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 Grazia di Natale

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gian carlo b



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MessaggioTitolo: Grazia di Natale   Mer 5 Dic - 17:51

Caro Jean, domenica prima di salutarci, facendoci gli auguri, avevi accennato alla GRAZIA di NATALE.
Se non ho capito male ti riferivi alla grazia della conversione che raggiunge tante persone proprio in questo santo giorno.
Vorrei approfondire questa questione.
Non ti dispiace darmi qualche spunto in più e consigliarmi qualche lettura al riguardo?
Ti ringrazio con tutto il cuore e ti saluto calorosamente. Giancarlo
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Grazia di Natale   Mer 5 Dic - 20:59

Carissimo Giancarlo,
grazie per la tua domanda.
Certo facevo allusione alla bontà straordinaria di Dio che si rinnova ogni anno per il Natale. Certo ongi tempo forte dell'Anno è sacro e pieno di Grazie ma ogni tempo ha le sue caratteristiche.
Si nota (e si capisce anche il perchè) che per il Natale brilla molto di più la Gratuità della Misericordia di Dio, cioè le grazie fatte sono forti e radicali, senza nessun merito da parte nostra. Cio' si nota con più forza nella Conversione... c'è bisogno veramente dell'intervento di Dio.
Quindi anche facevo allusione alla famosa Grazia di Natale di sta Teresina.

Ecco il racconto che lei fà (Manoscritto A):

133. - Non so come mi cullassi al dolce pensiero di entrare al Carmelo, visto che ero ancora nelle fasce dell’infanzia!... Bisognò che il Buon Dio facesse un piccolo miracolo per farmi crescere in un momento e questo miracolo lo fece nel giorno indimenticabile di Natale, in quella notte luminosa che rischiara le delizie della Santissima Trinità, Gesù il dolce piccolo Bambino di un’ora, cambiò la notte della mia anima in torrenti di luce... in quella notte nella quale Egli si fa debole e sofferente per mio amore, Egli mi rese forte e coraggiosa, mi rivestì delle sue armi e da quella notte benedetta, non fui vinta in nessun combattimento, anzi camminai di vittoria in vittoria e cominciai per così dire, «una corsa da gigante!...». [45r°] La sorgente delle mie lacrime fu prosciugata e da allora si aprì solo raramente e difficilmente, cosa che giustificò quella parola che mi era stata detta: «Piangi tanto nella tua infanzia che più avanti non avrai più lacrime da versare!»...
Fu il 25 dicembre 1886 che ricevetti la grazia di uscire dall’infanzia, in una parola la grazia della mia completa conversione. Tornavamo dalla messa di mezzanotte nella quale avevo avuto la felicità di ricevere il Dio forte e potente. Arrivando ai Buissonnets ero contentissima di andare a prendere le mie scarpe nel camino, quest’antica usanza ci aveva dato tanta gioia durante la nostra infanzia che Celina voleva continuare a trattarmi come una bambina visto che ero la più piccola della famiglia... Al Papà piaceva vedere la mia felicità, udire i miei gridi di gioia mentre tiravo fuori ogni sorpresa dalle scarpe incantate, e la gaiezza del mio diletto Re aumentava molto la mia felicità, ma Gesù volendo mostrarmi che dovevo liberarmi dai difetti dell’infanzia me ne tolse anche le gioie innocenti, permise che il Papà stanco della messa di mezzanotte provasse noia nel vedere le mie scarpe nel camino e dicesse queste parole che mi trafissero il cuore: «Bene, meno male che è l’ultimo anno!...». In quel momento salivo la scala per andare a togliermi il cappello, Celina conoscendo la mia sensibilità e vedendo le lacrime brillarmi negli occhi ebbe anche lei tanta voglia di versarne, perché mi amava molto e capiva il mio dispiacere: «O Teresa! mi disse, non andar giù, ti darebbe troppo dolore guardare subito nelle tue scarpe». Ma Teresa non era più la stessa, Gesù aveva cambiato il suo cuore! Reprimendo le lacrime, scesi rapidamente la scala e comprimendo i battiti del cuore, presi le mie scarpe e mettendole davanti al Papà, tirai fuori gioiosamente tutti gli oggetti, con l’aria felice di una regina. Il Papà rideva, anche lui era ridiventato gioioso e Celina credeva di sognare!... Fortunatamente era una dolce realtà: Teresina aveva ritrovato la forza d’animo che aveva perduto a 4 anni e mezzo e l’avrebbe conservata per sempre!


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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Grazia di Natale   Mer 5 Dic - 21:00

134. - [45v°] In quella notte di luce cominciò il terzo periodo della mia vita, il più bello di tutti, il più colmo di grazie del Cielo... In un istante l’opera che non ero riuscita a fare in 10 anni, Gesù la fece accontentandosi della mia buona volontà che mai mi mancò. Come i suoi apostoli potevo dirgli: «Signore, ho pescato tutta la notte senza prendere nulla». Ancora più misericordioso verso di me di quanto lo fu verso i suoi discepoli, Gesù prese Egli stesso la rete, la gettò e la tirò su piena di pesci... Fece di me un pescatore d’anime, sentii un grande desiderio di lavorare alla conversione dei peccatori, desiderio che non avevo mai sentito così vivamente... In una parola sentii la carità entrarmi nel cuore, il bisogno di dimenticarmi per far piacere186 e da allora io fui felice!... Una Domenica guardando una immagine di Nostro Signore in Croce, fui colpita dal sangue che cadeva da una delle sue mani Divine, provai un grande dolore pensando che quel sangue cadeva a terra senza che nessuno si desse premura di raccoglierlo, e decisi di tenermi in spirito ai piedi della Croce per ricevere la rugiada Divina che ne sgorgava, comprendendo che avrei dovuto in seguito spargerla sulle anime... Anche il grido di Gesù sulla Croce mi riecheggiava continuamente nel cuore: «Ho sete!». Queste parole accendevano in me un ardore sconosciuto e vivissimo... Volevo dar da bere al mio Amato e io stessa mi sentivo divorata dalla sete delle anime... Non erano ancora le anime di sacerdoti che mi attiravano, ma quelle dei grandi peccatori, bruciavo dal desiderio di strapparli alle fiamme eterne.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Grazia di Natale   Mer 12 Dic - 17:15

Carissimo Giancarlo,
Vorrei riprendere qui la questione della Grazia di Natale.
Ogni tempo liturgico porta con se delle Grazie. Anche il Tempo ordinario. I tempi forti sono appunto detti "forti" perché portano con se delle Grazie forti. Il tempo della Quaresima porta in un certo senso un doppio di Grazie per aiutarci a convertirci. Natale stesso (non il tempo di Natale), cioè la novena che precede il Natale, la sera del 24, il 25 e i giorni che seguono, questo momento di grazia è ovviamente legato alla Grazie stessa della Venuta di Dio il 24, il momento nel quale celebriamo la Nascita di Dio tra noi. Questo momento è intenso, come qualsiasi altro momento (pensiamo ovviamente alla Vigilia Pasquale, alla Pentecoste, all'Annunciazione ecc..). Ma la tipicità delle Grazie puo' variare, a seconda della tipicità del momento storico celebrato. Per il caso nostro del Natale sappiamo che è un momento eccezionale dove si manifesta la Misericordia di Dio. E la Misericordia ci ricorda della Gratuità assoluta del Dono di Dio, della Grandezza di questo Dono, della Bellezza sconvolgente di questo Dono.
Il testo che ho messo su santa Teresina che racconta la sua grazia di Natale mostra bene questa strana malattia psichica che lei ha avuto e la guarigione straordinaria che lei ha ottenuto.
Tanta gente è lontana da Dio, e quindi il Natale è in modo particolare il tempo dove chi è lontano riceve una Grazie forte per avvicinarlo da Dio, è il momento nel quale Dio ci visita. E' Lui che ha l'iniziativa non noi. E' quello il punto sconvolgente, che apre per noi grande le porte della Speranza.
E' in questo senso che vi invitavo ad entrare nella dimensione sconvolgente della Speranza di Ricevere la Visita di Chi ha fatto lo Sforzo e ha avuto l'iniziativa di venire a noi, per incontrarci, entrare nella nostra vita, cambiarla, illuminarla. Ecco la Misericordia.
Le letture di ogni giorno, spesso prese dai profeti (essenzialmente Isaia, chiamato anche dai Padri della Chiesa "il quinto Vangelo"), ci insegnano ad aprire la nostra Speranza alla Dimensione stessa del Dono.
Per questa ragione abbiamo essenzialmente bisogno di Maria per imparare a Sperare. Senza di Lei non si sa sperare bene. E' per quella ragione che troviamo già all'inizio dell'Avvento (il Romano è più corto dall'Ambrosiano) il primo dono dell'Avvento: Maria Immacolata. Lei è la primizia del Natale, è la figura centrale dell'Avvento, in Lei la capacità di Sperare trova il suo compimento e la sua realizzazione perfetta. Ma Maria ci è data appunto per poter a nostro turno sperare anche noi, per noi stessi e per gli altri: queste Grazie incommensurabili.

A presto
Jean
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Grazia di Natale   Mar 18 Dic - 20:11

Vorrei dire la mia preghiera di augurio per un "Santo Natale" indirizzata a tutti, sfruttando l'ospitalità di questo Forum. La preghiera raggiunge chi forse apre la pagina, ma può raggiungere intimamente anche chiunque altro, unito a tutti nel comune cammino alla ricerca del Signore.
Prego che il Natale possa far nascere anche in ognuno di noi questo Nuovo Bambino che aspettiamo.
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rosanna



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MessaggioTitolo: Re: Grazia di Natale   Mer 19 Dic - 10:55

Cara Annarita e a tutti quanti leggono, accogliamo la grazia rinnovatrice di questo Avvento che è per eccellenza, il tempo dello stupore per le sempre nuove e mirabili sorprese di Dio. Vieni Gesù Bimbo nei nostri cuori. Rosanna
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gian carlo b



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MessaggioTitolo: un ponte da attraversare tra il Natale e la quaresima?   Mer 19 Dic - 12:43

Caro Jean, apprezzo e condivido la tua risposta come gli altri interventi, ma permettimi di fare un’aggiunta.
Quante volte abbiamo chiesto fiduciosamente una grazia di Natale… eppure non è arrivata. Quante volte abbiamo sperato, ma invano. E allora? Conosco già le solite risposte.
Anche Gesù pregava, anzi diceva: “ Padre, so che sempre mi ascolti… “ e nel Getsemani “… pregava più intensamente “, e aggiungeva: “ Non la mia ma la tua volontà sia fatta!“.
Ti voglio fare un’altra domanda: forse che oltre la preghiera occorra qualcosa d’altro? Quel ” sia fatto la tua volontà “ cosa comporta veramente? Che bisogna aspettare la Quaresima?
Non so se riesco a farmi capire, comunque, a questo punto, auguro anch’io un santo Natale a tutti.
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rosanna



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MessaggioTitolo: Re: Grazia di Natale   Gio 20 Dic - 0:02

Caro Gian Carlo, ci domandiamo spesso perchè a volte Dio non asseconda le nostre richieste di grazie, richieste fiduciose fatte in periodi particolari come il Natale che è momento di grazie speciali. Probabilmente i tempi non sono maturi per quella determinata grazia richiesta perchè Dio sa di cosa abbiamo bisogno e ci da' quanto è giusto per noi nel giusto momento. Certo che a noi tutto quanto risulta incomprensibile a volte. A
questo punto dobbiamo chiedere a Dio il dono di farci capire e comprendere la negazione di questa grazia.
Papa Benedetto XVI dice: "Dio si nasconde nel mistero: pretendere di comprenderLo significherebbe volerlo circoscrivere nei nostri concetti e nel nostro sapere e così irrimediabilmente perderlo. Mediante la fede, invece, possiamo aprirci un varco attraverso i concetti, perfino quelli teologici, e possiamo "toccare" il Dio vivente. E Dio una volta toccato, ci trasmette immediatamente la sua forza. L'esistenza umana è un cammino di fede e, come tale, procede più nella penombra che in piena luce, non senza momenti di oscurità e anche di buio fitto. Una fede forte deve attraversare delle prove. Una fede viva deve sempre crescere; la fede vera coinvolge l'intera persona, pensieri-affetti-intenzioni-relazioni-corporeità-attività-lavoro quotidiano. Scoprire la bellezza e la gioia della fede è un cammino in un rapporto profondamente personale con il Signore che opera dentro di noi."
Buon Natale
Rosanna
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Grazie   Gio 20 Dic - 9:51

Grazie Rosanna! Credere sulla Parola! Grazie, sai quanto ti dico grazie.

Credere oltre il muro invalicabile umanamente dell'evidenza. Credere pur nel dolore assoluto. La fede di Giuseppe, che crede IN OBBEDIENZA alle parole dell'angelo... Solo dopo gli sarà spiegato... Hai ragione, Giancarlo, non c'è soluzione di continuità tra il Natale e la Passione. Eppure solo lì dentro ci è promessa e data guarigione e gloria. Credere sulla Parola. Resistere continuando a restare ogni momento con Maria in Gesù sulla Croce, nel suo Costato squarciato per tutti. Aiutiamoci in questo cammino.

Con la Fede, la nostra contemplazione non si fermi ad essere sentimento ed egocentrismo ed autocelebrazione, ma possa diventare un "essere verso": come il Verbo, che è "verso" il Padre, nella Comunicazione di Amore infinita.

Vieni mio Dio, abbiamo talmente bisogno di Te, nella nostra insormontabile fatica di vivere ogni momento.

Di nuovo a tutti Buon Natale del Signore, vogliamo sperare in Lui.


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emanuela

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MessaggioTitolo: Re: Grazia di Natale   Gio 20 Dic - 20:50

Caro Jean, cari amici,
ogni volta che partecipiamo alla Santa Messa recitiamo "i cieli e la terra SONO pieni della Tua Gloria" e per augurare a tutti voi (e a me stessa) di vivere un Santo Natale pieno delle Grazie che siamo pronti ad accogliere, prendo un passo dal Vangelo di oggi: "beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore"
A presto Emanuela
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: Grazia di Natale   Gio 20 Dic - 23:04

gian carlo b ha scritto:
Caro Jean, apprezzo e condivido la tua risposta come gli altri interventi, ma permettimi di fare un’aggiunta.
Quante volte abbiamo chiesto fiduciosamente una grazia di Natale… eppure non è arrivata. Quante volte abbiamo sperato, ma invano. E allora? Conosco già le solite risposte.
Anche Gesù pregava, anzi diceva: “ Padre, so che sempre mi ascolti… “ e nel Getsemani “… pregava più intensamente “, e aggiungeva: “ Non la mia ma la tua volontà sia fatta!“.
Ti voglio fare un’altra domanda: forse che oltre la preghiera occorra qualcosa d’altro? Quel ” sia fatto la tua volontà “ cosa comporta veramente? Che bisogna aspettare la Quaresima?
Non so se riesco a farmi capire, comunque, a questo punto, auguro anch’io un santo Natale a tutti.

Carissimo Giancarlo,
A prima vista mi stupisce la tua domanda. Veramente. Uno dei punti principali del Corso di primo livello è di mostrare il movimento stesso della Preghiera, di qualsiasi preghiera: essa parte da Dio, arriva a noi, e poi ritorna a Dio con noi, per noi. Non parte da noi, ma da Dio! Un deserto non sa dare pianta verde che si eleva verso Dio lodandolo! La vera preghiera non è di chiedere tale o tale cosa, o di cominciare con l'elenco delle cose da chiedere (questo è il deserto che si illude di poter dare del verde verso Dio)! Quante volte, quante volte ho sottolineato la frase del Salvatore: "cercate prima il Regno dei Cieli, e il resto vi sarà dato". Non ha mai detto di chiedere (questa o quella cosa)! E la Grazia di Natale non è necessariamente una cosa che conosciamo in anticipo e che chiediamo. La Grazia di ogni giorno, la Grazia da ricevere ogni giorno (pensiamo alla Lectio), "dacci oggi il nostro pane quotidiano" non è mai una cosa che sappiamo in anticipo [spesso l'ammalato non sa del suo male! È il Medico (Gesù che sa meglio da dove cominciare)]! È una cosa che comincia, che parte da LUI, non da noi! Quindi si tratta di aspettare una Grazia che noi non conosciamo. Ed è una cosa che tocca il Regno, non "tutto il resto"!
Non so cosa dire! Mi stupisce questa domanda, non nel suo aspetto letterale, ma nel suo spirito. Perché non siamo esauditi? San Giacomo nella sua lettera (4,3) dice: "perché chiediamo male", chiediamo "questo o quello"! Neanche si tratta di dire: "sia fatta la tua volontà" dopo aver fatto l'elenco delle cose da chiedere! Si tratta di cambiare completamente modo di funzionare! Si tratta di cominciare da Lui: "cosa hai da dirmi oggi". E' questa la Grazia di Natale, è questa la "sorpresa" della Gratuità di Dio. Le Sue vedute sono diverse dalle nostre, il suo modo di pensare è diverso dal nostro, come il Cielo è lontano dalla Terra (cfr. Isaia 55,8ss).
È vero pure che pregare per gli altri, e chiedere la loro conversione è in un certo senso una preghiera vera. Anzi, è una verissima preghiera! E' un atto eccelso di Carità. San Giovanni nella sua prima lettera lo dice. È una grande carità. Pero' dici tu: "quante volte", "quante volte". Santa Monica direbbe lo stesso a proposito del suo figlio (Agostino) e miliardi di persone sarebbero nel caso di santa Monica chiedendo la Grazia della conversione di una persona cara. Pero' chi ci dice che ogni preghiera del genere non è esaudita? Certo che lo è, ma la Grazia nel cuore delle persone per cui preghiamo non è magia, è suggerimento, piccole spinte anche, cammini a volte lunghi, per portare la persona a crescere! E quante cose cambiano nel cuore altrui ma non le vediamo! E noi vogliamo vedere!
Ogni volta che preghiamo (bene o male), lo Spirito, nel nostro cuore, prega, e Lui sa cosa c'è in Dio (1 Co 2,11), e quindi orienta, purifica, consolida la nostra preghiera (Rom 8 ). Lo Spirito Santo in noi, sa cosa Dio vuole, e come lo vuole e quando lo vuole. Quindi ogni preghiera nostra [o anche ogni desiderio di preghiera nostro (spesso "umano", affettivo, naturale)] ha bisogno prima di avvicinarsi dallo Spirito Santo che è in noi, dal Suo Istinto soprannaturale, dai suoi Orizzonti. Quindi con l'apertura del nostro cuore agli orizzonti dello Spirito in noi, si impara a conoscere e a riconoscere cio' Dio vuole [ecco un punto importante (ogni lectio contribuisce a questa crescita e costituisce quindi una Scuola formidabile di preghiera)]. E' anche questa la Scuola della Preghiera. Questa Scuola dello Spirito ci farà crescere al punto di poter incarnare queste parole estremamente audaci di Gesù: "tutto cio' che chiederete in Nome mio vi sarà dato" (Gv 14,14; 15,7; 16,24 e 1 Gv). Gesù insiste molto: come Vigne vere, Portate dei frutti! E Dio sa quanto la preghiera nostra è come un Albero che deve non solo crescere ma portare molti molti frutti per Glorificare Dio (è questo l'unico modo per glorificare Dio: portare dei frutti).
Quindi credo che è importante non di disperare davanti a preghiere apparentemente non esaudite, ma di rilevare la sfida e di entrare sempre di più in Dio, scrutando il Suo Essere, il Suo modo di pensare, il Suo modo di vedere le cose. Questa anche è preghiera, è crescita, è saggezza.
La preghiera puo' essere un atto naturale (non soprannaturale), cioè che parte da noi, dalla nostra volontà (e non dalla Grazia). Mentre la vera preghiera parte dalla Scoperta della Volontà di Dio, una scoperta, una comprensione che ci aiuta a meglio dire: "sia fatta sulla Terra del nostro quotidiano la tua volontà che abbiamo contemplato in Cielo". Quindi prima deve venire la contemplazione della Sua Volontà nel Cielo di Dio (nostro cuore).
Quindi ogni preghiera apparentemente non esaudita è un cammino di crescita, una sfida lanciata da Dio a noi, per spingerci ad approfondire la nostra amicizia con Lui, con Gesù. Non rinunciamo alla grandezza della chiamata di Gesù di fare di noi degli Amici non degli schiavi (Gv 15,15)! Quindi ogni sfida di questo genere è per noi un'occasione di passare (su questo punto non esaudito) da schiavo che non capisce ad amico che capisce! Perché Gesù dice: all'amico dico tutto (Gv 15,15)! Questo "tutto" non è dato di un colpo, ma pian piano, passa a passo! È lo Spirito appunto che, dimorando in noi, ci guida verso la Pienezza di Gesù, della conoscenza e dell'amore di Gesù (Gv 16,13).
Credo che non si tratta quindi di insistere intestardendoci ciecamente nel chiedere la stessa cosa, ma si tratta di insistere nel cercare umilmente di capire, e cio' lasciando Dio aprire in noi nuove vie, orizzonti nuovi, guidati dallo Spirito. Sono allora vie di profondità!
La Fede è l'apertura del cuore e della mente all'azione dello Spirito di Dio in noi che fa ogni giorno di noi un po' più un Amico di Gesù. Rinunciare ad avere preghiere inesaudite, vuol dire rinunciare alla sfida di crescere, di diventare (su un punto particolare) più un amico che uno schiavo!
Il Cristiano abitato dallo Spirito, vero imprenditore di Dio, approfitta dello Spirito che gli è dato, usandolo per affrontare le sfide di questi apparenti silenzi di Dio. Dio vuol vedere quanta stima abbiamo verso di Lui, fino a che punto lo stimiamo (e fino a che punto siamo magnanimi anche).

Credo che in questa risposta (che riprende a suo modo vari punti sottolineati dagli altri), ci sono vari punti, vari talenti da far fruttificare, come dei veri imprenditori.
Approfitto per salutare tutti, soprattutto chi ha scritto qualche cosa, e augurarvi tante Grazie per il Natale. Preghiamo gli uni per gli altri.
A presto
Jean
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gian carlo b



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MessaggioTitolo: mente locale   Mer 26 Dic - 13:06

Ti ringrazio caro Jean della tua lunga risposta, che ha avuto l’effetto di farmi fare “ mente locale “ (come si suole dire) sulla questione della grazia e della preghiera. Vedi, quando tu hai parlato della Grazia speciale del Natale, in me è scattata spontaneamente una speranza, forse assopita e nello stesso tempo ostinatamente perseguita da tanto tempo, di un dono certo, ma non tanto per me, quanto per altri.
A me e per me in fondo non interessa poi molto più, mentre per altri….beh, insomma.
Mi sembrava che la mia preghiera non era “fatta male“ come dice san Giacomo (anche se non ci spiega come farla bene). La mia preghiera fondamentalmente è per la “vita”, perché fosse donata la luce innanzitutto e poi la forza per una conversione, e quello che mi pareva di aver capito, per fare bene la preghiera, erano le parole rivolte da Gesù a Giairo quando gli dissero di non importunare oltre il maestro perché sua figlia era morta: “ Non temere, continua solo ad aver fede “ (Mc. 5,35-35).
Forse,in fondo al cuore, non chiedevo solo UN dono, ma un mazzo di doni. Ma per Dio non dovrebbe essere un problema Fare mente locale ha voluto dire anche che se Dio dovesse assecondare ogni nostra preghiera, staremmo freschi ( non lui, ma noi ).

Ho voluto comunque aspettare a scrivere questa lettera solo dopo il Natale, non tanto per scaramanzia quanto per non essere smentito nei fatti. Ma ho visto che la ragione della nostra preghiera altro non è che la fede in Lui.

Tu dici:“ la Grazia del Natale noi non la conosciamo in anticipo “. Ecco nel prepararmi al sacramento della riconciliazione ho riconosciuto che dovevo ringraziare per tante grazie che ho ricevuto in questi giorni, grazie che potevo ben definire di Natale; molto di più di quelle che mi aspettavo, anche se non erano proprio quelle che chiedevo. Si tratta di avere occhi per vedere. Dio infatti sa di cosa abbiamo bisogno, sia per il corpo che per lo spirito; allora, perché preoccuparmi?
Ho pensato anche che, forse egoisticamente, quello che si chiede per gli altri, indirettamente la si chiede per se stessi? Forse è proprio così. Dio ci perdoni.

Tu dici anche che la preghiera “ parte da Dio e non da noi ”. Perfetto!
Ma davanti alla tua provocazione, mi chiedevo se non era anche nostro diritto e dovere sapere “cosa“ chiedere e se non era giusto avere un segno. Mi sono ricordato di quando santa Teresina chiese la grazia per Prandini e chiese insieme un segno per sapere se era stata esaudita.
Cosa avrebbe fatto se non avesse ricevuto il segno? Forse non lo avrebbe scritto!

Scrivendo “ quante volte…” forse mi volevo mettere al riparo, una specie di elmetto in testa. Insomma una specie di autodifesa, o autogiustificazione anche in questo caso, senza voler condannare nessuno, tanto meno Dio, e di lasciare a lui la scelta giusta di tempo e di modo.

Ho scritto anche del “ponte da attraversare dal Natale alla Pasqua” proprio per dire che se la Grazia è un dono gratuito, lo è certo per chi la riceve, ma non per chi la impetra. In un certo senso ha anche un prezzo, anche molto alto, pagato in primis da Cristo. E Lui chiede anche a noi di partecipare. Avevo in mente un dialogo avvenuto il 16 Febbraio 1937 tra la santa Faustina ed il Cristo Misericordioso (2,303-304), in cui ad un certo punto, alla sollecitazione della santa che Gli dice “ Gesù, a Te è più facile dare molto anziché poco “, Cristo risponde: “Si, mi è più facile dare all’anima molto anziché poco, però ogni conversione di un’anima peccatrice esige sacrifico“…

Quando allora mi chiedo se sono davvero convinto di questo, le mie richieste incominciano a frenarsi a vacillare davanti alla mia poca disponibilità. Però anche questa disponibilità è un dono, una grazia che, se siamo onesti, almeno dovrei desiderare sapendo che non è dovuta per le mie capacità, ma solo per la sua infinita misericordia. Non ti pare? Ma quanto è lungo questo discorso?
Con affetto immutato. Giancarlo
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