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 Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI

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MessaggioTitolo: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   Sab 5 Mag - 16:27

PREMESSA

Durante il nostro approfondimento delle II Mansioni nel Castello Interiore di S.Teresa ci siamo rese conto di come lo studio di tale testo non possa prescindere dal confronto e dal riferimento ad altre opere della santa, in particolare la “Vita” e il “Cammino di Perfezione”. Per comprendere meglio alcuni insegnamenti presenti nel Castello, verranno quindi richiamate eventuali citazioni da queste opere. Abbiamo inoltre osservato numerose differenze nelle traduzioni in italiano del “Castello Interiore” (edizioni OCD e Paoline in particolare), che rendono difficoltosa l’interpretazione del testo. Anche la divisione dei paragrafi è diversa nelle due edizioni; sarebbe dunque utile poter avere come riferimento il testo originale in spagnolo della Santa.

CHE COSA ABBIAMO IMPARATO DALLE II MANSIONI

All’inizio delle II Mansioni, S. Teresa afferma che le anime che entrano in questa dimora sono “coloro che hanno già cominciato a far orazione” (2M 1,1). Esse sono ancora immerse nei loro “passatempi, negli affari, nei piaceri e negli inganni del mondo” (2M 1,2). Cadono e si rialzano dai peccati, ma hanno il desiderio di Dio e lo dimostrano attraverso il tempo dedicato all’orazione.
Questo è ciò che conta, perchè il “Signore apprezza tanto che lo amiamo e cerchiamo la sua compagnia, che prima o poi non tralascia di chiamarci per farci avvicinare a lui, e la sua voce è così dolce che la povera anima si strugge di non far subito ciò a cui è chiamata” (2M 1,2).
Le anime delle seconde mansioni, quindi, cominciano a sentire gli appelli loro rivolti dal Signore” (2M 1,2) a differenza di quelle delle prime dimore, che erano sorde.
Inizialmente “ tale voce e tali appelli...sono parole che si odono pronunciare da persone virtuose, o sermoni, o ciò che si legge in buoni libri, o...malattie, tribolazioni e anche certe verità che egli ci insegna nei momenti in cui stiamo in orazione” (2M 1,3). L’organo spirituale dell’udito è solo un abbozzo in queste dimore e il Signore si adatta ad esso per farsi sentire.
Attraverso questo canale la grazia comincia a scorrere e porta il nutrimento alle facoltà dell’anima che poco alla volta si risvegliano.
S. Teresa afferma che “qui l’intelligenza è più viva e le potenze più abili” (2M 1,3), ma in seguito aggiunge che “stiamo ancora fra mille inciampi, imperfezioni e virtù che ancora non sanno farsi strada, perchè nate da poco – e piaccia a Dio che siano già nate” (2M 1,7).
Come abbiamo appreso durante il corso di primo livello, le virtù si acquisiscono e si rafforzano per mezzo di atti ripetuti e del giusto nutrimento, innestandosi su una specifica facoltà dell'anima. Ogni virtù può essere considerata come un muscolo composto da tre strati. Il primo è una produzione della facoltà umana (per es. la forza, come virtù umana, che deriva dalla volontà). Il secondo strato si forma invece con l'aiuto della grazia ordinaria (si ha così per es. la fortezza, come virtù cardinale). Infine il terzo strato è costituito da uno o più doni dello Spirito Santo (in questo caso il dono della fortezza). I doni dello Spirito sono infusi e sono "per l'anima ciò che la vela è per la barca, che lo sforzo del rematore fa avanzare penosamente. Viene il soffio della brezza favorevole che gonfia la vela e la barca voga rapidamente verso la meta proprio quando cessa lo sforzo del rematore. Appare chiaro così che i doni dello Spirito Santo sono, secondo la definizione di S. Tommaso abitudini o qualità permanenti soprannaturali che perfezionano l'uomo e lo dispongono ad obbedire con prontezza alle ispirazioni dello Spirito Santo" (P. Maria Eugenio del B. Gesù, Voglio vedere Dio, Milano, Editrice Ancora, 1963, p. 327).
Nelle seconde dimore siamo all’inizio del faticoso processo di formazione della muscolatura, inoltre le vele, o meglio le ali, non sono ancora spuntate ( avverrà solo a partire dalle quarte mansioni). E’ per questo motivo che S. Teresa afferma che qui le anime odono, ma non possono parlare (non possono obbedire a ciò che sentono) e questo genera in loro sofferenza.
La Santa tuttavia ci invita a non avere in poca stima il dono dell’udito, né a scoraggiarci, anche se non rispondiamo subito al Signore, “perchè Sua Maestà sa aspettare molti giorni e anche molti anni, specialmente quando vede perseveranza e buoni desideri” (2M 1,3).

La perseveranza "è la cosa più necessaria in questa dimora" (2M 1,3) per l'anima, perchè qui "tutto l'inferno sarà unito per costringerla ad uscire dal castello" (2M 1,5). Nelle prime mansioni era "muta e sorda - per lo meno udiva ben poco - e resisteva meno, come chi in parte ha perduto la speranza di vincere; qui l'intelligenza è più viva e le potenze più abili: i colpi dell'artiglieria nemica sono tali che l'anima non può evitare di udirli" (2M 1,3). Nasce quindi una lotta interiore tra questo "embrione spirituale" che si sta formando e le tentazioni presentate dal demonio, al punto che la "povera anima...non sa se deve andare avanti o tornare alla prima dimora" (2M 1,4).
S. Teresa ci ricorda qui la necessità di prendere la ferma decisione di non abbandonare mai l'orazione, "altrimenti l'anima andrà perdendo forze a poco a poco ogni giorno di più, e piaccia a Dio che ce ne accorgiamo!" (2M 1,10).
Questo deve avvenire soprattutto nei momenti in cui più vacilliamo e cadiamo ("ricordo che alle volte non avevo neppure coraggio di fare orazione, paventando come un grande castigo la grave angoscia che sentivo innanzi a lui per averlo offeso” Vita 6,3; "maggior danno non poteva farmi il demonio che di trattenermi dal fare orazione sotto il pretesto di umiltà e per vedermi tanto perduta” Vita 6,4; "non permettete mai, per la vostra misericordia, che quest'anima si lasci ingannare, abbandonando la strada incominciata!" (2 M 1,6) "se qualche volta cadete, non dovete avvilirvi così tanto da lasciare di andare innanzi" 2M 1,9).
Si tratta di rivedere totalmente il concetto di "senso di colpa" al quale siamo stati abituati. Esso è un dono se proviene da Dio e ci fa riconoscere i nostri errori, ma se ci blocca e ci tiene lontani dallo Sposo è causato da noi stessi e dall'idea sbagliata che abbiamo di Lui. Egli infatti non guarda i nostri peccati, ma è un "vero amante" (2M 1,4), che non ci abbandona mai, affiancandoci, dandoci essere e vita.
S. Teresa afferma "che di fronte al male di lasciare l'orazione non c'è infatti altro rimedio che ricominciare a raccogliersi...però "non si deve procedere a forza di braccia...ma con dolcezza" (2M 1,10). Soprattutto bisogna confidare "nella misericordia di Dio e ben poco in sè" (2M 1,10). Sarà Lui a condurci da una dimora all'altra, fino ad arrivare nella stanza in cui il demonio non può più entrare.

Non si deve tuttavia pensare che esista una via magica nel cammino spirituale. Da parte nostra, infatti dobbiamo disporci con ogni cura a conformare la nostra volontà a quella di Dio. In questo, infatti, "consiste tutta la maggior perfezione a cui si possa giungere nel cammino spirituale. Quanto più sarà perfetta tale corrispondenza, tanto più si riceveranno grazie dal Signore e si progredirà in questo cammino. (...) Se invece sbagliamo fin dal principio, volendo che il Signore faccia la nostra volontà e che ci guidi a modo nostro, che stabilità può avere quest'edificio?" ( 2M 1,8 ).
S. Teresa ci suggerisce un mezzo della cui efficacia ha fatto esperienza fin dall'inizio (ne parla anche nei primi capitoli della Vita) ed è quello di abbracciare la croce che Gesù, il nostro Sposo, ha portato sulle spalle.
E' il mezzo più potente di purificazione ed è l'unico modo per arrivare all'unione con Dio, che è la nostra meta. Per questo motivo aggiunge: "Colei che più saprà patire, patisca di più per amor suo e sarà la più felice." (2M 1,7).
La santa però afferma che non si può seguire Gesù, "se non lo guardiamo mai e non consideriamo ciò che gli dobbiamo e la morte che egli ha sofferto per noi" (2M1,12). Occorre quindi ogni giorno cercare Gesù nelle Scritture e compiere le "opere in suo servizio" (2M 1,12) che Egli ci chiede.
Nel capitolo XIII della Vita la Santa afferma che il principiante deve usare gioia e libertà (V 13, 1), audacia e fiducia in Dio; deve nutrire grandi desideri e puntare in alto (V 13, 7), pur mantenendo sempre l'umiltà come atteggiamento indispensabile di coscienza di sè e di Dio. Il nutrimento necessario per questo cammino deriva dal "Pane della Bibbia" (Lectio divina) (V 13, 6).
Nel “Cammino di Perfezione” la Santa ripete questi concetti, affermando come sia necessario possedere l'amore per gli altri, il distacco necessario a conservare la libertà di spirito, la sincerità nella disponibilità al disegno di Dio, la ferma determinazione nel non deviare dal cammino che indica la sete dell'Acqua Viva.

Un ultimo suggerimento di S. Teresa all’anima che si trova in queste seconde dimore è quello di avere delle amicizie spirituali. Soprattutto “è molto opportuno trattare con persone sperimentate (2M 1,10), ... perchè troverà in loro un grande aiuto e, a forza di trattarli, può darsi che la introducano dove essi si trovano” (2M 1,6). Già nella “Vita”, la Santa sottolineava come "le anime che si dedicano all'orazione, specialmente da principio, devono stringere amicizia con persone che praticano il medesimo esercizio" (Vita 7,20). A tal proposito è possibile fare riferimento al forum Amor Vincit Omnia, in particolare al topic "Amicizia spirituale , incontrarsi per parlare di vita spirituale".

Al termine dello studio delle II Mansioni sono emerse alcune domande. In particolare ci siamo chieste se una persona che si trova in queste dimore abbia già potuto percorrere un cammino tale da vivere a fondo il senso della Croce al quale la Santa pare riferirsi. Ci chiediamo inoltre se chi è arrivato alle II Mansioni possa avere già l'esperienza di Cristo "amante perfetto" che la Santa nomina.
Effettivamente le parole della Santa mostrano costantemente dei significati impliciti che ci sembra si possano comprendere a fondo solo in fasi più avanzate del cammino spirituale. Abbiamo pensato che questo dipenda dal fatto che "Il Castello" è stato scritto quando S. Teresa aveva già raggiunto il Matrimonio spirituale. Questo ci sembra un pregio ulteriore del testo, in quanto la sua lettura è costantemente fonte di insegnamenti spirituali per tutti, che possono essere di stimolo per alcuni, o di conferma per altri, a seconda del punto del cammino in cui si trovano.


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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   Gio 10 Mag - 16:47

grupposantateresa ha scritto:
PREMESSA
Durante il nostro approfondimento delle II Mansioni nel Castello Interiore di S.Teresa ci siamo rese conto di come lo studio di tale testo non possa prescindere dal confronto e dal riferimento ad altre opere della santa, in particolare la “Vita” e il “Cammino di Perfezione”. Per comprendere meglio alcuni insegnamenti presenti nel Castello, verranno quindi richiamate eventuali citazioni da queste opere.

Assolutamente d'accordo con questa premessa, sopratutto che è lei stessa a dirlo in 1,1. Fà ovviamente allusione a:
- Vita cc. 11 à 13
- Cammino cc. 20-29

da prendere in considerazione nella lettura delle seconde Mansioni.
Jean
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MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   Gio 10 Mag - 18:17

Carissime,
Mi dispiace per il ritardo nel rispondere. Avendo un po di tempo adesso, vi rispondo. E' bello questo vostro sforzo di lettura di santa Teresa. Continuate.
Chiedo la vostra attenzione per le osservazioni che vi faro' qui. Grazie.

1- "Abbracciare la Croce": da situare bene qui. Abbracciare sembra qui come un primo incontro, che la si adopera come Amica, come Guida. Sembra un inizio… e poi, in modo ciclico tornerà nelle altre Mansioni.
La Croce va vista: come trasformatore della persona, come capacità di passaggio dall'attrazione del mondo a quella esercitata da Dio. La Croce qui gioca questo ruolo fondamentale per aiutare la persone a perseverare nell'insistere, nel scegliere di volere entrare e rientrare mille volte per la porta dell'orazione. La Croce qui è un potentissimo sostegno, incoraggio, porta, ricorda l'amore, spinge a vincersi, a vincere le attrazioni del mondo ecc…

Quindi dire: "ci siamo chieste se una persona che si trova in queste dimore abbia già potuto percorrere un cammino tale da vivere a fondo il senso della Croce al quale la Santa pare riferirsi" è un po da situare. Non idealizzare la realtà, ma capire che bisogna "cominciare" a adoperare la Croce come amica. L'inizio del cammino di amicizia con la Croce è solo un inizio, e qui si tratta di consolidare una prima attitudine.
E non dimentichiamo cio' che ho detto sopra: la Croce ci segue sempre, e qui ha come ruolo di farci passare (esodo) dal mondo esteriore che esercità pressioni, attrazioni, seduzioni, al mondo interiore, dove gli occhi interiori dell'intelligenza imparano (primo passo ancora) ad aprirsi per contemplare le sofferenze che Cristo ha avuto a causa di me, e quindi mi aiuta ad ammendarmi, a correggermi, a lasciare queste creature, gli attaccamenti alle creature, ed entrare più dentro. Ecco il ruolo della Croce qui! (è limitato? No, è adatto al bisogno! Dio si è fatto carne per andare incontro a noi, prenderci con la mano, dove siamo, e guidarci verso la Porta (la Croce) di passaggio.

2- Legato alla Croce e allo sguardo che portiamo verso Gesù crocefisso, c'è quel "considerare" (vedere con attenzione, col cuore anche) tipico di santa Teresa, considerare tutto cio' che Egli ha fatto per me (come l'avete sottolineato bene). Questo mi dà coraggio e genera perseveranza! Quando mi vedo amato, e in quale maniera (ha sofferto a causa di me, e dei miei peccati) allora, mi sento incoraggiato e mosso a fare meglio, a perseverare, a tentare sempre di entrare in questo Castello, tornando all'orazione.
Allora cio' che dite: "Ci chiediamo inoltre se chi è arrivato alle II Mansioni possa avere già l'esperienza di Cristo "amante perfetto" che la Santa nomina." Non idealizzare la persona che si trova nelle II M. ancora questa persona non ha sperimentato il soccorso particolare, cioè' la relazione sconvolgente, diretta, personale, intima con Cristo! Quindi ha sempre Cristo davanti a se, ma direi (sono le mie espressioni) che ancora Cristo è quel Cristo che si vede sulla Croce, ma non l'esperienza mistica di Cristo! Ricordatevi: la mistica in senso stretto comincia solo alle 4 mansioni! Quindi cammiamo al passo della persona, e non proiettiamo sulle II M cose che appartengono alle 4 o meglio alle 5 e 6. Va bene?
In quanto all'ultima domanda che vi fate penso essere nel giusto nel dire: Teresa non cade nella proiezione (proiettare sulle II cio' che lei vede o vive nelle VII). No! Anche se lei è nelle VII, sa benissimo, con la grazia di Dio, trasportarsi e mettersi nella pelle della persona che è nelle II M e dire cio' che giova a lei a quel livello!
La Croce è una cosa ciclica, costante, che torna, torna sempre, ma sempre con nuove profondità. Ma il senso delle sue parole nelle II è per una persona che si trova nelle II. Anche se vi sembra che il consiglio sia valido per altro. Leggete bene il testo, lei non va oltre le II M.

3- Osservazione: La Mansioni pari sono di transizione dice la scuola Francese carmelitana del 20esimo. Non credo che questa osservazione sia senza significato. Per capire questo vedete il disegno che ho fatto per "Quale cristianesimo?", c'è un'alternarsi tra una pianura e una salita. Quindi questo presuppone nelle mansioni pari un sforzo, o dei cambiamenti, una trasformazione, una "faticosità".

4- Molto importante: La questione dell'orazione e delle indicazioni specifiche su di lei è importante, quasi da trattare come un soggetto a se nel vostro reso conto:
Il raccogliersi ricorre al meno 2 volte, no?
Il considerare (la considerazione: guardare con attenzione)
Il fare cio' che dipende da noi.

5- Ricordiamoci bene nel metodo di lettura di cio' che questi autori mistici cercano di dirci:
1- Il progetto di Dio, cosa Egli vuole fare
2- Cosa dobbiamo fare per corrispondere
3- Cosa succede, qual è il risultato dell'azione di Dio.
4- Possiamo aggiungere anche delle indicazioni specifiche per il "come fare orazione" (Preghiera del cuore).

6- E' troppo presto ancora di parlare dei doni dello Spirito Santo. Perché? Perché nelle prime tre mansioni siamo ancora nel "soccorso generale" della Grazia di Dio, cioè nell'aiuto che Dio da a tutti gli esseri umani, sempre. Mentre i "doni dello Spirito Santo" vengono dopo, nel "soccorso particolare" della grazia di Dio (a partire delle IV M).
Invece sarebbe buono riprendere la caratteristica fondamentale della zona che è caratterizzata dal "soccorso generale" della grazia di Dio: l'accento messo sul nostro sforzo, e che, Dio dandoci sempre la sua grazia (soccorso generale), la responsabilità è tutta nostra nel crescere. Non siamo ancora nel mondo della Gratuità tipico del Regno dei Cieli (il "soccorso particolare" o "il soprannaturale"), ma ancora, siamo nella zona dove uno sforzo va fatto. Dio dando sempre la sua grazia a tutti.
Quindi è importante cogliere (nella vostra analisi/riassunto) tutto cio' che è da fare, e capire che Dio c'è sempre qui. Santa Teresa lo dice! Bisogna fare tutto cio' che dipende da noi qui (in queste 3 mansioni).
Quindi fate bene nel sottolinearlo (quando parlate della "via magica"). Ma è buono dire anche il contesto generale: Dio in questa parte del cammino è sempre presente e conta totalmente sul nostro sforzo, perché ci dà sempre la possibilità di fare gli atti che ci fanno progredire. Ricorriamo alla definizione del "soccorso generale".

Ecco mi fermo qua. E' vero che, malgrado il fatto di dover andare avanti e non dilungarsi eccessivamente (come ve l'avevo consigliato) nelle II M contengono ancora più materia che potete organizzare ancora meglio credo dopo questo primo bel sforzo che avete fatto.
Coraggio
A presto
Jean


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MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   Gio 10 Mag - 18:30

grupposantateresa ha scritto:
PREMESSA
Abbiamo inoltre osservato numerose differenze nelle traduzioni in italiano del “Castello Interiore” (edizioni OCD e Paoline in particolare), che rendono difficoltosa l’interpretazione del testo. Anche la divisione dei paragrafi è diversa nelle due edizioni; sarebbe dunque utile poter avere come riferimento il testo originale in spagnolo della Santa.

Ecco il testo delle II M in spagnolo:
http://www.amorvincit.com/moradas_II.htm

Per avere le opere in Spagnolo potete scaricarle da:
http://www.santateresadeavila.com/obras.htm


Ultima modifica di il Ven 11 Mag - 14:38, modificato 2 volte
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Risposta   Ven 11 Mag - 14:16

Grazie dei commenti. Li studieremo senz'altro nell'incontro che avremo stassera e in seguito. Grazie anche in modo particolare dei link.
Il gruppo di Studio
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Report del Gruppo di Studio   Dom 13 Mag - 9:14

Report del gruppo di studio sull'incontro dell'11\5\07

Ci siamo incontrate per due scopi:

1) Analizzare le osservazioni del Prof.Khoury sui report delle II e III M.
2) Fare il punto sul nostro gruppo.

Per il punto 1): Abbiamo bisogno di tempo per comprendere meglio e cercare di applicare le direttive ricevute in almeno alcuni dei loro molti aspetti e implicazioni. Ci sforzeremo di fare questo nelle prossime settimane, per concludere se possibile entro l'estate questo nostro lavoro molto piccolo sulle prime mansioni.

Per il punto 2): Avvertiamo fortemente la necessità di situare il nostro impegno personale con più radicalità nella preghiera, dobbiamo ognuna singolarmente rivedere le proprie motivazioni, i proprii scopi, i proprii metodi e disponibilità.

Lo scopo condiviso tra noi è "sia santificato il Tuo Nome".
La motivazione di ognuna è "trovare il Signore", e "portarlo agli altri", pur nel nostro limite.
Abbiamo fatto esperienza, in questi mesi di lavoro comune, di uno sforzo di condivisione nello studio, e abbiamo visto la nascita e lo sviluppo tra noi di una amicizia spirituale che vogliamo fare crescere.
Ci pare che il metodo che ora ci è richiesto sia imparare a vivere ogni momento, ogni incontro con persone e cose, ogni atto, nella trascendenza. Essere "servo inutile" ci pare sia sforzarsi di "fare la Sua volontà" in ogni momento.
La nostra gratificazione consiste nello sforzo di corrispondere al nostro Tutto, nella Sua pace: questo è il bene che si giustifica in sè.
Per poter tendere a dire anche noi "abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi" ci occorre una maggiore discesa individuale, ognuna nella propria interiorità, nella preghiera e nell'ascolto.

Quindi ci serve una pausa di qualche mese per chiedere che ci sia donata grazia ulteriore, per meglio aprirci all'ascolto e per poter fare discernimento su di noi e sul nostro impegno.
Cogliamo quindi l'occasione della pausa estiva che si apre per dedicare tutto di noi al silenzio nella preghiera. In seguito vedremo come situarci e riprendere a lavorare.

Rendiamo grazie alla gloria di Dio per quanto ci ha dato, ma conoscendo
la nostra costituzionale impossibilità a farlo in modo adeguato a
quanto Lui è, affidiamo questo nostro desiderio a Maria. Che sia lei a farlo da parte nostra
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MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   Lun 14 Mag - 18:56

Carissime,
Grazie per questo reso conto.
Vedo che l'articolazione "foro interno" (vita spirituale personale) e "foro esterno" (lettura, studio dei testi) si intrecciano a volte in modo da impedire l'andamento delle cose.
Di per se, vi consiglio a tutte di essere molto vigilante nel gestire personalmente l'articolazione tra da una parte 1- vita personale (foro interno), cammino personale ("dove mi trovo", "cosa devo fare per me stesso al livello spirituale"), e dall'atra parte 2- vita di studio.
E' vero che qui si studiano cose spirituali, che non possono non toccare noi, nel nostro cammino personale. Ma fin dall'inizio (fin dalla mia conferenza introduttiva) vi ho ricordato di essere vigilanti su questo, mantenendo una "distanza" sana tra la vita interiore personale, e il lavoro di studio. Nel lavoro di studio tutto non serve immediatamente e solo immediatamente. E' un lavoro di lungo respiro che richiede perseveranza. E paga molto bene al lungo andare, perché i suoi frutti sono molto buoni e utili.
1- Una cosa è il testo che leggo e studio, quindi applicarlo o no a me, come applicarlo su di me, è una cosa molto delicata, e questo ognuno lo vede nel suo foro interno, con l'accompagnatore, ecc. Non si fa insieme questo!
2- Un'altra cosa è lo studio, e soprattutto lo studio fatto in gruppo. Li, è una "scuola" (in foro esterno) dove si impara a pensare, a discernere, a studiare, a capire le varie articolazioni (mantenendo questa distanza decente tra il "calore" interiore, e la testa. E' un lavoro certo faticoso, un tormento di mantenere questa distanza (tra testa e cuore, modo di parlare) ma paga molto, al lungo andare.

E' vero che se una persona passa per un momento intenso spirituale, o un momento di distacco, puo' a volte trovare difficile di discernere, ma di per se, lo studio è stato sempre considerato come un bene, e come un bene sempre da proseguire, anche durante l'aridità, perché è un bene che sostiene il nostro cammino. Perché la vita spirituale (i suoi alti e bassi) puo essere sommersa da parte dei sentimenti (spirituali o no, o spirituali a modo umano ecc…), puo' affogare anche, ma se si tralascia lo studio, si indeboliscono le difese, perché l'intelligenza illuminata dallo studio è una grande cose, che evita grandi guai che possono provenire dai "sentimenti spirituali".

Se alcuni di voi vogliono proseguire lo studio, nulla vieta. Anzi, vi incoraggio a farlo. Anche se una persona vuole farlo, anche una solo, è buono farlo, perché come vi dico, salva molto la persona nel suo cammino ed è un consiglio valido sempre. Ognuno decide ovviamente liberamente.
Per chi vuol fermarsi, va bene anche, non c'è problema.

A presto
Jean
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MessaggioTitolo: risposta   Lun 14 Mag - 21:05

Grazie Jean della tua sottolineautura sul'importanza dello studio come "metodo" di base. Conservare regolarmente uno spazio per lo studio aiuta a dare ordine anche gli altri aspetti della vita.
Da parte nostra non c'è volontà di sospendere lo studio, solo ci sono tra di noi posizioni diverse, per esigenze, disponibilità, scopi visti come principali, momento spirituale e psicologico attuale (anche se in verità questi due ultimi aspetti sono stati per lo più non presi in considerazione, almeno c'è stato il tentativo di muoversi in questa direzione. E proprio ha pesato in certi casi non sentirsi in sintonia con un atteggiamento di solo studio intellettuale. Ha pesato il non sentire soddisfatta la esigenza individuale di poter dedicare a questo lavoro il tempo necessario anche per andare a fondo delle proprie domande, tempo ovviamente diverso per ognuna.Ci si è sentite "pressate"sul tempo.)
D'altra parte anche l'aspetto puramente intellettuale ha aperto questioni che avrebbero richiesto uno studio più approfondito ed articolato, che sembrava non possibile eseguire in questa sede. Ci si è trovate di fronte aproblemi teologici, dottrinali, ecc ecc,su cui siamo assolutamente digiune, e non è facile capire come orientarsi. Siamo abituate per lo più ad uno studio scolastico preordinato, con testi e temi già ordinati in modo graduale, qui si tratterebbe di fare uno studio quasi specialistico, a volte. Trovare una media condivisibile è complesso.
Inoltre è oggettivamente vero che adesso le persone cominciano ad assentarsi in periodi diversi per le ferie o lo studio o problemi personali e familiari, e questo impedisce di lavorare insieme.
E' necessario che ognuna di noi rifletta liberamente sulle proprie motivazioni e disponibilità, oltre che scopi, relativi allo studio in gruppo, e poi in settembre si rifaccia il punto tutte su una direttiva comune.Credo sia necessaria una revisione della responsabilità che ognuna è disposta a riconoscere da parte propria nei confronti del gruppo di lavoro.
Ci serve pregare per farci aiutare, adesso in modo particolare
Comunque in questi prossimi mesi, oltre a completare il lavoro secondo le tue indicazioni, chi vuole leggerà la Vita e completerà le Mansioni, almeno lo spero, e se possibile almeno i capitoli dell Cammino più collegati alle Mansioni.Questo per familiarizzarsi con il linguaggio della santa, l'ambiente spirituale, le tematiche, ecc, così da facilitare poi la ripresa a settembre.
La cosa da fare più importante in settembre sarà decidere in modo condiviso un ritmo ed un target di lavoro, a cui però poi restare fedeli.
Quindi abbiamo bisogno di pregare.Le nostre disposizioni personali, spirituali, sono quelle esposte. Dobbiamo trovare il modo di incarnarle nella pratica.
Grazie dei consigli ed incoraggiamenti.
il gruppo santa Teresa
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MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   Lun 14 Mag - 23:49

Grazie per la risposta.
Sostanzialmente si sapeva tutto cio' che avete detto in questa risposta. Forse adesso vi rendete conto di cio' che è lo studio della Mistica, e Anna l'ha detto anche. Ed è vero che è un lavoro arduo. Ma non è impossibile. Ma io sapevo e so le difficoltà. Ma fin dall'inizio vi ho incoraggiato in questo cammino. E sapevo quando e come vi aiutero'.
Pochi giorni fa' ho cominciato appunto ad aiutarvi in questo lavoro, rispondendo al vostro intervento sulle 2M. Ho dato delle indicazioni chiare, in questo primo passo (senza dimenticare cio' che avevo detto in risposta al vostro lavoro sulle prime mansioni).
Quindi si comincia appena a lavorare, siamo all'inizio. Basta continuare, perseverare, non lasciarsi scoraggiare dagli ostacoli, e non fermarsi con il lavoro appena cominciato.
Non c'è niente di nuovo. Ripeto, chi vuole proseguire, puo' benissimo farlo.
Prendete coraggio
A presto
Jean
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Anna Maria

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MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   Gio 17 Mag - 12:40

Grazie Jean, per il tuo incoraggiamento!
E' vero, quando abbiamo iniziato il nostro lavoro di gruppo, nessuna di noi sapeva esattamente cosa fosse lo studio della mistica. L'abbiamo scoperto strada facendo.
Per quanto mi riguarda, solo ora ho le idee un po' più chiare su cosa sia.
Mi rendo conto che questo studio presenta diverse difficoltà e richiede tanta pazienza, umiltà e fedeltà allo Spirito Santo. Nello stesso tempo però è molto appassionante e soprattutto utile per la mia crescita spirituale. Se penso poi, che il mio sforzo potrà forse servire in futuro a qualcuno, sono ancora più felice.
Ti assicuro, quindi, che non ho affatto intenzione di interrompere proprio ora questo bellissimo studio e desidero portarlo avanti con chi vorrà farlo con me.
Naturalmente c'è bisogno del tuo aiuto, che del resto non ci hai mai fatto mancare fin dall'inizio e ci hai dato anche ora con le tue preziose osservazioni.
Grazie di cuore a te e a tutte le mie compagne del Gruppo di Studio!
Anna
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MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   Gio 17 Mag - 14:58

Grazie mille Anna Maria,
Cio' che esprimi è quello che auguro a molti.
Certamente è una scelta libera di studiare, e non tutti possono seguire questa strada ardua dello Studio della Mistica! Anche se tutti sono chiamati ad avere un minimo di cultura spirituale (questo è necessario, l'ho ribadito varie volte). Pero' questa strada è preziosissima, credimi.
Quindi vi incoraggio moltissimo a proseguire in questa strada dello studio, il mondo ne ha molto molto bisogno anche... (non solo voi)

Adesso, cominciate appena a scoprire le "difficoltà" specifiche dello studio della Mistica, o meglio detto: cominciate solo adesso a confrontarvi con il problema del metodo di lavoro nella Mistica... quindi abbiate pazienza, siete solo all'inizio.
Prego per voi umilmente, lo Spirito Santo, cosi perseverate... Cosi vi darà la forza e la Tenacia per compiere questo "Progetto".

Ricordatevi che c'è bisogno qui di disciplina personale da seguire in modo regolare, di pazienza, e anche di sopportazione. Perchè lo studio è una forte Croce per l'intelligenza che vuol capire, vuol correre in avanti, e che non è ancora educata alla pazienza, al discernimento e alla ponderazione, e quindi soffre dal fatto di essere ancora lontana (la persona ancora non è trasformata) e di non poter abbracciare meglio le cose che studia.
Quindi l'intelligenza è come stracciata, tra due estremi, tra il contenuto del testo che è alto, e il peso suo personale che non cammina alla velocità più rapida per poter cogliere il contenuto...
Quindi l'intelligenza ha bisogno di molta umiltà e di pazienza, per procedere, e deve imparare ad accettare di non capire-tutto ancora!!! Di fatti è molto progressivo il "capire" (sono grazie da ricevere, legate anche alla crescita personale), molto progressivo il arrivare ad uno sguardo d'insieme, ad una sintesi, ci si mette tempo per arrivare, "grazia-intellettuale" dopo "grazia-intellettuale".
Quindi vediamo da una parte la necessità di studiare in modo regolare, e dall'altra l'interazione tra lo studio e la capacità personale legate al livello personale di crescita! Santa Teresa lo dice varie volte: "chi ne ha l'esperienza lo capirà". E quindi chi non ne ha l'esperienza, deve aver pazienza, tenere bene in questa pazienza. Ma questa interazione tra la vita spirituale personale (che fa crescere la capacità di caprire) e l'ogetto stesso dello studio (qualunque livello di vita spirituale studiamo) non toglie il fatto di poter e dover studiare cose che superano il nostro livello di crescita! Ma lo si fa con pazienza, aspettando di capire meglio, ma sforzandoci, di capire fin quanto possiamo! La nostra crescita personale non toglie il fatto dello studio! Anzi, lo studio aiuta a crescere, chiarisce la mente, e evita – credetemi – quando è fatto bene, molti guai! L'ignoranza nella vita spirituale, o il medio-dotto, combinano molti guai. Quindi facciamo l'uno e l'altro, la crescita personale (lectio e PC) e lo studio. A momenti diversi certamente!

Quindi chi si incammina qua, ha bisogno di sapere queste cose.

La disciplina personale è molto importante. Richiede di avere dei ritmi regolari, costanti, di saper rispettare certe regole (ne menziono alcune sopra), per poter procedere. Si comincia quindi con poco, ma fatto fedelmente, cosi la volontà si rafforza, diventa più forte, la mente più chiara. Non bisogna seguire il gusto personale, ma avere una certa regolarità.

Coraggio, coraggio coraggio
A presto
Spero di vedervi tutti del vostro gruppo questo fine settimana perchè parleremo di queste cose.
con affetto
Jean

PS - Magari cerchiamo di fare come un piccolo libricino-raccolta solo di metodologia, che potrà servire ad altri, dove sono raccolti i consigli del metodo di lavoro. Spesso ritornerò sulle questioni di metodo, perché ad ogni tappa, si aggiungono nuovi elementi! Più si va avanti, più la LuceAmorosa alla quale partecipiamo ci mette ad un livello diverso, dove le problematiche evolvono! E quindi ogni tappa avrà bisogno di consigli di metodologia.

- Quindi devo ancora vedere le 3M con voi. Ma prima aspetto, pian piano anche le 2M.
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Anna rita



Numero di messaggi : 220
Data d'iscrizione : 20.03.06

MessaggioTitolo: risposta   Gio 17 Mag - 15:55

Grazie Jean per i tuoi ulteriori chiarimenti. Sono contenta che tu abbia avuto anche per bocca di Anna conferma di quanto detto il 14 \5 sulla nostra volontà di non interrompere lo studio.
Senz'altro le difficoltà incontrate hanno messo in luce il bisogno da parte nostra di ridefinire i tempi, innanzi tutto, che diamo la nostro lavoro, per poter stabilire una velocità che possa essere poi mantenuta fedelmente senza rallentamenti o frette eccessivi. Anche dobbiamo ridefinire il target di approfondimento dei singoli aspetti, ed anche stabilire una diversa articolazione del lavoro (ad es stabilendo che chi è interessato ad approfondimenti su argomenti specifici lo possa fare con i suoi tempi ma parallelamente al "lavoro di base", in modo che questo mantenga il ritmo deciso, ecc...). Se inoltre ci sono esigenze diverse, nulla vieta che si possa convivere pur rispettando le aspettative di ognuno, e traendo beneficio ognuno dal lavoro di tutti.
Queste cose erano già state scritte, ma mi fa piacere ripeterle, per confermare le nostre intenzioni.
grazie per i consigli, ar
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MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: II° MANSIONI   

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