teologica di questo?
Mettiamo prima tutto il passo:
"Prima di andare innanzi, vi prego di considerare come si trasformi questo castello meraviglioso e risplendente, questa perla orientale, quest'albero di vita piantato nelle stesse acque vive della vita che è Dio, quando s'imbratti di peccato mortale. Non vi sono tenebre così dense, né cose tanto tetre e buie, che non ne siano superate e di molto. Il Sole che gli compartiva tanta bellezza e splendore è come se più non vi sia, perché, pur rimanendo ancora nel suo centro, l'anima tuttavia non ne partecipa più. Conserva sempre la capacità di goderlo, come il cristallo di riflettere i raggi, ma intanto non vi è più nulla che le sia di merito; e finché dura in quello stato, non le giovano a nulla per l'acquisto della gloria neppure le sue buone opere, perché, non procedendo esse da quel principio per cui la nostra virtù è virtù - voglio dire da Dio, da cui, anzi, si allontanano - non gli possono essere accette. Infatti, chi commette un peccato mortale intende di contentare, non Dio, ma il demonio; e siccome il demonio non è che tenebra, la povera anima si fa tenebra con lui." (1M,2,1)

Una parola chiave in questo paragrafo è "partecipare" (alla Vita di Dio). Siamo chiamati a partecipare alla vita di Dio. San Giovanni della Croce, parla verso la fine del Cantico Spirituale della nostra capacità di partecipare alle due operazioni della Trinità (1- il Padre genera il Figlio 2- il Padre e il Figlio spirano lo Spirito Santo). Questo concetto è fondamentale, parlo del concetto di partecipazione. San Pietro nella sua seconda lettera (2P 1,4) parla di: partecipazione alla Natura divina. Il fatto di dire che noi siamo chiamati a diventare "Figli adottivi" è anche un concetto molto vicino. Di fatti noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio. Quando Adamo pecca e esce dal Paradiso, perde la somiglianza con Dio, ma non perde la capacità di ritrovarla. Questa capacità è l'immagine! È una dottrina che i Padri della Chiesa amano e sviluppano. Quindi avere Dio nel centro del nostro essere non significa che partecipiamo alla sua vita. Adamo quando esce dalla partecipazione alla vita divina, esce con il suo spirito, si stacca da Dio. Questo spirito appiattito si trova mezzo morto alla vetta dell'anima, ma oramai lontanissimo da Dio. La distanza che esiste oramai tra lo spirito nostro (la vetta dell'anima) e Dio, è la più lunga distanza che possa esistere, eppure, come dico io, puo' essere solo di 3 centimetri, dentro il nostro "cuore". Ma in verità, la distanza va misurata con il grado di vicinanza/trasformazione in Dio/partecipazione alla sua Vita divina.
La capacità di tornare, l'immagine di Dio in noi, noi non la perdiamo! Siamo sempre liberi di dire si o no, ed Egli ci ridarà sempre la possibilità di ri-partecipare alla Sua Vita. La capacità ce l'abbiamo, potenzialmente, non attualmente. Ma siamo ancora essere ragionevoli, liberi, capaci di scegliere Dio, capaci di dire "si" o "no".

"godere" qui va preso in senso Teologico, cioè di "partecipare".

Poi, la seconda domanda:
"Sempre nello stesso paragrafo, dice che le opere buone di quest'anima non possono esserle di giovamento perchè "non procedono... da Dio" e "non gli possono essere accette". Qual'è la spiegazione teologica di questo?"

Arriva a Dio (è accetto a Dio) cio' che proviene da Dio (in un certo senso si puo' dire: "solo Dio piace a Dio"). E' da Dio che il movimento della Grazia parte (procede), passa per noi, sollecita la nostra libertà, la consolida, e la completa portandola a compimento. Noi abbiamo sempre l'impressione che i nostri atti hanno come punto di partenza noi stessi. Mentre, più si progredisce nella vita spiritual, più si rende conto che è la Grazia per primo che ha l'iniziativa, invita, sollecita, e poi, siamo noi a rispondere, a corrispondere, a dare a Lei sempre il Primo posto, di guida, come l'esempio della danza fatto nel Corso di primo livello.

Quindi qualsiasi azione che torna a Dio, procede da Dio ("procede" vuole dire: ha come punto di partenza Dio stesso).
Allora la persona in peccato mortale, è una persona che volutamente si è staccata da Dio, producendo coscientemente atti fortissimi contrari alla volontà di Dio. Questi atti l'hanno allontanata da Dio. Quindi non vuole più avere come punto di partenza Dio! Comunque lei si è allontanata da Dio. Allora gli atti di questa persona, non essendo lei più collegata alla Fonte, non hanno più l'Energia Divina! Quindi non hanno in loro la potenza di "raggiungere Dio stesso".
E' la teologia della Grazia e la Teologia del Merito che stiamo affrontando qui. Vi do i numeri del Catechismo che parlano di questo:

II. La grazia

1996 La nostra giustificazione viene dalla grazia di Dio. La grazia è il favore, il soccorso gratuito che Dio ci dà perché rispondiamo al suo invito: diventare figli di Dio, [Cf Gv 1,12-18 ] figli adottivi, [Cf Rm 8,14-17 ] partecipi della natura divina, [Cf 2Pt 1,3-4 ] della vita eterna [Cf Gv 17,3 ].

1997 La grazia è una partecipazione alla vita di Dio; ci introduce nell'intimità della vita trinitaria. Mediante il Battesimo il cristiano partecipa alla grazia di Cristo, Capo del suo Corpo. Come “figlio adottivo”, egli può ora chiamare Dio “Padre”, in unione con il Figlio unigenito. Riceve la vita dello Spirito che infonde in lui la carità e forma la Chiesa.

1998 Questa vocazione alla vita eterna è soprannaturale. Dipende interamente dall'iniziativa gratuita di Dio, poiché egli solo può rivelarsi e donare se stesso. Supera le capacità dell'intelligenza e le forze della volontà dell'uomo, come di ogni creatura [Cf 1Cor 2,7-9 ].

1999 La grazia di Cristo è il dono gratuito che Dio ci fa della sua vita, infusa nella nostra anima dallo Spirito Santo per guarirla dal peccato e santificarla. È la grazia santificante o deificante, ricevuta nel Battesimo. Essa è in noi la sorgente dell'opera di santificazione: [Cf Gv 4,14; Gv 7,38-39]

Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo. ( 2Cor 5,17-18 )

2000 La grazia santificante è un dono abituale, una disposizione stabile e soprannaturale che perfeziona l'anima stessa per renderla capace di vivere con Dio, di agire per amor suo. Si distingueranno la grazia abituale, disposizione permanente a vivere e ad agire secondo la chiamata divina, e le grazie attuali che designano gli interventi divini sia all'inizio della conversione, sia nel corso dell'opera di santificazione.

2001 La preparazione dell'uomo ad accogliere la grazia è già un'opera della grazia. Questa è necessaria per suscitare e sostenere la nostra collaborazione alla giustificazione mediante la fede, e alla santificazione mediante la carità. Dio porta a compimento in noi quello che ha incominciato: “Egli infatti incomincia facendo in modo, con il suo intervento, che noi vogliamo; egli porta a compimento, cooperando con i moti della nostra volontà già convertita” [Sant'Agostino, De gratia et libero arbitrio, 17: PL 44, 901].

Operiamo certamente anche noi, ma operiamo cooperando con Dio che opera prevenendoci con la sua misericordia. Ci previene però per guarirci e anche ci seguirà perché da santi diventiamo pure vigorosi, ci previene per chiamarci e ci seguirà per glorificarci, ci previene perché viviamo piamente e ci seguirà perché viviamo con lui eternamente, essendo certo che senza di lui non possiamo far nulla [Id., De natura et gratia, 31: PL 44, 264].

2002 La libera iniziativa di Dio richiede la libera risposta dell'uomo; infatti Dio ha creato l'uomo a propria immagine, dandogli, con la libertà, il potere di conoscerlo e di amarlo. L'anima può entrare solo liberamente nella comunione dell'amore. Dio tocca immediatamente e muove direttamente il cuore dell'uomo. Egli ha posto nell'uomo un'aspirazione alla verità e al bene che soltanto lui può soddisfare. Le promesse della “vita eterna” rispondono, al di là di ogni speranza, a tale aspirazione:

Il riposo che prendesti al settimo giorno, dopo aver compiuto le tue opere molto buone. . ., è una predizione che ci fa l'oracolo del tuo Libro: noi pure, compiute le nostre opere buone assai, certamente per tuo dono, nel sabato della vita eterna riposeremo in Te [Id., Confessiones, 13, 36, 51].


2003 La grazia è innanzitutto e principalmente il dono dello Spirito che ci giustifica e ci santifica. Ma la grazia comprende anche i doni che lo Spirito ci concede per associarci alla sua opera, per renderci capaci di cooperare alla salvezza degli altri e alla crescita del Corpo di Cristo, la Chiesa. Sono le grazie sacramentali, doni propri ai diversi sacramenti. Sono inoltre le grazie speciali chiamate anche “ carismi ” con il termine greco usato da san Paolo, che significa favore, dono gratuito, beneficio [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 12]. Qualunque sia la loro natura a volte straordinaria, come il dono dei miracoli o delle lingue, i carismi sono ordinati alla grazia santificante e hanno come fine il bene comune della Chiesa. Sono al servizio della carità che edifica la Chiesa [Cf 1Cor 12 ].

2004 Tra le grazie speciali, è opportuno ricordare le grazie di stato che accompagnano l'esercizio delle responsabilità della vita cristiana e dei ministeri in seno alla Chiesa:

Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi l'insegnamento all'insegnamento; chi l'esortazione all'esortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia ( Rm 12,6-8 ).

2005 Appartenendo all'ordine soprannaturale, la grazia sfugge alla nostra esperienza e solo con la fede può essere conosciuta. Pertanto non possiamo basarci sui nostri sentimenti o sulle nostre opere per dedurne che siamo giustificati e salvati [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1533-1534]. Tuttavia, secondo la parola del Signore: “Dai loro frutti li potrete riconoscere” ( Mt 7,20 ), la considerazione dei benefici di Dio nella nostra vita e nella vita dei santi, ci offre una garanzia che la grazia sta operando in noi e ci sprona ad una fede sempre più grande e ad un atteggiamento di povertà fiduciosa.

Si trova una delle più belle dimostrazioni di tale disposizione d'animo nella risposta di santa Giovanna d'Arco ad una domanda subdola dei suoi giudici ecclesiastici: “Interrogata se sappia d'essere nella grazia di Dio, risponde: "Se non vi sono, Dio mi vuole mettere; se vi sono, Dio mi vuole custodire in essa"” [Santa Giovanna d'Arco, in Actes du procès].


III. Il merito

Nella festosa assemblea dei santi risplende la tua gloria, e il loro trionfo celebra i doni della tua misericordia [Messale Romano, Prefazio dei santi I, che cita Sant'Agostino il “dottore della grazia”, cf Enarratio in Psalmos, 102, 7].


2006 Il termine “merito” indica, in generale, la retribuzione dovuta da una comunità o da una società per l'azione di uno dei suoi membri riconosciuta come buona o cattiva, meritevole di ricompensa o di punizione. Il merito è relativo alla virtù della giustizia in conformità al principio dell'eguaglianza che ne è la norma.

2007 Nei confronti di Dio, in senso strettamente giuridico, non c'è merito da parte dell'uomo. Tra lui e noi la disuguaglianza è smisurata, poiché noi abbiamo ricevuto tutto da lui, nostro Creatore.

2008 Il merito dell'uomo presso Dio nella vita cristiana deriva dal fatto che Dio ha liberamente disposto di associare l'uomo all'opera della sua grazia. L'azione paterna di Dio precede con la sua ispirazione, mentre il libero agire dell'uomo viene dopo nella sua collaborazione, così che i meriti delle opere buone devono essere attribuiti innanzitutto alla grazia di Dio, poi al fedele. Il merito dell'uomo torna, peraltro, anch'esso a Dio, dal momento che le sue buone azioni hanno la loro origine, in Cristo, dalle ispirazioni e dagli aiuti dello Spirito Santo.

2009 L'adozione filiale, rendendoci partecipi per grazia della natura divina, può conferirci, in conseguenza della giustizia gratuita di Dio, un vero merito. È questo un diritto derivante dalla grazia, il pieno diritto dell'amore, che ci fa “coeredi” di Cristo e degni di conseguire l'“eredità promessa della vita eterna” [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1546]. I meriti delle nostre opere buone sono doni della bontà divina [Cf ibid., 1548]. “Prima veniva elargita la grazia, ora viene reso il dovuto. . . sono proprio doni suoi i tuoi meriti” [Sant'Agostino, Sermones, 298, 4-5: PL 38, 1367].

2010 Poiché nell'ordine della grazia l'iniziativa appartiene a Dio, nessuno può meritare la grazia prima, quella che sta all'origine della conversione, del perdono e della giustificazione. Sotto la mozione dello Spirito Santo e della carità, possiamo in seguito meritare per noi stessi e per gli altri le grazie utili per la nostra santificazione, per l'aumento della grazia e della carità, come pure per il conseguimento della vita eterna. Gli stessi beni temporali, quali la salute e l'amicizia, possono essere meritati seguendo la sapienza di Dio. Tutte queste grazie e questi beni sono oggetto della preghiera cristiana. Essa provvede al nostro bisogno della grazia per le azioni meritorie.

2011 La carità di Cristo è in noi la sorgente di tutti i nostri meriti davanti a Dio. La grazia, unendoci a Cristo con un amore attivo, assicura il carattere soprannaturale dei nostri atti e, di conseguenza, il loro merito davanti a Dio e davanti agli uomini. I santi hanno sempre avuto una viva consapevolezza che i loro meriti erano pura grazia.

Dopo l'esilio della terra, spero di gioire fruitivamente di Te nella Patria; ma non voglio accumulare meriti per il Cielo: voglio spendermi per il tuo solo Amore. . . Alla sera di questa vita comparirò davanti a Te con le mani vuote; infatti non ti chiedo, o Signore, di tener conto delle mie opere. Tutte le nostre giustizie non sono senza macchie ai tuoi occhi. Voglio perciò rivestirmi della tua Giustizia e ricevere dal tuo Amore l'eterno possesso di Te stesso. . [Santa Teresa di Gesù Bambino, Atto di offerta all'Amore misericordioso].
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 19 Gen - 5:22

Anna rita ha scritto:
5) In 1M,2,8, S.Teresa dice che "un'anima di orazione, a qualunque gradi sia giunta," deve "essere lasciata libera di circolare come vuole,.... senza incantucciarla e restringerla in una sola stanza "Cosa intende in particolare con la parola"stanza"?
Ha detto che l'anima è come un Castello con varie dimore, varie stanze. Le stanze o dimore sono i punti-stabili-dove-al-massimo-si-puo'-giungere ai quali è arrivata. Più si trasforma in Dio, più si purifica, più si avvicina a Dio, più partecipa alla vita di Dio. "mansione" o "stanza" è un concetto uguale a "grado di trasformazione/avvicinamento/partecipazione a Dio e alla sua Vita.
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 19 Gen - 5:49

Anna rita ha scritto:
6) In 2M,11, S. teresa dice che la nostra fede non avrà valore senza le "opere di suo servizio". Cosa sono queste opere, potresti dare qualche esempio?
In 3M,1,7, Teresa parla della "prova di fede", mi pare, che Dio ci dànelle'aridità.
Ma cosa intende con "proviamoci da noi stesse, sorelle!"?
E' san Giacomo che parla di fede e di opere.

"14 A che giova, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? 15 Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, 16 e qualcuno di voi dice loro: «Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova? 17 Cosí è pure della fede; se non ha le opere, per se stessa è morta. 18 Ma qualcuno dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere»; mostrami la tua fede senza le tue opere e io ti mostrerò la mia fede con le mie opere. 19 Tu credi che c'è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano. 20 Ma vuoi renderti conto, o insensato, che la fede senza le opere è morta? 21 Abrahamo, nostro padre, non fu forse giustificato per mezzo delle opere quando offrí il proprio figlio Isacco sull'altare? 22 Tu vedi che la fede operava insieme alle opere di lui, e che per mezzo delle opere la fede fu resa perfetta. 23 Cosí si adempí la Scrittura, che dice: «Or Abrahamo credette a Dio, e ciò gli fu imputato a giustizia»; e fu chiamato amico di Dio. 24 Perciò vedete che l'uomo è giustificato per le opere e non per fede soltanto. 25 Similmente anche Rahab, la prostituta, non fu essa giustificata per le opere quando accolse i messi e li rimandò per un'altra strada? 26 Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, cosí anche la fede senza le opere è morta." (Giacomo 2,14-25)

Esempio: Avere la Fede vuole dire sapere che fare perdonare è buono. L'opera che corrisponde a questa fede è di: mettere in pratica questa fede col mio vicino o collega o… cioè passare all'atto, mettere in pratica il contenuto di questa fede.

Seconda domanda:

In 3M,1,7, Teresa parla della "prova di fede", mi pare, che Dio ci dà nelle aridità.
Ma cosa intende con "proviamoci da noi stesse, sorelle!"?


Non vedo dove si trova questa espressione: "prova di fede". Ecco una traduzione che ho:

"7 - O umiltà, umiltà!... Non so per che motivo non posso lasciar di credere che sia per mancanza di umiltà se costoro tanto si affliggono per le aridità che soffrono. Ripeto che non parlo di quelle grandi pene interiori a cui ho accennato e che assai di più d'una semplice mancanza di devozione. - Proviamoci da noi stesse, sorelle! Meglio, ci provi il Signore che sa farlo assai bene, malgrado ogni nostra ripugnanza!..."

Qui dice: "pene interiori". In Spagnolo (l'originale) dice: "trabajos grandes interiores": "travagli grandi interiori". Fa allusione ("a cui ho accennato") al paragrafo precedente (§ 6): "Non parlo già di quelle pene interiori, veramente intollerabili che molte anime buone soffrono senza loro colpa, e dalle quali il Signore le fa poi uscire con vantaggio." Si vede qui che queste pene non sono le aridità. Queste pene non provengono di una colpa della persona. Possono avere come origine situazioni o altre persone, o forse anche il carattere, etc… non è per niente che continua dicendo: "nemmeno parlo di coloro che van soggetti a melanconia o ad altre infermità, dato che in ogni cosa bisogna sempre risalire ai giudizi Dio."

La domanda dice: "Ma cosa intende con "proviamoci da noi stesse, sorelle!"?"

Si puo' benissimo mettersi alla prova, per vedere quanto vagliamo! No? Aprire gli occhi su certe situazioni nostre quotidiane per vedere il progresso! È facile di parlare di progresso spirituale quando non siamo confrontati con gli altri, ma appena siamo confrontati nella vita quotidiana agli altri vediamo subito quanto vale il nostro progresso: l'umiltà, la pazienza, la bontà, il non giudicare ecc… questi sono modi anche di "misurare" il progresso! Ma santa Teresa subito aggiunge che il Signore lo fa benissimo anche e ci aiuta a farlo. Il Signore non manca di mostrarci i veri criteri di valutazione del nostro progresso, e lo fa con la vita quotidiana!
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 19 Gen - 6:14

Anna rita ha scritto:
7) In 3M,2,7, e altrove, S. Teresa parla delle "penitenze". Cosa dobbiamo ritenere giusto, necessario a proposito delle "penitenze" per persone nel nostro stato di laici, oggi?

La migliore penitenza è di fare la Volontà di Dio. Fare di più, puo' essere mancanza di discernimento. La vita (la Providenza) stessa si incarica bene di darci la proporzione di Croci (penitenze) adatta alle nostre capacità di oggi (andare a crearci delle Croci puo' essere pretensione spirituale). In questo senso stimo che l'essere umano che cerca con tutto il suo essere la volontà di Dio è il più equilibrato, ed è colui che segue la via più sicura. La penitenza fa parte dei metodi di purificazione (e di partecipazione alla redenzione). Pero' è Dio che indica quando e come si fa penitenza e lo fa in modo adatto alla persona. Non siamo uguali, e cio' che è penitenza per me non lo è per te ecc… quindi si cerca di scoprire la volontà di Dio su di me.

E ricordo che la Lectio divina è il crogiuolo vero e autentico (se è praticata bene) del confronto con la volontà di Dio. Sant'Antonio il Grande diceva che era l'esercizio più difficile del Monaco. E' li che si cerca bene la volontà di Dio per me oggi, ed è li che porto giorno dopo giorno il "peso" della Parola che brucia e trasforma il mio essere. Un giorno Dio mi chiede di digiunare, ma forse dopo Dio mi chiederà di digiunare con la lingua (non sparlare) e forse un giorno i chiederà di digiunare col pensiero (non giudicare). Chi te lo fa fare? Chi ti fa crescere nel discernimento?

Nella lectio Dio, la Parola, cammina con te, e ti dà cio che è cibo per oggi!

Chi digiuna con lo stomaco e non digiuna con la lingua, il suo digiuno agli occhi di Dio è di poco valore! Quindi c'è gradualità, ma anche valore nella penitenza; e tutto è legato al livello della persona, e al suo bisogno di oggi!

Mi meraviglio a volte di vedere gente che parla di penitenza e non fa uno sforzo missionario per annunciare la Parola o spargerla. Eppure "andate e predicate" è un obbligo per tutti i cristiani! E presuppone anche lui una fatica!! È più utile questa fatica no?

Questo è valido per tutti: laici e monaci. Santa Teresina ci ha mostrato con mano sicura la vera penitenza (non amava le penitenze straordinarie), ma anche san Giovanni della Croce (che dice che è meglio digiunare con la lingua, e rompere la volontà che rompere il corpo) e santa Teresa di Avila (che parla di penitenze di stupidi) a loro modo. È tutto un processo di discernimento. Alcune penitenze possono gonfiare l'orgoglio spirituale, quindi invece di andare avanti si va indietro! È questione di discernimento, e qui, l'accompagnamento spirituale è importante per imparare il discernimento, e la scelta anche dell'accompagnatore/trice è importante. "Tale padre tale figlio"!
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 19 Gen - 6:40

Anna rita ha scritto:
8 ) In 4M,1,10, S. Teresa parla della "sommità della testa" come sede della parte superiore dell'anima (intende dello spirito, quindi). Quindi cuore = sommità della testa, qui, per S. Teresa? Quindi non sempre si ritiene da tutti gli autori sacri che sia il "cuore" la sede dello spirito?
Ci sono antropologie diverse, in qualche punto, anche se non sostanziale?

Nei suoi tempi, alcuni credevano che davvero la sede della parte superiore dell'anima nel corpo si trovava nella parte superiore della testa. La parte superiore dell'anima puo' voler dire tre cose: 1- l'anima razionale (in opposizione alla parte inferiore dell'anima, l'anima animale) 2- lo spirito (il cuore in senso spirituale), o 3- tutti e due.

Il fatto già di collocare l'anima in una parte precisa del corpo non era sempre condiviso da tutti gli autori, perché l'anima non è palpabile come lo è il corpo, e essendo la "forma" del corpo come dicono i filosofi (Aristotele e san Tommaso) non ha un posto preciso, ma abita tutto il corpo senza essere nel corpo in senso fisico. Neanche si puo' parlare di alto e basso dirà san Giovanni della Croce nella Fiamma Viva!

Credo che questa problematica è diversa di cio' che dite nella vostra domanda: lo spirito si trova nel cuore (il petto) si o no?

Credo che la questione è troppo delicata ed è meglio trattarla quando saro' con voi. Non c'è unanimità negli autori spirituali per una "antropologia spirituale" corporale (siamo molto lontani ancora). Pero', si nota facilmente in vari autori degni di nostra fiducia una tendenza chiara per collocare fisicamente lo "spirito" o il "cuore" nel petto. Ma parleremo di questo di viva voce.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: risposta   Ven 19 Gen - 10:11

Grazie, credo che tu ci abbia spiegato l'entrare "dove non si è già dentro".
In effetti la meditazione di quanto scrive ST spinge a non occuparsi di altro che non sia quanto lei ci indica, perchè il rumore di ogni altra cosa ci distrae. Si è chiamati prepotentemente ed "esclusivamente" al "dentro", e se ne ricava fuoco che spinge ad entrare sempre di più.
Grazie!
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Ven 19 Gen - 15:52

Anna rita ha scritto:
Grazie, credo che tu ci abbia spiegato l'entrare "dove non si è già dentro" [cfr. risposta alla questione n°3].
In effetti la meditazione di quanto scrive ST spinge a non occuparsi di altro che non sia quanto lei ci indica, perchè il rumore di ogni altra cosa ci distrae. Si è chiamati prepotentemente ed "esclusivamente" al "dentro", e se ne ricava fuoco che spinge ad entrare sempre di più.
Grazie!
C'è molto da dire a proposito del Mondo di dentro, dell'entrata dentro e soprattutto a proposito del fatto di capire la relazione tra cio' che si trova dentro e cio' che si trova fuori. E' un po la relazione tra il soggetto e l'oggetto nella nostra vita quotidiana. Per esempio: ci si riflette poco sugli occhi, ma tutto cio' che vediamo, lo vediamo tramite i nostri occhi (ma anche tramite le disposizioni del nostro cuore). E cio' è valido non solo fisicamente ma anche psicologicamente (e poi spiritualmente). È il soggetto che vede. Ma non ha coscienza di "chi vede?" e "come vede?"! La soggettività, il punto di partenza di "come vivo le cose" è sempre interiore! Pochi giorni fa parlavo di prove interiori, di croci, della purificazione radicale che Dio opera nelle radice del nostro essere (davo il "Corso di secondo livello" in arabo). E poi mi è capitato di dare l'esempio di santa Teresina con suo papa (che è diventato matto e questo faceva parte della purificazione della sua affettività ecc..). Allora una signora mi ha detto: "allora le prove, la purificazione possono toccare cose di fuori"! sinceramente ero stupito (la persona sembrava separare dentro e fuori), ma ho misurato la differenza di linguaggio. Certo che tutto cio' che ha luogo fuori di noi ha eco e punto di partenza nel più profondo di noi stessi. Più si va avanti, più si entra nell'interiore, e nell'interiorità, si comincia a rendersi conto di quanto e di come tutto procede da noi, dalla nostra interiorità! Ma è spessissimo sconosciuto tutto questo (parlo dei cristiani).

Nei tempi di Cristoforo Colombo, che allargava la mappamondo, santa Teresa ci arriva con un Continente nuovo: non l'America ma l'essere umano, il suo mondo interiore. E ci dice: questo mondo è immenso! Non lo vedete ancora, ma è immenso e ha un Essere sconosciuto che lo abita!! Serve a niente ad andare nelle americhe se non si esplora questo Mondo interiore. "Ve lo descrivo" ci dice santa Teresa, ve ne mostro la geografia, e vi insegno ad entrarci e a muovervi dentro e vi do le "leggi" che gestiscono il fatto di andare avanti fino al centro di questo Regno: Dio al Centro, la Stanza del Re, la Stanza Nuziale.

Quindi santa Teresa ci mostra un Continente sconosciuto, immenso, straordinario… E, direi, che l'avventura dell'entrata dentro non ci allontana dalle cose di fuori, come dicevo, anzi ci migliora tutto cio' che si fa fuori, perché si comincia a trovare la Fonte che zampilla e che ci aiuta a fare le cose di fuori "in Dio" "in sinergia". Si scopre da dove le cose procedono. E' l'unica grande avventura che vale la pena di vivere. Dà finalmente senso pieno alla vita umana e al perché siamo qui. Non ci allontana dalla realtà, ma forse per la prima volta ci avvicina dalla Realtà e dalle realtà viste sotto la Luce della Realtà. Ci fa la sintesi tra il mondo di fuori e il mondo di dentro, e ci mostra la "scienza dell'atto umano", "come procede" e "da chi procede", cosi si scopre la sinergia!.

Gesù parla bene ai farisei dell'interiore della coppa! Del cuore che trabocca in atti (come le radice di una pianta, dalle quali procede la linfa).
"Nella Casa del Padre" che siamo noi, "ci sono varie dimore" dice Gesù (Gv 14,2)… E s. Teresa dice: al Centro di questa Casa c'è la Dimora personale del Re. Lei ci da la Scienza del Cammino che porta al ritorno al questa Stanza del Re! Ecco la Scienza alla quale vale la pena dedicare tutta la sua propria vita. Ecco la Felice Avventura… Vale la pena "vendere tutto" per "comprare" quest'avventura…
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MessaggioTitolo: risposta   Ven 19 Gen - 17:39

la prova di S Teresina col padre che impazzisce le fa capire l'errore "di prospettiva"che lei aveva fatto credendo nella "perfezione eterna" di un padre uomo, come si cerca , o si crede di aver trovato, l'amante perfetto in un essere umano.E così lei capisce che il solo Padre "perfetto, che non viene mai meno2 è il Padre.come lo Sposo ecc.Siamo noi ingannati dalle apparenze esteriori, o meglio, dalla proiezione su una persona umana del nostro desiderio di amore assoluto, e così poi soffriamo trovandoci imprigionati da queste false promesse e attese mal indirizzate. Ma certo la purificazione è tremenda, perchè staccarsi dal desiderio dell'amore umano assoluto è molto duro, l'hai qui , lo puoi toccare...lo vorresti integralmente.
In questo ST dà la risposta mentre "eccita all'Amore", perchè ti introduce ad incontrare il fuoco vero d'amore...Sembrano ovvietà da dire di nuovo per la millesima volta, ma è solo dal fare esperienza radicale di queste "ovvietà" che si trova la pace..dopo molte sofferenze, naturalmente.
Mi sembra che solo i mistici sappiano esprimere questo a fondo, dall'interno più "interno" di noi, o no?Forse perchè loro "raccontano" passionalmente la loro esperienza di Dio, che altri santi invece tacciono . Ma tacciono per pudore,perchè pensano sia solo loro, intimamente, o perchè sentono un fuoco diverso da quello dei mistici, i quali non possono non esprimere per gli altri il loro incontro?Il fuoco dei mistici per sua natura esprenziale non può restare "dentro". Ma solo dal comunicare questa esperienza agli altri, questi altri possono essere attirati a cercare questo incontro, se ancora non è loro arrivato chiaramente, o peggio, se è loro già arrivato ma nessuno ancora li ha aiutati a riconoscerlo.Mi sbaglio?E' la domanda che ho fatto ad alcuni sacerdoti"Ma a lei, cosa l'ha spinta a fare questa scelta, ed ora la motiva a restare?" Ma non ho avuto risposte meno che imbarazzate ...Mi sbaglio?
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MessaggioTitolo: Re: Gruppo di studio su S.Teresa   Sab 20 Gen - 3:28

Sono d'accordo grosso modo su cio' che dici.
Chi ha missione di parlare di spiegare, riceve due grazie di più di quella essenziale di essere con Dio: quella di capire, e quella di esprimere.
Quindi tutti, di per se siamo chiamati ad essere mistici. Ma Maestri di vita spirituale non tutti. Pero' non è che il numero è grande! quindi l'invito è aperto ad un buon numero per insegnare la materia e quindi a ricevere queste due grazie (al di più di quella essenziale).
Spero di essere stato chiaro.
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MessaggioTitolo: risposta   Dom 21 Gen - 23:06

Mi rendo conto di avere formulato mala domanda, e anche non so se la mia domanda ha senso. Cioè: mi chiedo se TUTTI i santi , per essere arrivati ad essere tali, sono stati dei mistici. Che poi non abbiano espresso il loro misticismo, o non l'abbiano insegnato, mi rendo conto che è un problema successivo. Ma: per essere santi, è NECESSARIO essere mistici?
Scusa se la domanda è ... peregrina. Grazie Anna Rita
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