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 La fede

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Manfri49

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MessaggioTitolo: La fede   Lun 19 Feb - 21:46

Caro Jean e cari "navigatori" del forum, sono qui per presentare un quesito sulla la fede.
1°- La fede, dono di Dio, viene data all'uomo al momento del suo concepimento? Quindi risulta essere facente parte dell'essere così come questi nasce con gambe, braccia, testa, ecc. ?Ovvero è fisiologica? Oppure, proprio perché dono divino, essa viene data solo in altri momenti della vita dell'uomo?
2°-Se fosse "fisiologica", cosa vuol dire che quand'anche l'uomo rifiutasse di giovarsene e la respingesse, Dio gliela toglierebbe per sempre o, proprio perchè dono "fisiologico", in caso di ravvedimento l'uomo potrebbe recuperarla? confused
grazie
Manfredi
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: La fede   Mer 21 Feb - 1:13

Carissimo Manfred, e carissimi "navigatori",
cerco di rispondere alla domanda:
1°- distinguerei la "fede cristiana" da altri tipi di fede. Qualche percezione fisiologica, fin dalla nascita, della presenza di Dio nella Creazione, puo' essere data in un modo o in un altro, a tutti. San Paolo ne parla all'inizio alla lettera ai Romani.
Ma se ci concentriamo sulla "Fede Cristiana", la risposta viene chiara: la Fede cristiana è un Dono di Dio, una Grazia. E ci viene data soprattutto nel Battesimo. Cio' non vuol dire che il Catecumeno crederà solo quando sarà battezzato. Dio comincia già a lavorare nel cuore umano anche prima del battesimo, se no, nessuno chiederebbe il battesimo. La catechesi prima del Battesimo ha come scopo di far sviluppare la Fede nel Catecumeno, perché come dice san Paolo: "la Fede viene dal udito" (Rm). "Come crederebbero se non predicassimo"! Quindi il Dono di Dio, presuppone anche non solo il Sacramento del Battesimo, ma anche la formazione (la catechesi sia prima del battesimo sia dopo). Non è per niente che vi propongo questa formazione, è perché la Fede si coltiva come lo si fa con una pianta. È all'inizio un seme, poi cresce, se ci occupiamo di essa, e diventa una grandissimo albero dice Gesù! Non è una cosa fissa, una dosi che uno ha e basta, e tutto si ferma li! Non è che uno "ha una grande fede" (perché Dio ha voluto cosi) e l'altro "una fede debole" (perché Dio ha voluto cosi). No, questa visione, un po fatalistica, non è giusta. La Fede si riceve, certo, come un Seme divino, ma si coltiva, e la si puo' perdere.
Quindi, la fede cristiana non è fisiologica (per usare il tuo termine), e non viene data fin dalla nascita.

2° La fede puo' perdersi (Dio non la toglie, siamo noi a toglierla). Ma di per se, il peccato abituale non toglie la fede, toglie solo la Carità, o la diminuisce. Se no, non si andrebbe a confessarsi, perché niente ci porterebbe di nuovo a Dio. Ma un comportamento più "aggressivo" o sommamente negligente (a lungo termine) contro la fede, credo che è una seria minaccia per la fede e la si puo' perdere. Abbiamo fatto accenno al fatto di certi antenati che non sono stati grati davanti alla Grazia di Cristo, sono diventati musulmani! I musulmani hanno una fede, ma non è la "fede cristiana". Gli Ebrei anche. Quindi, di per se, possiamo fare marcia indietro.
Ecco cio' santa Teresina dice: "Nei giorni tanto gioiosi della Pasqua, Gesù mi ha fatto sentire che esistono davvero anime senza fede, le quali per l'abuso delle grazie hanno perduto questo tesoro immenso, sorgente delle sole gioie pure e vere." (Ms C 5v°)
E' l'essere umano che rifiuta un Dono. Il Dono se ne va. Ma l'uomo rimane libero, prima, durante e dopo. Se vuole ritrovarla, ha bisogno di ricercarla. Dio comunque cerca sempre l'essere umano! Tutti.

Pur brevemente, spero di aver risposto un po.
Vedi sotto i testi del Catechismo.
Non esitare a chiedere di nuovo, se non sono stato chiaro.
A presto
Jean
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: La fede   Mer 21 Feb - 1:22

Ecco i passi più caratteristici del Catechismo che toccano questi argomenti:


III. Le caratteristiche della fede

La fede è una grazia

153 Quando san Pietro confessa che Gesù è “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, Gesù gli dice: “Né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli” ( Mt 16,17 ) [Cf Gal 1,15; 153 Mt 11,25 ]. La fede è un dono di Dio, una virtù soprannaturale da Lui infusa. “Perché si possa prestare questa fede, è necessaria la grazia di Dio che previene e soccorre, e gli aiuti interiori dello Spirito Santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra gli occhi della mente, e dia "a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verità"” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 5].

La fede è un atto umano
154 È impossibile credere senza la grazia e gli aiuti interiori dello Spirito Santo. Non è però meno vero che credere è un atto autenticamente umano. Non è contrario né alla libertà né all'intelligenza dell'uomo far credito a Dio e aderire alle verità da lui rivelate. Anche nelle relazioni umane non è contrario alla nostra dignità credere a ciò che altre persone ci dicono di sé e delle loro intenzioni, e far credito alle loro promesse (come, per esempio, quando un uomo e una donna si sposano), per entrare così in reciproca comunione. Conseguentemente, ancor meno è contrario alla nostra dignità “prestare, con la fede, la piena sottomissione della nostra intelligenza e della nostra volontà a Dio quando si rivela” [Concilio Vaticano I: Denz.-Schönm., 3008] ed entrare in tal modo in intima comunione con lui.

155 Nella fede, l'intelligenza e la volontà umane cooperano con la grazia divina: “Credere est actus intellectus assentientis veritati divinae ex imperio voluntatis a Deo motae per gratiam - Credere è un atto dell'intelletto che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio per mezzo della grazia, dà il proprio consenso alla verità divina” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, II-II, 2, 9; cf Concilio Vaticano I: Denz.-Schönm., 3010].

1266 La Santissima Trinità dona al battezzato la grazia santificante, la grazia della giustificazione che
- lo rende capace di credere in Dio
, di sperare in lui e di amarlo per mezzo delle virtù teologali;
- gli dà la capacità di vivere e agire sotto la mozione dello Spirito Santo per mezzo dei doni dello Spirito Santo;
- gli permette di crescere nel bene per mezzo delle virtù morali.
In questo modo tutto l'organismo della vita soprannaturale del cristiano ha la sua radice nel santo Battesimo.

II. Le virtù teologali
1812 Le virtù umane si radicano nelle virtù teologali, le quali rendono le facoltà dell'uomo idonee alla partecipazione alla natura divina [Cf 2Pt 1,4 ]. Le virtù teologali, infatti, si riferiscono direttamente a Dio. Esse dispongono i cristiani a vivere in relazione con la Santissima Trinità. Hanno come origine, causa ed oggetto Dio Uno e Trino.

1813 Le virtù teologali fondano, animano e caratterizzano l'agire morale del cristiano. Esse informano e vivificano tutte le virtù morali. Sono infuse da Dio nell'anima dei fedeli per renderli capaci di agire quali suoi figli e meritare la vita eterna. Sono il pegno della presenza e dell'azione dello Spirito Santo nelle facoltà dell'essere umano. Tre sono le virtù teologali: la fede, la speranza e la carità [Cf 1Cor 13,13 ].


La fede
1814 La fede è la virtù teologale per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che egli ci ha detto e rivelato, e che la Santa Chiesa ci propone da credere, perché egli è la stessa verità. Con la fede “l'uomo si abbandona tutto a Dio liberamente” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 5]. Per questo il credente cerca di conoscere e di fare la volontà di Dio. “Il giusto vivrà mediante la fede” ( Rm 1,17 ). La fede viva “opera per mezzo della carità” ( Gal 5,6 ).

1815 Il dono della fede rimane in colui che non ha peccato contro di essa [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1545]. Ma “la fede senza le opere è morta” ( Gc 2,26 ): se non si accompagna alla speranza e all'amore, la fede non unisce pienamente il fedele a Cristo e non ne fa un membro vivo del suo Corpo.

1816 Il discepolo di Cristo non deve soltanto custodire la fede e vivere di essa, ma anche professarla, darne testimonianza con franchezza e diffonderla: “Devono tutti essere pronti a confessare Cristo davanti agli uomini, e a seguirlo sulla via della Croce attraverso le persecuzioni, che non mancano mai alla Chiesa” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 42; cf Id. , Dignitatis humanae, 14]. Il servizio e la testimonianza della fede sono indispensabili per la salvezza: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli” ( Mt 10,32-33 ).

1827 L'esercizio di tutte le virtù è animato e ispirato dalla carità. Questa è il “vincolo di perfezione” ( Col 3,14 ); è la forma delle virtù; le articola e le ordina tra loro; è sorgente e termine della loro pratica cristiana. La carità garantisce e purifica la nostra capacità umana di amare. La eleva alla perfezione soprannaturale dell'amore divino.

Il Battesimo degli adulti
1247 Dalle origini della Chiesa, il Battesimo degli adulti è la situazione più normale là dove l'annunzio del Vangelo è ancora recente. Il catecumenato (preparazione al Battesimo) occupa in tal caso un posto importante. In quanto iniziazione alla fede e alla vita cristiana, esso deve disporre ad accogliere il dono di Dio nel Battesimo, nella Confermazione e nell'Eucaristia.

1248 Il catecumenato, o formazione dei catecumeni, ha lo scopo di permettere a questi ultimi, in risposta all'iniziativa divina e in unione con una comunità ecclesiale, di condurre a maturità la loro conversione e la loro fede. Si tratta di “una formazione alla vita cristiana. . . ” mediante la quale “i discepoli vengono in contatto con Cristo, loro Maestro. Perciò i catecumeni siano convenientemente iniziati al mistero della salvezza e alla pratica delle norme evangeliche, e mediante i riti sacri, da celebrare in tempi successivi, siano introdotti nella vita della fede, della Liturgia e della carità del Popolo di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 14; cf Rituale romano, Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti, 19 e 98].

1249 I catecumeni “sono già uniti alla Chiesa, appartengono già alla famiglia del Cristo, e spesso vivono già una vita di fede, di speranza e di carità” [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 14]. “La madre Chiesa, come già suoi, li ricopre del suo amore e delle sue cure” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 14; Codice di Diritto Canonico, 206; 788, 3].
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: La fede   Mer 21 Feb - 17:57

Aggiungo:

Per Giovanni l'evangelista, nessuno ha visto Dio, quindi la fede degli Ebrei non permetteva di entrare in Dio. E' Gesù che ci fa entrare in Dio. La Fede in Gesù, per Giovanni, ci fa entrare in Dio.

Per lui, la Fede comincia essenzialmente "per Maria", e ce lo mostra a Cana di Galilea. Ma tappa dopo tappa, Segno dopo segno, purificazione dopo purificazione, la Fede arriva a maturità e quindi ci fa arrivare alla divinità di Gesù: ed è lo scopo del suo Vangelo, come l'avevo spiegato nel Corso "All'amico dico tutto": "30 Or Gesú fece ancora molti altri segni In presenza dei suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro. 31 Ma queste cose sono state scritte affinché voi crediate che Gesú è il Cristo il Figlio di Dio e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome." (Gv 20)

La fede è quindi un cammino di crescita, e come dico sempre, in questo cammino, chi non va avanti va indietro, quindi di per se, teoricamente, c'è sempre il rischio di tornare indietro e quindi di perdere la Fede, (la grazia del cominciare ad entrare in Dio).
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Manfri49

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MessaggioTitolo: Re: La fede   Sab 24 Feb - 3:24

Caro Jean, a completamento parziale (é verosimile che proseguendo nel dialogo, sortiscano ulteriori quesiti) della mia domanda penso che la fede si possa comprendere solo quando un individuo riesce, per grazia divina, ad averne consapevolezza su se stesso. Da quel momento in avanti, sostenuto dall'ascolto della Parola e assistito da un buon acompagnatore, sia difficile se non impossibile perderla. Le tentazioni forse si faranno più forti per cercare di distrarti, il maligno Twisted Evil metterà in pratica tutte le sue seduzioni per traviarti, la coscienza del tuo libero arbitrio ti assillerà su quale strada seguire Arrow , ma.......la Parola, la fedelta ad Ella, l'assiduita dell'orazione e la preghiera ti salveranno. In poche parole la fede, quella con la F maiuscola, ti salverà, ma dovrai averne coscienza per salvarti. sunny Ciao Manfredi
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: La fede   Lun 5 Mar - 22:25

Carissimo Manfredi,
Mi dispiace di rispondere cosi tardi. Proseguendo il nostro dialogo sulla Fede, rispondo a cio' che dici:

Diciamo che il discorso sulla Fede è differenziato, cioè tocca vari livelli del nostro essere, che sono come tre cerchi concentrici.

1- livello dello spirito (sopracosciente, ma vera realtà di crescita e di "visione")
2- livello dell'anima (la coscienza, la consapevolezza, la comprensione)
3- livello diciamo del "Corpo" (l'espressione "corpo" è da prendere nel senso non solo materiale ma anche mistico del termine, nel senso del trasmetterla)

Lo Spirito Santo (o "la fede" semplicemente) vuole agire sui tre livelli del nostro essere. E non sono separabili anche se sono distinti. Questi tre livelli comunicano tra di loro, e si aiutano/nutrono a vicenda. Se uno cresce fa crescere gli altri. E tutti e tre sono come tre livelli della Fede.

Quindi la fede non è solo un dinamismo di crescita (o di diminuzione) ma è un dinamismo che agisce su tre livelli del nostro essere. E' vero che il livello 2 (quello della coscienza) fa un po da capo. Ma un capo senza cuore (livello 1) e senza corpo (3) non è capo di niente, vive nelle illusioni e la sua "fede" (la vita nello spirito/cuore) è minacciata. Un frutto senza corteccia è minacciato. E la grazia non è solo una cosa sopracosciente! Essa lavora anche nella coscienza (e quindi questa deve crescere) e anche nel corpo (diventare attivo nello spargere questa fede). Una persona che si attiva per dare gratuitamente cio' che ha ricevuto gratuitamente, partecipando alla Missione di Cristo e prolungandola, fa attivare in se un terzo livello dell'azione della Grazia, quella che agisce sul corpo (corpo = pensiamo al Corpo mistico di Cristo, gli altri). E cosi, facendo questo sforzo di trasmettere la Fede (la vita spirituale, la vita divina ricevuta) riceve ancora di più per la sua fede, che si irrobustisce. Cosi anche la corteccia diventa sempre più solida, e il frutto interiore (il livello 1) cresce ancora di più.

Quindi la costante crescita nella presa di coscienza (livello 2) che è risposta all'azione della Grazia in noi fa parte integrante della fede.

Posso suggerire un riassunto della fede in tre punti come si fa spesso leggendo sia l'Antico Testamento, sia il Sermone del Monte (Matteo 5-7):

1- Preghiera (lo spirito)
2- Digiuno (lo sforzo dell'anima)
3- Elemosina (opere di misericordia sia corporale sia spirituale).

Ma come si vede, qui sia il Digiuno è trasfigurato, sia l'elemosina. Mi spiego:

Il Digiuno puo' essere considerato come uno sforzo ascetico dell'anima, di cercare di concentrarsi su Dio (la considerazione, l'attenzione, che sfociano sull'ascolto, modo superiore della preghiera dell'anima, che apre e sviluppa il senso interiore dell'udito) che vuole parlarci (lectio divina), sul capire la sua volontà e metterla in pratica! Quale migliore sforzo ascetico? Ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica è alla volta un sforzo di fede, di ascolto, ma vorrei dire anche: quale migliore sforzo ascetico, quale migliore scelta digiunale che digiunare della nostra volontà cercando quella di Dio con tutta la nostra anima? ("amerai con tutta la tua anima"). "L'ascolto vale più dei sacrifici." (1 Sam 15,22) "21 Non chiunque mi dice: "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli; ma chi [ascolta la parola e] fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?" 23 E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità" (Mt 7,21-23).

Vediamo qui l'elemosina non solo come opera di misericordia corporale, ma anche come uno sforzo di condividere la sua propria fede con gli altri, dando gratuitamente agli altri cio' che abbiamo ricevuto gratuitamente. Questo aspetto della Fede Cristiana non è una cosa "optional", ma fa parte intrinseca della nostra vita Cristiana. Ogni cristiano, dal momento nel quale è battezzato e confermato è apostolo, in missione, partecipando alla Missione di Cristo che ha detto: "andate in tutto il mondo e predicate il Regno dei Cieli". Non è una cosa facoltativa è una cosa intrinseca alla nostra fede. Sia il Concilio Vat II sia l'Enciclica di GP II "Redemptoris Missio" ci hanno ricordato questo dato di base. La missione non è il proprio solo del Sacerdote, è il proprio di tutto il Corpo di Cristo che siamo noi tutti.

Nota importante: Anche se questi tre elementi (preghiera, digiuno, elemosina) si trovano in tutte le religioni, il carattere e l'efficacia suprema datali da Cristo li rivestano, in un modo unico, di una densità diversa. Al punto che si parla di "preghiera cristiana", di "digiuno cristiano" (mai separato dalla preghiera), di "elemosina cristiana".
Con tutto il rispetto dovuto alle altre fede e religioni, io credo nella differenza enorme dovuta alla presenza dello Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo, e all'efficacia straordinaria e trasformante della sua Azione in noi, in questi tre livelli.
Per l'azione dello Spirito Santo Signore in noi che ci comunica la Vita Divina, lo spirito nostro entra nella vita stessa di Dio-Trinità (mentre non è possibile ne per gli Ebrei, ne per i Musulmani), la nostra anima ascolta Dio che li parla, adesso, qui, mentre non è il caso per le altre religioni, al meno non nell'intensità e la qualità della Parola diretta a noi da Cristo, nell'intimo del cuore, parola efficace che converte, purifica, trasforma, parola che è Spirito e Vita. Poter ascoltare Dio che ci parla ogni giorno (lectio divina) era il Sogno di Mosè per tutto il popolo, e non era neanche il caso di Maometto che pretende di paralare ad un angelo (non a Dio)!


____________


Per approfondire per esempio l'azione della grazia in noi, il Catechismo della Chiesa Cattolica ha fatto un bel sforzo a questo livello.


La crescita nell'intelligenza della fede (CCC94)
(questa intelligenza è il secondo livello, quello della presa di coscienza della fede):

CCC 94: "Grazie all'assistenza dello Spirito Santo, l'intelligenza tanto delle realtà quanto delle parole del deposito della fede può progredire nella vita della Chiesa:
- “Con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro”; [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8] in particolare “la ricerca teologica... prosegue nella conoscenza profonda della verità rivelata” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 62; cf 44; Id., Dei Verbum, 23; 24; Id., Unitatis redintegratio, 4].
- “Con la profonda intelligenza che” i credenti “provano delle cose spirituali”; [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8] “Divina eloquia cum legente crescunt - le parole divine crescono insieme con chi le legge” [San Gregorio Magno, Homilia in Ezechielem, 1, 7, 8: PL 76, 843D].
- “Con la predicazione di coloro i quali, con la successione episcopale, hanno ricevuto un carisma certo di verità” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8]."

CCC66: "Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli."

Cf.CEC67: " Il loro ruolo [delle rivelazioni private] non è quello di “migliorare” o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica."

CEC 2651: "La tradizione della preghiera cristiana è una delle forme di crescita della Tradizione della fede, in particolare per mezzo della contemplazione e dello studio dei credenti, i quali conservano nel loro cuore gli eventi e le parole dell'Economia della salvezza, e mediante la profonda comprensione delle realtà spirituali di cui fanno esperienza (Cf. DV8)."


Vedi anche CCC 2038 dove si tratta della partecipazione di tutti a questo sforzo. E vedi CCC 2518 dove si tratta del legame tra purezza di cuore e intelligenza della fede.


Ultima modifica di il Mar 6 Mar - 2:23, modificato 2 volte
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: La fede   Lun 5 Mar - 23:48

Rispondo adesso al resto delle tue parole:
dicevi: "Da quel momento in avanti, sostenuto dall'ascolto della Parola e assistito da un buon accompagnatore, sia difficile se non impossibile perderla."
Si. Implicitamente parli della Messa (i sacramenti), della Chiesa ecc. Sono d'accordo. Ma vorrei dire una parola molto importante sul legame tra fede e l'ascolto della Parola di Dio (lecti). C'è un legame diretto tra crescita della Fede e pratica della Lectio divina! L'ho sempre notato (e lo ribadisco nel mio libro) che la fede di una persona è direttamente legata alla sua pratica della lectio divina (la lettura pregata della Parola di Dio). Più la Parola di Dio prende posto nel nostro pensiero meglio è. Perché molte cose sono sotto l'impero del nostro pensiero. E la Parola nutre e illumina il pensiero (è questa la Fede).

Tu dici: "Le tentazioni forse si faranno più forti per cercare di distrarti, il maligno metterà in pratica tutte le sue seduzioni per traviarti, la coscienza del tuo libero arbitrio ti assillerà su quale strada seguire, ma....... la Parola, la fedeltà ad Ella, l'assiduità dell'orazione e la preghiera ti salveranno. In poche parole la fede, quella con la F maiuscola, ti salverà, ma dovrai averne coscienza per salvarti."
Direi che il Diavolo e gli altri nemici (non è l'unico nemico il Diavolo) si attivano, ed è normale, e lo fanno per permesso della Providenza, appunto per aiutarci a crescere. Le tempeste sono qui per scuotere l'albero e spingerlo ad avere radici sempre più profonde. Al Diavolo si reagisce (come dice la Scrittura) con la Fede, con la Parola di Dio (come fa Gesù nel Deserto, cita sempre la Bibbia, ma lo fa bene, non come il Diavolo). Come lo dico nel Corso di primo livello, nel Padre nostro non diciamo: "non mandarci tentazioni" perché sarebbe non capire bene la loro ragione di esistere, ma diciamo "se arrivano le tentazioni (e arriveranno sempre) aiutaci a vederci un momento di crescita, di grazia a vedere la Mano divina tesa dall'altra parte per farci crescere, fare un passo, vedere che l'ostacolo non è ostacolo ma una tappa di crescita, un gradino non un ostacolo! Quindi non mi preoccupo molto dal Diavolo, ma dal nostro sforzo di avvicinarci sempre di più della Parola di Dio, tal Scudo, tale spada Straordinaria, e luce unica sul nostro cammino.
L'ho sempre notato questo legame tra la qualità della fede di una persona, e la sua abitudine o no di aprire quotidianamente la Parola e di rimanerci sopra, come la gallina fa con le uova: covare, o anche come la mucca fa con il Cibo: ruminare. E, mi fa pena di dirlo e spero che non sembra orgoglio o pretensione da mia parte, spesso ho trovato una fede debole. E una volta che non c'è vita con la Parola di Dio, non mi meraviglierei di nessuno peccato o nessuna tentazione! Anzi è il contrario che mi meraviglierebbe!
E lo dico sempre nei miei insegnamenti ai seminaristi, in confessionale: la prima domanda a chiedere o la cosa da assicurarci è: se la persona prega se la persona apre la Parola di Dio o no! Perché se no, tutti i peccati possono avvenire. Perché? Perché l'anima è debole, il pensiero svuotato dalla Parola, la Luce divina non è forte nell'anima (intelligenza e volontà coscienti) ecc…. allora dico sempre: la persona non è ammalata ma debole, non mangia! Quindi il rimedio non è un "Ave Maria" o un "Padre Nostro" o altre cose, ma: aprire la Parola, e abitarla… non c'è bisogno per un "rimedio" (una medicina), ma solo di "m a n g i a r e".

Mi fermo qua per il momento.
A presto
Jean
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Manfri49

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MessaggioTitolo: la fede   Mar 6 Mar - 17:49

Ciao Jean, grazie per le tue risposte Very Happy . Ho molto materiale per meditare e approfondire ulteriormente l'argomento drunken cheers Un abbraccio a te e atutti i "naviganti" del forum, Manfredi
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