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 Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio

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Jean
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MessaggioTitolo: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 1 Set - 18:47

Il Papa indice il Sinodo sul tema "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa". Si terrà in Vaticano nel 2008



(6 ottobre 2006 - RadioVaticano) Il Papa ha indetto oggi la Dodicesima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. L’assemblea sinodale si svolgerà in Vaticano dal 5 al 26 ottobre del 2008.
Il servizio di Sergio Centofanti.

********


Benedetto XVI ha più volte ricordato che “Chiesa e Parola di Dio sono tra loro inscindibilmente legate” perchè, come dice San Pietro, “nessuna Scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione”. Il 16 settembre dell’anno scorso, celebrando il 40° anniversario della Costituzione conciliare sulla Divina Rivelazione “Dei Verbum”, aveva ricordato di essere stato tra i testimoni della elaborazione di questo documento, partecipando “in prima persona come giovane teologo alle vivaci discussioni che l’accompagnarono”. E anche grazie all’impulso impresso dalla Dei Verbum – aveva sottolineato il Papa – “è stata più profondamente rivalutata l’importanza fondamentale della Parola di Dio” e da qui è derivato “un rinnovamento nella vita della Chiesa, soprattutto nella predicazione, nella catechesi, nella teologia, nella spiritualità e nello stesso cammino ecumenico.
La Chiesa – aveva aggiunto - deve sempre rinnovarsi e ringiovanire e la Parola di Dio, che non invecchia mai né mai si esaurisce, è mezzo privilegiato a tale scopo. È infatti la Parola di Dio che, per il tramite dello Spirito Santo, ci guida sempre di nuovo alla verità tutta intera”. In questo senso il Papa ha raccomandato più volte l’antica tradizione della Lectio divina: “l’assidua lettura della Sacra Scrittura accompagnata dalla preghiera – ha affermato - realizza quell’intimo colloquio in cui, leggendo, si ascolta Dio che parla e, pregando, Gli si risponde con fiduciosa apertura del cuore. Questa prassi, se efficacemente promossa – concludeva - recherà alla Chiesa … una nuova primavera spirituale”.

Da consultare:
http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20070427_lineamenta-xii-assembly_it.html

E' ovvio che si puo' approffitare per fare qualche cosa durante quest'anno per far conoscere la lectio...


Ultima modifica di Jean il Gio 22 Gen - 12:03, modificato 1 volta
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Lun 1 Set - 20:43

Carissimi,
vi prego di leggere l' Instrumentum Laboris del Sinodo di Ottobre.

http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20080511_instrlabor-xii-assembly_it.html

Questo documento è diverso da quello prima chiamato: Lineamenta.

e la conferenza Stampa:

http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20080612_present-eterovic-frezza_it.html
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Lun 6 Ott - 4:27

5 October 2008 | Sinodo sulla Parola 2008 |
Lettera dei biblisti italiani in occasione del Sinodo
by Bibbiablog Team
Saluto dei Biblisti Italiani A Sua Em.za il Card. Angelo Bagnasco Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ed ai Vescovi e ai partecipanti italiani al Sinodo sulla Parola di Dio:

Riuniti nella 40a Settimana Biblica Nazionale e nel 60° di fondazione dell’Associazione Biblica Italiana, desideriamo indirizzare al Cardinale Presidente della CEI e ai partecipanti della Chiesa italiana alla XII assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi su “La parola di Dio nella vita della chiesa”, un saluto e insieme un grato riconoscimento a papa Benedetto XVI per avere scelto questo tema che sta cuore a chi si dedica nello studio della Bibbia e nella diffusione della Parola di Dio.

Siamo consapevoli del cammino fatto nella Chiesa italiana per promuovere il rinnovamento biblico scaturito dal Concilio Vaticano II e in particolare dalla Costituzione Dei Verbum, alla quale hanno dato il loro contributo i membri della nostra Associazione, alcuni chiamati anche a servire la Chiesa di Dio nel ministero episcopale. Questo cammino ha dato frutti abbondanti sia nella formazione teologica sia nella pastorale.

Nell’ambito della ricerca scientifica i Biblisti italiani hanno preparato sussidi e strumenti per lo studio e la lettura della Bibbia; presso varie case editrici sono nate e si sono sviluppate collane di studi biblici e di commentari scientifici ad entrambi i Testamenti; l’ABI ha cercato di sostenere la formazione permanente dei docenti di sacra Scrittura con incontri, convegni e settimane bibliche. Ultimo prezioso frutto di questo impegno è la revisione della traduzione italiana della Bibbia CEI.

Fin dalla sua nascita l’ABI promuove corsi di formazione biblica per il clero, i religiosi e le religiose ed i laici. L’ABI rappresenta la CEI presso la Federazione Biblica Cattolica; da più di un quindicennio ha una relazione stabile e feconda con l’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI nel Settore dell’Apostolato Biblico. L’Associazione Biblica Italiana e i suoi singoli membri promuovono e animano incontri di studio e di preghiera per favorire il dialogo ecumenico con i cristiani di altre confessioni presenti in Italia. La Bibbia infatti è per eccellenza uno dei ‘cantieri’ dell’ecumenismo.

La 40a Settimana Biblica Nazionale, che si svolge a un mese circa dall’inizio del Sinodo sul tema: “Processo esegetico ed ermeneutica credente: una polarità intrinseca alla Bibbia”, intende dare un contributo al dibattito immediatamente preparatorio al Sinodo, indagando la complessa relazione che intercorre tra il lavoro esegetico e l’ermeneutica che nasce dalla fede.

La polarità “Processo esegetico ed ermeneutica credente” non va intesa come una contrapposizione di due fronti. L’esegesi delle Scritture, rigorosamente storica e letteraria, si realizza spesso all’interno di un orizzonte di fede che implica una comprensione ecclesiale della Bibbia e dei suoi testi, sia nel presente sia nella storia passata. In maniera complementare, l’ermeneutica credente si esercita molto spesso impiegando metodologie che sono applicate con sistematicità ed esplicita riflessione critica. Tuttavia nei due ambiti non è raro incontrare posizioni contrapposte, che si sono acutizzate negli ultimi anni.

In forza del nostro servizio per la conoscenza e la diffusione della parola di Dio desideriamo consegnare ai rappresentanti della Chiesa italiana al Sinodo alcune riflessioni.

In primo luogo ci sembra importante richiamare l’attenzione sul rapporto tra esegesi scientifica e riflessione credente. Il termine “esegesi” allude ad un insieme di tecniche teorizzate, sperimentate e codificate, utilizzato per una lettura “scientifica” delle sacre Scritture, considerate anche come corpus di testi ispirati e autorevoli. Tale lettura si propone all’intelligenza di ogni persona, a prescindere dalla sua decisione di fede. La varietà e la ricchezza dei metodi, progressivamente affinati, permette di avere prospettive sempre nuove nella lettura dei testi biblici. Gli approfondimenti che ne derivano, si sedimentano all’interno della teologia e della cultura. Alcuni risultati costituiscono veri e propri “punti di non ritorno”. Tuttavia il lavoro esegetico, diversamente valutato nelle differenti culture, avviene in un contesto in cui è presente anche un’interpretazione delle Scritture guidata e alimentata dall’esperienza di fede. La riflessione credente si muove all’interno della storia e trae impulso dalla pluralità delle culture. L’ermeneutica credente interroga i testi biblici per nutrire l’esistenza e la fede. Li interpreta sulla base del presupposto che essi hanno un contenuto dottrinale assoluto e permanente («per la nostra salvezza», DV 11-12) che deve essere tuttavia attualizzato nel processo della viva tradizione della fede e a partire dalla vita delle comunità cristiane e di ogni credente.

Il nesso tra “esegesi scientifica e riflessione credente” si fonda sul dato innegabile che i due poli non si possono separare in fronti contrapposti. Nelle situazioni concrete le due polarità, teoricamente distinte, tendono a identificarsi grazie all’interazione e coincidenza d’interessi, che non escludono possibili conflitti e incomprensioni. L’esegesi dei testi biblici, anche se cerca la sua verità nell’applicazione rigorosa dei metodi scientifici, esige che lo studioso riconosca le istanze e i contenuti della fede inscritta nei testi stessi, già interpretati nel corso della storia. L’ermeneutica credente a sua volta esige una coerenza formale compiuta e, soprattutto, una severa verifica razionale non inferiore a quella dell’esegesi critica.

In secondo luogo, è opportuno rilevare che in Italia, in mezzo a tanti segnali di vivo interesse per la Parola di Dio, vi è ancora tanto lavoro da svolgere sia per quanto riguarda la formazione biblica di base, sia perché la sacra Scrittura diventi “l’anima” della vita ecclesiale secondo l’indicazione sempre valida del capitolo VI della Dei Verbum. Per la pastorale biblica della Chiesa che è in Italia, vogliamo sottolineare, in forma di domanda, alcuni aspetti dell’Instrumentum Laboris del Sinodo.

Nella comunicazione della fede (catechesi, formazione, educazione, testimonianza) come la Bibbia può svolgere il ruolo di “libro della fede”?
Come favorire in coloro che sono chiamati a operare concretamente nella catechesi, la dimensione e la prospettiva “biblica” del messaggio che annunciano?
Come far nascere e crescere nel popolo cristiano una competenza esegetica ed ermeneutica che diventa stile di vita illuminato dalla Parola di Dio?
Come far diventare l’omelia, che nel contesto liturgia della parola è per molti fedeli l’unico momento di incontro con la Parola di Dio, sempre più biblicamente fondata e orientata?
Come coniugare in maniera reale ed efficace l’attualizzazione delle Scritture con l’esegesi biblica, superando la dicotomia che si rileva nella pastorale? Quale contributo va richiesto ai formatori ed ai docenti delle discipline bibliche?
Come passare dalla spiritualità dell’ascolto, che si fonda sulla Parola di Dio, allo scambio fecondo tra preghiera e azione, tra la conoscenza del testo e la vita, in un percorso attuale di fede?
Come la Parola di Dio può divenire luogo di incontro tra i cristiani di diversa confessione e tra i cristiani e il popolo ebraico?
Come può la Scrittura, in quanto parola di Dio in parola di uomini, diventare luogo di incontro e di dialogo con il mondo della cultura, e in particolare con i non credenti?


Siamo fiduciosi che queste nostre riflessioni e proposte troveranno nei rappresentanti della Chiesa italiana al Sinodo un’attenta considerazione in vista della loro attiva partecipazione a questo importante evento ecclesiale. Vi assicuriamo la nostra preghiera perché «la Parola del Signore si diffonda e sia glorificata», mentre vi porgiamo il nostro più cordiale augurio e saluto.



Il Consiglio di Presidenza dell’ABI

con i Biblisti presenti alla 40a Settimana Biblica Nazionale

Roma, 09 settembre 2008
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Lun 6 Ott - 4:31

Mons. Eterović: il Sinodo apporti "rinnovato amore verso la Parola di Dio"


Presentata ai giornalisti la XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi



CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 3 ottobre 208 (ZENIT.org).- "I risultati sinodali apportino rinnovato amore verso la Parola di Dio, che nella Sacra Scrittura trova la sua espressione attestata, l'auspicato dinamismo della Chiesa e della sua missione di evangelizzazione e di promozione umana".

E' l'auspicio formulato questo venerdì da monsignor Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, illustrando ai giornalisti accreditati senso e svolgimento della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, che si terrà in Vaticano dal 5 al 26 ottobre 2008 sul tema "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

Obiettivo dell'incontro, ha spiegato il presule, è "riflettere sulla Parola di Dio, sulla sua centralità nella vita della Chiesa e sul suo dinamismo che spinge i cristiani in missione, ad annunciare, con parole e con l'esempio della vita, la Buona Notizia della presenza in mezzo a noi del Signore Gesù risorto".

Ascoltare la Parola di Dio, ha osservato, significa "meditare su tale annuncio affinché diventi parte della vita concreta" "per diventare membri della famiglia di Gesù Cristo".

Visto che "la Parola di Dio è Gesù stesso, il Verbo eterno fatto carne, colui che ha parole di vita eterna", per capire il mistero di Cristo "occorre conoscere le Scritture, quelle dell'Antico Testamento, che preparano la sua venuta, e quelle del Nuovo Testamento, soprattutto i quattro Vangeli, che narrano la sua vita, descrivono il mistero pasquale, tramite il quale il Signore Gesù ha salvato il mondo, e raccontano gli inizi della Chiesa da Lui fondata".

Alla XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi parteciperanno 253 Padri sinodali, rappresentanti di 13 Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, di 113 Conferenze Episcopali, di 25 Dicasteri della Curia Romana, e dell'Unione dei Superiori Generali.

Il più anziano ha 88 (il Patriarca di Antiochia dei Maroniti, il Cardinale Pierre Nasrallah Sfeir), il più giovane 39 (monsignor Anton Leichtfried, Vescovo Ausiliare di Sankt Pölten, Austria). L'età media è di circa 63 anni.

Dei Padri sinodali, 51 provengono dall'Africa, 62 dall'America, 41 dall'Asia, 90 dall'Europa e 9 dall'Oceania. Tra loro vi sono 8 Patriarchi, 52 Cardinali1, 2 Arcivescovi Maggiori, 79 Arcivescovi, 130 Vescovi. Per quanto riguarda l'ufficio che svolgono, 10 sono Capi di Chiese Orientali sui iuris, 30 Presidenti di Conferenze Episcopali, 24 Capi di Dicasteri della Curia Romana, 185 Ordinari, 17 Ausiliari.

All'Assemblea sinodale, ha spiegato monsignor Eterović, prenderanno anche parte 41 esperti, provenienti da 21 Paesi, e 37 uditori, pervenuti da 26 Paesi, così come alcuni "delegati fraterni", rappresentanti di 10 Chiese e comunità ecclesiali che "con i cattolici condividono l'amore e la venerazione nei riguardi della Sacra Scrittura".

Papa Benedetto XVI ha inoltre chiesto la partecipazione di tre invitati speciali: il Rabbino capo di Haifa Shear Yashyv Cohen, che sarà il primo Rabbino e non cristiano a rivolgersi ai Padri sinodali - intervenendo su come il Popolo Ebraico legge e interpreta la Sacra Scrittura -, il Rev.do Dr. A. Miller Milloy, Segretario generale delle United Bible Societies, e frère Alois, Priore della Comunità di Taizé.
Per la prima volta, il Sinodo dei Vescovi verrà aperto fuori della Basilica Papale di San Pietro, precisamente nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, visto che l'evento si svolge nel corso dell'Anno Paolino, aperto dal Papa il 29 giugno scorso.

Nel corso della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sarà applicato per la prima volta l'Ordo Synodi Episcoporum aggiornato nell'anno 2006.

Tra le novità del testo, l'indicazione più chiara delle competenze del Relatore Generale e del Segretario Speciale - rispettivamente il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada) e monsignor Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) - e la migliore ricezione della "collocazione giuridica delle venerande Chiese Orientali Cattoliche sui iuris".

Nel corso del Sinodo, il Papa presiederà 4 celebrazioni eucaristiche: oltre alla Messa di apertura, celebrerà il 9 ottobre un'Eucaristia per la commemorazione dei 50 anni del transito di Papa Pio XII, il 12 canonizzerà 4 beati - padre Gaetano Errico, le religiose Maria Bernarda Bütler e Alfonsa dell'Immacolata Concezione e la laica consacrata Narcisa de Jesús Martillo Morán.

Il 19 ottobre il Pontefice presiederà infine la Messa nel santuario mariano di Pompei "per supplicare la Beata Vergine Maria di intercedere per i padri sinodali affinché seguano il suo esempio di Discepola di Gesù Cristo che ascoltava la Parola di Dio, la serbava e la meditava nel suo cuore".
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Lun 6 Ott - 4:32

Preghiera per il felice esito del Sinodo dei Vescovi



CITTA' DEL VATICANO, domenica, 5 ottobre 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo la preghiera per il felice esito del Sinodo dei Vescovi pubblicata dalla Segreteria Generale.

* * *


Signore Gesù Cristo, al quale il Padre ci ha comandato di dare ascolto come suo Figlio diletto, illumina la tua Chiesa, perché essa non consideri nulla di più santo che udire la tua voce e seguirti. Tu sei il Sommo Pastore e il Signore delle anime. Volgi il tuo sguardo ai Pastori della tua Chiesa che in questi giorni si riuniscono con il successore di Pietro in Assemblea sinodale. Ti preghiamo di santificarli nella verità e di confermarli nella fede e nell'amore.

Signore Gesù Cristo, manda il tuo Spirito d'amore e di verità sui Vescovi che celebrano il Sinodo e su tutti coloro che li aiutano nell'adempimento del loro compito. Rendili fedeli a ciò che lo Spirito dice alle Chiese e, attraverso di esso, ispira le loro anime e insegna loro la verità. Attraverso il loro lavoro, possano i fedeli essere purificati e rafforzati nello spirito per seguire il Vangelo della salvezza da Te operata e divenire offerta vivente al Padre celeste.

Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, assista oggi i Vescovi come un tempo gli Apostoli nel Cenacolo, e interceda con il suo materno sostegno per promuovere fra di loro la comunione fraterna, affinché, in prosperità e pace, possano gioire nella serenità di questi giorni e, scrutando i segni dei tempi, celebrare la maestà di Dio misericordioso, Signore della storia, a lode e gloria della Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Lun 6 Ott - 4:38

Estratto dell'Omelia del santo Padre per l'apertura del Sionodo

"Il consolante messaggio che raccogliamo da questi testi biblici è la certezza che il male e la morte non hanno l'ultima parola, ma a vincere alla fine è Cristo. Sempre! La Chiesa non si stanca di proclamare questa Buona Novella, come avviene anche quest'oggi, in questa Basilica dedicata all'Apostolo delle genti, che per primo diffuse il Vangelo in vaste regioni dell'Asia minore e dell'Europa. Rinnoveremo in modo significativo questo annuncio durante la XII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che ha come tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa". Vorrei qui salutare con affetto cordiale tutti voi, venerati Padri sinodali, e quanti prendete parte a questo incontro come esperti, uditori e invitati speciali. Sono lieto inoltre di accogliere i Delegati fraterni delle altre Chiese e Comunità ecclesiali. Al Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ed ai suoi collaboratori va l'espressione della riconoscenza di tutti noi per l'impegnativo lavoro svolto in questi mesi, insieme con un augurio per le fatiche che li attendono nelle prossime settimane.

Quando Dio parla, sollecita sempre una risposta; la sua azione di salvezza richiede l'umana cooperazione; il suo amore attende corrispondenza. Che non debba mai accadere, cari fratelli e sorelle, quanto narra il testo biblico a proposito della vigna: "Aspettò che producesse uva, produsse, invece, acini acerbi" (cfr Is 5,2). Solo la Parola di Dio può cambiare in profondità il cuore dell'uomo, ed è importante allora che con essa entrino in una intimità sempre crescente i singoli credenti e le comunità. L'Assemblea sinodale volgerà la sua attenzione a questa verità fondamentale per la vita e la missione della Chiesa. Nutrirsi della Parola di Dio è per essa il compito primo e fondamentale. In effetti, se l'annuncio del Vangelo costituisce la sua ragione d'essere e la sua missione, è indispensabile che la Chiesa conosca e viva ciò che annuncia, perché la sua predicazione sia credibile, nonostante le debolezze e le povertà degli uomini che la compongono. Sappiamo, inoltre, che l'annuncio della Parola, alla scuola di Cristo, ha come suo contenuto il Regno di Dio (cfr Mc 1,14-15), ma il Regno di Dio è la stessa persona di Gesù, che con le sue parole e le sue opere offre la salvezza agli uomini di ogni epoca. Interessante è al riguardo la considerazione di san Girolamo: "Colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo" (Prologo al commento del profeta Isaia: PL 24,17).

In questo Anno Paolino sentiremo risuonare con particolare urgenza il grido dell'Apostolo delle genti: "Guai a me se non predicassi il Vangelo" (1 Cor 9,16); grido che per ogni cristiano diventa invito insistente a porsi al servizio di Cristo. "La messe è molta" (Mt 9,37), ripete anche oggi il Divin Maestro: tanti non Lo hanno ancora incontrato e sono in attesa del primo annuncio del suo Vangelo; altri, pur avendo ricevuto una formazione cristiana, si sono affievoliti nell'entusiasmo e conservano con la Parola di Dio un contatto soltanto superficiale; altri ancora si sono allontanati dalla pratica della fede e necessitano di una nuova evangelizzazione. Non mancano poi persone di retto sentire che si pongono domande essenziali sul senso della vita e della morte, domande alle quali solo Cristo può fornire risposte appaganti. Diviene allora indispensabile per i cristiani di ogni continente essere pronti a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in loro (cfr 1 Pt 3,15), annunciando con gioia la Parola di Dio e vivendo senza compromessi il Vangelo.

Venerati e cari Fratelli, ci aiuti il Signore ad interrogarci insieme, durante le prossime settimane di lavori sinodali, su come rendere sempre più efficace l'annuncio del Vangelo in questo nostro tempo. Avvertiamo tutti quanto sia necessario porre al centro della nostra vita la Parola di Dio, accogliere Cristo come unico nostro Redentore, come Regno di Dio in persona, per far sì che la sua luce illumini ogni ambito dell'umanità: dalla famiglia alla scuola, alla cultura, al lavoro, al tempo libero e agli altri settori della società e della nostra vita. Partecipando alla Celebrazione eucaristica, avvertiamo sempre lo stretto legame che esiste tra l'annuncio della Parola di Dio e il Sacrificio eucaristico: è lo stesso Mistero che viene offerto alla nostra contemplazione. Ecco perché "la Chiesa - come pone in luce il Concilio Vaticano II - ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli". Giustamente il Concilio conclude: "Come dall'assidua frequenza del mistero eucaristico si accresce la vita della Chiesa, così è lecito sperare nuovo impulso di vita spirituale dall'accresciuta venerazione della Parola di Dio, che «permane in eterno»" (Dei Verbum, 21.26).

Ci conceda il Signore di accostarci con fede alla duplice mensa della Parola e del Corpo e Sangue di Cristo. Ci ottenga questo dono Maria Santissima, che "serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19). Sia Lei ad insegnarci ad ascoltare le Scritture e a meditarle in un processo interiore di maturazione, che mai separi l'intelligenza dal cuore. Vengano in nostro aiuto anche i Santi, in particolare l'Apostolo Paolo, che durante quest'anno andiamo sempre più scoprendo come intrepido testimone e araldo della Parola di Dio. Amen!
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Gio 9 Ott - 5:17

Quanto sono belle queste parole dell'intervento di S.E.R. Mons. Lawrence HUCULAK, O.S.B.M., Arcivescovo di Winnipeg degli Ucraini (CANADA) nel Sinodo il 7 di ottobre 08:

"Nella Divina Liturgia di rito bizantino (Liturgia Eucaristica), prima di proclamare il Sacro Vangelo l'officiante pronuncia una preghiera di preparazione che richiama i temi dell'evento della Trasfigurazione, come riportati nel Vangelo di San Matteo (17, 1-8 ). L'officiante chiede di aprire gli occhi della mente, in modo tale che possiamo capire il messaggio del Vangelo di Cristo. Aggiunge che sia instillato in noi il timore dei comandamenti di Cristo, affinché siamo capaci di dominare ogni desiderio della carne e seguire un modello di vita spirituale. Un tale modello di vita spirituale significa pensare e fare tutto ciò che compiace Cristo, poiché Egli è illuminazione delle nostre anime e dei nostri corpi. È per questo che rendiamo gloria infinita alla Santissima Trinità.
La proclamazione del Sacro Vangelo offre, soprattutto a coloro che sono disposti ad accoglierlo, l'opportunità di assistere a una parte della gloria di Dio. Si tratta di un momento escatologico della rivelazione divina e ciò richiede che facciamo di questo momento liturgico un tempo sacro adatto ad ogni evento.
L'officiante che proclama il Sacro Vangelo deve essere consapevole della sua grande responsabilità; dunque, preparerà le letture in anticipo e proclamerà la buona novella in tutta la sua chiarezza. Padroneggerà le lingue necessarie, affinché i partecipanti, come Mosè ed Elia, possano dialogare con il Signore.
Il Sacro Vangelo deve penetrare nella mente attraverso il cuore e affinché ciò avvenga è necessario presentarlo con fervido calore. Ciò non può avvenire in modo meccanico o negligente e tali caratteristiche sono valide anche per l'omelia che presenta e dà applicazione al messaggio evangelico.
La proclamazione del Vangelo deve illuminare i partecipanti anche affinché avvertano una sacra soggezione di Dio, poiché è lo stesso Dio che ha creato la luce dalle tenebre. I partecipanti devono incontrare la teofania di chi è Gesù, ovvero il Figlio di Dio annunciato dalla voce del Padre."
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Lun 13 Ott - 21:14

Dopo la pausa domenicale, sono ripresi stamani, in Vaticano, i lavori del Sinodo dei Vescovi sul tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. A fare da filo conduttore tra gli interventi, sono state, in particolare, le riflessioni sulla necessità di rilanciare la pratica della Lectio divina, sulle Giornata Mondiale della Gioventù e sul fenomeno dell’immigrazione.

Si può leggere la Bibbia senza fede, ma senza fede non si può scrutare la Parola di Dio: è scritto nell’Instrumentum Laboris del Sinodo e i Padri sinodali l’hanno ribadito stamani in Aula. La pia lettura della Scrittura – si è detto – è connessa alla preghiera e quindi è conoscenza amorosa di fede, relazione personale con il Signore. Per evitare derive intellettualistiche, allora, bisogna seguire l’esempio di Maria, ovvero guardare a Gesù, testimone fedele dell’alleanza di Dio con gli uomini, e vivere una comunione ecclesiale quotidiana.

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=237292


Ultima modifica di Anna Maria il Sab 18 Ott - 20:43, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 18 Ott - 20:41

16/10/2008 15.39.35

Sinodo dei Vescovi: la relazione del cardinale Ouellet e la conferenza stampa per fare il punto sui lavori

Un elenco di 19 quesiti su cui il Sinodo dei Vescovi dovrà riflettere nei prossimi giorni: questa la missione affidata ai partecipanti all’assise sinodale dal cardinale Marc Ouellet. Il Relatore generale del Sinodo ha infatti pronunciato in latino ieri pomeriggio la sua Relatio post disceptationem, a conclusione degli interventi dei padri sinodali e in vista dell’avvio dei lavori dei Circoli minori. [...]

Toccherà ora ai Circoli minori valutare il tutto e scegliere quali di questi temi entreranno a far parte delle Proposizioni finali del Sinodo. Sinodo che è entrato, dunque, nella sua seconda fase e del quale è possibile tracciare un primo parziale bilancio. Come ha fatto stamani, in conferenza stampa, il cardinale Odilo Scherer, presidente delegato dell’assise sinodale:

"Mi pare che lo scopo del Sinodo sia proprio questo: risvegliare un rinnovato interesse verso la Sacra Scrittura, verso la Parola di Dio che per noi cattolici non è solo Sacra Scrittura, è più della Scrittura. E poi un altro elemento, forse, è proprio questo: che la Chiesa è ascoltatrice della Parola, prima di essere missionaria della Parola: perciò è importante che si formino gli ascoltatori della Parola più che specialisti della Parola: servono infatti discepoli della Parola, che poi la portino anche con gioia e speranza agli altri".


http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=238063


Ultima modifica di Anna Maria il Dom 19 Ott - 17:21, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Dom 19 Ott - 15:17

17/10/2008 14.20.30

La diciottesima Congregazione generale al Sinodo dei Vescovi incentrata sulle prime relazioni dei Circoli minori, dedicate alle proposizioni finali dell’assise

Diciottesima Congregazione generale, stamani, per il Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio, in corso in Vaticano. Al centro dei lavori, le prime Relazioni dei "circoli minori", divisi in 5 aree linguistiche: italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco. A loro, infatti, è stato affidato il compito di focalizzare i temi principali da affrontare nelle Proposizioni finali del Sinodo. Ma ad accompagnare la discussione, è stata la presenza spirituale di Papa Giovanni Paolo II di cui proprio ieri ricorreva il 30.mo anniversario dell’elezione al Soglio Pontificio.

Leggeva la Bibbia ogni giorno, Karol Wojtyla, e poco prima di morire ha voluto ascoltare il Vangelo di Giovanni: ha vissuto così Papa Giovanni Paolo II, con la Parola di Dio sempre sulle labbra. E i lavori del Sinodo, stamani, si sono ispirati alla sua memoria per riflettere sul Verbo divino. I "circoli minori", infatti, hanno iniziato a rispondere ad alcune delle 19 domande poste, due giorni fa, dal Relatore generale, il cardinale Marc Ouellet, nella sua Relazione dopo la discussione. [...]

Tra gli ultimi temi affrontati, quello della Lectio divina, che ha portato a proporre l’istituzione di scuole diocesane per i lettori, e quello della vita monastica e contemplativa, come “bussola” che indica al mondo di oggi ciò per cui vale la pena vivere. Su questo punto, ascoltiamo padre Enzo Bianchi, priore della Comunità Monastica di Bose, presente al Sinodo in qualità di esperto. A lui abbiamo chiesto quale sia il contributo della Comunità all’assemblea sinodale:

R. - Essenzialmente, io credo, la lunga esperienza della Lectio divina, un cammino che io e la mia comunità abbiamo un po’ aperto, ormai 40 anni fa, e che oggi è addirittura raccomandato dal Papa come un cammino privilegiato per l’incontro con il Signore Gesù. La nostra fede è una fede secondo le Scritture e, di conseguenza, non si può incontrare Gesù senza conoscere i Vangeli che parlano di Lui e che lo testimoniano. In questo senso, io credo bisognerà davvero che il Sinodo incoraggi la Lectio divina e che questa possa attestarsi come qualcosa che è specifico e perseverante nella comunità cristiana.

D. - In Aula, si è sentito spesso parlare di dialogo interreligioso, in particolare con riferimento anche a religioni non solo come l’islam o l’ebraismo, ma anche il buddismo, il confucianesimo o l’induismo. Si è fatto riferimento a valori comuni come ad esempio la vita monastica. Lei è d’accordo?

R. - Sì, ci sono valori comuni che sono certamente vie di spiritualità tra cui anche la vita monastica. Tuttavia, bisogna sempre tener presente la specificità del cristianesimo: al cuore del cristianesimo non c’è una via etica, una via di disciplina, una via di spiritualità ma c’è Gesù Cristo, c’è davvero il Dio fatto uomo, venuto in mezzo a noi ed è il Salvatore del mondo. Io credo che noi cristiani abbiamo davvero il compito di dialogare con tutti mantenendo tuttavia questa certezza nel cuore, perché la nostra esperienza è un’esperienza di salvezza fatta proprio a causa del Signore vivente, Gesù.

D. - La comunità di Bose come mette in pratica tutti i giorni la Parola di Dio?

R. - E’ una vita monastica, quella che noi viviamo. Di conseguenza, noi abbiamo innanzitutto la Liturgia delle ore che scandisce tutte le giornate, i tempi liturgici. Poi c’è la celebrazione della liturgia eucaristica ma la Lectio divina è forse l’impegno più netto, più chiaro, più specifico perché ognuno di noi, almeno un’ora al giorno, sosta sui Testi biblici del giorno, cerca di leggerli, di meditarli, di pregarli, per arrivare ad avere davvero lo sguardo che Dio ha sul mondo, sugli uomini e sull’universo.

D. - A suo parere, quali cambiamenti porterà questo Sinodo, sia dal punto di vista dottrinale che della vita dei fedeli?

R. - Dal punto di vista dottrinale, non credo che possa portare cambiamenti ma certamente può indicare una via per una nuova primavera ecclesiale dovuta al primato, alla centralità della Parola di Dio, la quale può davvero convertire le vite e tracciare cammini di santità per tutti.

http://www.radiovaticana.com/it1/Articolo.asp?c=238277
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 25 Ott - 1:47

Approvato dall'assemblea il messaggio del Sinodo dei vescovi

La Parola di Dio nella trama della storia


Il messaggio della XII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa", è stato approvato per acclamazione nel corso della ventunesima congregazione generale di venerdì mattina, 24 ottobre. Presidente delegato di turno è stato il cardinale Levada. Hanno partecipato alla votazione 243 padri sinodali.

Per chi volesse leggerlo, ecco il link:

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#2
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 25 Ott - 5:41

QUINDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE (MARTEDÌ, 14 OTTOBRE 2008 - POMERIDIANO) (CONTINUAZIONE)

- ESPOSIZIONE ESPLICATIVA DELLA LECTIO DIVINA

Ieri pomeriggio, martedì 14 ottobre 2008, nella Quindicesima Congregazione Generale, alla ripresa dei lavori, prima degli interventi liberi dopo l’intervallo, S.E.R. Mons. Santiago Jaime SILVA RETAMALES, Vescovo titolare di Bela, Vescovo ausiliare di Valparaíso (CILE) ha presentato una “Esposizione esplicativa della Lectio Divina”.

ESPOSIZIONE ESPLICATIVA DELLA LECTIO DIVINA

Riportiamo qui di seguito il riassunto della presentazione:

Dell’esposizione esplicativa sulla Lectio Divina, il Relatore ha indicato tre finalità: non tanto comprendere, quanto rendere più sistematica la Lectio Divina (LD), viverla personalmente e aiutare le comunità a viverla, infine condividere un’esperienza di Lectio Divina vissuta nella Diocesi di Valparaíso, Cile, dal titolo: “Incontri con la Parola”.

La Lectio Divina
Primo aspetto da considerare nella Lectio Divina è una spiritualità intesa come dinamismo di santità:
- Dio va incontro all’umanità e la invita a vivere in comunione con Lui. La rivelazione, compresa in categorie di dialogo e di incontro, chiede una lettura della Paola di Dio come luogo di comunione. La Sacra Scrittura e la Lectio Divina esigono un approccio teologico e personale.
- Dio si offre pienamente attraverso suo Figlio Gesù. Gesù, il Figlio dell’Uomo, è la vocazione dell’uomo, anche in quanto essere umano. L’incontro con Gesù ci “porta a noi stessi”: personalità, storia, motivazioni, intenzioni, e ci “ricrea”, nuova creatura in Gesù, nuovo Adamo.
La Sacra Scrittura esige un approccio cristologico e antropologico.
- Nel Documento di Apearecida, la gioia dell’incontro personale e comunitario sperimentata nella comunione con il Signore, ci conduce all’azione, in particolare all’azione missionaria e di testimonianza. La Sacra Scrittura esige un approccio ecclesiologico e missionario.

Secondo aspetto, l’identità e la funzione della Sacra Scrittura nella vita della Chiesa. La Costituzione dogmatica Dei Verbum mostra che la Sacra Scrittura:
- è Parola di Dio scritta,che occorre interpretare (dimesione sapienziale, Gesù-Maestro);
- è ispirata dalla Spirito Santo, è Parola attuale e efficace, che occorre realizzare;
- è affidata alla Chiesa per la salvezza di tutti: è Parola che interpella e che occorre proclamare (dimensione missionaria, Gesù-Signore)
Come nutrirsi di tutta la ricchezza della Sacra Scrittura per seguire il Signore e crescere nel cammmino di santità?

La Lectio Divina, un tentativo di accostamento.
La Lectio Divina è l’esercizio di lectura orante della Sacra Scrittura, individuale o comunitaria, per “conoscere il cuore di Dio attraverso le parole di Dio” (San Gregorio Magno).
- La Sacra Scrittura è Parola di Dio scritta. Nella lettura (risignificare), ci si chieda: “Cosa dice il testo biblico?”. Occorre comprendere la Parola per scoprire ciò che Dio ci insegna attraverso l’autore ispirato. - La Sacra Scrittura è ispirata dallo Spirito Santo. Nella meditazione (personalizzare), ci si chieda: “Cosa ci dice il Signore attraverso la sua Parola?”. Occorre attuare la Parola per interpellare la vita, conoscerne il senso, migliorare la nostra missione e rafforzare la speranza.
Nella preghiera (personalizzare), ci si chieda: “Cosa diciamo al Signore, motivati dalla sua Parola?”Occorre pregare la Parola per dialogare con Dio e celebrare la nostra fede in famiglia o in comunità.
- La Sacra Scrittura è consegnata alla Chiesa per la salvezza.Nella contemplazione-attuazione (annunciare), ci si chieda: “Quale conversione ci chiede la contemplazione del Signore?” Occorre contemplare la Parola (Gesù) per vivere secondo i criteri del Padre (conversione).

Forma pratica. Esempio: (Gv. 1, 35-42), l’incontro dei primi discepoli con Gesù.
- Preparare l’ambiente esterno (ambone, Bibbia..) e spirituale (“sedersi”, “cuore limpido”...).
- Invocare il dono dello Spirito Santo
- Cercare il passo biblico
- Lettura: proclamare il testo, dando importanza anche al silenzio. Leggere il passo personalmente per segnarlo con un punto interrogativo, quando non lo si comprende, o sottolinearlo, quando lo si considera il messaggio centrale della lettura.
In gruppo, scoprire il messaggio centrale seguendo i segni.Continuare a leggere il passo, segnandolo con un punto esclamativo, per la meditazione, quando il passo interpella intenzioni e azioni; con un asterisco, per la preghiera, quando il passo aiuta a pregare.
- Meditazione: seguendo il punto esclamativo. Domande del messaggio che interpellano la vita.
- Preghiera: seguendo gli asterischi e il vissuto nell’Incontro.
- Contemplazione: aiutarsi con la musica, le immagini, il luogo..
Infine,
- l’Attuazione: al margine del testo scrivere una parola che mi indica il cammino da seguire.
Si termina con la condivisione finale.
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 25 Ott - 5:58

Discorso di Bartolomeo I per i primi Vespri nella Cappella Sistina

CITTA' DEL VATICANO, martedì, 21 ottobre 2008 (ZENIT.org).- Riportiamo di seguito il discorso pronunciato questo sabato dal Patriarca ecumenico Bartolomeo I, in occasione della celebrazione dei primi Vespri presieduta da Benedetto XVI nella Cappella Sistina.


* * *
Santità,
Padri Sinodali,

È allo stesso tempo nell'umiltà e ispirazione che sono stato amabilmente invitato da Vostra Santità a rivolgermi alla XII Assemblea Generale di questo promettente Sinodo dei Vescovi, uno storico incontro di Vescovi della Chiesa Cattolica Romana provenienti da ogni parte del mondo, radunati in un unico luogo per meditare sulla "Parola di Dio" e discutere dell'esperienza e dell'espressione di questa Parola "nella vita e nella missione della Chiesa".
Questo amabile invito di Vostra Santità alla nostra modesta persona è un gesto pieno di significato e di importanza, osiamo dire, un evento storico in sé. Infatti, è la prima volta nella storia che ad un Patriarca Ecumenico è offerta l'opportunità di rivolgersi ad un Sinodo dei Vescovi della Chiesa Cattolica Romana e quindi di partecipare alla vita di questa Chiesa sorella ad un così alto livello. Consideriamo questo come una manifestazione dell'opera dello Spirito Santo che guida le nostre Chiese a più strette e profonde relazioni reciproche, un passo importante verso il ripristino della nostra piena comunione.
È ben noto che la Chiesa Ortodossa attribuisce al sistema sinodale un'importanza ecclesiologica fondamentale. Assieme al primato, la sinodalità costituisce la struttura portante del governo e dell'organizzazione della Chiesa. Come ha affermato la nostra Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico fra le nostre Chiese nel documento di Ravenna, questa interdipendenza fra sinodalità e primato attraversa tutti i livelli della vita della Chiesa: locale, regionale e universale. Pertanto, avendo oggi il privilegio di rivolgermi al Vostro Sinodo, aumentano le nostre speranze che giunga il giorno in cui le nostre due Chiese convergeranno pienamente sul ruolo del primato e della sinodalità nella vita della Chiesa, ai quali la nostra comune Commissione Teologica sta dedicando attualmente i suoi studi.
Il tema al quale questo Sinodo dei Vescovi sta dedicando i suoi lavori ha un'importanza fondamentale non solo per la Chiesa Cattolica Romana ma anche per tutti coloro che sono chiamati a testimoniare Cristo nel nostro tempo. Missione ed evangelizzazione rimangono un dovere permanente della Chiesa in ogni tempo e luogo; essi infatti fanno parte della natura della Chiesa, poiché essa è definita "apostolica" sia nel senso della sua fedeltà all'insegnamento originale degli Apostoli sia in quello della proclamazione della Parola di Dio in ogni contesto culturale, in ogni tempo. La Chiesa, dunque, ha bisogno di riscoprire la Parola di Dio in ogni generazione e farla emergere con rinnovato vigore e persuasione anche nel nostro mondo contemporaneo, che nel profondo del suo cuore ha sete del messaggio di Dio di pace, speranza e carità.
Questo dovere di evangelizzare, naturalmente, sarebbe molto intensificato e rafforzato se tutti i cristiani potessero portarlo avanti con una sola voce e come Chiesa pienamente unita. Nella sua preghiera al Padre poco prima della Sua passione, nostro Signore ha evidenziato chiaramente che l'unità della Chiesa è indissolubilmente legata alla sua missione: "perché il mondo creda" (Gv 17, 21). È pertanto molto appropriato che questo Sinodo abbia aperto le sue porte ai delegati fraterni ecumenici di modo che possiamo diventare tutti consapevoli del nostro comune compito di evangelizzazione come pure delle difficoltà e dei problemi legati alla sua realizzazione nel mondo attuale.
Questo Sinodo ha indubbiamente esaminato il tema della Parola di Dio in profondità e in tutti i suoi aspetti, sia teologici, sia pratici e pastorali. In questo nostro umile indirizzo d'omaggio, ci limiteremo a condividere con voi alcune riflessioni sul tema del vostro incontro, attingendo al modo in cui la tradizione ortodossa lo ha affrontato attraverso i secoli e, in particolare, all'insegnamento patristico greco. Più concretamente, vorremmo concentrarci su tre aspetti del tema, ossia: ascoltare e proclamare la Parola di Dio attraverso le Sacre Scritture, vedere la Parola di Dio nella natura e soprattutto nella bellezza delle icone; e infine toccare e condividere la Parola di Dio nella comunione dei santi e nella vita sacramentale della Chiesa. Riteniamo che siano tutti fondamentali nella vita e nella missione della Chiesa.
Nel fare questo, cerchiamo di attingere ad una ricca tradizione patristica, che risale all'inizio del terzo secolo e presenta una dottrina dei cinque sensi spirituali. Per cui ascoltare la Parola di Dio, contemplare la Parola di Dio e toccare la Parola di Dio sono tutti modi spirituali di percepire l'unico mistero divino. Basandosi su Proverbi 2, 5, a proposito della "facoltà divina di percezione" (αἴσθησις), Origene di Alessandria esclama: "Questo senso si rivela come vista per la contemplazione di forme immateriali, ascolto per il discernimento delle voci, gusto per assaporare il pane vivo, odorato per la dolce fragranza spirituale, e tatto per toccare la Parola di Dio, che viene compresa da ogni facoltà dell'anima".
I sensi spirituali sono variamente descritti come "cinque sensi dell'anima", come facoltà "divine" o "facoltà interiori", e persino come "facoltà del cuore" o della "mente". Questa dottrina ha ispirato la teologia dei Cappadoci (soprattutto Basilio Magno e Gregorio di Nissa) come ha fatto con la teologia dei Padri del Deserto (soprattutto Evagrio Pontico e Macario il Grande).

1. Ascoltare e proclamare la Parola attraverso la Scrittura

Ad ogni celebrazione della Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo, il celebrante che presiede l'Eucaristia prega: "perché siamo fatti degni di ascoltare il Santo Vangelo". Perciò "ascoltare, contemplare e toccare la Parola di vita" (cf 1 Gv 1, 1) non è anzitutto e prima di tutto una nostra facoltà o un nostro diritto di nascita come esseri umani; è il nostro privilegio e dono come figli del Dio vivente. La Chiesa cristiana è, soprattutto, una Chiesa scritturale. Sebbene i metodi di interpretazione possano variare da un Padre della Chiesa all'altro, da una "scuola" all'altra e tra Oriente e Occidente, tuttavia, la Scrittura è stata sempre recepita come una realtà viva e non come un libro morto.
Nel contesto di una fede viva, poi, la Scrittura è la testimonianza vivente di una storia vissuta sul rapporto fra un Dio vivente con il suo popolo vivente. La Parola, "che ha parlato per mezzo dei profeti" (Credo Niceno-Costantinopolitano), ha parlato per essere ascoltata e avere effetto. Essa è prima di tutto una comunicazione orale e diretta, pensata per destinatari umani. Il testo scritturale è, pertanto, derivato e secondario; il testo scritturale è al servizio della parola pronunciata. Non è stata trasmessa meccanicamente, ma comunicata di generazione in generazione come una parola viva. Attraverso il Profeta Isaia, il Signore promette: "Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo irrigando la terra... così la mia parola andrà di bocca in bocca compiendo ciò per cui l'ho mandata" (cf Is 55, 10-11).
Inoltre, come spiega San Giovanni Crisostomo, la Parola divina dimostra profonda considerazione (συγκατάβασις) per la diversità delle persone e i contesti culturali di coloro che ascoltano e recepiscono. L'adattamento della Parola divina alla specifica disposizione personale e al particolare contesto culturale definisce la dimensione missionaria della Chiesa che è chiamata a trasformare il mondo attraverso la Parola. Nel silenzio come nelle affermazioni, nella preghiera come nell'azione, la Parola divina si rivolge al mondo intero "ammaestrando tutte le nazioni" (Mt 28, 19) senza nessun privilegio o pregiudizio di razza, cultura, sesso e classe. Quando portiamo avanti il mandato divino, ci viene assicurato: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28, 20). Siamo chiamati a proclamare la Parola divina in tutte le lingue, "mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno" (1 Cor 9, 22).
[...]


Ultima modifica di Jean il Sab 25 Ott - 6:52, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 25 Ott - 5:59

2. Vedere la Parola di Dio - La bellezza delle icone e della natura

In nessun altro luogo l'invisibile è reso più visibile che nella bellezza dell'iconografia e nel miracolo della creazione. Per usare le parole del difensore delle immagini sacre san Giovanni Damasceno: "Come creatore del cielo e della terra, è stato Dio stesso, la Parola, il primo a disegnare e a dipingere icone". Ogni colpo di pennello di un iconografo - come ogni parola di una definizione teologica, ogni nota musicale cantata nella salmodia e ogni pietra intagliata di una piccola cappella o di una splendida cattedrale - articola la Parola divina nella creazione, che loda Dio in ogni essere vivente e in ogni cosa vivente (cf Sal 150, 6).
Nel confermare le immagini sacre, il Settimo Concilio Ecumenico di Nicea non si è preoccupato solo dell'arte sacra; si è trattato della continuazione e della conferma di definizioni precedenti sulla pienezza dell'umanità della Parola di Dio. Le icone sono un richiamo visibile alla nostra vocazione celeste; sono inviti ad andare oltre le nostre preoccupazioni futili e alle misere riduzioni del mondo. Ci incoraggiano a cercare lo straordinario nell'ordinario, a essere pieni della stessa meraviglia che ha caratterizzato la meraviglia divina nella Genesi: "Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona" (Gn 1, 30). La parola greca (nei settanta) per "bontà" è κάλλος, che implica - sia etimologicamente sia simbolicamente - un senso di "chiamata". Le icone sottolineano la missione fondamentale della Chiesa di riconoscere che tutte le persone e tutte le cose sono create e chiamate a essere "buone" e "belle".
In effetti, le icone ci ricordano un altro modo di vedere le cose, un altro modo di sperimentare le realtà, un altro modo di risolvere i conflitti. Ci viene chiesto di assumere quello che l'innologia della Domenica di Pasqua definisce "un altro modo di vivere". Infatti, ci siamo comportati con arroganza e indifferenza verso il creato. Abbiamo rifiutato di contemplare la Parola di Dio negli oceani del nostro pianeta, negli alberi dei nostri continenti e negli animali della nostra terra. Abbiamo negato la nostra stessa natura, che ci chiama ad essere umili per ascoltare la Parola di Dio se vogliamo diventare "partecipi della natura divina" (2 Pt 1, 4). Come potremmo ignorare le implicazioni più ampie della Parola divina che si fa carne? Perché non riusciamo a percepire la natura creata come il Corpo esteso di Cristo?
I teologi cristiani orientali hanno sempre sottolineato le proporzioni cosmiche dell'Incarnazione divina. La Parola incarnata è intrinseca alla creazione, che è venuta in essere attraverso un pronunciamento divino. San Massimo il Confessore insiste sulla presenza della Parola di Dio in tutte le cose (cf Col 3, 11); il Logos divino è al centro del mondo, rivelando misteriosamente il suo principio originale e il suo fine ultimo (cf 1 Pt 1, 20). Questo mistero viene descritto da sant'Attanasio di Alessandria: "Come Logos - così scrive - non è compreso da nulla e tuttavia comprende ogni cosa; Egli è in tutte le cose e tuttavia al di fuori di tutte le cose... il primogenito del mondo intero sotto ogni aspetto".
Il mondo intero è un prologo al Vangelo di Giovanni. E quando la Chiesa non riesce a riconoscere le dimensioni più ampie, cosmiche, della Parola di Dio, limitando le sue preoccupazioni alle questioni meramente spirituali, allora trascura la sua missione di implorare Dio per la trasformazione - sempre e ovunque, "in ogni posto del Suo dominio" - di tutto l'universo inquinato. Non c'è da stupirsi, quindi, che nella Domenica di Pasqua, quando la celebrazione pasquale raggiunge il culmine, i cristiani ortodossi cantino: "Ora ogni cosa è piena della luce divina: cielo e terra, e tutte le cose sotto la terra. Gioisca quindi tutto il creato".
Ogni autentica "ecologia profonda", pertanto, è indissolubilmente legata alla teologia profonda:
"Perfino una pietra - scrive san Basilio Magno - porta il segno della Parola di Dio. Questo vale per una formica, un'ape e una zanzara, le più piccole tra le creature. Poiché lui ha disteso i vasti cieli e ha disposto i mari immensi; e Lui ha creato la minuscola cavità all'interno del pungiglione dell'ape".
Ricordare la nostra piccolezza nel vasto e meraviglioso creato di Dio non fa altro che sottolineare il nostro ruolo centrale nel disegno di Dio per la salvezza di tutto il mondo.

3. Toccare e condividere la Parola di Dio - La comunione dei santi e i sacramenti della vita

La Parola di Dio "sgorga da Lui in estasi" (Dionigi l'Aeropagita), cercando con forza di "abitare in noi" (Gv 1, 14), affinché il mondo possa avere la vita in abbondanza (Gv 10, 10). La misericordia compassionevole di Dio viene effusa e condivisa "così da moltiplicare gli oggetti della Sua benevolenza" (Gregorio il Teologo). Dio assume in sé tutto ciò che ci appartiene, "essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato" (Eb 4, 15), al fine di offrirci tutto ciò che è di Dio e renderci divini per grazia. "Da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi", scrive il grande apostolo Paolo (2 Cor 8, 9), al quale è così opportunamente dedicato quest'anno. È questa la Parola di Dio; gratitudine e gloria gli sono dovuti.
La Parola di Dio trova la sua piena incarnazione nel creato, soprattutto nel Sacramento della Santa Eucaristia. È lì che la Parola si fa carne e ci permette non solo di vederlo, ma anche di toccarlo con le nostre mani, come dichiara san Giovanni (1 Gv 1, 1) e di renderlo parte del nostro corpo e sangue (σύσσωμοι καί σύναιμοι), secondo le parole di san Giovanni Crisostomo.
Nella Santa Eucaristia la Parola ascoltata viene allo stesso tempo vista e condivisa (κοινωνία). Non è un caso che nei primi documenti eucaristici, come il Libro della Rivelazione e la Didaché, l'Eucaristia veniva associata alla profezia e i vescovi che presiedevano venivano considerati successori dei profeti (p.es. Martyrion Polycarpi). L'Eucaristia già da san Paolo (1 Cor 11) veniva descritta come "proclamazione" della morte e della seconda venuta di Cristo. Poiché il fine della Scrittura fondamentalmente è la proclamazione del Regno e l'annuncio delle realtà escatologiche, l'Eucaristia è un'anticipazione del Regno, e in tal senso è la proclamazione della Parola per eccellenza. Nell'Eucaristia, la Parola e il Sacramento diventano un'unica realtà. La parola cessa di essere "parole" e diventa una "Persona", incarnando in Sé tutti gli esseri umani e tutto il creato.
Nella vita della Chiesa, l'insondabile svuotarsi di sé (κένωσις) e la generosa condivisione (κοινωνία) del Logos divino sono rispecchiati nella vita dei santi come esperienza tangibile ed espressione umana della Parola di Dio nella nostra comunità. In questo modo, la Parola di Dio diventa il Corpo di Cristo, crocifisso e glorificato allo stesso tempo. Di conseguenza, il santo ha un rapporto organico con il cielo e la terra, con Dio e tutto il creato. Nella lotta ascetica, il santo riconcilia la Parola e il mondo. Attraverso il pentimento e la purificazione, il santo è pieno - come insiste Abba Isacco il Siro - di compassione per tutte le creature, che è l'umiltà e la perfezione ultima.
È per questo che il santo ama con un'intensità e una grandezza che sono incondizionati e irresistibili. Nei santi conosciamo la Parola stessa di Dio poiché - come afferma san Gregorio Palama - "Dio e i Suoi santi condividono la stessa gloria e lo stesso splendore". Nella presenza discreta di un santo scopriamo come la teologia e l'azione coincidono. Nell'amore compassionevole del santo sperimentiamo Dio come "nostro padre" e la misericordia di Dio come "saldamente persistente" (Ps. 135, LXX). Il santo è consumato dal fuoco dell'amore di Dio. È per questo che il santo impartisce grazia e non può tollerare la minima manipolazione né lo sfruttamento nella società o nella natura. Il santo semplicemente fa ciò che è "buono e giusto" (Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo), nobilitando sempre l'umanità e onorando il creato. "Le sue parole hanno la forza delle azioni e il suo silenzio la potenza del discorso" (sant'Ignazio di Antiochia).
E nella comunione dei santi, ognuno di noi è chiamato a "diventare come fuoco" (Massime dei Padri del deserto), per toccare il mondo con la forza mistica della Parola di Dio, di modo che - come Corpo esteso di Cristo - anche il mondo possa dire: "qualcuno mi ha toccato!" (cf Mt 9, 20). Il male viene sradicato solo dalla santità, non dalla severità. E la santità introduce nella società un seme che guarisce e trasforma. Permeati della vita dei sacramenti e della purezza della preghiera, possiamo penetrare il mistero più intimo della Parola di Dio. È come per le placche tettoniche della crosta terrestre: è sufficiente che gli strati più profondi si spostino di qualche millimetro per frantumare la superficie del mondo. Tuttavia, affinché questa rivoluzione spirituale avvenga, dobbiamo sperimentare una metanoia radicale - una conversione degli atteggiamenti, delle abitudini e delle pratiche - del modo in cui abbiamo usato male o abbiamo abusato della Parola di Dio, dei doni di Dio e del creato di Dio.
Questa conversione naturalmente non è possibile senza la grazia divina; non si compie semplicemente attraverso un maggiore sforzo o attraverso la forza di volontà umana. "Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile" (Mt 19, 26). Il cambiamento spirituale avviene quando il corpo e l'anima vengono innestati nella Parola viva di Dio, quando le nostre cellule contengono il flusso sanguigno donatore di vita dei sacramenti, quando siamo aperti alla condivisione di tutte le cose con tutte le persone. Come ci ricorda san Giovanni Crisostomo, il sacramento del "nostro prossimo" non può essere isolato dal sacramento "dell'altare". Purtroppo abbiamo ignorato la vocazione e l'obbligo di condividere. L'ingiustizia sociale e la disuguaglianza, la povertà globale e la guerra, l'inquinamento e il degrado ambientale sono il risultato della nostra incapacità o indisponibilità a condividere. Se pretendiamo di conservare il sacramento dell'altare, non possiamo evitare o dimenticare il sacramento del prossimo. È questa una condizione fondamentale per compiere la Parola di Dio nel mondo, nella vita e nella missione della Chiesa.

Cari fratelli in Cristo,

Abbiamo esaminato l'insegnamento patristico dei sensi spirituali, discernendo la forza dell'ascoltare e proclamare la Parola di Dio nella Scrittura, del vedere la Parola nelle icone e nella natura, nonché di toccare e condividere la Parola di Dio nei santi e nei sacramenti. Tuttavia, al fine di rimanere fedeli alla vita e alla missione della Chiesa, noi stessi dobbiamo essere cambiati da questa Parola. La Chiesa deve assomigliare alla madre, che viene sostenuta dal cibo che assume e che con esso nutre. Qualsiasi cosa che non alimenti e nutra tutti non può sostenere nemmeno noi. Quando il mondo non condivide la gioia della Risurrezione di Cristo, ciò è un'atto d'accusa nei confronti della nostra onestà e del nostro impegno verso la Parola viva di Dio. Prima della celebrazione di ogni Divina Liturgia, i cristiani ortodossi pregano affinché la Parola venga "spezzata e consumata, distribuita e condivisa" nella comunione. E "sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli" e le sorelle (1 Gv 3, 14).
La sfida che ci si presenta è il discernimento della Parola di Dio di fronte al male, la trasfigurazione di ogni minimo dettaglio e granello di questo mondo alla luce della Risurrezione. La vittoria è già presente nel profondo della Chiesa ogni volta che sperimentiamo la grazia della riconciliazione e della comunione. Mentre lottiamo - dentro noi stessi e nel nostro mondo - per riconoscere la potenza della Croce, incominciamo ad apprezzare come ogni atto di giustizia, ogni scintilla di bellezza, ogni parola di verità può gradualmente erodere la crosta del male. Tuttavia, al di là dei nostri deboli sforzi, possiamo avere la certezza dello Spirito che "viene in aiuto alla nostra debolezza" (Rm 8, 26) ed è al nostro fianco come avvocato e "Consolatore" (Gv 14, 16), che pervade tutte le cose e "ci trasforma - come dice san Simeone il Nuovo Teologo - in ogni cosa che la Parola di Dio dice del regno celeste: perla, granello di senape, lievito, acqua, fuoco, pane, vita e stanza nuziale mistica". È questa la potenza e la grazia dello Spirito Santo, che invochiamo mentre concludiamo il nostro discorso, esprimendo a Vostra Santità la nostra gratitudine e a ciascuno di voi le nostre benedizioni:
Re del cielo, Consolatore, Spirito di Verità
che sei presente ovunque e riempi ogni cosa;
scrigno di bontà e donatore di vita:
Vieni e dimora in noi.
Purificaci da ogni impurità
e salva le nostre anime.
Perché sei buono e ami gli uomini.
Amen!
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 25 Ott - 16:03

Grazie Jean,
ho letto e riletto questo discorso ed è semplicemente stupendo! sunny
Da meditare...
A presto
Anna
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 25 Ott - 23:15

Si è un capolavoro... si vede!! è gente molto impregnata dai Padri della Chiesa... e molto attaccata a loro.
E poi i Vescovi li (a maggior raggione il Patriarca) sono presi tra i Monaci (che è disciplina antica), quindi questo ricollega tutta la Chiesa al Ramo profetico in modo strutturale. Questo dà la preeminenza al Ramo Profetico, preeminenza di impregnazione, di orientamento, di dottrina e prima di tutto di spiritualità...
Hanno anche una liturgia molto impregnata dei Padri, al punto che cose che forse riusciamo a vedere dopo anni di esperienza, si vedono li nella liturgia quotidiana... il mio contatto con le Monache cattoliche di rito Bizantino mi ha stupito! Sapevano delle cose, che per noi erano "difficile" da vedere, persino anche difficile da accettare teologicamente! Perchè noi viviamo lontano dai Padri della Chiesa, mentre li, la liturgia stessa è impregnata dai Padri in modo straordinario... ed è di una Bellezza!!
Jean
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Manfri49

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MessaggioTitolo: il Sinodo 2008 sarà sulla Parola di Dio   Mar 25 Nov - 14:40

Caro Jean, ho letto, dopo averlo rimandato qualche volta, il discorso del Patriarca e concordo con le impressioni di Anna. Manfredi
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Gio 4 Dic - 13:54

Nei lavori del Sinodo, le varie commissioni (secondo le lingue) offrono le loro proposizioni, in una sintesi, al Papa. In genere i Papi non offrivano al pubblico le proposizioni dei Padri Sinodali. Ne tenevano conto certamente nella stesura dell'esortazione che scrivevano dopo il Sinodo. Qui, per la seconda volta il Papa attuale offre queste proposizioni al pubblico. (Direi è un comportamento di vero Teologo, amante della Verità.
Come dicevo, normalmente il Papa prepara dopo il Sinodo una "Esortazione post-sinodale". Quindi, siamo grati al Papa di offrirci queste proposte che ci permetto di sentire cosa lo Spirito Santo ha detto tramite i Padri Sinodali.
Alcune di queste proposte ci toccano di più a causa del fatto che parlano della lectio divina e anche della sua relazione con l'Eucaristia (cioè con le letture della Messa).
Le proposizioni dei Padri Sinodali si trovano qua:
http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20081025_elenco-prop-finali_it.html
Vi propongo qui sotto le proposizioni le più interessanti per la nostra tematica (ma, ne sono sicuro, potrete ricavare molto dalle altre proposizioni):

PROPOSIZIONE 22

Parola di Dio e
lettura orante


Il Sinodo propone che si esortino tutti i fedeli, compresi i giovani, ad avvicinarsi alle Scritture per mezzo di una "lettura orante" e assidua (cf. DV 25), in modo tale che il dialogo con Dio divenga realtà quotidiana del popolo di Dio.
Per questo è importante:

- che si colleghi profondamente la lettura orante con l’esempio di Maria e dei Santi nella storia della Chiesa, quali realizzatori della lettura della Parola secondo lo Spirito;

- che si ricorra a dei maestri in materia;

- che si assicuri che i Pastori, preti e diaconi, e in modo del tutto peculiare i futuri preti abbiano una formazione adeguata perché possano a loro volta formare il popolo di Dio in questa dinamica spirituale;

- che i fedeli vengano iniziati secondo le circostanze, le categorie e le culture al metodo più appropriato di lettura orante, personale e/o comunitaria (Lectio divina, Esercizi spirituali nella vita quotidiana, Seven Steps in Africa e altrove, diversi metodi di preghiera, condivisione in famiglia e nelle comunità ecclesiali di base, ecc.);

- che sia incoraggiata la prassi della lettura orante fatta con i testi liturgici che la Chiesa propone per la celebrazione eucaristica domenicale e quotidiana, per meglio capire il rapporto tra Parola ed Eucaristia;

- che si vigili affinché la lettura orante soprattutto comunitaria delle Scritture abbia il suo sbocco in un impegno di carità (cf. Lc 4, 18-19).

Consapevoli della larga diffusione attuale della Lectio divina e di altri metodi analoghi, i Padri sinodali vi vedono un vero segno di speranza e incoraggiano tutti i responsabili ecclesiali a moltiplicare gli sforzi in questo senso.

PROPOSIZIONE 14

Parola di Dio e Liturgia


L’assemblea convocata e riunita dallo Spirito per ascoltare la proclamazione della Parola di Dio, risulta trasformata dalla medesima azione dello Spirito che si manifesta nella celebrazione. Infatti, dove c’è la Chiesa, là c’è lo Spirito del Signore; e dove sta lo Spirito di Signore, là c’è anche la Chiesa (cf. Sant’Ireneo, Adversus Haereses, III, 24, 1).

I Padri sinodali ribadiscono che la liturgia costituisce il luogo privilegiato in cui la Parola di Dio si esprime pienamente, sia nella celebrazione dei sacramenti, sia soprattutto nell’Eucaristia, nella Liturgia delle Ore e nell’Anno Liturgico. Il mistero della salvezza narrato nella Sacra Scrittura trova nella liturgia il proprio luogo di annuncio, di ascolto e di attuazione.

Per questo motivo si richiede, per esempio, che:

- Il libro della Sacra Scrittura, anche fuori dell’azione liturgica, abbia un posto visibile e di onore all’interno della chiesa.

- Dovrebbe essere incoraggiato l’uso del silenzio dopo la prima e la seconda lettura, e terminata l’omelia, come suggerito dall’Ordinamento Generale del Messale Romano (cf. n. 56).

- Si possono prevedere anche celebrazioni della Parola di Dio incentrate sulle letture domenicali.


- Le letture della Sacra Scrittura siano proclamate da libri liturgici degni, ossia i Lezionari e l’Evangelario, che saranno trattati con il più profondo rispetto per la Parola di Dio che contengono.

- Sia valorizzato l’Evangelario con una processione precedente la proclamazione, soprattutto nelle solennità.

- Sia evidenziato il ruolo dei servitori della proclamazione: lettori e cantori.

- Siano formati adeguatamente lettori e lettrici in modo che possano proclamare la Parola di Dio in maniera chiara e comprensibile. Gli stessi siano invitati a studiare e testimoniare con la vita i contenuti della Parola che leggono.

- Si proclami la Parola di Dio in modo chiaro, avendo dimestichezza con la dinamica della comunicazione.

- Non siano dimenticate, in particolare nella Liturgia eucaristica, le persone per le quali è difficile la ricezione della Parola di Dio comunicata nei modi usuali, come i non vedenti e non udenti.

- Si faccia un uso competente ed efficace degli strumenti acustici.

Inoltre, i Padri sinodali sentono il dovere di richiamare alla grave responsabilità che hanno quanti presiedono la santa Eucaristia perché non sostituiscano mai i testi della Sacra Scrittura con altri testi. Nessun testo di spiritualità o di letteratura può raggiungere il valore e la ricchezza contenuta nella Sacra Scrittura che è Parola di Dio.
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Manfri49

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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Gio 4 Dic - 14:30

Caro Jean, qualcosa si muove e pare anche nella direzione delle proposte della Scuola di Maria. preghiamo molto per questo e continuiamo a sperare e a lavorare con fede e fermezza, per la riuscita dei progetti della Madonna. Manfredi
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Gio 4 Dic - 14:44

Cero Manfred, l'intuizione di fare la lectio a partire delle letture della Messa, è un frutto del Vaticano II che ha voluto offrire con maggiore abbondanza la Bibbia, come lo dice la Sacrosanctum Concilium (Documento sulla liturgia del Vat II e credo anche la Dei Verbum).

Chi ha occhi per vedere (in queste proposte) puo' non solo vedere, ma muoversi, sentendosi confortato (se c'è bisogno) da queste proposizioni, cosi chiare, cosi incoraggianti, in vari punti che ci toccano.
Per questo vi incoraggio a perseverare nella volontà e nella preparazione intelligente a trasmettere la lectio divina, con chiarezza pratica, a tutti.

Abbraccio
Jean
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 6 Dic - 21:48

Caro Jean, mi è successo di assistere ad un lungo silenzio dopo l' omelia del sacerdote, con imbarazzo di molti fedeli presenti che non sapevano cosa fare. Poi ti volevo chiedere secondo te cosa vuol dire: "Prevedere celebrazioni della Parola di Dio incentrate sulle letture domenicali". Grazie, Manfredi
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Sab 6 Dic - 23:56

Manfri49 ha scritto:
Caro Jean, mi è successo di assistere ad un lungo silenzio dopo l'omelia del sacerdote, con imbarazzo di molti fedeli presenti che non sapevano cosa fare. Poi ti volevo chiedere secondo te cosa vuol dire: "Prevedere celebrazioni della Parola di Dio incentrate sulle letture domenicali". Grazie, Manfredi
In genere, c'è la Liturgia, e c'è la para-liturgia, cioè uffici di minor importanza, ma che sono un culto organizzato e pubblico.
Le celebrazioni della Parola, sono delle celebrazioni che si possono fare (non obbligatorie come la Messa) e che assomigliano alla prima parte della Messa, alla liturgia della Parola. Quindi si fanno delle letture, e si prende il tempo di meditarli.
Per capirci, direi che una lectio guidata, puo' benissimo rientrare in questa dimensione litugrica delle "celebrazioni delle Parola". Quindi, liturgicamente, si puo' benissimo creare una celebrazione della Parola che comporta in se una lectio guidata, con tempi di silenzio, di interiorizazione.
La questione del silenzio sia dopo le letture sia dopo la comunione è una questione di luoghi e abitudini. In Francia spesso si fà, ma sono sicuro che in varie comunità religiose ed altro, in Italia (raramente in parrochia), si fa questo silenzio.
Il "silenzio liturgico" è stato ri-introdotto dopo il Concilio con la Riforma liturgica (se ne parla nell'introduzione del Messale Romano per esempio).
Quindi vedete che una interiorizazione della Parola (equivalente alla nostra lectio) puo' benissimo essere fatta dentro una celebrazione (sia normale (la Messa), si paraliturtica (Celebrazione della Parola)). Questa è una miniera da esploitare da voi.
In Francia, un giovane, ispirato dalla Scuola di Maria ha proposto al suo parroco di prolungare anche di più il silenzio sia dopo la Parola sia dopo la Comunione, per interiorizzare, metabolizzare, digerire... 45 minuti dopo la Parola e 30 minuti dopo la Comunione! Se il Popolo è formato a questo, arriviamo allora ad un livello di Cristianesimo straordinario di altezza e di profondità... un Cristianesimo spiritualmente vivo e più fecondo, senz'altro.
a presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: L'"al di là" della Liturgia   Gio 11 Dic - 10:21

Mi permetto di inserirmi nei vostri discorsi solo per segnalare l'articolo di André Louf, intitolato L' "al di là" della liturgia, (in "La vita spirituale" ed Qiqajon, 2001) dove ho trovato spunti per me preziosi in risposta a domande che mi ponevo sulla Liturgia. anna rita ( questa segnalazione riguarda discorsi tra voi contenuti anche in altri topic)
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Gio 11 Dic - 13:36

Anna rita ha scritto:
Mi permetto di inserirmi nei vostri discorsi solo per segnalare l'articolo di André Louf, intitolato L' "al di là" della liturgia, (in "La vita spirituale" ed Qiqajon, 2001) dove ho trovato spunti per me preziosi in risposta a domande che mi ponevo sulla Liturgia. anna rita ( questa segnalazione riguarda discorsi tra voi contenuti anche in altri topic)
Grazie Anna Rita I love you
non solo puoi ma devi inserirti.... sei parte... cheers
Per favore, mi interessa, e sono sicuro interessa a gli altri, qualsiasi passi di questa tua lettura a proposito di Lectio e Liturgia...
Tutti gli autori sono unanimi nel dire che la lectio trova la sua fonte nella Liturgia, e quindi il legame tra loro deve essere arrichito capito, storicamente, spiritualmente ecc... Come lo sai, la "nostra" lectio è basata sulle letture della Messa, quindi è "lectio liturgica", e quindi è per il momento uno dei rari metodi (per non dire l'unico) che propone di fare la lectio (e che assicura che puo' essere fatta) a partire delle due (o tre) letture della Messa. Perchè in genere si fà appartire di un solo testo. E quindi sembra strano scratch a molti di poter farla (avendo una sola Luce) a partire di più di un testo!
Quindi ti sarei grato se puoi darmi, darci, qui, i passi più sinificativi, o anche di più se puoi... sarebbe molto molto utile.
Grazie di cuore
A presto
Jean cheers


Ultima modifica di Jean il Lun 15 Dic - 2:21, modificato 1 volta
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Re: Il Sinodo di 2008 sarà sulla Parola di Dio   Ven 12 Dic - 8:48

Dal documento del Sinodo sopra citato:
"L’assemblea convocata e riunita dallo Spirito per ascoltare la proclamazione della Parola di Dio, risulta trasformata dalla medesima azione dello Spirito che si manifesta nella celebrazione.
I Padri sinodali ribadiscono che la liturgia costituisce il luogo privilegiato in cui la Parola di Dio si esprime pienamente, sia nella celebrazione dei sacramenti, sia soprattutto nell’Eucaristia, nella Liturgia delle Ore e nell’Anno Liturgico. Il mistero della salvezza narrato nella Sacra Scrittura trova nella liturgia il proprio luogo di annuncio, di ascolto e di attuazione.
. Nessun testo di spiritualità o di letteratura può raggiungere il valore e la ricchezza contenuta nella Sacra Scrittura che è Parola di Dio.[/quote]"

Il testo di Louf di cui ho parlato mi è sembrato molto denso e complesso, da aprire, naturalmente, e ne ho potuto cogliere solo minimi spunti. Alcuni di essi si possono collegare alle citazioni del documento sinodale sopra indicato, ed è per questo che lo riporto all'inizio.

Sintetizzando in modo molto molto approssimativo: in questo testo Louf parla di come lo Spirito costruisce in noi.
Mi mancano immediatamente delle citazioni specifiche a proposito dell'argomento dell'origine della Lectio dalla Liturgia.
Accenno ad alcuni minimi spunti rimasti a me dalla lettura iniziale: ma la manducazione non è mai conclusa, naturalmente.

La Parola ovviamente è il punto di partenza e la sostanza di tutto. Non ci sono fratture nella vita dello Spirito, la Parola è Pane e Calice, Spirito che trasfigura. La Liturgia può essere paragonata ad un lago di Altro, di cui non si conosce il fondo, in cui ogni minima increspatura della superficie rimanda allo spirito, e riverbera lo Spirito.
La Liturgia è come la cornice, il luogo, in cui la Parola dispiega il suo essere Pane e Calice, Spirito che si incarna. E quindi la Parola dà origine alla Liturgia, che a sua volta non può costringere in limiti stretti la creatività della Parola.

La Liturgia per sua natura sfocia in preghiera continua, tutto è sempre creato perchè il cerchio Trinitario Dio-uomo-Dio si chiuda. Le diverse vene di acqua che derivano dal lago sono infinite, sotterranee o manifeste, la Verità è semplice e costantemente si incarna e si rivela in ogni cosa.

Forse si potrebbe studiare l'origine della Lectio dalle Letture della Liturgia studiando i processi che hanno portato alla elaborazione della Liturgia, perchè mi sembrerebbe di poter ipotizzare che i due percorsi possano forse avere delle analogie, alla fine.

Vi segnalerò naturalmente spunti sulla Lectio, se mi sembrerà di incontrarne: queste sopra sono solo minime annotazioni , ma il testo di Louf apre un universo, dato che si parla delloSpirito... per cui credo che altri meglio di me possano incontrare spunti più adeguati alle specifiche esigenze di ciascuno, legati al momento particolare in cui egli si trova.

Anche la lettura del testo di Louf porta alla lode ed alla adorazione del nostro Dio...
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