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 Lettera 65 (e metodologia del lavoro)

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emanuela

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MessaggioTitolo: Lettera 65 (e metodologia del lavoro)   Mer 7 Mar - 23:02

Carissimi amici abbiamo riscontrato nella lettera n° 65 di Santa Teresina diverse e intense rivelazioni.
Ecco la lettera per intero:

a Celina

J.M.J.T. Gesù †

Carmelo, 20 ottobre 88
Mia Celina diletta,
È dunque domani il giorno del tuo onomastico! Oh, come vorrei essere la prima a farti gli auguri! Se non è possibile, posso comunque farlo nel mio cuore. Che cosa vuoi che ti offra per la tua festa? Se dessi ascolto al mio cuore, chiederei a Gesù d'inviarmi tutti i dispiaceri, tutte le tristezze, le noie della vita della mia amatissima Celina, ma vedi, non mi do retta, perché avrei paura che [1v°] Gesù potesse dirmi che sono un'egoista: vorrei che mi desse tutto ciò che vi è di meglio, senza lasciarne nemmeno un po' per la sua piccola fidanzata che ama tanto. È per provarle il suo amore che le fa sentire la separazione, e dunque non posso domandare questo a Gesù. E poi Egli è ricchissimo, così ricco che ha davvero di che arricchirci tutte e due...
Se riflettiamo un po', anche se il buon Dio ci desse l'universo intero con tutti i suoi tesori, tutto questo non sarebbe paragonabile alla più leggera sofferenza. Che grazia quando al mattino non ci sentiamo nessun coraggio, nessuna forza per praticare la virtù: è allora il momento di mettere la scure alla radice dell'albero.
Invece di perdere il proprio tempo a raccogliere qualche pagliuzza di falso oro, s'attinge [2r°] nei diamanti. Che guadagno alla fine del giorno!... È vero che qualche volta trascuriamo per alcuni istanti di accumulare i nostri tesori, è quello il momento difficile; si è tentati di lasciar tutto là, ma con un atto d'amore, anche non sentito, tutto è riparato e di là Gesù sorride, ci aiuta senza averne l'aria, e le lacrime che gli fanno versare i cattivi sono asciugate dal nostro povero e debole piccolo amore. L'amore può fare tutto, le cose più impossibili non gli sembrano difficili. Gesù non guarda tanto alla grandezza delle azioni, e neppure alla loro difficoltà, ma all'amore che fa compiere questi atti...
Ho trovato tempo fa una parola che trovo molto bella. Eccola, credo che ti farà piacere: «La rassegnazione è ancora distinta dalla volontà [2v°] di Dio, c'è la stessa differenza che esiste fra l'unione e l'unità: nell'unione si è ancora due, nell'unità non si è più che uno».6 Oh, sì, non siamo più che una cosa sola con Gesù! Disprezziamo tutto ciò che passa, i nostri pensieri devono rivolgersi verso il Cielo, poiché là c'è la dimora di Gesù. L'altro giorno, ho pensato che non dovremmo attaccarci a ciò che ci circonda, perché potremmo essere in un altro posto da quello dove siamo e i nostri affetti e i nostri desideri non sarebbero gli stessi. Non riesco a spiegarti il mio pensiero, sono troppo sciocca per questo, ma quando ti vedrò te lo dirò.
Perché dirti tutte queste cose che sai molto MEGLIO di me? Perdonami, avevo bisogno d'avere ancora con te un colloquio come quelli di un tempo. Ma quel tempo non è passato, siamo sempre proprio la STESSA ANIMA e i nostri pensieri sono sempre gli stessi che avevamo alla finestra del belvedere...
Gioisco per il giorno in cui faremo festa nella città celeste.
La tua sorellina
Teresa di Gesù Bambino
[2v°tv] Oh, sì, è molto triste pensare che il Padre8 se ne va in Canada, ma ci resta Gesù!...


Vorremmo il parere di Jean , cari amici, sulle seguenti frasi:


1) l'universo intero con tutti i suoi tesori, tutto questo non sarebbe paragonabile alla più leggera sofferenza..

2) È per provarle il suo amore che le fa sentire la separazione

3) Che grazia quando al mattino non ci sentiamo nessun coraggio, nessuna forza per praticare la virtù: è allora il momento di mettere la scure alla radice dell'albero

4) Invece di perdere il proprio tempo a raccogliere qualche pagliuzza di falso oro, s'attinge nei diamanti.

5) È vero che qualche volta trascuriamo per alcuni istanti di accumulare i nostri tesori, è quello il momento difficile; si è tentati di lasciar tutto là, ma con un atto d'amore, anche non sentito tutto è riparato

6) Gesù sorride, ci aiuta senza averne l'aria, e le lacrime che gli fanno versare i cattivi sono asciugate dal nostro povero e debole piccolo amore.

7) Gesù non guarda tanto alla grandezza delle azioni, e neppure alla loro difficoltà, ma all'amore che fa compiere questi atti...

8 ) «La rassegnazione è ancora distinta dalla volontà di Dio, c'è la stessa differenza che esiste fra l'unione e l'unità: nell'unione si è ancora due, nell'unità non si è più che uno».

9) Disprezziamo tutto ciò che passa… L'altro giorno, ho pensato che non dovremmo attaccarci a ciò che ci circonda…
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Lettera 65 (e metodologia del lavoro)   Gio 8 Mar - 5:37

Grazie amici di condividere con noi la vostra ricerca.
Prima di tutto diciamo due tre cose per il lavoro e la metodologia della ricerca in questo campo e con questo autore.

Il nostro intento iniziale è di studiare bene santa Teresina, Dottore della Chiesa. “Dottore” è un titolo importante che la Chiesa (il Papa) dà ad alcuni santi per dirci che c’è nell’insegnamento (corpo d’insegnamento del Santo) di questo santo o santa un cibo molto importante per il bene di tutti, della fede, della vita spirituale ecc. Ci sono vari tipi di Dottori, o meglio detto varie specializzazioni o campi di insegnamento. C’è il Dogma, la Morale, la Teologia, la Mistica (la spiritualità) ecc… alcuni più si va avanti nella storia più i Dottori sembrano specializzarsi in un campo della Dottrina del Vangelo.

Abbiamo al meno 4 Dottori specializzati nella Mistica: Giovanni della Croce, santa Teresa di Avila, santa Caterina di Sienna, santa Teresina. Quindi, santa Teresina è specializzata in questo campo. E’ solo un modo di parlare, perché alla fine è tutto Vangelo ed è tutto per il bene di tutti i cristiani. Ma oggi notiamo che c’è una urgenza per la Spiritualità. Di fatti gli ultimi 3 dichiarati Dottori sono tutte e tre in Mistica, e tutte e tre Donne!! Questo ci dice molto.

Adesso, stiamo lavorando con santa Teresina. Diciamo due parole di lei, perché qui lavoriamo “tecnicamente”, e devo darvi alcuni consigli di metodologia per aiutarvi a non perdere troppo tempo ecc. Non so se l’ho detto altrove, ma ve lo dico lo stesso, cosi sarà scritto e servirà per tutti.

I grandi tecnici dell’interpretazione di cio che succede nella vita spirituale sono san Giovanni della Croce e santa Teresa di Avila. In un certo senso – e questo dovrebbe essere di consenso universale – sono loro che ci danno le chiavi di discernimento, per capire cio’ che succede progredendo nella vita spirituale. Non sono separati da altri autori come Origene, Dionigi, Gregorio di Nissa, Agostino, Simeone nuovo teologo, Bernardo, Tommaso d’Aquino, Bonaventura, ma anche gli spirituali come i padri del deserto, i padri greci ecc. Non sono separabili, ma anche in un certo senso si appoggiano sugli altri. Non si considerano come gente separata. E’ una corrente viva la Tradizione mistica della Chiesa. Anche se prende rilievo in modo forte in alcuni.

E’ ovvio anche che tutto è presente nella Parola di Dio, nei Vangeli, e soprattutto nei due più grandi mistici: Giovanni Evangelista, e san Paulo. Tutto è presente in modo implicito nella loro dottrina. Si vede anche quanto i mistici sono attaccati alla Parola di Dio (la sacra scrittura) come Fonte inesauribile. È il lavoro del tempo, della storia, lavoro nostro, delle generazioni di lasciare la Grazia lavorare in noi per far passare queste cose implicite che si trovano nella Scrittura ad una maggiore coscienza esplicita, con spiegazioni, chiarezza, indicazioni ecc.. L’esplicito dei santi autori sgorga dall’implicito della Parola di Dio.

E’ anche ovvio che tutto anche risiede in pienezza in Cristo, centro e pienezza della Rivelazione. E’ anche ovvio che è depositata in pienezza in Maria questa Saggezza divina. E’ per questa ragione che Maria viene considerata dalla Chiesa tale: “Madre e Maestra di Vita spirituale”. Il Dottore per eccellenza che ha ricevuto in pienezza le Parole del Verbo, in purezza e in chiarezza è LEI. Ed è la ragione per la quale si va da Lei per attingere. E non è per niente che fiorisce con abbondanza nel Suo Ordine (il Carmelo è considerato tradizionalmente come l’Ordine “di Maria”) i grandi tre della Mistica: Teresa di Avila, Giovanni della Croce e Teresina. Sono doppiamente i suoi figli. Prima perché nati da Lei tale Madre che genera tutti alla Croce, ma dopo anche figli perché sono entrati nel Suo Ordine e erano rivestiti da Lei in modo particolare (lo Scapolare).

Quindi dicevo che i due grandi (senza escludere san Tommaso d’Aquino come base implicita di Giovanni della Croce al meno per certe cose) della Mistica sono santa Teresa e san Giovanni della Croce! (parlo per l’occidente cristiano, non per l’oriente, anche se probabilmente rimangono i primi anche li, ma l’oriente cristiano è ricco, ma sconosciuto purtroppo). Sono grandi perché ci fanno veramente (soprattutto Giovanni della Croce che da le chiavi d’intelligenza delle cose e del discernimento) passare dall’esplicito dell’esperienza mistica (esistente fin dall’inizio della predicazione di Cristo, pensiamo alla Trasfigurazione, alla partecipazione alla Passione, la partecipazione alla Risurrezione, alla Pentecoste ecc..) all’implicito, di una spiegazione, alquanto completa, al meno nelle sue basi e progresso, e esperienza addentrata. Questo passaggio all’esplicito è molto importante perché ci aiuta a capire, consolida la nostra Fede nell’esperienza spirituale profonda (la Mistica), la sua possibilità, i suoi modi, sviluppi, discernimento. E’ capitale questo momento di esplicitazione, perché ci aiuta a capire meglio la profondità, la larghezza, l’altezza e lo spessore del Dono che Cristo è venuto a darci: Dio stesso, in pienezza, venuta di Cristo in noi in pienezza e pienezza dello sviluppo dell’Amore divino nel cuore umano. Ci aiuta a capire meglio perché siamo fatti, e la straordinaria bellezza di essere un “essere umano” creato secondo l’immagine e la bellezza di Dio.

Adesso come situare il Dottorato di santa Teresina? E’ una domanda fondamentale che tocca anche la metodologia del vostro lavoro. Io appartengo ad una Scuola di pensiero mistico, incarnato più specialmente da due grandissimi Maestri di vita spirituale moderni, vicini a noi: il Padre Marie Eugène del Bambino Gesù e il Padre Louis Guillet, ambedue carmelitani. È di là che ho imparato molto, e cosi vi trasmetto cio’ che ho ricevuto, lavorando anch’io a mia volta, e chiedendovi anche a voi di fare la vostra parte.

Santa Teresina è un fenomeno fondamentale nella vita della Chiesa moderna. Lei nasce nel 1873. E quindi c’è tutto il Ventesimo secolo che la conoscerà. I Papi hanno capito la sua importanza come grandissimo Profeta mandato a noi da parte di Dio. Perché un grandissimo profeta, perché è “la più grande santa dell’età moderna” come l’ha chiamata il Papa san Pio X? Perché lei riporta la pienezza della ricezione del Dono di Dio nella normalità della vita quotidiana! Rende, se volete, la santità praticabile anche dai più deboli, perché si considerava la più debole delle creature! Quindi se una cosa era valida per lei, per forza lo sarebbe anche per gli altri. Vedere il massimo dell’esperienza di Dio nella quotidianità la più banale. Quindi, in certo senso, lei è il denominatore comune della santità. Chi avrà di più ben venga! Ma di meno no! Ecco un po, se volete, il Profetismo di santa Teresina, il significato profetico di lei come un Dottore mandato da Dio. I due grandi Maestri moderni, Marie Eugène, e Louis, hanno intuito fortemente l’importanza fondamentale di santa Teresina! Hanno dedicato ore e ore della loro vita per cercare di capirla. Sapevano che c’era un grande rischio, quello di non capirla bene, quello di sminuire la sua statura, di diluire il suo messaggio, o di sviarlo! Perché? Perché “una cosa è recepita secondo lo spirito di chi la riceve”. E niente ti garantisce una intelligenza giusta di santa Teresina, o del Vangelo, o di Maria, o di Gesù, o della Chiesa, ecc…. La “modalità umana” del capire, del intuire è sempre presente, e i nostri pensieri sono diversi da quelli di Dio. “’Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie’, dice l'Eterno. ‘Come i cieli sono piú alti della terra, cosí le mie vie sono piú alte delle vostre vie e i miei pensieri piú alti dei vostri pensieri.’” (Isaia 55,8-9)

Di più, santa Teresina è mandata ad un mondo che capiva la santità in un modo, mentre Dio voleva spiegare bene il suo parere sulla santità. Il mondo vede la santità in “modo umano”, come una storia di eroicità di virtù, questione di muscoli che alcuni hanno (e altri no), se non sono già predestinati, ecc… con mortificazioni, con penitenze, digiuni, privazioni sacrifici ecc… mentre forse – senza escludere tutto cio’ – la santità si trova ancora oltre.

Quindi i due grandi del secolo scorso, Marie Eugène e Louis (senza sottovalutare migliaia di altri santi del secolo scorso; ma qui parlo di “maestri di vita spirituale” non solo di “santi”), hanno intuito che c’è una dimensione mistica soggiacente in santa Teresina, e che si rischiava di non vederla bene, e quindi di sottovalutarla. Quindi tutto poteva cadere di nuovo nel vuoto di una lettura appiattita di santa Teresina. Si sono allora molto dati da fare per capirla bene, in modo giusto. E i grandi Maestri che li hanno aiutati a farlo sono stati evidentemente santa Teresa di Avila e san Giovanni della Croce. Il Padre Louis diceva: ho studiato tutta la mia vita san Giovanni della Croce e i miei confratelli pensavano che lo facevo solo per capirlo bene, ma di fatti, l’ho studiato tutta la mia vita per capirla lei (santa Teresina) bene! Che statura di “ricercatore” troviamo in lui! Che esempio da seguire.

Ricordiamoci che l’inizio del ventesimo secolo è marcato da una rinascita della mistica, della vita spirituale (soprattutto dopo la prima guerra mondiale). Abbiamo grandi pionieri della rivalutazione e ri-proposizione della vita spirituale mistica come interpretazione semplice del battesimo: tra questi pionieri vorrei menzionare al meno due o tre:
Il P Arintero op (op = domenicano), il P Reginald Garrigou-Lagrange op (da distinguere dall’altro Lagrange op biblista), il P Gardeil op (“La structure de l'âme et l'expérience mystique “). Ci sono altri anche. La prima parte del secolo scorso vive un rinnovamento spirituale straordinario, ma lo fa soprattutto in modo intellettuale. Quindi il fatto di ritrovare il legame tra il significato del Battesimo e lo sviluppo mistico della grazia del battesimo è al centro di questo rinnovamento. E santa Teresina che ha il suo “uragano di gloria” a questo momento della Storia spirituale moderna non è estranea a questo rinnovamento.

Quindi, in un certo senso, santa Teresina è come l’incarnazione comune della dottrina dei due grandi (Teresa e Giovanni)! Se lei è il denominatore comune dei cristiani, e se lei vive pienamente l’insegnamento dei due grandi mistici allora la mistica acquista uno statuto fondamentale nella vita quotidiana della Chiesa!

Santa Teresina è forse uno dei casi più documentati di santità, abbiamo tanti dettagli di lei. Quindi ce la rende anche molto vicina, comprensibile, amabile anche.

Quindi lei è insieme l’incarnazione e la verifica viva e pratica dell’insegnamento dei due grandi, reso ordinario, fecondando la vita quotidiana! Questo è un criterio di lavoro scientifico. Ricordiamoci sempre le parole di una consorella di santa Teresina reagendo all’inizio del Processo di Beatificazione: “ma cosa ha fatto di straordinario suor Teresa del Bambin Gesù per essere canonizzata? Se lei è canonizzabile allora bisogna canonizzare tutte le monache”! Ecco la bomba, la bomba a mille esplosioni… Cio’ vuol dire che vivere in pienezza cio’ che Giovanni della Croce e santa Teresa dicono è possibile, nel quotidiano ordinario, comune a tutti, ma non contiene in se molti fenomeni straordinari, ne luci, ne visioni, ne levitazione, ne stimmate né, né, ecc… Quindi Teresina fa la “rivoluzione nello serraglio” (espressione francese). Criterio di discernimento e quindi di lavoro scientifico.

Vedete quindi l’incidenza profetica di santa Teresina? Ci presenta un volto rinnovato della Santità, senza niente togliere delle meraviglie dei due altri santi Dottori, dei quali si nutriva e che incarna quasi perfettamente. Capite il messaggio di santa Teresina? E’ Dottore perché ci mostra come vivere la pienezza della Mistica nel quotidiano! Quindi interpretarla, leggerla va fatto con cautela, per non diminuirla, per non togliere la pienezza della linfa divina che soggiace in lei. Interpretarla và fatto nel quadro della ricchissima “Tradizione mistica” nelle quale lei è inserita, erede e incarnazione viva e convincente.


Queste parole (scusate la lunghezza) sono importante per capire un po’ cosa stiamo facendo (la lettura e lo studio dei suoi scritti), perché lo stiamo facendo e come possiamo farlo in modo fruttuoso.

State leggendo le lettere sue (quasi l’unica informazione profonda e utile che abbiamo su di lei in questo periodo) dal 88 alla fine del 92. Questo periodo è un periodo chiave! Lei è appena entrata in monastero, a 15 anni, con permesso eccezionale visto l’età. Non è ancora santa! E questi anni sono decisivi, perché è in questi anni che tutto si decide per lei. Diventare santa avrà luogo principalmente durante questo periodo. Dipende dalla grazia di Dio il fatto di diventare santo! Ma se Dio ti dà tutto, e che tutto è pronto per te per diventare santo, ormai, tutto dipende da te! Sapere cosa devi fare per andare avanti, correre (e non dilungarti), conoscere i “segreti” della santità, appunto per non perdere tempo e per raggiungere le vette le più alte, o le profondità le più abissali. Quindi questo qualcosa che dipende da noi per diventare santi lo si impara li, nella lettura di queste lettere. Non tutte hanno lo stesso valore, alcune sono più profonde, e ci soffermiamo su quelle, per cogliere l’insegnamento, “la scienza dell’Amore” come lei la chiama, la scienza che fa i santi.

Quindi la vedremo evolvere durante questi 4 anni circa, andando sempre più in profondità. L’entrata nella purificazione profonda (la notte dello spirito) non accade subito, ci sono prima vari passi dove ci si incammina, per avvicinarsi da questa Azione molto più forte di Dio in noi, che purifica l’anima e lo spirito.

(continua sotto...)


Ultima modifica di il Ven 9 Mar - 16:18, modificato 6 volte
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Lettera 65 (e metodologia del lavoro)   Gio 8 Mar - 6:07

(continuo...)

Quindi ecco il quadro del nostro lavoro.

D’altra parte, questo lavoro è preziosissimo. Perché? Perché ci dà l’occasione di vedere un caso vivo, moderno, di una persona che passa per la “notte oscura” descritta da Giovanni della Croce! Ed è di un interesse maggiore avere queste lettere, perché lei non ha mai letto il libro della “Notte Oscura”! eppure la vive! Ha avuto altri aiuti (spetta a voi di individuarli) che hanno preso il posto del libro della “Notte Oscura”.

Quindi avere una informazione di teologia mistica sulla “notte oscura” data in modo diverso, moderno, accessibile, semplice è di una somma utilità per noi oggi! Cosi capiremo meglio in che cosa consiste, praticamente la “Notte Oscura”, e come viverla. Secondo me, c’è tanto insegnamento profetico nello trarre tutta la “dottrina” di santa Teresina durante questo periodo. Ripeto, la “notte” non comincia subito, e poi, ha delle gradazioni. Pero’, accadrà, e avrà luogo con tremenda forza. Ne parla anche un po (dopo) nella sua biografia (comincia a scriverla nel 95 credo)! Ma ne parla di prima mano e in modo fresco, direttamente, nelle lettere, che sono come la radiografia immediata della sua anima! Che tesoro mistico abbiamo tra le mani! Non so se ve ne rendete conto!

La gente che osa chiedersi: “ma la “Notte oscura” – come è descritta da Giovanni della Croce – è per tutti o solo per alcuni (come a volte grandissimi teologi si sono posti la domanda anche)?”, riceve qui una palese risposta profetica! Spetta a voi, o ad altri anche, di far emergere tutta la “teologia mistica” che è compresa in queste lettere!

Attenti: il linguaggio di Teresina è semplice! Ma questa semplicità (anche nella scelta semplice ma geniale dei simboli usati) non è meno profondamente giusta e teologica! Quindi attenti di mai sottovalutare il suo linguaggio! Sembra il linguaggio di una bimba della borghesia francese della fine del 19esimo, ma credetemi, non è solo questo! È molto di più! Non è spiritualità all’acqua di rosa o devozionale! Sono cose profonde. Serie.

Ecco quindi alcune premesse per il vostro lavoro, prima di pensare neanche a rispondere alle vostre domande.

E poi, non aspettate sempre tutto da me! Quando si lavora, si lavora con lo Spirito e con Maria! Cosi si ha più chance di avere migliori interpretazioni del lavoro di Cristo in noi. Sono loro i migliori esegeti di Cristo e di noi! Quindi lavorando con lo Spirito, avrete delle intuizioni utili per noi oggi e per le prossime generazioni. Quindi lasciatevi anche guidare dallo Spirito, che illumina e guida in modo sicuro.

A presto
Jean
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Vincenzo Cicala

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MessaggioTitolo: Santa Terresa di Lisieux- Lettera 65   Mer 29 Ott - 1:06

Per capire bisogna che rilegga e faccia mio lo scritto. Inoltre che legga "La notte oscura" di S. Giovanni della Croce. Quando ne parla santa Teresa io l'ho vista come una profonda sofferenza,uno stato di prostrazione della fede nel quale sopravvive la sola volontà e la gioia della fede si rifugia in un punto oscuro lontano lontano.Eppure la notte oscura non è durata un giorno o un anno. Se ricordo bene, inizia proprio nel tempo in cui la malattia comincia a manifestarsi. Quello che più mi ha sorpreso è che, in ogni momento di risveglio, Ella appare più bella e più santa rispetto al momento nel quale si è immersa nella notte.
Però due cose della Sua dottrina mi appaiono fondamentali, anche solo per accostarsi a Dio: a) la coscienza della propria indegnità che è poi cosa vera e che dice Gesù "A voi non è possibilre, ma nulla è impossibile al Padre mio 2) l'umiltà che è la comprensione dei limiti nostri, l'avere una considerazione equilibrata, una misura per il possibile precisa di se stessi. E questo porta a capire come, quando più annulliamo la nostra volontà, tanto più siamo contenti perché rientriamo nel nostro essere che è essere creatura di Dio, riconioscere che a noi nulla appartiene.
Però so di non esprimermi bene e di non avere un linguaggio adeguato. Potrebbe sembrare una diminuzilne dell'importanza di dire sempre sì a Dio. Invece ,per Dio e per noi, è decisivo per la nostra salvezza e perché possiamo salvare gli altri che noi diciamo sempre sì e lo diciamo senza forzature ma con gioia e pace.
Chiedo scusa di tutto il pressapochismo mio.

Vincenzo Cicala
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MessaggioTitolo: Re: Lettera 65 (e metodologia del lavoro)   Mer 29 Ott - 2:01

Vincenzo Cicala ha scritto:
Per capire bisogna che rilegga e faccia mio lo scritto. Inoltre che legga "La notte oscura" di S. Giovanni della Croce. Quando ne parla santa Teresa io l'ho vista come una profonda sofferenza,uno stato di prostrazione della fede nel quale sopravvive la sola volontà e la gioia della fede si rifugia in un punto oscuro lontano lontano.Eppure la notte oscura non è durata un giorno o un anno. Se ricordo bene, inizia proprio nel tempo in cui la malattia comincia a manifestarsi.

Carissimo Vincenzo,
c'è una differenza tra la notte oscura nel senso di san Giovanni della Croce et l'ultima prova di santa Teresina. La prima è principalmente per la purificazione personale, e la seconde è principalmente una participazione alla Passione Redentrice di Cristo, per gli altri.
Santa Teresina vive la notte oscura di san Giovanni della Croce negli anni 88 fino all'alba dell'anno 93. (Mentre la prova di cui stai parlando inizia nella Pasqua del 96, quindi molto dopo). E' ovvio che più si avvicina all'anno 92 più è intensa.

Lo studio intrapreso da questo gruppo della zona di Legano/Cardano (chiamato: Gruppo di Studio di santa Teresina) mira a approfondire la notte oscura di sana Teresina. Ma notte oscura è preso qui nel senso originale usato e interpretato da san Giovanni della Croce (purificazione che prepara all'Unione con Dio). Siccome la fonte essenziale di informazione di questo periodo (88-93) sono le lettere di s Teresina stessa, questo gruppo intraprende di leggerli, e di capirli (ovviamente alla luce di s Giovanni della Croce).

A presto
Jean
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MessaggioTitolo: Re: Lettera 65 (e metodologia del lavoro)   

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