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 Report del gruppo di studio su S.Teresa: III Mansioni

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MessaggioTitolo: Report del gruppo di studio su S.Teresa: III Mansioni   Mer 9 Mag - 15:54

CHE COSA ABBIAMO IMPARATO DALLO STUDIO DELLE TERZE MANSIONI

Nelle prime Mansioni la persona decide di "entrare" nel castello attraverso l'orazione. Nelle seconde Mansioni si trova di fronte ad un cammino di lotta, di combattimento spirituale.
Nelle terze Mansioni, la Santa descrive un’ascesi di vigilanza e sforzo continui, di prove da superare da parte di chi è ormai entrato e ha messo un certo ordine nella propria vita spirituale.
Le indicazioni che S. Teresa ci dona nelle terze Mansioni sono utili in ogni fase del nostro cammino spirituale e devono sempre essere tenute come punto di riferimento. Si tratta infatti di disposizioni che dobbiamo costantemente chiedere per ricevere il soccorso generale.
La prima figura biblica alla quale S. Teresa accomuna la persona che si trova nelle terze Mansioni è "colui che teme il Signore" (salmo 111), che la Santa definisce "Beato": infatti, la persona che confida totalmente nel Signore, con atteggiamento di amore filiale e rispettoso, gode di pace e sicurezza.
La seconda figura cui può assomigliare chi è nelle terze Mansioni è il Giovane ricco (Matteo19, 16-22). Questi si ferma a se stesso e al proprio giudizio. Non sa decidersi per una generosità totale verso Dio e verso i fratelli, perché non accetta una iniziativa del Signore che scardini i suoi progetti umani. La fede nelle proprie forze, porta il giovane, come succede spesso anche a noi, a non sopportare di "trovare chiuso l'appartamento del Re"(3M 1,6) e quindi alla rinuncia a proseguire il cammino, scoraggiati per la nostra insicurezza di fondo e per la mancanza di pazienza. "Per divenire vere anime di Dio non basta volerlo" (3M 1,6). Non bisogna dimenticare mai, però, che il Signore aiuta sempre chi lo chiede, come la Santa afferma nella Vita.
S. Teresa ci ricorda ancora una volta la necessità di mantenerci determinati nella perseveranza e nella vigilanza continue, nella determinazione della volontà, perché non possiamo mai ritenerci liberi dal pericolo di tornare indietro (3M 1, 4). La Santa, infatti, cita frequentemente il caso di molte persone che non riescono a superare le prove alle quali il Signore le chiama, per misurare il loro amore reale per lui.
Per riuscire in queste prove, occorre ricorrere costantemente alla misericordia e clemenza di Dio, ("facciamoci coraggio, ... mettiamo nelle mani di Dio le nostre ragioni e i nostri timori, dimenticandoci la nostra naturale debolezza che potrebbe preoccuparci" 3M 2,8 ) e imitare Maria. Questa volta la santa dedica a Maria una riflessione esplicita e indirizzata a chi in particolare veste lo scapolare ( 3M 1,4).
S. Teresa ricorda la necessità di perseverare nello sforzo dello "spogliamento ed abbandono di ogni cosa". Per ottenere "quanto si brama, la condizione è quella di arrivare a considerarsi servi inutili"(3M 1, 8 ), fino a "disappropriarsi del progetto", come ci è stato insegnato al corso di secondo livello.
Le prove della vita, di cui la Santa illustra alcuni esempi, sono necessarie per la nostra purificazione.
Servono, infatti, a crescere innanzitutto nell'umiltà, intesa come realistica presa coscienza di sé e di Dio, (3M 2, 2), che è "unguento di ogni ferita" (3M, 2,6 ), "e se ne fossimo ben fornite, Dio, che è il chirurgo, non tarderebbe molto a guarirci".
Le prove, inoltre, servono a dar padronanza delle proprie passioni (3M 2, 6), mentre ci indicano la misura del nostro reale distacco dalle cose. Vanno affrontate restando nella pace che deriva dalla accettazione della volontà del Signore. Non si deve avere paura di tutto: "facciamoci coraggio, sorelle mie, mettiamo nelle mani di Dio le nostre ragioni e i nostri timori, dimenticandoci della nostra naturale debolezza" (3M 2, 8 ).
Durante la prova occorre meditare costantemente la Passione del Signore, avere chiara la necessità di bere il suo stesso calice, e non credere di "soffrire in pena di peccati altrui, ritenendo meritorie quelle loro afflizioni"(3M 2, 5).
L'umiltà viene in soccorso nel caso di aridità nell'orazione. Per noi "aridità nell'orazione" può voler dire la apparente caduta di attrazione reciproca tra noi e Dio, l'interruzione di risonanze sensibili di Dio in noi. Ma dobbiamo tenere sempre presente che "la perfezione non è di chi ha più delizie, ma di chi ama di più" (3M 2,10) e che "le consolazioni egli le comparte ai più deboli" (3M, 1, 9).
Le aridità portano a inquietudine, se manca l'umiltà, mentre questa dà pace e capacità di conformarsi alla volontà di Dio. Anche durante le aridità, alla vista di altre anime che paiono essere più favorite di noi, l'umiltà ci ispira sentimenti di gioia e desiderio di lodare Dio. Se poi riceveremo favori che procedono da Dio, lo capiremo dal fatto che questi "producono amore ed energia" per camminare più speditamente (III M 2, 11).
"Quello che importa è di non fermarsi colpevolmente. Se ciò non avviene, il Signore è giusto e darà per altre vie quello che ci nega per questa! Egli ne conosce i motivi, e i suoi segreti sono occulti, ma è fuor di dubbio che è sempre per un nostro maggior bene" (3M 2, 11).
Nelle aridità, Giovanni della Croce ci ha insegnato a radicarci e perseverare nelle fede e nell'amore puro, anche se il nostro "dove ti sei nascosto?" non pare ricevere risposte.
Anche in queste Mansioni, come in precedenza, la Santa sottolinea l'importanza di rinnegare la nostra volontà attraverso l'obbedienza ad una guida spirituale a cui fare riferimento: "non una guida che abbia le nostre stesse vedute e agisca con troppi riguardi, ma che sia staccata da tutto"(3M 2, 12).
Dobbiamo infatti evitare l'isolamento: S. Teresa torna di nuovo sul tema delle amicizie spirituali, consigliando di fare amicizia con chi si trova nelle Mansioni superiori per prendere coraggio e volare "come gli uccelli che quando imparano a volare imitano a poco a poco i loro genitori, senza fare subito grandi voli. E so che questo è molto utile" (3M 2, 12).
L'ultimo consiglio della santa è "Badiamo ai nostri difetti, e non occupiamoci di quelli degli altri. Non è ragionevole pretendere che camminino tutti per la nostra strada: tanto meno poi insegnare il cammino della perfezione quando non si sa nemmeno che cosa sia. Anche se questi desiderii del bene altrui ci sono ispirati da Dio, si possono commettere molti sbagli ... Vivere sempre nel silenzio e nella speranza (Is. 30, 15). Delle anime altrui avrà cura Dio; e noi saremo più utili se cercheremo di raccomandarle al Signore." (3M, 2,13).
L'opera in cui S. Teresa spiega in modo analitico l'ascesi per le sue sorelle è il Cammino Spirituale. Nel Castello vuole introdurci alle grazie più preziose che Dio le ha dato, per farci vedere la loro bellezza, per farcele desiderare e per farci impegnare dietro di lei nelle vie che conducono a queste grazie. La Santa sembra affrettarsi nell'esposizione, in queste terze Mansioni, come spinta verso un “Oltre” che la provoca fortemente e non le lascia più spazio di indugio. Molti contenuti delle terze Mansioni sono stati svolti in modo dettagliato nel corso di secondo livello. Avvertiamo anche noi l'urgenza di immergerci in questa "luce di verità che mette ogni cosa al proprio posto nella prospettiva dell'infinito e ne determina così il valore", come afferma Padre Maria Eugene in "Voglio vedere Dio" cap1,C. Abbiamo quindi deciso di non soffermarci a lungo nello studio delle terze Mansioni, come abbiamo fatto per le prime Mansioni. Vogliamo tuffarci nel soprannaturale, essere anche noi attirate in questa luce di grazia e lasciare che essa possa allargare ancora un po' i nostri cuori.
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francesco

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Numero di messaggi : 8
Data d'iscrizione : 04.04.06

MessaggioTitolo: Re: Report del gruppo di studio su S.Teresa: III Mansioni   Mer 9 Mag - 19:24

Carissimi amici del gruppo di Santa Teresa desidero ringraziarvi per il vostro lavoro che, penso, sarà utile per molte persone come lo è sicuramente per me. La sintesi da voi proposta da un idea chiara sulla monumentale opera di S.Teresa, incoraggia a prendere coscienza del suo lavoro avviandosi a un più intenso e vero cammino spirituale.
Grazie ancora
franco
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Anna rita



Numero di messaggi : 220
Data d'iscrizione : 20.03.06

MessaggioTitolo: risposta   Mer 9 Mag - 22:15

Caro Franco, grazie . il nostro scopo è quello solo di esprimere qualche cosa che ha più richiamato la nostra attenzione, ma in realtà S.Teresa è da leggere e meditare a poco a poco, tornando e ritornando sui varii punti, perchè davvero aiuta e indica un cammino in modo ispirato. Vorremmo suscitare anche in qualcun altro il desiderio di andare alla fonte! Il suo modo di scrivere che apparentemente sembra dispersivo in realtà ripete i concetti con mille sfumature diverse, e si può continuamente trovare il lei un nuovo spunto e un nuovo consiglio. Poi è talmente pacificante, la sua lettura, che capisci di avere di fronte davvero la madre, la compagna di cammino, la maestra. E si fa volere un gran bene !
Ciao, ar e tutte
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