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 FEDE E RAGIONE

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Anna rita



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MessaggioTitolo: FEDE E RAGIONE   Mer 26 Dic - 20:23

Caro Jean, ho riflettuto su quanto hai accennato a proposito dell'importanza del ricorso alla filosofia, alla ragione. Ce ne avevi comunque sempre parlato in modo forte, ai corsi.

In effetti, il nostro rischio "moderno" è ormai quello di avere perso la fiducia nell'uso della ragione come strumento conoscitivo e ... purtroppo anche deontologico. Ci sembra che la ragione sia quella cosa con la quale puoi dimostrare tutto e il contrario di tutto. Quella cosa per la quale in un certo senso tutto deve essere accettato. Puoi solo dire "Dio non è razionalmente conoscibile", e allora questa conclusione ti toglie ogni altra parola.

Per quanto mi riguarda personalmente, mi domando quanto il rivolgermi soprattutto alla mistica non sia, almeno da parte mia, anche un cortocircuitare DI COMODO il metodo della indagine conoscitiva che non può escludere il contributo della ragione, essendo noi esseri umani raziocinanti. Cioè: mi sembra che la mistica mi serva ... la "pappa pronta" (perdonami l'espressione dissacrante)
Invece... sacrosantamente va usata la ragione di cui Dio ci ha fornito. Per discernere la verità, per rendere ragione della nostra fede. Per dovere verso di noi ma per dovere sacro anche verso gli altri, ai quali siamo chiamati a testimoniare Cristo.

Un dubbio : mi pare che il mio modo attuale di procedere non sia: filosofia-teologia-mistica, come da te indicato, ma il contrario: mistica e Parola, da illuminare con la teologia ed alla fine, se ci sta, confrontare con la filosofia(con tutti i limiti culturali miei, purtroppo).
Ma questo è un metodo che può stare in piedi? In effetti, ho avvertito sempre forte disagio (che non sapevo come inquadrare con abbastanza certezza) seguendo questo percorso, ma mi è parso spesso che questo mio disagio ed inquietudine costante fossero proprio legati al non riuscire a trovare il modo per agganciare la mia esperienza ad un uso della ragione più metodico, non riuscire a giustificare, inquadrare anche con la ragione ogni aspetto dell'esperienza che vivevo.

In sostanza mi pare di avere verificato quanto sempre detto da tutti, che la mistica da sola non possa sussistere, neanche per il singolo individuo per se stesso, pena anche di arrivare al rischio estremo di cadere nell'intimismo. La lectio è vero dovrebbe correggere il tiro, ma SE BEN COMPRESA... il che richiede una lunga strada. Tra l'altro, mi sono accorta che le nostre domande sul forum riguardano molto poco la lectio.

Nelle letture di oggi si dice bene: "Vigilate sempre, e non temete la sofferenza" (sofferenza della ricerca, del dubbio, della miseria di non trovare gli strumenti per arrivare al cuore dell'altro e rendergli ragione della nostra fede). In tutto questo, però, anche oggi mi sembra che le letture ci capitino a proposito una volta di più.

Vieni Signore Gesù, abbiamo talmente bisogno di te. Anche per questa nostra sofferenza, inadeguatezza, è Natale.
Grazie a te Jean di tutto.
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: FEDE E RAGIONE   Gio 27 Dic - 2:03

Cara Anna Rita e cari tutti (chi si interessa a questi argomenti),

Hai fatto bene di creare un soggetto nuovo "Fede e ragione". Grazie.

Cerco di rispondere. Non pretendo di coprire tutta la domanda, ma solo alcuni punti.

Diciamo che di per se, la mistica dovrebbe bastare. Santa Teresina no ha fatto ne filosofia ne teologia, neanche la Madonna le ha fatto. Teresina dice della mistica: è l'unica scienza che bramo.

La mistica o è mistica o non lo è! E se lo è, allora non puo' essere intimistica! Anche l'eremita se si isola dal Corpo, non è più eremita! Facciamo parte di un Grande Corpo: l'umanità. Il P Marie Eugène diceva che chi fa Preghiera del Cuore è nella punta più fine della Missione, è "al fronte" (la vera battaglia della Luce e delle Tenebre ha luogo nei cuori). Lui esigeva 2 ore di Preghiera del Cuore al giorno, anche ai laici! Perché è un arma potentissima per cambiare noi stessi ed il mondo. Di fatti tante cose si decantano, si calmano, e diventiamo molto più efficienti dopo.

La lectio si, come dici tu: aiuta molto. E' un lavoro immenso quello che fa la lectio in noi. Chi si allontana dalla Parola perde molto, la sua Fede diventa molto debole. Qualunque sia questa persona (lo notato nei religiosi, spesso). La Parola è una Spada di Luce e di Fuoco che penetra fino in fondo in noi, nella nostra coscienza e rivela le cose oscure, le cambia, fa partire le tenebre (se lo vogliamo ovviamente). E la lectio è una "uscita di se stesso", ogni volta. E sappiamo bene ogni volta se siamo usciti di noi stessi o abbiamo riscaldato la minestra. Sappiamo se siamo rimasti dove eravamo, o se Egli è entrato in una nuova zona del nostro essere. Nella Lectio si cerca Dio non il nostro proprio piacere o il nostro punto di vista. Si cerca Dio negli altri. Quindi è uscita di noi stessi, un dimenticare noi stessi "per Dio".

La vita spirituale conta molto su una cosa della quale ho parlato poco purtroppo: il "buon senso" (l'espressione inglese è ancora migliore qui: "common sense".). (ne ho parlato quando ho parlato del "Discernimento" nel "Corso di primo livello")
E qui, la ragione/intelligenza ha il suo cammino di purificazione (basta leggere il libro II della salita per avere un idea). Ma il giudizio personale (discernimento, valutazione dei fatti, delle circostanze, ecc…) poggia molto su una mente purificata! Ma finché si arriva li, c'è un cammino. Poi, non siamo tutti nati con la stessa quantità di "buon senso" (questo è importane da ricordarsi)! Da un lato il "buon senso" (il giudizio sano) si impara, ma dall'altro lato si purifica, ma alla fine, non siamo uguali, e dipende anche delle responsabilità. Quindi (con o senza purificazione) c'è gente che avrà sempre un buon senso, in altri sarà assente, in altri ancora zoppicherà! Un ubbidienza molto forte salverà queste ultime due classe di persone!
Sia l'ubbidienza dovuta al superiore (ubbidienza religiosa, ma anche quella dovuta al prossimo…), sia l'ubbidienza insita all'accompagnamento spirituale, purificano la mente, purificano il giudizio personale, danno equilibrio, e comunque mantengono nella via sicura. (Santa Teresa parla della purificazione del giudizio grazia all'ubbidienza nel libro delle Fondazioni.) Pero', come dicevo, dipende delle persone, e non siamo uguali. (qui la psicologia entra anche, e l'eredita mentale ecc…).

Quindi inquadrare il tutto con la ragione forse si, nel senso che il "buon senso" è importante per gli atti quotidiani, il discernimento quotidiano. Si purifica certo, ma delle difficoltà psicologiche possono essere invincibili ecc…

Per "inquadrare tutto", gli studi di filosofia possono certamente aiutare ma, alla fine, al livello quotidiano (ed è quello che conta), il buon senso non è garantito alla fine degli studi di filosofia!

Con o senza filosofia (o teologia), la mistica è quella che dà vita. Il resto aiuta, struttura, rende conto, appaga un po' la mente, ma non da vita (e non appaga totalmente la mente, il Grande Giovanni della Croce la appaga). Quindi non credo neanche che si possa fare puramente cosi: 1- filosofia, 2- teologia, 3- mistica (lasciando la mistica alla fine), perché chi mi dà energia nella filosofia è la mia vita spirituale, sostenuta dalla mistica e chi mi dà energia nella teologia è la mia vita spirituale, portata e nutrita dalla mistica. La "vita spirituale" essendo una chiamata di Gesù, non puo' essere lasciata alla fine, va nutrita fin dall'inizio, e strada facendo. Quindi lei (la mistica) mi segue dell'inizio fino alla fine. Quindi è solo un modo di parlare mentale razionale di dire: 1- Filosofia 2- Teologia 3- Mistica. E' una divisione mentale giusta, giustissima perché rende conto della realtà. Ma non è una strada fattibile cosi (si perderebbe la fede, o si soffrirebbe molto se si dovesse fare 1 e 2 prima di 3).

Per studiare i rapporti tra le diverse conoscenze c'è il grande libro di Jacques Maritain: "I gradi del sapere, o conoscere per distinguere" (Ho trattato di questo argomento nella mattina della domenica del Corso su san Giovanni, trattando dei vari angoli sotto i quali si vede la realtà, per esempio un rosa).

Questo che segue illumina la tua domanda: Dopo il Concilio abbiamo avuto varie opzioni nella Chiesa (nelle case di formazione, nei seminari ecc…) per scegliere un cammino per la formazione dei seminaristi, dei religiosi, dei laici, in teologia: abbiamo tentato tutto nel mondo, in vari ordini (prima la vita, prima la filosofia, prima la teologia, prima la bibbia, prima la propedeutica, e cosi via). Possiamo trarre alcune costanti, alcuni risultati fermi:
1- Senza vita spirituale portata, nutrita, non si puo' fa crescere la vocazione. Il Papa attuale l'ha sottolineato in varie occasioni. Quindi a tutte le tappe, qualunque sia l'ordine (filosofia prima o durante), bisogna non tralasciare la vita spirituale – è importante nutrirla con un insegnamento di mistica lungo tutto l'arco della formazione (si fa poco, ma si fa (non cosi forte come i vostri Corsi)).

2- Una strutturazione dell'intelligenza con una sana filosofia è sempre utile (ma non tutti ne vedono i vantaggi e il periodo della filosofia è spesso vissuto con fatica) soprattutto per futuri Pastori, o persone con esigenze intellettuali grandi. Comunque fare teologia seria senza aver capito un po' di basi di filosofia è veramente secondo me assurdo. È un po' come fare psicologia senza riconoscere l'esistenza dell'Inconscio!

3- (questo lo dico io) Una teologia non collegata alla Mistica è semplicemente come in medicina studiare il corpo umano e dimenticare il cuore e il cervello. Fare il collegamento tra teologia e mistica è fondamentale, più che mai urgente oggi. Pero' questa è una cosa ancora troppo nuova per essere adoperata! Qui rimaniamo nei progetti futuristici, e ci lavoro e vi chiedo di aiutarmi perché è fondamentale per il presente e per il futuro. La lezione n°3 ve ne dà un'idea del problema e della sua soluzione. Ma si deve anche fare: "sacramenti (liturgia, celebrazione) e vita spirituale" e anche "morale e vita spirituale" ma potete notare che le faccio durante il Corso, in modo "osmosico". Ho bisogno di una equipe che si dedica a questi problemi. Sono i punti di collegamento delle due spirale del DNA (i due rami: profetico e sacerdotale).

4- Si vede quanto l'essere moderno ha varie debolezze palese:
a) La sua formazione cristiana di base è povera, perché il milieu non è più lo stesso come prima, allora si fa spesso oggi un anno (o anche due) di propedeutica, che contiene catechesi di base (cioè teologia di base, catechismo di base).
b) La mente moderna è più debole, meno capace di astrazione e di metafisica, e quindi si fa fatica a trasmettere e a capire la filosofia (Aristotele e san Tommaso filosofo). Questo ha spinto il P Marie Dominique Philippe op (domenicano) di fondare un Ordine religioso che punta molto sul ridare la base filosofica per, direi, purificare, riaggiustare la mente moderna, dando già nel noviziato una formazione fortissima in filosofia aristotelico-tomista. Ha ragione, ha visto bene una delle debolezze maggiori dell'essere umano di oggi.

5- Ma l'essere umano ha della qualità anche ed è molto più esigente oggi su questi livelli: ha bisogno di cose veramente autentiche, non imposte dogmaticamente, ha bisogno di toccare, di sperimentare la vita Cristiana. E quindi il linguaggio della Mistica è assolutamente per lui. Ha una sete tremenda del divino (basta vedere nel mondo occidentale la quantità non solo di sette ma anche di sforzi onesti per raggiungere il Divino (tutti gli sforzi che girano intorno alla meditazione ecc..)). Tutto questo è un SEGNO immenso per chi sa vedere. Questo è un messaggio chiaro per chi ha carica di mistica o responsabilità ecclesiali, ma siccome le nostre conoscenze della Mistica oggi sono cosi povere, frammentarie, ancora oggi, siccome, come lo dicevo, il rinnovamento della prima metà del secolo scorso è caduto nel vuoto, soffriamo molto molto delle conseguenze del silenzio ecclesiale sull'insegnamento sulla Vita spirituale. Nessuna grande sintesi di Teologia Spirituale da più di 50 anni. Nessuna Enciclica (eccetto quella sul Rosario) che tocca questi argomenti fondamentali. Questo punto (le esigenze dell'uomo di oggi) già sottolineato dal Cardinale Congar op nel suo grande libro "Vraie et fausse réforme dans l'Eglise" rimane ancora valido oggi dopo più di 60 anni (se non sbaglio). Ma chi ha orecchi?

Per concludere diciamo: quanti laici hanno studiato teologia (e quindi filosofia) nelle varie università cattoliche e cio' soprattutto a partire del dopo Concilio. Chi ha esigenze di studio, di riflessione, di cultura (e ha tempo e mezzi) lo fa. Ed è lodevole perché diventa servitore nella Chiesa. È una grazia. Ma avverto: non sognate, la formazione mistica che ricevete nella Scuola di Maria ancora non c'è veramente fuori! Quindi attenti di non essere delusi alla fine! (vedi n° 5 sopra)
Per questo dobbiamo lavorare molto per fare si che questa formazione (i Corsi che vi do) diventa il pane quotidiano parrocchiale, il "Catechismo normale per gli adulti" di oggi e di domani. Dobbiamo lavorare, preparare il materiale, i libri e i catechisti.

Mi fermo qua per oggi, se no, passiamo la notte qua. Pero' raccomando la lettura dell'Enciclica: "Fides et Ratio" che tratta della Ragione in se, e dei suoi rapporti con la fede.
Grazie
E a presto
Jean
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: FEDE E RAGIONE   Gio 27 Dic - 2:22

Vorrei anche aggiungere un punto centrale che forse sfugge ad alcuni, l'ho già segnalato altrove ma lo riprendo qua! Parlando di ragione e di buon senso, san Giovanni della Croce da un consiglio che mi ha molto colpito anni fa: "mettiti d'accordo sempre con la ragione". Come un cosi Grande Mistico come lui, il Principe dei Mistici dicono alcuni, puo' dire che le vette della mistica e la ragione non si oppongono, non si cancellano (la mistica non toglie la ragione)???? A prima vista stupisce molto questo consiglio che egli dà. Quindi consiglia a chi si addentra nella vita spirituale di non forzare le cose al punto di perdere l'equilibro mentale, o semplicemente di perdere di vista il punto di vista della ragione! È sorprendente davvero, eppure è vero e illuminante questo consiglio.
Questo consiglio è completato in alcuni passi nei suoi libri con: la Legge di Dio. Quindi chi segue il lume della ragione (cio' che è ragionevole) e la Legge di Dio, non rischia di uscire dalla strada giusta! Sta allora togliendoci tutto lo sviluppo e la crescita spirituale? La crescita della Fede non è allora un separarsi dal lume della ragione? È strano forse per molti, and i don't blame them.
È per quella ragione che il "buon senso", il "common sense", le "bon sens" è importante nella vita spirituale. Non si tratta di perdere la testa, o di rinunciare alla mente o alla ragione come puo' apparire dall'amore per la Croce e per il Crocefisso segnalato da san Paolo. Certo, per il raziocinio chiuso in se stesso, il "linguaggio della Croce è follia" (1 Corinzi 1,17+ da leggere). Ma questa follia è più saggia, più alta, più ragionevole che la ragione lasciata a se stessa, o chiusa.
Quindi se c'è un periodo di crescita dell'intelligenza in Dio, se c'è come un apparente follia che sembra svilupparsi, è solo una crescita, poi dopo, si stabilizza. L'ho spiegato questo nel Corso di secondo livello. La stabilizzazione fa si, che sembriamo seguire cio' che è ragionevole. Pero', dentro, c'è tutto un mondo nuovo!
Quindi la Pienezza di Dio nella Carne, Gesù, non ha tolto a Gesù l'uso della ragione (anche se è stato giudicato come pazzo da alcuni "fuori di se"). La pienezza di Dio si incarna in una Natura umana che mantiene il suo funzionare normale. In noi, si purifica certo, ma dopo, si stabilizza.



Come vediamo sul disegno: c'è crescita, poi gira a destra (nel cerchio), stabilizzandosi, ritrovando quasi un buon senso nuovo, l'uso più sano della ragione. Se no, se si continua a salire, si và verso la follia. Per questo, girando, si prende bene la curva, al momento giusto, mettendosi d'accordo con la ragione come dice san Giovanni della Croce.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: OK   Gio 27 Dic - 10:38

Caro Jean, tutto ok in teoria il tuo discorso.
Ma la strada come è accidentata.
Solo una cosa: una persona DA SOLA non fa questo cammino, che richiede di sua natura un adeguamento costante alla realtà (crescita nel Corpo, come dici tu)
La vita sacramentale (questa è la seconda cosa a pari merito con la prima) è il nutrimento indispensabile per tutto: per la Lectio, la mistica, cioè per la vita. DA SOLI non ce la potremmo mai fare.
Si vorrebbe che il Tempo di Natale non finisse mai, perchè il Signore ci raggiunge in quello che ci è più noto, più aderente alla nostra personale psicologia umanità domanda. E dopo il Natale subito arriva S Stefano. E allora si chiede la forza, che sola viene dall'essere abitati dal Dio vivo.
Signore, SOS!!!
Grazie delle risposte, richiederebbero lunghi copnfronti verifiche approfondimenti nella pratica, che mancano.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Buon senso   Gio 27 Dic - 16:13

Il discorso sul buon senso "comune" va molto approfondito, come accenni tu.
Perchè il buon senso comune non sempre è la recta ratio, appunto, come dici.
Dipende dal sistema di riferimento, come sempre: quello che può essere definito buon senso è diverso all'interno di sistemi di riferimento diversi. E questo è una cosa che andrebbe sempre tenuta molto ben presente. Perchè altrimenti il comune buon senso rischia a volte di essere estremamente angusto, miope, e rischia di far seccare molte pianticelle che non hanno la forza della disperazione per remare contro vento... in tutti gli ambiti, ecclesiali e laici, spesso...
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Maria e la ragione   Ven 28 Dic - 10:43

Caro Jean, Maria è nostro modello, quindi ho riflettuto su quanto hai accennato su di lei. Maria aveva ricevuto una solida formazione al tempio, e poi ... Maria aveva lo Spirito Santop (il logo della tua Scuola di Maria lo indica bene). Maria non faceva filosofia secondo il pensiero astratto greco o anche egizio, perchè ragionava con i parametri non astratti del mondo ebraico. Ma Maria comunque verificava con la ragione (vedi Annunciazione). E su tutto meditava.
La Fides et Ratio dice "la rivelazione è gratuita, genera pensiero, e chiede di essere accolta come espressioone di amore" e poi il pensiero si spinge sempre più avanti alla ricerca di una verità intuita e non raggiungibile, certo, con la ragione, ma non per questo non da cercare. La Fede e non il fideismo. La fede sostiene la ragione e la contemplazione, anche se la ragione ad un certo punto DA SOLA non può proseguire. Ma poi,tra l'altro, chi ti dà la certezza che la tua contemplazione sia autentica?
Non siamo uomini ad una sola dimensione, anche se una ci è più congeniale. Per me mistica fede ragione sono un mondo senza divisioni, in cui un aspetto dà luce indirizzo e sostegno indispensabili all'altro. Ognuna rimanda all'altra. E' tutta una ricerca unica. E non siamo individui isolati, ma viviamo a contatto con altri ANCHE DIVERSI DA NOI cui siamo tenuti a confrontarci. E' doveroso trovare gli strumenti di confronto autentico, non dogmatico, nè autoritario omologante; non è lecito, non è carità!!, chiudersi e stop. La nobiltà dell'uomo è saper valorizzare le differenze, che indirizzano alla "infinità" di Dio. Amo molto, in modo assoluto, appassionatamente, la verità che è in ognuno. Il Dio che è in ognuno.
Io non voglio rischiare di fare accademia sul forum, men che meno parlando di queste cose sacre. E neanche mi interessa, se mai, perdere tempo nel confutare le idee altrui per far prevalere mie idee (che sono invece domande di verifica e confronto SEMPRE). A me interesserebbe "camminare con" . A me interessa andare avanti, stop.
In quelle che tu hai scritto in questo topic avrei trovato molti punti fondamentali su cui sarebbe indispensabile parlare con te e con gli altri.
Invochiamo lo Spirito Santo.
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Altra domanda   Ven 28 Dic - 21:24

Caro Jean, nel tuo intervento hai accennato tra l'altro all'obbedienza all'altro. Potresti dirci qualcosa di più, quando hai tempo?
grazie
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Aleksandr

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MessaggioTitolo: Re: FEDE E RAGIONE   Gio 14 Feb - 11:55

http://xoomer.alice.it/fedeescienza/home.html

La ragione, e anche le conoscenze scientifiche, ci mostrano con chiarezza l'esistenza in noi di un elemento soprannaturale e l'esistenza di un Dio creatore. Vi segnalo questo sito, che è scritto da un fisico cattolico, in cui ci sono le spiegazioni e dimostrazioni. L'ho letto con attenzione più volte, ed è davvero preziosissimo, anche nella sezione sulle risposte alle domande dei visitatori (specialmente questa).
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Anna rita



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MessaggioTitolo: Lavoro intellettuale e fede   Lun 16 Feb - 16:09

Uno stralcio della omelia dell'arcivescovo Bruguès con due consigli utili, quando si considera il rapporto fede-ragione, e utili anche per chi vuole approfondire l'analisi dell'approccio alla Parola.
(Chiedo scusa a quanti conoscano già il testo)

Testo dell'omelia pronunciata dall'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, il 28 gennaio scorso per la festa di San Tommaso d’Aquino.

"[...]Nova et vetera: Tommaso d’Aquino ebbe il genio di radicarsi nella Tradizione più solida (lo testimoniano la sua conoscenza dei Padri e il suo debito verso Sant’Agostino molto più forte di quanto lo si sembra riconoscere, da appena qualche decennio), al fine di cogliere dall’interno le sfide della modernità. L’assimilazione del passato prepara sempre il futuro. Sentiamolo allora darci due grandi consigli per oggi.
Primo consiglio: mai separare il lavoro intellettuale dalla vita di unione con Dio. Certamente, per San Tommaso la teologia ha una funzione speculativa e sistematica ben definita, che consiste nel proporre una “intelligenza” della fede, dando delle ragioni certe o probabili, per eliminare gli errori. Altrettanto, egli non separa mai questa prospettiva immediata da una finalità più spirituale, che si potrebbe riassumere in una parola: l’elevazione dello spirito. A proposito di una questione trinitaria delicata, San Tommaso rileva: «Una tale ricerca non è inutile, perché attraverso di essa lo spirito è elevato per cogliere qualcosa della verità [cum per eam elevetur animus ad aliquid veritatis capiendum]» (De pot., q. 9, a. 5). Questa elevazione è percepita come anticipazione o preparazione della visione beatifica. Rimaniamo sempre nella prospettiva aperta dalle beatitudini proclamate nel Discorso della montagna. Ecco perché il lavoro speculativo, secondo Tommaso è fonte di gioia. «E’ utile, egli spiega all’inizio della Summa contro i Gentili, che lo spirito umano si eserciti a queste ragioni anche se sono deboli, a condizione che non abbia la pretesa di comprendere o di dimostrare. Perché poter percepire qualcosa delle realtà più alte, anche se soltanto con uno sguardo debole e limitato, procura la più grande gioia [jucundissimum] » (SCG, L. I, cap. 8, n. 49).
Mi pare che questo primo consiglio ci difenda contro quello che io chiamerei il rischio di una auto-secolarizzazione rampante presso quelli che hanno ricevuto l’incarico di insegnare nella Chiesa: guardando le «cose dall’alto», come se si mettesse l’obbiettivo fotografico sull’infinito, questi ultimi dovrebbero vedere meglio ordinarsi i diversi piani della realtà. Commemorando il centesimo anniversario del teologo Hans Urs von Balthasar, nel 2005, colui che era appena stato eletto Papa sotto il nome di Benedetto XVI, gli rendeva questo omaggio: «Egli aveva profondamente compreso che la teologia può soltanto svilupparsi nella preghiera, che coglie la presenza di Dio e che si affida a Lui nell’obbedienza».
Il secondo consiglio che ci lascia il dottore angelico raggiunge con molta precisione una proposizione fatta dai Padri dell’ultimo Sinodo tenutosi a Roma nell’ottobre scorso: «Superare il dualismo tra esegesi e teologia» (Proposizione 27). Il testo riprendeva così le stesse parole del Papa Benedetto XVI: «Dove l’esegesi non è teologia, la Scrittura non può essere l’anima della teologia e, viceversa, dove la teologia non è essenzialmente interpretazione della Scrittura nella Chiesa, questa teologia non ha più fondamento» (martedì 14 ottobre 2008). San Tommaso ci dona un esempio meraviglioso di questa unità tra la meditazione della Parola di Dio e la riflessione sistematica. La Summa teologica propone un andare e venire costante tra questa Parola, essa stessa riletta nella Tradizione e alla luce del Magistero, e la costruzione teologica. Sappiamo che nel Medio Evo, il primo compito del maestro di teologia era di commentare la Scrittura ogni giorno. Il titolo più elevato all’epoca era quello di Magister in sacra Pagina o Doctor sacrae scripturae. Legere, cioè commentare, disputare delle questioni più ardue e infine praedicare: Tommaso ci ha lasciato così meravigliosi commentari della Scrittura. Sono almeno la metà dei testi del Nuovo Testamento e diversi libri dell’Antico che egli ha meditato ed esposto ogni giorno. Commentando, per esempio, la parola di Gesù: «Io sono mite e umile di cuore» (Mt 11, 29), il nostro Dottore spiega nel modo più luminoso: «Tutta la nuova legge consiste in queste due cose: nella mitezza e nell’umiltà. Per la mitezza, l’uomo si avvicina al prossimo secondo la parola del Salmo: “Ricordati, Signore, di Davide, di tutta la sua mitezza” (Sal 131, 1). Per l’umiltà, egli si avvicina a sé e a Dio: “Su chi riposa il mio Spirito se non sull’uomo di pace e d’umiltà?” (Is, 66, 2)» (Super Evangelium S. Matthaei Lectura, n. 970).[...]"

http://www.zenit.org/article-17204?l=italian
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Jean
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MessaggioTitolo: Re: FEDE E RAGIONE   Lun 16 Feb - 17:49

Grazie per questo gentile pensiero...
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Anna rita



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MessaggioTitolo: MISTICA E FILOSOFIA   Mar 17 Feb - 12:26

Se può interessare a qualcuno:

Conversazione con il Prof. Massimo Cacciari
martedi 22 febbraio 2009 - ore 18

Presso la Chiesa del Monastero delle Carmelitane Scalze
Via del Carmelo 22, Legnano

DUE MISTICI-DUE AMICI
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La differenza che li ha tanto uniti
I

Introduce l'incontro P. Fausto Lincio ocd
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