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 pienezza o povertà

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AutoreMessaggio
emanuela

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Numero di messaggi : 62
Data d'iscrizione : 04.04.06

MessaggioTitolo: pienezza o povertà   Mer 6 Feb - 2:51

Caro Jean,
Cos'è la povertà di Spirito che intende Gesù nelle Beatitudini? Ma lo Spirito non è pienezza? E' forse la strada che da primi fa diventare ultimi e da ultimi primi?
In un' occasione hai accennato alla povertà di cuore, la povertà di Spirito è la stessa cosa?
Grazie, a presto Emanuela
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Jean
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Numero di messaggi : 550
Localisation : Londra
Data d'iscrizione : 19.03.06

MessaggioTitolo: Re: pienezza o povertà   Mer 6 Feb - 5:43

Cara Emanuela,
Brevemente direi questo:

I. La povertà accennata dal Signore nelle Beatitudini è la povertà in spirito. "s" minuscolo. E quindi si riferisce al cuore anche, in senso biblico, di centro più profondo. E' quindi lo spirito come lo usa san Giovanni della Croce, e come lo usiamo nei Corsi.
"Povero in spirito" qui significa non si appoggia su nient'altro che Dio solo. Più siamo purificati, più lo Spirito Santo in noi toglie tutto cio' che non è Dio in noi; quindi ogni tipo di stampelle umane (i beni della terra) o spirituali (i beni del cielo) sono tolti. La persona forse puo' possedere, ma nella volontà e nel profondo dello spirito non è attaccata. E' un lavoro radicale che lo Spirito fa, come l'abbiamo spiegato nel Corso di Secondo livello. La notte dello spirito fa si che l'essere umano si sente più nudo, più povero, più debole, ma allo stesso tempo, la sua esperienza di Dio, della Sua sconvolgente Bontà, della sua Misericordia è sempre più forte. Ecco quindi l'apparente paradosso: da un lato cresce la nudità, e dall'altro cresce Dio nella persona!
Se guardiamo lo spirito solo, diremo che la persona è molto povera. Ma conoscendo l'altro lato di questa persona (la trasformazione in Dio) sappiamo quindi che questa povertà è "beata", cioè immersa in Dio! Dio è quindi tutta la ricchezza e l'appoggio di questa persona! Più la persona è povera spiritualmente, cioè tutta appoggiata su Dio, più ci sarà di pienezza di Dio in lei: "la mia Potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza" (2 Co 12,9). Ho quasi voglia di tradurre il testo cosi: "la mia potenza infatti si manifesta più pienamente più la persona è debole". Ricordiamoci nell'Antico Testamento come l'elemento dell'appoggio su Dio quando partivano in guerra era decisivo e che non bisognava appoggiarsi sulla forza delle armi e dei cavalli: è tutto il mistero anche del passaggio del Mar Rosso: gli Egiziani avevano il Cavallo ecc… ma gli Israeliti avevano solo Dio! Ecco il cantico di Mosè: "Voglio cantare in onore del Signore: perché ha mirabilmente trionfato, ha gettato in mare cavallo e cavaliere. Mia forza e mio canto è il Signore, egli mi ha salvato. È il mio Dio e lo voglio lodare, è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare! Il Signore è prode in guerra, si chiama Signore. I carri del faraone e il suo esercito ha gettato nel mare e i suoi combattenti scelti furono sommersi nel Mare Rosso." (Es 15,1-4) Questa è povertà beata che conta solo su Dio, non sul paese più forte di quei tempi. L'abbiamo vista anche di recente nelle letture, come Davide si è appoggiato su Dio per vincere Golia.
Quindi si, come dici tu, questa povertà è segno di pienezza, pienezza di Dio, percio' il Signore dice: "Beati". Ma è assenza (povertà) di ogni cosa che non sia Dio.
San Giovanni della Croce userà la parola: desnudez (nudità), ma aggiungerà altre parole come "purezza" (anche "distacco"), per dire lo stato al quale si tende! Ma allo stesso tempo sappiamo che è uno stato di pienezza. Dipende da quale lato guardiamo l'essere umano: dal lato delle creature, o dal lato di Dio.
La più povera tra i poveri di spirito (gli anawim) è … è Maria! Non aveva nessun altro appoggio eccetto Dio. E' Dio solo il suo difensore. E' Dio tutta la sua ricchezza. "il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore" (Lc 1,47). "Che cosa hai tu che non l'abbia ricevuto?" (1 Co 4,7) dice san Paolo.
Questa povertà nel nostro spirito, purificato da tutte le scorie di creature (è tutto trasformato in Dio) è opera dello Spirito Santo purificatore.

II. Un'altra interpretazione - che tra l'altro è in armonia con quella che ho dato sopra - puo' anche essere data. In questa interpretazione, usando "in spirito" si allude ai beni spirituali. Ecco come si presenta:
La povertà solo, intesa come distacco con la volontà dai beni materiali non basta! Quindi dire "Beati i poveri" e basta (come viene data la versione di Luca) rischia di essere capito solo a proposito di povertà e di ricchezza materiale. Mentre, per arrivare all'unione con Dio, bisogna essere anche povero "in spirito", cioè distaccato anche dai beni del cielo (che non sono Dio). Sono i due cammini di destra e di sinistra del disegno di san Giovanni della Croce, due cammini che non portano alla vetta del Monte. Quello di destra è attaccamento ai beni della terra e quello di sinistra è attaccamento ai beni del cielo. Mentre invece, la vera povertà (in spirito) è di essere attacato solo a Dio, quindi è nudità di tutto cio' che è attaccamento ai beni della terra e ai beni del cielo.

Spero che questa breve spiegazione sia stata utile.
Jean
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gian carlo b



Numero di messaggi : 8
Data d'iscrizione : 04.12.07

MessaggioTitolo: Le beatitudini ed il Magnficat   Dom 10 Feb - 17:34

Cara Emanuela
mi è piaciuta la domanda che hai fatto a Jean sulla prima beatitudine. Anch’io ci ho riflettuto nei giorni scorsi e, se premetti, ti vorrei dire cosa ho pensato.
Ecco, penso che se Gesù l’ha messa per prima vuol dire che è quella che gli piace maggiormente. Egli parla dei poveri ben sapendo che chi si crede ricco perché possiede qualsiasi cosa, non solo non è povero in senso stretto ma nemmeno può esserlo in spirito. Chi invece crede niente in fondo sia suo e non si vanta di quello che è o che ha, costui senza saperlo è già povero anche in spirito.

Penso che poveri in spirito lo si è con semplicità, con naturalezza, con spontaneità perché questa povertà è essenzialmente umiltà.
Il Regno dei cieli à già proprietà dei poveri, essi non hanno bisogno di aspettare di possederlo in futuro. Paradossalmente questi poveri sono i veri ricchi perché possiedono già il Regno dei cieli.
Forse sono stato poco chiaro come al solito.

Ti dirò anche che questi pensieri mi accompagnavano più tardi con la meditazione che ho fatto sul Magnificat. Stavo confrontando infatti le parole di Maria con quelle di Anna, la mamma di Samuele – leggi 1 libro di Samuele 2, 1-10 -.

Più o meno esse dicono le stesse cose; però Anna le diceva con i verbi al futuro, mentre Maria con i verbi al passato.
E allora mi chiedevo, intanto che cantavo il Magnificat in chiesa durnte una funzione, dov’erano tutte queste cose che diceva Maria: io vedevo addirittura tutto il contrario.

Ho capito allora che Maria era una “ contemplativa “ e che pertanto non solo quelle cose le dava già per scontate, ma le vedeva anche realizzate, perché con l’incarnazione del Figlio di Dio, preludio alla sua Risurrezione, il tempo era ormai superato - per questo Gesùdice che " il tempo è compiuto " -, il tempo era diventato l’inizio dell’eternità con il concepimento di Maria

Non so se riesco a farmi capire e per questo chiedo anche l’aiuto di Jean che senza dubbio potrà raddrizzare o rendere più comprensibile quello che dico ( sempre che io non dica castronerie come al solito ).
Saluto tutti, Giancarlo
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emanuela

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Numero di messaggi : 62
Data d'iscrizione : 04.04.06

MessaggioTitolo: Re: pienezza o povertà   Sab 23 Feb - 22:28

Caro Giancarlo,
scusa il ritardo, ma sono arrivata!
Dal mio punto di vista la povertà, di cui spesso Gesù parla nelle Sacre Scritture, è un punto nodale (come si usa dire oggi giorno), come la Trsfigurazione, che grazie a Jean, abbiamo compreso un pò di più.
Credo che spesso la povertà di spirito, quella interiore alla quale Gesù si riferisce, viene confusa con la povertà materiale e noi "poveri" cristiani facciamo l'elemosina....
La Trasfigurazione: se riguarda Gesù va bene, Lui è Dio e noi possiamo stare tranquilli! Ma se a salire il monte e a trasfigurarci siamo noi, la cosa cambia completamente, noi siamo chiamati a FARE e non ad aspettare che Dio faccia!!!
Credo che esista sempre il rischio che anche la Mistica possa diventare una scienza esteriorizzata...
Condivido con te che Maria era una "contemplativa" certo!
Io vedo Maria in modo più semplice, vedo in Lei la Donna che, già piena di Grazia; ha detto SI a Dio e per questo l'ha avuto per nove mesi addirittura dentro di Lei!
Dio ha respirato ed è cresciuto in Lei!
Lei lo ha allattato, l'ha lavato, con Lui ha giocato, ha ricevuto le Sue prime carezze, si sarà commossa ai suoi primi passi ed alle sue prime parole ... ed era Dio!
E' Lei che "serbava tutte queste cose nel suo cuore"
Che era ai piedi della Croce ed ancora Lei, l'unica, ha atteso il Risorto e sarà sicuramente a Lei per prima che Lui è apparso!
Lei, la prima dei salvati, la prima Sposa, la Sposa per eccellenza, la costola mancante che torna nel suo posto in Dio, carne della Sua cerne.
A Lei siamo tutti stati affidati ed è ancora Lei che ci prende come piccoli
bambini (quello che siamo agli occhi di Dio) e ci ri-porta alla nostra vera Casa, a Dio.
Questo è quanto sento per Maria e non so se teologicamente questo mio sentire ha un valore, è semplicemente il mio sentire!
Ciao, a presto
Emanuela



La mia visione di Maria
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Anna rita



Numero di messaggi : 220
Data d'iscrizione : 20.03.06

MessaggioTitolo: povertà e elemosina   Dom 24 Feb - 19:10

Povertà di spirito è il distacco da beni materiali e spirituali, certamente. E' prendere coscienza del proprio essere mancanti in modo costituazionale: e questo potrebbe portare dolore, se non altro per il senso del proprio limite nei confronti di quanto si vorrebbe dare al Signore. Invece la gioia ne può derivare in pienezza, se viene dalla tranquilla coscienza della Sua sete di noi, per cui il Suo soccorso non ci abbandona mai, in ogni istante. Ogni cosa della nostra vita siamo certi che da Lui è volta in nostro bene, ma Se noi lo vogliamo. Allora noi diventiamo straordinariamente leggeri, in questo essere vuoti, e dobbiamo solo imparare a ricevere da Lui. Il tutto non mi è per niente facile, perchè non è pura passività, ma implica un salire la montagna molto aspro, e richiede anche costante discernimento, altrettanto difficile, in modo tremendo. Anche il ricevere si deve imparare con fatica notevole. Maria sapeva ricevere tutto, e nello stesso tempo, da parte sua, dava tutto. La povertà\pienezza è inscindibile dal dare. L'elemosina è il dare noi stessi, il dare il Cristo che è in noi. E anche per questo la montagna da salire, quanto a volontà, autoeducazione della volontà, quanto a discernimento!!!, è un pendio che ha una pendenza del 100%!!!!!!!!!!.
In ogni modo, dopo la Trasfigurazione Gesù e i discepoli sono subito scesi, e anche noi dobbiamo sempre scendere in Galilea delle genti, mi pare. Scendere e dare.
L'elemosina è lo strumento INDISPENSABILE per salire, e poi per stare nella pianura con un'altra pienezza. Perchè l'elemosina dà subito, innanzitutto, a chi la fa, molto più che a chi la riceve.
Tutto questo non per ripetere cose già stradette da voi ma per dire "che fatica!!" Ma da Lui l'aiuto non manca mai. E' Lui che fa, attraverso la nostra volontà. E solo questa è la vera pace piena, e la vera gioia piena, mi pare.
Grazie.
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